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DOMANDE SULLA RINCONCILIAZIONE TRA HAMAS E AL FATAH

DI ALI ABUNIMAH
Electronic

Intifada

La grande notizia di oggi è quella di un accordo per la ‘riconciliazione tra Hamas e Al Fatah’. Cosa significa? Intanto, questo è quello che sappiamo dalla Reuter:

Il movimento Al Fatah del Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha realizzato un accordo con il nemico acerrimo Hamas per formare un governo temporaneo e fissare una data per le elezioni generali, sono le parole dette dai dirigenti mercoledì.

L’accordo a sorpresa è stato mediato dall’Egitto ed è avvenuto al termine di una serie di colloqui segreti avvenuti tra le due parti, che hanno combattuto una breve guerra civile nel 2007 che ha lasciato il controllo della striscia di Gaza all’islamista Hamas e la parte di Abbas sostenuta
dagli Occidentali in carica nei Territori Occupati.Il forgiare l’unità Palestinese è considerato cruciale per rinnovare qualsiasi proposito di uno Stato Palestinese indipendente.

Abbiamo convenuto di formare un governo composto di figure indipendenti che possano preparare il terreno per le elezioni presidenziali e parlamentari”, ha detto Azzam al-Ahmad, il capo della squadra di negoziatori di Al Fatah al Cairo. “Le elezioni si terranno entro sei mesi da questo momento”, ha aggiunto.

La gente comune palestinese ha con insistenza richiesto ai loro leader di risolvere le loro profonde divisioni, ma gli analisti hanno a lungo affermato che le differenze tra le due parti su argomenti quali la sicurezza e la diplomazia fossero troppo vaste per essere colmate.

Mahmoud al-Zahar, un anziano capo di Hamas che ha partecipato ai colloqui, ha detto che l’accordo riguarda cinque punti, tra cui le elezioni, la formazioni di un governo di unità nazionale ad interim e unificare le forze di sicurezza.

Abbiamo anche discusso dell’attivazione del Consiglio Legislativo Palestinese, di una riforma dell’OLP, così come della formazione di un governo formato da figure della nazione che possano mettere tutti d’accordo”, sono le parole di Zahar in un’intervista televisiva a Al Jazeera.

Ha anche affermato che Hamas e Fatah sono d’accordo per liberare i prigionieri di ambo i lati.

Cosa significa tutto questo? Al momento, nessuna delle due parti ha pubblicato il testo dell’accordo e certamente i Palestinesi hanno il diritto di vederlo; ne hanno abbastanza degli affari segreti e delle intese sottobanco.

Alcune domande immediate che mi vengono in mente e danno adito a scetticismo:

  • Se c’è un accordo su un governo di ‘unità’, come potrà funzionare senza l’approvazione di Israele? Israele permetterà a ministri di Hamas di operare liberamente nei Territori Occupati? I dirigenti dell’ANP saranno liberi di muoversi tra i Territori e Gaza? Israele è al momento in pace con l’ala maggioritaria di Abbas nell’ANP e in guerra con Hamas. Impossibile comprendere come un governo simile possa operare sotto l’occupazione d’Israele. Se non potrà fare questo, tutto ciò prova l’impossibilità di una democrazia e di un normale governo sotto l’occupazione militare israeliana.
  • Su The Palestine Papers, la preoccupazione ultima dei dirigenti di Ramallah era sempre quella di mantenere gli aiuti finanziari dall’Occidente per l’ANP e quella non di fare alcun accordo con Hamas che avrebbe messo a repentaglio i finanziamenti americani e europei a loro destinati. L’ala di Abbas che gestisce l’ANP ha superato quella paura oppure sono riusciti a raggiungere un’intesa con i paesi donatori per permettere ad Hamas di unirsi al ‘governo’ dell’Autorità Palestinese?
  • L’integrazione delle forze di sicurezza. Al momento, Hamas a Gaza e l’ANP capeggiata da Abbas nei Territori Occupati hanno forze di sicurezza rivali. Le forze di
    Abbas cooperano apertamente con l’occupazione di Israele, arrivando a
    “dare il benvenuto” e ospitare il direttore israeliano dello staff, così come è stato riferito dal governatore dell’ANP di Nablus ieri. Le forze di Abbas sono finanziati e supervisionate dagli Stati Uniti e i loro propositi sono esplicitamente quelli di combattere Hamas. Le forze di Hamas al contrario sono considerato un nemico da Israele e sono di frequente soggette a attacchi militari e esecuzioni extragiudiziali da parte di Israele. Come si può supporre che forze così opposte si possano
    combinare senza che la parte che si riferisce a Abbas rinunci agli stretti legami con le forze armate israeliane o la parte di Hamas che abbandoni ogni progetto di resistenza?
  • Le elezioni: che scopo ha indire le elezioni nei Territori Occupati e nella striscia di Gaza ancora una volta alle condizioni dettate dall’occupazione, dal controllo e dall’assedio militare di Israele? Né il governo della West Bank né quello di Gaza hanno in realtà il controllo del destino dei Palestinesi. Il potere rimane nelle mani di Israele. Come ho scritto di recente, elezioni di questo tipo semplicemente alimentano l’illusione di un governo autonomo mentre non viene fatto niente per sfidare o cambiare l’attuale controllo israeliano. E, quando c’è
    così tanta repressione politica nei Territori e ancora di più a Gaza, come si possono garantire elezioni libere?
  • La riforma dell’OLP: se Hamas e Abbas si sono accordati per riformare l’OLP, che sarà realizzato con l’aggiunta di Hamas al corpo morto dell’OLP, in che modo potrà
    servire al popolo Palestinese? Che ne pensate di elezioni per il Consiglio Nazionale Palestinese che includano TUTTI i Palestinesi, compresa la maggioranza che non vive nei Territori Occupati nel 1967? Un’intesa dove Abbas e Hamas si mettono d’amore e d’accordo a dividersi i seggi dell’OLP non democratico è semplicemente inaccettabile.
  • Allargando lo sguardo, l’obbiettivo per i Palestinesi non dovrebbe essere l’unità tra le fazioni, ma l’unità degli obbiettivi da raggiungere per la gente palestinese.
    Qual è la proposta e la piattaforma del previsto ‘governo di transizione’ a parte la propria sopravvivenza? Una vera strategia palestinese che unisca tutti i segmenti del popolo palestinese è stata articolata dal movimento BDS:

(a) la fine dell’occupazione e della colonizzazione dei territori del 1967; (b) piena eguaglianza e la fine di tutte le forme di discriminazione contro i Palestinesi nelle aree
del 1948 (“Israele”); e (c) pieno rispetto e implementazione dei diritti dei rifugiati palestinesi.

È interessante notare come né Fatah né Hamas hanno appoggiato questa campagna e nessuno dei due ha articolato una strategia realistica con l’obbiettivo di ripristinare i diritti di tutti i Palestinesi.

I vostri pensieri? I commenti qui sotto!

Aggiornamento

La Casa Bianca ha ora commentato l’ipotetico accordo ‘unitario’. Dalla Reuter:

Gli Stati Uniti sostengono la riconciliazione Palestinese nei termini che promuovano la causa della pace. Hamas, comunque, è un’organizzazione terroristica con obbiettivi civili”, sono le parole del portavoce della Casa Bianca, Tommy Vietor.
“Per interpretare un ruolo costruttivo nel raggiungimento della pace,
qualsiasi governo Palestinese deve accettare i principi stabiliti dal Quartetto, rinunciare alla violenza, rispettare gli accordi già stipulati e riconoscere a Israele il diritto di esistere.”

Questo ci suggerisce che la posizione degli Stati Uniti si oppone all’unità della Palestina se non nei termini accettati da Israele e dagli Stati Uniti stessi. Date queste condizioni, è molto difficile comprendere dove tutto questo possa portare.

Alì Abunimah

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article27983.htm
28.04.2011

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • dana74

    “riconoscere a Israele il diritto di esistere.”
    Hanno sempre riconosciuto a Israele il diritto di esistere ENTRO I CONFINI stabiliti nel 67 dall’Onu (che a volte riesce a far rispettare risoluzioni ad effetto immediato come contro la Libia mentre quelle contro Israele ancora non si muove foglia -al massimo si muoveranno i fogli del rapporto Goldstone verso il cestino della spazzatura-)
    Ma chi è il Quartetto?

  • Albert_Wesker

    Perche’ si deve chiedere a Israele di riconoscere la risoluzione dell’onu
    del 1967 quando gli arabi non riconobbero la risoluzione che fece sorgere
    Israele, esattamente la n. 181 del 29 novembre 47,non limitandosi a
    non riconoscere lo stato ebraico ma addirittura attaccandolo?Cioe’ gli
    ebrei devono riconoscere le risoluzioni onu e gli arabi ne sono invece
    esentati?

  • walterkurtz

    Chi sono le tue fonti? “informazione (s)corretta” immagino o simili. Ti consiglio caldamente la lettura di “La pulizia etnica della Palestina” di Ilan Pappe, “la questione palestinese” di Said, “Terrore infinito” di Chomsky, ti si potrebbero schiarire le idee, intorno alle risoluzioni Onu e a come vennero interpretate e calpestate dai sionisti

  • alexg

    Questa è l’ennesima menzogna che spacci su comedonchisciotte.
    Vedi un po’ di informarti scrivere.
    Se continui su questa strada cominceremo a sospettare che qualcuno ti da istruzioni.

  • alexg

    Naturalmente mi riferisco a Albert_Wesker.

  • AlbertoConti

    E’ evidente lo sbandamento politico. L’omicidio Arrigoni, l’intervento in Libia, la gestione della protesta araba, non sono fatti slegati. Col mancato veto di Russia e Cina all’ipocrisia della “no fly zone” l’ONU è morto ufficialmente, dopo un lungo coma artificiale. Ma era nato morto, come rappresentanza mondiale “super partes” fondata però dagli anglo-americani, i veri vincitori dell’ultimo conflitto mondiale, quello prima del conflitto finale, del suicidio della specie umana. L’ONU ha creato il problema, l’ONU non lo ha saputo risolvere. Una volta si diceva: il re è morto, viva il re. Solo che un nuovo ONU, con tutte le sue costole (BM, FMI, OMS ecc. ecc.) non è ancora nato dalle sue stesse ceneri, e rischia di non rinascere in tempo utile. Peggio ancora, rischia di rinascere un NWO ancora più corrotto e meno rappresentativo di prima. Eppure non c’è scampo, senza un efficace soggetto politico globale qui finisce molto male. Ora la questione è: c’è un popolo palestinese di poveracci e un popolo israeliano di privilegiati, armati fino ai denti, che vuole le poche terre rimaste loro per sopravvivere, ma negando al contempo ogni possibilità d’integrazione. Non resta che praticare lo stesso olocausto tanto sbandierato per far prevalere le ragioni del diritto sui rapporti di forza. Come contraddizione non c’è male, merita veramente di rappresentare la contraddizione dell’impero occidentale nell’era delle tecnologie di massa. Se ci resta un briciolo di ragionevolezza dovremmo impegnarci subito a rifondare un vero ONU, ed aggrapparci ad esso come alla scialuppa di salvataggio.

  • fix

    Egitto libero e apertura frontiera, Tunisia libera, Siria ancora in evoluzione,
    e fazioni palestinesi che si uniscono per arrivare ad elezioni.
    Un’ unione di paesi candidati alla democratica,
    quanto basta per rendere sia politicamente
    che come entita’ isalmica ed araba,
    una sola voce capace democraticamente di asserire risoluzioni e rivendicazioni,
    denunce e realta’ della palestina.
    Si parla di italia che salva ghddafi, io invece penso alle astensioni di Russia e Cina,
    che guardando oltre, a paesi arabi liberi e uniti, trovano un maggiore impatto di forza,
    per destabilizzare a sua volta Israele che significa Ebreo-Usa-militare-economia.
    Russia e Cina hanno da prima, e lo faranno anche poi, alimentato e dato tecnologia e mezzi militari,
    a stati isalmici, che remano affinche’ l’ occidente non li sommerga.

    Io penso che in breve periodo, ci sia una coalizione determinata di paesi arabi,

    supportati sottobanco militarmente e politicamente, e con approvazioni o veti ONU non come hanno fatto ora,
    da Russia e Cina. Miliaia e miliaia di persone non avranno problemi ad accodarsi,
    quando i nodi verranno al pettine.

  • fix

    Leggevo fra le risposte ancora la questione risoluzioni ONU.
    Israele non le attua, mentre gli arabi non le hanno accettate quando Israele,
    divenne stato, facendogli fuerra in una unione di stati arabi.

    Anche allora spinsero gli ebrei e spinsero gli arabi, alla fine si sa’,
    il piu’ forte o che,,,, vince, di subito e di volta in volta.
    Si recrimina su questo e quello, e’ normale, nel caos e nelle rivendicazioni e’ sempre cosi.
    Punti di vista diversi ed azioni diverse motivano altre situazioni ancora,
    di cui ogniuno ne fa’ bandiera.
    Leggevo che adirittura l’ azione delle milizie arabe, erano una farsa,
    perche’ altri accordi segreti erano in atto.

    DOVETE FINIRLA DI PENSARE AL PASSATO. NON ESISTE E NON ESISTERA’ PIU’.
    QUANDO DUE CARATTERISTICHE DIVERSE SI INCONTRANO E SCONTRANO,
    AVRANNO SEMPRE IL MEDESIMO INTENTO DI CONTRATO, PORTATO FINO AGLI ESTREMI.
    QUELLO CHE CONTA E SOLO PER OGGI, E’ LA REALTA’ CHE C’E’ E CHE CI SARA’.

    SE VOLETE IN BREVE E SEMPLIFICATO, AVERNE UNA MAGGIORE CHIAREZZA SOTTOMANO,
    GUARDATE UN PAESE LIBERO COME L’ ITALIA, DOVE A PARTIRE DALLA COSTITUZIONE,
    AL SUSSEGUIRSI DI VARI GORVERNI CHE HANNO CONFORMATO UN MODO,
    SI E’ ARRIVATI AD UN OGGI CHE E’ COME VOI LO VEDERE O CAPITE.
    ALLA FINE, IN OGNI LUOGO, IN OGNI SISTEMA, IN OGNI ECONOMIA, IN OGNI TESTA,
    C’E’ UN ISRALELE E UNA PALESTINA DA SGARBUGLIARE.

    E COME TUTTE LE COSE, SE NON SI FONDA IL PRICIPIO DELLA VERA LIBERTA’
    CHE CONSISTE DI ORGANIZZARE UN POPOLO UN SISTEMA UN MONDO,
    AL FINE CHE TUTTI VIVANO QUANTO BASTA, E CHE LA SPECIE SIA IN PACE,
    E CHE GODA DELL’ AIUTO DEI MEZZI CHE SI HANNO,
    IL RISULTATO E’ E RIMANE COME E’ FATTO E FONDATO, E DOVE SEMPRE,
    CHE SIA FALLIMENTARE DI VOLTA IN VOLTA, E COME RISULTATO FINALE.
    O VEDREMO UNA SOCIETA’ CHE SU MOLTEPLICI MACERIE CAMBIA RADICALMENTE E COME EVOLUZIONE,
    O NON VEDREMO PIU’ QUESTA SOCIETA’.

    PROBLEMI, ARTICOLAZIONI, VERITA’, RISOLUZIONI, VISSUTI E PASSATI,
    SONO GIA’ STATI E LO SONO ANCORA, MATERIA DA DISCARICA.
    O SI GUARDA TOTALEMTE DA UN’ ALTRA PARTE, O LO SCENARIO RIMANE COSI FINO AL SUO FINE,
    LOCALE, E MONDIALE.

  • rick87

    so che la russia tradisce spesso. ha tradito l’afganistan come ha tradito l’iraq. per quanto riguarda la cina, essa fa i propri interessi capitalisti (il concetto comunsta è stato ampiamente tradito in cina)e considerando che è terribile più degli usa (…) e che conta un fabbisogno energetico più del triplo degli stessi stati uniti, c’è poco da fidarsi. ma proprio poco. i popoli mediorientali sono soli.
    passare dagli usa alla cina vuol dire finire dalla padella nella brace

  • Iacopo67

    Se mi arrivasse uno che mi scacciasse dalla mia casa, penso che mi arrabbierei, altro che regalargli pure l’atto di proprietà !

  • Albert_Wesker

    Lei ha ragione ma,volendo usare la sua metafora,dato che la Palestina
    non esisteva come stato indipendente prima della nascita di Israele,
    ma era un proterrato inglese,e’ stato il proprietario di casa,in seguito
    ad una risoluzione dell’onu,a consegnare le chiavi di casa ad un altro
    inquilino,probabilmente perche’ era in grado di pagare una pigione piu’
    alta:attenzione non dico che sia giusto o legittimo ma e’ avvenuto
    esattamente cosi’.

  • Albert_Wesker

    E quale sarebbe la menzogna?Che lo stato di israele e’ nato in seguito
    ad una risoluzione dell’onu?O che gli arabi lo hanno ataccato?Ma si legga
    un qualunque testo di storia delle superiori,di centro di sinistra o di destra,e controlli di persona:se lei ha una versione differente sarei ben
    curioso di conoscerla.Mi permetta infine di suggerirle l’uso del congiuntivo
    quando la regola lo richiede,una corretta consecutio temporum e’ alla
    base di qualunque buona argomentazione.

  • Albert_Wesker

    Guardi che io non ho mica scritto che lo stato di Israele sia sorto in
    maniera legitima o negato che gli ebrei facciano pulizia etnica ma solo
    che:
    1)Israele sorse in seguito ad una risoluzione dell’onu del 1947 voluta
    dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale.
    2)Appena sorto lo stato ebraico,legittimo o illegittimo che fosse,fu
    ataccato dagli stati arabi confinanti che vennero sconfitti.
    Questo lo trova su qualunque testo di storia come il fatto che la Palestina fosse in precedenza un protettorato britannico e non uno stato
    indipendente.Lei ha notizie diverse in merito?

  • alexg

    walterkurtz ti ha già suggerito dei testi illuminanti.
    Fanno luce sulla vera storia della nascita dello Stato di Israele.
    Quanto ai testi di Storia delle Superiori e tutta carta sottratta alla produzione di “rotoloni da 10 piani di morbidezza”.

    In merito al tuo suggerimento, ti esorto a badare al contenuto del messaggio piu’ che alla sua forma.
    Piuttosto conosci le regole della netiquette? No? Male: ci si rivolge all’interlocutore dando del TU.

    Ragazzo, perche’ sei giovane e si vede, meno Resident Evil e piu’ studio, nespa?

  • cardisem

    Credo che al comune cittadino non convenga e non possa esercitarsi nell’arte della congettura e del futuribile.

    È più saggio stare ai fatti. E che vi sia stata una “riconciliazione” fra due componenti del popolo palestinese, mantenuto ad arte divise, è un fatto in se positivo, sotto molteplici punti di vista che non sto qui ad illustrare. Quali saranno gli sviluppi, per saperlo, dobbiamo solo attendere.

    Interessante invece il leitmotiv del “diritto di Israele ad esistere”. Perché insistere su questo punto da parte della propaganda? Israele sta lì ed ha il più potente esercito del Medio Oriente con circa 300 testate nucleari.

    E dunque cosa significa il “diritto di Israele ad esistere”?

    A mio avviso, significa che ISRAELE NON HA NESSUN DIRITTO AD ESISTERE in base ai principi del diritto naturale.

    Ben si adatta a Israele la nozione di “Stato criminale”, il cui riconoscimento “ad esistere” significa la distruzione definitiva del diritto internazionale oltre che del diritto naturale. Ma questo “disconoscimento” del diritto ad esistere di Israele, cioè ad esistere come stato razzista fondato sulla pulizia etnica e sull’esproprio di un popolo autoctono (come già per gli indiani d’America) deve essere pronuniato da ciascuno dei sei miliardi di abitanti del pianeta terra, oggi collegati con almeno due miliardi di utenze internet.

    Il nuovo stato palestinese su questo punto del disconoscimento di Israele, nel senso sopra detto, non ha bisogno di 300 o 600 testate atomiche e di un esercito pari a quello di Israele, ma è sufficiente che dica: No! La tua non è giustizia e non puoi fondare nessun diritto sulla violenza e la sopraffazione.

  • cardisem

    In questo Commento io leggo solo un’ambiguità di fondo, non so se voluta o meno. E non posso replicare gran che a ciò che mi appare ambiguo.

    Obietto soltanto che la filosofia del fatto compiuto vale fino ad un certo punto. Gli indiani d’America sono tutti morti, o quasi, tutti sterminati in un “genocidio” col quale oggi l’America pretende di presentarsi come la più antica democrazia del mondo. Baggianate. Gli indiani d’America non possiamo certo resuscitarli e non possiamo viaggiare indietro nel tempo per impedire la tratta dei negri che dovevano concludere il loro “destino” come schiavi nelle piantagioni di cotone dei “coloni” americani.

    Ma per tornare ai palestinesi, cui era ed è riservato un “destino” identico a quello già collaudato degli indiani d’America, la differenza è che non sono ancora tutti morti e genocidati.

    Ed il “processo del loro genocidio” (1882-2011) si svolge ancora di fronte ai nostri occhi civilizzati, satolli e coperti da fette di prosciutto. Se appena apriamo gli occhi, ci accorgiamo che si tratta non tanto del “destino” dei palestinesi, quanto del nostro stesso “destino”. Ho letto e capito bene: “un paese libero come l’Italia, dove a partire dalla costituzione…”?

    Mio caro, in che mondo vivi? Sei forse un ebreo italiano emigrato in Israele? So che ve ne sono! Lasciamelo dire: non hai capito nulla o non vuoi capire nulla. L’Italia non è un paese libero e la costituzione italiana fu decisa a Yalta e non votata liberamente dagli italiani nel 1948.

    Possibile che non ricavi nessuna conseguenza dalla guerra italo-libica di questi giorni? Una guerra assolutamente contraria alla volontà del popolo italiano, incapaci di esprimersi istituzionalmente, e imposta da US-Israel.

    Scusami, non è per offendere gratuitamente, ma penso che come te possa parlare solo un troll sionista, le cui tecniche sono varie, passando da un’estrema illogicità ad una condivisione insinuante.Non so se sei già parte di un programma di trollismo finanziato dall’esercito americano di cui si è molto letto.

  • cardisem

    Non avevo letto questo commento e ne ho fatto uno mio nello spazio più sotto. Lo copio ed incollo in questo contesto che mi pare più idoneo:
    —-Credo che al comune cittadino non convenga e non possa esercitarsi nell’arte della congettura e del futuribile.

    È più saggio stare ai fatti. E che vi sia stata una “riconciliazione” fra due componenti del popolo palestinese, mantenuto ad arte divise, è un fatto in se positivo, sotto molteplici punti di vista che non sto qui ad illustrare. Quali saranno gli sviluppi, per saperlo, dobbiamo solo attendere.

    Interessante invece il leitmotiv del “diritto di Israele ad esistere”. Perché insistere su questo punto da parte della propaganda? Israele sta lì ed ha il più potente esercito del Medio Oriente con circa 300 testate nucleari.

    E dunque cosa significa il “diritto di Israele ad esistere”?

    A mio avviso, significa che ISRAELE NON HA NESSUN DIRITTO AD ESISTERE in base ai principi del diritto naturale.

    Ben si adatta a Israele la nozione di “Stato criminale”, il cui riconoscimento “ad esistere” significa la distruzione definitiva del diritto internazionale oltre che del diritto naturale. Ma questo “disconoscimento” del diritto ad esistere di Israele, cioè ad esistere come stato razzista fondato sulla pulizia etnica e sull’esproprio di un popolo autoctono (come già per gli indiani d’America) deve essere pronuniato da ciascuno dei sei miliardi di abitanti del pianeta terra, oggi collegati con almeno due miliardi di utenze internet.

    Il nuovo stato palestinese su questo punto del disconoscimento di Israele, nel senso sopra detto, non ha bisogno di 300 o 600 testate atomiche e di un esercito pari a quello di Israele, ma è sufficiente che dica: No! La tua non è giustizia e non puoi fondare nessun diritto sulla violenza e la sopraffazione.
    —–

  • cardisem

    Eccolo dove l’ho trovato il Wesker che ha fatto di recente irruzione in uno dei miei blogs. La solita solfa sionista. Ma cosa ce ne frega a noi della risoluzione ONU del 1947, la cui legittimità è facile da contestare? E che lo stato ebraico, foraggiato da armi cecoslovacche e con tutte le coperture che gli occorrevano, abbia attuato propositi genocidi di pulizia etnica premeditati da lunghissimo tempo, fin dal primo insediamento sionista nel 1882, ce ne deve interessare di più? E che per caso siano noi i “palestinesi” genicidati? Noi siamo, o dovremmo essere italiani, che discutono su quella che dovrebbe essere la politica estera dell’Italia, se non fosse condizionata ed inquinata da quella stessa Lobby di cui parlano Mearheimer e Walt nel loro ostegiatissimo libro, ma di cui non si è potuto impedire la pubblicazione e perfino la traduzione italiana, che consiglio vivamente di leggere a quanti non lo avessero fatto.

    Notizie sul merito?

    Ma certo! Ed abbastanza semplice da reperire ed interpretare. Occorre spostare le lancette del tempo non sul 1967 o sul 1948, dove la propaganda confonde facilmente le acque sulla base del “fatto compiuto” o incredimente sul “diritto di conquista” sulla soglia di un terzo millennio sotto la bandiera dei “diritti umani”, ma sulla cadenza di una immigrazione coloniale che inizia credo il 30 giugno 1882, quando i primi biluim allarmarono quelle poche migliaia di ebrei (in senso religioso e non etnocratico) che vivevano in pace con i palestinesi autoctoni e stragrande maggioranza di quelle parti del mondo.Basta poi seguire i numeri dei flussi immigratori ed i modi che li consentirono (dalla corruzioni dei funzionari ottomani, alla complicità degli inglesi con Herbert Samuel e così via). Ne viene fuori il classico detto: “chi ti metti dentro casa, fuori ti caccia”. È quello che è successo e succede nel rapporto anche attuale fra palestinesi e immigranti/coloni ebreo-sionisti. Basta leggere il libro di Gada Karmi, uscito in traduzione italiana nello scorso settembre. Si vede qui come per incrementare la popolazione coloniale si offra chiavi in mano ai nuovi arrivi di coloni tutte le agevolazioni ed i diritti possibili a scapiti degli autoctoni che vengono spinti sempre più ai margini e sono sempre più angariati. Il punto è: noi che sappiamo e vediamo cosa dobbiamo fare? Reggere il sacco ad Israele? Dire: bravi, continuate così! Addirittura una signora sionista, messa nel parlamento italiano, quando al massimo avrebbe titolo a sedere alla Knesset, ha perfino scritto un libro dal titolo: “Israele siamo noi”, dove per “noi” si intende non i 25.000 ebrei italiani che in buona parte si identificano con la politica genocida dello stato di Israele, ma i 60 milioni di italiani, fra cui perfino chi scrive! È davvero il colmo dell’impudenza e della tracotanza, che mi mette in crisi, perché non so bene quale siano i mezzi legittimi per dissentire ad una simile sciaguratissima pretesa. E per concludere: se parliamo di “legittimità”, cioè qualcosa che ha a che fare con il senso naturale di giustizia che dovrebbe essere in ognuno di noi, diverso dalla “legalità”, ottenuta con la forza, la violenza, la frode e l’inganno costante, cose di cui parla il signor Wesker, non vi sono dubbi di sorta: Israele è uno stato “criminale” quale altro mai si è visto. Un simile stato è incompatibile con il diritto internazionale ed il principio di legittimità che dovrebbe informare tutti gli Stati che seguano la prima legge naturale enunciata da Hobbes: la ricerca della pace. Ed infatti, Israele nasce con la guerra, si nutre della guerra, fomenta guerre e divisioni, ci porta verso la conflagrazione nucleare, ci minaccia tutti con le sue 300 testate atomiche, delle quali guarda caso la cosiddetta “comunità internazionale” non gli chiede conto. Infine, ci dica il signor Wesker: chi è propriamente? Non ci occorre il suo codice fiscale, ma ci dica la sua tipologia. Scopra le sue carte.

  • cardisem

    Mi attengo alla regola del Tu che non conoscevo. Colgo occasione per segnare con la matita blu un leitmotiv della propaganda sionista. Dicono: ma il popolo palestinese non esisteva, non è mai esistito. E credono costoro di avere in mano un grande argomento con il quale poter sgominare quanti vedono le cose in modo diverso.

    Non mi soffermo sulla nozione tecnico-scientifica di “popolo”, almeno secondo gli orientamenti dottrinali che io privilegio. Non è necessario portare la discussione sulla questione se il popolo palestinese sia mai stato un “popolo” e quando lo sarebbe diventato. Chi usa un simile argomento suppone che il popolo “israeliano”, “ebraico” o “sionista”, che dir si voglia, “popolo” lo sia fin dalla notte dei tempo, o almeno dai tempi di Abramo (non Lincoln) ma di quello biblico. In realtà, quello “sionista” popolo lo è assai meno di quello “palestinese”. Rinvio qui a Shlomo Sand e proseguo concludendo il mio assunto.

    Se dalla nozione tecnico-scientifica di “popolo” passiamo a quella non scientifica di popolazione, gente, gruppo di persone, autoctoni, residenti, insomma uomini e donne e bambini e giovani e anziani, che vivevano in quel territorio che chiamiamo Palestina ed erano già presenti quando sbarcavano in successive ondate i coloni sionisti, ebbene, dove vuole andare a parare il Wesker che viene qui a portare i suoi attacchi? Vuol darci ad intendere che sia lecito ammazzare ed espropriare un branco di “selvaggi” che non sono per nulla un “popolo” per giunta “eletto” e caro ad uno strano “Dio” che secondo i canoni correnti del diritto ben meriterebbe di sedere sul banco degli imputati come criminale di guerra e reo di crimini contro l’Umanità? Naturalmente, questo Dio non esiste ed è creazione puramente sionista.

    Ecco, Wesker, non se ne accorge, ma ci offre una conferma del “razzismo” sionista, dicendo lui stesso che i palestinesi non sono degni di vivere e di esistere perché non sono un “popolo” (secondo lui), ma al massimo rientrano nel vecchio concetto delle popolazioni “non civili”, “selvagge”, che sono “oggetto” del diritto coloniale. Di loro si può fare ogni cosa, anche sopprimerli, la morte e lo sterminio è il loro “destino”, come insegna la storia ideologica della più grande ed antica democrazia del mondo, quella statunitense, sul cui appoggio si regge attualmente l’avamposto israeliano. Se questo di Wesker non è “razzismo” manifesto cosa altro è? Ci spieghi lui cosa è un “popolo” e quanto quello “israeliano” sia un popolo, quando e come lo sarebbe diventato. Per chiudere con una nota finale sull’ONU, strana istituzione di cui andrebbe scritta la storia, non è un caso che a Durban I fu riconosciuta l’equiparazione di “razzismo” e “sionismo”. Con una manovra puramente lobbistica furono poi cancellati gli effetti giuridici di quella dichiarazione. Se qualcuno mi può aiutare a riscostruire i passaggi procedurali con cui si giunse a questa cancellazione, dandomi indicazioni bibliografiche, lo ringrazio anticipatamente

  • Iacopo67

    “non dico che sia giusto o legittimo”

    Da quanto avevi scritto all’inizio, sembrava invece che tu considerassi giusti e legittimi i “diritti” degli invasori colonizzatori. Per questo hai sollevato un vespaio.

  • fix

    PROBLEMI, ARTICOLAZIONI, VERITA’, RISOLUZIONI, VISSUTI E PASSATI,
    SONO GIA’ STATI E LO SONO ANCORA, MATERIA DA DISCARICA.
    O SI GUARDA TOTALEMTE DA UN’ ALTRA PARTE, O LO SCENARIO RIMANE COSI FINO AL SUO FINE,
    LOCALE, E MONDIALE.

  • cardisem

    Chi ti capisci è bravo. Per me sei troppo profondo.

  • Albert_Wesker

    Come al solito chiacchiere tantissime fatti zero, lei cita testi suggeriti
    da altri senza la minima argomentazione.Complimenti vivissimi

  • Albert_Wesker

    Eh no l’italiano e’ una lingua chiara,se una cosa non e’ scritta non e’ scritta,anzi per quanto mi riguarda lo stato di Israele,se proprio lo
    vuole sapere e’ uno stato illegittimo:veda lei se un sionista puo’ scrivere
    una cosa simile.Dico solo che nacque da una risoluzione onu e che gli
    arabi lo attaccarono per primi e persero.

  • Albert_Wesker

    Guardi che la medesima cosa,con toni piu’ pacati,dicevo io sopra.

  • Albert_Wesker

    Vedo che lei non sa nemmeno leggere:non c’e’ scritto che non esisteva il
    popolo palestinese ma che la palestina non era uno stato indipendente
    nemmeno prima che esistesse Israele.Non modifichi le mie parole per
    cortesia

  • Albert_Wesker

    Beh c’entra perche’ il post da cui e’ partita la discussione parlava di
    una risoluzione dell’Onu che Israele dovrebbe osservare:se uno considera
    l’Onu illegittima non si capisce perche’ dovrebbe chiedere ad Israele di
    osservarne le risoluzioni,se viceversa l’Onu e’ un’istituzione legittima lo
    e’ anche lo stato di Israele che da una sua risoluzione e’ nata.
    Tutto il resto lo ha aggiunto lei uscendo ampiamente dal tema

  • alexg

    Quei testi, io, li ho letti.
    Non ho l’obbligo di argomentarti nulla.
    Se vuoi puoi leggerli anche tu.
    Conoscere la storia criminale di Israele non ti fara’ male.
    E non ti fara’ male sapere come i servizi gestistono i false flag.
    Buona lettura.

  • Iacopo67

    Si, va bene, ora la tua posizione è chiara.
    Ma prova a rileggere quello che avevi scritto all’inizio;

    “Perche’ si deve chiedere a Israele di riconoscere la risoluzione dell’onu del 1967 quando gli arabi non riconobbero la risoluzione che fece sorgere Israele, esattamente la n. 181 del 29 novembre 47,non limitandosi a non riconoscere lo stato ebraico ma addirittura attaccandolo?Cioe’ gli ebrei devono riconoscere le risoluzioni onu e gli arabi ne sono invece esentati?”

    L’italiano è una lingua chiara, ma mi pare che non sono stato l’unico a fraintenderti.
    Ciao.