Georgia: un paese sospeso

Bandiera Georgia

Di Alessandro Fanetti per ComeDonChisciotte.org

TBILISI - La Georgia è una Repubblica sorta, nella sua forma attuale, con la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Nei tempi precedenti, infatti, questo Paese è stato sia territorio dell’Impero Russo (dal 1801) che, dal 1921-22, parte dell’URSS (con una brevissima fase di “completa” indipendenza fra il 1918 e il 1921).

Parte dell’Unione Sovietica prima con il nome di Repubblica Socialista Sovietica Georgiana, poi con il nome di Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica (insieme all’Armenia e all’Azerbaigian) e infine, dal 1936, con il nome preso nel 1921.

Grazie alla posizione strategica fra il Mar Nero e il Mar Caspio, sita in quel “lembo” di terra chiamato Regione Caucasica, essa è considerata come una delle Nazioni dell’Eurasia. Una Nazione di raccordo fra il Continente Europeo e quello Asiatico, con significative potenzialità dal punto di vista “player internazionale”.

Potenzialità derivanti anche dal fatto che il Paese con capitale Tbilisi mantiene buone relazioni con tutti i suoi vicini.

Tutti tranne uno: la Federazione Russa.

Se infatti con la Turchia, l’Armenia e l’Azerbaigian i rapporti procedono lungo direttrici volte alla collaborazione, con Mosca la situazione è ben diversa.

Una situazione che non permette alla Georgia di esprimere tutto il suo potenziale e che la mantiene in bilico fra la stabilità e la perenne tensione.

Qual è dunque la situazione attuale e come potrebbe svilupparsi in futuro?

Avendo avuto la possibilità di visitare il Paese nel mese di Marzo 2022, questo report sarà strutturato in maniera “non usuale”.

Non usuale perché racconterò il Paese partendo dalle immagini che ho scattato sul posto e da alcune mappe utili per comprendere bene il contesto.

In sostanza, ogni immagine avrà una didascalia che cercherà di spiegarla e, attraverso essa, racconterà uno spaccato del Paese.

imperi in europa[1]

Da questa cartina si può notare chiaramente la regione caucasica, compresa fra il Mar Nero e il Mar Caspio, completamente in mano al fu Impero russo già nell’800. Territori acquisiti in momenti diversi ma assicurati al dominio dello Zar entro il 1881, quando Alessandro II concluse la “presa del Caucaso”.

Bandiera della Repubblica Federale Democratica Transcaucasica

Bandiera della Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, sorta dopo la dissoluzione dell’Impero pochi mesi dopo la Rivoluzione del 1917. Federazione basata sull’unione fra i territori georgiani, armeni e azeri ma durata pochissimo, in quanto le divisioni fra la popolazione cristiana e quella musulmana non hanno mai permesso una coesistenza pacifica e basata sul supremo interesse dello sviluppo congiunto. La motivazione principale della rottura fu l’impegno armeno contro gli ottomani (rei di aver iniziato una pulizia etnica già da fino ‘800, quando l’enorme e debole Impero Russo già non riusciva a tenere sotto stretto controllo tutti i suoi territori, in special modo quelli più periferici), non seguito dalla popolazione azera che aveva in Costantinopoli il suo faro.

URSS banidera

La pacificazione “fittizia” dell’area arrivò con il nuovo governo di stanza al Cremlino, in particolar modo tra il 1920 e il 1923. Con momento fondamentale quello della nascita dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) nel 1922.

Fittizia perché i nodi di fondo delle divisioni fra questi popoli non si sopirono mai del tutto, ma vennero semplicemente tenuti a bada per qualche decennio.

Eurasianet[2]

Fittizia perché il territorio non venne diviso adeguatamente e alcuni territori abitati da una forte maggioranza cristiano – armena furono devoluti all’Azerbaigian da Stalin: il Nagorno Karabakh e il Nakchivan.

Devoluti sia per mostrarsi accondiscendente verso la popolazione azera, più riluttante a far parte dell’URSS rispetto a quella armena, che per mandare un segnale ad Atatürk, Presidente turco fino al 1938 e grande sostenitore degli azeri. Stalin pensava che questo segnale fosse stato ben visto da Ankara e potesse contribuire ad avvicinare Turchia e URSS, forse con la speranza del Cremlino di riuscire anche ad andare oltre una forte alleanza (magari riuscire a far divenire la Turchia uno Stato comunista o addirittura farlo entrare in Unione Sovietica).

Con la Georgia come spettatore molto interessato (e preoccupato) della situazione.

Bandiera della Repubblica Socialista Federativa Sovietica TranscaucasicaSimbolo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica[3]

Ecco la bandiera ed il simbolo della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica. Federazione sorta sull’idea di quella antecedente la nascita dell’URSS e volta a preservare l’unità e la cooperazione nel Caucaso.

Anche questa fallita nel 1936, in quanto le divisioni che ho descritto precedentemente mantenevano ancora tutta la loro forza. Infatti, se “pubblicamente” l’unità era sbandierata e garantita, internamente le difficili relazioni erano più vive che mai e non accennavano ad essere risolte.

Divisione[4]

La dissoluzione dell’URSS ha definitivamente diviso il Caucaso, con conseguenti conflitti riesplosi con tutta la loro forza fra musulmani azeri (sostenuti dalla Turchia) e cristiani armeni (aiutati dalla Russia) da un lato e fra popolazioni che guardavano ancora alla Grande Madre Russia e quelle che volgevano lo sguardo verso il liberalismo di stampo occidentale.

Se le divisioni fra armeni e azeri si sono basate (e ancora si basano) sulle questioni territoriali irrisolte, in Georgia il conflitto è scoppiato invece per il secondo punto sopra delineato.

Territori dopo la dissoluzione dell’URSS

Nel dettaglio, in questa cartina possiamo vedere i due territori che dopo la dissoluzione dell’URSS hanno deciso di impugnare le armi per poter scegliere autonomamente la propria “via allo sviluppo”, senza vedersi imposta quella che stavano decidendo a Tbilisi e che contemplava una sostanziale rottura con Mosca. Rottura seguita da un avvicinamento all’Occidente sotto i vari punti di vista culturale, economico, sociale e militare.

Gli scontri in Abcazia e Ossezia del Sud (in quanto quella del Nord facente parte della Federazione Russa) iniziarono già nel 1991, per proseguire poi fino al 1992 – 1993. Una situazione simile a ciò che avvenne in Transnistria, territorio filorusso di fatto autonomo e salito alla ribalta in questi giorni[5].

In sostanza, incendi che si svilupparono in varie parti della “periferia” sovietica e che ancora oggi sono accesi (chi più violentemente e chi meno).

Tornando alla questione georgiana, comunque, la situazione si “risolse” con un accordo fra la Federazione Russa, le forze georgiane e quelle locali di questi due territori “ribelli”.

Accordo che prevedeva la presenza di Forze di Pace miste che garantissero la cessazione delle ostilità e il ritorno ad una parvenza di vita normale.

Situazione cristallizzata fino al 2003, quando la c.d. “Rivoluzione delle Rose” riaprì tutti i giochi, in particolar modo con una virata decisa di Tbilisi verso Occidente e la precipitazione drammatica delle relazioni fra Georgia e Federazione Russa.

Manifestanti

In questa foto che ho scattato nel Marzo 2022 davanti al Parlamento della Georgia, a Tbilisi, è rappresentata la “testa d’Ariete” per lo sfondamento della situazione cristallizzatasi nel 1992 – ’93: Mikheil Saak'ashvili.

Primo Ministro dal 2003 al 2005 e poi Presidente sostanzialmente fino al 2013, egli fu uno dei promotori della virata del Paese a Ovest, insieme all’allora madrina delle proteste: Julija Volodymyrivna Tymošenko.

Per Mosca una classica “Rivoluzione colorata”, come accaduto in tanti altri Paesi, spinta e fomentata dall’Occidente per allargare la propria sfera d’influenza nel mondo.

Casa distrutta

Situazione talmente esplosiva che nel 2008 deflagrò in un’altra guerra con la Federazione Russa e le Repubbliche Separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abcazia da un lato e la Georgia sostenuta dall’Occidente dall’altro (in questa foto un ricordo di quei momenti).

Una guerra che terminò il 12 agosto dello stesso anno grazie anche alla mediazione dell’allora Presidente della Repubblica Francese Sarkozy.

Una guerra che spinse la Russia a riconoscere ufficialmente le due Repubbliche separatiste, garantendo a queste ultime anche un forte sostegno militare ed economico.

Bandiera RepubblicaBandiera della Repubblica

Sopra, le due bandiere delle Repubbliche riconosciute ufficialmente dalla Russia e dai suoi più stretti alleati.

Da ricordare che, in seguito al conflitto in Ucraina di questi giorni e a un tentativo generale di riassetto dei confini intorno alla Federazione Russa, prima l’Ossezia e poi l’Abcazia hanno espresso la volontà di unirsi definitivamente al territorio russo.

Mentre Tbilisi ha firmato ufficialmente la richiesta di adesione all’Unione Europea.

Di seguito una carrellata di foto da me scattate nel Marzo 2022 in Georgia e che mostrano chiaramente la presenza (e l’influenza) occidentale a Tbilisi. Presenza e influenza che, come in tanti altri Paesi ex – URSS tendono a scemare quando abbandoniamo le grandi città e le fasce di popolazione più giovane per addentrarsi nelle “periferie” dei vari Paesi.

Ciò che si nota in Georgia e non solo, infatti, è che nella maggioranza dei casi l’influenza occidentale è più marcata nei grandi centri urbani e fra le persone che vengono “investite” da ore e ore di programmi televisivi e siti internet con sede in Occidente (nonché fra gli studenti che seguono corsi universitari dove la “visione liberale” è considerata l’unica possibile), mentre rimangono più “resistenti” quei territori legati alle tradizioni e alla cultura secolari dell’area.

Territori che non bramano lo stile di vita occidentale, sia quello reale che quello veicolato dai mezzi informativi (nella quasi totalità dei casi presentato come il “Paese di Bengodi” di Boccacciana memoria).

Information centerNATO Information center

Centro Informazioni della NATO e dell’Unione Europa (nello stesso palazzo).

Ufficio dell’USAID

Ufficio dell’USAID, agenzia USA ufficialmente dedita allo sviluppo internazionale e alla promozione della democrazia. Non particolarmente benvoluta, per usare un eufemismo, in tanti Paesi dell’America Latina e dei Caraibi non allineati alla politica di Washington. Malvoluta in quanto avvezza a finanziare, da decenni, tutto ciò che aiuti il rovesciamento di governi malvisti dalla Casa Bianca.

Governo Georgia

Sede del Governo Georgiano con le bandiere del Paese e dell’Unione Europea in bella mostra insieme. Da notare che questo è un segnale prettamente politico, in quanto la Georgia non fa parte dell’UE.

Targa

Targa che ricorda l’impegno e l’attenzione dell’Unione Europea verso i Paesi che la vedono come un faro di civiltà.

McDonald’s Georgia

Uno dei vari McDonald’s presenti nel Paese.

Odio Paese sovieticoOdio Paese sovietico

Due immagini che mostrano l’odio di alcune frange della popolazione (e degli attuali governanti) verso il passato sovietico.

Nella prima immagine si nota la distruzione della falce e martello all’entrata del Palazzo del Parlamento, mentre nella seconda foto si nota una X spruzzata davanti al simbolo del lavoro che adorna un ponte sul fiume che taglia in due Tbilisi.

Da sottolineare che esiste anche un’ala del Museo Nazionale dedicata al periodo di “occupazione sovietica”.

Tbilisi

Una veduta di Tbilisi dall’alto

Fede ortodossa

Momenti di tradizione, con persone di fede ortodossa che pregano all’interno di una splendida Chiesa della Capitale.

La Religione ha ancora un ruolo molto importante in Georgia e a questa tradizione la maggioranza della popolazione non sembra che voglia rinunciare.

Case private e edifici pubblici Case private e edifici pubblici Case private e edifici pubblici

Case private e edifici pubblici impegnati a mostrare solidarietà all’Ucraina. A Tbilisi decine e decine di edifici mostravano le bandiere dei due Paesi insieme, a sottolineare che molte persone si sono schierate apertamente e senza tentennamenti dalla parte di Kiev e contro l’azione russa.

Questo l’ho notato decisamente anche io parlando con varie persone.

In conclusione, dunque, è possibile affermare come la Georgia sia certamente un Paese molto importante per tutta l’area eurasiatica. La sua posizione geografica incastonata nel Caucaso e confinante con la Federazione Russa rende questo Paese e il suo territorio molto significativi per gli assetti dell’area e per lo sviluppo delle relazioni fra le varie potenze regionali e globali.

Non è un caso che la sua “virata” ad Ovest sia stata così osteggiata dalla Russia e che l’Occidente abbia un occhio di riguardo verso Tbilisi, con impegni economici non indifferenti a suo vantaggio.

Un Paese in bilico, dunque, che le ostilità in Ucraina hanno portato alla ribalta. Sottolineando le ancora troppe “zone incendiate” che sono presenti ai confini russi.

--

Reportage e foto di Alessandro Fanetti - da Tbilisi per ComeDonChisciotte.org

Alessandro Fanetti, studioso di geopolitica e relazioni internazionali, autore del libro Russia: alla ricerca della potenza perduta (Edizioni Eiffel, 2021).

NOTE

[1] http://www.limesonline.com/cartaceo/uno-stato-un-popolo-leredita-avvelenata-del-1914-18.

[2] https://eurasianet.org/perspectives-how-china-gains-from-armenia-azerbaijan-war.

[3]https://it.abcdef.wiki/wiki/Transcaucasian_Socialist_Federative_Soviet_Republic#:~:text=La%20Repubblica%20Socialista%20Federativa%20Sovietica%20Transcaucasia%28%20transcaucasica%20FSRSo,era%20una%20repubblicadella%20Unione%20Sovieticache%20esisteva%201922-1936.%20.

[4] https://www.bing.com/images/search?view=detailV2&ccid=llCgHdE%2f&id=FDEB0C9B03A01CBCD18B1A30873DBDC85AD4B743&thid=OIP.llCgHdE_sYxJe2qpZCmcBwHaEc&mediaurl=https%3a%2f%2fwww.vistosulweb.com%2fwp-content%2fuploads%2f2017%2f08%2fFine-URSS.jpg&cdnurl=https%3a%2f%2fth.bing.com%2fth%2fid%2fR.9650a01dd13fb18c497b6aa964299c07%3frik%3dQ7fUWsi9PYcwGg%26pid%3dImgRaw%26r%3d0&exph=538&expw=897&q=dissoluzione+unione+sovietica&simid=607998749013200461&FORM=IRPRST&ck=42BA6C66FA63A593F4262C3045914F8E&selectedIndex=6&ajaxhist=0&ajaxserp=0.

[5] Per chi volesse approfondire anche questa questione, un articolo che scrissi nel 2019 può essere utile: https://isagitalia.org/moldavia-un-paese-diviso/wp_8846263/.

Commenti (27)

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    1. rocks 3 maggio 2022

      La divisione fra città e campagna è una caratteristica di tutto il mondo. Le città offrono più spazio di guadagno e opportunità di lavoro, sono mediamente più ricche e quindi riflettono il desiderio di cambiamento e modernità. All'opposto la maggior parte delle aree rurali ovunque sono lasciate fuori e votano contro chiunque proponga un modello di sviluppo alternativo, ma in genere revanenscista di un passato prospero, che si stava meglio quando si stava peggio.

    1. selassie 2 maggio 2022

      ottimo articolo e nella sua brevità fa un quadro completo della situazione ....sono stato in Georgia varie volte poichè mia moglie è Georgiana....le due regioni separatiste hanno storie diverse, in Abkhazia continuano a vivere delle minoranze georgiane mentre in Ossezia è un pò diverso...in Abkhazia si parla una lingua caucasica non intellegibile con il georgiano mentre in Ossezia si parla una lingua indoeuropea di ceppo iranico, questo per dire che le due regioni hanno storie diverse ed identità diverse, gli Osseti o Alani sono sempre stati tra l'altro storicamente fedeli alleati dei Russi...la mia povera suocera era Georgiana di origine Alana e dopo il periodo della guerra le fu data la possibilità dal governo russo di andare a vivere in Ossezia del nord (repubblica russa appunto) con attribuzione gratuita di una casa....la divisione della regione storica dell' Alania in Ossezia del nord e quella del sud deriva se non ricordo male dal periodo storico in cui Stalin ridisegnava confini e redistribuiva popolazioni all'interno dell'impero sovietico....il sentimento antirusso che descrive l'autore dell'articolo esiste...ma se esiste un piano (l'ultimo) dedicato all'occupazione sovietica all'interno del bellissimo museo nazionale (che ho visitato e che stranamente l'ultimo piano è l'unico piano in cui non mi hanno fatto fare le fotografie) è anche vero che a Gori (a meno di un' ora di macchina dalla capitale) esiste il museo dedicato a Stalin nella cittadina dove appunto è nato, dove la casa natale è diventata parte integrante del complesso museale e dove per strada si vedono sempre manifesti a lui dedicati...pertanto è vera l'analisi della capitale quasi europea e del territorio ancora legato al passato...la religione ortodossa ha una forte valenza identitaria e il popolo georgiano nonostante sia aperto all'occidente rimane comunque legato al suo antico passato....in Georgia ci vivono ancora molti russi e ovviamente ci sono famiglie miste....è il paese dove i russi vanno in villeggiatura da sempre e che vive di turismo russo e di commercio con la russia...insomma potrebbe essere un posto adatto per la nato/usa per creare una nuova situazione esplosiva per generare una nuova ucraina, ma ci sono passati già con saakashvili, che per alcuni è stato un criminale al soldo degli americani per altri un democratico vicino all'occidente...hanno già visto la sciagura di una guerra con la russia con morte e distruzione....sarebbe il caso che da ora in poi ci facessero solo affari e lasciassero perdere il finto democratico occidente e la finta democratica comunità europea....me lo auguro per loro...

    2. oriundo2006 2 maggio 2022

      Il tuo reportage e´ molto interessante e ci aiuta a capire un poco anche della nostra storia antica, una parte delle le invasioni barbariche proveniva da li', cosa poco detta e studiata qui da noi...Se hai tempo qualche altro contributo sarebbe molto gradito.

    3. selassie 5 maggio 2022

      ti ringrazio dell'apprezzamento

    1. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Secondo me la Russia dovrebbe lasciar perdere questi paesi. Lasciarli al loro destino.
      Dovrebbe incamerare se vogliono le province che hanno affinità con loro. In questo caso l'Ossezia e l'Abcazia.
      In Ucraina tutto il Dombass fino a Odessa.
      In Ucraina una volta ottenuti questi obbiettivi cessare la guerra.
      Poi interrompere qualunque rapporto politico e commerciale con i paesi ostili. Quindi niente gas, niente materie prime, niente di niente. Chiaramente provvedere a creare mercati nuovi che a quanto pare non mancherebbero.
      Requisire e nazionalizzare tutte le proprietà occidentali presenti sul loro territorio. Tanto hanno rubato loro lo possono quindi fare.
      Puntare un bel po' dei missili che dispongono sulle grandi città dei paesi ostili con il monito che qualunque azione ostile rivolta verso i territori amici della Russia scatenerebbe una salva di missili da radere al suolo le città in 5 minuti.
      Preoccuparsi del proprio popolo cercando di realizzare un benessere collettivo.
      Gli altri paesi che sognano tanto la "democrazia" occidentale che se la cavassero da soli. Il sogno presto diventerebbe un incubo.
      La Russia potrebbe avere un grande compito di fronte a sé.
      Detto in breve, ma spero di aver espresso i punti salienti.

    2. Arian Van Heisen 2 maggio 2022

      " Gli altri paesi che sognano tanto la “democrazia” occidentale che se la cavassero da soli. "

      Non ti preoccupare che noi Occidentali ce la siamo sempre " cavata "
      sono i non ( occidentali , intesi come Europei ) che hanno sempre cercato di conquistarci e copiare le ns. civiltà.

    3. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Chi sono i conquistatori?
      Ma quando mai?
      In che universo parallelo leggi la storia?
      Se la son cavata solo rubando risorse agli altri. Ma è finito quel periodo. Vediamo come se la cavano senza risorse gli amici tuoi ariani.

    4. maghi 2 maggio 2022

      ormai la festa del consumismo capitalista è alla fine. Non si possono rubare le risorse che non ci sono. Questi paesi terzomondisti fanno la fila per entrare nell'UE e NATO per aumentare il welfare, ma siamo noi che dobbiamo calarlo al loro livello o quasi. Il progetto del NWO è portarci alla povertà entro il 2030, ma per indorare la pillola anche alla felicità. Il percorso è ben delineato e se a ottobre ripatirà la pandemia insieme a stagflazione e forse razionamenti il gioco è fatto. Però la tempistica dipende da vari fattori, che saranno scelti sapientemente per impedire disordini insostenibili. Penso che un'altra pandemia, più virulenta, non solo a discorsi mediatici, sarà necessaria. Per credere al potere mediatico andate in un supermercato, oggi senza mascherina c'ero solo io.

    5. Arian Van Heisen 2 maggio 2022

      Arian come Occidentali intende gli Europei indigeni,
      non abbiamo mai rubato nulla..!
      abbiamo portato in cambio Civiltà e benessere, costruito strade ed infrastrutture, portando Progresso , Saper Vivere e BELLEZZA .
      Continueremo a farlo e continueranno a copiarci perchè siamo il Faro del Pianeta.

      I conquistatori sono USA-Gb Sionisti e Islam

    6. Rnamessaggero 2 maggio 2022

      Gli accidentali non li batte nessuno.

    7. Rnamessaggero 2 maggio 2022

      Sul saper vivere ci andrei cauto e se ci copiano stavolta vinciamo veramente, ci stiamo distruggendo da soli.
      Sul non rubato nulla ti cito solo il dollaro cfa, se pubblico anche tutto il resto, saturo il server cdc, scusa, ho parlato troppo difficile.

    8. Arian Van Heisen 2 maggio 2022

      Ho già scritto che per " Occidentali "
      intendo unicamente gli Europei indigeni
      gli Yankee non sono Europei sono americani.

    9. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Mai viste e condensate tante menzogne in poche parole.
      Davvero la dissonanza cognitiva a voi è nulla in confronto.
      Ma siete alla fine. Porterete i vostri deliri altrove.

    10. ducadiGrumello 2 maggio 2022

      anch'io ho fatto subito il test, la curiosità era troppa. In un paio di negozi piccoli situazione mista, qualche commesso e qualche cliente con, altri senza. Al supermercato dipendenti tuttti imbavagliati, così come il 90% dei clienti, ma 5/6 persone libere, risultato orrendo ma tutto sommato meglio di quel che mi aspettassi, visto che abito in una delle province con la popolazione più conformista e ossequiosa verso l'autorità (?) in assoluto.

    11. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Be dici due un po' contradditorie.
      Il loro livello non è detto che poi sia peggio del nostro. Certo se la mancanza di cose come acqua potabile, il minimo necessario per vivere, cose che mancano perché rubate dagli occidentali, allora è chiaro che vogliono salire di livello.
      Poi tutta questa fila non la vedo, anzi c'è un movimento che si sta volendo affrancare sempre di più dalla nostra "benevolenza": Asia, Africa, Sud America.
      La contraddizione che dico è nel fatto che poi noti come gli europei siano per lo più appecoronati citando il supermercato. Ma questo è un sintomo del nostro profondo malessere sociale, non di Grande reset o altro complotti alla moda. E' sintomo che il nostro "benessere" è totalmente finto. Benessere che si fonda, lo ripeto senza tema di smentita, sul furto. Noi siamo stati bene sul sangue degli africani, degli asiatici, e sud americani. E potrei farti migliaia di esempi.
      Se questi si staccano come ho suggerito io, partendo dalla Russia, noi faremo la fine del Conte Ugolino che rosicchiava i teschi. Ed è quello che ci meritiamo, non tanto per il furto ma per la nostra idiozia e superbia.
      E' finita lo volete capire o no?

    12. alessandroparenti 2 maggio 2022

      Dici bene. Lasciarli stare,ignorarli e non dare loro niente. Il problema è che questi staterelli pezzenti ti puntano i missili usa contro in cambio di 5 milioni di dollari, cifra che qui in Emilia Romagna dove vivo,parecchi con una piccola o media impresa potrebbero trovarsela sul conto vendendo villa e capannone(quindi due spiccioli). E dopo ti tocca fare una guerra che costa mille volte di più.

    13. maghi 2 maggio 2022

      se si volesse e potesse capire, noi occidentali accetteremmo di perdere circa il 90% del nostro welfare e i terzomondisti di rimanere al loro o poco più, ma tanto ce lo faranno capire. Hanno tutti i mezzi e tutto il tempo per farlo. Intanto i consumi di carburante sono ai livelli di 3 anni fa, meno l'avio che segna un -30%, quindi avendo perso l'aumento annuo del 2% per-covid, siamo all'incirca ad un calo del 7-8% dei consumi necessari per un aumento del PIL, ma la strada per un calo del 90% è appena cominciata. Ci vorranno uno o due decenni e nessuno sa cosa ci aspetta, anche perchè probabilmente è già tutto deciso da sofisticate AI, che rielaborano continuamente i dati a velocità impensabili al cervello umano e proprio per questo non abbiamo scampo come umani. Bisognerebbe uscire da logiche umane. Forse l'umanità ci riuscirà alla fine del mondo, come anticipato nell'Apocalisse, ammesso che sarebbe inutile una nuova terra ed un nuovo cielo senza un nuovo cervello.

    14. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Per questo ho detto che anche la Russia deve puntare i propri missili. Se è vero che il potenziale missilistico russo è tra i migliori forse ci penserebbero due volte prima di fare qualche azione sconsiderata. Una cosa è abbaiare come chihuahua, un altro è vedersi arrivare un missile in testa.

    15. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Dici bene, se ci fosse ancora un po' di sale in zucca, se ne potrebbe uscir fuori senza rinunciare a molto. Non c'è bisogno di arrivare al 90%. Ma la strada è segnata e ci arriveremo al 90%.
      Il problema è quale parte calerà?
      Perché se calano cose superflue, poco male. Ma se calano cose essenziali allora sono dolori seri.

    16. Rnamessaggero 2 maggio 2022

      Perché se scrivo "ci stiamo distruggendo da soli" non ti è chiaro ? O mi consideri alloctono, mi spiace, sono italiano del sud del nord da generazioni, chiamami indigeno se vuoi.

    17. Arian Van Heisen 2 maggio 2022

      I vs. cadaveri li abbiamo già visti passare ( intendo il Comunismo Cinese ed URSS, noi stiamo sulla riva del fiume attendendo il passaggio degli altri, i Turbo Capitalisti, per tornare.."
      Eheheh..!
      non te la prendere Lux c'est la Vie :!

    18. oriundo2006 2 maggio 2022

      Hai ragione. Fino a molto tempo addietro, la Russia coltivava una visione romantica di queste nazioni, anche per via della religione. Ora non più. Adesso la disillusione sta facendo strada ad un sentimento nichilista molto pericoloso. E' uno stato mentale che puo' preludere a terribili disgrazie per il mondo intero. Farebbero bene i politici europei, quelli ancora sani di mente, a non isolare Mosca.

    19. oriundo2006 2 maggio 2022

      Queste elites, ampiamente Jewish o filo jewish, non se ne curano. Pensate forse che le nostre siano attente ai nostri bisogni ? Se domani qualcuno, a caso della Nato, dicesse loro 'abbiamo programmato tutto, vinceremo ma Roma deve essere sacrificata', ma vi facciamo esfiltrare a tempo, non pensare che si farebbero troppi scrupoli...l' unico problema sarebbe per loro come monetizzare il consenso vendendosi al meglio, facendo finta di essere sommamente contriti solo per alzare il prezzo.

    20. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Il comunismo cinese? Quello che ha portato in 60 anni 1 miliardo e passa di persone da praticamente avere nulla e analfabeti ad avere abbastanza ed istruiti? Quello che il cui paese ha la crescita economica più forte del mondo?
      Ma anche l'Unione sovietica passata per un periodo di tribolazione grazie alle cure occidentali a un periodo di crescita come potenza mondiale difficile da affrontare?
      Come se la passano i tuoi cari ariani?
      Con le pezze al culo.
      Guardati allo specchio non ti piacerà quello che vedi se sei onesto. Se non lo sei ci penserà altro a farti affrontare al realtà.

    21. LuxIgnis 2 maggio 2022

      Le nostre sicuramente no.
      Ma non so fino a che punto possono andare. Anche le corde più pesanti alla fine se tirate troppo si spezzano.

    22. Arian Van Heisen 2 maggio 2022

      Certo Lux, è merito del Comunismo Cinese se la Cina è arrivata ad essere tra le prime potenze economiche mondiali--!
      non dei Turbo Capitalisti USA

    1. Divoll 2 maggio 2022

      Un paese del kaiser, come l'Ucraina. E completamente in mano a Usa/Nato.

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