Canada, la Smart City non passa: ritirato il progetto Google su Toronto

Ribellione popolare fa naufragare programma orwelliano di controllo digitale a 5G

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In Canada la Smart City non passa. Le belle parole sostenibili ed inclusive non hanno ammaliato i canadesi, costringendo Dan Doctoroff, amministratore delegato di Sidewalk Labs (Google), a ritirare il progetto Quayside Waterfront Toronto che vedeva nel futuro di questa città il “distretto più innovativo del mondo”, basato sull’iperconnessione 5G.

Era diventato troppo difficile rendere finanziariamente sostenibile il progetto di 12 acri senza sacrificare parti fondamentali del piano che avevamo sviluppato insieme a Waterfront Toronto per costruire una comunità veramente inclusiva e sostenibile. E così, dopo una lunga riflessione, abbiamo concluso che non aveva più senso procedere con il progetto Quayside.

‘Smart’ per la vita umana o per il controllo delle vite umane? I progetti di digitalizzazione degli spazi urbani portano via ciò che di un luogo il cittadino o il visitatore potrebbe godere (quando non nel luogo stesso, di sicuro da qualche altra parte del mondo), restituendo in cambio solo pixels, tracciamenti e pagamenti contactless, insieme a sfruttamenti e guerre.

Dal sito MIT Tecnology Review apprendiamo che

La società è passata da un luogo di tecno-ottimismo (si pensi a Steve Jobs che introduce l’iPhone) a un luogo di tecno-scetticismo, segnato da scandali sulla raccolta di dati, disinformazione, molestie online, e vera e propria frode tecnologica. Certo, l’industria tecnologica ha reso la vita più produttiva negli ultimi due decenni, ma l’ha migliorata?

Secondo Oasisana.com, la digitalizzazione ha effetti negativi per via di quattro motivi principali:

1. La digitalizzazione è il driver di crescita numero 1. Per miliardi di nuovi dispositivi per l’Internet delle cose, auto a guida autonoma, parchi server ad alto consumo, […] le aree naturali stanno diventando ancora più intense di prima Miniere […]. Questa è una causa di estinzione delle specie e accelera le crisi ambientali.

2. La trasformazione digitale si basa sui big data. […] Sta emergendo una dittatura intelligente, che dispone di nuovi meccanismi di controllo e manipolazione dell’opinione attraverso profili digitali, in grado di guardare le persone che pensano, con l’obiettivo dichiarato di stabilizzare il governo e prevenire i cambiamenti sociali.

3. L’ambiente sta diventando una noxa ancora più tossica, non solo per la distruzione della natura a seguito dello sfruttamento delle risorse, ma anche per l’ampliamento dell’infrastruttura digitale con tecnologia 5G e 6G, ovvero centinaia di migliaia di nuovi trasmettitori che emettono radiazioni dannose per la salute.

4. Il 5G dovrebbe perfezionare la guerra. La Bundeswehr viene digitalizzata secondo il motto “Se non digitalizzi, perdi!”. I paesi della NATO stanno ora spingendo il networking digitale delle truppe da combattimento.

Questo tipo di sviluppo in crescita verticale, che non tiene conto dei possibili benefici dell’impiego di nuove tecnologie, ma cerca solo ed esclusivamente il maggior profitto possibile, consumando di fatto risorse e deteriorando il benessere umano e dell’ambiente.

Una citazione dell’organizzaione tedesca Digitalcourage del 2018 al Big Brother Awards chiarisce il punto:

“ Un nuovo tipo di lampione, ad esempio, viene pubblicizzato come un grande risultato per una ‘città intelligente’. Non solo si illumina, ma contiene anche videosorveglianza, rilevamento pedoni, lettori targhe, sensori ambientali, un microfono con rilevatore di colpi e un segnalatore di posizione per registrare la posizione. Se immaginiamo questo combinato con la WLAN, con cui è possibile determinare la posizione degli smartphone, il riconoscimento facciale e l’analisi del movimento, allora è chiaro: se questa tecnologia arriverà nella nostra città, non passeremo inosservati.”

Verdiana Siddi

18/07/2022

Fonte: https://oasisana.com/2022/07/11/toronto-fallimento-smart-city-e-la-fine-delle-citta-intelligenti-iperconnesse/

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