Visto l’Olanda? L’effetto Erdogan c’è stato. Ma contro Wilders

DI MARCELLO FOA

Il cuore Del Mondo

Ora si sprecano le interpretazioni sul voto in Olanda, dove il centrodestra ha vinto e il candidato antiestablishment Wilders ha ottenuto meno voti del previsto. In termini di comunicazione e di strategie elettorali, l’analisi è piuttosto semplice, benchè, a prima vista, paradossale. A favorire questo risultato è stata la crisi con il premier turco Erdogan.

Immagino la reazione del lettore: ma come? Tutti dicevano che la polemica con il governo turco avrebbe favorito Wilders… Infatti questo suggeriva il ragionamento più immediato. Della serie: la Turchia e gli islamici mostrano la loro arroganza. Dunque Wilders ha ragione, dunque gli elettori lo voteranno in massa.

E invece non funziona così. Come accennavo in un tweet qualche giorno fa, è stato il premier uscente Rutte a capitalizzare l’effetto Erdogan per due ragioni. La prima: è stato il suo governo a vietare ai ministri turchi la possibilità di fare un comizio in piazza a Rotterdam e a tenere il punto con fermezza. Il messaggio lanciato agli elettori era esplicito: vedete? Non è solo Wilders a opporsi all’Islam più estremo, quando si supera il segno ANCHE noi abbiamo gli attributi.

La seconda ragione riguarda lo spirito di un popolo. Quello olandese tende all’unione nei momenti difficili, quando c’è da fare dei sacrifici accantona le differenze. Come spiega Andrea Nicastro sul Corriere della Sera, il cosiddetto polder model ovvero la necessità di collaborare tra comunità diverse per mantenere aperti i canali di drenaggio e le pompe che impediscono al mare di riconquistare spazio. «Senza il pragmatico sforzo collettivo dei suoi abitanti, i Paesi Bassi oggi avrebbero una superficie pari alla metà di quella che hanno», ha ricordato Rutte.

E nell’impeto della polemica con Ankara molti elettori hanno privilegiato – da veri olandesi – la solidarietà con un premier che, seppur geneticamente scialbo, forse per la prima volta in vita sua ha mostrato coraggio e fermezza nel difendere i valori del Paese di fronte all’arroganza dei turchi. Dunque chi fino a una settimana fa pareva intenzionato a votare per Wilders, all’ultimo minuto ha scelto Rutte.

Tutti fenomeni, naturalmente, che i sondaggi hanno avuto difficoltà a cogliere; a conferma che, nell’epoca ell’elettore liquido e dei social media, questi non sono più gli strumenti migliori per cogliere le tendenze elettorali.

A livello globale questo risultato segna, ovviamente, una battuta d’arresto dei movimenti antiélite, dopo tre vittorie travolgenti in occasione della Brexit, dell’elezione di Trump e del successo del no al referendum costituzionale in Italia. Una battuta d’arresto, non certo la fine. Perché le ragioni che inducono milioni di elettori in tutto il mondo occidentale a cercare risposte alternative restano intatte. Quel disagio è profondo e senza soluzioni concrete esploderà di nuovo. In un’Olanda dove la disoccupazione è sotto il 5% e con un Pil al 2%, la rabbia degli elettori era evidentemente meno intensa che altrove, e la crescente popolarità di un leader come Wilders era motivata soprattutto dalla sfiducia nei confronti della Ue e dalla paura per l’immigrazione islamica.

Se non si fosse messo di mezzo Erdogan, in extremis, il risultato sarebbe stato meno confortante per l’establishment.

 

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it/

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/03/16/visto-lolanda-leffetto-erdogan-ce-stato-ma-contro-wilders/

16.03.2017

10 Commenti
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PietroGE
Utente CDC
Risposta al commento di  Davide
16 Marzo 2017 21:23

Un commento sul sostegno di Israele al movimento anti immigrati di Wilders. Io devo ancora trovare un ebreo europeo ( o anche non europeo) che sia contrario all’immigrazione in Europa. Chiedete ad esempio agli ebrei italiani : Lerner, Mieli, Mentana ecc. ecc. La stessa cosa succede in Germania e in Francia e negli altri Paesi europei. Evidentemente Israele non sostiene il partito virtuale di Wilders perchè è contro l’immigrazione in Europa (che d’altra parte è finanziata da un altro ebreo : George Soros) ma per la sua politica filo israeliana in MO. Notare infatti come Israele non vuole neanche sentir parlare della Le Pen.

cdcuser
Utente CDC
Risposta al commento di  PietroGE
17 Marzo 2017 17:07

Pietro, dimentichi il motto “divisi ma uniti verso l’obiettivo”;
Gli “ebrei” non sono un “monoblocco”.

Georgejefferson
Utente CDC
Risposta al commento di  cdcuser
17 Marzo 2017 19:43

Eppure, “uniti verso l’obiettivo” (quale obbiettivo?), che e’ uno slogan, dice proprio che le persone di cultura ebraica sono un monoblocco, quando invece ci sono seri dubbi, più seri della nuovissima idea facilona del complotto mondiale ebreo

cdcuser
Utente CDC
Risposta al commento di  Georgejefferson
17 Marzo 2017 20:34

Era una battuta, dovevo mettere una faccina, stai tranquillo George a me le “idee facilone” stanno sulle balle.

oriundo2006
Utente CDC
16 Marzo 2017 20:35

Sapete, ho una curiosita’: come e’ che contano i voti in Olanda ? Ho sentito che votano anche nei supermarket, alla stazione e cosi’ via…Non riesco a credere che tutto cio’ cio’ non possa essere manipolato facilmente…come non riesco a credere che improvvisamente gli antieuro perdano un 20/25% attribuiti loro nei sondaggi. E cmq come Davide ha postato, i partiti di governo perdono decine e decine di seggi: come e’ possibile parlare di vittoria filoeuro? Conclusione minima: si presenta anche in Olanda la possibilita’ di un esecutivo debole ed inconcludente, con la quasi certezza di un ritorno in tempi rapidi alle urne.

PietroGE
Utente CDC
16 Marzo 2017 21:42

Il risultato delle elezioni olandesi ha prodotto commenti a dir poco stupefacenti. Prendete ad esempio quello del socialdemocratico Schulz candidato a diventare cancelliere in Germania. Lui si è congratulato, pieno di soddisfazione, del risultato di queste elezioni. Ha tralasciato di notare la de facto scomparsa della socialdemocrazia olandese, un tempo grande partito di governo, che è esplosa in molte schegge clientelari, tipo i verdi. Una cosa che è sfuggita anche a Gentiloni e che è in linea con il trend che sostituisce la contrapposizione tra sovranisti e mondialisti/immigrazionisti al vecchio scontro tra destra e sinistra.
Un’altra considerazione la si deve alla figura di Wilders e al suo partito virtuale. Questo politico non si può praticamente muovere senza guardie del corpo o senza giubbotto anti proiettile perchè è stato condannato a morte da gente che viene come immigrata in Europa e pretende di avere dal Paese ospite tutti i diritti e non tollera nessuna critica.
Quanto poi sia integrata nella società ospite lo dimostra chiaramente il partito islamico DENK. Se con una affluenza al 82% Wilders riesce a guadagnare seggi vuol dire che il suo messaggio sta penetrando sempre più nella società olandese.

Cincinnato
Utente CDC
17 Marzo 2017 9:12

Di solito trovo intelligenti e acuti gli interventi di Foa. Questa volta no. Mi sembra deluso dal risultato. Quello che e’ successo in Olanda era prevedibile e qui concordo con Foa. Se non ci fosse stata la questione dei comizi probabilmente il movimento razzista avrebbe avuto una percentuale piu’ alta. Ma solo perche’ meno gente sarebbe andata a votare! Il quadro politico non sarebbe cambiato granche’, solo ci sarebbe sta la grancassa di quelli preoccupati o entusiasti per la presa dei movimenti anti euro e anti immigrati in un altro paese europeo. La sostanza e’ che per adesso rimangono una forte minoranza. La Brexit e’ un’altra cosa.

Truman
Staff CDC
17 Marzo 2017 10:15
cdcuser
Utente CDC
17 Marzo 2017 17:09