Dopo la sovranità dei Paesi Europei, la lobby NeoGlobal sta distruggendo anche la democrazia americana

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Questo articolo è il seguito de “LA STORIA OSCURATA DEL PALE OF SETTLEMENT. ALLA SCOPERTA DI UN’AREA CRUCIALE PER I DESTINI DEL MONDO“, pubblicato su CDC nel maggio 2022 a tre mesi dall’inizio della guerra. “Il ritorno a casa della comunità ebraica NeoGlobal è uno dei reali obiettivi, rispetto alla difesa militare dell’Ucraina dall’operazione speciale russa?” Si chiedeva Belisario.

Buona lettura.

Dopo la sovranità dei Paesi Europei, la lobby NeoGlobal sta distruggendo anche la democrazia americana

Di Belisario per ComeDonChisciotte.org

Come noto, il movimento ebraico internazionale è ormai da decenni spaccato trasversalmente ed in modo estremamente conflittuale tra i “territorialisti pro Israele” da una parte e i “NeoGlobal USA” più George Soros dall’altra.

I “territorialisti pro Israele” – categoria che riassume diverse correnti e componenti del movimento ebraico, con forte presenza di conservatori e ortodossi – ritengono che il destino storico del popolo ebraico – la millenaria diaspora, iniziata con la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dell’Imperatore romano Tito nel 70DC – si è sostanzialmente compiuto, dopo la tragedia dell’Olocausto, con la nascita ed il consolidamento dello Stato del popolo ebraico, Israele. La maggior parte dei territorialisti sostiene – come ovvio – l’idea dello Stato Nazione.

I “NeoGlobal USA” più George Soros ritengono Israele importante, ma non rinunciano a profili fortemente critici, specie con riferimento alla questione palestinese, perchè hanno un ordine di priorità ed obiettivi diversi.

Il principale obiettivo dei NeoGlobal Usa è l’abbattimento delle società nazionali ed in particolare del modello dello Stato Nazione Europeo, da perseguire attraverso l’immigrazione incontrollata e la costante espansione dei poteri UE.

Con la colonizzazione da parte dei NeoGlobal USA della Commissione UE, evidente dalla Presidenza della pupazza guerrafondaia Albrecht Von der Leyen, i Governi degli Stati Nazione europei sono sempre più sottoposti ad un regime autorizzativo preventivo che sta velocemente svuotando i loro poteri sovrani.

La comunità ebraica USA è in larga maggioranza nel campo NeoGlobal, e ferocemente ostile al nazionalista Donald Trump, che ha invece sempre fortemente appoggiato la componente “territorialista pro Israele”.

La Presidenza Biden è letteralmente occupata da esponenti della lobby ebraica NeoGlobal, come attestato da Ron Klain (ex Capo di Gabinetto), Jacob Jeremiah Sullivan (Consigliere per la Sicurezza), il trio Blinken, Nuland e Sherman (Dipartimento di Stato), Yellen (Tesoro), Garland (Giustizia), Mayorkas (Homeland Security). Dietro, in modo più o meno occulto, continuano ad agire i Neocons di Wolfowitz, Perle, Kagan, etc, tutti saltati dal Partito Repubblicano versione George Bush al Partito Democratico, versione Obama/Clinton/Biden.

Per citare alcuni esempi, Jacob Jeremiah Sullivan – detto, più sportivamente, Jake – l’attuale Consigliere per la Sicurezza del Presidente Biden, è uno dei principali registi sia del sostegno all’Ucraina che del finto scandalo (e doppio impeachment fallito) della fantomatica complicità Trump-Putin, durato per l’intera Presidenza Trump senza aver mai offerto uno straccio di prova – salvo la prova della sua assenza.

Il trio Blinken, Nuland and Sherman nel Dipartimento di Stato è quello che nel 2014, sotto la Presidenza Obama/Clinton, aveva dato ampio e decisivo sostegno politico, operativo e finanziario al colpo di stato che costrinse alla fuga dall’Ucraina del regolarmente eletto Presidente ucraino Yanukovich.

Attenzione: quasi tutti i citati – Jacob Jeremiah Sullivan, Anthony Blinken, Victoria Nuland, Wendy Sherman, Merrick Garland, Janet Yellen – sono nipoti di Ebrei emigrati dal Pale of Settlement, l’ area corrispondente alle odierne Ucraina, Bielorussia e parte di Polonia e Russia, ove gli Zar confinarono milioni di Ebrei dal 1791 al 1917. I nonni paterni di Anthony Blinken, per esempio, emigrarono da Kiev, l’attuale capitale dell’Ucraina. Et similia per gli altri.

I citati non possono essere neutrali, perché Russia, Ucraina e Bielorussia sono la terra d’origine, la Patria dei loro nonni ed avi …….altro che Israele…..ma è vietato dirlo o scriverlo, si rischia la ridicola accusa di antisemitismo!

Come noto, infine, la lobby ebraica NeoGlobal controlla la maggior parte dei media Usa, come il NYT, il Washington Post, il WSJ, la CNN, etc, nonché Facebook e Twitter.

La guerra russo-ucraina ha riproposto la spaccatura nel movimento ebraico tra i territorialisti pro Israele ed i NeoGlobal Usa.

I NeoGlobal Usa ed il Partito Democratico da loro dominato sono i principali supporters dell’Ucraina e della politica di confronto con la Russia, mentre Israele ha notoriamente assunto una posizione moderata e defilata. D’altronde, le folte comunità ebraiche residenti in Russia non hanno mai espresso posizioni antagoniste o critiche nei confronti del Governo russo – come evidente dai pubblici comunicati delle conferenze dei Rabbini russi, opportunamente ignorati o censurati dai media occidentali.

La spaccatura tra le due componenti del movimento ebraico è evidente. Netanyahu e Soros sono agli antipodi e si odiano visceralmente, ma la spaccatura continua stranamente a sfuggire alla maggior parte degli osservatori, ed a ingenerare profondi equivoci.

Si assume, per esempio, che il forte supporto da parte di Donald Trump a Israele provi il suo sostegno da parte della cd “lobby ebraica”, quando la realtà è esattamente l’opposto, dato che la stragrande maggioranza della lobby ebraica USA è invece schierata sul fronte NeoGlobal.

In Italia, i circuiti mediatici più dediti a nascondere tale realtà e ad ingenerare i conseguenti equivoci sono il trio Repubblica, Corriere della Sera e La Stampa: e ciò, nonostante la molto consistente quota di giornalisti di tali quotidiani notoriamente appartenenti alla comunità ebraica del nostro Paese, e quindi presumibilmente ben coscienti della gigantesca spaccatura esistente all’interno del movimento ebraico internazionale.

La guerra in corso vede l’Ucraina ormai sconfitta. Oltre ad avere perso il 25% del suo territorio, popolato all’80% da russofoni già prima della guerra, l’Ucraina non è più in grado di durare militarmente. Nonostante la fornitura di armi da parte dell’Occidente, è ormai solo questione di tempo prima che l’Ucraina crolli militarmente o per sfinimento, e venga costretta al tavolo negoziale.

Il problema è che nè il regime dittatoriale di Zelensky nè i NeoGlobal Dem USA hanno intenzione di mollare l’osso, perchè l’impatto di un negoziato di pace – ossia, la loro sconfitta – sarebbe devastante anche per gli esiti delle elezioni presidenziali USA dell’autunno del 2024, peraltro precedute, nell’estate 2024, dalla fine del mandato dell’attuale Presidente della Commissione, la Albrecht Von der Leyen, dimostratasi una vera e propria pupazza guerrafondaia agli ordini diretti di Washington – il punto più basso mai toccato da un Presidente della Commissione UE.

E così, i circoli NeoGlobal USA hanno deciso di giocare carte letteralmente avvelenate, o truccate. Carte truccate che lasciano il segno e sputtanano il casinò per anni e anni.

La prima è l’incriminazione del Presidente russo Putin da parte della Corte Penale Internazionale (CPI) dell’ Aja. Chiunque sappia appena qualcosa della materia, sa che fin dallo Statuto di Roma del 17 luglio 1998 la CPI è stata azzoppata dalla convergente ostilità di Stati Uniti, Israele e Cina.

L’ostilità degli USA – giunti perfino a minacciare diversi Paesi latinoamericani con il taglio dell’assistenza allo sviluppo in caso di ratifica dello Statuto – è stata catalizzante per l’irrilevanza della CPI. Ed infatti la CPI non è mai intervenuta all’indomani della seconda guerra all’ Iraq, nonostante lo sterminio di circa 700.000 civili, l’utilizzo delle bombe al fosforo (come a Dresda, Amburgo e Tokyo) nella città di Falluyah e le torture nel notorio carcere di Abu Ghraib.

In base a quale barzelletta la CPI dovrebbe ora intervenire contro Putin, per una guerra che – qualunque sia l’opinione in merito – è obiettivamente lontana dall’ indiscriminato sterminio di civili operato dall’aggressione Anglo Sassone all’ Iraq?

In base a quale barzelletta Putin dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità, mentre George W. Bush e Tony Blair sono rimasti indisturbati, anzi sono anche stati celebrati e decorati, dopo oltre 700.000 civili iracheni morti??

L’intento è chiaro: avvelenare sempre di più il clima per impedire il negoziato di pace.

La seconda carta giocata dai NeoGlobal USA, l’incriminazione di Donald Trump, è ancora più devastante per gli effetti di breve, medio e lungo periodo su molteplici fronti. Innanzitutto, sia la realtà che il mito della democrazia statunitense ne escono drammaticamente ridimensionati, e ipso facto l’immagine interna ed internazionale degli Stati Uniti d’ America.

E’ inconcepibile che l’ex Presidente degli Stati Uniti ed il probabile candidato sfidante dei Democratici nelle elezioni dell’autunno 2024 venga incriminato per un pagamento privato, un mero misdemeanor da contravvenzione, elevato da un Procuratore di New York (notoriamente finanziato da George Soros) a elemento costitutivo di un reato ancora non chiarito, ma evidentemente frutto di una macchinazione giuridica tanto labile quanto pretestuosa. Una macchinazione che i Procuratori federali USA avevano ritenuto priva di ogni fondamento……

Parliamoci chiaro: è il metodo adottato dai giudici italiani e dall’apparato politico e mediatico della sinistra italiana contro Silvio Berlusconi, ma molto più grave, se non altro per le conseguenze planetarie!

Il colpo non è semplicemente basso, ma infimo ed infame, ed attesta il terrore dei NeoGlobal USA e del Partito Democratico di fronte alla prospettiva della prossima campagna presidenziale.

Nel suo ultimo discorso pubblico, quasi totalmente censurato dai media USA e europei, Donald Trump aveva parlato chiaro, anche con riferimento all’attuale scenario internazionale: il principale problema, secondo Trump, non è nè la Russia, nè la Cina, ma la lobby che governa gli USA, il partito dell’ “immigrazione incontrollata, della distruzione dei confini nazionali e delle endless, stupid wars”.

Questo è il punto a cui siamo arrivati! La lobby NeoGlobal USA – quella che in nome della favola dell’esportazione della democrazia a suon di bombe non aveva esitato a invadere e/o bombardare Afghanistan, Iraq, Siria e Libia – ora arriva al punto di sacrificare ogni parvenza di democrazia pur di perseguire i suoi sporchi fini.

Perchè l’incriminazione di Trump rappresenta l’aperta intimidazione del 48% di elettori americani che avevano votato per lui nel 2020, e delle decine di milioni – se non la maggioranza – degli elettori Americani che hanno intenzione di votare nuovamente per lui tra un anno e mezzo.

La democrazia è il collante dei Paesi occidentali, è ciò che noi Occidentali – USA e Paesi Europei – esibiamo e opponiamo agli altri Paesi. Che gli USA arrivino a farsi beffe della democrazia è un problema grande come una casa che concerne ed indebolisce anche noi Europei.

Arriverà mai una reazione che esprima la legittima preoccupazione, o lo sconcerto dell’Europa di fronte a tale involuzione? Oserà il Consiglio Europeo esprimersi in merito? Ripeto, almeno “esprimere preoccupazione”…………..

Sicuramente no – la Commissione UE è occupata dalla lobby NeoGlobal: agli ordini degli USA, continua ad impoverire l’Europa a colpi di sanzioni anti russe…..

Con la consueta ipocrisia e vigliaccheria, ci si trincererà – occasionalmente – dietro la “dottrina” del rispetto degli affari interni di ciascun Paese…..la fandonia della “giustizia” che deve “fare il suo corso”….. come no, la democrazia USA consegnata ad una giuria popolare di New York……the American show dei prossimi mesi…..

Riuscirà Donald Trump a mantenere la sua candidatura per le prossime elezioni presidenziali? O verrà condannato penalmente, per un pagamento privato, da una giuria popolare dello Stato di New York? Sulla base della testimonianza del pluricondannato – ma stranamente, prontamente rilasciato – suo ex avvocato Michael Cohen?

Come reagirà, già da ora, circa la metà dell’elettorato statunitense?

E dopo – uno si domanda – qualunque sia l’esito, come potrà l’Occidente utilmente riprendere lo sport dell’ingerenza costante negli affari interni degli altri Paesi, dalle elezioni libere e pluripartitiche al rispetto dei diritti umani, aborto e diritti LGBT inclusi? A chi andremo a dare lezioni di democrazia?

Come?

Qualcuno si è posto il problema?

Perchè ci rideranno tutti in faccia… urbi et orbe… a dir la verità, molti hanno già iniziato… sono lì che si sganasciano…….eh, la democrazia americana……

Di Belisario per ComeDonChisciotte.org

 

31.03.2023

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