Erdogan cavalca la tigre dell’inflazione e la Turchia va

Ankara sta imparando a convivere con l'inflazione e pare proprio ci stia riuscendo. Ciò dimostra che la strada dell'aumento dei tassi intrapresa dai banchieri centrali dell'Occidente è sbagliata o quantomeno inutile a fermare il fenomeno inflattivo in corso.

Erdogan cavalca la tigre dell’inflazione e la Turchia va

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Mentre tutti i banchieri centrali del mondo occidentale, di fronte al comparire dell'inflazione, si sono precipitati ad aumentare i tassi di interesse, il presidente della Repubblica turca Recep Tayyip Erdogan (tra i pochi governanti al mondo che ancora ha un controllo diretto sulla banca centrale del suo paese), al contrario, ha deciso di tagliarli.

Sembra quasi che Erdogan si sia prestato a fare da cavia per riportare sul sentiero della verità dottrinale la politica sui tassi, che i banchieri centrali occidentali, ormai da tempo immemore usano interpretare al contrario.

Sul fatto che ormai questa usanza, da Powell alla Lagarde, sia ormai un "dogma" di dominio pubblico, non ci sono più dubbi. Nell'ultimo anno, non è passato giorno che il main-stream non invocasse tale misura, sventolando lo spauracchio dell'inflazione come l'avvento degli alieni sulla terra.

Noi, che negli ultimi quindici anni della nostra vita, un po' la materia economica l'abbiamo approfondita e purtroppo vissuto le conseguenze sulla nostra pelle delle frodi in materia applicate da altri, sappiamo benissimo che le politiche monetarie delle banche centrali ed in questo caso l'innalzamento dei tassi, a niente servono e serviranno, per fronteggiare l'attuale fenomeno inflattivo. Fenomeno, oggi per lo più esogeno e fortemente caratterizzato dalla libertà che i governi lasciano ai "diavoli" della speculazione, di agire per il loro esclusivo interesse.

Anzi, a dirla tutta, stante la forte recessione che persiste in certi paesi dell'Occidente e per l'Italia in particolare, il rialzo dei tassi certamente contribuirà in modo deciso a rendere la situazione ancora più grave.

In Turchia, nonostante che da mesi i prezzi crescano a ritmi elevati, il presidente Erdogan, come dicevamo è contrario a mettere in atto tali misure per controllare l’inflazione, proprio perché rallenterebbero l’economia. Per questo, ormai da tempo le aziende e i cittadini si sono adattati a vivere in un paese ad inflazione altissima: il loro sistema economico sembra ancora tenere e si sta dimostrando eccezionalmente resiliente, tanto per usare un aggettivo caro agli ideatori del fallimentare progetto europeo.

In agosto, i prezzi al consumo sono cresciuti dell’80,2 per cento rispetto a un anno fa, il che significa che sono quasi raddoppiati. Il dato è in linea con la costante crescita dell’inflazione registrata nell’ultimo anno e rappresenta l’aumento dei prezzi più alto dal 1998. La lira turca in un anno ha perso oltre la metà del suo valore nel cambio con il dollaro.

La classica risposta ad un’inflazione così alta, fornita dagli economisti ortodossi è l’aumento dei tassi di interesse di riferimento, ossia i tassi a cui le banche centrali prestano alle altre banche e rappresentano quindi il costo del denaro. L’obiettivo è “raffreddare” un’economia che sta crescendo troppo, in cui si vuole consumare molto di più di quanto il sistema riesca a produrre, con un conseguente aumento dei prezzi e quindi dell’inflazione.

Se guardiamo, come detto al pensiero diffuso nel main-stream, la Turchia sta perseguendo una sorta di esperimento economico: Erdogan sta tenendo forzatamente bassi i tassi di interesse perché vuole preservare la crescita economica in ogni modo, anche a costo di far raddoppiare i prezzi. Bassi tassi di interesse invogliano infatti a prendere a prestito denaro per comprare beni o investire. Per esempio, le persone comprano più case, così si assumono più operai per costruirle o ristrutturarle, questi a loro volta spendono e l’economia cresce. In più, il fatto che la lira turca sia così debole rappresenta un incentivo alle esportazioni: per chi acquista in valuta estera è relativamente meno costoso comprare beni turchi perché può avvantaggiarsi di un cambio favorevole.

Tutto questo Erdogan lo può fare perché, come già detto, il suo governo ha il controllo della Banca Centrale. Questo aspetto fondamentale, come è ben noto, contrasta con il falso pensiero, che da decenni vede invece il mondo occidentale, propagandare come necessaria l'indipendenza delle banche centrali dal potere politico.

Uno stato democratico moderno per essere tale, deve avere delle precise caratteristiche; e tra queste la sovranità monetaria esercitata attraverso il controllo, da parte dell'esecutivo, di una banca centrale che emette la moneta in regime di monopolio, è imprescindibile.

Gli effetti drammatici di cosa significa una banca centrale indipendente dal potere politico, li stiamo vedendo in quello che è forse il più devastante esperimento di distruzione economica e sociale mai vissuto nella storia del mondo, rappresentato dall'Unione Europea.

L'indipendenza, trasferisce alla Banca Centrale, tutto il potere relativo alle decisioni di politica fiscale di fatto tolte ai governi. In pratica, togliendo ogni capacità di spesa ai governi, il Governatore della Banca Centrale, di fatto assurge al ruolo di Imperatore unico, il quale può decidere le sorti di ogni paese membro e del suo popolo.

Quanto avvenuto con Draghi a capo della BCE nei confronti della Grecia è già scritto nei libri e la storia può già formulare il suo giudizio, su come quel popolo sia stato massacrato ingiustamente e senza nessun reale motivo.

Se guardiamo all'esperimento in corso, i numeri pare proprio diano ragione ad Erdogan e a noi MMTers. Al netto di eventuali politiche fiscali errate presenti e future che il governo turco possa mettere in atto, effettivamente il PIL turco è cresciuto dell’11 % lo scorso anno e nel secondo trimestre di quest’anno del 7,6 % rispetto ad un anno prima. La disoccupazione diminuisce, pur rimanendo sempre ad un livello alto (10% circa - guarda strano lo stesso dato dell'Italia) e la crisi energetica sembra non sfiorarli. Tanto per rendervi edotti, alla pompa si fa il pieno con 1,00 euro al litro.

E' proprio il livello di disoccupazione ancora elevato, ovvero la forza di lavoro inutilizzata, che permette ad Erdogan di perseguire le sue politiche espansive, dando appunto priorità alla crescita e alla domanda interna rispetto a contenere l'inflazione. Una volta sistemata la struttura economica interna del paese, il fisiologico riequilibrio della bilancia commerciale avverrà di conseguenza, facilitato anche dalla svalutazione della Lira.

Il ragionamento appena esposto dovrebbe farci riflettere su quanto accade nel nostro paese, dove con la stessa percentuale di forza lavoro inutilizzata ed una domanda interna ormai distrutta da anni, si continua con le stesse politiche economiche fatte di austerità infinita, oggi aggravate dal maggior costo del denaro e dal caro-prezzi in corso, che non fanno altro che peggiorare la situazione. Questo, nonostante il tessuto industriale più avanzato che il nostro paese vanterebbe nei confronti della Turchia, il quale, a fronte di una riabilitazione dei deficit governativi, consentirebbe una immediata ripresa economica nel nostro paese.

Sul tema dei "deficit governativi", dogma assoluto del sistema-euro e visti come il diavolo in chiesa dalla Commissione Europea e da ogni suo adepto (politici locali ed informazione di regime su tutti); oggi, nel nostro paese alla vigilia della tornata elettorale, siamo arrivati addirittura alla farsa: allo sdoganamento de parte dei ragionieri di Draghi che attraverso un documento ufficiale presentato alla UE, dove si ammette chiaramente l'errore sui deficit- fa da contraltare l'improvvisa e religiosa (già programmata), conversione al dogma stesso da parte di Giorgia Meloni e Giulio Tremonti, ormai prossimi a ricoprire ruoli di governo.

Insomma, se ancora non lo avete compreso, nei nostri politici la conversione e l'abbandono alla religione dell'euro, si manifesta a fasi alterne e a seconda che i loro padroni li posizionino al governo oppure alla oppo-finzione.

Il 6 settembre scorso, ora locale, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che quest’inverno l’Europa affronterà un grave problema di approvvigionamento energetico, ma che l’Europa ha recato danno a se stessa.

Erdogan ha detto che “l’Europa raccoglierà ciò che ha seminato”, la Russia sta rispondendo alle sanzioni dell’Europa tramite mezzi simili. “Quest’anno l’Europa avrà problemi molto gravi, mentre la Turchia non li avrà.” [1]

Laddove l’Europa è alle prese con una crisi energetica che si prospetta come la più terribile dal secondo conflitto mondiale, il presidente turco sfoggia tutta la sua abilità nello sfruttare a suo vantaggio ogni crisi che esplode nel suo vicinato e cerca dunque di trarre il massimo beneficio anche dalla guerra tra i suoi due vicini del Mar Nero.

Oggi, per un italiano, una vacanza in Turchia costa meno che una bolletta. I prezzi stracciati per i mesi più freddi, fanno esplodere le prenotazioni dall’Europa.

La già dichiarata corsa alla prenotazione delle vacanze natalizie in addivenire, degli europei in Turchia, non farà certo fare i salti di gioia agli operatori del settore turistico delle nostre città d'arte.

Insomma, la Turchia ci sta dimostrando coi fatti che l’inflazione elevata è un fastidio che può comunque essere affrontato - o almeno, per coloro ai quali ancora non sta simpatica la Modern Monetary Theory (MMT) e si rifiutano di accettare come unico responsabile del fenomeno inflattivo, le politiche fiscali dei governi - dovranno pur ammettere che un inflazione alta in pieno boom economico è pur sempre migliore del nostro folle caro-prezzi attuale, che inserito in un tessuto economico recessivo (stagflazione), potrebbe addirittura dare il colpo di grazia al nostro sistema economico.

Basterebbe avere la memoria leggermente più lunga e tornare ai nostri anni 70/80 per vedere in che modo i governi di allora affrontarono l'inflazione scaturita dalla crisi petrolifera: politiche di spesa espansive a sostegno dei salari, quale appunto fu l'introduzione della scala mobile, la crescita del sistema previdenziale ed il varo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), e sono solo alcuni esempi.

Il fenomeno inflattivo e la conseguente svalutazione della Lira fu usato per garantire i margini alle imprese: più inflazione equivalse a più esportazioni, i nostri prodotti erano meno costosi. La ricetta ricorda molto da vicino, quanto sta facendo Erdogan.

In definitiva, come potete vedere dal grafico sotto, i grossi deficit governativi e le relative politiche fiscali, messe in atto in quegli anni furono determinanti per riportare il fenomeno nella normalità:

In conclusione e per essere ripetitivi, solo una corretta politica fiscale dei governi può fronteggiare il fenomeno inflattivo e Megas sarebbe anche a corto di esempi, in questa eterna ricerca mentale per trovare quello più semplice, affinché più gente possibile possa comprendere.

Proviamo così: se il vostro stipendio mensile è di 1.000 euro e la vostra bolletta da 100 sale a 300 euro al mese, chiaramente vi ritroverete con una minore capacità di spesa di euro 200.

Chi altro, può farvi recuperare questa capacità di spesa, se non lo Stato monopolista della moneta?

La famosa scala mobile fu uno strumento economico in tema di politica del fiscale volto ad indicizzare automaticamente i salari in funzione degli aumenti dei prezzi di alcune merci, al fine di contrastare la diminuzione del potere d'acquisto dovuto all'aumento del costo della vita, secondo quanto valutato con un apposito indice dei prezzi al consumo.

Ora, i vari Salvini, Meloni, Letta e Renzi, non ci vorranno mica raccontare che non sanno cosa sia la scala mobile! E cosa è cambiato rispetto a quegli anni, oppure rispetto a quanto sta facendo la Turchia, per non poter, oggi, in Italia prendere in considerazione questa semplice misura, che quantomeno, solleverebbe le famiglie italiane di questo peso che stanno portando sulle loro spalle ormai dai più di un anno.

Come vedete le soluzioni ci sono e la dottrina economica non è cambiata, quello che manca è la volontà politica di fare le cose giuste, da parte di quelli stessi personaggi appena citati, che senza faccia, addirittura pretenderebbero di scomodarci per andare a riconfermare loro la nostra fiducia.

Not in my name...

Di Megas Alexandros

Fonte: Il Presidente turco Erdogan cavalca l'inflazione abbassando i tassi..... - Megas Alexandros

NOTE:

[1] Turchia: la crisi energetica in Europa è autoinflitta

Commenti (29)

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    1. Deheb 25 settembre 2022

      Non è tutto rosa e fiori e anche questo dimostra il fatto che con moneta sovrana i problemi ci sono lo stesso e risolverli non è così facile, dottrine o meno.

      Certo con la triade Governo-BC-Tesoro ci sono maggiori margini di manovra e ciò permette di dilatare nel tempo i problemi, ma alla lunga questi se non risolti, tendono ad ingrandirsi, dipende da cosa si è prefisso Erdogan, se riesce a tirare la situazione sino alla sua (ri)elezione tanto di cappello.

      Purtroppo la situazione diventa via via più complicata, oltre ai problemi sul cambio e inflativi, devono fronteggiare un deflusso massiccio di capitali esteri e hanno iniziato a fare controllo sui movimenti di capitali, le loro riserve in valuta estera hanno una posizione delicata (idem debito estero) e i vincoli che hanno messo alle banche lo dimostrano (le banche devono convertire dollari in Lire (“impone alle banche con più di 15 milioni di lire (900.000 dollari) in valuta estera - nel caso in cui tale cifra rappresenti più del 10% delle loro attività o delle loro vendite annuali - di vendere i loro dollari ed euro prima di emettere altri prestiti.”)
      Inoltre sta tenendo artificialmente bassi i tassi sui prestiti a privati, con conseguente aumento dell’indebitamento privato. (Contrariamente alla situazione italiana anni 80 in cui il debito privato era bassissimo). Spinge sui consumi interni finanziandoli a debito.

      Inoltre pare ci siano decine di miliardi di dollari di cui non si sa la provenienza e che compensano le passività in BofP. Ufficialmente li imputano ad errori di conteggio ma sono troppi soldi e vanno avanti da troppo tempo.
      I dati che offrono sembra siano “personalizzati” (come ha fatto a suo tempo l’Argentina).

      I turchi invece non sono molto contenti.

    1. pasha 25 settembre 2022

      Caro Megas, mi spiace contraddirti ma si vede che non conosci bene come si vive qui in Turchia... Pur non condividendo niente delle scelte di zio Edie (meglio usare nomignoli visto che ti scrivo da Istanbul!) credo che a livello internazionale questo duo tenere il piede in parecchie paia di scarpe funzioni... un po' di Russia, un po' di Ucraina, poi Cina, Iran, Israele, Europa, e USA, giusto per non far dispetto a nessuno... e fino a qui tutto ok, almeno il gas per questo inverno (di cui 80% se non ricordo male importato da Russia e Iran) è assicurato... però, però, inutili i tuoi elogi dall'esterno, qui l'inflazione ufficiale è al 100%, sui generi alimentari e altro parliamo del 120-130%... Quest'estate, di ritorno in Italia mi ha stupito che i pomodori costassero meno (e in euro ) nel nostro paese come pure in generale la frutta che qui in teoria ti dovrebbero tirare dietro! Come la mettiamo? La Turchia importa molto molto di più di quello che esporta... trasforma materie prime, ma dove vai con un economia che fa contento il signor Ferrero perché gli svendi le nocciole per la Nutella? Si, se vieni qui con gli euro vivi veramente da pascià, ma se il tuo stipendio è in lire turche e in questo ultimo anno l'aumento massimo è stato circa del 60% a fronte - ti ripeto - del 120% effettivo di aumenti, come la mettiamo? Per non parlare del problema abitativo... Sono sotto sfratto anche io, pur pagando regolarmente l'affitto che, su indicazione del governo, quest'anno è aumentato SOLO del 25%, ti rendi conto? 25% su base annua... neanche nella peggiore Italia trovi aumenti del genere. Le tre città al mondo che hanno visto rialzi sui prezzi di vendita del 100% sono: Istanbul, Ankara e Smirne, secondo il Knight Frank Global Residential cities index, seguite da Miami al quarto posto con aumenti del 34%... renditi un po' conto, dati attuali puoi controllare il sito.
      Poi, diffido dei compatrioti che arrivano qui da expat con stipendi in euro, grazie al cazzo che stanno bene, anche a me piacerebbe mangiare pesce sul Bosforo tutte le sere e girare nei posti belli (sempre di lusso ed esclusivi) della Turchia... Ma la realtà per chi vive qui dall'interno è ben diversa. Insegno all'università e il mio stipendio convertito in euro è persino meno di quello che guadagnavo qui dieci anni fa... questi elogi fatti dall'esterno di un modello che si oppone ai modelli tradizionali lascia il tempo che trova, veramente, facile fare analisi quando probabilmente il tuo stipendio è comunque in euro e il mio invece in misere lire turche! Il taglio più grosso della banconota è di 200 Lire, cioè poco più di 10 dollari adesso... di che cazzo parliamo?
      Apprezzo comunque che provi a cercare in giro soluzioni al modello capitalista imperante, ma prima di dare giudizi affrettati ed elogiare il modello turco, anche no, grazie!
      Un caro saluto da Istanbul

    2. Megas Alexandros 25 settembre 2022

      Non facciamo confusione, l'articolo è incentrato sull'aspetto della politica dei tassi e cerca di far capire con un esempio pratico, quanto i banchieri centrali occidentali, interpretino la stessa al contrario.
      Se noti all'interno dell'articolo è scritto chiaro "al netto delle corrette politiche fiscali" - perché poi sono quelle che regolano la distribuzione della ricchezza all'interno... ovvero l'argomento di cui tu stai parlando (argomento che ripeto esula dall'articolo).
      Lungi da me affermare che Erdogan stia facendo tutto il necessario per il benessere del popolo. Che a livello di politiche fiscali ci sia qualcosa che non va.... lo dimostra l'alta inflazione, ma sul fatto che alzare i tassi farebbe aumentare l'inflazione ed anche deprimere l'economia, ha ragione ed i dati del PIL lo dimostrano.
      Poi che la Turchia non abbia una struttura industriale per sfruttare con l'export la svalutazione della Lira, è cosa detta anche nell'articolo.
      Tu vivi in Turchia ed io vivo in Grecia con l'euro.... e ti assicuro che la situazione non è migliore.... chi opera nel settore turistico e vede le prenotazioni cancellate verso la Turchia non è certo felice. Chi con stipendi da 600 euro (la maggioranza), va a fare il pieno a 2,1 al litro lasciala macchina in garage..... e chi ha rate da mutuo per pagare la bolletta del gas .... lo tiene spento.....
      Chi ha stipendi in euro deve vivere nei paesi dell'euro a meno che non sia un pensionato...... questo credo tu lo comprenda!!!!
      La fila di negozi chiusi e che chiudono aumentano a vista d'occhio..... lascia stare l'euro per favore!!! Poi, per l'amor di Dio nessuno crede che Erdogan sia un Santo, come del resto non lo sono nessuno dei nostri governanti..... ma sui tassi ha ragione, a livello di dottrinale.....

    3. Deheb 25 settembre 2022

      Hai notizie di cambi in dollari o euro paralleli (non il cambio ufficiale ma quello reale)?

    1. fabjo 25 settembre 2022

      Interessante come una moneta che si chiami lira riesce sempre a risolvere i problemi

    2. Megas Alexandros 25 settembre 2022

      Scherzi del destino...... quindi anche i superstiziosi dovrebbero comprendere -:))

    1. maghi 24 settembre 2022

      " E cosa è cambiato rispetto a quegli anni, oppure rispetto a quanto sta facendo la Turchia"
      in 50 anni sono cambiate tante cose. Il mondo è profondamente cambiato e dobbiamo prenderne atto. Per esempio la stampa di denaro serve a far girare più merci spesso inutili da sprecare. Può darsi che quest'abbondanza di merci inutili sia sparita, come dice Macron. Se fosse vero, a che serve ormai la stampa esagerata di denaro ormai non più molto utile? Mi diranno i più, che il denaro è la base dell'economia ed è vero, ma solo per aumentare i consumi inutili o non necessari, quelli che non c'erano nell'economia di sussistenza che si stava cominciando ad abbandonare proprio 50 o 60 anni fa. Prima di denaro ne bastava molto meno, perchè serviva per far girare principalmente i beni utili e necessari. Il GR mi pare ci voglia condurre in quella direzione. Poco denaro, pochi consumi, più povertà e mi ricordo che le persone, senza divorzi, separazioni, meno suicidi, coi bar pieni di persone a giocare a carte o a biliardo, colle donne che si riunivano la sera a pregare e prendere un orzo, mi sembravano più felici o almeno più tranquille. Certo che a quel mondo non si può tornare, perchè bisognerebbe ricolare le persone che non sono più di quella pasta con tutti i rimescolamenti innescati dai movimenti antropici avvenuti negli ultimi 60 - 70 anni. Il progresso tecnico ed economico ha avuto un costo umano che non può essere ripagato, come i deficit statali. Un vecchio nostalgico del PCI mi diceva 30 anni fa che era tutto andato in malora e bisognava rifare tutto da capo. Ma rifare il PCI è impossibile, perchè espressione politica di un mondo ormai tramontato, così come le persone di 60-70 anni fa erano espressione di un altro mondo.

    2. Megas Alexandros 24 settembre 2022

      Ora che il GR miri a ripeterci ai fantastici anni 60/70 mi sembra che tu credi alle favole….. si torna diretti al Medioevo… la moneta solo al signore, niente proprietà privata…. ed il signore che dispone delle vite di tutti

    3. sbregaverse 25 settembre 2022

      L'accadimento, in vero, è l'inversione dei poli.
      I banchieri centrali che aumentano i tassi per raffreddare un'inflazione da asset che loro stessi hanno creato manipolando l'inverosimile.
      Prima sciuperanno i paesi già pesantemente indebitati in dollari, poi l'euro, alla fine, perseverando, sarà la volta del dollaro, ma quest'ultimo molto alla fine.
      I ragazzi vacca hanno infinite risorse di prestidigitazione nelle arti dell'illusionismo economico-finanziario- monetario.

    4. Megas Alexandros 25 settembre 2022

      Il tutto condotto attraverso semplici frodi dottrinali che buona parte del mondo rinuncia volutamente a capire per puro orgoglio personale. Ovvero, preferiscono la loro distruzione per non sentirsi stupidi per non averlo capito prima.

    5. sbregaverse 25 settembre 2022

      Esattissimissimo Megatone.

    6. maghi 25 settembre 2022

      scusa, volevo dire che, non essendoci più gli italiani di quegli anni, il quieto e tranquillo vivere di allora non può ripetersi. Oramai siamo per lo più consumatori compulsivi, che non sanno che farsene del modus vivendi di quei tempi.

    7. Megas Alexandros 25 settembre 2022

      Se lo dici TU, è una garanzia

    1. A.P. 24 settembre 2022

      Ottimo mega per i tuoi puntuali articoli. Seguo con interesse i commenti di cicalese sull'antidoplomatico e devo dire che c'è maggiore attenzione sui movimenti dell'economia cinese.
      Ho l'impressione che spesso si forzi un po troppo sui fenomeni concernenti l'Europa e meno su quelli asiatici. È solo una mia impressione, nulla di che.

    2. Megas Alexandros 24 settembre 2022

      Grazie… e che dicono sui movimenti asiatici

    3. A.P. 24 settembre 2022

      In estrema sintesi, la Cina, difronte ad attacchi speculativi di capitale fittizio intende utilizzare le risorse della banca di stato per difendere lo yaun applicando bassi tassi di interessi e incentivando la domanda interna. Ok non è molto diverso da quello che fa il turco. In Europa invece si utilizza pnnr a strozzo. Cose turche..... da noi.......

    1. danone 24 settembre 2022

      La svalutazione della lira era l'asset migliore per la produttività italiana prima dell'euro.
      Entrando nella moneta unica, ci è stato tolto questo asset, poichè l'obiettivo era ed è la de-industrializzazione del nostro paese da parte dei suoi diretti competitiors europei, France e Germany in primis.
      Se l'obiettivo era distruggere l'economia del paese, al fine di frenare la seconda manifattura europea, giocoforza non si poteva aiutare l'Italia con una politica fiscale utile ai suoi bisogni, ma bisognava continuare a tartassare il paese, anche sul piano della politica fiscale e della spesa pubblica, restringendola.
      Ed ecco partire il mantra dell'aver vissuto sopra le proprie possibilità da parte degli italiani, partito più o meno nello stesso periodo dell'adozione dell'euro o poco prima, poichè il debito pubblico con la lira non era un problema.
      Tutta la politica fiscale e finanziaria dei governi e dei governanti italiani, dall'euro in avanti, è stata impostata sull'austerity, proprio perchè l'austerity continuata, sottraendo continuamente moneta dalla circolazione e dall'economia, garantisce la da-industrializzazione di qualunque paese.
      La Turchia si può permettere maggior autonomia di gestione e sovranità dell'Italia, perchè sta giocando su più tavoli geo-politici contemporaneamente, mentre l'Italia, essendo occupata ormai da decenni, dai fedelissimi camerieri euro-atlantici, non è più da annoverare nella lista delle nazioni libere del mondo, essendo un territorio occupato come la Palestina, da interessi stranieri.

      .

    2. sbregaverse 24 settembre 2022

      SIC RES STANTIBUS il nostro di BUS è assurto al ruolo di:
      RESPUBLICA

    3. sbregaverse 24 settembre 2022

      Vabbè che me ne sbatto dei like e dei dislike, è noto il mio sentire a riguardo, ma il summentovato NON melo spiego!
      Dovrebbe meritare plauso diffuso.

    4. A.P. 24 settembre 2022

      Il tuo commento è disarmante nella sua semplicità, ma di una efficacia esiziale nel suo scopo. Dai sbrega, sullo scopo avrai ben dire no?

    5. Fantine 24 settembre 2022

      Non avresti potuto trovare parole migliori, Dan One!
      E stempero, chiamandoti alla Sbrega (senza il dannatissimo che precede One), tra la leggerezza e l'amarezza.

    6. sbregaverse 24 settembre 2022

      LO SCOPO quello ONTO(logico)
      è una grazia di DIO.
      Quando mi inviti a Cana, se c'è acqua, al vino ci penso io.

    7. A.P. 24 settembre 2022

      Si vede proprio che sei molto profondo nei tuoi esercizi......mentali.......

    8. sbregaverse 25 settembre 2022

      PERCHE' qui che si fa, se non mettere nero su bianco i propri ESERCIZI MENTALI ?
      AVVISAMI se si fa DELL'ALTRO!

    1. sbregaverse 24 settembre 2022

      Caro Megas, se posso esser sbrega qual sono e fui,
      io una Cavalchina* colla Giorgina,**ossì che me la farei.
      Eccome che me la farei.
      Che me frega cosa cavalca l'Erdomerdoso(con prudenza parlando per i deboli di stomaco).***
      *Cavalcata sveltina con femmina piccina
      **In virtù dei festeggiamenti programmati per la vittoria alle urne.
      ***La Tigre dell'Infla deve essere una gran troia del gran bazaar d'Istambul.

    2. Megas Alexandros 24 settembre 2022

      I gusti sono gusti diceva quello che “ciucciava i sassi”…. buona cavalcata della Giorgina…. donna di strada traditrice

    3. sbregaverse 24 settembre 2022

      Ma che hai capito !

      Soltanto per festeggiarla!
      È per farle la festa!

    4. Megas Alexandros 24 settembre 2022

      Sai tu sei un poeta e scrivi in prosa….. credevo ti facesse sangue!!! oh, non ci sarebbe stato niente di male…. -:))

    5. sbregaverse 24 settembre 2022

      COSI' vien , ashhhssh arshhh auschhhh,
      poetando l'ARIOSTO vostro(sbregavostro)

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