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UNA CONNESSIONE TRA MIR-HOSSEIN MOUSAVI E L'“IRANGATE”?

DI REZA FIYOUZAT
Revolutionary Flowerpot Society

Che cosa hanno in comune Michael Ledeen (il ‘neoconservatore’ americano), Mir-Hossein Mousavi (il candidato iraniano alla presidenza del ‘cambiamento’) e Adnan Khashoggi (il ricco membro del jetset dell’Arabia Saudita)?

Sono tutti buoni amici e soci di Manuchehr Ghorbanifar (un mercante di armi iraniano, un presunto doppio agente del MOSSAD nonché figura chiave del caso Irangate, ovvero gli accordi di ‘armi in cambio di ostaggi’ tra l’Iran e l’amministrazione di Reagan). In uno o due, al massimo tre gradi di separazione, queste persone frequentavano gli stessi circoli e molto probabilmente hanno partecipato agli stessi brindisi.

Si trovano tutti i generi di informazioni banali su Ghorbanifar nel “Walsh Report on the Contra/Iran affair” [il rapporto finale su Irangate di Lawrence E. Walsh ndt]. Al capitolo 8, ad esempio apprendiamo quanto segue:

Nella foto: Mir Hossein Mousavi in mezzo ai suoi sostenitori durante le recenti proteste (foto ANSA).


“Ghorbanifar, un esiliato iraniano ed ex informatore della CIA che era stato screditato dall’agenzia come un fabbricatore, era una delle forze motrici dietro queste proposte [l’accordo armi in cambio di ostaggi];”oppure “Ghorbanifar, come intermediario per l’Iran, ha preso in prestito i fondi per il pagamento delle armi da Khashoggi, che ha prestato milioni di dollari a Ghorbanifar con un ‘finanziamento-ponte’ per gli accordi. Ghorbanifar ha rimborsato Khashoggi con il 20% di commissione dopo essere stato pagato dagli Iraniani,” (vedi: http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_08.html).

Segue un estratto da un articolo della rivista Time magazine che mostra la cerchia di soci di Ghorbanifar; proviene da una storia di copertina del 1987 (“The Murky World of Weapons Dealers”; 19 gennaio 1987):

“Secondo quanto da lui stesso detto, [Ghorbanifar] era un rifugiato del governo rivoluzionario di Ayatollah Ruhollah Khomeini, che confiscò la sua attività in Iran, tuttavia in seguito divenne un fidato amico e consigliere di Mir Hussein Mousavi, primo ministro durante il governo di Khomeini. Alcuni ufficiali americani che hanno trattato con Ghorbanifar lo lodano senza riserve. Michael Ledeen, consigliere del Pentagono sul contro-terrorismo ha detto: “[Ghorbanifar] è una delle persone più oneste, istruite e giuste che abbia mai conosciuto”. Altri lo definiscono un bugiardo che, come si suol dire, non saprebbe dire la verità sugli abiti che indossa”, (enfasi aggiunta).


[Il falco neocon M. Ledeen (sinistra) e il mercante d’armi Manuchehr Ghorbanifar (destra).]

Questo secondo estratto è preso dal capitolo 1 del rapporto Walsh su Irangate: (http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_01.html)


“Il 25 novembre 1985 o intorno a tale data, Ledeen ricevette una frenetica telefonata di Ghorbanifar, che gli chiedeva di riferire un messaggio da parte di [Mir-Hossein Mousavi] , primo ministro dell’Iran, al presidente Reagan riguardo alla spedizione del tipo sbagliato di missili HAWKs. Ledeen ha detto che il messaggio essenzialmente era “abbiamo fatto la nostra parte dell’affare, e adesso eccovi a mentirci e imbrogliarci e a raggirarci e fareste meglio a correggere la situazione immediatamente”.

[…]

“All’inizio di maggio North[1] e il beneficiario della CIA George Cave si sono incontrati con Ghorbanifar e Nir[2] a Londra, dove sono state gettate le basi per un incontro tra McFarlane e gli ufficiali iraniani ad alti livelli, oltre che gli accordi finanziari per l’affare delle armi. Tra gli ufficiali che Ghorbanifar disse che avrebbero incontrato una delegazione americana c’erano il presidente e il primo ministro [Mousavi] dell’Iran e il portavoce del parlamento iraniano,” (enfasi aggiunta).


[Copertina di Time con la foto del Colonnello Oliver North durante una testimonianza al Congresso sullo scandalo Iran Contra (o “Irangate”). North fu uno dei militari più coinvolti nel traffico di armi verso l’Iran volto a ottenere il rilascio degli ostaggi americani e fondi neri con cui finanziare la guerriglia dei contras in Nicaragua.]

E per ricordare come Michael Ledeen sia stato coinvolto nell’affare Irangate nel 1985, ecco un estratto dal capitolo 15 del rapporto Walsh (http://www.fas.org/irp/offdocs/walsh/chap_15.html):

“[McFarlane] ha autorizzato Michael A. Ledeen, un consulente part-time del NSC[3] sull’antiterrorismo, a chiedere al primo ministro israeliano Shimon Peres di indagare su una relazione secondo cui gli Israeliani avevano accesso a buone fonti sull’Iran. Entro l’inizio dell’agosto del 1985 i discorsi di Ledeen avevano portato ad un approccio diretto degli ufficiali israeliani verso McFarlane, per ottenere l’approvazione del presidente Reagan per la spedizione in Iran di missili TOW forniti dagli USA, in cambio del rilascio degli ostaggi americani a Beirut. McFarlane disse che aveva informato sulla proposta il presidente Reagan, Schultz, Weinberger, Casey e forse il vicepresidente tra il luglio e l’agosto 1985. McFarlane disse che Casey aveva raccomandato che il Congresso non fosse informato della vendita di armi”.

Ecco qui. Ora, non sono un giornalista investigativo, quindi lascerò che siano i professionisti a scavare di più su questa faccenda.

Ma devo chiedermi ad alta voce: visto che non possiamo ignorare le sue credenziali di ‘neoconservatore’, e visto che Michael Ledeen ha mantenuto le sue ottime relazioni con Ghorbanifar, (che per lo meno era) un buon amico di Mir-Hossein Mousavi (il ‘candidato del cambiamento’ alle elezioni presidenziali iraniane); e dato il sostegno che la candidatura di Mousavi riceve dai ‘moderati’ americani, forse questo genere di ‘cambiamento’ è il ‘cambiamento di regime’ che gli Americani hanno in mente per l’Iran?

NOTE DEL TRADUTTORE

[1] Il colonnello Oliver North

[2] Amiran Nir consigliere di Peres

[3] Il National Security Council

Titolo originale: “Mir-Hossein Mousavi’s Iran/Contra Connection?

Fonte: http://revolutionaryflowerpot.blogspot.com
Link
08.06.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Pubblicato da Das schloss

10 Commenti

  1. Avevo detto che non sarei mai più intervenuta qua sopra e in futuro giuro che manterrò la promessa, ma qui si tratta della difesa (preventiva) di un amico, di cui avevo più volte invitato a leggere quello che scriveva . Questo articolo è stato scritto prima delle elezioni, e – chiunque può controllare sul suo blog gli altri pezzi – Reza non intendeva affatto dire che Mousavi è un quisling USisraeliano o Dio sa cosa, ma semplicemente che gli USA preferivano il loro vecchio complice nell’iran-contras. Reza è un comunista, oppositore della teocrazia (e quindi sia di Ahmadinejad che di Mousavi), e attualmente sostiene non solo che i risultati sono stati truccati, ma che è in atto un vero e proprio colpo di stato interno alla teocrazia. E anche se certo non appoggia mousavi, appoggia però le proteste. Il link al suo sito c’è e chiunque lo può controllare. Tanto dovevo a un amico e a uno dei migliori analisti della situazione iraniana, che non vorrei vedere confuso nei commenti con i freda, gli ancona e variegata compagnia, perchè davvero non lo merita.

  2. Ringrazio pubblicamente Comedonchisciotte.org per lo spazio offerto ad una informazione alternativa e documentata, non obnubilata dalla banale political correctness di massa che ha ormai invaso tutti i mezzi di comunicazione. Qualche giorno fa, al nascere della ripugnante manipolazione mediatica ho ripreso un libro di Scott Ritter “Target Iran”, che acquistai in Canada a dicembre del 2007 e che descrive perfettamente i tentativi di infiltrazione dell’intelligence US in Iran per indebolire o rovesciare il regime teocratico e soprattutto la leadership di Ahmadinejad.
    Le conclusioni di quel libro sembrano preludere agli esiti futuri della nazione iraniana. Non solo l’autore prevedeva una guerra contro l’Iran sponsorizzata da Israele, ma vedeva in ciò un “sintomo del più vasto declino della nazione americana”. Augurandoci che ciò venga evitato sino all’ultimo momento, possiamo solo prospettarci due possibilità: o che la “rivoluzione verde” abbia successo, oppure che – cosa più probabile – Ahmadinejad non venga affatto colpito dagli eventi. Tuttavia la sua immagine sarà così definitivamente compromessa dinanzi alla “comunità internazionale” da consentire agli israeloamericani di bombardare l’Iran apparendo come i “liberatori” del popolo persiano dal tiranno antisemita.

    Eppure sappiamo bene che la verità non è questa. Ricordo ancora che appena Ahmadinejad tornò da Ginevra ad aprile (dove gli utili idioti euroamericani guidati dallo stesso Eli Wiesel che ha accompagnato Obama a Birkenau, si alzarono indignati e andarono via) al suo rientro in patria il Presidente venne accolto come un eroe! (1) I sondaggi lo davano al 60%!!! (2) E infatti ha vito con il 60% delle preferenze.

    Certo tutto il mondo vorrebbe scongiurare il conflitto che Israele è pronto ad attuare. Questo conflitto che fonti affidabili mi danno per certo entro ottobre 2009 sconvolgerà l’intero pianeta. Ma la colpa non è di Ahmadinejad, bensì proprio di Israele e delle sue manie persecutorie.

    Forse perchè mi occupo di energia ho sempre creduto che il progetto nucleare iraniano fosse un’idea geniale. Chi conosce lo stato delle economie fondate sul petrolio sa che sono sterili, improduttive e dominate dalla corruzione e dalla crescita esponenziale dell’inflazione dovuta ai grossi introiti di contante. Ahmadinejad invece ha innanzitutto tentato di aprire una borsa petrolifera con transazioni in euro (3) e non in dollari (primo elemento chiave). Poi ha lanciato il progetto nucleare. Chiunque non sia reso miope dalla propaganda israeliana dovrebbe apprezzare questo sforzo. Quando e se il petrolio finirà fra 20-30 anni in Iran, l’economia del paese potrebbe essere annientata completamente. Invece investendo in nucleare non solo c’è la garanzia di una risorsa energetica alternativa ed indipendente che consentirà alle aziende dell’Iran di avere costi dell’elettricità molto ridotti e competitivi (ricordo che le economie industrializzate occidentali possono permettersi gli incentivi per le rinnovabili). Inoltre quando anche altre nazioni dell’area avranno terminato il petrolio l’Iran potrà esportare elettricità prodotta col nucleare e fornire tecnologie di filiera ai paesi più arretrati dell’area.

    Ora, l’Iran ha aderito al trattato di non proliferazione, ma Israele no! Israele ha almeno 400 bombe atomiche stimate, possiede sommergibili per la risposta nucleare, e adesso si permette anche di rivendicare il diritto ad uno “stato ebraico” (un unicum razzista nella storia delle nazioni democratiche moderne) e la smilitarizzazione dei Palestinesi per voce del Primo Ministro Netanyahu. Cito da “L’atomica europea” di Paolo Cacace e Sergio Romano, a pag.179: “tra gli Stati nucleari non dichiarati ma certamente in possesso di armi atomiche, il primato spetta senza dubbio a Israele. Non si sa con esattezza di quante testate nucleari disponga attualmente lo stato ebraico. Una stima prudenziale gliene attribuisce 200; ma la rivista specializzata ‘Jane’s’ raddoppia il numero: l’arsenale di Israele potrebbe contare su 400 testate atomiche per una potenza complessiva di 50 megatoni, comprendente armi tattiche e armi termonucleari. I vettori sono i cacciabombardieri F-15 e F-16 forniti dagli Stati Uniti. Inoltre, i generali israeliani possono contare su una cinquantina di missili balistici Gerico II, sistemati su rampe di lancio mobili. Altri missili sono dislocati sui sottomarini della classe Dolphin, Leviathan e Tekuma, costruiti nei cantieri tedeschi di Kiel con il finanziamento di Germania e Stati Uniti. Gli Israeliani li hanno armati con missili da crociera.”
    A questo punto mi domando se non siamo tutti vittime di una allucinazione collettiva?

    Quanto alla violenza a Teheran, le tecniche di guerriglia sono le stesse adoperate in Grecia a dicembre. Sistemi per destabilizzare le nazioni già adottati in terra ellenica per far crollare il partito e l’esecutivo filorusso di Nea Democratia. In Grecia questi scontri erano gestiti e organizzati tramite Indymedia, finanziata tra l’altro da George Soros. Ora mi pongo una domanda: perchè nel febbraio 2008 l’Intelligence Iraniana ha prodotto un video (4) – anche un po’ ridicolo – in cui si vedono Soros, McCain ed altri influenti “cospiratori” riuniti alla Casa Bianca e pronti ad escogitare una “rivoluzione culturale” in Iran? Il video tradotto da Memri lo si trova su You tube. Certo il finale è inquietante perchè praticamente esorta le famiglie a controllare i figli attratti dall’occidente e pronti a tradire la patria. Eppure la battaglia culturale dell’Iran per il non allineamento alle logiche dell’occidente ha un suo senso. E’ una resistenza strenua che va guardata con ammirazione ed anche compresa. Basta leggere i discorsi di Ahmadinejad per capirlo. Noi occidentali siamo sempre pronti a fare la morale ai popoli che abbiamo colonizzato (pensate alla Persia sfruttata da Churchill per il petrolio alle soglie della Prima Guerra Mondiale). Eppure quante colpe morali e materiali abbiamo sulla nostra coscienza. E quanti disastri abbiamo prodotto e continuiamo a produrre nel nome del progresso e dei diritti che hanno creato una società di alienati mentali. Oggi si tenta di imporre in Iran una “rivoluzione verde”, replica della “rivoluzione arancione” ucraina e delle varie “rivoluzioni” culturali regionali fomentate e ben orchestrate dagli Stati Uniti e dai loro agenti. E’ quindi evidente che il giudizio dei media occidentali sui fatti di questi giorni è letteralmente ipocrita e colpevolmente mistificatore!

    Francesco Colafemmina
    16.06.2009

    Note

    1) http://www.agenziami.it/articolo/3474/Onu+riprende+la+conferenza+Ahmadinejad+accolto+in+patria+come+un+eroe

    2) http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=36924&Cat=1&I=null&
    IdTipo=0&TitoloBlocco=Esteri&Codi_Cate_Arti=16
    3) http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17238
    4) http://www.youtube.com/watch?v=lL9MaZQORfI

  3. Tutte le tesi e le ipotesi in questo sito( come nel resto in occidente e non) sulla situazione iraniana, posono essere valide e non valide, possono toccare parte della realtà iraniana o essere anche lontano, che più lontano non si può, da quella realtà che è e resta spesso sconosciuto agli analisti di politica internazionale.

    Sinceramente sono il primo a non volere essere confuso con un’altro e non credo che ai frequentatori di questo sito serva il consiglio della Nonna Paola (la Pisi) per chiarire la cosa.

    Io in questi giorni sono più presente rispetto a altri tempi perché, naturalmente se la nonna Paola permette, l’Iran è il mio paese di origine e credo che molte sono le cose che posso conoscere, mentre la visione di gran parte della gente in occidente sull’Iran, potrà essere offuscata, o dalle tesi confuso tipo quelle della nonna Paola, o dalle tesi di gente iraniana schierata con qualche parte, o da semplici disinformatori sionisti che sono sempre presenti in tutti i siti dove viene messa in discussione qualche impostazione sionista sulle cose di questo mondo.

    Ci sono poi molti frequentatori che, con palese onestà intellettuale, esprimono le loro opinioni in base alle loro conoscenze e capita spesso che qualcuno di questi, attraverso i link presentati nei commenti, offre nuove fonti e nuovi argomenti che possono solo arricchire le discussioni.

    Io, nel mio piccolo( e sempre se la nonna Paola permette), sto esprimendo la mia opinione sulla facenda elettorale e cerco di offrire notizie fresche dall’Iran, e non dai link, siti, libri, articoli o cose varie pescate qua e là, ma non in Iran, come fa ed incorraggia di fare, la nonna Paola.

    A mio avviso, e lo ripeto ancora, in Iran è in atto’ la resa dei conti tra le due ali del Sciismo contemporaneo e credo che molte cose nel mondo dipenderanno dalla vittoria dell’una o dell’altra ala.

    Non si tratta di decidere per o contro la guerra che l’ideologia undicisettembrina dell’impero ha imposto all’umanità, poiché il Sciismo rispetta il dettame coranico secondo cui la guerra è permessa solamente se è difensiva ed è per questo che l’Iran si è preparato a reagire fortemente nel caso di un attacco,mentre qualsiasi suo coinvolgimento dirette in Iraq e in Afghanistan , in questi anni, avrebbe causato ulteriori e seri guai agli yankees.

    Si tratta quindi di scegliere il modo di stare al mondo, scegliendo il riformismo seguendo gli insegnamenti degli Imam, o scegliendo la linea post 11 settembrina del Sciismo radicale di cui Ahmadinejad è rappresentante.

    E’ anche il momento della verità per la Rivoluzione iraniana,è il momento di scegliere la rotta per condurre il Sciismo verso il suo appuntamento con il futuro e quindi, gli iraniani sono andati al voto per scegliere l’esecutivo al quale lasciare in custodia tale compito per i prossimi 4 anni che saranno tra i più importanti e delicati della storia del dopo guerra .

    E’ successo che , come è stato sottolineato da Ayatollah Makarem shirazi nella sua lettera aperta di ieri agli iraniani , “la sorte di molte cose importanti in medioriente e nel mondo dipende dal risultato di queste elezioni e dunque “la politica dell’esecutivo iraniano nei prossimi anni ha la capacità di determinare le sorti, non solo dell’Iran, ma di numerosi fattori a cui pende la sorte di molti Popoli e paesi

    Resta il fatto che in un scenario del genere e dopo una delle elezioni più spettacolari dei nostri tempi dove ben 85% della Popolazione di uno stato sovrano sono andati al voto, una parte che ora risulta perdente accusa la parte vincitore di brogli elettorali chiede; la verifica dei voti e nel caso di attestazione di brogli, l’annullamento delle elezioni e la loro ripetizione.

    E’ inutile che si perde tempo dietro a delle argomentazioni che possono solo presentare ciò che finora è stato presentato anche su questo sito e credo che la cosa più utile sarà quella di analizzare i fatti attuali e ipotizzare su come andrà a finire ma sembra che questo lato non interessa a nessuno.

  4. Valutando le dichiarazioni delle ultime ore rilasciate da parte di numerosi Ayatollah,i quali(e questa cosa è importantisima)non si sono ancora congratulati con Ahmadinejad per la sua “vitoria” , posso essere certo che i brogli ci sono stati.
    Mirhossein Mussavi oggi pomeriggio ha pubblicato il comunicato n.4con cui accusa i sostnitori di Ahmadinejad e alcuni apparati governativi di essere i responsabili delle azioni che gli infiltrati compiono per distruggere l’immagine e carattereNON VIOLENTO delle manfestazioni da parte di milioni di cittadini iraniani per i brogli elettorali di cui >b>ORA VENGONO ACCUSATI AHMADINEJAD E KHAMENEI
    In questo preciso momento diverse centinaie di migliaie di manifestanti stanno percorrendo le strade di Tehran in silenzio,per dimostrare ancora una volta il carattere NON VIOLENTO del moveimento che ora viene chiamato ANTI FASCISTAe per domani i cittadini sono stati chiamati a manifestare,vestiti di nero, per partecipare al lutto delle famiglie dei 7 manifestanti uccisi ieri.
    Il comunicato di mussavi finisce cosi; NOI NON MOLLIAMO E FINO AL RAGGIUNGIMENTO DEL NOSTRO OBIETTIVO CHE E’ L’ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI RECENTI,LE MANIFESTAZIONI CONTINUERANNO IN TUTTO IL PAESE.

    Il candidato Mohsen Rezai oggi ha creato un “call centre” telefonico/fax e per internet,chiedendo a tutti quelli che lo hanno votato di fornire nome, cognome e numero della carta d’identità, per verificare unilateralmente il numero dei propri voti e nello stesso tempo ha chiesto al Ministero degli interni di fornire i dati di ogni singolo seggio e le schede di voto a lui dato.
    Secondo i dati generali del ministero Rezai avrebbe avuto 643 mila voti, ma in questo momento gli iraniani che hanno chiamato il suo call centre superano un milione e due quindi, almeno e fino a quest’ora,il doppio dei voti che il ministro del governo di Ahmadinejad li avrebbe riconosciuto.
    Sembra che anche gli altri candidati(Mussavi e Karrubi)da domani adottino lo stesso meccanismo per dimostrare ciò che il governo non potrà mai dimostrare per Ahmadinejad.

  5. Forse è meglio che spiego come intendono smascherare Ahmadinejad e Khamenei !?!
    Mohtashamipuor ha dichiarato (dati in mano) che secondo i numeri forniti dal ministero, per il voto di Ahmadinejad in ben 70 seggi, devono essere andati a votare il 140% di aventi diritto con la scheda elettorale ritirato, altrimenti, proprio per il numero di voti di Ahmadinejad dichiarato dal ministero in ognuno di questi seggi,non bastava nemmeno che Ahmadinejad fosse l’unico candidato!
    Ciò vuol dire che ben intenzionati di superare,o far sembrare tale,i voti di Ahmadinejad(24 milioni),rispetto a quella storica di Khatami(20 milioni), li ha fatto dimenticare che la matematica non è un’opinione.
    Inoltre,in base a questidati, ci sarebbe un numero di schede a cui corrisponde una matrice con nome,cognome e numero della carta d’identità del elettore e un alto numero di schede a cui,nella matrice,non corrisponde nessun dato dell’elettore perché sé le sono stampati e riempiti a nome di Ahmadienjad e buttati nel seggio senza che sulla matrice ci siano i dati di un elettore e,per quanto lo hanno fatto grosso,è impossibile ora riempire quelle matrici con circa 11 milioni di dati veri ai quali devono corrispondere persone fisiche .

    Personalmente credo che ora molti diranno “oh, guarda che popolo di coglioni,e ora chi tiene testa ai sionisti”, ma con orgoglio posso garantire che il Popolo iraniano è più inetelligente di quanto pensate, perché ha capito in tempo che partecipare alle tensioni internazionali fa gioco proprio dei sionisti ed ha votato Mussavi, solo che Khameni e Ahmadinejad ,in extremis, hanno deciso per cambiare a tavolino i risultati delle elezioni perché la volontà del Popolo iraniano non esprimeva la loro linea politica .

    Voglio proprio vedere voi altri lottare per le vostre libertà democratiche dove le garanzie democratiche sono minime,giovani e ancora fragili, e dove si spara con armi vere sui manifestanti.

  6. Tao, che sia in un modo che sia in un altro, chi decide, fa vedere le cose come sembrano a loro.
    Mettimi qualsiasi profilo di come sono le cose o non sono, e chi ha e puo’ fare qualcosa,
    le defila come vuole, e sono cosi, alla fine.
    Alla fine, si mastichera’ sempre amaro.

  7. …………………. ecco perche’ rivincite di brogli, sobbugli, insurrezioni.
    E’ un pro usa.
    ( 17sima tesi dell’ insieme)
    (pur rimanendo quello che e’ stato scritto)

  8. Queste elezioni sembrano sempre più una resa dei conti, non è una novità. Tuttavia, ancor prima dell’Irangate, bisognerebbe investigare sulla Rivoluzione del 1978-9, quando l’ala teocratica del variegato movimento anti-Scià prese il potere neutralizzando tutti gli oppositori (il Tudeh in primis).
    Gli USA (per lo meno l’ala guerrafondaia che faceva capo a Bush sr. e soci, già operanti in Vietnam, Laos etc etc) colse un’ottima occasione per arricchirsi e demolire la credibilità di Carter (con la crisi degli ostaggi)…
    Sulla querelle del nucleare bisognerebbe comunque dire che lo Scià aveva iniziato a pensarci molto seriamente, contattando vari fornitori…

  9. ma la cosa è semplicissma……….
    gli altri paesi si facessero i c…..i propri e non sindacare negli affari altrui!!!!

  10. INTERVISTA AHMADINEJAD TRADUZIONE AUDIO IN ITALIANO—————————————————————————————
    http://www.youtube.com/watch?v=VFT_hvi5Qc8&feature=channel