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Un Paese in malora che spende 14 miliardi per i caccia F-35.

DI TOMMASO DI FRANCESCO

ilmanifesto.it

In un Paese che frana e va in malora il governo decide di spendere 14 miliardi di euro per i caccia F-35. Che non ci serviranno a nulla perché Haftar in Libia ci abbatte i droni quando vuole e chiunque ci piglia per i fondelli. Favori che facciamo a Trump, che non ce ne fa nessuno, per presentarci con l’abito della festa al vertice Nato di Londra. Ma i 5-S non erano contrari agli F-35? Ora voterebbero qualunque cosa pur di restare in sella.

Alberto Negri

Fonte: www.facebook.com

30.11.2019

 

Con gli F35 il governo va a «caccia»

Un’Italia che frana ovunque, che non trova risorse per le scuole che crollano, che fatica a trovare fondi per la sanità pubblica, sulle armi non si tira indietro dallo spendere almeno 14 miliardi

Volete una prova dei «valori cristiani» occidentali dei quali i leader europei e quelli italiani si riempono la bocca? Papa Francesco, non ha ancora fatto in tempo a rientrare dai luoghi dell’Olocausto nucleare, Hiroshima e Nagasaki, dove ha accusato apertamente di immoralità e criminalità il possesso e l’uso di armi atomiche e di ipocrisia i «Paesi europei che parlano di pace ma vivono di armi», che il governo di svolta, il Conte 2, per bocca del ministro della difesa Guerini annuncia, con l’avvio della «fase 2», l’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Nonostante sia un’arma che prevede il first strike, il primo colpo d’offesa (un “colpo” all’articolo 11 della Costituzione), e che può montare atomiche – ce ne abbiamo ben 70 a Ghedi e ad Aviano, a proposito di ambientalismo. Via dunque alla «fase 2», al modico costo di circa 130 milioni di euro per ciascun cacciabombardiere, per un totale di circa 14 miliardi di euro (più spese incalcolabili per aggiornamento software e gestione) relativo ai circa 90 caccia che il governo italiano ha deciso di acquistare.

È un’Italia che, sotto gli occhi di tutti, frana ovunque, che manca di infrastrutture, che necessita di investimenti massicci nel riordino del territorio, nella salvaguardia e bonifica ambientale (l’Ilva e non solo) che valgono lavoro per generazioni; un’Italia che non trova risorse per le scuole che crollano, che in estate brucia e non ha gli idrovolanti per spegnere gli incendi, che fatica a trovare fondi per la sanità pubblica…

Ma sulle armi, che portano distruzione, morte e devastazioni umane e ambientali – anche di ritorno, a cominciare dalla disperazione dei profughi -, non si tira indietro dallo spendere almeno 14 miliardi (se dicono «ma spalmati negli anni», vuol dire per condizionare le scelte anche in futuro); mentre è evidente che la spesa militare sottrae fondi alle altre risorse a disposizione. Da tenere presente il fatto che per il bilancio alla difesa l’Italia, pur in difficoltà a raggiungere subito il 2% del Pil come da richiesta pressante di Trump, si precipita però a corrispondere in tempi brevi ai desideri della Casa bianca trovando, oltre ai già impegnati 25 miliardi euro all’anno, ben altri 7 miliardi di euro: così invece di 70 milioni di euro in media al giorno per le spese militari, adesso ne spenderemo 86 di milioni in media al giorno. Fedele alle richieste atlantiche arrivate con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo in vacanza romana nemmeno due mesi fa; e con il suggello dalle parole con cui Trump ha salutato a metà ottobre il presidente Mattarella in visita a Washington: «L’Italia è un partner chiave e irrinunciabile del programma F-35». Per il manifesto che dal 30 maggio 2002, da quasi 17 anni, denuncia questa assurdità, non è una sorpresa ma una amara conferma.

Perché c’era un volta la mozione del deputato Pd Scanu, con la quale il governo italiano sospendeva ogni avvio del programma di acquisto degli F35 sulla base di una reale valutazione sull’utilità, sui costi, sui guasti macroscopici del sistema d’armi in oggetto. Tutto questo non solo non c’è mai stato, ma sulla scia dell’ossequio atlantico a Cameri si è installata una fabbrica che produce, a costi di investimento elevatissimi, parti decisive degli ultimi modelli F35: in sostanza, vive di commesse per un sistema d’arma da guerra nucleare: qualcosa di perfino più nocivo degli altiforni dell’Ilva. Il M5S sempre contrario a parole agli F35, approva e tace; LeU protesta e fa sapere che protesterà; ad applaudire convinta il Conte 2 che va «a caccia» c’è la Lega filo-Trump di Salvini. Mai la pace è stata così debole.

 

Tommaso Di Francesco

Fonte: https://ilmanifesto.it

Link: https://ilmanifesto.it/con-gli-f35-il-governo-va-a-caccia/?fbclid=IwAR240kAZer2FeOZFO_Z1UgHp78DTlZhGxJ5hPdh3WRuPqKifRFvq_4lmeEk

29.11.2019

Pubblicato da Davide

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7 Commenti

  1. C’è qualcuno che ancora non lo sa? Trattasi di tributo di guerra, camuffato da acquisto. Siamo obbligati.
    Tra l’altro il Parlamento è praticamente esautorato, non può metterci becco. Come per il MES. le cose serie mica le fanno fare lì, c’è il Consiglio di Guerra, rigorosamente a porte chiuse, partecipanti il PdR, il Ministro della Difesa, appositamente “istruiti”, qualche Generale e fuori tutti.
    Ben lo sapeva Franca Rame che s’era fatta eleggere con il preciso scopo di farla finita con queste spese assurde. L’hanno invitata alla porta. Idem per le “missioni all’estero” dei nostri soldati.
    Però adesso i nostri Padroni sono carini e gentili: ci fanno fare in casa le ali e forse i tergicristalli per gli F35, e così ci danno taaaanto lavoro!

  2. I nostri governanti, compresi quelli che “dovevano cambiare tutto” sono sotto il tacco dell’Egemone, prepotente, crudele,ladro,assassino e mafioso.
    C’è poco da fare, ci vuole coraggio per combattere questo mostro, gli Usa -Nato, e se uno il coraggio non ce l’ha, non può mica inventarselo,come disse Don Abbondio…
    Intanto questi imbecilli che vorrebbero tassare pure le cartine per sigarette, non hanno fatto una piega, nel vedere andare in fumo 90 milioni di Eurini, con il loro Reapter MQ 9 UAV , giocattolino mortifero acquistato per forza dal Padrone, e che pagano gli inconsapevoli e ignoranti, nel vero senso della parola, sudditi, che, ignari di essere finiti nella nassa,non trovano niente di meglio che “insardinarsi”..
    E il Mostro ride…

  3. Comprare delle anatre azzoppate sarebbe costato molti miliardi in meno e sicuramente volavano senza creare danni.

    Ma le sardine volano o no? Dove sono le sardine? In scatola mada in USA!

    Una colonia può darsi anche la migliore Costituzione del mondo, ma non può permettersi di metterla in pratica, anzi funziona come una bandiera, tutti la sventolano, ma nessuno la rispetta, a partire dal caporalato italico che dirige la bagnarola Italia verso le secche dello scoglio euro-atlantico: finirà col naugragio e senza le ONG a raccogliere i sopravvissuti.

    Quelle vanno in nord-africa, i profitti sono più lauti e poi chi li vuole gli italiani, mica sono africani?

  4. il “paese” non andrà in malora finchè farà pagare agli altri le sue porcate e ladrerie in giro per il mondo

  5. Beh, almeno i padroni quando vengono i gita possono farsi un viaggio su un f35 tra i nostri cieli e farcisi un selfie da postare su instagram.

    Segue articolo che racconta di come due fra i mille fenomeni dell’arma mondiale si siano scontrati per farsi un selfie. leggetelo, ha dei particolari succulenti.
    Per dire il livello ecco.

    https://www.italiastarmagazine.it/cronaca/lo-scontro-di-due-aerei-militari-causato-da-un-selfie-11443

    Ma tanto noi dopo Ustica e Cermis vari non faremmo un plissè.

  6. L’Italia esporta negli USA per 50 miliardi di euro all’anno. Vogliamo comprare qualcosa in cambio, o pensiamo che i 50 miliardi ci siano dovuti perché siamo vestiti bene?

  7. noi possediamo sulla carta due portaerei. La Cavour e la Garibaldi. Diciamo che la seconda oramai è più una portaelicotteri.
    Ebbene gli unici aerei che possono essere utilizzati su queste navi sono gli Harrier, oramai vecchi e superati.
    Quindi necessitiamo di un numero di F35 a VTOL o STOL almeno sufficiente per sostituire i vecchi Harrier su queste navi. Altirmenti tanto varrebbe demolire tutto.
    Quindi su questo ricambio sarei in accordo. Galiani di Analisi Difesa stimava questo numero in 30 – 35 esemplari. Trovo invece inutile spendere altri soldi per acquistarne in numero maggiore, tipo i 100 di cui si è sempre parlato.