Home / ComeDonChisciotte / VIVERE DEL TEMPO RUBATO

VIVERE DEL TEMPO RUBATO

DI DIMITRY ORLOV
Cluborlov.com

Considerate una fiamma; ad esempio, un getto di metano immesso in una atmosfera ricca di ossigeno e dato alle fiamme. Ora provate a descrivere la forma e la struttura della
fiamma matematicamente, in maniera tale che vi permetta di predire accuratamente come queste rispondano ai cambiamenti in varie condizioni: concentrazione d’ossigeno, pressione del gas e via dicendo. Scoprirete presto che la matematica del problema può essere derivata da principi fisici basilari ma è intrattabile: ci sono equazioni che descrivono accuratamente la situazione, ma sono troppo difficili da risolvere.

Spesso la soluzione più semplice, una che sia praticabile nel caso di un getto di gas, è quella di costruire un modello fisico o un prototipo, testarlo e fare osservazioni e misure che caratterizzano il sistema. Ma cosa accade quando questo non è possibile? Allora, solitamente si procede alla costruzione di modelli computazionali che semplificano in vari modi l’applicazione delle leggi fisiche e poi si applicano soluzioni numeriche di tipo “a forza bruta” che macinano enormi quantità di numeri.

Ora consideriamo ancora la stessa fiamma, ma da una prospettiva leggermente differente: cosa sta realmente accadendo? Sì, le caratteristiche e il comportamento della fiamma sono difficili da definire esattamente e predire con grande accuratezza, ma supponiamo che voi già sappiate come appare una fiamma e vogliate solamente sapere cosa è. In questo caso le equazioni sono semplici. Primo: il metano si ossida in monossido di carbonio, idrogeno e vapore acqueo rilasciando energia (calore e luce) durante il processo:

CH4 + O2

—> CO + H2 + H2O

Poi l’idrogeno si ossida a sua volta,

rilasciando più vapore acqueo ed energia:

2 H2 + O2

—> 2 H2O

Infine, anche il monossido di carbonio

si ossida, producendo anidride carbonica e ulteriore energia:

2 CO + O2 —>

2 CO2

Questo è il tipico modo in cui

procediamo per spiegare quasi tutto quello in cui ci imbattiamo. Per

spiegare il flusso del traffico, pensiamo a come funzionano i singoli

veicoli e le interazioni tra di essi. Per capire le epidemie, pensiamo

al decorso delle malattie in singoli pazienti e alle modalità di infezione

tra paziente e paziente. Per comprendere come un impianto chimico industriale

impatti su un ecosistema, osserviamo i suoi effetti su singole cellule

all’interno di singoli organismi. Prendiamo un campione, ne studiamo

il comportamento ed estrapoliamo il risultato alla popolazione totale.

Questo approccio ci fornisce almeno l’illusione di una profondità

esplicativa e, cosa ancora più importante, ci permette di stabilire

delle relazioni causa-effetto e, basandoci su di esse, apportare modifiche

costruttive che influenzano decisamente il risultato, ad esempio imponendo

limiti di velocità sulle strade, quarantene per le persone infettate

e il rispetto di regolamenti ambientali.

Proviamo ad applicare questo stesso

approccio a un sistema veramente complesso: le economie degli Stati

Uniti e dell’Europa nello stato in cui le troviamo ora: deficit pubblici

dirompenti, livelli di indebitamento sbalorditivi, continui salvataggi

governativi e infusioni di denaro “gratuito” dalle banche centrali,

livelli senza precedenti di povertà, disoccupazione e sottooccupazione

a lungo termine e mancanza di una significativa crescita economica.

Specificamente, proviamo a caratterizzare l’effetto di continue infusioni

monetarie, piani di salvataggio e incentivi. Visto che gli economisti

di professione hanno fallito nel compito, ora i dilettanti si vedono

costretti a fare la loro parte. La classica scusa dell’economista

è che è tutto molto complicato; certo che lo è, lo è anche la fiamma

di un gas.

Tutta la moneta è debito. Viene

creata quando qualcuno prende un prestito, promettendo di ripagarlo

(con o senza interessi) con i frutti del proprio futuro lavoro. Se questa

promessa non viene mantenuta, la moneta cessa di esistere. Nel normale

corso delle cose, in questo caso il prestatore “perde” i suoi soldi.

Se il prestatore perde più soldi di quelli che ha, allora si dice che

fa bancarotta e, da un punto di vista economico, anche lui cessa di

esistere. Quello che accadde durante il collasso finanziario del 2008

è che la bolla immobiliare esplose e molti prestiti nello stesso momento

fecero una brutta fine. La risposta non fu di liquidare i prestatori

che persero più di quello che avevano, ma di sostenerli emettendo ulteriori

prestiti che non erano sostenuti da uno specifico meccanismo o dalla

minima probabilità di rimborso, ma solamente dal pensiero compulsivo

che le grandi istituzioni finanziarie non dovevano essere autorizzate

a fallire perché questo avrebbe irrimediabilmente danneggiato il sistema.

Si è ritenuto che sostenere le istituzioni finanziarie in bancarotta

emettendo moneta finta (o, più precisamente, finto debito) fosse meno

dannoso per il sistema che non fare nulla.

Questo assunto sarebbe forse stato

giustificato se le difficoltà finanziarie fossero state, come

si pensava un tempo, di natura temporanea, l’economia fosse risorta

con vigore a nuova vita e la crescita ricominciata. Ora, tre anni più

tardi, ci troviamo al punto di partenza e questa considerazione non

sembra più sostenibile. Non è chiaro il motivo per cui la crescita

dovrebbe riprendere, dal momento che numerosi fattori (fra questi l’alto

prezzo dell’energia) continuano a opprimerla. Non dovremmo scommettere

su nessuna ulteriore espansione economica, almeno non nel mondo sviluppato.

Come Richard Heindberg sostiene nel suo ultimo libro The End of Growth

(ndt “La fine della crescita”),

la crescita ha raggiunto i suoi limiti che sono sia numerosi, che insormontabili.

C’è una chiara e semplice distinzione

tra i due tipi di moneta: il denaro reale che inizia la sua esistenza

in ragione di un prestito, con una specifica e realistica promessa di

pagamento da parte di un soggetto specifico, e il denaro falso, che

inizia la sua esistenza in ragione di un miraggio di un banchiere centrale

senza che nessuno di specifico prometta di ripagarlo. Supponete che

una persona entri in una drogheria con denaro del secondo tipo nel portafogli

e che compri qualcosa. Non c’è alcuna differenza rispetto al pagare

con denaro contraffatto: il droghiere viene derubato. Ma in realtà

c’è una differenza: il denaro falso emesso ufficialmente è indistinguibile

dal denaro reale. Ma solo perché non si riesce a distinguere un falso

non significa che non si è viene raggirati. E così il denaro falso

si mescola con quello reale e si riversa nell’economia, derubando

ogni persona con cui viene in contatto, finché tutti non sono più

poveri. Dal momento che le persone povere non possono ripagare grossi

prestiti bancari, la convinzione dei banchieri privati secondo cui il

denaro falso costituisca debito sembra piuttosto ingiustificata. È

dovuto dai banchieri centrali ai banchieri centrali e sarebbe da folli

aspettarci che possa mai essere smaltito.

Sto qui usando il verbo “derubare”

senza accezioni che comportino una indignazione morale o un finto oltraggio

del tipo :“Oh, sono sconvolto! Sconvolto di scoprire che qui si

scommetta d’azzardo!” Potrei anche affermare che a volte il

furto possa essere giustificato (ci sono varianti più gentili e civilizzate

come “espropriazione” o “requisizione”). Lo sto usando perché

il trucco (pagare con il denaro falso) è ovvio e il risultato (la parte

derubata diventa più povera) è altrettanto ovvio. E quindi, che sia

nel caso del pensionato che spende il suo assegno mensile finanziato

dal deficit dell’ente previdenziale nazionale al negozio “tutto

a un euro” o in quello del banchiere che spende il bonus finanziato

dal salvataggio della banca in suntuosi regali per la sua ragazza-trofeo,

o del muratore che si beve al bar la sua paga finanziata da incentivi

straordinari per l’edilizia, qualcuno, da qualche parte, sta venendo

derubato e sta diventando sempre più povero.

Sia chiaro che non sto sostenendo che

sia giusto che le popolazioni vengano affamate, che abbandonino la birra

o nulla di simile. Un letto caldo e tre pasti al giorno per me sono

un diritto umano. Non sono interessato alla politica (né i politici

sono interessati a me). Ma sono interessato nel fare una specifica previsione:

che gli sforzi dei governi e delle banche centrali per stabilizzare

il sistema finanziario e far ripartire la crescita economica avranno

esattamente l’effetto opposto: distruggeranno in maniera più radicale

quello che stanno tentando di salvare, benché un po’ più tardi.

Stanno continuando a vivere un tempo rubato.

L’alternativa (nel caso in cui i

politicanti improvvisamente decidessero di prestare attenzione e fossero

in grado di accettare una tale soluzione radicale) è un giubileo: completa

remissione di tutti i debiti pubblici e privati e divieto di ogni attività

di rimborso, pignoramento e acquisizioni di beni a tale fine. Questo

forzerebbe un fermo completo e una ripartenza a freddo del sistema finanziario.

Ma dovrà probabilmente accadere comunque. Nel frattempo fate del vostro

meglio per evitare di venire derubati.

**********************************************

Fonte: Living on Stolen Time

01.10.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di PAOLO CASTELLETTI

Pubblicato da supervice

  • Jor-el

    be’, se ne sentono tante… Questa non è nemmeno così peggio di altre.

  • amensa

    articolo profetico, ma, credo, per la massa delle persone piuttosto oscuro, per cui provo a chiarirlo con alcune aggiunte.

    come funziona il “sistema ” monetario “fiat”?

    Tanti “tizi” chiedono dei prestiti alle banche. queste creano del denaro e glielo imprestano. i “tizi” comperano merci con tali denari e così il denaro entra nel “mercato”. Successivamente, prima della scadenza dei prestiti, ciascuno di questi Tizi, crea dei beni o dei servizi, li vende a chi possiede denaro, recupera denaro e così lo può rendere alla scadenza alla banca creditrice.

    nel mentre altri tizi chiedono prestiti, per cui è vero che il denaro recuperato dai tizi precedenti, reso alle banche, viene distrutto, ma intanto altro viene creato, dato in prestito al altri tizi, e cos’ il denaro in circolazione nel mercato non finisce.

    e non fatevi fuorviare da coloro che sostengono che il denaro per gli interessi non è stato creato. quello viene preso da quanto circola nel mercato, ma quando viene dato alla banca, NON viene distrutto, perchè non azzera alcun debito, ma dalla banca viene speso pagando i dipendenti e tutto il resto, e così torna NEL mercato.

    la cosa importante però da notare che il denaro in circolazione, e parlo di M1, esiste SOLO perchè dei tizi hanno chiesto prestiti, e, per recuperare tale denaro, creano beni reali, li vendono a chi ha denaro, e quindi possono estinguere i loro debiti. e devono creare beni reali e servizi , perchè col denaro avuto dalla banca hanno GIA’ avuto la possibilità di acquistare da altri beni reali e servizi, e quindi ne devono creare a loro volta, proprio perchè i beni reali, vengono creati, usati , e distrutti. cioè hanno una vita di pochi giorni o di secoli, ma una vita

    se nessuno chiede più prestiti, il denaro scompare, non ce n’è più nel mercato, e allora si crea la “crisi della liquidità”.

    cosa stanno facendo allora in questo che è quanto sta accadendo ora? le banche centrali comperano titoli sovrani, e si comportano a tutti gli effetti come banche commerciali che imprestano denaro a un “tizio” particolare che si chiama “stato”. Questo risolve per ora la presenza di denaro NEL mercato, ma il problema nascerà quando i titoli andranno in scadenza. quando scadeva il prestito di tizio, tizio doveva aver creato beni reali, averli venduti, e recuperato denaro, ma come farà lo stato a produrre beni reali, venderli per recuperare il denaro da rendere ?

    lo stato siamo noi popolo e quindi lo stato dovrà aver chiesto a noi di produrre beni reali, averli venduti e recuperato denaro, ma questo OLTRE QUELLO CHE GIA’ FACCIAMO PAGANDO LE TASSE PER MANTENERE QUESTO STATO.

    ecco quindi cosa sta facendo lo stato, in combutta con le banche centrali. stanno ipotecando il lavoro, la produzione di ricchezza reale che il popolo fa, per ripagare del denaro emesso oggi, ed usato dallo stato per pagare quella parte di servizi per i quali non aveva prelevato mediante tassazione sufficienti risorse.

    e questo perchè non ha tassato a sufficienza i redditi più alti, perchè quelli più bassi, e soprattutto che non possono evadere, li sta già tassando abbondantemente.

    dunque, l’unica cosa che stanno facendo è scaricare sulle future generazioni il debito attuale.

    postilla

    se è vero che un periodo di crescita è caratterizzato da presenza di molto denaro, e sua veloce circolazione, questo deve essere visto come CONSEGUENZA della crescita stessa, ma non come causa. altrimenti torniamo alla pulce che senza zampe diventa sorda !.

    la presenza di denaro è conseguenza di economia in crescita, ma non causa !!! e questo è quanto economisti, professori e premi nobel stanno confondendo.

    la crescita economica è creazione di beni reali e servizi, non creazione di denaro ! per carità del cielo, provate a capirlo una volta per tutte, e chiedete a questi governanti ottusi di capirlo a loro volta !!!

    solo un forte movimento popolare può invertire questa credenza, stupida, ottusa, maledettamente mortifera, per noi e per le future generazioni.

    grazie per l’aiuto.

  • amensa

    ps.

    la ragione per cui una economia cresce, non è data dal fatto che esiste molto denaro in circolazione, ma dal fatto che molte persone hanno idee, intraprendono iniziative per produrre beni reali e servizi, chiedono prestiti per farlo, e lo fanno

    questo è ovviamente legato alla fiducia di poter vendere quanto prodotto, legato al fatto che molte persone abbiano i mezzi per poter acquistare quanto prodotto, che molte persone abbiano un reddito sicuro e quindi chiedano a loro volta prestiti, con i quali acquistare beni reali, ma anche la capacità di restituire i debiti.

    quante di queste condizioni sono state “seccate” oggi ?

    e questo perchè si è permesso a troppe persone di requisire ricchezza, molto oltre la loro capacità di spenderla, ma a scapito di coloro che invece non ne hanno più nemmeno a sufficienza per vivere tutte le settimane del mese.

    ecco perchè dico e sostengo che occorre che lo stato requisisca una buona parte di tali ricchezze, le distribuisca a chi le spenderà subito, creando l’ambiente in cui vale la pena di investire, produrre, vendere.

    è la produzione di ricchezza reale, che fa crescere l’economia, il benessere della popolazione, e la capacità di ripagare i debiti……. non la creazione di denaro tout court. !!!! dai che non è difficile da capire !

  • maremosso

    Il problema si risolve convertendo una divisa in un’altra di minor potere d’acquisto riproporzionando la corrispondenza unitaria tra il valore di cose e attività da una parte e del denaro dall’altra. La difficoltà è che nessuno è disposto a perderci o comunque non ci si accorda sulla relativa perequazione. I commenti che attribuiscono l’origine dei guai economici globali alle presunte moderate tassazioni dei redditi alti sono errori di valutazione che commette chi è ancora posseduto da visioni cripto-comuniste della società ignorando il giudizio fallimentare che ne ha dato la storia. Semmai è proprio invogliando i ceti meno abbienti ad indebitarsi con acquisti superflui per innalzare forzatamente il loro livello di vita pur privi della necessaria solvibilità che, nell’era di Bill Clinton, la bolla dei subprime ha originato lo scardinamento del sistema finanziario. La soluzione migliore dovrebbe prevedere il varo di un processo di deglobalizzazione mondiale, frammentando in comparti nazionali o regionali le aree economiche, compartecipando con quote maggioritarie attribuite agli enti la banca preposta al controllo dell’emissione di valuta.
    Insomma il contrario di ciò che sta accadendo.

  • amensa

    la ricchezza è una grandezza relativa. Tutti fossero milionari, il pane costerebbe 1 milione a pagnotta. dimostrami il contrario e ti proponiamo al nobel per la fantasia.

    ma se la ricchezza viene accumulata nelle mani di pochi, nelle mani degli altri non resta nulla.Allora che razza di mercato hai per le merci ? chi te le compera ? con quali mezzi ?

    se finora ha funzionato questo sistema, è solo perchè una parte ricca del pianeta ha vissuto sfruttando la parte povera. oggi la cosa sta diventando sempre meno possibile e quindi la parte povera la si sta creando, abzicchè con divisione geografica, distribuita dappertutto. ma questo fatto uccide il mercato !!!!

  • amensa

    difendi pure i tuoi averi e la tua posizione. è legittimo che tu lo faccia.

    ma non cercare una giustificazione teorica che non esiste !

  • RicBo

    la ragione per cui una economia cresce, non è data dal fatto che esiste molto denaro in circolazione, ma dal fatto che molte persone hanno idee, intraprendono iniziative per produrre beni reali e servizi, chiedono prestiti per farlo, e lo fanno

    D’accordo Andrea ma se il prestito per farlo, cioè per realizzare queste idee, non ti viene concesso, si ritorna al punto di partenza. Una emissione di denaro “fiat” che possa creare ricchezza “al netto” è necessaria. Ovvero l’assunto su cui si basa questo articolo, cioè che tutto il denaro emesso sia un debito, è sbagliato.

  • RicBo

    A mio modo di vedere l’assunto su cui si basa questo articolo, cioè che tutto il denaro emesso sia un debito, è sbagliato.

  • ws

    cioe’ fammi capire. Tu auspichi che per poter pagare la pensione di chi ha gia versato quaranta anni di contributi ( che pare non ci siano piu ‘ , e chi li avra’ presi ? :-)) lo stato debba prendergli ANCHE parte dei suoi risparmi e della SUA casa ? .

    In tal caso non ti sorprende che questa sia la ricetta ANCHE di quelli che si sono fottuti i suddetti contributi ? 🙂

  • paolocastle

    Io credo che Orlov intendesse indicare la funzione originaria con cui nasce il denaro … poi, più avanti nell’articolo specifica che ora non è più così … e quindi (purtroppo) il denaro oggi assolve anche altre funzioni.

    Paolo

  • ws

    la soluzione e’ solo introdurre la moneta-lavoro al posto di questa truffaldina moneta-debito

    In soldoni un “garante” ( lo stato ) dice ai suoi ” sudditi”: voi lavorate, cioe’ PRODUCETE qualche ” bene”, e io vi daro’ dei pezzettini di carta colorata con cui potrete scambiarvi i ” beni ” tra di voi secondo un raffinato baratto chiamato “mercato”

  • Firenze137

    scusate, io sarò un ignorantone, anzi lo sono davvero, ma, alla luce di anche di quanto spiegato bene da amensa che ho analizzato con carta e penna, il denaro secondo me è deve essere solo la misura dei beni in circolazione. Da quello che scrivete qui invece il denaro o M1 “nasce” – quindi viene letteralmente alla luce – dal fatto che esso viene chiesto in prestito, sia da “tizi1” tizio2 tizio 3 che dallo Stato.

    Ma scusate, non sarebbe molto più “semplice” che il denaro fosse creato dalla Banca Centrale di un Paese come MISURA dei beni in circolazione : più beni = più banconote ; meno Beni = meno banconote. Il fatto dell’ineluttabilità che la moneta nasce e muore a seconda che colui che ha ricevuto il prestito, ce la fa o non ce la fa, a resituirlo, è una inspegabile distorsione del concetto di moneta che è un mezzo agevole di scambio dei beni.

    Come avviene nel gioco del Monopoli.
    All’inizio colui che tiene il banco distribuisce le banconote a tutti i giocatori in eguale importo. Questo perchè il gioco prevede un “bilanciamento” tra il valore totale dei beni immobiliari ( parco della vittoria, largo augusto, viale g. cesare ecc e relativi case e alberghi) e la massa monetaria globale come somma delle singole assegnazioni ad ogni giocatore. Ciò permette – come avviene nel mondo reale anche se in maniera molto semplificata – di evitare il “baratto” ed utilizzare la moneta del monopoli come bene di scambio dei beni immobiliari, mobiliari rendite ecc.
    Nel Monopoli il Bankiere non prende un foglietto ( .. oggi sarebbe più realistico dire che non scrive sull’ iPad ..) e si annota le assegnazioni ad ogni giocatore come forma di PRESTITO ( con o senza interessi) che deve essere restituito. E quindi nessun vincolo di “dipendenza” verso la BAnca del Monopoli. Questo perchè le assegnazioni iniziali non sono un “regalo” ma uno “strumento” agevole di scambio dei beni – immobiliari e mobiliari.. ) che durante il gioco avvengono in base alla casualità ed alla “competenza” di ogni giocatore.

    Io sarò arretrato e ormai diciamo pure che vivvo nel mondo delle utopie e dei sogni, ma qualcuno che ne sa più di me mi spieghi perchè il mondo finanziario non dovrebbe funzionare con il denaro NON a PRESTITO, ma come misura dei beni in circolazione. Insomma “sostanzialmente” come nel Monopoli.

    Accetto qualsiasi critica e siete autorizzati pure ad offendere ( con garbo) . Grazie.

  • marcocaccia

    Quello che andrebbe tassato maggiormente non è il reddito dei ricchi, ma il reddito derivante dal prestare il “proprio” denaro. Una volta si chiamavano usurai, ora è tutto più nobile e si parla di miglior allocazione delle risorse finanziarie e con la globalizzazione è ancora una allocazione più efficiente… A questo punto però mi domando: se in tutto il mondo si tassasse al 50% il reddito derivante dal “risparmio” (prestare il proprio denaro) non avremmo risolto parecchio? Invece abbiamo che il “risparmio” è tassato al 12,5% mentre i redditi da lavoro al 50%… ovvero tassiamo le attività produttive e detassiamo gli usurai… chi di noi non ha sognato di avere un milione di euro e di vivere di rendita? Forse ci siamo sbagliati in qualche cosa…

  • RicBo

    Magari, ma se fosse come dici tu, il capitalismo sarebbe morto da un pezzo.
    Senza la finanziarizzazione dell’economia e l’evoluzione verso una produzione non più di beni ma cognitiva ed immateriale, mai si sarebbe potuto compensare la caduta del saggio di profitto.
    Sono tutti trucchi che il capitalismo ha inventato per sopravvivere a se stesso, con l’effetto collaterale di distruggere la democrazia.

  • maremosso

    Io non difendo nessuna posizione nè giustifico teorie, mi limito a evidenziare aspetti macroscopici. Se il cosiddetto sistema capitalista fino a qualche anno fa aveva, sia pur asimmetricamente, incrementato la ricchezza anche tra i ceti meno abbienti ed ora non ci riesce più, la logica suggerisce di cercarne le ragioni innanzitutto tra gli elementi di cambiamento sopravvenuti più che tra le pieghe dei postulati fondamentali. Che cosa è successo di nuovo e nefasto? L’azione fagocitante della globalizzazione sta espropriando i beni dei paesi che consentono l’incontrollato flusso di informazioni e denaro concentrandoli nelle casse dei grandi istituti di credito mondiali, attraverso un terrorismo finanziario orchestrato politicamente e disciplinato militarmente. La forbice retributiva, oltretutto sempre meno dilatata, intercorrente tra il reddito dell’avvocato o del piccolo industriale e quella dell’impiegato o dell’operaio non hanno nessuna attinenza con la crisi attuale. In Italia poi c’è l’aggravante di 5 mln di dipendenti pubblici a bassa efficienza e 19 mln di percettori di pensione a vario titolo.
    Una marea come in Grecia.

  • maremosso

    Io non difendo nessuna posizione nè giustifico teorie, mi limito a evidenziare aspetti macroscopici. Se il cosiddetto sistema capitalista fino a qualche anno fa aveva, sia pur asimmetricamente, incrementato la ricchezza anche tra i ceti meno abbienti ed ora non ci riesce più, la logica suggerisce di cercarne le ragioni innanzitutto tra gli elementi di cambiamento sopravvenuti più che tra le pieghe dei postulati fondamentali. Che cosa è successo di nuovo e nefasto? L’azione fagocitante della globalizzazione sta espropriando i beni dei paesi che consentono l’incontrollato flusso di informazioni e denaro concentrandoli nelle casse dei grandi istituti di credito mondiali, attraverso un terrorismo finanziario orchestrato politicamente e disciplinato militarmente. La forbice retributiva, oltretutto sempre meno dilatata, intercorrente tra il reddito dell’avvocato o del piccolo industriale e quella dell’impiegato o dell’operaio non hanno nessuna attinenza con la crisi attuale. In Italia poi c’è l’aggravante di 5 mln di dipendenti pubblici con sacche di bassa efficienza e 19 mln di percettori di pensione a vario titolo. Una marea come in Grecia.

  • Conan

    Giusto, perché non ci abbiamo pensato prima, che ideona!!!
    Allora, non paghiamo più le pensioni e licenziamo tutti i dipendenti pubblici che non fanno niente e rubano lo stipendio:
    perciò chiudiamo gli ospedali, licenziamo i medici di base, medici ospedalieri, infermieri, operatori socio-sanitari, fisioterapisti, radiologi, logopedisti, etc, chiudiamo tutte le strutture sanitarie territoriali, le caserme dei carabinieri, i commissariati di polizia, i tribunali, le strutture dei vigili del fuoco, l’Anas non serve, via la protezione civile, chiudiamo tutti i musei pubblici, buttiamo fuori di casa tutti gli affittuari di case popolari e dismettiamo l’Ater (così almeno i pensionati che dovessero sopravvivere all’eliminazione delle pensioni, senza casa moriranno sicuramente…), gli altri che ho dimenticato possiamo licenziarli dopo, con comodo…