Confermato: gli Stati Uniti “si stanno preparando ad attaccare” la Corea del Nord

DI ALEXANDER MERCOURIS

theduran.com

Un articolo sul Telegraph riporta che gli americani sono vicini a stilare una lista di opzioni per attaccare militarmente la Corea.

Il giornale sostiene che l’articolo si basa su informazioni interne fornite da funzionari dei governi statunitense e britannico

…abbiamo parlato della politica nei confronti della Corea del Nord con circa una dozzina di attuali ed ex funzionari in America e Gran Bretagna. Le conversazioni mostrano che l’amministrazione Trump è propensa a considerare l’opzione militare più di quanto ampiamente ipotizzato.

Il Daily Telegraph delinea alcune delle opzioni in discussione.

La Casa Bianca ha “drammaticamente” intensificato la preparazione per una soluzione militare negli ultimi mesi, temendo che la diplomazia non funzioni – dicono fonti ben informate.

Un’opzione è distruggere un sito di lancio prima che venga utilizzato dal regime per un nuovo test missilistico. Anche le scorte di armi potrebbero essere prese di mira.

La speranza è che la forza militare mostri a Kim che l’America è “seria” nel voler fermare lo sviluppo nucleare coreano e nel voler innescare negoziati.

Tre fonti – due ex funzionari che sanno della situazione ed una terza figura che è nell’amministrazione – hanno confermato che le opzioni militari sono in elaborazione.

“Il Pentagono sta cercando di trovare opzioni che permettano di colpire i nordcoreani, attirare la loro attenzione e mostrare che facciamo sul serio”, ha detto un ex funzionario della sicurezza USA.

L’articolo chiarisce anche chi sia in prima fila a chiedere un’azione militare contro la Corea, oltre che a far pressione ai britannici nel discorso di guerra a Washington

Il rifiuto di Kim a negoziare ha convinto figure di spicco della Casa Bianca che la via non è quella diplomatica ma bensì quella militare.

Una fonte britannica che ha recentemente partecipato ad un briefing con McMaster, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ed altri funzionari, è uscita allarmata dallo stesso.

“Gli americani hanno detto che né la deterrenza né la negoziazione hanno funzionato con la Corea”.

“Chi li ha ascoltati se n’è andato con l’impressione che l’azione militare sia un’opzione da prendere in seria considerazione”…

I funzionari britannici continuano a sollecitare le controparti statunitensi a concentrarsi su soluzioni diplomatiche, e stanno cercando di aumentare la pressione su Pyongyang.

Che McMaster sembri essere al centro della pianificazione ed il principale sostenitore di un attacco militare sulla Corea del Nord non sarebbe eventualmente una novità.

Tra parentesi, aggiungo che quando a febbraio McMaster ha sostituito il generale Flynn in qualità di consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, gli alleati europei degli americani hanno tirato un sospiro di sollievo collettivo. Ci si chiede se in Europa qualcuno stia ora avendo dei ripensamenti…

Ma a parte questo, quanta credibilità dare al Telegraph?

In primo luogo, da Washington provengono molte notizie che parlano di possibili azioni militari contro la Corea del Nord, troppe per lasciare dubbi sul fatto che i preparativi per un attacco militare siano effettivamente in corso.

Non vi è neanche alcun dubbio sulla crescente frustrazione di Washington per l’incapacità degli USA di fermare il programma coreano di missili balistici ed armamenti nucleari, e per il rifiuto della Cina di imporre un embargo petrolifero alla Corea.

L’articolo del Daily Telegraph ammette che il programma coreano sia avanzato molto più rapidamente di quanto si aspettasse Washington, e che ciò ha lasciato agli Stati Uniti il dubbio di come rispondere.

La pressione ad agire deriva dal calo del tempo stimato necessario alla Corea del Nord per sviluppare un missile che riesca a colpire l’America con armi nucleari. Solo pochi anni fa si pensava che il regime fosse ad un decennio da quel punto, ma ora la cifra è scesa a soli 18 mesi – anche se le stime variano. Figure di spicco dell’amministrazione Trump hanno reso chiaro in pubblico che sarebbe inaccettabile se la Corea raggiungesse tale posizione.

Il Telegraph dice anche che c’è una spaccatura all’interno dell’amministrazione tra chi è a favore e chi contro l’azione militare.

Gli esperti dicono anche che c’è una divisione nell’amministrazione statunitense, con Trump e McMaster disposti a considerare l’attacco più di Tillerson e Mattis.

In uno scenario del genere non sorprende che Washington si sia divisa in “falchi” e “colombe”. Una situazione che si ripropone ogni volta che gli Stati Uniti si trovano a confrontarsi con un altro paese, vista in numerose occasioni dall’inizio della Guerra Fredda.

È comunque probabile che dietro a tutti questi discorsi ci sia un forte elemento di bluff.

Con gli Stati Uniti apparentemente incapaci di fare concessioni che potrebbero aprire la strada a colloqui con la Corea del Nord – ad es. accettare la proposta cinese di un “doppio congelamento” (cessazione delle esercitazioni militari statunitensi nella penisola coreana in cambio di una sospensione da parte della Corea del proprio programma di missili balistici ed armi nucleari) – articoli come quello del Telegraph forse vengono deliberatamente fatti trapelare ai media per indurre la Cina ad aumentare le pressioni sulla Corea, imponendole un embargo petrolifero.

Dico questo perché trovo ancora molto difficile credere che gli Stati Uniti intendano seriamente fare un attacco militare, che ogni serio analista che conosco considera estremamente rischioso e probabilmente inefficace, e che è osteggiato dai Segretari di Stato e Difesa.

Dopotutto, non è come se non ci sia mai stata un’occasione in passato in cui gli americani hanno attaccato un paese che possedeva armi nucleari. Si vogliono davvero prendere l’enorme rischio di farlo contro un paese imprevedibile come la Nord Corea?

Detto questo, il pericolo di tutti questi discorsi di guerra è che ad un certo punto inizino ad acquisire una propria dinamica.

È molto facile vedere come il programma missilistico coreano aumenti la pressione a Washington. Se sul tavolo c’è davvero l’opzione di un attacco, allora quella pressione aumenterebbe ancor di più.

Inutile dire che i rischi connessi siano colossali e non riesco ad immaginare nulla che possa allarmare e far arrabbiare di più la Cina. D’altro canto, quando si sceglie gente di guerra e non di pace, il conflitto è ciò che tende ad accadere.

 

Fonte: http://theduran.com

Link: http://theduran.com/us-preparing-attack-north-korea/

21.12.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

34 Commenti
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Holodoc
Utente CDC
26 Dicembre 2017 8:06

“…Fonti britanniche…”
“…Glii esperti dicono…”

Tutta fuffa che ha il solo scopo di fare da introduzione alla frase finale:

“… D’altro canto, quando si sceglie gente di guerra e non di pace, il conflitto è ciò che tende ad accadere.”

Tradotto: era meglio se c’era la Clinton.
Il NWO ringrazia.

Airperri
Utente CDC
Risposta al commento di  Holodoc
27 Dicembre 2017 8:41

Tonnellate di fuffa.

Ronte
Utente CDC
26 Dicembre 2017 9:21

Forse le domande più attinenti al possibile conflitto USA e Corea del Nord, sono: 1) Qual’è l’unica nazione che ha sganciato bombe atomiche? 2) Cosa ha risolto la crisi statunitense degli anni trenta?

deadkennedy
deadkennedy
Risposta al commento di  Ronte
26 Dicembre 2017 23:15

stavolta però ne avranno alcune anche loro direttamente in casa… diciamo una decina di quelle buone nella caldera dello yellowstone

Ronte
Utente CDC
Risposta al commento di  deadkennedy
27 Dicembre 2017 8:02

E infatti, la paura, sentimento mai provato fino a oggi in seno agli stati confederati, potrebbe essere il deterrente giusto…

giorgio peruffo
giorgio peruffo
26 Dicembre 2017 9:22

La Cina ha detto: se la Corea viene attaccata noi interverremo a difenderla. La Cina non chiacchera a vanvera come gli americani.
Se l’America attacca la Corea è la fine, dell’America intendo. Perciò sono prevedibili tante chiacchere e fatti zero.

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  giorgio peruffo
26 Dicembre 2017 10:18

L’obbiettivo di Trump è già stato raggiunto: vendere nuove armi USA alla Corea del Sud.

Rolmas
Rolmas
Risposta al commento di  Holodoc
26 Dicembre 2017 13:21

Alla Corea del Sud e soprattutto al Giappone.

Holodoc
Utente CDC
Risposta al commento di  Rolmas
26 Dicembre 2017 23:20

Certo, e Kim si prenderà anche la percentuale…

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  Holodoc
26 Dicembre 2017 23:03

Per conferma: Donald Trump nel corso di un’intervista a Reuters. «Ho informato la Corea del Sud che sarebbe opportuno che pagassero» per l’installazione dello scudo anti-missile. Il conto? Un miliardo di dollari. Il dispiegamento del Terminal High Altitude Area Defense – THAAD – era stato deciso dagli Stati Uniti di Barack Obama e dall’amministrazione conservatrice di Seul… Dopo le proteste dei giorni scorsi per l’arrivo di alcune componenti del sistema di sicurezza nel sito di Seongjiu http://www.lastampa.it/2017/04/28/esteri/polemiche-tra-seul-e-washington-sul-sistema-di-difesa-antimissile-in-corea-del-sud-TKYFoCOv8syiYZ8I57g8mK/pagina.html I sudcoreani protestano contro il sistema missilistico statunitense… https://iacenter.org/2016/07/23/south-koreans-protest-u-s-missile-system/ Le proteste in Asia-Pacifico dicono “No US war!”…. https://iacenter.org/2017/11/15/protests-in-asia-pacific-say-no-u-s-war/ MONDO Asia Corea del sud, arriva tra le proteste lo scudo antimissile americano. http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Corea-del-sud-arriva-tra-le-proteste-sistema-Thaad-lo-scudo-antimissile-americano-Sale-la-tensione-con-Pyongyang-b6be49a8-d326-4555-841f-923e208a85b1.html
A Seongju la rivolta contro il sistema di difesa da Pyongyang. “Basta armi, vogliamo la pace. Così i due Paesi saranno ancora più divisi”.. http://www.repubblica.it/esteri/2017/05/07/news/corea_del_sud_il_popolo_anti-scudo_usa_che_non_ha_paura_di_kim-164824525/?refresh_ce

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  giorgio peruffo
26 Dicembre 2017 22:53

Per conferma a quello che dici: Cina: “Ecco come distruggeremo lo scudo della Corea del Sud” http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cina-ecco-distruggeremo-scudo-corea-sud-1370197.html Un consiglio all’intelligence coreana: se volete veramente rovinare gli Stati Uniti, comprate il petrolio pagandolo in euro. Provare per credere, Saddam Hussein ha pagato a caro prezzo questa decisione, altro che ….. ” Una bizzarra dichiarazione politica di Saddam Hussein ha fruttato all’Iraq una manciata di centinaia di milioni di euro. Nell’ottobre del 2000 l’ Iraq ha insistito per scaricare il dollaro USA – “la valuta del nemico” – per l’euro più multilaterale.” https://www.theguardian.com/business/2003/feb/16/iraq.theeuro Oppure Gheddafi ucciso per via del progetto di introdurre il dinaro d’oro, un’unica valuta africana fatta d’oro, un’autentica condivisione della prosperità. Avrebbero venduto petrolio e altre risorse in tutto il mondo soltanto in cambio di Dinari d’oro. Grazie alle rivelazioni di WikiLeaks sulle e-mail di Hillary Clinton, abbiamo appreso che il defenestrazione di Gheddafi in Libia fu scatenata per proteggere il prezzo dollaro —non per motivi umanitari. Secondo quelle sue e-mail , Stati Uniti (e Francia) temevano che Gheddafi avrebbe usato le enormi riserve d’oro della Libia per creare una valuta panafricana. Questa valuta basata sull’oro sarebbe servita per comprare e vendere petrolio su tutti mercati globali. Inoltre, probabilmente… Leggi tutto »

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  giorgio peruffo
26 Dicembre 2017 23:08

Per conferma a quello che dici: Cina: “Ecco come distruggeremo lo scudo della Corea del Sud” http://www.ilgiornale.it/news/mondo/cina-ecco-distruggeremo-scudo-corea-sud-1370197.html Un consiglio all’intelligence coreana: se volete veramente rovinare gli Stati Uniti, comprate il petrolio pagandolo in euro. Provare per credere, Saddam Hussein ha pagato a caro prezzo questa decisione, altro che ….. ” Una bizzarra dichiarazione politica di Saddam Hussein ha fruttato all’Iraq una manciata di centinaia di milioni di euro. Nell’ottobre del 2000 l’ Iraq ha insistito per scaricare il dollaro USA – “la valuta del nemico” – per l’euro più multilaterale.” https://www.theguardian.com/business/2003/feb/16/iraq.theeuro Oppure Gheddafi ucciso per via del progetto di introdurre il dinaro d’oro, un’unica valuta africana fatta d’oro, un’autentica condivisione della prosperità. Avrebbero venduto petrolio e altre risorse in tutto il mondo soltanto in cambio di Dinari d’oro. Grazie alle rivelazioni di WikiLeaks sulle e-mail di Hillary Clinton, abbiamo appreso che il defenestrazione di Gheddafi in Libia fu scatenata per proteggere il prezzo dollaro —non per motivi umanitari. Secondo quelle sue e-mail , Stati Uniti (e Francia) temevano che Gheddafi avrebbe usato le enormi riserve d’oro della Libia per creare una valuta panafricana. Questa valuta basata sull’oro sarebbe servita per comprare e vendere petrolio su tutti mercati globali. Inoltre, probabilmente… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Max AnimaMillenaria
27 Dicembre 2017 16:10

Gheddafi era sulla lista nera da tempo, aveva il peccato originale di voler redistribuire al popolo le risorse del paese,

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  Cataldo
28 Dicembre 2017 3:31

Le tre ragioni per cui Gheddafi è stato ucciso? 1° Il progetto politico degli Stati Uniti d’Africa prevede la fondazione di una federazione cui aderiscano tutti gli Stati africani. Mu’ammar Gheddafi, ex leader libico che nel 2009 fu anche presidente dell’Unione Africana, propose formalmente l’idea degli Stati Uniti d’Africa in due summit regionali: la prima volta fu a Conakry nel giugno 2007, la seconda ad Addis Abeba nel 2009 Prima di tali summit Gheddafi aveva rilasciato più volte dichiarazioni ufficiose riguardanti gli Stati Uniti d’Africa: come a Lomé nel 2000…. https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27Africa Capito? Quest’uomo stava spingendo i paesi africani ad unirsi. Quando l’occidente da sempre ha finanziato le lotte civili per mantenere l’instabilità di questo RICCO continente. 2° Gheddafi, propose che il continente economicamente depresso adottasse il “dinaro d’oro”. il dottor James Thring, fondatore del “Ministry of Peace”. «Ci sono state due conferenze sull’argomento, nel 1986 e nel 2000, organizzate da Gheddafi. Tutti erano interessati, la maggior parte degli stati africani ne era entusiasta». Dichiarazione di Sirte del 9 settembre 1999[21] Gheddafi fu un forte sostenitore e principale artefice della fondazione dell’Unione africana così come si evince dalla dichiarazione firmata a Sirte (sua città natale). Ha speso molte risorse per la… Leggi tutto »

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  Max AnimaMillenaria
28 Dicembre 2017 10:13

Hai fatto una buona sintesi di alcuni dei progetti principali su cui si lavorava in Libia, questo Paese era un pezzo anche del nostro futuro non solo di quello dell’Africa, era una opportunità e lo hanno ridotto ad un drammatico problema. La rabbia sale nel vedere i traditori della Patria responsabili che vanno a dormire tra 7 guanciali.

Annibale Mantovan
Utente CDC
Risposta al commento di  Max AnimaMillenaria
27 Dicembre 2017 17:45

Non solo l’oro sparì. Secondo Chavez Gheddafi aveva qualcosa in titoli azionari (Juventus, Fiat, Eni,…) tipo 200 miliardi di dollari. Dove son finiti? Sembra in un fondo non ben definito gestito non si sa da chi…Quello che ha subito Gheddafi è una comunissima rapina a ,mano armata con omicidio finale del proprietario. Tutto qui! Lo schifo è di sentire i media italiani ancora oggi chiamarla guerra civile.

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  Annibale Mantovan
28 Dicembre 2017 1:54

Grazie per il contributo, a conferma di ciò che hai scritto.
“Sequestrati i beni di Gheddafi in ItaliaBloccate le quote Eni, Unicredit e Juve Congelati su richiesta dell’Aja un miliardo e 100 milioni di euro. Quote societarie delle più importanti aziende italiane, da Unicredit alla Fiat fino a Finmeccanica ed Eni, ma anche azioni della Juve, conti correnti, titoli e perfino un bosco a Pantelleria e una Harley Davidson: la Guardia di Finanza sequestra l’oro di Gheddafi in Italia, un patrimonio che supera il miliardo e cento milioni di euro e che il rais libico aveva accumulato a partire dal 1976 investendo i soldi del petrolio nel nostro paese.” http://www.lastampa.it/2012/03/28/economia/sequestrati-i-beni-di-gheddafi-in-italiabloccate-le-quote-eni-unicredit-e-juve-RE2SrwicjiICd1CC55WyOK/pagina.html

Ronte
Utente CDC
Risposta al commento di  giorgio peruffo
27 Dicembre 2017 8:06

Mai essere troppo ottimisti quando in gioco c’è la salvezza nazionale e il potere del mondo…

vocenellanotte
vocenellanotte
26 Dicembre 2017 10:46

Mercorius è un analista di tutto rispetto. Nel suo post vuole contestualizzare un articolo del Telegraph con quelle che sono le sue convinzioni e conoscenze.
Ci mette in guardia dalla concreta possibilità che la logica della guerra cominci a vivere di vita propria, ed evidenzia anche i limiti che un’iniziativa deliberata pone in termini di successo militare. Sia di tipo strategico che tattico.
In sostanza non esclude che un attacco ci possa essere ma solo quando gli Usa decideranno di rovesciare il tavolo da gioco perché stanno perdendo su tutti i fronti. A mio avviso ci vuole ancora qualche anno.

cdcuser
Utente CDC
Risposta al commento di  vocenellanotte
26 Dicembre 2017 13:02

meno male che c’è qualcuno che legge e comprende quello che c’è scritto

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  vocenellanotte
27 Dicembre 2017 13:30

Più che la logica della guerra è quella della propaganda, che si autoalimenta, come sappiamo dagli esempi storici.

televisione falsa
Utente CDC
26 Dicembre 2017 11:01

grande nord korea che si fa rispettare

Annibale Mantovan
Utente CDC
26 Dicembre 2017 11:05

Secondo me è tutto un bluff. La Corea del Nord è già ORA in grado di colpire tutti gli U$A. I coraggiosi americani fino a quando non avranno qualcosa capace di fermare gli ICBM non faranno altro che abbaiare, abbaiare,abbaire…

DesEsseintes
DesEsseintes
26 Dicembre 2017 11:31

Cioè questo sarebbe un “commentatore”?
Un “analista”, magari…

“Un articolo del Telegraph dice che…ma questo articolo sarà davvero credibile…?…forse è tutto un bluff…però se gli US bombardano la Corea la Cina “si arrabbia”…”

Solo dopo decenni di consuetudine con le segrete stanze si riesce ad arrivare a intuizioni cosí illuminanti.

Marco Echoes Tramontana
Utente CDC
26 Dicembre 2017 11:54

E’ natale e tra poco capodanno, non interessa a nessuno. Si riparte dopo l’8 Gennaio dalle 9 alle 18.

Max AnimaMillenaria
26 Dicembre 2017 13:46

La tecnica del caos, Geopolitica e terrore. Quello che quasi nessun americano come molti europei fanatici della grande civiltà occidentale sa o si ricorda, grazie alla manipolazione dei popoli. Gli Usa non solo non dispongono dell’autorità legale per un intervento militare in Korea del Nord. Gli manca anche l‘autorità morale. Stiamo parlando di un governo che durante la storia ha fatto uso di armi chimiche, atomiche e chi più ne ha più ne metta, contro persone innocenti. Per evitare fraintendimenti, leggiamo Bruce Cumings presidente del dipartimento di storia presso l’Università di Chicago e autore del libro Le origini della Guerra di Corea, in cui ha dettagliato il bombardamento micidiale della Corea Settentrionale da parte degli Americani. Cumings ha scritto, “è che noi abbiamo bombardato il Nord per tre anni senza curarci minimamente delle vittime causate tra i civili. Gli Stati Uniti lanciarono più bombe sulla Corea (635.000 tonnellate, e anche 32.557 tonnellate di napalm) che in tutto il teatro di guerra del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. La nostra mentalità ci suggeriva che ‘i coreani sono nient’altro che selvaggi, perciò non sentivamo alcun rimorso della coscienza quando si doveva buttare addosso del napalm a degli innocenti’.” Durante la Guerra… Leggi tutto »

Tizio.8020
Utente CDC
Risposta al commento di  Max AnimaMillenaria
26 Dicembre 2017 17:35

Cit. : “I membri del Tribunale Penale Internazionale hanno trovato colpevoli gli
imputati sulla base delle prove contro di loro”.
Hai qualche link su questo?
Grazie.

Max AnimaMillenaria
Risposta al commento di  Tizio.8020
26 Dicembre 2017 17:49

La citazione è presa da John Catalinotto scrittore e attivista socialista americano New York 27 giugno 2003. Cinquanta anni di silenzio forzato sono stati infranti il ​​23 giugno, quando le vittime coreane dei crimini di guerra statunitensi hanno finalmente avuto la possibilità di stellare un Tribunale internazionale per i crimini di guerra su ciò che era accaduto loro. Circa 600 persone hanno partecipato allo storico raduno al Interchurch Centre of Riverside Church. Grandi delegazioni di Corea del Nord provenivano dalla Corea del Sud, dal Giappone, dal Canada e dalla Germania, e da ogni parte degli Stati Uniti la maggior parte delle prove è stata presentata Koreanin coreano e inglese al pubblico multinazionale. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva rifiutato i visti a una delegazione di 11 avvocati che portava prove dalla Repubblica Democratica Popolare della Corea. Il governo della Corea del Sud aveva vietato alcuni testimoni di imbarcarsi negli Stati Uniti, provocando protest a Seoul. Gli organizzatori del tribunale hanno visto questo come prova che sia Washington che Seoul temono l’impatto della verità sulla relazione coloniale degli Stati Uniti con la Corea. La testimonianza delle vittime della Corea del Nord è stata presentata tramite videotape. Ascoltando attentamente le… Leggi tutto »

Zerco
Zerco
26 Dicembre 2017 17:39

Kim Jong Un lo dice da cinque anni ed è una cazzata, lo dice una ‘fonte’ inglese ed è tutto vero in cinque minuti. Ma quanto so’ fforti ‘sti inglesi ahó!

GioCo
Utente CDC
26 Dicembre 2017 20:36

[cito] “Il rifiuto di Kim a negoziare ha convinto figure di spicco della Casa Bianca che la via non è quella diplomatica ma bensì quella militare.” [fine citazione] Beh, quando proponi la resa incondizionata senza per altro avere più la disponibilità sul tavolo delle trattative della “dissuasione totale”, cioè l’unica opzione con cui gli USA sono in grado di negoziare, ha senso ricevere picche da chi ha un minimo di cervello e possibilità di evitare la fine di Saddam (il che equivale a dire che l’America non sa negoziare, alla faccia del Giulietto che dice che la Cina avrebbe meno esperienza per contrattare con l’estero, a me sembra che gli USA abbiano una sostanziale incapacità ad essere qualsiasi cosa oltre un bulletto di quartiere per il resto del mondo – che schifo). Ma ora passiamo al succo. Mi lancio in un pronostico e ricordo che fallisco raramente. Fallisco pure io, ma raramente. All’ennesimo Test della Corea l’America prenderà la cosa a pretesto per un attacco a sopresa dicendo che in realtà era un attacco bello e buono mascherato da test perchè si sa che il dittatore è cattivo a prescindere e quindi tutti crederanno a quella stessa CIA che ci… Leggi tutto »

giuseppe glavina
giuseppe glavina
Risposta al commento di  GioCo
26 Dicembre 2017 20:45

A questo punto tutto può succedere compreso come sopra, peraltro ben descritto.

Cataldo
Cataldo
Risposta al commento di  GioCo
27 Dicembre 2017 13:27

L’attacco a “sorpresa” è da inquadrare, un attacco alla leadership Nord coreana non lo vedo possibile al momento, mancandone i presupposti operativi in teatro, un attacco limitato è sempre possibile, ma il costo per gli USA sarebbe di proporzioni incalcolabili. Il dossier nord coreano ormai è gestito in perfetta sintonia tra Cina e Russia, come non è mai accaduto nella storia, la risposta delle due potenze potrebbe essere del tutto sproporzionata, non credo che gli USA vogliano testare sul campo l’intesa Cino-Russa fino a questo punto estremo, finirebbe la pantomima con Kim che ha finora garantito agli usa un ruolo nella penisola coreana, scatenerebbe il fronte anti USA in corea del sud, isolerebbe ulteriormente gli USA e potrebbe addirittura portare a qualche ripensamento i loro vassalli europei su altri dossier.
Il punto è che al solito quando sembra che accada qualcosa di grosso da qualche parte vuol dire che si sta lavorando in un altro luogo, accade anche adesso con la fornitura di missili controcarro all’Ucraina, se veramente arrivassero queste armi sarebbe l’inizio di una escalation con conseguenze potenziali superiori anche al teatro coreano.

RUteo
RUteo
26 Dicembre 2017 20:55

Talvolta si perde perché non si è scelto bene il campo della prova .
Scegliete di nuovo la Palestina e aiutati dagli israeliani vincerete , il campo coreano non è adatto al vostro gioco !

Vamos a la Muerte
Vamos a la Muerte
27 Dicembre 2017 20:41

“La speranza è che la forza militare mostri a Kim che l’America è “seria””: “Serietà” e “Stati Uniti d’America” sono due rette che non si incontrano mai.
Gli yankees sono solo un branco di zotici peracottari che, come ha giustamente detto il Presidente NordCoreano, conoscono un unico linguaggio: quello della forza. E infatti il Pannocchia e il suo predecessore Abbronzato hanno tanto sbraitato ma, alla resa dei conti, di fronte alla potenza nucleare di Pyongyang, sono sempre stati indotti a più miti consigli.
Vedere, al contrario, che fine abbiano fatto Saddam Hussein e Muhammar Gheddafi: ha ragione Kim. Con gli zotici yankees, l’unica garanzia di sopravvivenza è armarsi fino ai denti: armi nucleari incluse.