Washington scatenerà un attentato “false flag” per sabotare il Nord Stream?

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Mike Whitney
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“I colleghi americani al Pentagono mi hanno detto, inequivocabilmente, che gli Stati Uniti e il Regno Unito non permetteranno mai che le relazioni tra Europa ed Unione Sovietica (UE-Russia) si sviluppino a tal punto da sfidare il primato e l’egemonia politica, economica o militare degli Stati Uniti e del Regno Unito sul continente europeo. Un tale sviluppo sarà impedito con tutti i mezzi necessari, se necessario provocando una guerra in Europa centrale.” Christof Lehmann

Il 16 febbraio è arrivato e passato senza incidenti. Le informazioni diffuse dai funzionari statunitensi e dai media si sono rivelate sbagliate. La Russia non ha invaso l’Ucraina e nessuno degli infondati avvertimenti si è rivelato vero. Finora, né i media né l’amministrazione [Biden] hanno prodotto un briciolo di prova sul fatto che la Russia avesse effettivamente pianificato di invadere l’Ucraina o che la presunta invasione fosse “imminente.” L’intera faccenda potrebbe essere stata una bufala architettata da Washington per portare avanti la propria agenda regionale; non ne siamo sicuri. Quello che sappiamo, tuttavia, è che nessuno dell’amministrazione, dei media o delle agenzie di intelligence ha offerto qualche spiegazione, scusa o ritrattazione per le loro previsioni errate. Di questo possiamo essere certi al 100%.

Che conclusioni dovremmo trarne? Perché l’amministrazione ha puntato la sua credibilità su una previsione così inverosimile? E perché i media hanno partecipato allo stratagemma, quando chiaramente non avevano prove concrete per sostenere tali affermazioni? Pensavano davvero che Putin fosse così cognitivamente compromesso da ordinare alle sue truppe di entrare in Ucraina solo per seguire il folle copione di Washington?

No, naturalmente no.

Allora perché l’hanno fatto?

Forse gli avvertimenti avevano lo scopo di distogliere l’attenzione da altri avvenimenti sospetti che stanno avendo luogo in Ucraina. Per esempio, perché gli oligarchi ucraini e le élite dalle tasche profonde stanno fuggendo in massa dal Paese? Ecco la storia da 24-7 News Agency:

“Gli oligarchi e gli uomini d’affari ucraini stanno abbandonando l’Ucraina su voli charter. Secondo Ukrayinska Pravda, circa 20 charter e aerei privati sono decollati da Kiev nell’ultimo giorno.

Secondo il quotidiano, gli aerei di Rinat Akhmetov e Boris Kolesnikov sono decollati oggi dall’Ucraina… Un aereo privato per 50 persone è stato ordinato anche dal deputato del partito di opposizione Piattaforma per la Vita (OPPL), il milionario Igor Abramovich. Secondo Ukrainska Pravda, questo aereo dovrebbe evacuare i parenti dei membri del partito, insieme ai loro partner commerciali. (“Ukrainian oligarchs and businessmen are leaving Ukraine on charter flights”, 247 News)

Capito? I “pezzi grossi” stanno filandosela ora, finché c’è ancora tempo. Ma perché? Sono preoccupati per le finte legioni russe che prenderanno d’assalto Kiev o sono stati imbeccati da addetti ai lavori a conoscenza dei prossimi eventi? Quale delle due?

E perché anche quelli della CIA si stanno mettendosi in salvo proprio nello stesso momento? Sembra un po’ sospetto, non credete? Guardate questa clip da un articolo della Tass intitolato: “Gli Stati Uniti trasferiscono temporaneamente la loro stazione della CIA da Kiev“:

“Le autorità statunitensi hanno temporaneamente trasferito i dipendenti della Central Intelligence Agency (CIA) da Kiev, ha riferito martedì il New York Times citando fonti. Secondo le fonti, la stazione della CIA è stata “temporaneamente trasferita” da Kiev martedì… Sempre secondo le sue fonti, il trasferimento dei dipendenti della CIA potrebbe complicare la raccolta di informazioni sulla presunta “attività” della Russia nel Paese.”

L’articolo non spiega perché la CIA ha chiuso i suoi uffici e se n’è andata, quindi dobbiamo supporre che sanno qualcosa che tutti noi non sappiamo. Ma cosa potrebbe essere?

In genere, le persone non vengono evacuate, a meno che non siano in pericolo, giusto? Quindi, gli agenti della CIA devono essere stati informati su eventi imminenti che potrebbero mettere in pericolo le loro vite. In altre parole, la CIA e le élite economiche di Kiev si stanno dirigendo verso le uscite prima che arrivi la tempesta, il che suggerisce che sono stati avvisati da qualcuno che conosce il piano di Washington. Ma chi potrebbe essere, e come si conciliano questi strani sviluppi con il fiasco dell'”invasione russa”? C’è una connessione?

Sì, c’è, ma prima, mettiamo il meme “invasione russa” nel giusto contesto. Molti di coloro che l’avevano giustamente considerata una bufala oggi si sentono abbastanza orgogliosi di se stessi, e per un buon motivo, dopo tutto avevano ragione e i media no. Ma non dovremmo perdere di vista il quadro generale, cioè che i tamburi di guerra oggi stanno rullando forte, come prima che le previsioni si rivelassero errate. Perché?

È perché i media stanno ancora preparando il pubblico per un confronto con la Russia o per qualcosa di ancora peggio? Date un’occhiata a questo campione di titoli del mercoledì:

La Russia sta ancora ammassando truppe vicino all’Ucraina, dicono gli Stati Uniti e la NATO, Reuters

Il Segretario di Stato americano: “Nessun ritiro significativo” delle forze russe dal confine ucraino, CNN

La NATO afferma che la Russia sta aumentando il numero di truppe al confine ucraino, chiede colloqui, CNBC

La Russia sta continuando ad ammassare truppe vicino all’Ucraina, afferma il capo della NATO, WSJ

Quindi, i media stanno ancora pompando la propaganda bellica, anche se la Russia non ha mai invaso l’Ucraina. Cosa vi dice questo?
Vi dice che la crisi non è finita. Vi dice che i media stanno ancora spingendo il pubblico in una frenesia russofoba. Vi dice che lo Zio Sam ha qualcosa nascosto nella manica; un evento a sorpresa che scuoterà l’opinione pubblica e riformulerà la narrativa in modo che sia vantaggiosa per Washington e danneggi la Russia. Questo è ciò che possiamo concludere dalle notizie di mercoledì. La guerra è ancora in programma.

I lettori di questa rubrica sanno che secondo noi il vero obiettivo di Washington non è affatto l’Ucraina, ma il Nord Stream, il gasdotto che collega la Germania alla Russia. Ecco perchè questo gasdotto è così importante:

Il Nord Stream è l’infrastruttura critica che collega la potenza industriale dell’Europa (la Germania) alle vaste riserve energetiche della Russia. Il collegamento rafforza i legami commerciali e apre la strada a relazioni più calde, all’allentamento dei regolamenti transfrontalieri e ad una graduale fusione dei due continenti nella zona di libero scambio più vasta e prospera del mondo. Il Nord Stream rappresenta la componente energetica della Nuova Via della Seta cinese, che avvicinerà l’Europa all’Asia attraverso un vasto sistema ferroviario ad alta velocità che riduce i costi di spedizione, aumenta il commercio estero e sposta il centro di gravità del mondo verso est, in Asia.

In conclusione: l’emergere di una zona di libero scambio UE-Asia significa la fine dell’attuale struttura di potere globale in cui gli Stati Uniti giocano il ruolo dominante. Indica la strada verso un nuovo ordine mondiale multipolare in cui tutti gli stati sono trattati con maggiore uguaglianza e giustizia. Ma qualcuno pensa seriamente che Washington sia pronta a rinunciare al suo potere e ad accettare un posto nella famiglia delle nazioni?

No, questo non accadrà. Non senza combattere, almeno.

Basta dare un’occhiata alla contesa per il Nord Stream. Washington si era opposta al Nord Stream fin dall’inizio della sua costruzione, nel 2015, e aveva imposto sanzioni ad ogni occasione. Recentemente, tuttavia, Biden ha revocato le sanzioni perché sono assai impopolari tra il popolo tedesco che ha bisogno di una fonte di energia pulita per compensare il deficit delle centrali nucleari (dismesse). Il problema per Washington è che – a parte le sanzioni – ci sono pochi modi per impedire l’entrata in funzione del gasdotto. Ciò significa che Washington dovrà ricorrere a misure più radicali, come la coercizione, l’incitamento e gli attentati false-flag. Guardate questo estratto da un articolo di martedì sulla Tass:

“Un residente di Lugansk ha avvertito il Ministero della Sicurezza dello Stato di aver trovato un oggetto che assomigliava ad una bomba fatta in casa in un cestino della spazzatura al Parco dell’Amicizia del Popolo.

La bomba era stata realizzata con un telefono cellulare, un detonatore, due barrette di TNT del peso totale di 400 grammi e frammenti metallici per ampliarne gli effetti. Il ministero ha comunicato di avere ragione di credere che la detonazione dell’ordigno fosse stata pianificata in concomitanza di una manifestazione dedicata ai veterani, prevista per la mattinata del 15 febbraio.

Il ministero ha detto che nel tentativo di attacco potrebbero essere coinvolti gruppi sovversivi ucraini che cercano di destabilizzare la situazione nella LPR. La detonazione dell’ordigno in mezzo ad una grande folla nel centro di Lugansk avrebbe potuto causare molti feriti tra i civili, ha detto il ministero”. (LPR’s security forces foiled terrorist attack in Lugansk“, Tass)

Potrebbe un evento terroristico di queste dimensioni convincere Putin della necessità di inviare truppe per difendere l’etnia russa nell’Ucraina orientale?

Probabilmente no, ma aiuta a far capire come un attacco terroristico potrebbe essere usato per giustificare una ritorsione e forse anche una guerra. Diciamo, per esempio, che un piccolo ordigno nucleare o un’arma chimica potrebbe esplodere a Kiev uccidendo centinaia di civili e menomandone altre migliaia. Cosa accadrebbe?

Il mondo sarebbe scioccato e inorridito?

Certamente.

E i leader politici di tutto il mondo condannerebbero l’azione e giurerebbero di consegnare i colpevoli alla giustizia?

Sì, lo farebbero.

E i media alimenterebbero l’isteria pubblica e la userebbero per promuovere una risposta favorevole agli interessi delle élite?

Sì, certo.

E i membri dei servizi di sicurezza ucraini – agendo di concerto con i loro alleati delle forze dell’ordine statunitensi – arresterebbero rapidamente una piccola cellula di terroristi (presumibilmente) legati all’intelligence russa o all’esercito russo, addossando così la colpa a Putin?

In effetti, andrebbe proprio così. Questi arresti di presunti sospetti terroristi sono così comuni negli Stati Uniti che gli agenti dell’FBI disonesti hanno trasformato questo tipo di “trappola” in una forma d’arte. Non c’è motivo di credere che la pratica non possa essere esportata in Ucraina. In breve, non c’è dubbio che questi stessi “presunti Russi” sarebbero rapidamente processati e severamente puniti senza mai vedere l’interno di un tribunale.

E che effetto avrebbe questo sulla crisi in Ucraina?

Fornirebbe una giustificazione all’esercito ucraino per invadere il Donbass e spazzare via migliaia di Russi etnici che non erano in alcun modo collegati all’attentato terroristico. Questo, a sua volta, costringerebbe Putin ad inviare le sue truppe oltre il confine per porre fine ai combattimenti e ristabilire la pace. Ed è allora che Washington sconfesserebbe l’azione della Russia definendola “un’invasione.” Il che metterebbe un’ulteriore pressione sul cancelliere tedesco Olaf Scholz per indurlo ad abbandonare il progetto del gasdotto russo-tedesco e impedire il lancio del Nord Stream. Ecco come un attentato false-flag potrebbe essere utilizzato per raggiungere i propri obiettivi geopolitici. Ecco un estratto da un articolo di RT:

“Commando ucraini addestrati dalla Gran Bretagna stanno pianificando una “serie di attacchi terroristici” nel Donbass da usare come copertura per un’operazione sotto falsa bandiera. Il portavoce della milizia locale, Eduard Basurin, ha detto mercoledì che Kiev metterà in scena una provocazione per accusare la Russia di aver invaso il Paese….

Basurin, tuttavia, ha insistito sul fatto di avere “informazioni affidabili” secondo cui sei gruppi di sabotatori dell’ottavo reggimento a scopo speciale delle forze armate ucraine (VSU) sono stati addestrati da specialisti del Regno Unito e schierati vicino alla linea di contatto. I loro obiettivi includerebbero acquedotti, gasdotti e centrali elettriche.

Lo scopo della loro presunta provocazione è quello di accusare la Russia di attacchi ‘false flag’ per preparare “l’aggressione” contro l’Ucraina e creare il panico tra i residenti locali, ha aggiunto….

A dicembre, il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu aveva dichiarato che le aziende americane che impiegano mercenari avevano iniziato a spedire “componenti chimici non identificati” nelle città del Donbass in previsione di un possibile attacco…

La settimana scorsa, Washington ha accusato la Russia di pianificare un attacco “false flag” nel territorio controllato dai separatisti per poterlo utilizzare come pretesto per invadere l’Ucraina. L’accusa ha fatto eco alle affermazioni del governo ucraino ed è arrivata dopo la visita a Kiev del direttore della CIA, William Burns. La Russia l’ha respinta come infondata e ha definito “fake news” le insinuazioni statunitensi di un’invasione pianificata. (“Ukraine planning ‘false flag’ Donbass incident”, RT)

La cosa interessante di questo articolo è che tutte e tre le parti in causa si accusano a vicenda di fomentare lo stesso piano illecito. Questo suggerisce che tutti pensano che un’operazione false flag nelle circostanze attuali sia molto probabile. In altre parole, tra i principali partecipanti al conflitto la possibilità di un evento catastrofico con ingenti vittime usato come pretesto per la guerra non è più liquidata come una remota teoria della cospirazione. Al contrario, la vedono come il corso d’azione previsto. Noi siamo d’accordo con questa conclusione. Ecco di più da un articolo della PBS:

“Giovedi scorso, gli Stati Uniti hanno accusato il Cremlino di aver elaborato un complotto per fingere un attacco delle forze ucraine, che la Russia potrebbe usare come pretesto per intraprendere un’azione militare contro il suo vicino. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha detto che lo schema includeva la produzione di un cruento video propagandistico che avrebbe mostrato finte esplosioni, con cadaveri e attori che impersonavano familiari in lutto.

Il piano per il finto attacco al territorio russo o a persone di lingua russa è stato rivelato in un’intelligence declassificata condivisa con funzionari ucraini e alleati europei nei giorni scorsi. È l’ultima accusa da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, secondo cui la Russia starebbe architettando un falso pretesto per scendere in guerra contro l’Ucraina.

La Casa Bianca, a dicembre, aveva accusato la Russia di sviluppare un’operazione “false-flag” per creare il pretesto per un’invasione… Gli Stati Uniti non hanno fornito informazioni dettagliate a sostegno della scoperte dell’intelligence. (“U.S. intel suggests Russia is plotting false flag attack in Ukraine as pretext for invasion”, PBS News)

Questo è il classico caso del bue che dà del cornuto all’asino. La Russia non avrebbe nulla da guadagnare da un false-flag in Ucraina perché l’unico obiettivo della Russia è quello di spingere gli Stati Uniti ad accordi giuridicamente vincolanti per limitare l’espansione della NATO ed eliminare i siti missilistici nucleari in Romania e Polonia. Questo è quanto. Questo è tutto ciò che Putin vuole. Quindi, in che modo una provocazione aiuterebbe a raggiungere questi obiettivi?

Non aiuterebbe affatto. Gli unici che beneficierebbero di un incitamento violento sono gli Stati Uniti. Per Washington, un attentato false-flag è forse l’ultima opportunità per bloccare Nord Stream e frenare la continua erosione del proprio potere globale. Che poi una provocazione del genere sappia o no di disperazione è del tutto irrilevante. Gli Stati Uniti rimangono pienamente impegnati a fare tutto il necessario per mantenere la loro posizione dominante nell’ordine globale. Ecco come l’analista politico Christof Lehmann aveva riassunto la situazione più di dieci anni fa:

“I colleghi americani al Pentagono mi hanno detto, inequivocabilmente, che gli Stati Uniti e il Regno Unito non permetteranno mai che le relazioni tra Europa ed Unione Sovietica (UE-Russia) si sviluppino a tal punto da sfidare il primato e l’egemonia politica, economica o militare degli Stati Uniti e del Regno Unito sul continente europeo. Un tale sviluppo sarà impedito con tutti i mezzi necessari, se necessario provocando una guerra in Europa centrale.”

È tutto qui, nero su bianco. Washington non ha intenzione di rotolarsi e fare il morto, mentre nuovi centri di potere spuntano in tutto il pianeta. Questo non accadrà. Gli Stati Uniti identificheranno le nazioni che potrebbero causare loro dei problemi e faranno tutto il possibile per schiacciarle. È così che funzionano gli imperi. Non aspettano di essere buttati giù dal loro piedistallo. Prendono il toro per le corna e agiscono preventivamente. Paul Wolfowitz aveva così descritto il funzionamento della politica estera statunitense:

“Il nostro primo obiettivo è quello di prevenire il riemergere di un nuovo rivale, sia sul territorio dell’ex Unione Sovietica che altrove, che ponga una minaccia dell’ordine di quella posta in precedenza dall’Unione Sovietica. Questa è una considerazione dominante alla base della nuova strategia di difesa regionale e richiede il nostro impegno per impedire a qualsiasi potenza ostile di dominare una regione le cui risorse, sotto un controllo consolidato, sarebbero sufficienti a generare un potere globale.”

Questa è la dottrina di base che guida la politica estera degli Stati Uniti: identificare le potenziali minacce all’egemonia degli Stati Uniti e poi cancellarle senza pietà. Questo suggerisce che in Ucraina un false-flag è più che probabile, è quasi sicuro.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/will-washington-launch-a-mass-casualty-false-flag-to-sabotage-nord-stream/
17.02.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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