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UN POGROM ANTIPALESTINESE A HEBRON

A CURA DI ISLAMONLINE.NET

Un’innocente donna palestinese urlava per chiedere aiuto mentre dei coloni mascherati circondavano la sua famiglia cercando di linciarli.

“È un pogrom nel senso peggiore della parola”, ha scritto venerdì cinque dicembre su Haartez lo scrittore israeliano veterano Avi Issacharoff.

Issacharoff si è unito ad un gruppo di giornalisti nel coprire gli assalti dei coloni israeliani su un’innocente famiglia palestinese nella città Cisgiordana di Al-Khalil (Hebron) dopo che questi erano stati sfrattati dalla casa di proprietà della famiglia.

Un gruppo di coloni mascherati ha circondato quasi 20 membri della famiglia Abu Sa’afan, soprattutto donne e bambini, cercando di linciarli.

Come prima cosa dei coloni hanno appiccato fuoco al loro lavatoio e hanno cercato di incendiare una delle stanze della casa.

“Piovevano urla, proprio come grandinavano le pietre che gli uomini mascherati lanciavano verso la famiglia Abu Sa’afan all’interno della casa” dice Issacharoff.

I coloni hanno sparato ferendo tre palestinesi e incendiato un certo numero di case, campi e macchine palestinesi.

A seguire: “Jim Crow è vivo e vegeto, a Hebron”, di Joel Gulledge (Electronic Intifada).Issacharoff ha cercato invano l’aiuto dei soldati perché intervenissero per fermare gli assalti dei coloni.

“Chiamiamo le guardie di sicurezza di Kiryat Arba per intervenire e porre fine al linciaggio”, ha detto.

“Ma essi hanno circondato la casa per impedire l’arrivo di aiuto palestinese”, ha aggiunto lo scioccato giornalista.

Issacharoff e i suoi colleghi giornalisti non hanno trovato altra scelta che intervenire.
“Sono entrati in casa e hanno salvato la vita delle persone all’interno”, dice.

Vergogna

Una volta all’interno della casa i giornalisti israeliani sono rimasti scioccati da ciò che hanno visto.

“La casa è distrutta e la paura è palpabile sui volti dei bambini” ha ricordato Issacharoff.

“Una delle donne, Jihad, è stesa al suolo, semi incosciente. Il figlio, che stringe un grosso bastone, si prepara per il momento in cui sarà costretto a fronteggiare i rivoltosi. Tahana, una delle figlie, rifiuta di calmarsi. ‘Guardate cosa hanno fatto alla casa, guardate'”.

Alcuni dei colleghi del giornalista israeliano non sono riusciti a trattenere le loro lacrime per le tragiche scene.

“Le lacrime non vengono dalla paura. È la vergogna, vergogna alla vista di questi eventi, azioni di giovani che si definiscono ebrei” afferma.

“Vergogna del fatto che condividiamo la stessa religione”.

Circa 500 coloni sono ospitati in diverse piccole enclave costruite a partire dal 1980 nel cuore di Al-Khalil, patria di più di 167.000 palestinesi.

I coloni israeliani hanno ripetutamente aggredito palestinesi in Cisgiordania, occupata da Israele durante la guerra mediorientale del 1967.

Mentre la polizia israeliana chiude un occhio di fronte ai ripetuti attacchi da parte di coloni armati, i palestinesi ormai usano le telecamere come loro prima linea di difesa per registrare le aggressioni dei coloni israeliani.

Issacharoff prova vergogna per le aggressioni dei coloni.

“Lasciando la casa si udiva un colono gridare verso un poliziotto: ‘nazisti, vergognatevi’. Esatto. Vergognatevi”.


[Un filmato (in alto) e alcune foto dell’aggressione da parte dei coloni in cui sono rimasti feriti membri della famiglia Abu Sa’afan. In base a un resoconto molti dei coloni sarebbero israelo-americani. Fonte: blog di Kawther Salam]

Titolo originale: “Settler ‘Pogrom’ for Palestinians “

Fonte: http://www.islamonline.net
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05.12.2008

JIM CROW E’ VIVO E VEGETO, A HEBRON


DI JOEL GULLEDGE
The Electronic Intifada

[Accanto: coloni israeliani vicino alla città palestinese di Nablus, Cisgiordania. Foto del Giugno 2008 (Rami Swidan/MaanImages). Le “Jim Crow Laws” erano le leggi sulla segregazione razziale negli Stati Uniti. Sul personaggio di Jim Crow vedi figura nel testo. N.d.t.]

Ho lasciato la mia casa negli Stati Uniti per passare l’estate in Cisgiordania, dove sono stato attaccato dai coloni israeliani alla fine del mese scorso. Come membro del Christian Peacemaker Team (CPT), sono andato sulle colline di Hebron al sud per aiutare a proteggere i giovani bambini palestinesi dall’intento dei coloni israeliani di dominare e colpire i palestinesi. Armato solo con una videocamera, era mio compito scortare i bambini avanti e indietro dalla scuola e dal campo estivo.

Il 27 luglio io e i bambini stavamo camminando verso casa quando un gruppo di coloni israeliani ci ha assaliti dalla cima di una collina con pietre grosse quanto un pugno. Alcune mancarono di poco la mia testa. Mettendo a fuoco la mia videocamera ho registrato un colono israeliano che gettava pietre verso un bambino con la sua fionda a lunga gittata. Quando vide che lo stavo filmando mi ha colpito alla gamba con un sasso. Mi ha inseguito, preso a calci e urlato che mi avrebbe ucciso. Strappando la videocamera dalla mia mano mi ha poi ripetutamente colpito in faccia e nella parte alta del corpo con una pietra.

Dopo l’aggressione sono stato aiutato dai palestinesi a raggiungere l’ospedale dove sono stato curato per le ferite.

Nella Cisgiordania occupata sembra oggi di camminare in un’altra era–in parte selvaggio West, in parte nel periodo di Jim Crow — con un insieme di leggi per i palestinesi ed un altro per i coloni israeliani.

Vi sono oggi più di 450.000 coloni israeliani che vivono su terra presa ai palestinesi nella Cisgiordania occupata, che comprende Gerusalemme est, infrangendo la legge internazionale. I coloni a Hebron e nelle zone circostanti sono, secondo il giornalista israeliano Ran HaCohen, “degli estremisti fanatici persino per gli standard israeliani. Devastano regolarmente i negozi palestinesi, tagliano le linee elettriche e le tubature d’acqua, distruggono le macchine e attaccano gli scolari”.

Gli scolari con cui lavoravo non avevano nessuno che li proteggesse. Infatti l’esercito israeliano si è rifiutato di scortarli. Di conseguenza volontari dall’America e dall’Europa si sono presentati per accompagnare i bambini. Li portiamo su un sentiero più lungo attraverso le colline per oltrepassare gli avamposti dei coloni israeliani.


[ Jim Crow è un personaggio di una notissima coon song nata fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, negli spettacoli dei menestrelli che si svolgevano negli Stati Uniti: “Jump Jim Crow”. In essa veniva descritto un tale nero di nome Jim Crow, sciancato, che lavorava in una scuderia. La sua figura fu presa ad emblema della discriminazione razziale: durante la lotta per l’emancipazione si diceva spesso che il nero doveva ‘lottare contro Jim Crow’. Da Wikipedia.]

Ho speso gli anni della mia formazione in Mississippi. Conosco le storie degli studenti afro americani a cui veniva negata un’educazione e che venivano minacciati da adulti senza vergogna. Mentre camminiamo faticosamente attraverso le colline insieme ai bambini palestinesi, mi ritornano in mente gli afro americani che dovevano girare lo sguardo e scendere dal marciapiede per evitare di incrociare i bianchi durante gli anni di Jim Crow negli Stati Uniti del sud.

La violenza dei coloni verso i bambini in questi luoghi è un problema persistente. Nel 2004, la leadership palestinese locale chiese l’assistenza delle organizzazioni internazionali. La CPT rispose, e da allora ha accompagnato i bambini palestinesi e documentato le loro interazioni con i coloni israeliani e i soldati. Come il mio pestaggio dimostra, anche noi siamo diventati degli obiettivi.

Quello stesso anno cinque coloni mascherati hanno attaccato i volontari americani Kim Lamberty e Chris Brown con catene e mazze. Secondo lo Washington Post “Lamberty ha sofferto la rottura di un braccio e l’escoriazione a un ginocchio, mentre Brown è stato ricoverato per diversi giorni con costole fratturate e un polmone perforato”.

Il giorno in cui sono stato attaccato i bambini palestinesi che erano con me furono abbastanza fortunati da scappare illesi. Un risultato dell’aver versato il mio sangue americano è che l’esercito israeliano fornisce oggi una scorta a questi bambini. Però, appena tre giorni dopo la mia aggressione, i miei colleghi del CPT e altri volontari internazionali videro i soldati che non scortavano i bambini lungo l’intero tragitto designato; i coloni che si nascondevano lungo la via iniziarono a lanciare pietre contro i bambini. E, secondo un rapporto pubblicato a luglio dal gruppo israeliano per i diritti umani Yesh Din, solo una indagine su 10 riguardante attacchi di coloni contro i palestinesi porta l’incriminazione di qualcuno.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato se i bambini palestinesi devono rischiare le loro vite solo per andare a scuola. E’ più che tempo per i nostri governi di fare pressioni perché Israele domi il movimento dei coloni.

Sarebbe stato molto più efficace se Barack Obama avesse detto a Gerusalemme, o a Hebron, ciò che ha detto Berlino: “I muri tra razze e tribù; nativi e immigrati; cristiani e musulmani ed ebrei non devono restare in piedi. Sono questi i muri che oggi dobbiamo abbattere”.

I nostri leader devono insistere affinché Israele in Cisgiordania non applichi un sistema di leggi per i coloni ed uno per i palestinesi. La colonizzazione di altri popoli dovrebbe essere vista come storia antica.

Joel Gulledge è andato volontario in Cisgiordania questa estate con il Christian Peacemaker Team. E’ cresciuto a Bruce, Mississippi. Questo articolo è apparso in “The Clarion Ledger” ed è stato ripreso da “Electronic Intifada” su permesso dell’autore.

Titolo originale: ” Jim Crow alive and well in Hebron “

Fonte: http://electronicintifada.net
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03.09.2008

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • myone

    Quello che racconta e’ stato mostrato piu’ volte in altre situazioni sulle tv nazionali in programmi speciifici o sul territorio o su personaggi o su fatti o problemi.

    Un punto a caso. Si sono visti palestinesi andare a scuola scortati, altri no, altri assieme a isdraeliani e cosi via dicendo.

    E’ una guerra loro, un equilibrio loro che devono affrontare. Purtroppo si puo’ solo dire cosi.

    Ora ci sono i media e l’ informazine oltre
    l’ opinione. Ma nell’ 800 qui da noi? E il fascismo? E la prima guerra mondiale? E il fascismo colonialista? E la seconda guerra mondiale? E il maestro dux che ha allevato di riflesso l’ allievo Adolf? E i colonialismi Europei?
    Eppure ora come allora, eravamo tutti italiani e tutti europei, ed e’ facile voltare pagina. Ma pure ora, sotto bandiere unificate, si perpetuano guerre diverse, con nomi diversi, che mietono vittime uguali, sia interne, internazionali, e che fumentano altre tipi di morte e di dissesti piu’ gravi alla fine, senza far conto dei veri morti di miliardi di persone alla fame sotto veri tipi di sfruttamenti.

    La cosi detta storia deve fare il suo corso, ma non si fermera’ mai in questo senso. E’ un marasma di diti puntati, di querele, che fanno poco testo vista la misura di giustizia che si ha, che si vive, e che tacitamente si lascia e si acconsente che sia. Quanluno puo’ qualcosa a sfondo di miriadi di parole? Nulla. Ok, si parla di tutto, e va bene…. si fa per dire.Tanto l’ informazione non costa nulla. Il di cui ci si informa, fa pagare tutto, indebitamente.

    Piu’ che informazione ci vuole azione. Ma anche qui non si sa piu’ a chi rivolgersi. E i cosi detti preposti, sono gli organizzatori e i fautori del tutto, tacitamente o palesemente. Ma si vede che riflettono la volonta’ popolare, e in fondo, oggi come oggi, ogniuno porta in se’ o guerra, o descriminazione, o fa in modo che sia cosi, sopratutto nell’ indiffernza dell’ informazione stessa, poiche’, nella vita comune, dove realmente dovrebbe crescere ed esserci il saper dire e il saper confrontarsi e affermarsi informandosi e informandoci, e’ e rimane il terreno piu’ incolto che esista. E poi parliamo di che? Siamo ancora in eta’ della pietra, quella che si scaglia e poi si nasconde la mano, perche’ esporsi, e’ un sasso che rimbalza per l’ effetto che non porta, ed e’ un’ offesa allo status delle cose, che come sempre sono protette da democrazia ecc ecc ecc ecc
    Anche il linguaggio, non e’ tanto chiaro. Sembriamo tutti cittadini di babilonia.Ma non si puo’ essere in molti a comandare o a fare. Allora facciamo si ed e’ cosi, che tutto questo sta’ sopra, e noi con le nostre balbuzie, taciamo alla fine e rimaniamo spettatori di TV e mediaticamente, delle pulsazioni che questo tipo di mondo ci da’ e ci porta di volta in volta.

    Oltre che a stralci ben messi nei libri di storia che se ne potra’ scrivere, mentre un tempo poche cose articolavano la vita dei piu’, oggi come oggi, se volessimo guardare quei futuri libri di storia, neppure essi spiegherebbero bene oltre il formale dedotto, quello che sia il vero livello o la vera condizione mentale dell’ uomo di oggi. La condizione piu’ confusionaria che sia esistita da sempre. Tanto fumo, ma tanto tanto, e tanto arrosto che brucia. Di vero, ben poco da tenere o nulla. Forse ci potremmo accontentare di essere citati dentro al grande movimento evolutivo di questa era. Ma anche qui, fa tanta massa, ma solo massa, e niente sostanza.

  • geopardy

    Questo è il risultato dell’impunità.
    Questo è ciò in cui si trasforma l’umanità quando c’è qualcuno che subdolamente ti dice: – “fai, fai pure ciò che vuoi e nel modo che più desideri, tanto nessuno ti toccherà!” –
    Chi li sta portando a tal punto non vi preoccupate, non li ama affatto, anzi, tutt’altro, credetemi!
    Me ne sto sempre più convincendo – .
    Sembra una vendetta nei loro confronti, per questo, probabilmente, tutte le forze che si richiamano ai metodi fascisti, nazisti e stalinisti (siano esse definite di sinistra o di destra) vanno in pellegrinaggio qui e si mettono la kippà, poi per pulire la loro perfida coscienza vanno ad Auschwitz a recitare il “mai più” come moderno “ora pro nobis”.
    Riescono a far credere ai sionisti che questo pellegrinaggio sia una loro vittoria e nell’ombra dicono facciamoceli credere, mentre la sua vera essenza dovrebbe essere quella del “mai più” per tutti e non solo per gli ebrei.
    Mi sto sempre più convincendo che lo fanno per spingerli ad un punto tale, in cui per loro nessun appello, nessuna Memoria, nessuna lancia si potrà più spuntare per averne pietà e li abbandoneranno al loro infausto destino e tutto ciò a causa dell’utilizzo insano e malsano, fatto dai sionisti ed i suoi derivati, della Memoria dell’olocausto.
    Mi sembra di sentirli ridere gli “ariani” anglo-sassoni, mentre li proteggono da tutte le infamie pepretrate in Palestina ed oltre, certi in cuor loro che un giorno non gli serviranno più e lasceranno alle vittime odiernamente indifese del mondo arabo deciderne i destini.
    L’ho detto tante volte, anche ai sionisti che hanno scritto sui blog in cui collaboro, cerco sempre di metterli in guardia, ma solo alcuni ebrei francesi da me personalmente conosciuti e frequentati ne avevano coscienza di questo rischio e lo imputavano, già quasi 20 anni fa (hanno contribuito anche loro ad aprirmi un po’ gli occhi in merito), al comportamento dello stato d’Israele nei confronti dei Palestinesi, i quali, storicamente, mai hanno pensato di perseguitare gli ebrei, tutt’altro.
    Mi sanguina l’anima nel vedere i discendenti della generazione dell’Olocausto comportarsi come i loro persecutori del novecento nei confronti degli abitanti storicamente innocenti e per di più all’interno delle proprie terre usurpate.
    Non c’è giorno, per chi segue le vicende palestinesi, che queste azioni non si verifichino a decine e centinaia, in più tutto il resto, di gran lunga peggiore, di ciò che fanno i governanti d’Israele e che ben sappiamo.
    Ripeto il mio grido:
    “SVEGLIATEVI EBREI VI STANNO FOTTENDO DI NUOVO”!
    Riadatterei ai tempi odierni la famosa frase di Gesù:”Chi di spada ferisce di spada perisce” in – “CHI DI INGANNO FERISCE DI INGANNO PERISCE”……,
    FACCIAMO DELLA PALESTINA TUTTA, UNA TERRA LIBERA DA FANATISMI, siano essi politicamente corretti e no, ne va del nostro stesso futuro.
    Scusate lo sfogo.
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Caro myone,
    concordo in buona parte, ma su una cosa sono sicuro di non poterlo fare, la questione tra israeliani e palestinesi, purtroppo, non sono solo guerre loro.
    In medioriente e, quindi in un una regione altamente strategica del mondo, tutto o quasi dipende da queste due contrapposizioni.
    Basterebbe vedere tutta la storia del secondo dopoguerra, specialmente dal 1967 in poi, per capire che lì si sta giocando con gli equilibri del mondo.
    Lo stesso sarebbe dire, che se Hitler ce l’aveva con tutti i popoli intorno e con tutte le minoranze in primis quella degli ebrei, era una guerra loro e bisognava lasciarli fare.
    Come abbiamo potuto constatare, non è stato proprio stato così, poichè le mire di Hitler non si fermarono nè all’Austria nè alla Cecoslovacchia e tantomeno alla Polonia.
    Avresti più ragione se israeliani e palestinesi fossero in lotta solo tra di loro e senza interferenze straniere, se nessuno armava Israele all’inverosimile e qualcun altro non usasse i palestinesi a seconda delle stagioni, ma non è così.
    Ciao

  • myone

    Lo sappiamo. Isdraele ebreo sta agli usa in virtu’ di ebrei facoltosi che sostengono e hanno potere in usa, e gli usa so’ che stanziano ogni anno fior di dollari, e che gli ebrei fanno la loro politica territoriale e di conseguenza contro un popolo, e cosi via senza entrare in dettagli. I palestinesi, toccano il tasto della contrapposizione ebrea, che diventa contrapposizione usa, che si allea con tutto il fondamentalismo o no islamico, che si allaccia al contro usa e fa in un certo senso capo alla contrapposizione usa-militare-politica Russia e affigliati di potenze che contano, come l’ira ecc ecc.

    Il mondo alla fine si spacca sempre in due, e dove piu’ il dente duole la lingua batte. Ma penso che i scenari economici e politici e militari e territoriali, siano centrati sulle economie con espansionismo usa su un totalitarismo mondiale, avendo ancora lo scoglio Russia, affiancato dall’ iran, con in mezzo india e cina, demolibili in altri modi.

    Le coalizioni e le guerre sono economiche, piu’ che etniche, mentre il militare continua la sua strada su avamposti che ormai non interessano a nessuno di quelli che contano, anzi, non fanno altro che acutizzare chi conta, a prepararsi a un reso conto. Che questo resoconto prima o poi si riversi pure dove c’e’ l’ ascesso di questa piaga, e’ scontato, con tutto il travaso delle forze che portreranno, in ogni maniera, est da una parte e ovest dall’ altra.

    Nel mentre di questa maturazione e di questo unirsi di forza e di eventi, il posto di isdraele rimane una contesa a due, e locale. Come dici te, solo quando interessa, si mette l’ accento sulla situazione isdraeliana, ma questo al culmine o di momenti vuoti, o di contese uniche, nel senso che prendono spazio interessi vari e lo scontro, come onu-nato-usa-russia- ecc ecc , pone isdraele e la questione palestinese, come metro
    di misura di ragioni o torti, moralistici o di accuse pro o contro decisioni varie. Alla fine, la questione e’ una valenza per influenzare e avvalersi di ragioni, ma sempre a pro di qualcosa di altro.

    Nel mentre la popolazione locale continua, e l’altra uguale. Non sono loro che determinano l’ ago della bilancia, ma sara’ su quella questione che vorranno mettere gli aghi della bilancia del tutto di quello che e’ e sara’ in un futuro breve, le questioni mondiali dei due poli totali.

  • geopardy

    Ora sei stato più preciso nell’esposizione del tuo pensiero.
    Comunque Israele è fortemente destabilizzante in quell’area e rientra, secondo me, ma credo, se ho ben capito il tuo ragionamento, anche secondo te, in un progetto molto più ampio di dominio mondiale.
    Quindi, come mi convinco sempre più, gli ebrei sono la solita, per quanto ben più protetta, carne da cannone per i più alti livelli della progettazione del potere.
    La sua (quella di Israele) è una funzione a più usi, da una parte funge da gendarme del medioriente per il controllo del petrolio, infatti in una zona di mondo in cui gli abitanti avevano sì i mezzi realmente per progettare il potere (con tutto il petrolio a disposizione lì, ma anche gas), dapprima si è andati a colonizzarli direttamente, poi, con la vittoria dei vari nazionalismi, si è ricorsi allo stratagemma Israele ed alla concorde e super corrotta dinastia Saud, la quale ha tutto l’interesse ad investire altrove i suoi immensi capitali ed a tenere il proprio popolo arretrato (tipico di chi ha una ricchezza senza meriti particolari).
    Un’altra funzione è quella utilizzata, a torto o a ragione, dal mondo anglo-sassone, come ricatto per l’Europa ed in primis, la potente Germania, per far rimanere in auge gli equilibri di sudditanza post Seconda Guerra Mondiale e tutto ciò attraverso la Memoria dell’Olocausto nei confronti del quale ,personalmente, non ho niente in contrario tutt’altro, ma non nei termini in cui la si vorrebbe utilizzare come un eterno ricatto morale con relativo atto di fede e sottomissione (il tutto estremamente acutizzato dopo il fatidico 11 settembre).
    A confronto, i nativi americani, dovrebbero imporci l’auto estinzione, convincendoci a suicidarci tutti, perchè una parte dei nostri antenati li hanno praticamente estinti e cancellati dall’elenco degli appartenenti al genere umano, gli africani, non a questi livelli, ma potrebbero sicuramente rivendicare molto e ricattarci per secoli.
    Tutto ciò non avviene, perchè le guerre mondiali le abbiamo combattute tra di noi e per la gerarchia del potere dentro le nostre società, che sono quelle che contano, loro non c’entrano niente e non hanno, quindi, alcuna voce in capitolo, o almeno, ancora non serve.
    Un’altra evidente funzione è quella di farci credere che i mussulmani siano dei selvaggi e si facciano saltare in mezzo a gente civile, omettendo, chiaramente, tante cose poco convincenti e tacendo lo stato di pressochè totale impotenza e disperazione di quella gente, che si rende disponibile ad un così estremo sacrificio.
    Ce n’è una di funzione ed è ben più subdola, secondo me ed è quella che ho esposto nel mio commento, ipotizzando una viscida strumentalizzazione di Israele, la quale è sì ritenuta maestra d’inganno, ma come ho reinterpretato il detto cristiano, potrebbero rimanere loro stessi vittime di un inganno inimmaginabile ai più tra essi ed il tutto è suggellato dalle statistiche riferite al pensiero di tantissima gente in merito.
    La loro assurda utopia del ritorno verso una terra, che nessuna popolazione al mondo sentirebbe più sua dopo 2 mila anni, li sta riproponendo come uno dei grossi problemi planetari, quindi sta ritornando nella psiche della gente il cosiddetto “problema ebraico” e se qualcuno avesse mai pensato che Israele fosse la sua soluzione, deve aver fatto male i propri conti, oppure, sadicamente, assai bene.
    Ciao