È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

È agli Straussiani che la Russia ha dichiarato guerra
Leo Strauss
La Russia non fa guerra al popolo ucraino, ma a un piccolo gruppo di persone intrinseche al potere statunitense, gruppo che ha trasformato l’Ucraina a sua insaputa: gli Straussiani. Una consorteria costituitasi mezzo secolo fa e che già ha perpetrato un numero incredibile di crimini in America Latina e in Medio Oriente, senza che il popolo statunitense ne fosse consapevole. Ecco la loro storia.
All’alba del 24 febbraio le forze russe sono entrate massicciamente in Ucraina. Secondo il presidente Vladimir Putin, che ha pronunciato nello stesso momento un discorso televisivo, l’operazione speciale è l’inizio della risposta della Russia a «coloro che aspirano a dominare il mondo» e stanno espandendo le infrastrutture della Nato alle porte del Paese. Nel lungo intervento il presidente ha riassunto come la Nato ha distrutto la Jugoslavia, senza autorizzazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, spingendosi fino a bombardare nel 1999 Belgrado. Ha poi ripercorso le distruzioni degli Stati Uniti in Medio Oriente, Iraq, Libia e Siria. Solo dopo questa lunga esposizione ha annunciato l’invio delle truppe in Ucraina con una duplice missione: distruggere le forze armate legate alla Nato e finirla con i gruppi neonazisti armati dalla Nato. Tutti gli Stati membri dell’Alleanza Atlantica hanno immediatamente denunciato l’occupazione dell’Ucraina, paragonandola a quella della Cecoslovacchia durante la “Primavera di Praga” (1968): la Russia di Vladimir Putin avrebbe adottato la “dottrina Breznev” dell’Unione Sovietica. Per questo motivo il mondo libero deve punire il redivivo “Impero del Male” infliggendogli «costi devastanti». L’interpretazione dell’Alleanza Atlantica vuole innanzitutto privare la Russia del suo principale argomento: certamente la Nato non è una confederazione fra eguali, è una federazione gerarchizzata comandata dagli anglosassoni; ma la Russia agisce allo stesso modo: non riconosce agli ucraini il diritto di scegliere il proprio destino, come fecero i sovietici con i cecoslovacchi. Certamente la Nato si muove violando i principi di sovranità e uguaglianza fra Stati sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, ma non deve essere sciolta, a meno che non sia sciolta anche la Russia. Forse, ma probabilmente no. Il discorso del presidente Putin non era contro l’Ucraina, né contro gli Stati Uniti, ma esplicitamente contro «coloro che ambiscono a dominare il mondo», ossia contro gli “Straussiani” intrinsechi al potere statunitense. Era a questi ultimi che si rivolgeva la sua dichiarazione di guerra. Il 25 febbraio il presidente Putin definiva il potere di Kiev «cricca di drogati e neonazisti». Affermazioni, secondo i media atlantisti, di un malato di mente. Nella notte fra il 25 e il 26 febbraio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rivolgeva alla Russia, attraverso l’ambasciata di Cina a Kiev, una proposta di cessate-il-fuoco. Il Cremlino rispondeva immediatamente ponendo le seguenti condizioni:
– arresto di tutti i nazisti (Dmitro Yarosh e il Battaglione Azov, e così via);
– sostituzione di tutti i nomi delle vie e rimozione dei monumenti che glorificano i collaboratori dei nazisti durante la seconda guerra mondiale (Stepan Bandera e altri);
– deposizione delle armi. La stampa atlantista lo ignorava, ma il resto del mondo che lo sapeva tratteneva il fiato. La negoziazione è fallita dopo poche ore per l’intervento di Washington. Solo allora le opinioni pubbliche occidentali ne sono state informate, ma le condizioni dei russi sono state tenute nascoste. Di cosa parla il presidente Putin? Contro chi si batte? E quali sono i motivi che hanno reso cieca e muta la stampa atlantista?
[caption id="" align="alignright" width="400"]È AGLI STRAUSSIANI CHE LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA Paul Wolfowitz[/caption]

BREVE STORIA DEGLI STRAUSSIANI

È opportuno soffermarsi su questo gruppo, gli Straussiani, del quale gli Occidentali sanno molto poco. Sono personaggi, tutti ebrei, assolutamente non rappresentativi né degli ebrei statunitensi né delle comunità ebraiche nel mondo. Sono stati formati dal filosofo tedesco Leo Strauss, rifugiatosi, all’avvento al potere dei nazisti, negli Stati Uniti, ove divenne professore di filosofia all’università di Chicago. Molte testimonianze attestano che Strauss plasmava un ristretto gruppo di fidati allievi attraverso l’insegnamento orale, di cui perciò non esistono tracce scritte. Spiegava loro che il solo modo per gli ebrei di sottrarsi a un nuovo genocidio è costituire una propria dittatura. Chiamava gli allievi opliti (i soldati di Sparta) e li spediva a disturbare le lezioni dei rivali. Da ultimo insegnava loro la discrezione ed elogiava la «nobile menzogna». Strauss è morto nel 1973, ma la comunità studentesca si è perpetuata.

Mezzo secolo fa, nel 1972, gli Straussiani iniziarono a formare un gruppo politico. Tutti facevano parte della squadra del senatore Democratico Henry “Scoop” Jackson, in particolare Elliott Abrams, Richard Perle e Paul Wolfowitz. Lavoravano a stretto contatto con un gruppo di giornalisti trozkisti, anche loro ebrei, che si erano conosciuti al City College of New York e pubblicavano la rivista Commentary. Venivano chiamati gli “Intellettuali newyorkesi” (New York Intellectuals). Sia gli Straussiani sia gli Intellettuali newyorkesi erano molto legati alla CIA, ma anche, grazie al suocero di Perle, Albert Wohlstetter (stratega militare USA), alla Rand Corporation, il think tank del complesso militare-industriale. Molti di questi giovani si sposarono tra loro, fino a formare un gruppo compatto di un centinaio di persone.

In piena crisi Watergate (1974) il clan redasse e fece adottare l’“emendamento Jackson-Vanik”, che imponeva all’Unione Sovietica di autorizzare l’emigrazione della popolazione ebrea in Israele con minacce di sanzioni economiche. Fu il loro atto fondatore.

Nel 1976 Wolfowitz [1] fu un uno degli artefici del Team B, incaricato dal presidente Gerald Ford di valutare la minaccia sovietica [2]. L’esito fu un rapporto delirante in cui l’Unione Sovietica veniva accusata di prepararsi a conquistare un’«egemonia globale». La guerra fredda cambiò natura: lo scopo non era più isolare (containment) l’URSS, ma fermarla per salvare il «mondo libero».

Gli Straussiani e gli Intellettuali newyorkesi, tutti di sinistra, si misero al servizio del presidente di destra Ronald Reagan. Bisogna capire che entrambi questi gruppi in realtà non sono né di sinistra né di destra. Del resto alcuni loro membri hanno transitato ben cinque volte dal Partito Democratico al Partito Repubblicano e viceversa: l’importante è infiltrare il potere, a qualsiasi ideologia appartenga. Abrams divenne assistente del segretario di Stato. Condusse un’operazione in Guatemala, dove mise al potere un dittatore e sperimentò, con ufficiali del Mossad israeliano, la creazione di riserve per indiani maya, per poterne poi adottare il modello in Israele con gli arabi palestinesi (la Resistenza Maya è valsa a Rigoberta Menchú il premio Nobel per la pace). Abrams continuò i suoi soprusi in Salvador e poi, con l’affare Iran-Contras, contro i sandinisti in Nicaragua. Da parte loro gli Intellettuali newyorkesi, ora chiamati Neoconservatori, crearono il Fondo Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democratie – NED) e l’Istituto degli Stati Uniti per la Pace (U.S. Institute of Peace); un dispositivo che organizzò moltissime rivoluzioni colorate, a cominciare dalla Cina, con il tentativo di colpo di Stato del primo ministro Zhao Ziyang e la repressione di piazza Tienanmen che ne seguì.

Alla fine del mandato di George H. Bush (padre), Wolfowitz, all’epoca numero tre del segretariato alla Difesa, elaborò un documento [3] attorno a un’idea centrale: dopo la decomposizione dell’URSS, gli Stati Uniti devono prevenire l’emergenza di nuovi rivali, a cominciare dall’Unione Europea. Il testo si concludeva con l’auspicio di azioni unilaterali, ossia di mettere fine alla concertazione delle Nazioni Unite. Wolfowitz fu senza dubbio l’ideatore della “Tempesta del deserto”, l’operazione di distruzione dell’Iraq che permise agli Stati Uniti di cambiare le regole del gioco e di organizzare un mondo unilaterale. È in questo periodo che gli Straussiani valorizzarono i concetti di «cambiamento di regime» e di «promozione della democrazia».

Gary Schmitt, Abram Shulsky e Paul Wolfowitz si sono insinuati nella comunità dell’intelligence statunitense grazie al Gruppo di lavoro per la Riforma dell’Intelligence (Consortium for the Study of Intelligence’s Group on Intelligence Reform). Criticarono la presunzione aprioristica che gli altri governi ragionino come quello degli Stati Uniti [4]. Poi criticarono l’assenza di direzione politica dell’intelligence, che la lascia vagare fra soggetti di poca importanza, invece di concentrarsi su quelli essenziali. Politicizzare l’intelligence era quel che Wolfowitz aveva già fatto con il Team B e che ricominciò a fare nel 2002, con l’Ufficio dei Piani Speciali (Office of Special Plans), inventando pretesti per nuove guerre contro Iraq e Iran (la «nobile menzogna» di Leo Strauss).

Gli Straussiani furono estromessi dal potere durante il mandato di Bill Clinton. S’introdussero allora nei think tank di Washington. Nel 1992 William Kristol e Robert Kagan (marito di Victoia Nuland, ampiamente citata negli articoli precedenti) pubblicarono un articolo su Foreign Affairs in cui deploravano la timida politica estera del presidente ed esortavano a un rinnovamento dell’«egemonia disinteressata degli Stati Uniti» (benevolent global hegemony) [5]. L’anno successivo fondarono il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Projet for a New American Century, PNAC) nei locali dell’Istituto Americano per l’Impresa (American Entreprise Insitute), di cui Schmitt, Shulsky e Wolfowitz erano membri. Tutti gli estimatori non ebrei di Leo Strauss, fra cui il protestante Francis Fukuyama, l’autore di La fine della storia, si unirono immediatamente.

[caption id="" align="alignright" width="375"]È AGLI STRAUSSIANI CHE LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA Richard Perle[/caption]

Nel 1994 Richard Perle (alias Principe delle tenebre), all’epoca trafficante d’armi, divenne consigliere del presidente ex nazista Alija Izetbebovič in Bosnia Erzegovina. Fu Perle a far venire dall’Afghanistan Osama Bin Laden e la sua Legione Araba (antesignana di Al Qaeda) per difendere il Paese. Perle sarà anche membro della delegazione bosniaca alla firma degli Accordi di Dayton a Parigi.

Nel 1996 membri del PNAC, fra cui Richard Perle, Douglas Feith e David Wurmser, redassero, all’interno dell’Institute for Advanced Strategic and Political Studies, IASP, uno studio per conto del nuovo primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Il rapporto [6] raccomandava l’eliminazione di Yasser Arafat, l’annessione dei territori palestinesi, la guerra contro l’Iraq per trasferirvi in seguito i palestinesi. Il documento traeva ispirazione non soltanto dalle teorie politiche di Leo Strauss, ma anche da quelle di un amico di Strauss, Ze’ev Jabotinsky, fondatore del «sionismo revisionista», di cui il padre di Netanyahu fu segretario particolare.Il PNAC raccolse fondi per la candidatura di George W. Bush (figlio) e pubblicò prima della sua elezione il celebre rapporto «Ricostruire le difese dell’America» (Rebuilding America’s Defenses), ove auspicava una catastrofe comparabile a quella di Pearl Harbor, pretesto per scaraventare il popolo statunitense in una guerra per l’egemonia globale. Sono esattamente i termini usati l’11 settembre 2001 dal segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, membro del PNAC.

[caption id="" align="alignleft" width="400"]È AGLI STRAUSSIANI CHE LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA Robert Kagan[/caption]

Grazie agli attentati dell’11 Settembre, Perle e Wolfowitz installarono all’ombra di Rumsfeld l’ammiraglio Arthur Cebrowski, che vi svolse un ruolo analogo a quello di Albert Wohlstetter durante la guerra fredda. Impose la strategia della «guerra senza fine»: le forze armate statunitensi non devono più vincere guerre, ma scatenarne tante e farle durare il più a lungo possibile. Lo scopo è distruggere tutte le strutture politiche degli Stati presi di mira per ridurre in miseria le popolazioni e privarle di ogni mezzo per difendersi dagli Stati Uniti [7]; una strategia messa in atto da vent’anni in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen…

L’alleanza fra Straussiani e sionisti revisionisti fu suggellata nel 2003, in occasione di una grande conferenza a Gerusalemme, cui personalità politiche israeliane di ogni genere sfortunatamente si ritennero in dovere di partecipare [8]. Non c’è quindi da meravigliarsi che nel 2006 Victoria Nuland (moglie di Robert Kagan), all’epoca ambasciatrice della Nato, sia intervenuta per proclamare un cessate-il-fuoco in Libano, consentendo all’esercito israeliano battuto di non essere inseguito dallo Hezbollah.

[caption id="" align="alignright" width="400"]È AGLI STRAUSSIANI CHE LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA Bernard Lewis e Benjamin Netanyahu Ufficio stampa del primo ministro[/caption]

C’è qualcuno che, come Bernard Lewis, ha lavorato con i tre gruppi: gli Straussiani, i Neoconservatori e i sionisti revisionisti. Ex agente dell’intelligence britannica, Lewis acquisì la cittadinanza statunitense e quella israeliana, fu consigliere di Benjamin Netanyahu e membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. Lewis, che a metà carriera affermava che l’islam è incompatibile con il terrorismo e che i terroristi arabi sono in realtà agenti sovietici, in seguito cambiò idea e, con massima disinvoltura, assicurò che è l’islam a predicare il terrorismo. Per conto del Consiglio per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Lewis inventò la strategia dello «scontro di civiltà», che consiste nella strumentalizzazione delle differenze culturali al fine di mobilitare i mussulmani contro gli ortodossi; concetto reso popolare dal suo assistente al Consiglio, Samuel Huntington, che però non lo presentò come strategia, ma come fatalità contro la quale occorreva agire. Huntington iniziò la carriera come consigliere dei servizi segreti sudafricani dell’apartheid; in seguito scrisse un libro, The Soldier and the State [9], in cui sostiene che i militari, regolari e mercenari, costituiscono una casta a sé, la sola capace di comprendere i bisogni di sicurezza nazionale.

Dopo la distruzione dell’Iraq, gli Straussiani furono bersaglio di ogni sorta di polemica [10]. Tutti si meravigliavano che un gruppo così ristretto, appoggiato da giornalisti neoconservatori, avesse potuto acquisire simile autorevolezza senza che se ne fosse dibattuto pubblicamente. Il Congresso degli Stati Uniti designò un Gruppo di studio sull’Iraq, la Commissione Baker-Hamilton, per valutarne la politica: il rapporto condannò, pur senza nominarla, la strategia Rumsfeld/Cebrowski, deplorando le centinaia di migliaia di morti provocate. Rumsfeld si dimise, ma il Pentagono ne prosegue inesorabilmente la strategia, senza mai adottarla ufficialmente.

Nell’amministrazione Obama gli Straussiani entrarono nel gabinetto del vicepresidente Joe Biden. Il suo consigliere per la Sicurezza nazionale, Jacob Sullivan, svolse un ruolo centrale nell’organizzazione delle operazioni contro la Libia, la Siria e il Myanmar; un altro consigliere, Antony Blinken, si concentrò invece sull’Afghanistan, il Pakistan e l’Iran. Fu Blinken a pilotare i negoziati con la Guida suprema Ali Khamenei, che sfociarono nell’arresto e nella reclusione dei principali membri della squadra del presidente Mahmud Ahmadinejad, in cambio dell’accordo sul nucleare.

Il cambiamento di regime a Kiev del 2014 fu organizzato dagli Straussiani. Il vicepresidente Biden vi s’impegnò risolutamente. Victoria Nuland si recò in Ucraina per sostenere gli elementi neonazisti del Settore Destro e supervisionare il commando israeliano “Delta” [11] in piazza Maidan. Un’intercettazione telefonica rivelò il suo auspicio d’«inculare l’Unione Europea» (sic), nella tradizione del rapporto Wolfowitz del 1992. Ma i dirigenti dell’Unione Europea non capirono e si limitarono a deboli proteste [12].

“Jake” Sullivan e Antony Blinken sistemarono il figlio del vicepresidente Biden, Hunter, nel consiglio di amministrazione di una delle più importanti società di gas, Burisma Holdings, nonostante l’opposizione del segretario di Stato John Kerry. Hunter Biden è un eroinomane che servirà da paravento a una gigantesca truffa a danno del popolo ucraino. Sotto la sorveglianza di Amos Hochstein, il figlio di Biden individuerà parecchi suoi compagni di sballo per farne altri uomini di paglia a capo di diverse società, così da saccheggiare il gas ucraino. Sono costoro che il presidente Putin ha definito «cricca di drogati».

Sullivan e Blinken si appoggiano al padrino mafioso Ihor Kolomoïnsky, che possiede la terza ricchezza del Paese. Benché ebreo, finanzia i duri del Settore Destro, organizzazione neonazista che lavora per la Nato e si batté in piazza Maidan al momento del “cambiamento di regime”.

Kolomoïnsky approfitta delle sue entrature per prendere il potere nella comunità ebraica europea, ma altri della sua stessa parrocchia si oppongono e lo espellono dalle associazioni internazionali. Ciononostante riesce a far nominare il capo del Settore Destro, Dmytro Yarosh, vicesegretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa ucraino e a farsi nominare governatore della regione di Dnipropetrovsk. I due uomini saranno rapidamente allontanati da ogni incarico politico. È il loro gruppo che il presidente Putin ha definito «cricca di neonazisti».

Nel 2017 Blinken fonda WestExec Advisors, società di consulenza di cui fanno parte ex alti funzionari dell’amministrazione Obama e molti Straussiani. L’attività di questa società è estremamente discreta. Utilizza le relazioni politiche degli adepti per fare soldi: ciò che in ogni Stato di diritto sarebbe chiamato corruzione.

[caption id="" align="alignright" width="400"]È AGLI STRAUSSIANI CHE LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA Joe Biden non è uno Straussiano, ma da una quindicina d’anni fa affari con loro. Qui con Antony Blinken[/caption]

GLI STRAUSSIANI SEMPRE UGUALI A LORO STESSI

Con il ritorno di Joe Biden alla Casa Bianca, questa volta come presidente degli Stati Uniti, gli Straussiani governano l’insieme del sistema. Sullivan è consigliere nazionale per la Sicurezza, Blinken è segretario di Stato e al suo fianco c’è Victoria Nuland. Come ho riferito nei precedenti articoli, a ottobre 2021 Nuland si reca a Mosca e minaccia di schiacciare l’economia della Russia se questa non si mette in riga. È l’inizio dell’attuale crisi.

A Kiev la sottosegretaria di Stato Nuland tira fuori di nuovo Dmitro Yarosh e lo impone al presidente Zelensky, ex attore televisivo protetto da Ihor Kolomoïsky, che il 2 novembre 2021 lo nomina consigliere speciale del capo delle forze armate, generale Valerii Zaluzhnyi. Quest’ultimo, autentico democratico, inizialmente si oppone, alla fine accetta. Interrogato dalla stampa sulla sorprendente coppia che forma con Yarosh, Zaluzhnyi si rifiuta di rispondere e allude a un problema di sicurezza nazionale. Yarosh offre tutta la sua collaborazione al “führer bianco”, colonnello Andrey Biletsky, e al suo Battaglione Azov. Dall’estate 2021 questa copia della divisione SS Das Reich è inquadrata da ex mercenari statunitensi di Blackwater [13].

Questa lunga digressione, servita a connotare gli Straussiani, ci costringe ad ammettere che l’aspirazione della Russia è comprensibile, perfino auspicabile. Sbarazzare il mondo dagli Straussiani significherebbe rendere giustizia agli oltre milione di morti che hanno causato e salvare quelli che s’apprestano ad ammazzare. Resta da vedere se l’intervento militare in Ucraina è il mezzo appropriato.

In ogni caso, se la responsabilità degli avvenimenti in corso cade sugli Straussiani, anche tutti coloro che li hanno lasciati agire senza intervenire ne portano la responsabilità. A cominciare da Germania e Francia, che sette anni fa firmarono gli Accordi di Minsk e non hanno fatto nulla per farli rispettare; in secondo luogo la cinquantina di Stati che, sebbene firmatari delle dichiarazioni dell’OSCE che vietano l’estensione della Nato a est della linea Oder–Neisse, non hanno fatto nulla. Solo Israele, che si è sbarazzata dei sionisti revisionisti, ha espresso una posizione non categorica sugli avvenimenti.

Ecco una lezione da trarre da questa crisi: i popoli di Paesi retti democraticamente sono responsabili delle decisioni prese da chi li governa e mantenute a lungo, anche dopo alternanze di potere.

Di Thierry Meyssan, voltairenet.org

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Traduzione Rachele Marmetti

Questo articolo è il seguito di:
1. «La Russia vuole costringere gli USA a rispettare la Carta delle Nazioni Unite», 4 gennaio 2022.
2. «In Kazakistan Washington porta avanti il piano della RAND, poi toccherà alla Transnistria», 11 gennaio 2022.
3. «Washington rifiuta di ascoltare Russia e Cina», 18 gennaio 2022.
4. «Washington e Londra colpite da sordità», 1° febbraio 2022.
5. “Washington e Londra tentano di preservare il dominio sull’Europa”, 8 febbraio 2022.
6. “Due interpretazioni della vicenda ucraina”, 15 febbraio 2022.
7. “Washington suona la tromba di guerra, ma gli alleati desistono”, 23 febbraio 2022

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NOTE

[1] «Paul Wolfowitz, l’âme du Pentagone », par Paul Labarique, Réseau Voltaire, 4 octobre 2004.
[2] Killing Detente: The Right Attacks the CIA, Anne H. Cahn, Pennsylvania State University Press (1998).
[3] Questo documento è stato rivelato in «US Strategy Plan Calls For Insuring No Rivals Develop », Patrick E. Tyler, New York Times, March 8, 1992. Si vedano anche gli estratti pubblicati a pagina 14 : « Excerpts from Pentagon’s Plan : "Prevent the Re-Emergence of a New Rival" ». Ulteriori informazioni si possono trovare in « Keeping the US First, Pentagon Would preclude a Rival Superpower » Barton Gellman, The Washington Post, March 11, 1992..
[4] Silent Warfare: Understanding the World of Intelligence, Abram N. Shulsky & Gary J. Schmitt, Potomac Books (1999).
[5] « Toward a neo-Reaganite Foreign Policy », Robert Kagan & William Kristol, Foreign Affairs, july-august 1996, vol. 75 (4), p. 18-32.
[6] «A Clean Break : A New Strategy for Securing the Realm», Institute for Advanced Strategic and Political Studies (1996).
[7] “La dottrina Rumsfeld/Cebrowski”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 25 maggio 2021.
[8] “Vertice storico per sigillare l’alleanza dei guerrieri di Dio”, Rete Voltaire, 23 agosto 2005.
[9] The Soldier and the State: The Theory and Politics of Civil-Military Relations, Samuel Huntington, Samuel Huntington, Belknap Press (1981).
[10] Questa polemica continua ancora oggi. Per scrivere questo articolo ho consultato in particolare questi otto libri: The Political Ideas of Leo Strauss, Shadia B. Drury, Palgrave Macmillan (1988). Leo Strauss and the Politics of American Empire, Anne Norton, Yale University Press (2005). The Truth About Leo Strauss: Political Philosophy and American Democracy, Catherine H. Zuckert & Michael P. Zuckert, University of Chicago Press (2008). Straussophobia: Defending Leo Strauss and Straussians Against Shadia Drury and Other Accusers, Peter Minowitz, Lexington Books (2009). Leo Strauss and the Conservative Movement in America, Paul E. Gottfried, Cambridge University Press (2011). Crisis of the Strauss Divided: Essays on Leo Strauss and Straussianism, East and West, Harry V. Jaffa, Rowman & Littlefield (2012). Leo Strauss, The Straussians, and the Study of the American Regime, Kenneth L. Deutsch, Rowman & Littlefield (2013). Leo Strauss and the Invasion of Iraq: Encountering the Abyss, Aggie Hirst, Routledge (2013).
[11] «Qui sont ces anciens soldats israéliens parmi les combattants de rue dans la ville de Kiev ?», AlyaExpress-News.com, 2 mars 2014. “La nuova Gladio in Ucraina”, di Manlio Dinucci, Il Manifesto (Italia) , Rete Voltaire, 18 marzo 2014.
[12] « Conversation entre l’assistante du secrétaire d’État et l’ambassadeur US en Ukraine », par Andrey Fomin, Oriental Review (Russie) , Réseau Voltaire, 7 février 2014.



01.03.2022

link fonte: https://www.voltairenet.org/article215878.html

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (34)

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Mostra commenti 34 caricati
    1. mystes 3 marzo 2022

      Con questo sporco gioco l'Allenaza Atlantica riuscì a riclicare al suo interno i peggiori ceffi nazisti e a cooptare nel sistema politico del dopoguerra i residui del fascismo repubblicano confinandoli in una formazione di destra sotto il contollo dei servizi italiani. Quando qualche gruppo tentava di uscire dal branco e di spostare l'ago della bilancia verso un nazionalismo italiano sganciato dal ricatto nordamericano entravano in ballo i terroristi di destra prezzolati dalla CIA che impedivano così la rinascista di qualsiasi vero sentimento patriottico

    2. LuxIgnis 4 marzo 2022

      E' un punto importante questo. Da lì parte tutto.
      Anche se io non lo chiamo nazionalismo ma al limite il diritto all'autodeterminazione del popolo italiano (e di qualunque altro), di questo si tratta.

    1. JHON 3 marzo 2022

      A chi giova tutto questo casino? agli americani? ai cinesi? a chi non ne può più di sentire sempre complotti orditi dalla solita compagnia a briscola? Straussiani, Fabiani, massoni, ipocriti e malvagi la Geena si avvicina!

    1. Arthur 3 marzo 2022

      Se gli USA non troveraranno un modo per liberarsi di certa gente, andranno a picco.

    2. JA 3 marzo 2022

      Il problema, data la loro posizione di super potenza, è che fanno andare a picco anche noi se non gli daremo una mano a liberarsene.
      Lo sbaglio di Hitler è stato quello di averli lasciati emigrare facendoli riempire USA e GB. Uno dei suoi tanti sbagli politici che poi lo portarono alla rovina.
      Il vero olocausto (non l'industria d'una favola che fà arricchire gli ebrei) l'ha preparato a noi. :(

    3. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      " è stato quello di averli lasciati emigrare "

      Non è che poteva impedirgli di emigrare ..! cosa avrebbe dovuto fare imprigionarli ?
      ti ricordo che Enrico Fermi era ministro della Repubblica Sociale e se ne andò in Usa con Segre e gli altri abbracciando il Progetto Manhattan Bomba H.

      Quali altri errori commise ?

    4. JA 3 marzo 2022

      Avrebbe dovuto fare come Stalin: regalargli la terra promessa a crepare di freddo in Siberia dove ancora esiste anche se quasi deserta.
      Ti dirò solo il suo più grave errore: fu talmente impolitico che la sua impoliticità spinse ad unire l'acqua santa al diavolo: Stalin-USA; o far passare gli slavi (per come venivano trattati) da amici dei tedeschi e feroci nemici di Stalin, in amici di Stalin e odiatori dei tedeschi.

      PS Fermi non era ebreo anche se agli ebrei piacerebbe lo fosse giusto per confermare la loro innata natura di ladri

    5. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Non ho ben compreso ....!

      Vuoi dirmi che non sapeva usare la propaganda e l' intelligence come gli Alleati ?

    6. JA 3 marzo 2022

      Riusciva a farsi odiare anche quando aveva ragione come solo i tedeschi sanno fare: per questo vincono le battaglie e perdono le guerre.

    7. Giovanni01 3 marzo 2022

      Lo era la moglie.

    8. JA 3 marzo 2022

      Tutti hanno uno scheletro nell'armadio. Lui, da grande fisico, ce lo aveva in letto. :)

    9. JA 3 marzo 2022

      Comunque, come i giovani d'oggi, c'è andato più per motivi di carriera che per la moglie giudia.

    10. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Sono sempre loro a scatenare le guerre...!
      e trascorsi 80 anni ancora non lo capiscono
      anzi molti complottisti sono arrivati pure al nonsense di scrivere che fossero d'accordo.

    11. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Non credo è stata la Moglie e Segre e l' ambiente Giudeo in cui viveva
      la carriera l'aveva anche in Italy era Ministro.

    12. JA 3 marzo 2022

      Che i giudei scatenino le guerre lo vediamo bene oggi con il macaco Maccabeo di Kiev.
      Ma per esempio Schumacher (tipico tedesco) era talmente odioso che preferivo perdere piuttosto che vincere con lui.
      L'opposto degli Inglesi (anglosassoni mescolati a celti) che infatti conquistarono un impero mondiale con poche centinaia di migliaia di uomini perchè rispetto ed ammirazione ne moltiplicava la forza.

    13. JA 3 marzo 2022

      Carriera da ministro, non da fisico.

    14. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Questa guerra è assurda farsi ammazzare e distruggere popolo e una nazione per una guerra che non potranno mai vincere e sti c.....i di Ucraini ci vanno pure dietro a sto brutto Clown giudeo, messo li dagli Usa e Gb invece di farlo fuori.

    15. JA 3 marzo 2022

      Tanto al maccabeo che gli frega, ha altro dove abitare:
      "Zelensky è un ricco oligarca in tacchi a spillo, ecco la sua villa da 4 milioni in Italia"
      https://voxnews.info/2022/03/03/zelensky-e-un-ricco-oligarca-in-tacchi-a-spillo-ecco-la-sua-villa-da-4-milioni-in-italia/

    16. R66 3 marzo 2022

      Non deriderlo, Zelensky presenta proprietà inimmaginabili: https://www.youtube.com/watch?v=HbmZrzN3WFE

    17. JA 3 marzo 2022

      Ora capisco perchè gli ucraini si fanno infinocchiare dal maccabeo. Poveretti l'evoluzione si è fermata a Kiev. :(

    18. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Chissà perchè non c'è nessun media rilevante che lo dica , solo parlano degli oligarchi Russi ..!
      poco fa ho sentito Paragone su rete 4
      è l' unico che prende le distanze dalla narrazione ed è stato assaltato da tutti i partecipanti un pollaio di galline ucraine e politici corrotti Italici

    19. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Poco fa ho sentito Paragone su rete 4
      è l’ unico che prende le distanze dalla narrazione contestando l' operato del governo perchè ha mandato armi e motivando le ragioni Russe ed è stato assaltato da tutti i partecipanti, un pollaio di galline ucraine e politici corrotti Italici.

    20. JA 3 marzo 2022

      Tra i Galli prima e le galline adesso i pennivendoli abbondano nell'Italia dei servi dei servi del signore. RIP :(

    1. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      "Ecco una lezione da trarre da questa crisi: i popoli di Paesi retti democraticamente sono responsabili delle decisioni prese da chi li governa e mantenute a lungo, anche dopo alternanze di potere."-------------------------------------------------------------------------------------------------------

      Nella Storia Moderna ci fu un' Altro Leader che dichiarò guerra a queste famiglie cleptocratche e fu dichiarato pazzo, perchè alla guida di un paese con una disoccupazione e debt. pubblico rekord in 6 anni azzerò debt. e piena occupazione, invertendo il ruolo del capitale sul lavoro per cui le famiglie cleptocratiche gli dichiararono guerra..
      Disse che se loro avessero perso.. la libertà degli uomini si sarebbe compromessa per sempre..

      Purtroppo è finita così come aveva previsto il 10 Dic. 1940 dopo che le famiglie controllanti USA e GB gli dichiararono guerra ...!
      ora un' altro leader sembra voler percorrere la stessa dichiarazione di guerra ed anche verso lui danno del pazzo perchè mette a rischio i loro capitali.
      Come finirà stavolta ???
      https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/ucraina-fermo-flusso-gasdotto-yamal-russia-germania/ar-AAUyKVS?ocid=msedgdhp&pc=U531

      Se ai Capitalisti Eu pieni di miliardi gli tolgono il gas e le materie prime
      cosa fanno mangiano l' oro che stanno accumulando ?

    2. Arthur 3 marzo 2022

      Quello che dici è vero e giusto, però il tizio a cui tu fai riferimento ha fatto certe cacchiate che poteva risparmiarsi.
      Per quanto riguarda la situazione attuale, credo che alla fine USA e UE non interverranno; l'Ucraina probabilmente si spaccherà o finirà integralmente sotto la Russia.
      È tutto voluto per innescare una grave crisi economica in Europa.

      Girano sul web presunte dichiarazioni di un Rotschild, il quale affermerebbe che l'Ucraina sarebbe indispensabile per mantenere ed instaurare il NWO; e la Russia e la Cina sarebbero un ostacolo al NWO.
      Credo che la cricca sia nervosa.
      Inoltre penso sia una dichiarazione per sviare l'opinione pubblica dal fatto che Russia e soprattutto Cina in realtà sono in qualche modo d'accordo.

      Un Rotschild non direbbe mai certe cose in maniera tanto diretta.
      Sono molto più scaltro di quanto questi tizi possano credere e non mi faccio abbindolare.

      PS.
      Se Rotschild afferma pubblicamente che la Cina è ostile al NWO, allora è certamente vero il contrario.

    3. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Arthur, secondo il tuo parere quali furono:( certe cacchiate che poteva risparmiarsi ) ?

      " Un Rotschild non direbbe mai certe cose in maniera tanto diretta "

      O forse semplicemente sono meno intelligenti di quanto molti pensano e stanno nel panico , perchè I.T. ha cambiato l' informazione ?

    4. R66 3 marzo 2022

      Non troppo tempo fa in questo blog qualcuno ha presentato un tizio (non ricordo il nome) che più di un secolo fa parlava della zona euroasiatica come fondamentale per il controllo mondiale.
      Qualcuno si ricorda più di me e/o può postare il link?

    5. Hospiton 3 marzo 2022

      Probabile fosse Mackinder
      https://it.wikipedia.org/wiki/Heartland_(geopolitica)

      non so però a quale link ti riferisca nello specifico

    6. Arian Van Heisen 3 marzo 2022

      Il progetto Eurasiatico, una minaccia al Nuovo Ordine Mondialedi Elena Ponomareva -
      oppure la teoria dell’Heartland di Mackinder secondo cui il controllo della regione euroasiatica permette a una potenza di controllare l’intero mondo,

    7. JA 3 marzo 2022

      Penso anch’io ci sia qualcosa di equivoco tra Russia e Cina (ammirata dal WEF). Un poco come l’oligarca ebreo Abramovich che odia Putin per averlo ridimensionato ma ha ripreso a lavorare per lui… ed anche per il Maccabeo ucraino.
      Un giorno si solleverà la nebbia ma per ora prendiamo ciò che ci è utile senza illuderci troppo: “il fine giustifica i mezzi”. Nicolò Machiavelli

    8. Brule 3 marzo 2022

      Ricordo anche io qualcosa del genere... ma mi sembrava fosse un americano.

    9. R66 3 marzo 2022

      Hanno già risposto: Mackinder. 😉

    10. oriundo2006 3 marzo 2022

      Negli scritti del Fiorentino non si trova questa espressione, che io sappia. Si trova invece qualcosa di più sottile: i mezzi devono esser adeguati al fine, ed il fine proporzionato ai mezzi che si hanno ( vado a memoria ) giacchè i 'profeti' se 'disarmati' periscono linciati dalla folla che non perdona loro la sconfitta ( aggiunta mia ).
      Il sangue è sempre il sangue dei vinti immolato sull'altare della volontà di potenza altrui in nome della Vittoria-che-guarisce-tutto.

    11. JA 3 marzo 2022

      Non sò perchè io ho letto il Principe. Può essere sia in altri suoi scritti o forse di qualcuno che aveva superato il maestro. :)
      Tutte e due sono ottime ma io forse preferisco l'altra perchè più "a-morale" e più diretta.

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