DOMANDE SULLA RINCONCILIAZIONE TRA HAMAS E AL FATAH

DOMANDE SULLA RINCONCILIAZIONE TRA HAMAS E AL FATAH

DI ALI ABUNIMAH

Electronic

Intifada

La grande notizia di oggi è quella di un accordo per la ‘riconciliazione tra Hamas e Al Fatah’. Cosa significa? Intanto, questo è quello che sappiamo dalla Reuter:

Il movimento Al Fatah del Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha realizzato un accordo con il nemico acerrimo Hamas per formare un governo temporaneo e fissare una data per le elezioni generali, sono le parole dette dai dirigenti mercoledì.

L’accordo a sorpresa è stato mediato dall’Egitto ed è avvenuto al termine di una serie di colloqui segreti avvenuti tra le due parti, che hanno combattuto una breve guerra civile nel 2007 che ha lasciato il controllo della striscia di Gaza all’islamista Hamas e la parte di Abbas sostenuta dagli Occidentali in carica nei Territori Occupati.Il forgiare l’unità Palestinese è considerato cruciale per rinnovare qualsiasi proposito di uno Stato Palestinese indipendente.
Abbiamo convenuto di formare un governo composto di figure indipendenti che possano preparare il terreno per le elezioni presidenziali e parlamentari”, ha detto Azzam al-Ahmad, il capo della squadra di negoziatori di Al Fatah al Cairo. “Le elezioni si terranno entro sei mesi da questo momento”, ha aggiunto.

La gente comune palestinese ha con insistenza richiesto ai loro leader di risolvere le loro profonde divisioni, ma gli analisti hanno a lungo affermato che le differenze tra le due parti su argomenti quali la sicurezza e la diplomazia fossero troppo vaste per essere colmate.

Mahmoud al-Zahar, un anziano capo di Hamas che ha partecipato ai colloqui, ha detto che l’accordo riguarda cinque punti, tra cui le elezioni, la formazioni di un governo di unità nazionale ad interim e unificare le forze di sicurezza.

Abbiamo anche discusso dell’attivazione del Consiglio Legislativo Palestinese, di una riforma dell’OLP, così come della formazione di un governo formato da figure della nazione che possano mettere tutti d’accordo”, sono le parole di Zahar in un’intervista televisiva a Al Jazeera.

Ha anche affermato che Hamas e Fatah sono d’accordo per liberare i prigionieri di ambo i lati.

Cosa significa tutto questo? Al momento, nessuna delle due parti ha pubblicato il testo dell’accordo e certamente i Palestinesi hanno il diritto di vederlo; ne hanno abbastanza degli affari segreti e delle intese sottobanco.

Alcune domande immediate che mi vengono in mente e danno adito a scetticismo:

  • Se c’è un accordo su un governo di ‘unità’, come potrà funzionare senza l’approvazione di Israele? Israele permetterà a ministri di Hamas di operare liberamente nei Territori Occupati? I dirigenti dell’ANP saranno liberi di muoversi tra i Territori e Gaza? Israele è al momento in pace con l’ala maggioritaria di Abbas nell’ANP e in guerra con Hamas. Impossibile comprendere come un governo simile possa operare sotto l’occupazione d’Israele. Se non potrà fare questo, tutto ciò prova l’impossibilità di una democrazia e di un normale governo sotto l’occupazione militare israeliana.

  • Su The Palestine Papers, la preoccupazione ultima dei dirigenti di Ramallah era sempre quella di mantenere gli aiuti finanziari dall’Occidente per l’ANP e quella non di fare alcun accordo con Hamas che avrebbe messo a repentaglio i finanziamenti americani e europei a loro destinati. L’ala di Abbas che gestisce l’ANP ha superato quella paura oppure sono riusciti a raggiungere un’intesa con i paesi donatori per permettere ad Hamas di unirsi al ‘governo’ dell’Autorità Palestinese?

  • L’integrazione delle forze di sicurezza. Al momento, Hamas a Gaza e l’ANP capeggiata da Abbas nei Territori Occupati hanno forze di sicurezza rivali. Le forze di Abbas cooperano apertamente con l’occupazione di Israele, arrivando a “dare il benvenuto” e ospitare il direttore israeliano dello staff, così come è stato riferito dal governatore dell’ANP di Nablus ieri. Le forze di Abbas sono finanziati e supervisionate dagli Stati Uniti e i loro propositi sono esplicitamente quelli di combattere Hamas. Le forze di Hamas al contrario sono considerato un nemico da Israele e sono di frequente soggette a attacchi militari e esecuzioni extragiudiziali da parte di Israele. Come si può supporre che forze così opposte si possano combinare senza che la parte che si riferisce a Abbas rinunci agli stretti legami con le forze armate israeliane o la parte di Hamas che abbandoni ogni progetto di resistenza?

  • Le elezioni: che scopo ha indire le elezioni nei Territori Occupati e nella striscia di Gaza ancora una volta alle condizioni dettate dall’occupazione, dal controllo e dall’assedio militare di Israele? Né il governo della West Bank né quello di Gaza hanno in realtà il controllo del destino dei Palestinesi. Il potere rimane nelle mani di Israele. Come ho scritto di recente, elezioni di questo tipo semplicemente alimentano l’illusione di un governo autonomo mentre non viene fatto niente per sfidare o cambiare l’attuale controllo israeliano. E, quando c'è così tanta repressione politica nei Territori e ancora di più a Gaza, come si possono garantire elezioni libere?

  • La riforma dell'OLP: se Hamas e Abbas si sono accordati per riformare l’OLP, che sarà realizzato con l’aggiunta di Hamas al corpo morto dell’OLP, in che modo potrà servire al popolo Palestinese? Che ne pensate di elezioni per il Consiglio Nazionale Palestinese che includano TUTTI i Palestinesi, compresa la maggioranza che non vive nei Territori Occupati nel 1967? Un’intesa dove Abbas e Hamas si mettono d’amore e d’accordo a dividersi i seggi dell'OLP non democratico è semplicemente inaccettabile.

  • Allargando lo sguardo, l’obbiettivo per i Palestinesi non dovrebbe essere l’unità tra le fazioni, ma l’unità degli obbiettivi da raggiungere per la gente palestinese. Qual è la proposta e la piattaforma del previsto ‘governo di transizione’ a parte la propria sopravvivenza? Una vera strategia palestinese che unisca tutti i segmenti del popolo palestinese è stata articolata dal movimento BDS:

(a) la fine dell’occupazione e della colonizzazione dei territori del 1967; (b) piena eguaglianza e la fine di tutte le forme di discriminazione contro i Palestinesi nelle aree del 1948 (“Israele”); e (c) pieno rispetto e implementazione dei diritti dei rifugiati palestinesi.

È interessante notare come né Fatah né Hamas hanno appoggiato questa campagna e nessuno dei due ha articolato una strategia realistica con l’obbiettivo di ripristinare i diritti di tutti i Palestinesi.

I vostri pensieri? I commenti qui sotto!

Aggiornamento
La Casa Bianca ha ora commentato l’ipotetico accordo ‘unitario’. Dalla Reuter:

Gli Stati Uniti sostengono la riconciliazione Palestinese nei termini che promuovano la causa della pace. Hamas, comunque, è un’organizzazione terroristica con obbiettivi civili”, sono le parole del portavoce della Casa Bianca, Tommy Vietor.
"Per interpretare un ruolo costruttivo nel raggiungimento della pace, qualsiasi governo Palestinese deve accettare i principi stabiliti dal Quartetto, rinunciare alla violenza, rispettare gli accordi già stipulati e riconoscere a Israele il diritto di esistere.”

Questo ci suggerisce che la posizione degli Stati Uniti si oppone all’unità della Palestina se non nei termini accettati da Israele e dagli Stati Uniti stessi. Date queste condizioni, è molto difficile comprendere dove tutto questo possa portare.

Alì Abunimah

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article27983.htm

28.04.2011

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

Commenti (29)

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    1. rick87 1 maggio 2011

      so che la russia tradisce spesso. ha tradito l'afganistan come ha tradito l'iraq. per quanto riguarda la cina, essa fa i propri interessi capitalisti (il concetto comunsta è stato ampiamente tradito in cina)e considerando che è terribile più degli usa (...) e che conta un fabbisogno energetico più del triplo degli stessi stati uniti, c'è poco da fidarsi. ma proprio poco. i popoli mediorientali sono soli.
      passare dagli usa alla cina vuol dire finire dalla padella nella brace

    1. fix 1 maggio 2011



      Leggevo fra le risposte ancora la questione risoluzioni ONU.

      Israele non le attua, mentre gli arabi non le hanno accettate quando Israele,

      divenne stato, facendogli fuerra in una unione di stati arabi.


      Anche allora spinsero gli ebrei e spinsero gli arabi, alla fine si sa',
      il piu' forte o che,,,, vince, di subito e di volta in volta.

      Si recrimina su questo e quello, e' normale, nel caos e nelle rivendicazioni e' sempre cosi.

      Punti di vista diversi ed azioni diverse motivano altre situazioni ancora,

      di cui ogniuno ne fa' bandiera.

      Leggevo che adirittura l' azione delle milizie arabe, erano una farsa,

      perche' altri accordi segreti erano in atto.


      DOVETE FINIRLA DI PENSARE AL PASSATO. NON ESISTE E NON ESISTERA' PIU'.

      QUANDO DUE CARATTERISTICHE DIVERSE SI INCONTRANO E SCONTRANO,

      AVRANNO SEMPRE IL MEDESIMO INTENTO DI CONTRATO, PORTATO FINO AGLI ESTREMI.

      QUELLO CHE CONTA E SOLO PER OGGI, E' LA REALTA' CHE C'E' E CHE CI SARA'.



      SE VOLETE IN BREVE E SEMPLIFICATO, AVERNE UNA MAGGIORE CHIAREZZA SOTTOMANO,

      GUARDATE UN PAESE LIBERO COME L' ITALIA, DOVE A PARTIRE DALLA COSTITUZIONE,

      AL SUSSEGUIRSI DI VARI GORVERNI CHE HANNO CONFORMATO UN MODO,

      SI E' ARRIVATI AD UN OGGI CHE E' COME VOI LO VEDERE O CAPITE.

      ALLA FINE, IN OGNI LUOGO, IN OGNI SISTEMA, IN OGNI ECONOMIA, IN OGNI TESTA,

      C'E' UN ISRALELE E UNA PALESTINA DA SGARBUGLIARE.



      E COME TUTTE LE COSE, SE NON SI FONDA IL PRICIPIO DELLA VERA LIBERTA'

      CHE CONSISTE DI ORGANIZZARE UN POPOLO UN SISTEMA UN MONDO,

      AL FINE CHE TUTTI VIVANO QUANTO BASTA, E CHE LA SPECIE SIA IN PACE,

      E CHE GODA DELL' AIUTO DEI MEZZI CHE SI HANNO,

      IL RISULTATO E' E RIMANE COME E' FATTO E FONDATO, E DOVE SEMPRE,

      CHE SIA FALLIMENTARE DI VOLTA IN VOLTA, E COME RISULTATO FINALE.

      O VEDREMO UNA SOCIETA' CHE SU MOLTEPLICI MACERIE CAMBIA RADICALMENTE E COME EVOLUZIONE,

      O NON VEDREMO PIU' QUESTA SOCIETA'.


      PROBLEMI, ARTICOLAZIONI, VERITA', RISOLUZIONI, VISSUTI E PASSATI,

      SONO GIA' STATI E LO SONO ANCORA, MATERIA DA DISCARICA.

      O SI GUARDA TOTALEMTE DA UN' ALTRA PARTE, O LO SCENARIO RIMANE COSI FINO AL SUO FINE,

      LOCALE, E MONDIALE.

    1. fix 1 maggio 2011



      Egitto libero e apertura frontiera, Tunisia libera, Siria ancora in evoluzione,

      e fazioni palestinesi che si uniscono per arrivare ad elezioni.

      Un' unione di paesi candidati alla democratica,

      quanto basta per rendere sia politicamente
      che come entita' isalmica ed araba,

      una sola voce capace democraticamente di asserire risoluzioni e rivendicazioni,

      denunce e realta' della palestina.

      Si parla di italia che salva ghddafi, io invece penso alle astensioni di Russia e Cina,

      che guardando oltre, a paesi arabi liberi e uniti, trovano un maggiore impatto di forza,

      per destabilizzare a sua volta Israele che significa Ebreo-Usa-militare-economia.

      Russia e Cina hanno da prima, e lo faranno anche poi, alimentato e dato tecnologia e mezzi militari,

      a stati isalmici, che remano affinche' l' occidente non li sommerga.



      Io penso che in breve periodo, ci sia una coalizione determinata di paesi arabi,


      supportati sottobanco militarmente e politicamente, e con approvazioni o veti ONU non come hanno fatto ora,

      da Russia e Cina. Miliaia e miliaia di persone non avranno problemi ad accodarsi,

      quando i nodi verranno al pettine.

    1. AlbertoConti 1 maggio 2011

      E' evidente lo sbandamento politico. L'omicidio Arrigoni, l'intervento in Libia, la gestione della protesta araba, non sono fatti slegati. Col mancato veto di Russia e Cina all'ipocrisia della "no fly zone" l'ONU è morto ufficialmente, dopo un lungo coma artificiale. Ma era nato morto, come rappresentanza mondiale "super partes" fondata però dagli anglo-americani, i veri vincitori dell'ultimo conflitto mondiale, quello prima del conflitto finale, del suicidio della specie umana. L'ONU ha creato il problema, l'ONU non lo ha saputo risolvere. Una volta si diceva: il re è morto, viva il re. Solo che un nuovo ONU, con tutte le sue costole (BM, FMI, OMS ecc. ecc.) non è ancora nato dalle sue stesse ceneri, e rischia di non rinascere in tempo utile. Peggio ancora, rischia di rinascere un NWO ancora più corrotto e meno rappresentativo di prima. Eppure non c'è scampo, senza un efficace soggetto politico globale qui finisce molto male. Ora la questione è: c'è un popolo palestinese di poveracci e un popolo israeliano di privilegiati, armati fino ai denti, che vuole le poche terre rimaste loro per sopravvivere, ma negando al contempo ogni possibilità d'integrazione. Non resta che praticare lo stesso olocausto tanto sbandierato per far prevalere le ragioni del diritto sui rapporti di forza. Come contraddizione non c'è male, merita veramente di rappresentare la contraddizione dell'impero occidentale nell'era delle tecnologie di massa. Se ci resta un briciolo di ragionevolezza dovremmo impegnarci subito a rifondare un vero ONU, ed aggrapparci ad esso come alla scialuppa di salvataggio.

    1. alexg 1 maggio 2011

      Naturalmente mi riferisco a Albert_Wesker.

    1. alexg 1 maggio 2011

      Questa è l'ennesima menzogna che spacci su comedonchisciotte.

      Vedi un po' di informarti scrivere.

      Se continui su questa strada cominceremo a sospettare che qualcuno ti da istruzioni.

    1. walterkurtz 1 maggio 2011

      Chi sono le tue fonti? "informazione (s)corretta" immagino o simili. Ti consiglio caldamente la lettura di "La pulizia etnica della Palestina" di Ilan Pappe, "la questione palestinese" di Said, "Terrore infinito" di Chomsky, ti si potrebbero schiarire le idee, intorno alle risoluzioni Onu e a come vennero interpretate e calpestate dai sionisti

    1. Albert_Wesker 1 maggio 2011

      Perche' si deve chiedere a Israele di riconoscere la risoluzione dell'onu
      del 1967 quando gli arabi non riconobbero la risoluzione che fece sorgere
      Israele, esattamente la n. 181 del 29 novembre 47,non limitandosi a
      non riconoscere lo stato ebraico ma addirittura attaccandolo?Cioe' gli
      ebrei devono riconoscere le risoluzioni onu e gli arabi ne sono invece
      esentati?

    1. dana74 30 aprile 2011

      "riconoscere a Israele il diritto di esistere.”
      Hanno sempre riconosciuto a Israele il diritto di esistere ENTRO I CONFINI stabiliti nel 67 dall'Onu (che a volte riesce a far rispettare risoluzioni ad effetto immediato come contro la Libia mentre quelle contro Israele ancora non si muove foglia -al massimo si muoveranno i fogli del rapporto Goldstone verso il cestino della spazzatura-)
      Ma chi è il Quartetto?

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