Vaccinazione avicola sperimentale contro l'Aviaria e tirannia bio-sanitaria

Vaccinazione avicola sperimentale contro l'Aviaria e tirannia bio-sanitaria



Di Leonardo Guerra per ComeDonChisciotte.org


Negli ultimi decenni l'inganno e la menzogna si sono imposti come modalità gestionali prevalenti nei nostri governi e nei politici del nostro paese.

L'atto più rivoluzionario che possiamo compiere, come cittadini, in questo contesto è quello di dire e difendere la Verità, sempre. Rimettendo al centro della nostra società l'essere umano, le sue libertà fondamentali e i suoi diritti naturali. Difendendo i bambini e le persone fragili. Ristabilendo, così, un ordine morale naturale, utile per contrastare, tutti insieme, le forze esterne, di tipo esoterico, che dirigono le correnti profonde di trasformazione della nostra società e civiltà, con cui travolgono la coscienza umana e trascinano le masse.

In questo contesto, la difesa della salute umana, l'accesso libero e incondizionato a cibo sano, naturale e all'acqua pura (https://www.lindipendente.online/2026/07/18/pfas-in-veneto-la-contaminazione-arriva-alla-filiera-alimentare/), rappresentano il baluardo fondamentale per la difesa delle libertà e dei diritti umani naturali. La volontà di questi comitati d'affari sovranazionali, che possiedono le Corporation Big Tech, di prendere il controllo della catena alimentare, dell'accesso al cibo e all'acqua, è ormai evidente e chiara (The Technocrats Want Your Water: UN's "Global Water Bankruptcy" Exposed). La sicurezza alimentare e il Principio di Precauzione devono rimanere valori dominanti, non negoziabili nei processi decisionali del nostro paese, su qualsiasi altra logica, dimensione o interesse. Il caso della vaccinazione con prodotti sperimentali negli allevamenti rappresenta un "caso si scuola" per il risveglio della Coscienza umana e il ripristino del buon senso comune

La tecnologia e la scienza sono diventate la nuova religione della società moderna, con tanto di sacerdoti e falsi profeti, e allo stesso tempo sono usate come potenti leve gestionali dalla politica per scopi immorali. Usate quasi sempre impropriamente per zittire il pensiero critico, il dissenso e piegare la volontà delle masse. Fino ad arrivare a reclutare chi, con una doppia mentalità, dovrebbe, invece, essere in prima linea, senza esitazioni, nel difendere i diritti fondamentali e naturali degli esseri umani.

Il modello dello scienziato "guru", è quello di Anthony Fauci. Il "dominus" scientifico, incontrastato, della tecnocrazia capitalista, predatoria, globale. Ha dettato legge nel settore delle malattie infettive e dei vaccini per 50 anni, fornendo copertura scientifica alle trasformazioni sociali programmate dallo stato profondo. Il suo ruolo è stato replicato in ogni paese e in ogni settore. Il complesso militar industriale negli USA ha sempre usato i soldi dei contribuenti americani (fondi USAID) per finanziare la produzione e lo sviluppo di armi biologiche, usate contro i propri cittadini. Vedasi il Sars CoV2. Armi ottenute nei loro laboratori militari secretati (120 sparsi in 30 paesi) in cui si compiono i famigerati "studi di guadagno di funzione", finalizzati ad ottenere patogeni pandemici (es Sars CoV 2, Ebola ecc). Tutsi Gabbard, ex capo dell'Intelligence USA, ha desecretato e pubblicato recentemente i relativi documenti CIA. Nel 2025, anche Elon Musk, a capo del Dipartimento dell'efficienza del governo Trump (DOGE), denunciò l'uso illegittimo dei fondi USAID per corrompere i giornalisti nell'operazione di propaganda e censura delle notizie durante il Covid.

Pochi mesi prima della pandemia Covid un gruppo di scienziati, guidati dal solito Fauci, ha discusso, apertamente in una sessione pubblica, come scardinare i processi autorizzativi in vigore per ridurre al minimo i tempi d'accesso al mercato per i vaccini.

A vantaggio dei titolari dei brevetti, fra questi il governo USA proprietario di quello del vaccino ModRNA. Risultato ottenuto aggirando l'obbligo di legge, vigente, di effettuare studi di sicurezza ed efficacia. Le agenzie regolatorie hanno indicato le condizioni e le modalità utili per dare una copertura di legalità alle loro cospirazioni. Si sono prestate ad autorizzare in "emergenza" e/o in "condizioni eccezionali" i cosiddetti nuovi vaccini genici Covid (a DNA e a RNA), senza dati completi di sicurezza e efficacia. In altre parole, hanno fornito il modo utile per aggirare il Principio di precauzione e iniettare, così, nuove tecnologie per sperimentarle direttamente sulla popolazione civile. È bastato negare l'esistenza di cure sicure, efficaci ed economiche per imporre il dominio dei cosiddetti vaccini genici "leaky" (imperfetti, vedi Prof Palamara https://youtu.be/EbBVyf7ewf0?si=f3VtWC-BVpuH2pX4), come unica opzione, per trasformarli contemporaneamente in potenti strumenti di geopolitica e lanciare, così, la prima fase del Grande reset voluto del WEF e dall'Agenda 2030.

La Pandemia è diventata una grande occasione per iniettare prodotti genici sperimentali (terapie geniche) a ben 5,5 miliardi di persone. Il Direttore Mondiale di Bayer lo ha confermato pubblicamente (https://youtu.be/sMcqYA_TUEM?si=uLudQ9w2OfQoAmsj). È bastato cambiare nome, rinominandoli: "vaccini" e "il gioco" è stato fatto. I tempi di accesso al mercato si sono così ridotti a pochi mesi contro i 10 anni medi di uno sviluppo clinico, completo.

Ma torniamo al tema dell'articolo: la vaccinazione sperimentale nel settore zootecnico. Il tutto è iniziato nell'estate del 2025 con quella obbligatoria dei bovini per la dermatite nodulare (DNI) in Sardegna, Valle d'Aosta e Francia, dove stanno partendo azioni collettive cui sarebbe opportuno unirsi. Il tutto si è tradotto in enormi abbattimenti dei capi vaccinati e la persecuzione degli allevatori esitanti.

Un sistema di tirannia bio-sanitaria (Tirannia bio-sanitaria - Leonardo Guerra) inquadrabile nella cornice internazionale dell'Accordo Pandemico OMS, del Regolamento Ue 2371/2022, sottoscritto dal governo Meloni, e in quello nazionale del Piano Strategico Operativo Nazionale 2025-2029, che lo recepisce. Un sistema che pretende di normalizzare un linguaggio emergenziale, rendendolo permanente. Per far accettare acriticamente vaccinazioni di massa ripetute (vaccinismo) che comportano il controllo delle masse. Aboliscono di fatto il Principio di precauzione, i diritti civili e naturali, le libertà fondamentali, azzerando il consenso informato, soprattutto il confronto democratico e il dissenso.

Oggi, ci occuperemo, in particolare, di quella vs l'Aviaria negli allevamenti avicoli e della recente acquisizione di documenti originali a seguito delle preziose istanze FOIA, di cui ringrazio in modo particolare la Dssa Barbara Balanzoni, la Dssa Paola Persichini (Presidente Associazione Trilly APS), ma anche tutte le altre associazioni che stanno partecipando: AMCI sez di Verona, Patto Internazionale, FISI, ecc. Non ultime le decine di migliaia di liberi cittadini, madri e padri di famiglia responsabili, che per hanno compreso la vera natura dell'operazione in corso, l'importanza, la rilevanza di quanto sta succedendo e si sono uniti a noi in questa lotta per la difesa delle libertà e dei diritti umani fondamentali.

Il quadro che emerge dall'esame documentale è ben peggiore di quello che si poteva aspettare dall'analisi preliminare di pochi documenti disponibili nel mese di febbraio. Emergono chiaramente importanti profili d'irregolarità giuridiche (amministrativo, codice degli appalti, contabile, distorsione del mercato e comunitario) che lascio trattare agli esperti. Tuttavia, molte denunce sono già state inoltrate agli enti competenti. Tralascerò anche l'analisi delle rilevanti concause strutturali che favoriscono l'insorgenza di focolai. Mi riferisco agli allevamenti intensivi. Concause strutturali che non possono essere di certo risolte e nemmeno mitigate, come si vorrebbe invece far credere, con delle vaccinazioni sperimentali, anzi.


Cominciamo e procediamo per blocchi logici.


• Aviaria: nessuna emergenza e misure consolidate di contenimento focolai

Non esiste alcuna emergenza epidemiologica.


L'Aviaria è malattia endemica nota da circa 100 anni che viene gestita da decenni, anche nella sua forma grave (HPAI). Gli eventuali focolai vengono attualmente identificati prontamente e controllati con misure efficaci, sicure, economiche e consolidate. Non esiste pertanto alcuna eccezionalità e/o emergenza. I difetti di queste misure per le Big Company sono: 1. che va bene per qualsiasi ceppo o variante di virus, 2. non sono brevettabili. Il valore assoluto di queste pratiche, migliorabili, corrisponde al fatto di non introdurre alcun rischio nella filiera, né per il patrimonio genetico della nostra zootecnica (fra i più importanti al mondo), né per gli allevatori piccoli e medi (ristorati) e tanto meno per la salute del consumatore. L'Italia, grazie a questo metodo era un "territorio indenne" da aviaria, fino al 2025, con conseguente libera circolazione ed esportazione dei nostri prodotti avicoli.

Questo è di per sé il vero punto dirimente. Per un Agenzia ministeriale e una politica che abbia come missione istituzionale prioritaria la salute animale e umana. Ci si dovrebbe fermare qui per non iniziare alcun esperimento in un processo decisionale equo e democratico, che mette al centro la sicurezza alimentare, il suo tessuto imprenditoriale e la salute umana.

La domanda che sorge spontanea è la seguente. Perché, quindi, abbandonare un metodo sicuro che salvaguarda i tre pilastri della catena di fornitura per intraprendere un salto nel buio con una biotecnologia che potrebbe modificare in modo irreversibile la qualità del patrimonio zootecnico, modificandolo geneticamente, mettere a rischio la sopravvivenza delle PMI e la salute dei consumatori?


  • L'unica, vera, "curiosità", che non può essere una coincidenza, è rappresentata dal fatto che gli studi di "guadagno di funzione" che hanno portato alla costruzione in laboratorio del ceppo H5N1 sono stati finanziati dal filantropo di Bill Gates (https://www.naturalnews.com/2024-06-25-gates-donated-millions-to-create-h5n1-mutations.html). C'è sempre il suo zampino nelle emergenze programmate e annunciate con largo anticipo. Fra queste c'è l'Aviaria. Innescare il problema secondo lo schema hegeliano: problema>reazione>soluzione, è diventato un classico per il sistema OMS/WEF/Fondazioni Gates/Governi. Colpisce, infine, che ben due vaccini genici per uso umano per l'Aviaria abbiano iniziato lo sviluppo proprio nel gennaio 2026 e stiano per completare l'iter autorizzativo in questo mese di luglio. Finanziati anche questi dallo stesso filantropo, che continua ad essere a piede libero, della rete Epstein: Bill Gates. (https://jonfleetwood.substack.com/p/moderna-begins-injecting-4000-adults).


  • A proposito di correnti profonde e malvagie....


• PMI e accesso ai ristori


I piccoli e medi allevatori sono gli ultimi custodi e garanti dell'accesso a cibo sano e naturale. Vanno difesi e sostenuti, in qualsiasi modo possibile. La politica se ne faccia carico. I ristori per gli allevatori colpiti negli ultimi 5 anni si attestano mediamente a €48 milioni/anno (Aviaria, la campagna vaccinale parte dal Veneto. Assessore Bond: Dal 2020 indennizzati agricoltori per 240.000.000 di euro - Confagricoltura Vicenza). Il reale costo d'acquisto di ogni dose non è dato sapere. Ma un vaccino genico, di ultima generazione, stessa tecnologia, per uso umano, è costato alle casse dello Stato, mediamente, €15,50 a dose. La relativa spesa stimata, usando questo elemento di costo, risulterebbe pari ad almeno €217 milioni per il 2026. E' evidente che l'operazione non è nemmeno "costo-efficace" (analisi costo efficacia economia sanitaria - Google Search), meno che non si voglia creare caos in un settore strategico e aumentare l'indebitamento del nostro paese.

I Focolai non si possono evitare con questi vaccini, anzi. I gravi limiti della biotecnologia di questi vaccini sono noti: non forniscono immunità sterilizzante.

Il mercato chiuso, imposto dal blocco dell'export dei prodotti degli allevamenti sperimentali, previsto dal dispositivo del MinSal del 05 Maggio us, rappresenta, inoltre,, un fattore di rischio molto grave per la categoria delle PMI: l'inevitabile eccesso di offerta interna, che porterà inevitabilmente ad un crollo dei prezzi d'acquisto. Competizione che le PMI non possono sicuramente affrontare e sostenere, con un alto rischio di collasso economico finanziario.

L'impossibilità oggettiva, inoltre, di distinguere tempestivamente i sintomi da vaccino da quelli di un ceppo selvaggio che può infettare un allevamento potrebbe precludere preventivamente anche l'accesso alla tutela risarcitoria degli allevatori colpiti.


Programma originale di febbraio 2026


A febbraio 2026 il governo aveva deciso e programmato di vaccinare obbligatoriamente i 200 allevamenti del Veneto, cioè in pratica la totalità degli allevamenti della regione (Aviaria, la campagna vaccinale parte dal Veneto. Assessore Bond: Dal 2020 indennizzati agricoltori per 240.000.000 di euro - Confagricoltura Vicenza), a partire da Aprile 2026. Per poi estendere subito dopo il programma a tutto il territorio nazionale. I Vaccini genici previsti dal piano sono stati autorizzati da EMA nel 2025 in "condizioni eccezionali" (sperimentali). Cioè in assenza di studi completi di sicurezza e efficacia e con un vuoto di indagini sulla bio-distribuzione di questi prodotti, di verifiche tossicologiche e di genotossicità a lungo termine, non solo sull'animale ma anche dei derivati sull'uomo.


Dispositivo MinSal del 05 maggio 2026: Progetto Pilota, sperimentale


Grazie alla azione tempestiva e congiunta di decine di migliaia di cittadini liberi e indipendenti, con l'invio di diffide con richiesta di moratoria a tappeto al MinSal, Regione Veneto e grazie al confronto aperto e diretto avuto con l'Ass Bond (Assessore alla Agricoltura, https://www.youtube.com/live/aJRGhEoHiz8?si=zIWHi6iidbthTJ1x), che ringraziamo assieme all'On Berlato, il programma originale è stato modificato. Il dispositivo del 05 Maggio, lo ha ridotto ad una "sperimentazione pilota", come definita dallo stesso MinSal. 5 sono gli allevamenti coinvolti (2 di tacchinelle nel veronese e 3 di galline ovaiole nel mantovano), invece di 200, in cui completare gli studi di "efficacia sul campo" (fonte FOIA MinSal) con i cittadini usati come cavie, ignare.

Il dispositivo del MinSal prevede all'art 1 com 6, inoltre, il divieto di export di animali vivi e dei loro derivati (carne e uova) di questi allevamenti, per il rischio elevato di Silent Shedding (diffusione silente del virus), e la non trasparenza in etichetta per il consumatore. Risulta semplicemente inaccettabile negare una corretta informazione di quanto sta accadendo ai cittadini, in particolare da parte dei canali del servizio pubblico della RAI, e la libertà di scelta al consumatore.


Retorica del governo e il vuoto di studi di tossicologici


La narrativa del MinSal, reiterata in modo ossessivo: ".... si tratta di un'operazione ordinaria...." e che i vaccini genici sperimentali sono "....sicuri e efficaci...." si è infranta inevitabilmente con i riscontri documentali forniti dallo stesso ministero, ottenuti grazie all'accesso agli atti (FOIA) inviati dalla Dssa Balanzoni e dall'Associazione Trilly, in particolare, e di altre numerose associazioni, che ringraziamo ancora una volta.

Nessun organo competente ha mai indagato la biodistribuzione e la tossicità (genotossicità, cancerogenicità, teratogenicità e proteomica) a lungo termine di questi vaccini OGM, biotecnologici. Autorizzati in "condizioni eccezionali" dalla stessa EMA che ha autorizzato, ovviamente, anche quelli Covid, anche questi privi di dati completi di sicurezza e efficacia. Di fronte alla richiesta formale di esibire gli studi sulla sicurezza molecolare e tossicologica dei tessuti edibili per l'uomo, l'IZSVe (Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie), capofila tecnico della sperimentazione, ha messo a verbale la propria totale deresponsabilizzazione, ammettendo per iscritto che «....l'Istituto non dispone della documentazione richiesta esulando dalla propria competenza.....».


Divieto di export e l'inganno in etichetta


Gli altri stati Ue, saputo del programma e dell'utilizzo di vaccini genici, hanno richiesto il divieto di export degli animali trattati nei 5 allevamenti e dei loro prodotti derivati, anche se cotti, per i noti rischi legati al "silent shedding" (diffusione silenziosa del virus), tipici di questa tecnologia genica (a DNA con vettore virale HTV), imperfetta. Si tratta di un effetto di classe di questi prodotti biotecnologici, ammessa anche dal MinSal nelle pagine FAQ. Non inducono immunità sterilizzante, infatti, non proteggono dall'infezione il capo vaccinato, né interrompono la replicazione, né la trasmissione e la circolazione del virus nell'allevamento. Attenuano la malattia mascherandola e rendendo indistinguibile l'animale infetto da quello sano con il rischio concreto di una diffusione mascherata del virus. Il metodo DIVA per i tempi e gli impatto di costi operativi che genera non risulta essere utile e praticabile.

Tale misura trasforma l'Italia in un mercato chiuso, per questi derivati. Non fa certo bene neanche all'export al resto delle produzioni non oggetto di sperimentazione. Il Regolamento (CE) 1829/2003 permette di omettere l'obbligo di un'etichettatura OGM sul prodotto finito. Questo escamotage normativo priva le famiglie del diritto fondamentale al consenso alimentare informato, trasformandoli in consumatori ignari di prodotti che i paesi esteri rifiutano di accettare e far consumare ai loro cittadini, per ragioni di sicurezza. I consumatori che fossero danneggiati dall'assunzione di cibo potenzialmente tossico non potranno essere, infine, identificati.


• Onere della prova


I dossier ufficiali richiesti dalla procedura vigente EMA utilizza gli standard di sicurezza e efficacia che sono ancora quelli dei vaccini tradizionali (es. proteici, inerti). L'animale trattato viene tenuto in osservazione e si valuta la riduzione della mortalità, i sintomi macroscopici (osservazione clinica) e il titolo anticorpale per periodi di brevi. Non considerano altro, tanto meno l'impatto sulla salute umana.

La comunità scientifica indipendente non ha a disposizione alcun dato o studio relativo alla bio-distribuzione di questi vaccini che invece sono biotecnologici (agenti autonomi) e della loro persistenza negli organi e nei tessuti dell'organismo. Nessuna indagine di: genotossicità, cancerogenicità, teratogenicità e proteomica a lungo termine sull'animale e del possibile impatto sulla salute dei consumatori. La possibilità che questa tecnologia biotecnologica produca proteine aberranti è tutt'altro che remota (microRNA-146a-5p, Neurotropic Viral Infection and Prion Disease (PrD) - PubMed ) e va indagata in modo appropriato. Non si può escludere senza prove specifiche che il problema non esista e/o che queste non siano trasmissibili agli esseri umani. Il blocco dell'Export lo conferma in modo inconfutabile. L'onere di provare la sicurezza longitudinale, completa, anche sull'uomo, a medio lungo termine di questa tecnologia vaccinale è a carico del MinSal e dev'essere dimostrata prima di immetterli in commercio. Non è a carico del cittadino "ex post", come vorrebbe far credere in modo assurdo e singolare lo stesso ente ministeriale (vedasi FQA). Il Regolamento (CE) 178/2002 lo prevede in modo esplicito.


Tecnologia dei vaccini contro l'Aviaria


Si tratta di vaccini OGM, biotecnologici, a vettore virale (herpesvirus del tacchino/HTV), uno di questo è addirittura "multilocus", cioè veicola fino a 3 geni estranei. Autorizzati da EMA nel 2025 in "condizioni eccezionali", in assenza di dati completi di sicurezza e efficacia. Nel genoma virale del HTV è stato inserito il gene per la produzione della subH5 dell'emoagglutinina dell'Aviaria (es Vectormune HVT-AIV). Una volta che il genoma virale è stato "trasfettato" (iniettato) all'interno della cellula dell'ospite dal virus vettore (herpesvirus che persiste nell'organismo dell'ospite per tutta la sua vita), la trasforma in un bioreattore (una fabbrica biologica), per un tempo indeterminato. Il genoma virale, che veicola il gene H5, migra, quindi, nel nucleo cellulare. Qui viene trascritto in uno specifico mRNA, che trasferitosi nel citoplasma viene tradotto sui ribosomi nella proteina subH5. Il processo metabolico messo in atto è autonomo e coatto, estraneo alla fisiologia dell'ospite. I cd vaccini genici sono, infatti, "agenti biotecnologici autonomi" che operano all'interno della cellula, innescando e conducendo a termine un processo estraneo, per un tempo indeterminato, che porta alla produzione coatta di una proteina estranea. Nulla a che fare con i vaccini tradizionali, inerti, che iniettano una proteina che rimane negli spazi extracellulari. L'intero allevamento vaccinato si trasforma, quindi, in un enorme bioreattore con le stesse caratteristiche. Il singolo capo può essere infettato da un ceppo selvaggio di Aviaria, mascherando i sintomi della malattia. Può diffonderlo al resto dell'allevamento in modo silente tramite tutti i fluidi biologici. Il vaccino, infatti, non fornisce immunità sterilizzante e non protegge dall'infezione il capo vaccinato. Inoltre, non blocca la replicazione del virus nel corpo, né la trasmissione e né la circolazione fra gli altri capi dell'allevamento. Prolungando in modo considerevole la persistenza del virus nell'allevamento (vedasi la Prof Palamara, sopra, riguardo i vaccini Covid). Protegge il capo vaccinato solo dalla forma grave di aviaria (HPAI) (fonte MinSal). Cioè ne maschera i sintomi e gli animali infetti diventano indistinguibili da quelli sani.

La vaccinazione di massa genera, peraltro, una inevitabile pressione selettiva sul virus dell'aviaria che di suo muta facilmente. Lo spinge a mutare ancora di più per sottrarsi agli anticorpi indotti dal vaccino (fuga immunitaria). Si crea una vera e propria "palestra selettiva" che "premia" nel tempo nuovi ceppi sfuggono al vaccino e che potenzialmente sono più virulenti, con possibili "guadagni di funzione" fino ad arrivare ad un potenziale "salto di specie".

Nel programma ministeriale il richiamo di questa vaccinazione viene poi effettuato con un vaccino proteico, tradizionale, anche questo approvato in "condizioni eccezionali", senza dati completi di sicurezza ed efficacia.


• Selezione arbitraria degli allevamenti


È prevedibile che si stiano usando fondi pubblici per questa operazione. La selezione degli allevamenti risulterebbe essere stata effettuata in modo irrituale e arbitrario (nessun bando di gara). Scelti, su base discrezionale, 2 grandi gruppi industriali proprietari dei 5 allevamenti, integrati verticalmente. (Fonte FOIA MinSal ).

Proprio quel tipo di azienda multinazionale che non ha difficoltà e non disdegnano, certo, la competizione sul prezzo a discapito delle PMI, mettendole in gravissima difficoltà.


• Attivazione dei Sindaci


Senza documentazione rigorosamente validata scientificamente e firmata, che escluda la presenza di proteine aberranti e/o alterazioni genetiche e epigenetiche nei tessuti animali per alimentazione umana (Principio di precauzione Art 7 Reg CE 178/2022), i Sindaci, in funzione e per la missione attribuita dal loro ruolo istituzionale di garanti della salute pubblica, sono richiesti di emettere urgentemente ordinanze tramite cui escludere, in via cautelativa e temporanea, tutte le filiere non tracciate e/o prive di garanzie di sicurezza dalla fornitura delle mense scolastiche, ospedaliere e socio-assistenziali del Comune. Questa la comunicazione che stiamo inviando loro.


• Conclusioni e soluzioni


Ad oggi nessun documento di analisi della sicurezza longitudinale esiste. Pertanto, nessun tavolo di confronto tecnico può dichiarare il caso chiuso o derubricare i rischi a "falso allarmismo" finché le istituzioni non avranno prodotto i documenti di sicurezza alimentare completi. Tanto meno rendere trasparente l'etichetta rappresenta una soluzione.

Sono partite numerose denunce verso le autorità competenti. Il Governo farebbe cosa buona e giusta se decidesse d'interrompere subito tale improvvida sperimentazione sui cittadini italiani, ignari. Il ritiro di questi derivati non ancora consumati e commercializzati, mandandoli all'inceneritore assieme ai capi già vaccinati e compromessi è doveroso. Sono, invece, da richiamare tutti quei prodotti che sono già stati distribuiti fino al singolo punto vendita e tracciati dove sono stati consumati (uova e carne).

La sicurezza alimentare, la salute umana e il principio di Precauzione sono valori dominanti su qualsiasi altra logica o dimensione (inclusi i profitti delle multinazionali) e non sono negoziabili. Il servizio pubblico informi correttamente i cittadini e anche gli operatori che, non informati, utilizzano questi derivati nelle loro produzioni alimentari.

Si avvicinano a grandi passi, nel frattempo le elezioni politiche del '27 e i cittadini consapevoli e responsabili sapranno tener conto degli sviluppi della situazione nelle prossime settimane.


Di Leonardo Guerra per ComeDonChisciotte.org

20.07.2026

Leonardo Guerra

TELEGRAM - https://t.me/nova_civitas - BLOG - www.leonardoguerra.eu

Biologo molecolare con un percorso professionale nel settore delle biotecnologie e della ricerca sulle malattie genetiche. Senior Scientist nella gestione di progetti europei di ricerca sulle malattie infettive. Dirigente nei rapporti con Regioni e aziende sanitarie, occupandosi di processi organizzativi del Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2010 ha fondato la startup biotech RARESPLICE S.r.l., dedicata alla ricerca di terapie geniche per malattie rare, contribuendo allo sviluppo di brevetti nel campo della terapia genica per alcune patologie, tra cui l’Atrofia muscolare spinale. Saggista, divulgatore e analista indipendente, si occupa di geopolitica, trasformazioni sociali e rapporto tra tecnologia, potere e coscienza. Da anni approfondisce i temi legati all’evoluzione dei sistemi di controllo, all’impatto dell’intelligenza artificiale e ai processi di digitalizzazione che stanno ridefinendo le società contemporanee. Attraverso la sua attività di ricerca e divulgazione propone una riflessione critica sulle implicazioni etiche, politiche e culturali delle nuove tecnologie, interrogandosi sul futuro delle democrazie occidentali e sul ruolo dell’individuo nell’era della sorveglianza digitale.

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