FUTURO SPAZIALE DELLA CINA: CONSEGUENZE PER LA SICUREZZA USA

DI PHILIP C. SAUNDERS

Il volo spaziale, con personale a bordo, effettuato dalla Cina nell’Ottombre 2003 è prova evidente dei risultati raggiunti dal paese nello sviluppo della tecnologia spaziale.
Benchè tale tecnologia non sia a livelli avanzati, la Cina differisce dagli altri paesi in via di sviluppo per il suo programma spaziale che è ad ampio raggio. Si va dalla progettazione di satelliti ad attività di lancio.
La Cina produce satelliti per conto suo e collabora scientificamente e commercialmente con Europa, Russia e Brasile.
La Repubblica Popolare Cinese ha una forte industria per il lancio di satellite commerciali in grado di posizionare detti sistemi in orbite geostazionarie o polari. Degno di nota è, nell’ambito del programma spaziale, lo scambio di tecnologia e personale tra settore civile e militare.
Le aspirazioni spaziali di Pechino creano consistenti problemi di sicurezza per Washington. La maggior parte dei programmi spaziali cinesi sono a scopo commerciale o scientifico, ma lo sviluppo di questa tecnologia ha come conseguenza l’aumento delle capacità belliche del paese.
La Cina potrebbe inoltre cercare di contrastare la supremazia militare americana mirando alle sue risorse spaziali.
Questo articolo esamina gli sforzi della Cina mirati a sfruttare lo spazio per scopi militari, analizza le sue possibilità di sferrare attacchi al sistema militare spaziale americano e valuta la possibilità di evitare una competizione per lo spazio tra Cina e USA.

Il controllo dello spazio per scopi militari

La Cina utilizza già lo spazio in campo militare nell’ambito delle comunicazioni satellitari, servizi segreti e navigazione, sebbene a livelli non avanzati. Le sue capacità però sono destinate ad aumentare nei prossimi anni incrementando così le capacità militari dell’Esercito di Liberazione Popolare. Le capacità di Washington di inibire l’utilizzo di sistemi satellitari per scopi commerciali o di navigazione durante periodi di crisi è una buona ragione per rendersi indipendenti.

Avere un sistema di comunicazione ridondante che sia sicuro è un aspetto critico per l’Esercito di Liberazione Popolare al fine di poter prevalere in conflitti locali in un contesto informatizzato. La Cina utilizza satelliti sia per scopi militari che commerciali e molti satelliti svolgono un duplice ruolo.

I segnali satellitari permettono di comunicare mentre ci si muove e non sono facilmente intercettabili o localizzabili, a differenza delle comunicazioni radio. Il programma per le comunicazioni commerciali tramite satellite migliorerà anche quelle militari, ma non fornirà accesso a tecnologie che sono proprie del campo militare quali resistenza ad interferenze o trasmissioni ad ampio spettro.

La Cina utilizza i satelliti per raccogliere foto e per spionaggio elettronico. I satelliti cinesi per foto-rilevamenti utilizzano pellicole che devono essere inviate sulla terra per lo sviluppo – è una tecnologia di prima generazione che non consente di ottenere informazioni in tempo reale.

Nel programma satellitare Sino-brasiliano per le Risorse Terrestri vengono utilizzati dei sensori digitali che trasmettono immagini in formato elettronico. La bassa risoluzione limita i potenziali “spionistici” dei satellite, ma la Cina sta già sviluppando sistemi con sensori ad alta risoluzione che consentiranno di ottenere immagini in tempo reale. La Cina quasi certamente utilizzerà questi sistemi per scopi di spionaggio.
Gli scienziati cinesi stanno sviluppando tecnologie radar ad apertura sintetica. Le capacità della Cina aumenteranno notevolmente col progredire della tecnologia “made in China” o con tecnologia acquistata tramite collaborazioni scientifiche, tecnologia utilizzata per realizzare satelliti di rilevamento.
Attualmente la Cina utilizza la tecnologia GPS (global-positioning system) ed il sistema russo Glonass, è inoltre coinvolta nel progetto europeo per lo sviluppo del sistema di navigazione satellitare denominato Galileo.

La Cina utilizza anche il suo sistema Beidou, composto da due satelliti, che risulta essere un sistema limitato per utilizzo militare. Questo sistema però fornisce all’Esercito Popolare di Liberazione un database per la navigazione e localizzazione di obiettivi utile per migliorare la precisione di missili balistici e cruise. Questa tecnologia applicata in campo missilistico consentirebbe di trasformare dei missili “stupidi” in missili guidati di alta precisione. Gli scienziati cinesi hanno studiato il sistema GPS per migliorare l’accuratezza di detti missili, ma non è noto se i missili attualmente disponibili utilizzino tale tecnologia.

Capacità della Cina di negare all’esercito Americano l’uso dello spazio

Gli USA utilizzano lo spazio per scopi militari per attività quali spionaggio, comunicazioni, meteorologia, e sistemi di puntamento di precisione. Gli analisti cinesi hanno rilevato che gli USA hanno utilizzato durante la Guerra in Iraq del 2003 più di 50 satelliti militari, oltre a numerosi satelliti commerciali. Sottolineano inoltre il largo uso di sistemi GPS per l’utilizzo di missili guidati ad alta precisione.
La dipendenza dallo spazio degli USA aumenterà man mano che le attivitá belliche avranno sempre più bisogno di sistemi di network avanzati per il trasferimento rapido di informazioni da e verso le unità tattiche o singoli soldati. I satelliti, inoltre, ricoprono un ruolo fondamentale nel sistema di difesa antimissilistico statunitense.

Con la crescita della dipendenza dagli USA per l’utilizzo dello spazio sono aumentate le preoccupazioni relative ad un possibile attacco alla supremazia Americana nel controllo dello spazio.
La dottrina del Dipartimento della Difesa recita: “ Gli Stati Uniti devono essere in grado di proteggere le proprie risorse spaziali … e negare l’utilizzo di tali risorse agli avversari. I comandanti devono prevedere azioni ostili mirate a negare l’accesso o l’uso di tali risorse a forze amiche”. Il report della commissione Rumsfeld mette in guardia contro un “Pearl Harbor” spaziale, nel caso venissero attaccati i satelliti americani. A motivare questa preoccupazione c’è la possibilità che la Cina possa prender di mira le risorse spaziali americane in un futuro conflitto.


One man’s dream (Il sogno di un uomo): dopo cinque anni di arresti domiciliari negli USA ed essere stato accusato di spionaggio a favour della Cina comunista, Tsien Hsue-Shen, il padre del programma spaziale ha lasciato gli USA. “Non ho intenzione di ritornare” disse all’epoca, “non c’è motivo per farlo. Ci ho pensato per molto tempo.ho intenzione di aiutare il popolo cinese a costruire la propria nazione nella qale potranno vivere felicemente e con dignità.

Gli strateghi cinesi vedono la dipendenza degli USA dallo spazio come una vulnerabilità da poter sfruttare. Un analista della difesa scrive: “per i paesi che non hanno possibilità di vincere una guerra contro gli USA usando carri armati ed aerei, un attacco al sistema spaziale americano potrebbe risultare una soluzione allettante”. Gli strateghi cinesi hanno valutato diverse soluzioni per limitare le capacità americane di utilizzo dello spazio, tra questi ci sono sistemi anti-satellite (ASAT), interferenze, utilizzo del laser per accecare i satellite da ricognizione ed addirittura si valuta l’utilizzo di impulsi elettromagnetici, prodotti da ordigni atomici, per distruggere i satelliti.

Gli scienziati cinesi hanno condotto dei rilevanti esperimenti sulle armi ASAT, incluso sistemi laser per neutralizzare i sensori dei satellite, intercettazione di satellite, ed utilizzo di piccoli satelliti in formazione. Gli sforzi per sviluppare laser potenti e le capacità di lancio di piccoli satelliti mobili richiedono tecnologie con applicazioni commerciali ed ASAT. La Cina probabilmente è già in possesso di sistemi di tracciamento e sorveglianza dei satelliti americani. Quanto la dipendenza dagli USA per l’uso dello spazio abbia influito sulla decisione di iniziare un programma ASAT non è chiaro. Alcuni report indicano che Pechino stia sviluppando dei micro-satelliti o armi ad ascesa diretta per il sistema ASAT, ma questi documenti non forniscono prove certe. Comunque sulla base di scritti strategici cinesi, ricerche scientifiche e dualismo delle attività spaziali è logico pensare che la Cina stia cercando di realizzare un sistema ASAT.

È in vista una corsa allo spazio tra Cina e USA?

Gli sforzi mirati all’utilizzo dello spazio per scopi militari e gli stimoli strategici miranti a colpire le risorse spaziali americane ha messo la Cina in rotta di collisione con gli USA, i quali enfatizzano la necessità di proteggere dette risorse e contemporaneamente di impedire l’utilizzo di simili tecnologie agli avversari.
Se una competizione Sino-americana potrà essere evitata o meno dipende dalle decisioni strategiche di entrambi i paesi, dalle priorità del controllo dello spazio nei settori del commerciale, scientifico o militare.

Una domanda importante è: “Gli USA sono in grado di impedire l’utilizzo dello spazio da parte degli avversari senza render vulnerabile le proprie risorse?”
Gli USA prevedono di utilizzare la diplomazia, muoversi per vie legali, utilizzare leve economiche e misure militari per impedire agli avversari l’accesso allo spazio. La Cina è comunque in grado di utilizzare le conoscenze acquisite e la tecnologia straniera per accrescere le proprie capacità. Parlare di non militare significherebbe negare alla Cina l’acquisizione di tecnologie avanzate, ma non impedirebbe l’uso militare dello spazio.

Sebbene gli USA siano in vantaggio economico e tecnologico una corsa sfrenata allo spazio richiederebbe grossi capitali investiti, che comunque non porterebbero a vantaggi duraturi , a meno che gli USA non riuscissero contemporaneamente a limitare gli avversari mantenendo le proprie risorse spaziali. Se così non accadesse entrambi i competitori otterrebbero dei risultati, sebbene diversi, e si vedrebbe la Cina in possesso di sistemi antisatellitari che minaccerebbero le capacità spaziali degli USA. Ma questo scenario porterebbe alla legittimazione dei sistemi antisatellitari.

Ci sono alcuni deterrenti per questo conflitto. La proliferazione di dette armi inibirebbe la collaborazione scientifica tra paesi il ché porterebbe ad una crescita dei costi per i satelliti commerciali. (la tendenza globale è di collaborare in entrambi i campi per ridurre i costi). Ad un utilizzo di armi antisatellitari seguirebbe inoltre una crescita dei detriti spaziali che potrebbero causare danni ai costosissimi satelliti commerciali. Coloro che utilizzano satelliti commerciali molto probabilmente si opporranno ad un utilizzo dello spazio in tale direzione.

La strategia di Pechino potrebbe però cambiare. Memore della sorte toccata all’Unione Sovietica per le eccessive spese militari i leaders cinesi si guardano bene dall’impegnarsi in una competizione, il cui termine non è prevedibile, contro gli USA. Inoltre mentre le capacità cinesi per lo sfruttamento dello spazio aumentano e vengono integrate nelle operazioni dell’Esercito di Liberazione Popolare, gli impatti negativi di uno spreco delle proprie risorse spaziali potrebbe pesare più dei vantaggi che potrebbero derivare da un attacco al sistema spaziale americano.

A dispetto degli incentive per evitare una competizione per la supremazia nello spazio la politica per il controllo degli armamenti deve affrontare problematiche sostanziali. La Cina spinge da tempo per un trattato che impedisca la proliferazioni di armi nello spazio. Nel Maggio 2002 Cina e Russia hanno redatto congiuntamente un piano di lavoro per la messa al bando delle armi nello spazio e per proibire ogni attacco contro sistemi spaziali.
Gli USA sono scettici nei riguardi di un tale trattato, considerando le verifiche difficili da effettuare e credendo che la cosa creerebbe impedimenti per futuri sviluppi di sistemi antimissile. La messa al bando dei sistemi ASAT sarebbe utile per gli USA, ma ottenere un trattato facilmente verificabile non sarebbe di facile contrattazione.

I legislatori americani potrebbero formulare quesiti che richiedono risposte non semplici.
– il controllo dello spazio è un obiettivo raggiungibile, finanziariamente possibile e necessario?
-Gli sforzi necessari per persuadere Pechino dallo sviluppare un sistema ASAT richiederebbero sostanziali concessioni per l’utilizzo militare dello spazio?
-È possibile tramite il controllo degli armamenti proteggere le risorse spaziali americane?
Gli USA hanno dichiarato legittime le preoccupazioni in termini di sicurezza scaturite dall’aumento delle capacità cinesi in ambiente spazio, ma saranno in grado di affrontare le conseguenze di decisioni dure a prendersi.

Il Dr Phillip C. Saunders
è senior research professor al National Defense University’s Institute for National Strategic Studies nella città di Washington, D.C. Il punto di vista riportato nell’articolo è quello dell’autore e non rappresenta la posizione assunta dal National Defense University, Department of Defense oppure dal Governo americano.

Fonte:www.cndyorks.gn.apc.org
Link:http://www.cndyorks.gn.apc.org/yspace/articles/china_space_future.htm
26.06.05

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANIELLO B.

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