America ultimo atto: il finto golpe distrugge Trump e annuncia il Great Reset

di Marco Di Mauro per Comedonchisciotte

L’America è di nuovo in fiamme. Da alcune ore è terminato l’assalto al Campidoglio, dove si era nel pieno dell’iter costituzionale di conferma del risultato elettorale. Joe Biden è il quarantaseiesimo presidente, ma le folle assatanate dei MAGA non ci stanno. Diversi video stanno sciamando per il web, mostrando una realtà schizofrenica: nei corridoi, una vera e propria guerriglia, polizia ad armi spianate, una donna, l’ex veterana della marina Ashli Babbitt, a terra incosciente col volto insanguinato; nella hall e all’esterno, polizia che si fa da parte e apre le transenne, che non si azzarda a disturbare i teppisti arrampicati sulle mura dell’edificio. È troppo presto per dire con certezza quali siano fake, a parte quelli palesi.

 

Ieri, mercoledì 6 gennaio, i dimostranti pro-Trump che affollavano le strade di Washington DC sapevano che era l’ultima occasione per sconfessare il risultato elettorale e fermare la oramai certa vittoria di Joe Biden. Secondo il Washington Post di Jeff Bezos, Potus ha incitato i suoi all’adunata, e in zona Cesarini ha ordinato via social l’assalto al palazzo del Campidoglio, mantenendo la promessa di non riconoscere il risultato elettorale.

Ben diversa la tesi avanzata da Fox News, secondo cui è stato Trump a chiamare la Guardia Nazionale, e non Pence come afferma il WP. Potus mercoledì sera ha twittato: “Conosco il vostro dolore, so che siete feriti, abbiamo avuto un’elezione che ci è stata rubata. Ma ora dovete andare a casa. Dobbiamo avere la pace. Dobbiamo avere legge e ordine”.

Ha scelto così di suicidarsi politicamente, organizzando un picaresco Pulsch, mandando all’assalto del Campidoglio un manipolo di esaltati male armati, tra secondo il New York Post anche diversi Antifa riconvertiti, provocando la morte di 4 persone, ridicolizzando se stesso e facendo crollare agli occhi del mondo la credibilità della democrazia americana.

Sorgono delle domande:

1) Cui prodest?

L’isolamento social di Trump, la terra bruciata che si è fatto intorno nel partito, l’indignazione internazionale, la proposta caldeggiata della sua rimozione prima del 20 gennaio, hanno giovato al Deep State. L’assalto brancaleonesco del Campidoglio ha distrutto Trump, e pensare che l’abbia organizzato lui stesso può far concludere soltanto che sia impazzito, o che abbia tentato all’ultimo minuto il tutto e per tutto, dimenticandosi di avere il comando dell’esercito, e questo ci conduce al secondo quesito.

2) Perché Trump avrebbe deciso di utilizzare, per il suo golpe, un’escalation in pieno stile BLM/Antifa?

Un presidente USA e testa di ponte del mondo del business, con a disposizione intelligence pubblica e privata, quadri dell’esercito, relazioni internazionali, verosimilmente non può aver affidato a dei teppisti un colpo di stato, ovvero la strategia più rischiosa che un uomo politico possa intentare. Lo sciame social di video violenti, la polizia schizofrenica tra connivenza e ultraviolenza, ci ricordano l’estate calda dei riots, e il modus operandi di Antifa e BLM, che abbiamo dimostrato essere finanziati e manipolati dal Deep State.

3) A chi ha giovato l’umiliazione della democrazia americana?

Molto lontana dalla politica del Tycoon e dalla sua retorica Make America Great Again, è l’attuazione di un gesto che scredita agli occhi del mondo la stabilità democratica degli States. Va certamente a vantaggio di Xi Jinping, amico storico di Joe Biden, che già paragona i dimostranti di Washington a quelli di Hong Kong. Ma va soprattutto a vantaggio dei globalist e del Deep State per due ragioni. La prima è ovvia: una situazione di ordine pubblico tanto compromessa darà al neo-eletto Biden la facoltà di aumentare la sorveglianza e opprimere gli oppositori della sua agenda, contro quelli che lui ha da pochi minuti definito “terroristi domestici” e i media d’apparato già proclamano estremisti. La seconda è il messaggio che deriva da un gesto tale: la democrazia è in grave crisi, così com’è non funziona, urge una riforma radicale. E il Great Reset, punto d’arrivo del piano di igienizzazione mondiale, è offerto su un piatto d’argento.

Il golpe è compiuto, dunque. E Trump, che i media di tutto il mondo ora azzannano come l’ideatore, era in realtà l’ultimo ostacolo.

ULTIM’ORA – Secondo il giornalista Cesare Sacchetti, i disordini sarebbero dovuti a un’infiltrazione di Antifa nella protesta pacifica organizzata da Trump. A sostegno porta una delle tante immagini addotte anche dal New York Post, che mostrano come molti dei teppisti del Campidoglio siano noti Antifa americani.

finto sostenitore di trump in realtà membro di Antifa
Numerosi teppisti del Campidoglio sono in realtà noti Antifa.