Giorgia Meloni: nessuno più di lei sostiene la truffa di una moneta senza Stato!

La storia del Superbonus ed il conseguente stop alla cedibilità dei crediti fiscali imposto dal governo, è la prova definitiva che i nostri governanti non sono minimamente interessati a fare in modo che lo Stato italiano torni ad emettere moneta. L'allineamento a certe regole contabili ed alla gabbia rappresentata dal "sistema-euro", nel nostro paese, ormai è un dogma che non si scalfisce.

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di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Dopo il Consiglio dei Ministri di pochi giorni fa, la premier Giorgia Meloni è tornata sulla questione Superbonus e la trasferibilità dei crediti fiscali, attraverso un video talmente esplicito a livello di frode in materia di moneta e regole europee, che mi costringe a riprendere l’argomento già affrontato nei giorni scorsi nel mio ultimo articolo. [1]

Video di Giorgia Meloni, postato sul suo profilo Facebook, in tema di Superbonus e cedibilità dei crediti fiscali (cliccate per ascoltarlo)

Basta ascoltare questo video, facendo ricorso ad un minimo di memoria storica, per capire come Giorgia Meloni sia in estrema difficoltà a gestire l’ennesima trasformazione da “dottor Jekyll and Mr Hyde”, a cui sono sottoposti tutti i nostri politici quando debbono passare dai banchi dell’opposizione alle poltrone di governo.

Sono passati poco più di tre anni da quando la leader di Fratelli d’Italia opponendosi alla nascita del governo Conte II^, pronunciava le seguenti parole: “pensano all’infornata di nomine pubbliche che nel 2020 andranno a scadenza e ad eleggere Prodi alla presidenza della Repubblica, espressione delle consorterie europee, che ha già svenduto gli interessi italiani. [2]

Oggi, nonostante la Meloni un tempo sovranista, sia pienamente insediata a Palazzo Chigi, non pare proprio che la svendita degli interessi del popolo italiano sia terminata.

La questione conflitto in Ucraina – come sappiamo funzionale alla creazione del problema energetico – vede il nostro governo (contro il volere e l’interesse del popolo italiano), perfettamente allineato agli interessi della NATO ed a quello dei lobbisti (nazionali e no), delle armi, del petrolio e del gas e lo stop alla trasferibilità dei crediti fiscali, strumento che permetterebbe al nostro paese di recuperare quella sovranità monetaria oggi sempre più necessaria per salvare il nostro sistema economico – sono solo i due esempi più eclatanti di come l’attuale governo sia completamente allineato a certi poteri occidentali ed agisce per mano di quelli “profondi” che controllano ogni nostra istituzione.

Le parole che Giorgia spende nel video sulla questione Superbonus e cedibilità dei crediti fiscali, sono l’esempio di quella che può essere rappresentata come una delle “propagande” di regime più vergognose alle quali possiamo assistere.

L’abilità di parola che la Meloni mostra nell’ingannare la gente attraverso gli stessi concetti in materia economico monetaria, che per anni lei stessa ha combattuto, è diabolica!

Frasi come: “Il Superbonus è costato 2000 euro ad ogni italiano” e “lo Stato non fa niente di gratis” – decontestualizzate e messe lì solo per acchiappare i “fessi” – testimoniano il perfetto inginocchiamento di Giorgia Meloni a quelle che sono le regole europee e la sua completa dipendenza al sistema-euro, che tanto ha contribuito alla devastazione del nostro paese.

Intanto, verrebbe subito da dire, se dovessimo ragionare secondo la linea propagandistica seguita dalla Meloni, anche per ogni altra spesa che lo Stato effettua (a partire dagli interessi sul debito, passando per gli stipendi dei parlamentari per finire al costo delle armi inviate in Ucraina), dovremmo indicarne allora, quanto è il costo per ogni italiano.

Indicare come fa la Meloni, che a fronte di un credito fiscale debba esserci un debitore, identificandolo nel popolo italiano in quanto contribuente, significa accettare in pieno la logica, completamente errata, secondo la quale uno Stato debba finanziare la propria spesa attraverso le tasse.

Ma, questo sappiamo bene, che è il modo di ragionare di chi è ormai assuefatto al “dogma” del pareggio di bilancio, una regola che ribadisco ancora un volta, non trova nessun conforto nella dottrina economica, ne tanto meno esiste alcuna necessità reale di essere perseguita.

Tolta questa regola – che noi addirittura abbiamo reso legge costituzionale [3] – cade anche l’affermazione, secondo la quale, lo Stato non sarebbe in grado di fare niente di “gratis” per i suoi cittadini.

Un Stato sovrano che produce la moneta che usa attraverso il controllo diretto della sua Banca Centrale, quand’unque lo voglia ed al contrario di quello che ci vuol far credere la Meloni, invece può decidere di rendere gratuita qualsiasi cosa ai propri cittadini.

Lo voglio rendere chiaro per l’ennesima volta, l’intenzione di chi vi scrive, non è assolutamente quella di perorare la causa della misura fiscale del Superbonus cd 110%, ma bensì quella di difendere lo strumento attraverso il quale il governo provvede a finanziare tale misura, ovvero l’emissione di un tax credit e la sua legittima circolazione.

Infatti, Giorgia Meloni ed il suo governo, non tagliano il Superbonus (lo portano dal 110% al 90%), bensì eliminano la possibilità di cedere i crediti con cui è stato finanziato, di fatto impedendone la circolazione ed il loro effetto moltiplicatore per la nostra economia.

Che l’obbiettivo da impallinare non fosse il Superbonus ma la possibilità di tornare ad emettere moneta, lo conferma chiaramente in un twitt anche il ministro più fedele ai “potenti” di questo governo, il guerrafondaio Guido Crosetto:

La creazione di un credito fiscale (tax-credit), equivale ad una creazione monetaria per lo Stato e come evidenziato anche dal funzionario di Eurostat [1-ibidem], non ha nessun impatto sul debito pubblico italiano; inteso come creazione di un titolo del debito pubblico da collocare sul mercato.

Tutto questo, se mai ce ne fosse bisogno, evidenzia ancora una volta in più quanto non sia minimamente necessario per uno Stato emettere titoli del debito pubblico, se non che per una decisione di politica fiscale di concedere un reddito ai risparmiatori.

L’intervento messo in atto dal governo Meloni sul Superbonus, non va certamente nella democratica direzione di salvaguardare e favorire la maggioranza, poiché togliendo la trasferibilità dei crediti, si ottiene il risultato di far sparire il famoso “sconto in fattura”, con il quale anche un dipendente oppure un titolare di impresa con bassi redditi, poteva cambiare la caldaia o intervenire sulla propria abitazione, senza costi. Stante il fatto che il suo credito fiscale veniva immediatamente acquistato dalla ditta esecutrice dei lavori, essendo quest’ultima ben conscia di poterlo a sua volta trasferire a terzi.

Avete ancora dubbi se un tax-credit sia moneta oppure no?!

Da oggi, solo chi ha redditi tali da poter poi detrarre dalle tasse l’ammontare dei crediti provenienti dai lavori effettuati, potrà usufruire della misura del Superbonus. Quindi un intervento che serve solo ad avvantaggiare i “grandi gruppi” ed i “rentier”, non la totalità degli italiani.

E certamente, tutto questo, non serve neanche al falso problema indicato dalla Meloni, di mettere a posto i conti. La quale addirittura, per buttare fumo negli occhi di chi l’ascolta, snocciola cifre propagandistiche, anche queste del tutto decontestualizzate dal loro significato reale.

Affermare che il Superbonus è costato agli italiani 105 miliardi ovvero quasi 2000 euro a testa “anche ai neonati ed a chi la casa non la possiede”, è pura propaganda; alla quale, con la stessa logica priva di pregio, potremmo rispondere che gli stessi neonati e chi non possiede immobili e risparmi, da 30 anni contribuiscono a pagare alla grande finanza ed ai rentier di casa nostra un reddito di 80 miliardi all’anno, solo perché i governi decidono di finanziarsi con titoli del debito pubblico anziché con i tax-credit (moneta) e farli circolare.

Salvare la faccia su temi sovrani come la moneta è veramente complicato per tutta la nostra classe politica, per di più di fronte a provvedimenti privi di logica, frutto di governi multicolori, composti secondo logiche trasversali e per interessi di fratellanza, costringendo poi chi li ha messi in atto a ricorrere ad ulteriori giustificazioni fraudolente di fronte ai loro elettori. E’ il caso di Italia Viva e del suo responsabile economico; quella specie di economista ‘astuto come un cervo’, che risponde al nome di Luigi Marattin.

L’uomo di Renzi, per sfruttare a livello di consenso, la polemica in corso sul Superbonus, nel tentativo alquanto maldestro di rendere accettabile la posizione sul tema del suo partito di fronte agli elettori, infila una serie di castronerie, che testimoniano come anche il suo movimento politico sia fermamente contrario ad un recupero della nostra sovranità monetaria:

Il capo economista di Italia Viva, Luigi Marattin, conferma che anche al suo partito, non interessa minimamente la sovranità monetaria (cliccate per ascoltarlo)

Luigi Marattin, come se fosse il portavoce del ‘divino’, senza alcuna spiegazione, pontifica la “moneta fiscale” come una pura scemenza, attribuendone la paternità ai grillini, che come lui stesso afferma, sarebbe un qualcosa che avrebbero letto sui giornalini di Topolino.

Ebbene, vi posso garantire che tra i confezionatori grillini della formula del Superbonus, realizzata appunto attraverso i crediti fiscali ed i c.d. ideatori primi ed ultimi (così loro si definiscono) della “moneta fiscale” (gruppo di economisti che fanno capo al Senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi) – ho assistito ad un’aspra e folle diatriba, per attribuirsi la paternità dell’invenzione di un qualcosa che è presente nel mondo da almeno 5000 anni, ovvero la moneta fiat…. che per definizione è un tax-credit – argomento per il quale evidentemente il Marattin-studente, forse era assente quel giorno, quando lo spiegavano in classe.

Il Senatore de Bertoldi, allorché all’opposizione, ha riempito per anni le commissioni parlamentari di disegni di legge relativi all’uso dei crediti fiscali, da utilizzare come strumento per finanziare la spesa pubblica. Addirittura uno di questi disegni di legge – del quale sono stato invitato personalmente alla lettura per una valutazione – vedeva come firmatario proponente, niente meno che l’attuale Sottosegretario di Stato al ministero della difesa, Isabella Rauti, figlia di Pino fondatore del Movimento Sociale italiano dal quale poi è nato Fratelli d’Italia, che certamente si starà rivoltando nella tomba di fronte ad un tale voltafaccia della figlia, sul principale tema di sovranità per il nostro paese.

Ma de che stamo a parla’!… visto che siamo in ambienti romani, ci adeguiamo anche con il dialetto.

C’è un problema dice Giorgia Meloni al minuto 6:15 del video, togliendosi definitivamente la maschera per coloro che ancora continuano in modo del tutto ingenuo a crederle:

“Questi crediti hanno generato una sorta di moneta parallela!”

No, cara Giorgia, questi crediti non sono moneta parallela! dal momento che sono denominati in euro, questi tax-credit, sono moneta euro a tutti gli effettied è questo che “rompe le scatole” ai tuoi padroni, ovvero che lo Stato italiano, sia di nuovo in grado di creare moneta.

“E quella moneta parallela, rischia di impattare sui bilanci pubblici, in modo devastante!”

Ecco Giorgia, vieni a spiegarci come un credito fiscale, ovvero un pezzo di carta o un numero elettronico, possa impattare in modo devastante sul bilancio di colui che ha la possibilità infinita di creare tali tax-credit in regime di monopolio. Ed in più quale sarebbe la devastazione derivante dal farlo circolare rispetto al concederlo senza che circoli!?

Vieni a spiegarcelo Cara Giorgia…. perché nel video non sei stata per niente convincente!

Magari senti prima Mario Draghi!

di Megas Alexandros

Fonte: Giorgia Meloni: nessuno più di lei è così ligia ed esplicita nel sostenere la truffa di una moneta senza Stato! – Megas Alexandros

 

Note: 

[1] Si al Superbonus, no alla cessione dei crediti: anche la Meloni contro la sovranità monetaria! – Megas Alexandros

[2] Meloni: “Vogliono eleggere Prodi al Colle per svenderci all’Europa” – ilGiornale.it

[3] “Il pareggio di bilancio in costituzione”, come tutta la politica si è unita per ingabbiare il paese – Megas Alexandros

 

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