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A night at the Garden

 

MARSHALL CURRY
anightatthegarden.com

Nel 1939, 20.000 Americani si erano radunati al Madison Square Garden di New York per celebrare l’ascesa del Nazismo, un evento in gran parte dimenticato dalla storia americana. A NIGHT AT THE GARDEN, realizzato interamente con filmati d’archivio girati quella notte, porta il pubblico a rivivere questo agghiacciante incontro e fa luce sul potere della demagogia e dell’antisemitismo negli Stati Uniti.

A NIGHT AT THE GARDEN è stato diretto e curato da Marshall Curry ed è stato patrocinato e diffuso da Field of Vision. Il film ha avuto la nomination al Premio Oscar 2019 come il miglior cortometraggio documentaristico, è stato anche una selezione ufficiale al Sundance Film Festival e ha fatto parte parte di una proiezione speciale e di una tavola rotonda al New York Film Festival. È stato distribuito in tutto il paese su 22 schermi della catena Alamo Theater e presso l’IFC Center di New York.

 

Domande/Risposte con il regista Marshall Curry

D: Come hai scoperto questo evento?
R: Un mio amico me ne aveva parlato l’anno scorso e non ero riuscito a credere di non averne mai saputo nulla. Quando ho scoperto che era stato filmato, ho chiesto ad un ricercatore di archivi, Rich Remsberg, di vedere che cosa riuscisse a trovare. Aveva scoperto che, fino ad ora, ne erano stati usati brevi spezzoni nei documentari storici, ma sembrava che nessuno avesse ancora messo insieme tutti i vari frammenti dei filmati: alcuni si trovavano negli Archivi Nazionali, altri nell’archivio dell’UCLA, altri ancora in diversi posti. Così, lui li ha raccolti, io li ho montati e ne ho ricavato un breve cortometraggio. Quando sono successi i fatti di Charlottesville, la cosa è diventata urgente. Allora l’ho inviato a Laura Poitras e a Charlotte Cook, alla Field of Vision e ho detto loro: “Avete mai sentito parlare di questo evento? Sareste interessati a patrocinare il film? ”E sono saltati a bordo.

D: Che cosa ti aveva colpito del filmato?
R: La prima cosa che mi aveva colpito era che un evento del genere fosse potuto accadere nel cuore di New York, una città diversa, moderna e progressista, anche nel 1939. La seconda cosa è stato il modo in cui questi Nazisti americani avevano usato i simboli dell’America per vendere un’ideologia contro cui, solo pochi anni dopo, sarebbero morti combattendo centinaia di migliaia di Americani.

[Questo evento] ha davvero dimostrato che le tattiche dei demagoghi sono sempre le stesse nel corso dei secoli. Attaccano la stampa, usando sarcasmo ed umorismo. Dicono ai loro seguaci che essi sono i veri Americani (o Tedeschi o Spartani o …) e incoraggiano i loro sostenitori a “riprendere il loro paese” da qualunque gruppo minoritario lo abbia rovinato.

D: Perché pensi che la maggior parte degli Americani non abbia mai sentito parlare di questo gruppo o di questo evento?
R: Il filmato è talmente intenso, sembra sorprendente che non sia parte integrante delle lezioni di storia delle scuole superiori. Io penso che questo raduno sia sfuggito alla nostra memoria collettiva anche perché è spaventoso e imbarazzante. Racconta una storia del nostro paese che preferiremmo dimenticare. Ci piacerebbe pensare che, quando il Nazismo era salito al potere, tutti gli Americani ne fossero rimasti subito inorriditi. Ma, anche se la stragrande maggioranza degli Americani era disgustata dai Nazisti, esisteva comunque un significativo gruppo di Americani che simpatizzava con il loro messaggio suprematista bianco ed antisemita. Quando si vedono 20.000 Americani radunarsi nel Madison Square Garden, si può essere sicuri che godevano del sostegno passivo di un numero molto più elevato di persone.

La marcia lungo la East 86th Street, 30 ottobre 1939.

 

In una parte del discorso che non è nel film, Fritz Kuhn plaude a Padre Coughlin, le cui trasmissioni radiofoniche in lode di Hitler e Mussolini raggiungevano un pubblico di 30 milioni di Americani. Henry Ford e Charles Lindbergh avevano espresso convinzioni antisemite. E il magnate della stampa William Randolph Hearst aveva dichiarato: “Ogni volta che sentite che un eminente Americano viene chiamato fascista, di solito potete mettervi il cuore in pace che quell’uomo è semplicemente un leale cittadino che sostiene l’americanismo.” (Con un piccolo tocco di ironia abbiamo preso una parte del filmato della German American Bund dalla collezione Hearst, all’UCLA).

Queste erano idee che, anche se non universalmente accettate, erano in ogni caso considerate dei legittimi punti di vista. Ma, due anni dopo questa manifestazione, il Giappone aveva attaccato Pearl Harbor e la Germania aveva dichiarato guerra agli Stati Uniti. A quel punto, questo tipo di filosofia era diventata inaccettabile. Quando i Nazisti avevano iniziato ad uccidere i soldati americani, abbiamo cominciato a cancellare il fatto che alcuni Americani avessero potuto condividere la loro filosofia.

Alla fine, l’America si è tirata indietro dal precipizio, ma questa manifestazione ricorda che le cose avrebbero potuto anche andare diversamente. Se Roosevelt non fosse stato presidente, se il Giappone non ci avesse attaccato, è possibile che ci saremmo passati in mezzo senza entrare in guerra? E se i Nazisti non avessero ucciso dei soldati americani, è possibile che la loro filosofia non sarebbe diventata così tabù qui da noi?

D: Chi era il tipo che era salito sul palco durante il raduno?
R: Era un garzone idraulico di 26 anni di Brooklyn, che si chiamava Isadore Greenbaum. Quando era salito sul palco per protestare, era stato picchiato e gli erano stati strappati i pantaloni mentre veniva gettato giù dal palco. Era anche stato arrestato per condotta disordinata e multato di 25 dollari.

All’epoca si era discusso se al Bund dovesse essere permesso di organizzare una manifestazione, una cosa che, come tanti altri particolari sull’evento, sembra stranamente contemporanea. Greenbaum, il giorno dopo l’evento, si era così giustificato davanti al giudice: “Sono andato al Garden senza alcuna intenzione di interrompere. Ma, dato che continuavano a parlare contro la mia religione e c’era così tanto accanimento, ad un certo punto ho perso la testa e ho sentito che era mio dovere parlare.” Il magistrato gli aveva chiesto: “Non si rende conto che persone innocenti avrebbero potuto rimanere uccise?” E Greenbaum aveva risposto: “Si rende conto che un sacco di Ebrei potrebbero essere uccisi dalle loro persecuzioni laggiù?” (New York Times, 22/02/39).

Ma sul New York Times, il Comitato Ebraico Americano aveva sostenuto che, sebbene il Bund fosse “completamente anti-americano e anti-democratico … proprio perché crediamo che i diritti fondamentali della libertà di parola e di libera associazione negli Stati Uniti non debbano mai essere alterati, siamo contrari a qualsiasi azione volta ad impedire al Bund la diffusione delle sue opinioni.” Il sindaco LaGuardia, da parte sua, aveva ridicolizzato l’evento definendolo “una rassegna di pidocchi internazionali ” e aveva affermato di credere nell’esposizione dei pidocchi alla luce del sole.

D: Cos’era successo al gruppo dopo questa manifestazione?
R: Il Bund Americano Tedesco, che aveva organizzato la manifestazione, negli anni ‘30 raccoglieva una presenza significativa, con campeggi per ragazzi e campi di addestramento nel New Jersey, nello stato di New York, nel Wisconsin e in Pennsylvania, e aveva tenuto un’enorme marcia lungo la East 86th Street a Manhattan. Ma il loro fascino generale era sminuito dall’accento e dalla cultura tedesca del loro leader.

Come aveva affermato Halford E. Luccock: “Quando e se il fascismo arriverà in America, non sarà etichettato  ‘made in Germany,’ non sarà contrassegnato da una svastica, non sarà nemmeno chiamato fascismo, si chiamerà, naturalmente, ‘americanismo.’” Il leader del gruppo, Fritz Kuhn, alla fine, era stato arrestato per appropriazione indebita di fondi del Bund, messo in prigione e privato della cittadinanza. Dopo la guerra, era stato deportato nella Germania Occidentale, dove era morto alcuni anni dopo. Il Bund si era sciolto subito dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ma le persone che lo avevano sostenuto erano rimaste al loro posto.

D: Come hai deciso l’approccio al montaggio?
R: All’inizio avevo pensato di realizzare un documentario tradizionale, con una voce narrante che spiegasse il background storico del gruppo. Ma, quando ho iniziato a tagliare e a mettere insieme il filmato, mi sono reso conto che la sua vera forza consisteva nel vederlo così com’era, senza spiegazioni. Quando la maggior parte della gente lo guarda, all’inizio sono perplessi: “Cos’è questo?” Vedono George Washington e le bandiere americane e ascoltano il Giuramento alla Bandiera (c’è da notare che la frase “Under God” è stata aggiunta nel 1954), ma poi vedono le svastiche e la gente che fa il saluto nazista, ed è davvero inquietante. Così ho deciso di mantenerlo puro, cinematografico e non mediato, come se tu fossi lì, a guardare e a lottare con ciò che stai vedendo. Volevo che fosse più provocatorio che didattico: una gelida spruzzata di storia gettata nella discussione che, proprio adesso, stiamo avendo sulla supremazia bianca.

D: Qual’è il messaggio del film che vorresti rimanesse nel pubblico?
R: Il film non ha narrazioni o interviste per sottolineare il messaggio in modo chiaro, ma penso che la maggior parte del pubblico troverà parecchia carne al fuoco. Per me, la parte più sorprendente e sconvolgente del film non è l’antisemitismo dell’oratore principale né la violenza delle sue guardie del corpo. Quello che mi colpisce di più è la reazione della folla. Ventimila Newyorkesi che amavano i loro figli e probabilmente erano gentili con i vicini, quel giorno erano tornati a casa dal lavoro, si erano vestiti in giacca o gonna ed erano usciti per esultare e ridere e cantare mentre un oratore disumanizzava esseri umani che, di lì a pochi anni, sarebbero state assassinati a milioni.

Questo punto non è tanto un atto d’accusa per le cose brutte che gli Americani hanno fatto in passato, quanto un racconto cautelativo sulle cose cattive che potremmo fare in futuro. Quando il manifestante viene picchiato, c’è un ragazzino nella folla che ho ingrandito in fase di montaggio. Si può vederlo strofinarsi le mani, fare qualche sfrenato passo di danza, incapace di contenere l’eccitazione vertiginosa che deriva dall’essere parte di una folla. E, quando il manifestante viene alla fine buttato giù dal palco, c’è una lunga e lenta panoramica sulla folla che ride, applaude, fa il tifo, come se fossero tutti ad un incontro della Federazione Mondiale di Wrestling.

Ci piacerebbe credere che esistono linee divisorie nette tra le persone buone e le persone cattive. Io invece penso che la maggior parte degli esseri umani abbia dentro di sè passioni oscure, che aspettano solo di essere eccitate da un demagogo, magari divertente, ma cattivo, che può convincerci che la decenza è per i deboli, che la democrazia è una cosa ingenua e che la gentilezza e il rispetto per gli altri sono solo ridicola correttezza politica. Eventi come questo dovrebbero ricordarci di non dormire sugli allori, che le cose a cui teniamo devono essere coltivate e difese con regolarità, perché anche le persone apparentemente buone hanno la possibilità di fare cose orribili.

Marshall Curry

Fonte: anightatthegarden.com
Link: https://anightatthegarden.com/
17.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

17 Commenti

  1. Un bell’esperimento per confermare l’imposizione mediatica e l’indottrinamento dell’America e dell’Europa a partire dal dopoguerra. Se il lavaggio del cervello ha avuto successo lo spettatore americano deve provare ribrezzo e vergogna per quella manifestazione. Ovviamente, non c’è traccia, né ci può essere, di una spiegazione sul perché il nazismo aveva tanti proseliti in Europa e negli USA. Secondo me, proprio il consenso che aveva nell’Europa continentale è stato quello che ha reso necessaria agli occhi dei potenti una guerra di distruzione come la WWII. Concordo quindi in un punto con l’autore dell’articolo quando dice : “Se Roosevelt non fosse stato presidente, se il Giappone non ci avesse attaccato, è possibile che ci saremmo passati in mezzo senza entrare in guerra?”
    Certamente, se Roosevelt non fosse stato presidente e la lobby ebraica non fosse stata così potente gli USA sarebbero stati a guardare gli europei che si ammazzavano tra loro. Manca poi un accenno all’intimidazione nei confronti di coloro che erano contrari alla guerra come Lindbergh al quale fu rapito e ucciso il figlio.
    L’equivalenza che l’autore fa tra ‘fascismo’ e ‘americanismo’ tradisce la sua ideologia culturale anti sovranista.

  2. E allora?
    Nel 1967 James Brown si è esibito Live at The Garden.

  3. Non si vede neanche una donna.
    Sia nel filmato che nella foto.

  4. Ho visto con attenzione.
    Nessun nero, neanche a cercarlo con la lanterna, nemmeno tra i poliziotti. Nessun meticcio o “indiano”.
    E naturalmente nessuna donna sul palco, ma solo in tribuna.
    Un’America completamente irriconoscibile dai presunti valori inclusivi di oggi. Comprendo il giovane ebreo, e la sua reazione di fronte al pericolo imminente.
    E, poco ci voleva, se le cose si fossero messe in altro modo, che gli USA non stessero dall’altra parte. Ma la storia non si fa coi se…

  5. Gli usa negli anni Trenta dettero un importante aiuto all’industrializzazione della Germania hitleriana. La simpatia di Churchill per Mussolini è cosa nota e c’è chi sostiene che il dittatore sia stato ucciso per far sparire i documenti imbarazzanti che dimostravano i rapporti amichevoli tra i due “geni”. Ciò che univa i quattro Stati era l’anticomunismo e il terrore che la malattia contagiasse i loro paesi. Ognuno aveva le proprie modalità ma lo scopo era identico. Non capisco lo scandalo per questa manifestazione; anche in Inghilterra c’erano vari partiti di ispirazione nazista, il più importante l’Unione Britannica dei Fascisti di Oswald Mosley. Ciò che mi appare veramente scandaloso è che vengano fuori di tanto in tanto personaggi come questo Marshall Curry a far le anime belle quando l'”americanismo” si è dimostrato simile ma ben più subdolo e sanguinario del nazismo. E non se ne rendono nemmeno conto ….

  6. La morale che ne trae l’articolista, e la stessa che sin dall’asilo mi sento ripetere, dentro di noi c’è del buono e del cattivo e necessità vigilare perchè quello che successe in quegli anni non succedà più…..ed io continuo a ripetere ” boh ! sarà ma mi pare un pò troppo semplicistico”
    All’esame di terza media ho portato la seconda guerra mondiale, aspettavo il mio turno ed un bidello anzianotto, mi chiesi cosa avessi preparato, quando lo seppe comincio a raccontare, lui l’aveva vissuta, ne sapeva più del professore, anche gli orari esatti al minuto delle fasi più salienti, quando finì il racconto lo ringraziai e gli dissi: ” lei sà proprio tutto di quella guerra” no mi rispose, ricordo ancora i suoi occhi lucidi ed assenti, non sò la cosa più importante… e qual’è domandai io, lui, con gli occhi bagnati e la voce tremante mi rispose prima di scappare via ” non sò come sia stato possibile “.
    Oggi, gente che non l’ha vissuta pretende con morali semplicistiche di dare una risposta a coloro che l’hanno vissuta, io credo che il bidello fosse più saggio degli storici, dei sociologi e dei filosofi di oggi, non sappiamo come sia stato possibile e non sappiamo neppure come evitare il ripetersi….perchè è indubbio che prima o poi ricascheremo nello stesso orrore ( anche se lo neghiamo a noi stessi, sappiamo tutti bene che ricapiterà di nuovo).
    Ricordare o dimenticare qualcosa che non si sà neppure come sia stato possibile che capitasse, non serve a nulla, è esercizio buono per gli storici e per chi, tra tutte e fazioni, vuole trarne speculazione, negare o amplificare gli eventi non ci aiutano a capire l’uomo….. o meglio, non ci aiutano a capire cosa diventa l’uomo quando in mezzo al branco si lascia prendere dalla droga del tifo/odio.
    P.S.
    Non può esserci un tifoso buono, tifo e odio sono due facce della stessa medaglia.

    • E quando il tifo non porta all’odio conduce comunque alla totale assenza di obiettività (il 95% dei simpatizzanti di un partito o una squadra non ammetteranno mai un furto commesso dai propri “beniamini”, anche se palese, in vita mia l’ho constatato innumerevoli volte). La capacità di non intrupparsi e analizzare una situazione senza preconcetti è roba per pochi, la maggior parte ha un feroce bisogno di schierarsi, in qualsiasi ambito…a volte è solo una questione di opportunismo, in molti casi pare invece una vera e propria necessità, come se l’assenza di appartenenze rendesse l’esistenza insostenibile, insensata. Fino a quando l’uomo avrà un simile punto debole sarà alla mercé dei professionisti del divide et impera, 70/80 anni fa erano nazisti e comunisti, ora sono globalisti e sovranisti (non è un paragone con i primi ma si tratta pur sempre di categorie imposte dall’alto, mediaticamente, e quindi da prendere con le pinze, mi riferisco in particolare al sovranismo che è tutto da valutare – mentre il globalismo ha già mostrato ampiamente il suo volto totalitario), sembra che la musica cambi solo in apparenza ma non nella sostanza.

    • Pazienza il tuo bidello, ma neanche Traudl Junge, segretaria di Hitler, lo capì. Non era riuscita a comprendere le atrocità del nazismo pur stando all’interno dell’apparato. Non aveva capito che esistevano i campi di concentramento, gli stermini organizzati, le epurazioni interne, le avidità e gli intrallazzi.
      Eppure c’è ancora anche tra questi commenti chi si accanisce nel dare credito alla presunta genialità dell’apparato nazista come fattore determinante nella riuscita di quel progetto politico e sociale. Non credo fosse stata la genialità a rendere completamente cieca la Junge sui fatti reali. C’è qualcosa di oscuro, di schematico, di irrisolto nella psiche umana che alle volte prende il sopravvento sulla sensatezza e sulla modestia. Alcuni arrivano a capirlo quando è ormai troppo tardi, altri non lo capiranno mai. Altri ancora lo usano per creare schieramenti di comodo. Ad esempio non mi stupirebbe che il regista fosse stato pagato dalla ADL ebraica. Qui si rovescerebbe il fronte, ma l’oscuro rimarrebbe tale. Purtroppo chi capisce cosa sta succedendo deve vedersela con il lato oscuro dell’ignoranza umana, e se gli va bene non viene compreso, se gli va male gli va male davvero

  7. Molto interessante, fra cento anni troveranno dei filmati in una chiavetta usb, nascosta o dimenticata dalla vergogna e visioneranno dei festanti negrieri gretini globalisti euromafiosi sfilare per le strade con Greta, le bandiere arcobaleno e dell’Unione Nazis…ehm, Europea sorosiana, sionisti, massoni, simpatizzanti di chi ci occupa dal 25 aprile del 1945 e il pubblico dirà: “ma guarda come si fecero lobotomizzare da una plutocrazia così subdola e demoniaca! La storia non insegna proprio nulla eh?!”

  8. All’inizio degli anni 20 il giornale del b’nai berith pubblicò un elogio del Ku Klux clan e poi ci si stupisce che Hitler (che al confronto era un filantropo) avesse degli estimatori in america.

  9. Ma un documentario sugli ebrei,che massacrano i Palestinesi?Non nel 1945 ma nel 2019.Piantatela con questa retorica,sempre pro ebrei.I pezzi di merda ci sono da tutte le parti,vedi i nazisti,i fascisti e i sionisti,che sono la stessa cosa,ma con nomi diversi.

  10. Almeno in italia,per chi è sportivo,ma a livello di sport secondari,oggi siamo Campioni del Mondo di parapendio in singolo con Joachim Oberhauser e a squadre primi a parimerito con la francia.Non conta niente con l’articolo ma è pur sempre una notizia che a livello mainstream non sarà mai data.

  11. Il filmato di per sé è impressionante, non si può negare, ma è tale se visto con gli occhi di oggi. In questi casi la storia va presa un po’ con raziocinio, nel senso che si tratta di riflessioni giuste ed opportune, fatte però a posteriori su elementi della cui importanza si può ragionare solo dopo. Occorrerebbe essere in grado di valutare il reale impatto di cose come questa nell’America di allora e non solo; anche in Inghilterra ed ovunque ci sia stato spazio per forme di intolleranza simili, non sappiamo bene in realtà come l’opinione pubblica abbia osservato tali fenomeni. Una cosa forse si può dare per certa, a prescindere dai presunti risvolti politici, sociali ed affaristici di personaggi come Hitler, Churchill e altri dell’epoca; dopo una guerra mondiale come la prima parlare di tolleranza e rispetto reciproco non era probabilmente il primo pensiero della gente comune, come del resto non lo è ancora oggi dopo decenni di presunta pace.

  12. “Ma, anche se la stragrande maggioranza degli Americani era disgustata
    dai Nazisti, esisteva comunque un significativo gruppo di Americani che
    simpatizzava con il loro messaggio suprematista bianco ed antisemita.”

    La “stragrande maggioranza” forse nei suoi sogni.
    La situazione era ben diversa.
    Alle Elezioni vinse Roosvelt solo perchè si impegnò a “tenere il Paese lontano da qualunque guerra ” cioè predicando l’Isolazionismo.
    Avesse detto che voleva la guerra sia in Europa che nel Pacifico col cavolo che l’avrebbero votato.
    Ed i simpatizzanti per la Germania, nel 1933 (quando appunto è salito al Potere Hitler) erano moolti di più, dei 20.000 dell’articolo.

  13. .dopo aver massacrato e ridotto all’estinzione i nativi americani e rubato la loro terra che poi hanno fatto lavorare agli schiavi neri africani, dopo che per il 90% della loro esistenza gli stati uniti sono stati perennemente in guerra, prima e seconda guerra mondiale,corea,vietnam e oggi la democrazia americana da esportazione continua a portare morte e devastazione in afganistan iraq corno d’africa libia siria ad imporre embarghi ed isolare ed affamare paesi come il venezuela e l’iran..senza parlare dei colpi di stato delle vare gladio attive ancora oggi(vedasi fallito golpe turchia o tentato golpe in venezuela)
    Insomma cosa vogliono insegnarci?
    Che cosa ci vogliono dire scoprendo che qualcuno fra loro(e certamente piu di ventimila)simpatizzavano per il nazifascismo?
    Forse che gli stati uniti sono stati fondati dalla feccia dell’europa e i loro discendenti feccia rimangono?.

  14. Ho sempre pensato che nella memoria collettiva la differenza con altre situazioni storiche simili la fanno le docce/camere a gas.
    Per chi ha un buon grado di astrazione provate a toglierle di mezzo e rivalutate il tutto, non che appaia bello, ma l’idea di un popolo impazzito che per diletto ne tortura un altro perde di molta forza.
    Senza un fondo di sadismo inevitabilmente sei portato a scavare oltre mentre con le docce sei “sazio”, non è necessario andare più in profondità.
    Non ci ho mai creduto neanche quando le ho viste, anzi ci ho creduto ancora meno vedendole.
    Molti anni fa ricordo che in gita alle superiori visitando Mauthausen domandai alla guida: “se la trasformazione della camera a gas in docce è un trucco per mandarli inconsapevolmente al macello, come è possibile che la doccia è costruita a fianco del crematorio e addirittura per entrare devi passarci davanti?”
    La guida non mi rispose e i professori mi cazziarono.

  15. Il nuovo fascismo si veste eco e smart. Laboratori alle spalle, uno era il nazismo in Germania, nuova forma di schiavitù in arrivo, anzi già avvanzata. Miliardi di persone sotto controllo con mezzi molto più potenti e sofisticati di quelli in passato, la propanda fa sempre da protagionista …http://www.nogeoingegneria.com/effetti/politicaeconomia/il-diavolo-veste-smart/