DIARIO DI UN MANIFESTANTE CHE NON SOPPORTA PIU' NE' DESTRA NE' SINISTRA

DI MASSIMO FINI
Il Gazzettino

Tutti e due gli schieramenti politici hanno cercato di dare alla manifestazione di Vicenza un connotato ‘di sinistra’. La sinistra per mettere il suo marchio su una manifestazione che, a dispetto delle prefiche di sventura, si è svolta nel più pacifico dei modi. La destra per sottolineare le divisioni all’interno della sinistra, quella governativa che ha dato il suo benestare all’allargamento della base americana, e quella di piazza che è contraria.

Poichè a Vicenza c’ero anch’io, non come giornalista ma a capo del mio piccolo gruppo che si chiama ‘Movimento Zero’, che non è nè di destra nè di sinistra, ma oltre queste due categorie che, vecchie di due secoli, non considero più adeguate a comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo, che non sono nè economiche nè economiciste, vorrei dire la mia. Noi, con il nostro striscione (“Cittadini, non sudditi”), eravamo il primo gruppo dietro quello del Comitato organizzatore.
Davanti a noi i vicentini, soprattutto donne (donne, non ragazze) che tutto avevano fuorchè l’aria delle ‘pasionarie’ ma piuttosto quella delle casalinghe, bambini, anche in passeggino, e poi la cosiddetta ‘gente comune’, fra cui parecchi piccoli imprenditori, cui è difficile dare una precisa connotazione politica. Dietro di noi molti cani sciolti, quindi lo sterminato corteo dei ‘No Tav’ che sarebbe azzardato definire ‘di sinistra’. Altri cani sciolti. Quindi i “centri sociali”, la Cgil e rappresentanti dei partiti della sinistra, sia moderata che radicale. Molti striscioni di protesta avevano in effige sia il faccione di Prodi che quello di Berlusconi. E il significato più profondo e più vero della manifestazione di Vicenza è, a mio avviso, lo scollamento che si sta creando fra una parte consistente di cittadini e rappresentanti, di destra e di sinistra, da cui non si sentono più rappresentati. E il fatto che costoro cerchino ora di strumentalizzare, a proprio uso e consumo, la manifestazione non farà che approfondire questo solco. Noi cittadini siamo stanchi di essere considerati pura massa di manovra ad uso delle eterne diatribe fra le oligarchie di destra e di sinistra o interne all’una e all’altra. A Vicenza, sbiancando chi, come Amato, come Rutelli e come i Pierluigi Battista del Corriere della Sera, si era permesso di fare dei vergognosi e gravissimi collegamenti fra una manifestazione della gente comune e i neobrigatisti, ci siamo ripresi, pacificamente, quella voce cui abbiamo diritto.

Ma a qualcuno non va bene lo stesso. Il Giornale, in un editoriale a firma Mario Cervi, ci definisce ‘melassa buonista’. Fateci capire. Se la manifestazione è violenta va, giustamente, condannata, se è pacifica viene invece disprezzata, come accadde per i ‘girotondi’.

Ederle 2 comunque si farà. Perchè, come scriveva l’altro giorno il nostro Direttore, ‘pacta sunt servanda’. Ed è vero. Ma tutti i patti internazionali contengono una clausola che recita ‘rebus sic stantibus’, se le cose restano immutate. E le cose dal 1949, quando fu firmato il Patto Atlantico, sono mutate. Eccome. L’alleanza sperequata con gli Stati Uniti (e quindi la presenza di loro basi militari in vari Paesi europei, fra cui l’Italia) era indispensabile fino a quando è esistita l’Unione Sovietica, perchè solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per scoraggiare l’ ‘orso russo’ dal tentare avventure militari in Europa Ovest. E gli Stati Uniti, giustamente dal loro punto di vista, hanno fatto pagare all’Europa questa loro protezione con una sudditanza militare, politica, economica e, alla fine, anche culturale. Questo pesante pedaggio, oggi, non ha più alcuna ragione d’essere. Inoltre, nel tempo, la Nato ha cambiato, surrettiziamente, la sua natura, trasformandosi da Patto difensivo in offensivo. L’esempio classico è quello della Jugoslavia. La Jugoslavia di Milosevic non minacciava alcun Paese dell’Alleanza Atlantica ma fu attaccata dalla Nato. Mi pare evidente che tutta la questione Nato vada rivista. Questo, naturalmente, non può farlo solo l’Italia (che si cuccherà, comunque, Ederle 2 anche se una buona parte della cittadinanza, di Vicenza e non solo di Vicenza, non la vuole), ma deve farlo l’Europa. E’ ‘bolso antiamericanismo’ questo, come scrive sempre Mario Cervi sul Giornale? A me sembrano argomenti. In ogni caso l’antiamericanismo che sempre ci viene sbattuto in faccia, non è un reato. E’ una posizione politica legittima. E forse non peggiore di certo filoamericanismo acritico che, pur di compiacere gli Stati Uniti, è disposto a calpestare sovranità e dignità nazionali.

Massimo Fini
Fonte: http://gazzettino.quinordest.it
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20.02.2007

3 Commenti
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helios
helios
20 Febbraio 2007 14:37

Se tutti i patti internazionalei contengono delle clausole questo significa che qualcuno ha visto i patti intercorsi fra Italia e USA riguardo le servitù militari?
Non è di questa opinione altrenotizie.it che nell’articolo Vicenza parla, governo ascolta? dice esattamente il contrario.
Non capisco quindi l’autore dell’articolo che per due volte dice che Ederle2 si farà.Avrà delle notizie che noi comuni mortali non abbiamo?
Pensare comunque che la patata bollente delle basi USA possa essere terreno in cui cade il governo è ridicolo.
Votando si doveva scegliere fra un curato e un incurabile.
Il curato votato evidentemente era stato “curato” oltre oceano.
Sarà per questo che non si è ancora accorto che le cose, dopo 60 anni, sono mutate.

eresiarca
eresiarca
21 Febbraio 2007 4:50

Molti ormai non si sentono più rappresentati? bene, infatti stanno preparando il Partito Democratico, così quando porranno un bello sbarramento al 5% (o al 10%), i non rappresentati potranno andare a farsi friggere.

Tao
Tao
21 Febbraio 2007 5:01

DI GIULIETTO CHIESA Vicenza-Violenza, questo è davvero un motto, un’invettiva, da collocare su un qualche “muro della vergogna” dell’informazione contemporanea. Il concetto è stato il leitmotiv delle settimane che hanno preceduto la manifestazione del 17 e, a quanto pare, era il desiderio neanche troppo recondito che davvero le cose andassero in quel modo. A dimostrazione del fatto, ormai inconfutabile, che il mainstream informativo distribuisce desideri (i propri) al posto delle ‘informazioni; calunnie e pettegolezzi al posto delle analisi e delle spiegazioni degli eventi. Ma, lasciando da parte la “colonna infame” (nel senso più stretto del termine) dei Pierluigi Battista, Vicenza è stata sede di un esperimento molto interessante. Tanto più perché nessuno, nemmeno i suoi organizzatori, era stato in grado di preventivarlo. Un esperimento spontaneo. Si è cercato di mostrarlo come una manifestazione di radicalismo delle sinistre, appunto, radicali; ovvero come una manifestazione di antiamericanismo, oppure come una ennesima prova del localismo-provincialismo dei no-global. E così via storpiando, intorbidando, provocando (parlo adesso sia dei media sia della classe politica italiana, destra effettiva e presunta sinistra). Invece cosa è venuto fuori? Un movimento molto variegato e composito, di massa senza alcun dubbio, ma niente affatto esagitato, senz’ombra di violenza, molto consapevole… Leggi tutto »