Gli accoglioni

Immigrazione e mercato del lavoro

Gli accoglioni

Di Michele Rallo

Era inevitabile: avendo esaurito l’intero campionario delle castronerie giustificazioniste dell’assalto migratorio, ecco che i giannizzeri dell’alta finanza (di sinistra e di destra) si rifugiano nell’ultima trincea del giustificazionismo accoglione. Dopo aver tentato – con scarsa fortuna – di farci credere che gli immigrati avrebbero assicurato il pagamento delle pensioni dei nostri figli, ecco adesso l’ultima linea di difesa: poiché gli italiani (e gli europei) fanno pochi figli, occorre far entrare e far diventare italiani (ed europei) svariati milioni di immigrati poco attenti alla procreazione responsabile, in modo che la loro numerosa prole possa – il piú in fretta possibile – colmare i buchi della “crescita zero” degli italiani-italiani (e degli europei-europei).

Intanto – stupidaggine nella stupidaggine – le prime avanguardie afroasiatiche potranno essere impiegate con profitto nei ruoli di bagnini, camerieri e portieri d’albergo durante la stagione estiva che è alle porte. Perché dico “stupidaggine nella stupidaggine”? Non certo perché l’industria balneare (e quella agricola, e quella zootecnica, e piú o meno tutte le altre) non abbiano bisogno di manodopera; ma perché in Italia (e in molti altri paesi europei) ci sono legioni di disoccupati che potrebbero e dovrebbero essere avviati al lavoro in maniera intelligente, e che invece vengono lasciati a macerarsi nell’angoscia di una inoccupazione patologica. Il dovere dello Stato e del Governo che lo rappresenta – prima di sollazzarsi con i giochini di sostituzione etnica – sarebbe quello di riaprire gli uffici di collocamento e, per quanti non riescano a trovare una occupazione in loco, creare le condizioni per potere reperire un posto di lavoro in altra localitá.

“Creare le condizioni” non significa soltanto mettere in contatto datore di lavoro e prestatore d’opera, ma intervenire anche economicamente per rendere attuabile l’occasione di lavoro. Mi spiego: se a un giovane viene offerta in un’altra cittá una remunerazione – per esempio – di 1.500 euro mensili, quando in loco un alloggio decente ne costa 1.200, lo Stato deve necessariamente intervenire per garantire la praticabilitá del rapporto di lavoro in questione. Per esempio, offrendo alloggi a prezzi calmierati.

La prioritá è sconfiggere la disoccupazione “nostra”, non quella di aprire le porte ad una forza-lavoro estranea che, fatalmente, fungerá da moltiplicatore per la disoccupazione nazionale (e non soltanto per quella giovanile).

Perché – veritá che ci si ostina ad ignorare – non è la scarsa prolificitá degli italiani (e degli europei) a produrre le lamentate difficoltá nel mercato del lavoro; ma, al contrario, sono le difficoltá a procurarsi un lavoro stabile e adeguatamente remunerato a causare la crescita zero. La cosa è talmente evidente che non ci sarebbe bisogno di ulteriori precisazioni. È chiaro che, in mancanza di una stabile prospettiva di vita per loro stessi e per l’eventuale prole, le giovani coppie non si assumano la responsabilitá di mettere al mondo dei figli. Sarebbe grave il contrario, sarebbe grave che le nuove generazioni si dedicassero a figliare come i conigli, al solo scopo di rendere felici i potentati economici.

Cosí come è grave che i potentati economici, invece di spingere per la creazione di migliori e piú stabili condizioni di vita delle popolazioni autoctone, si rifugino nella predicazione delle strette rigoriste (su mercato del lavoro, pensioni, sanitá, spesa pubblica in genere) e nella invocazione di una immigrazione selvaggia che possa fornire una forza-lavoro alternativa e dalle miti pretese.

Tutto ció favorisce soprattutto le grandi concentrazioni industriali e le centrali finanziarie che le governano; e solo in minima parte i piccoli imprenditori locali, che soffrono per la inadeguatezza del mercato del lavoro di casa nostra.

L’unico modo per uscirne non è di aprire le porte a una massiccia invasione migratoria, dagli effetti imprevedibili e pericolosissimi; ma quello di migliorare le condizioni di vita della popolazione, di garantire un futuro dignitoso per le prossime generazioni, di smantellare tutto l’infame complesso delle riforme “che l’Europa ci chiede” e che ci hanno ridotto in miseria.

Certo, la nostra societá potrá talora avere bisogno di una immigrazione qualificata, diretta a colmare provvisoriamente i “buchi” che dovessero palesarsi in un determinato settore e per determinate figure professionali. Ma, al di lá di emergenze di questo tipo, la soluzione non puó venire certo dalla apertura delle frontiere alla immigrazione indiscriminata e a quella che – piaccia o non piaccia tale definizione – è certamente una riprovevole “sostituzione etnica”.

Se fosse come predicano gli accoglioni, se veramente gli immigrati servissero a mandare avanti la macchina della nostra economia, o a pagare le nostre pensioni, o rappresentassero in qualche modo una “risorsa” (come da verbo immigrazionista)… se cosí fosse, allora tutti i paesi europei farebbero a gara per accoglierne quanti piú possibile.

Invece, gli altri – a cominciare dalla Francia di quell’insopportabile Macron – non ne vogliono proprio sentir parlare. Anzi, rafforzano le difese ai confini dell’Italia, per evitare che parte delle “risorse” lascino il nostro territorio per trasferirsi da loro. Questa è la prova provata che le “risorse” non sono una risorsa, ma una palla al piede. Possibile che in Italia si sia tanto accoglioni da non comprendere questa evidentissima veritá?

Di Michele Rallo 28.04.2023

Michele Rallo è storico e saggista, ex parlamentare della Repubblica Italiana.

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Titolo originale: Immigrazione e mercato del lavoro

Commenti (51)

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    1. warheit 5 maggio 2023

      ma la Schlein è così brutta anche se viene solo disegnata?

    2. Cleon XIII 7 maggio 2023

      Bel mistero.
      Sembra però che abbia successo, che gli italiani si identifichino in lei. Cioè che si identifichino in una miliardaria americana che spende 100-300 € l'ora per un personal shopper (cioè un impiegato che fa acquisti per suo conto quando lei non ha tempo o voglia. Non ce l'aveva manco Michael Jackson). Tanto di cappello. il PD, che sembrava moribondo (un'altra volta), come l'Araba Fenice ha trovato il modo di risorgere. Anzichè cercare di capire quali siano le parti sociali più deboli e battersi per una politica economica che rilanci il lavoro, le loro teste d'uovo hanno capito quello che alla ggente di sinistra "piace", cioè i miliardari, gli sboroni, i "fighi", gli intellettuali moderni da serial su Netflix.
      Senza rinnegare il classismo, hanno semplicemente cambiato classe sociale. Prevedo il ritorno dei Centri Sociali Autogestiti, ma in versione Amsterdam, cioè "fighissimi", con ecoshop e atelier di moda.

      Il PD si è quindi saldamente collocato all'estrema destra dello schieramento politico, fra i guardiani della gerarchia sociale per diritto divino, ha concluso per intero il periglioso cammino intrapreso già da San Berlinguer nel lontani anni 70.

    1. Primadellesabbie 5 maggio 2023

      Possibile che non si trovino degli articoli di un livello un poco più decoroso di questo per perorare la medesima causa?

    1. IlContadino 5 maggio 2023

      Oh, comunque, fino all'altro ieri, spero lo ricordino tutti, il problema dei problemi era l'incontrollato aumento demografico.
      Sei miliardi, sette miliardi, otto miliardi..
      Saremo dieci miliardi entro il ____ a quel punto catastrofe garantita.
      Oggi il problema è l'esatto contrario; bene, prendo nota.
      Le narrazioni cambiano col vento, credo sia voluto, lo fanno per farci ondeggiare con esse, far sì che perdiamo la centratura.
      Ora, dato che siamo in troppi, vado a tagliarmi le zizzole, così non contribuisco allo sfacelo, però dice che servono bambini, no no, allora non le taglio, che magari facciamo un altro pargolo. Vedi che casino?! Uno non sa come comportarsi.
      Faccio così, ne taglio una, l'altra la tengo

    1. Bertozzi 4 maggio 2023

      Articolo di rara lucidità, pur dicendo cose ovvie.
      " sono le difficoltá a procurarsi un lavoro stabile e adeguatamente remunerato a causare la crescita zero. La cosa è talmente evidente che non ci sarebbe bisogno di ulteriori precisazioni. "
      E invece pensa un pò ci vogliono i trattati di economisti premi nobel per capire questa banalità, ma d'altronde la banalità è sovversiva nel mondo odierno, nessuno stupore.

    2. Cleon XIII 5 maggio 2023

      Il punto è che gli effetti statistici delle politiche economiche sulla natalità si vedono nel giro di 10-15 anni minimo e d allora è facile imbrogliare con "dati" addomesticati.

    1. maghi 4 maggio 2023

      intanto continua la guerra agli italiani che fanno figli. Mia figlia oggi ha portato il suo secondogenito dalla pediatra dell'ASL e la prima cosa che le è stata detta appena entrata è stata che se lei non si fidava della pediatra per il suo bambino, poteva scegliersi un'altra pediatra. Questo perchè mia figlia è stata ricusata dalla prima pediatra, perchè le aveva chiesto un antibiotico, andando contro il suo parere che era di volere un'esame di quale fosse il batterio, che causava la febbre della prima bambina, ma il vero motivo era che mia figlia resiste alle vaccinazioni pediatriche e pare che tutte le pediatre arruolate dall'ASL, se non fai vaccinare i tuoi figli, nemmeno te li curano, violando il giuramento di Ippocrate. La discriminazione attuata col covid è tra noi e non aspetta altro che un Lula o una Lula (Schlein?) per imporre il certificato vaccinale per accedere ai servizi dello Stato.

    2. Bertozzi 4 maggio 2023

      Una vera indecenza. Hai tutta la mia solidarietà. Ma l'argomento mi interessa, e mi dici che chi ha un figlio oggi può impedire che venga vaccinato? Pensavo lo obbligassero appena nato...

    3. IlContadino 5 maggio 2023

      Non lo vaccini e ti prepari ad una vita in salita: spada in una mano, scudo nell'altra, ma si fa, e c'è anche una certa soddisfazione.
      Per dire, se hai volontà di mandarlo all'asilo sai che senza vaccino non te lo pigliano, in alcuni centri estivi stessa solfa. Una volta (prima del covid) in un campeggio abbarbicato sulle montagne dell'ascolano c'era un cartello che diceva che i bambini non vaccinati non erano accettati (abbiamo dormito in tenda nel prato più in sù, tiè), e adesso, per evitare certe dinamiche, abbiamo comprato un camper, ciapa só, prima o poi te lo ritrovi parcheggiato fuori casa;-)))

    4. emilyever 5 maggio 2023

      A Milano ci sono anche asili autogestiti per bimbi non vaccinati

    5. IlContadino 5 maggio 2023

      Anche dalle mie parti stanno nascendo realtà alternative, vanno avanti a singhiozzo, ma tengono botta, bravi loro!
      Sindaci, vigili urbani, usl e istituzioni varie (compresi i dirigenti delle scuole tradizionali) si mettono sempre di traverso, rendono la cosa più difficile di quel che dovrebbe essere, come dicevo, tutto in salita.

    6. LuxIgnis 5 maggio 2023

      Ti hanno già risposto ma confermo che si può fare. Il figlio di una mia cara amica a cui sono molto legato non è stato vaccinato. Ora ha 17 anni. È stato difficile, ma non impossibile, e ancora adesso rompono ma lo si è fatto.

    7. Bertozzi 5 maggio 2023

      Grande!

    1. PietroGE 4 maggio 2023

      Mah, io toglierei l''ac' da accoglioni perché descrive meglio la situazione. Scherzi a parte, il ministro francese che ha accusato di fallimento la Meloni rispetto all'immigrazione ha perfettamente ragione e i numeri parlano da soli. Solo che non dice il perché di questo voltafaccia : la furbastra della Garbatella non vuol fare la fine di Salvini, sa benissimo che non appena inizierà i respingimenti contro i regolamenti internazionali, i magistrati italiani (braccio armato della sinistra) si scateneranno con denunce a più non posso. Chi non ci crede vada a vedere cosa è successo tra la famosa immigrazionista tedesca Rakete e Salvini. La ragione per la quale la UE vuole condannare la Polonia e l'Ungheria sul problema della magistratura indipendente dal governo è proprio perché vuole una magistratura che condanni ogni forma di respingimento dell'invasione. La segretaria del Pd (o il segretario, non so) ha il problema opposto deve concentrarsi sui cosiddetti 'diritti', tra i quali non si contemplano quelli degli italiani (di stare a casa propria senza dover subire una invasione) e sull'invasione perché questo vogliono coloro che la hanno messa in quel posto. Intanto chi è capace di guardare lontano si sta attrezzando per la guerra civile.

    1. Martin 4 maggio 2023

      L'immigrazione abbassa il costo del lavoro, ma l'80% degli Italiani non l'afferrano, perche' a scuola hanno studiato Dante, Foscolo e Pascoli, ma non l'abc dell' economia.

      Seguendo l'esempio citato dall'autore, ossia un posto di lavoro a 1500 Euro quando un affitto decente costa 1200 Euro, e' comunque sbagliato suggerire che "lo Stato deve necessariamente intervenire per garantire la praticabilitá del rapporto di lavoro in questione. Per esempio, offrendo alloggi a prezzi calmierati".

      E' sbagliato perche' questa e' la classica soluzione da sempre offerta dai sindacati marxisti, paramarxisti o statalisti, ossia un nuovo ente o intervento pubblico che costerebbe un botto esponenziale......e chi lo paga, eh? Per non parlare del rapporto costi-benefici.....

      L'unica via d'uscita e' bloccare l'immigrazione, e gli effetti inizierebbero a vedersi qualche anno DOPO il blocco. Solo dopo qualche anno, assorbita la quota gia' nel Paese, i nostri cari Brambilla saranno costretti ad offrire non 1500, ma 1800-2000 euro al mese, altrimenti per il turno alle presse o per il servizio al tavolo dovranno chiamare le loro figlie e sorelle.

    2. fedo1887 5 maggio 2023

      ""E’ sbagliato perche’ questa e’ la classica soluzione da sempre offerta dai sindacati marxisti, paramarxisti o statalisti, ossia un nuovo ente o intervento pubblico che costerebbe un botto esponenziale……e chi lo paga, eh? Per non parlare del rapporto costi-benefici…..""

      Martin è l'unico su questo blog che non ha ancora capito che il denaro (che ormai è quasi tutta moneta elettronica, cioè numerini su un computer creati digitando cifre), si crea dal nulla, a costo zero e illimitatamente, in base alle esigenze che ci sono in una società.
      Questo ovviamente potrebbe accadere in uno Stato a moneta sovrana NON governato da delinquenti.

      Ancora con le caxxate "quell'intervento costa troppo" e "ma chi paga".

      Ma vai a ****** va.

      Tra 11 settembre e macroeconomia non so su cosa le spari più grosse.

    3. Cleon XIII 5 maggio 2023

      Macchè marxismo e paramarxismo. I primi piani seri per l'edilizia popolare in Italia li fece il Fascismo. Chiamasi economia moderna, welfare, civiltà. Tutto quello che ha portato all'emergere della classe media come figura sociale maggioritaria.
      Trattasi di quello stesso welfare che oggi è tolto agli italiani per essere elargito agli immigrati.

      A proposito, la fregnaccia delle "risorse" continuano ad ammannirla? Credevo avessero smesso, date le prove e controprove dell'inconsistenza della stessa.

    4. Martin 5 maggio 2023

      E tu sei un altro di quei poveri lucignoli che sognano che la ricchezza non e' prodotta da capitale e lavoro, ossia dalle imprese, ma dallo Stato che stampa moneta. Ne stampi di piu', e tutto e' risolto, vero? E' quello che pensano i bambini. Non ti sfiora il piccolo dubbio che se tutti hanno le tasche piene, i prezzi salgono e si torna al punto di partenza....ma in fondo, perche' lavorare, vero? Basta stampare piu' soldi.... Salutami Lucignolo e il Mago Zurli'

    5. Cleon XIII 5 maggio 2023

      Non fare il gioco delle tre carte please: non si confonde "ricchezza", con "moneta". Nessuna impresa produce cartamoneta, e nemmeno moneta elettronica. Le imprese producono, invece, beni e servizi. Quelli sì sono ricchezza. Ma per produrre beni e servizi serve la moneta, e da dove salta fuori la moneta se non dalla spesa pubblica?
      C'è stampa e stampa. Schematicamente, l'investimento dello Stato in un piano di edilizia popolare significa che lo Stato finanzia l'acquisto di materiali di costruzione, l'assunzione di architetti, tecnici, artigiani e muratori. Tutta quella spesa innesca la produzione di ricchezza (beni e servizi) in svariati punti della filiera produttiva con un effetto di moltiplicazione che, porterà, sotto forma di gettito fiscale, grossi benefici anche alle finanze statali e non solo. La spesa pubblica - o stampa di moneta, se così la vuoi chiamare, oppure anche spesa a deficit - è caratteristica di tutte le economie sviluppate, persino di quelle, vedi UE e "sistema Euro", in cui viene nascosta per essere travasata nelle tasche dei banchieri.

      Non c'è Libero Mercato
      Senza il soldo dello Stato.

      Cioè, non esiste proprio al mondo un'economia in cui la ricchezza non venga creata, in primis, grazie al carburante finanziario fornito dalla Spesa Pubblica al settore privato. Lo Stato prima spende, avviando il processo produttivo, poi incassa, sotto forma di tasse.
      La spesa pubblica può essere dilapidata, dispersa a c@xxo sotto forma di sussidi e elargizioni con effetti pessimi sull'economia. Oppure - ed è la tragedia che stiamo vivendo - dirottata nel sistema della Finanza ad alimentare bolle speculative e a sfamare le lobbies capitaliste più voraci - ma questo non dovrebbe essere certo la regola. La democrazia dovrebbe servire proprio a selezionare una classe politica che vigli attentamente sull'oculatezza con cui la spesa pubblica viene pianificata.

      Da qui ne discende il fatto che è vero, hai ragione, i problemi non si risolvono "stampando di più", ma pianificando la stampa, calcolando cioè gli effetti che la spesa avrà in ogni punto della catena produttiva.

      Perchè stampare si stampa sempre, non è che si può smettere. Senza la stampa non c'è economia.

    6. absitiniuriaverbis 5 maggio 2023

      ... che fai, discrimini? Madri, mogli, amanti non le consideri?

    7. Tizio8020 5 maggio 2023

      Eccerto.
      Quindi da domani, credito illimitato per tutti su tutti i CC.

    8. fedo1887 6 maggio 2023

      La ricchezza è prodotta dal lavoro.
      Il lavoro viene creato se hai denaro infinito con cui pagare stipendi e organizzare le cose da fare.

      PUNTO.

      E' il denaro che crea il lavoro, altrimenti mettiti pure a zappare, a tagliare la legna, a impastare il cemento, a insegnare ai bambini, a scrivere, a fare le pulizie, e vedi quanta ricchezza ne viene fuori se prima non hai lo strumento per scambiare i beni e i servizi, cioè la moneta.

      Va, fenomeno da baraccone.

      Potremmo comprare tutta l'occupazione di questo mondo e far fronte ai problemi di sto paese in macerie se solo milioni di capre non ragionassero al contrario come fai tu.

      Ma tanto a che caxxo serve.....scemo io che sto pure qui a spiegare.

    9. fedo1887 6 maggio 2023

      Bravissimo Cleon.
      Non so come tu sia riuscito a spiegare così bene il discorso senza riempire Martin di insulti.

      Ammetto che al tuo livello non sono ancora arrivato.
      Serio.

      Chapeau!

    10. fedo1887 6 maggio 2023

      Ecco un altro che non ha capito un caxxo.

    11. Martin 7 maggio 2023

      Il tuo discorso ha qualche profilo logico. Io non e' che in linea di principio sia ostile per esempio ad investimenti pubblici finanziati dallo Stato in deficit, per nulla. Quello che sfugge a te ed alla cultura mainstream e' che e' proprio quello che fecero fascisti e nazisti, ben prima della nota opera di Keynes del 1936.

      Ma un piano massiccio di edilizia popolare per milioni di persone avrebbe un impatto enorme sul settore costruzioni, sull'iniziativa privata e sulla valutazione di tutto il patrimonio immobiliare, passato e futuro. Sarebbe un fenomeno piuttosto complicato da gestire.

      In ogni caso il punto fermo e' che la ricchezza e' prodotto di capitale e lavoro, e non della stampa di moneta.

    12. Martin 7 maggio 2023

      Fedo, si da' il caso che io abbia fatto 4 esami universitari di economia politica e politica economica. So di cosa parlo. Tu continua pure a pensarla come i bambini, ossia che basta stampare moneta e la poverta' sparisce. Tanti cari cari saluti.

    13. Martin 7 maggio 2023

      E' evidente da tutto quello che scrivi che non hai MAI studiato economia ne' sei in grado di renderti conto di perche' nel mondo ci sono Paesi piu' e meno avanzati. Ti consiglio di prendere l'aereo e di trasferirti in Argentina: la' ragionano come te, infatti da decenni stampano moneta e sono sempre piu' poveri, nonostante siano solo 45 milioni su un territorio enorme e pieno di risorse. Quelli che lavorano e pagano e tasse sono solo 8 milioni e mezzo, tutti gli altri sono mantenuti o sussidiati da quegli 8 milioni e mezzo di "deficienti". Ovviamente tutti si lamentano ed accusano l'Occidente ed il capitalismo internazionale. Quando sono stato li' ho dovuto fare sforzi enormi per non ridergli in faccia, ogni giorno.
      "Nos obligan a endeudarnos para explotarnos" ("Ci obbligano a indebitarci per sfruttarci2) e' il mantra di quei poveri deficienti, quando in 20 anni hanno avuto 3 defaults sul debito, semplicemente perche' non sono in grado di investire i soldi presi a prestito, e meno che mai di restituirli.

    14. Cleon XIII 7 maggio 2023

      Puoi togliere quel "a te" prima di "e alla cultura mainstream". Non mi sfugge affatto. Ma neaqnche alla cultura mainstream sfugge, ci sono dei motivi ben precisi per i quali delle cose nelle università non vengono insegnate.

      Sono consapevole delle difficoltà del pianificare la spesa pubblica, non a caso politici, tecnichi e burocrati vari sarebbero pagati propriuo per superare quelle difficoltà, in teoria.

      Per quel che riguarda l'uovo e la gall... ehm, della ricchezza, essa è il prodotto del lavoro, ma il lavoro per partire ha bisogno di denaro, il quale in prima istanza nasce SOLO dalla spesa pubblica, cioè dall'immissione di moneta nel settore privato. In altre parole: creazione, stampa, default, debito, come la vuoi chiamare.
      L'imprenditore i soldi da investire mica li va a scavare sotto i cavoli. Sono il frutto di una cosa che si chiama risparmio, che è ciò che avanza fra quel che lo stato spende (stampa) e quel che lo stato incassa (tasse). Questo risparmio, che è gestito dal sistema bancario, rappresenta la parte di spesa pubblica che finanzia le aziende private (che si rivolgono al sistema bancario per avere il credito necessario per investire.

    15. Martin 7 maggio 2023

      Guarda che e' inutile che mi spieghi la funzione del risparmio e della moneta. Qui il punto in questione e' la follia secondo la quale basterebbe stampare moneta e si risolverebbe tutto - e' a tutti gli effetti un autentico delirio.

    16. Cleon XIII 7 maggio 2023

      Non mi sogno neanche di farti delle lezioni. Non stiamo dialogando, ci sono altri che leggono e magari vorrebbero seguire un po' il filo del discorso.
      C'è un punto che mi sfugge nei tuoi ragionamenti: quando e dove ho mai scritto che "basterebbe stampare moneta e si risolverebbe tutto"?
      Quando, invece ho sempre e solo affermato il contrario?
      La spesa pubblica è necessaria, ma non è sufficiente

      Questo non significa che la spesa pubblica debba essere sempre e comunque combattuta, che gli asset pubblici debbano essere sempre e comunque privatizzati, che scuola, sanità e welfare debbano essere sempre più tagliate

      Anche NON stampare moneta non basta a risolvere tutto.

    17. Martin 7 maggio 2023

      Non era con te che argomentavo, qui brulica di buontemponi che argomentano che la ricchezza e' determinata e prodotta non da lavoro e capitale, ma dalla mera creazione e offerta di moneta. Teorie totalmente ridicole, ma sempre piu' in voga, specie tra i giovani.

    18. Martin 7 maggio 2023

      "E' il denaro che crea il lavoro" - cose da pazzi!

    1. uomospeciale 4 maggio 2023

      io non accolgo nessuno e ho smesso da un pezzo di dare anche soldi in beneficenza.
      Un tempo ero molto più generoso e ingenuo....
      Davo soldi per i bambini del terzo mondo, per scavare i pozzi nei villaggi africani, per le missioni dei frati e dei medici in Africa centrale ecc ecc.
      Poi ho iniziato a girare un pò il cosiddetto terzo mondo:
      ( sud America, Africa, e parte dell'Asia ) per conoscerlo meglio, ma sopratutto è arrivato internet.
      E ho visto la gente fatta a pezzi e bruciata come spazzatura, ho visto i bambini usati solo per estorcere denaro agli sprovveduti e stupidi occidentali, ho visto orfani prelevati dalle periferie e usati come scudi umani per sbarcare in occidente facendoli passare come propri per poi subito abbandonarli appena messo un piede in Europa, ho visto africani coperti d'oro dalla testa ai piedi mangiare fino alla nausea a 2 metri da altri africani scheletrici, lasciati morire di fame e stenti solo perchè appartenenti all'etnia sbagliata, ho visto le mattanze di Haiti, il macello del Burkina Faso, gli eccidi di Ruanda e Burundi.
      Ho visto questi immigrati arrivare da noi a ondate ancora verso gli anni '80 e ne ho subito percepito l'indole ostile e il disprezzo neppure tanto nascosto che hanno per noi, ho visto la prima riforma martelli negli anni '90 ma sopratutto ho visto le conseguenze dell'immigrazione sul paese, e sulla società italiana:
      Tutte ampiamente negative.
      Da allora ho smesso di voler aiutare e accogliere il prossimo, e sono passato senza indecisioni al voler difendere me stesso prima, e il mio paese poi.
      Anche la beneficenza non la faccio più sopratutto da quando è diventato impossibile controllare a chi, come e dove, vengano inviati e spesi questi aiuti.

      Quanti soldi ho dato negli anni per l'Africa, e sopratutto quanti ne ha dati la mia famiglia, e mia madre...Che incommensurabili imbecilli che siamo stati.

      Le varie Onuls mi scrivono ancora e di continuo, anche a nome di mia madre che pure è morta da anni...

      Magari qualcuno di quei bambini che la mia famiglia ha salvato ora sarà cresciuto, magari sarà diventato un aitante giovane, sarà montato su un barcone e forse oggi starà spacciando droga in qualche piazza rovinando i figli altrui, starà occupando abusivamente la casa di un povero vecchio costretto a dormire in macchina, oppure accoltellerà me o qualche altro povero cristo, per fregarci il portafogli.
      Potessi tornare indietro invece del cibo gli manderei veleno.

    2. Martin 4 maggio 2023

      E bravo, io invece ho lavorato abbastanza con l'ONU e posso dirti che la quota netta in aiuti che va direttamente ai beneficiati, e' gia' tanto se e' il 12% del costo del progetto. Come dire che quando versi 1000 a Unesco o Unicef etc, per i bambini che crepano di fame, l'ONU e' soddisfatto se 120 arrivano sotto forma di cibo. Il resto sono le spese per il progetto (studi fattibilita', stipendi esperti, etc), ossia il business degli aiuti allo sviluppo. Nota che la quota del 12% e' considerata ottimale....

      Per esempio, per tirare fuori qualche centinaio di bambini dal lavoro negli immondezzai centroamericani, non hai idea di quante centinaia di milioni sono stati spesi. Su ogni milione speso, a stento alle famiglie dei bambini arrivavano 80.000-100.000. Il "resto", ossia il 90%, erano spese e stipendi dell'ONU. Un antropologo mio amico propose la chiusura di uno deI progetti e la distribuzione di sussidi diretti alle famiglie dei bambini, con qualche controllo, per esempio sulla frequentazione scolastica. Per tale posizione ha avuto un serie di guai che non ti dico: in prima fila ad attaccarlo c'erano gli "esperti" residenti in Centro America pagati 12.000 dollari al mese piu' casa, poi gli esperti mandati in missione per qualche mese all'anno, etc etc etc.

      All' ONU sono tutti li' che mangiano.... e' molto peggio di quello che la gente pensa.
      Per ogni dollaro o euro che arriva al bimbo che muore di fame, all' ONU se ne cuccano almeno altri 9 o 10. Piu' business di cosi'......

    3. CptHook 4 maggio 2023

      Pensa quanto mangiano alla FAO...

    4. Seik Eloth 5 maggio 2023

      Si vabbè ma chi è sto coglione che da i soldi e crede? Dai!

    5. Luca VFR 5 maggio 2023

      La "beneficenza" è un lavoro durissimo e va giustamente pagato. Poi il fatto che al beneficiario (teorico) della beneficenza arrivi anche meno delle "briciole" è del tutto IRRILEVANTE. La cosa veramente rilevante è che la macchina della beneficenza sia correttamente e generosamente ingrassata.

    6. Luca VFR 5 maggio 2023

      La specie Homo coglionicus è quella maggiormente rappresentata sul pianeta. Una vera endemia.

    7. Martin 5 maggio 2023

      Mi fa piacere che tu gia' sapevi e ritenevi normale che gli apparati Onu si cuccano non il 40 o il 50%, ma il 90%.. io invece come quasi tutti non lo sapevo, ci ho sbattuto il muso. Non sono numeri che l'Onu diffonde......

    8. mago 5 maggio 2023

      Ai ragazzi che fuori dagli uffici Postali ti invitano a donare o iscriverti ad un programma di affiliazione domando in prima battuta se sanno lo stipendio dei loro quadri o di chi sta ai vertici..solo sguardi persi nel vuoto..anche loro sono sfruttati...

    9. mago 5 maggio 2023

      Anche nelle assicurazioni integrative pensionistiche dai cento euro e 40 vanno in stipendi vari per il direttore segretaria...tutti a mangiarci sopra.

    10. Tizio8020 5 maggio 2023

      La stessa identica cosa succede con i vari WWF etc da decenni.

    11. Tizio8020 5 maggio 2023

    12. Luca VFR 6 maggio 2023

      Non male :D

    13. Seik Eloth 8 maggio 2023

      Che dirti; sono cose che mi hanno insegato fin da bambino, come il fuoco che brucia o la corrente elettrica che non è amica dell'acqua.
      Non parlo certo delle percentuali ONU ma dell'essenza stessa di queste infami organizzazioni, e lo stesso per la beneficenza in africa, puttanate tipo telethon, ricerca cancro, AIDS.
      Tutte puttanate per spillare soldi ai poveri fessi facendo leva sul loro "cuore".
      Se non ti insegnano queste cose da piccolo e tutto il corollario integrato, poi finisci a fare la fila per le siringhe di stato o a credere alle puttanate dei libri di storia, alla politica, alla puttanata del voto, alla puttanata dell'informazione in TV, i giornali... insomma, sappiamo.

    1. Eugiorso 4 maggio 2023

      Non mi pare che i collaborazionisti locali dei poteri esterni (impero del male) siano "accoglioni", loro agiscono contro il popolo e la nazione scientemente, fanno l'interesse del padrone contro quello degli italiani, per mantenere i loro ingiusti privilegi ... In poche parole, questi topi di fogna sanno il male che fanno e continuanio a farlo, per realizzare il piano di sostituzione dei loro padroni.

      Cari saluti

    1. LuxIgnis 4 maggio 2023

      Quest'articolo è decisamente più interessante sulle motivazioni della poca crescita. E più vero.
      Il problema è che in realtà qui c'è solo un nemico comune a tutti (quasi, che ho il sospetto che a molti piaccia anche se fanno finta di no, tanto finché il culo non è il mio) ed è questo sistema economico. Chiamatelo come vi pare, capitalismo, liberismo, nuovo ordine mondiale (ma è sempre lo stesso), finanza creativa, e chi più ne ha più ne metta.
      Il problema non sono le femministe, il gender, il transumanesimo, gli immigrati, i fannulloni del RDC, il costo del lavoro, e aggiungete voi una categoria a vostra scelta che anche qui su CDC se ne sono viste a bizzeffe.
      Il problema è sempre e solo quello, se ce se ne rendesse conto sarebbe notevolmente meglio. Ma ho il sospetto che non sarà facile.
      Risolto quel problema tutti gli altri non sarebbero problemi e sarebbero facilmente contenibili e tollerabili anzi sarebbero un arricchimento.

    2. Tizio8020 5 maggio 2023

      No.
      Il problema non è "il sistema economico".
      Il problema è che NON siamo uno Stato Sovrano ma una colonia, quindi se pure da domani ti dicessero che siamo in un Soviet...non cambierebbe nulla.

    3. LuxIgnis 6 maggio 2023

      Anche i paesi che sono "stati sovrani" hanno gli stessi problemi chi più chi meno. Ora è certo che non essendo una "stato sovrano" le cose sono anche peggio perché dettate da altri. Ma è il sistema che crea disuguaglianza, oppressione e altro.
      La Russia per fare un esempio, ha grossi problemi interni, che non risolverà finché anch'essa si attiene a questo sistema.
      A meno che tu non voglia dire che non esistono "stati sovrani" ma allora chi è che dirige le danze?

    1. CptHook 4 maggio 2023

      avere bisogno di una immigrazione qualificata, diretta a colmare provvisoriamente i “buchi” che dovessero palesarsi in un determinato settore e per determinate figure professionali

      Basterebbe che i nostri politici e parlamentari si scomodassero a mandare un fattorino a via Clitunno 44 a Roma - Consolato della Nuova Zelanda - a richiedere la modulistica necessaria per chi desidera espatriare laggiù (una volta erano 4 fogli di sole informazioni, incluso primo test di autovalutazione), con tutti gli adempimenti e le qualifiche necessari (in primis una corretta conoscenza della lingua locale).
      E se il fattorino è troppo impegnato, è sempre possibile inviare la richiesta per posta elettronica.
      Dopo aver compulsato attentamente quanto richiesto, non dovrebbero avere problemi a capire quello sarebbe loro dovere fare per quanto riguarda l'immigrazione.
      Ma forse è troppo facile, oppure i "kiwi" sono dei dannati protezionisti...

    2. Luca VFR 5 maggio 2023

      I nostri politici, che son notoriamente più capre di una vera capra, non faranno mai entrare qualcuno di qualificato che, per prima cosa, occuperebbe i loro posti. Se, per fare un esempio, Andrej Gromyko, il noto Ministro degli Esteri dell'URSS negli anni '70 ed '80 fosse emigrato in Italia secondo te avremmo mai avuto un Di Maio?

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