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Fiaschi

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

In Grecia accadono strane cose. Accade, tra l’altro, che dopo 65 anni, venga in visita il presidente Turco Erdogan, e che i dialoghi non rispettino nessun tipo di protocollo, nemmeno formale, tanto da vedere perfino liti davanti alle telecamere. Perché tutto questo? Tsipras pensa di essere un grande statista e, forse, ha promesso agli USA di far “ragionare” Erdogan e di farlo recedere dalle sue recenti alleanze con Russia e Iran, in cambio di concessioni sulla soluzione del “problema” Cipro. Fatica inutile, a quanto pare: non sarà certo un fallimentare, piccolo, bugiardo uomo politico di Grecia a far cambiare idea al promotore del ritorno Ottomano sulla scena politica europea. Solo una guardia Evzone, ed il suo duro sguardo verso il capo di stato turco, sembra esprimere ancora un po’ di quella fierezza che guidò i greci alla liberazione dal dominio di Istanbul. Ad Atene, intanto, il calendario dice che si avvicinano le feste, ma nessuno sembra ascoltarlo.

 

Il Presidente della Turchia e lo sguardo del Evzone. Atene, 7 DICEMBRE 2017 (foto stampa greca)

Navighiamo in mezzo ad un mare cosparso di fiaschi. In questi tempi apocalittici, le nostre parole diventano pesanti in confronto a quelle che abbiamo a volte così gentilmente detto in altri tempi. Il tempo stesso non conta più e noi con lui. Si il tempo, perché dopo tutto, Balzac aveva ragione quando diceva: “Il tempo è l’unico capitale delle persone che hanno in dote solo la loro intelligenza”. Del resto, i nostri atteggiamenti, già riscritti e riformattati, lo testimoniano.

“Tutto è possibile”, sede di Medici Senza Frontiere chiusa. Atene, dicembre 2017

“Tutto è possibile”, si legge in questo dicembre 2017, sul muro di una ex sede di Medici Senza Frontiere ad Atene, chiusa da un po’. “Tutto è possibile” … il fiasco innanzitutto. Alla dislessia esistenziale ed alle aporie della Grecia contemporanea, si aggiungono le distopie realmente esistenti di una certa geopolitica (anche economica) del nostro mondo moderno e in questo stiamo … rassicurati.

Nel suo notevole saggio, “La fine del progresso?”, lo storico e scrittore canadese Ronald Wright, giustamente ricorda alcune verità molto contemporanee … ma forse vere in ogni tempo: “Utilizzando la loro aritmetica avanzata per un calendario che hanno chiamato ‘lungo’, i Maya hanno studiato i misteri del tempo, trascritto eventi astronomici e formulato calcoli mitologici lontani nel passato e nel futuro – a volte milioni di anni. I calendari sono una forma di potenza; Giulio Cesare, che ha dato il suo nome al mese di luglio, lo sapeva” (“The End of Progress?” Pag. 99).

Negli tristi affari greci, allora, è il controllo (anche relativo) delle agende degli affari sia pubblici, sia privati, diventa impossibile, perché in realtà tutto è rubato. Tra l’impoverimento che colpisce in vari modi i due terzi della popolazione, l’estesa difficoltà di sopravvivenza, il mancato pagamento degli stipendi a quasi un milione di dipendenti del settore privato, le leggi dei memoranda che cadono dal cielo inquinato dell’occupazione della Troika, le leggi ed i regolamenti che cambiano dieci volte l’anno, come quella per la presunta sicurezza sociale e sulle pensioni, per non parlare della sanità di questo paese, la visibilità si ferma alla punta del naso; un paio di giorni, un paio di settimane, la fine del mese.

A ciò si aggiungano le menzogne a ripetizione della banda Tsipras e degli altri para-politici che purtroppo ancora albergano nel giardino della colonia. L’ultima bugia ufficiale è la presunta “uscita dalla tutela dei memoranda nel 2018”, quando sappiamo per esempio che il memorandum Tsipras offre potenzialmente il controllo di tutte le attività pubbliche greche ai cosiddetti “creditori” per 99 anni e che [continuerà] la macellazione dell’economia greca e anche della proprietà privata a favore di un crescente numero di rapaci internazionali, così come di una cricca locale, in gran parte legata alla mafia e il sistema clientelare dei partiti presunti politici.

Tutte le dimensioni temporali della crisi greca sono state spazzate via, non solo gli effetti immediati su tutti, ma anche le conseguenze a lungo termine sulle strutture del paese, istituzioni, ecc. Davanti ai nostri occhi, vediamo il paese trasformarsi in una nuova “camera delle meraviglie” della vita e della morte, in un regime innovativo, quello della metademocrazia acronica..

I comuni decorano le strade. Atene, dicembre 2017
“Tentativo”. Teatro, Atene, Novembre-Dicembre 2017

Si converrà che alla fine … “innovazione” e “miglioramento” non sono necessariamente sinonimi, soprattutto nelle vicende umane. Si osserva meglio che in nessun modo la mutazione dei nostri regimi oligarchico-liberali del mondo occidentale, altrimenti note come democrazie “compiacenti”, nei regimi oligarchici-dittatoriali e – nel caso della Grecia (e di Cipro) – la cancellazione violenta di qualsiasi forma (anche incompleta) di sovranità popolare, nazionale e statale. L’evoluzione è avvenuta in meno di un decennio, forse molto meno. Ci si doveva pensare.

Ad Atene, il più delle volte si vive giorno per giorno, anche le parti di calendario tradizionalmente di festa appaiono fuori posto, aberranti, agli occhi di molti, direi il 75% della popolazione. I comuni decorano ancora le strade di fronte degli edifici incompleti dal 2010, o di fronte ai panifici che offrono sempre dolci e biscotti, con titoli acconci… “40 giorni di Quaresima”, o, infine, davanti ai teatri di quartiere completamente deserti, forse perché la commedia in cartellone si chiama (di nuovo) “tentativo”.

E’ sempre un problema di calendario: tranne gli addetti ai lavori, forse, nessuno ha veramente capito le ragioni della visita ufficiale del presidente della Turchia in Grecia, la scorsa settimana visita annunciata all’ultimo minuto e presentata dalla stampa come mal preparata dal “governo greco.”

Erano sessantacinque anni che un capo di stato turco non visitava la Grecia. Come notava Apostolos Doxiadis, “l’ultima aveva avuto luogo prima che Cipro diventasse indipendente, e prima del pogrom di Istanbul del settembre 1955, evento drammatico che segnò l’inizio della fine per l’antica minoranza greca nella città turca. Da allora sono accadute molte cose tra la Grecia e la Turchia. Negative: l’invasione turca del nord di Cipro nel 1974 e la sua occupazione, e, più recentemente, il costante afflusso di rifugiati che arrivano in Turchia per entrare in Europa, cioè in primo luogo in Grecia. Positive, in quanto alle relazioni greco-turche … non molto, in verità, se non che i due governi riescono a comunicare in modo civile e hanno cercato di risolvere l’imbroglio [ndt: in italiano nel testo] di Cipro – ma senza successo. Se si tiene conto della politica sempre più repressiva di Erdogan dopo il fallito colpo di stato del luglio 2016, è sorprendente l’invito da parte del primo ministro greco, che si proclama difensore dei diritti dell’uomo

“Recep Tayyip Erdogan e Prokopis Pavlopoulos (presidente greco). Quotidiano “Kathimerini”, dicembre 2017
… la nostra autoironia. “Quotidiano dei redattori”, dicembre 2017
una zona tranquilla di Atene. Dicembre 2017
L’incompiuta … diventata permanente. Atene, dicembre 2017

“Senza dubbio Tsipras, nonostante la sua popolarità in declino, sopravvaluta la sua importanza sulla scena internazionale. Tra il fatto che si copra di ridicolo nel parlare un inglese stentato durante le sue visite all’estero (gli interpreti professionisti abbondano ancora) e il suo sforzo patetico di sembrare un grande statista europeo – ha ‘consigliato’ a Martin Schulz di formare un governo con Angela Merkel – Tsipras sovrastima il suo ruolo in una misura che rasenta il ridicolo. E ‘difficile penetrare la mente di un uomo di Stato così dominato dal suo orgoglio, ma possiamo supporre che Tsipras creda di invitare Erdogan come mediatore tra la Turchia e il resto del mondo – che è, di nuovo, un’illusione. E ‘ovvio che ci sono questioni importanti da risolvere tra i due paesi: il destino cruciale di Cipro e dei rifugiati “(” Liberazione “del 6 dicembre 2017) ..

Nelle osservazioni di Apostolos Doxiadis è, come sempre nella stampa … consentita una piccola parte di verità. In primo luogo, vi sarebbe probabilmente non molto da dire, eccetto che i due governi dovrebbero comunicare in modo normalmente civile, se non fosse accaduto che davanti alle telecamere, i due presidenti si siano violentemente scontrati verbalmente sul trattato di Losanna. Il clima della riunione è stato molto pesante al palazzo presidenziale e il dialogo tra i due politici è addirittura sfuggito a qualsiasi protocollo. Erdogan, sottolineando il suo desiderio di rinegoziare “à la carte” il Trattato di Losanna, (basata su fantasie di restaurazione ottomana dell’elite turca), che è inaccettabile per la Grecia (e per molti altri paesi, dobbiamo dire). Diciamo anche – per inciso – che Recep Tayyip Erdogan fa finta di dimenticare che il Trattato di Losanna sancisce anche la nascita della Turchia moderna, e garantisce allo stesso tempo (dal punto di vista del diritto internazionale) i suoi stessi confini.

Nei quartieri (ancora tranquilli, per quanto possibile) di Atene, il cittadino medio capirà che questa visita ufficiale era nel migliore dei casi inutile, e nel peggiore dei casi dannoso. Nei caffè si sussurra tutta l’amarezza davanti (e sotto) questo “governo” cinico, “Quisling” ostile agli interessi del paese, ai lavoratori, alla grande massa di piccoli e medi imprenditori e talvolta anche grandi, e anche alla democrazia. Il 3 e 4 dicembre 2017, il “governo” ha tentato di votare nel “parlamento” la Riforma No. 69, delle 113 nuove misure richieste dalla Kommandantur [Ndt: in tedesco nel testo, sede centrale] della Troïka, sulla limitazione del diritto di sciopero e dei risarcimenti ai (non) dei lavoratori in caso di infortuni sul luogo di lavoro o durante il suo esercizio. L’emendamento è stato inserito nel disegno di legge relativo al satellite di telecomunicazioni greco … … è detto tutto (stampa greca, 4 dicembre 2017).

E’ questa una pratica diffusa dei memoranda, che la dice lunga circa l’aspetto penale (e già incostituzionale e illegale) della “governance” (prima di tutto) economicamente genocida dei truffatori SYRIZA / ANEL. Il “governo”, temendo la defezione di alcuni membri (conta su 153 “parlamentari” di 300) ha ritirato questi due emendamenti, che ripresenterà, ovviamente all’improvviso, il giorno di Natale, per esempio, o durante un altro periodo di vacanza. E ‘(anche) per questo motivo che i greci non vogliono sentir parlare di … sinistra in questo paese, la grande illusione … SYRIZA è entrata nell’inconscio collettivo e negli atteggiamenti come fosse tipica di qualsiasi sinistra. Quindi …

Archeologia industriale. Patrasso, dicembre 2017

Tornando agli affari greco-turchi e come … “risolverli tra i due paesi (Grecia – Turchia): la sorte di Cipro”, l’esatta traduzione di questo modo di riformulare la realtà è semplicemente che lo scopo delle manovre …, non è né più né meno che il ritorno di Cipro nella sua posizione di colonia britannica (in realtà occidentale e delle potenze marittime), con una specie di colpo di stato in corso di esecuzione, di cui Alexis Tsipras e Nicos Anastasiades (Presidente della Repubblica di Cipro) sono i complici burattini, (vedi gli articoli precedenti in nel blog).

Nell’altra vita reale … geopolitica, i commercianti del pane quotidiano preferiscono il dialogo con gli animali dei luoghi, piuttosto che il cosiddetto dialogo greco-turco. E da parte loro, i nostri animali senza padrone, restano imperturbabili, così come quelli della vicina Turchia, come ha dimostrato così bene il regista turco Ceyda Torun. Impassibili alla geopolitica, spesso ci guardano dall’alto, o aspettandoci all’ingresso della pasticceria Konstantinidis, casa fondata in Asia minore, prima del trattato di Losanna e della guerra greco-turca del 1919-1922 in Asia minore. E non fu per causa dei dolci, tra le altre cose, che certi rapporti culturali tra i greci ei greci si sono evoluti in modo essenzialmente conflittuale fino alla guerra aperta tra i due paesi nel 20 ° secolo, guerra che, in verità, fu avviata dalle potenze occidentali marittime. Il che lascia un sapore amaro, che si parli di dolci o no.

Venditore e il ‘suo’ animale. Atene, dicembre 2017
I nostri animali ci osservano dall’alto. Atene, dicembre 2017
Casa fondata in Asia Minore. Atene, dicembre 2017
gattini e gatti in regalo ad Atene, dicembre 2017

La pesante contemporaneità prevarrà per lungo tempo sui nostri randagi, e ancor prima sulle nostre … parallele specialità dolciarie greco-turche. Alcuni analisti – come il generale in pensione Yannis Baltzois sul suo blog – ritengono che la Grecia “alla domanda che tutti si sono posti all’annuncio della visita – Perché ricevere ora Recep Tayyip Erdogan e a quale scopo? – la risposta non è chiara; tuttavia, le stime, e alcune informazioni affidabili in nostro possesso indicano che questa visita era stata incoraggiata (e forse imposta) dagli Stati Uniti, in particolare durante la recente visita del primo ministro greco a Washington (metà ottobre 2017), quando quest’ultimo è stato ricevuto dal presidente Donald Trump.

“La ragione è così legata ai complessi sviluppi geopolitici in Europa orientale, Mediterraneo e Medio Oriente, in particolare all’atteggiamento e al comportamento della Turchia: essa ha sviluppato, come sappiamo, alleanze con la Russia e l’Iran, alleanze ‘inaccettabili’, per gli obiettivi geostrategici degli Stati Uniti. E infine, l’invito ufficiale da parte della Grecia nei confronti del Presidente della Turchia, è stata approvato anche dall’Unione Europea, per analoghe ragioni geopolitiche. “(Yannis Baltzois nel suo blog di geopolitica) .

Per quanto riguarda l’analista geopolitico Dimitris KONSTANTAKOPOULOS, “il grande problema oggi è che non c’è nessun governo greco e ancor meno una politica estera greca. Nel campo dell’economia, la Germania, l’UE e il FMI già governano il paese. Nel campo della politica estera, sono gli Stati Uniti e la NATO che la governano, mentre Israele ha un ruolo importante. Decidono, e ‘la Grecia’, esegue. Atene non si muove senza il permesso o l’incoraggiamento degli americani, ed è certo un caso che la visita Erdogan sia stata messa in programma dopo la visita a Washington di Alexis Tsipras, durante la quale il primo ministro greco ha appena offerto disponibilità totale agli americani, il che espone il paese a rischi considerevoli. E, infine, il vero scopo della visita Erdogan è infatti la questione di Cipro”

“Alla domanda dall’agenzia (Turca) Anatolia’, Tsipras ha detto che spera i due leader invieranno un messaggio comune, da Atene, continuando i loro sforzi per trovare infine una ‘soluzione al problema di Cipro. Primo ministro greco sembra essere così felice di aver risolto … il problema del debito greco, del memorandum e dei finanziamenti, che vuole mettere ora a disposizione di Cipro … la propria esperienza senza eguali! Diciamo, infine, che gli esperimenti economici (dettata dalla Troika ai politici greci), hanno portato il più grande disastro economico e sociale nella storia del capitalismo in tempo di pace. Queste stesse esperienze, avendo come previsto attaccato ora il centro della sovranità come della democrazia, sono suscettibili di condurre, non solo a un disastro economico, ma in ultima analisi, ad una catastrofe militare “. (Dimitris KONSTANTAKOPOULOS suo blog di geopolitica).

Rifornimento di combustibile per il traghetto. Patrasso, dicembre 2017
Mestieri del porto. Igoumenitsa, dicembre 2017

Nell’altra vita reale, tra le aree dismesse, forniture navali e portuali, ci poniamo il problema intero del futuro … del futuro paese come del futuro lavoro in un momento di completa inattività. Va aggiunto con una certa amarezza, che l’artificio (numerico e di cassa) è poi (definitivamente?) prevalso sulla realtà, modificandola con un rimodellamento non conosce limiti, geopolitica o meno.

Fatta eccezione per gli ultimi limiti della specie umana e, in misura diversa, per le risorse del pianeta, ad esempio, oltre a questo punto è il caos, il nulla. Ma ci siamo quasi. Non c’è dubbio che il nulla verrebbe preceduto dalla fine dei regimi “micro-democratici” del mondo occidentale, e ciò lo osserviamo senza reagire, per ora. L’abolizione della sovranità e, in definitiva, il popolo stesso, sarebbe mutatis mutandis, un ritorno “al punto”, vale a dire la predazione totale delle risorse tra cui quella “umana”.

Osserviamo i nostri confini … tra Corfù e l’Albania. Nel mese di dicembre 2017

Ed osserviamo i nostri confini … per gustare la storia e per la necessità di sopravvivenza, tra Corfù e l’Albania, per esempio, mentre stiamo navigando nel mezzo di un mare cosparso di fischi e solo sorretti dalla nostra zattera, con i motori al massimo.

Fiaschi, epifonémi ed epifenomeni. Per una volta, la stampa greca (compreso Internet) avrà simbolicamente voluto ricordare la visita di Recep Tayyip Erdogan, che la Grecia ha accolto in modo glaciale, con lo sguardo che la guardia greca Evzone (la guardia presidenziale) ha dedicato al presidente della Turchia. “Una foto più efficace di mille parole”. Per il resto, i cittadini a volte felici possono episodicamente fare sport, sul Monte Imetto per esempio, senza dire una sola parola di politica. Gli spettatori si aggirano anche sotto la stretta supervisione di cani senza padrone, animali, tuttavia, sostenuti dalle associazioni presenti sul territorio. Quindi non tutto è ancora perduto.

Relax sul Monte Imetto. Atene dicembre 2017
Sotto lo sguardo di cani senza padrone. Monte Imetto, dicembre 2017

In questi tempi apocalittici, le nostre parole diventano sempre più pesanti rispetto a quelle che avevamo a volte ingenuamente usato in passato anche su questo blog, agli inizi, oggi che il tempo non conta più e noi con lui.

“Il tempo è l’unica ricchezza delle persone che hanno solo in dote solo la loro intelligenza” Nel frattempo, e nel “conto lungo” in cui [operano] i calcoli mitologici, i nostri di ‘Greekcrisis’ e non quelli dei Maya, la nostra Mimi invecchia mentre il nostro Hermes cresce.

Mimi di ‘Greekcrisis’. Atene, dicembre 2017

Ad Atene, più volte al giorno, anche i momenti tradizionalmente di festa, diventano assurdi agli occhi della maggioranza, diciamo del 75% della popolazione. I comuni decorano [comunque] le strade davanti agli edifici non finiti.

Abbiamo bisogno di un po ‘di riposo, ci auguriamo che il blog sarà ancora sostenuto dal suo pubblico; passeranno le feste, lavorando al massimo, niente di che, lasciando i fiaschi alla politica ed ai giornalisti.

Hermes di Greekcrisis. Atene, dicembre 2017

Articolo originale QUI

APPELLO MENSILE ALLE DONAZIONI

Traduzione per www-comedonchisciotte.org a cura di Franz-CVM

Dicembre 2017

Pubblicato da Franz-CVM

8 Commenti

  1. [cito]
    … hanno portato il più grande disastro economico e sociale nella storia del capitalismo in tempo di pace. […]
    [fine citazione]

    Lo hanno portato alle masse che hanno considerato i loro diritti impliciti e insindacabili, non conquiste raggiunte col sangue da difendere a tutti i costi … e non mi riferisco agli immigrati che di diritti ne hanno sempre visti pochini o anche niente, anche perché non credo sappiano molto a riguardo (e temo non sia un “male” per loro, ma per noi).
    Apprezzo GRIGORIOU e i suoi articoli, sono i primi che mi hanno fatto conoscere gli effetti concreti della cura del neoliberismo sui governi supini, dettati dalle vicente dei governi che non hanno voluto inchinarsi. Ma che la guerra fosse rivolta direttamente verso le popolazioni e che i governi dovessero essere compiacenti quanto quelli del Botswana (o similari) nello svendere la risorsa umana sul loro territorio, come fossero pomodori marci con cui innondare il mercato, era solare e starci su a farci i “pianti greci” mi sembra non solo anacronistico, ma ributtante.
    Il problema del nostro tempo è che non riusciamo a collegare i punti più vicini, quelli proprio banali a un livello che dovrebbe essere immediato per un bambino di 4 anni e ci trastulliamo la mente con fantasticherie da giocolieri della fiaba econocentrica per combattere i cattivi “prestigiatori-illusionisti” di professione. Che ovviamente tirano fuori dal cilindro prontamente ogni sfida immaginabile del moderno videogame delle allucinazioni, che alla fine produce (ovviamente) solo un mondo sempre più diseguale, ricco di conflitto e mArcificante (più che mErcificante) cioè che ti fa marcire più che smerciare.

    Basterebbe poco, basterebbe vedere dentro di noi fino a che punto pietoso siamo deboli e fragili, come sia facile con quattro cacate digitali, meno che la fuffa, meno della puzza di una scoreggia, prendereci per il naso fino al punto di spendere i nostri soldi, perché sia comperata la nostra fatica di costruire la nostra forca che servirà a rendere solo più ricco un anonimo nessuno, che spingerà via il nostro cadavere subito dopo con schifo e sdegno. Nulla cosmicamente può apprezzare chi è debole fino al punto di non riconoscere nemmeno la propria debolezza.

  2. E’ una destrutturazione pianificata della ‘vecchia’ Grecia che prelude ad analoga destrutturazione della ‘vecchia’ Europa per fare sulle sue macerie, umane prima ancora che economiche, un vomitevole clone degli USA, meticciato all’inverosimile, con legioni di disperati che si accapigliano per un salario da quattro soldi, iperinflazionato da regurgiti di merci nei super e desolatamente vuoto nelle idee e nelle teste della stragrande maggioranza degli uomini. Altro non sanno fare.

    • Credo che dovremmo invece guardare a ciò che sta facendo la Cina in Grecia. A me sembra che la direzione nella quale si va è la sostituzione degli USA come impero ed economia trainante e punto di riferimento.
      Quello che viene spesso raccontato come l’imminente fine del potere delle elite non è altro (a mio avviso) della fine di un impero e della “trasmigrazione” del potere delle elite in un altro impero con un altra nazione di riferimento.