Emicrania e difetto cardiaco congenito, studio italiano spiega la correlazione

AVVISO PER I LETTORI: Abbiamo cambiato il nostro indirizzo Telegram. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale ufficiale Telegram .

Ci sarebbe una correlazione tra emicrania con aura e un difetto cardiaco congenito, il Forame Ovale Pervio (PFO, comunemente detto “buco nel cuore”), una condizione anatomica molto frequente che interessa un adulto su quattro ed è dovuta ad una incompleta chiusura del setto che separa l’atrio destro dall’atrio sinistro del cuore. Uno studio del Centro Cardiologico Monzino e dell’Università Statale di Milano, pubblicato lo scorso 13 aprile sul prestigioso Journal of American College of Cardiology Basic to Translational Science, per la prima volta mette in evidenza il meccanismo fisiopatologico alla base della correlazione e conferma dati già noti di regressione delle crisi emicraniche in circa il 70% dei casi a seguito dell’intervento percutaneo di chiusura del forame ovale.

Marina Camera, Professore Associato del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano e Responsabile dell’Unità di Ricerca Biologia cellulare e molecolare cardiovascolare del Monzino, che ha coordinato la parte farmacologica-molecolare dello studio, illustra così la recente scoperta:Abbiamo scoperto che il sangue di soggetti con emicrania e PFO presenta un numero elevato di piastrine e di microvescicole che esprimono una proteina -il fattore tessutale- in grado di innescare la cascata della coagulazione e la formazione di trombi. Questo stato di attivazione piastrinica è causato dallo stress ossidativo (provocato dai radicali liberi), condizione ben nota per alterare le funzioni delle nostre cellule e tessuti. Nel nostro organismo l’azione dei radicali liberi è contrastata da sostanze antiossidanti, ma in alcune condizioni, come nei pazienti con PFO, queste possono essere non sufficienti a mantenere un equilibrio ossidativo determinando di conseguenza attivazione piastrinica con formazione di micro-emboli”. 

E aggiunge: “La chiusura del PFO abolisce lo stress ossidativo che causa l’attivazione piastrinica; come conseguenza diretta di ciò, infatti, le piastrine perdono il fenotipo attivato e la capacità di formare microemboli, tornando a circolare nel sangue per svolgere le normali funzioni emostatiche. Analizzando il sangue dei pazienti dello studio LEARNER abbiamo osservato che l’effetto di remissione dell’attivazione piastrinica può essere ottenuto anche con farmaci antiaggreganti quali clopidogrel. Tuttavia, il vantaggio conferito dalla chiusura del PFO, rispetto al trattamento farmacologico del paziente, è che tale procedura permette di rimuovere la causa dell’attivazione piastrinica, mentre il secondo tratterebbe solo l’effetto dello stress ossidativo sulla piastrina obbligando per altro il paziente ad una terapia cronica”.

L’emicrania è una condizione invalidante che colpisce il 15% della popolazione, a volte accompagna le persone anche per giorni e spesso non risponde ai farmaci. E’ importante, per chi ne soffre, sapere che può esserci questo legame con il cuore e quindi questa ulteriore arma chirurgica per dire addio alle temute crisi ricorrenti.
Senza, però, dimenticare che un mal di testa che si ripete periodicamente raramente è un sintomo isolato, ma piuttosto la conseguenza di diverse possibili cause di disturbo: costipazione, stress, squilibri ormonali, difetti della vista, artrosi cervicale, alterazioni posturali, tensioni emotive, problemi circolatori, difficoltà digestive, intolleranze alimentari e altro ancora. Agendo sulle cause originarie il più delle volte si possono realmente ottenere risultati concreti e duraturi. A riguardo maggiori informazioni in questo precedente articolo.
__

VB

 

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
È il momento di condividere le tue opinionix