2020 – L’anno in cui abbiamo perso la testa

Rob Slane
theblogmire.com

Questo pezzo è il primo di una serie di cinque articoli che pubblicherò nel corso delle prossime due settimane e che riguardano vari aspetti del nostro nuovo Stato Covidiano del 2020. Questi articoli saranno pubblicati anche sul sito web di The Conservative Woman dal 27 al 31 dicembre.

“Il nostro e i governi di tutto il pianeta, annunceranno a breve la messa in quarantena di intere popolazioni a causa di un virus respiratorio stagionale che lascia il 99,8-99,9% degli infetti ancora nel mondo dei vivi. Cosa ancor più importante, annunceranno anche la chiusura di tutte le attività economiche per mesi interi e poi, quando l’epidemia sarà effettivamente scomparsa, vi obbligheranno a coprire la parte inferiore del viso con un pezzo di stoffa. Lo faranno spaventando la gente con una marea di propaganda, slogan, dati completamente estrapolati dal contesto e con la minaccia di pesanti sanzioni.”

Chiunque avesse fatto una dichiarazione del genere all’inizio dell’anno sarebbe stato giustamente preso per matto. Ma eccoci qui, alla fine dello stesso anno, ed è proprio quello che è successo.

Solo che è molto peggio di così.

Se, in qualche modo, fossero riusciti a convincervi a dar credito a questa folle profezia, probabilmente vi sareste confortati pensando che “non la passeranno mai liscia. La gente non lo permetterebbe mai.”

Proprio per niente. In qualche modo, milioni di persone in tutto il Paese e, di fatto, in tutto il mondo, sono state convinte ad accettarla. La stragrande maggioranza ha anche pensato che, per la prima volta nella storia, mettere in quarantena a causa di un virus intere nazioni di persone sane fosse una buona idea. Beh, in realtà, per essere precisi, è la seconda volta nella storia. Una cosa del genere era stata già tentata nel 2009 dal governo messicano durante l’epidemia di influenza suina, ma avevano avuto il buon senso di interromperla dopo un paio di settimane, dopo essersi resi conto di quanti danni avrebbe arrecato al Paese.

Eppure, non solo i folli deliri del nostro immaginario complotto sono diventati realtà, ma le stesse persone che li hanno accettati ora guardano a quelli di noi che avevano sottolineato la follia di tutto questo come se fossimo noi quelli usciti di testa. Oh ironia, hai avuto la tua giornata campale nel 2020. Come aveva detto Sant’Antonio abate:

“Sta arrivando il momento in cui gli uomini impazziranno e, quando vedranno qualcuno che non è pazzo, lo attaccheranno dicendo: “Tu sei pazzo, tu non sei come noi.”

Andando al sodo, quest’anno abbiamo perso la ragione, la razionalità e il senso delle proporzioni. Un coronavirus, che rappresenta un pericolo per una infinitesima parte della nostra società e che, in realtà, ha un tasso di mortalità infettiva di circa lo 0,2% – 0,26% (non troppo dissimile da una cattiva influenza stagionale) e che quindi avrebbe potuto essere affrontato con il dovuto senso delle proporzioni, è in qualche modo diventato il catalizzatore della più grande isteria di massa nella storia della razza umana. In effetti, molti sono stati talmente catturati dal grande incantesimo ipnotico messo in moto da ciarlatani dalla “forte messaggistica emotiva,” che hanno adottato pratiche così irrazionali e sproporzionate rispetto alla minaccia che ci si chiede come siano riusciti a sopravvivere negli anni precedenti il 2020.

I libri di storia raccontano come uno dei nostri grandi Re, Canuto, avesse dimostrato ai suoi cortigiani che, contrariamente alle loro supposizioni, non era in grado di controllare le onde. Ai nostri giorni, è come se Re Canuto fosse impazzito e dicesse ai suoi sudditi di poter controllare le onde e i virus, e i suoi sudditi reagissero non solo credendogli, ma facendo anche tutto quello che il re dice loro di fare per fermare le onde e i virus, tra cui chiudersi in casa, abbassare le saracinesche dei propri negozi, indossare pezzi di stoffa sul viso, insieme ad altri mille altri diktat veramente bizzarri e del tutto inutili. Poi, quando le onde e i virus continuano a fare quello che fanno le onde e i virus e un’ondata di Logica Covidiana si abbatte su di noi, allora ci dicono che è colpa nostra se [le onde e i virus] non sono stati controllati a dovere. Ci siamo rinchiusi per troppo poco tempo o senza la necessaria severità, o abbiamo giocato ai giochi di società nel giorno di Natale.

Nel mondo reale, quest’anno non è un virus ad essere stato controllato, ma la popolazione intera. Tutto è andato meravigliosamente, o meglio, a gonfie vele, come direbbe il Compagno Johnson. La gente è stata soffocata, la gente è stata messa sotto controllo, la gente, si potrebbe quasi dire, è diventata una proprietà privata. E la stragrande maggioranza ha dato il suo completo assenso a questo Piano Nazionale per il Suicidio.

Naturalmente, la risposta che darebbe chiunque a cui fosse fatta notare una cosa del genere sarebbe: “Ah, ma se non ci avessero imposto il lockdown e non ci fossimo messi la mascherina, i morti sarebbero stati centinaia di migliaia.” Al che la replica sarebbe semplice: “No. Non si può dimostrare che l’isolamento serva a salvare delle vite.” La Svezia, rifiutandosi di stare al gioco, non era riuscita a produrre l’ecatombe di morti prevista dai Fanatici del Lockdown. Né lo avevano fatto le altre nazioni che avevano adottato un approccio simile. Un recente studio francese sottoposto a revisione paritaria che ha preso in esame 188 Paesi, ha confermato quello che avrebbe dovuto essere ovvio fin dall’inizio:

“La severità delle misure adottate per combattere la pandemia, incluso il lockdown, non sembra correlata al tasso di mortalità.”

Poi, naturalmente, c’è stato lo studio danese RCT, che non ha riscontrato alcuna differenza statistica significativa dei tassi di infezione tra coloro che indossavano la mascherina chirurgica e quelli [del gruppo di controllo] senza mascherina.

Immaginate un po’!

Immaginate di essere tenuti agli arresti domiciliari per mesi, costretti a coprirvi le vie respiratorie con pezzi di stoffa, obbligati a cambiare modo di vita e minacciati di multe per inadempienza, e tutto questo senza il minimo effetto sui tassi di mortalità.

Immaginate che questo governo e questo parlamento impongano la chiusura completa dell’economia per mesi, creando milioni di disoccupati, distruggendo migliaia imprese, causando la peggiore recessione degli ultimi 300 anni e accumulando un futuro di debiti, povertà, problemi di salute mentale e riduzione dell’aspettativa di vita e che niente di tutto questo serva a salvare delle vite.

Immaginate di essere ancora in questa situazione, con la gente che ancora acconsente alla distruzione del proprio paese, con il governo e i media che ancora ci alimentano con menzogne e senza che si intraveda una reale e plausibile fine di questa follia.

In realtà, non c’è bisogno di immaginarlo. Anche se è così stupefacente che anche il più folle “cospirazionista” del pianeta non avrebbe potuto inventarsi una cosa del genere, è proprio l’anno che avete appena vissuto. Abbiamo perso la testa nel 2020, e la domanda più urgente è: la ritroveremo nel 2021?

Rob Slane

Fonte: theblogmire.com
Link: http://www.theblogmire.com/2020-the-year-we-lost-the-plot/
14.12.2020
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org