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UN MISTERIOSO INVESTITORE SCOMMETTE SUL CROLLO GLOBALE DEL MERCATO

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

Una corsa agli sportelli della Northern Rock Bank in Gran Bretagna ha aumentato la possibilità che un misterioso investitore possa arrivare a raccogliere circa $ 2 miliardi se il panico dovesse far crollare i mercati nel corso di questa settimana, come degli investitori hanno previsto.

Lo scorso mese riferimmo che un misterioso investitore rischia di perdere circa $ 1 miliardi dopo aver acquistato 245.000 put options sull’indice Dow Jones Eurostoxx 50. La cosa portò molti analisti a speculare che il crollo del mercato azionario, preceduto da un nuovo attacco del tipo dell’11-9 o da un’altra catastrofe, potesse avvenire prima o durante la terza settimana di settembre.

L’anonimo investitore guadagnerà soldi solo se il mercato crollerà tra un terzo e la metà prima del 21 settembre, che è il giorno in cui scadono le put options.

Dopo la corsa agli sportelli della Northern Rock Bank gli investitori specialisti stanno avvertendo di un imminente e grave correzione nei mercati.“Il ciclo del credito ha girato, i debiti cattivi stanno crescendo, le banche rimarranno al verde e il mercato azionario crollerà ulteriormente” ha detto oggi al Financial Times, poco dopo aver venduto metà delle partecipazioni azionarie nel suo portafoglio, Ken Murray, fondatore e direttore esecutivo della Blue Planet Investment Management.

La crisi della Northern Rock è stata seguita dall’avvertimento da parte di Alan Greenspan che i mercati immobiliari sia degli Usa che della Gran Bretagna sono sul punto di una grossa caduta, mentre il primo ministro Gordon Brown ha avuto oggi un incontro di emergenza con segretario al Tesoro Usa Hank Paulson.

Migliaia di persone in tutta la Gran Bretagna si sono messe in coda per ore presso le filiali della Northern Rock, durante tutto il giorno di venerdì e di sabato, cercando di ritirare il loro denaro, mentre l’implosione del credito globale affondava ancora una volta i suoi denti in seguito alla crisi dei mutui sub-prime negli Usa.

Gli analisti di TheStreet.com avevano affermato che i cosddetti scambi alla Bin Laden del mese scorso non erano nulla di fuori dall’ordinario, ma facevano notare comunque che le transazioni superavano qualunque altra cosa vista da un anno a questa parte.

Sebbene l’attuale situazione farà indubbiamente cadere i mercati, l’eventualità di vedere un crollo di un terzo del valore è piuttosto improbabile in assenza di un evento catalizzante esterno quale l’annuncio di operazioni militari contro l’Iran o un attacco terroristico in Occidente delle dimensioni dell’11-9.

Titolo originale: ” Mystery Trader To Collect On Financial Meltdown?”

Fonte: http://www.prisonplanet.com
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17.09.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Tao

    Subprime, Cdos, Siv, Conduit, Abs, commercial paper, hedge funds, private equity, Greespan che ci avvisa che la crisi immobiliare non è che all’inizio, che i tassi americani potrebbero salire a due cifre nei prossimi anni, Paulson (ministro del tesoro americano) che lancia allarmi sull’economia, Draghi che afferma che PER ORA la crisi non ha intaccato il sistema Italia, l’ombra dell’inflazione cinese che invade il mondo con materie prime e alimentari che costano sempre di piu’ecc ecc….

    Come sembrano lontani i tempi in cui si parlava della fusione di questa con quella banca e i titoli strappavano al rialzo, oppure quando i cementieri sembrava potessero costruire case, dighe, palazzi, strade all’infinito, o si vociferava la calata degli stranieri su Generali. Ciccolella e altre perle del listino milanese venivano rinviate per eccesso di rialzo….. Tutto ciò è oramai passato remoto, ma in realtà sono trascorsi pochi mesi. I mercati azionari arrivavano da oltre tre anni di rialzi continui, il quarto sembrava a portata di mano e invece…….

    A ben vedere il mercato tedesco e quello americano segnano ancora performance nettamente positive ed interessanti da inizio anno. Ma noi siamo in Italia. Il nostro indice di borsa, dopo che ha sottoperformato per tutto il 2006 quest’anno dista 13% – 14% punti dai massimi. Alcuni semplici dati: il mercato Italiano a gennaio 2006 (ovvero 21 mesi fa) valeva 36500 circa. Oggi solo il 7% in piu’ di allora. Il mercato tedesco ha avuto una performance del 35%, il francese del 13%, quello inglese del 9% e quello americano del 22% (si proprio quello dei subprime!). Eppure l’unico commento che sento a giustificazione di questa performance da parte dei media e della classe politica è che il nostro indice è pieno di banche e la fine delle fusioni ha fatto scendere in maniera più significativa Piazza Affari. Ma non è una giustificazione. Sono Balle e belle grosse. Se l’orizzonte di riferimento fosse più lungo la sottoperformance sarebbe ancora più evidente. Ma allora le colpe di chi sono:

    1)La politica economica italiana è stata distruttiva di valore, incapace di creare dei campioni sovranazionali di peso.

    Gli incentivi sono stati pochi e mal distribuiti.Le liberalizzazioni inutili o malfatte e con danno dei consumatori.

    2)L’apertura all’Europa ha significato un’invasione di europei a far razzia dei consumatori italiani senza un’adeguata contropartita. Imponenti flussi di cassa si sono diretti all’estero sotto forma di dividendi (pagati a soggetti stranieri) o di quote di mercato. Non si è voluto salvaguardare il cash flow del sistema Italia.

    3)Alcuni grandi imprenditori italiani non hanno avuto il coraggio di investire e hanno badato più a ritorni immediati (emblematico il caso Telecom, ma la lista è molto lunga).

    4)Il debito, i tassi bassi hanno favorito l’aumento del debito. Al già imponente debito pubblico abbiamo sommato un debito regionale e comunale degno del più rischioso dei subprime. Certo l’Euro è stato utile, la valuta forte ci ha permesso di passare indenni crisi come la Parmalat, questo è quello che ci raccontano tutti…. Ma ci ha dato l’illusione di essere ricchi. Una pia illusione perché in realtà l’euro e il nostro sistema Italia hanno portato ad un imponente impoverimento con distruzione di risparmi e aumento dei debiti. Per pagare questo debito poi le amministrazioni, specie quelle locali, hanno incominciato ad applicare tasse, gabelle e multe. Le multe poi si sono trasformate in ipoteche e sequestri dei beni di privati fino ad arrivare a livelli record. Ma non contenti, invece che cercare di frenare i consumi e favorire il risparmio abbiamo preferito sostenere lo sviluppo dell’indebitamento della famiglia. Ma non per il bisogno primario della casa ma per acquisti non certo produttivi (vacanze, auto, televisori ecc ecc ). Le carte di debito, applicando tassi usurai, hanno aggiunto debito a debito.

    Ebbene l’Italia del 2007 nel suo complesso assomiglia a un gigantesco mutuo subprime e la performance della borsa non è che la prova. Inflazione e tassi di interesse in salita stanno minando la nostra fragile economia. Il debito è a livelli allarmanti e gli assets perdono valore. Se infatti le case scendessero di valore, i consumi rallentassero, le aziende facessero meno profitti, i beni tangibili del paese non sosterrebbero più il peso dei debiti. La Fiat ha trovato Marchionne per salvarsi, ma l’Italia più che alla Fiat assomiglia all’Alitalia. Piena di debiti, sperpera piu’ di quello che produce, mette a pegno i suoi beni, ha una spesa per stipendi enorme (spesa pubblica) e invece di crescere taglia i rami secchi (taglio delle rotte e dell’Hub). All’Alitalia non resta che un mega aumento di capitale e/o una vendita all’estero. E All’Italia…..lo stesso, o ci mettono in un’Europa di serie B svalutando, una notte di queste tutti i nostri averi (magari Amato ci sta già pensando, visto che è lui l’esperto), o ci compreranno gli ultimi gioielli di famiglia rimasti. Un vento nuovo riformista, capace di imporre la certezza delle regole e di ottenere la fiducia della popolazione è l’unica strade percorribile….ma ahime’ girandosi intorno si vedono sempre le solite facce …con una Brambilla in più!!! E allora come investitori e non come italiani armiamoci e combattiamo contro questo sistema in maniera egoistica e cinica: -Difendiamo i nostri capitali investendo in titoli esteri possibilmente nominativi. Così da evitare perdite di valore improvvise in caso di uscita dall’Europa o congelamento dei conti correnti. -Facciamo come i credit officer di mezza Europa, tagliamo le linee di credito verso le nostre banche. Chiediamo tassi piu’ alti o togliamo i nostri risparmi, per evitare di dover fare come i correntisti della northern Rock.

    Se Le banche non si fidano fra loro, come posso io fidarmi della mia banca? – Trasferiamo parte dei nostri investimenti in banche europee in maniera del tutto legale ovviamente. (occhio alla scelta di una banca patrimonializzata) La libera circolazione dei capitali in Europa non è un problema, per ora. -Compriamo prodotti di risparmio gestito esteri (perché quelli locali ci penalizzano fiscalmente) – Facciamoci un fondo pensione all’estero per godere di una tassazione posticipata agevolata Ma soprattutto non lo raccontiamo ai nostri figli…altrimenti si potrebbero vergognare di essere italiani! Daltronde in un paese dove i politici comprano case statali a prezzi ridicoli, usano aerei per spostamenti privati ecc ecc cosa potremmo fare noi poveretti!

    Paolo Barrai

  • paolapisi

    Poveretto… o domani le borse europee perdono un bel 30%-40% o questo qua è fottuto…

    Naturalmente questo qua non esiste e la notizia, così come prisonplanet, la spaccia, è una bufala. Naturalmente nessuno rischia di perdere 1 miliardo di dollari per l’acquisto di put con un ribasso così forte, perchè l’hedge fund che li aveva comprati se ne sarà disfatto da un pezzo.

    Le 245.000 options al ribasso sono state davvero acquisite (ed è impossibile che l’operazione sia ancora aperta), ma si tratta, come diceva una nota del FT, verosimilmente di una normale, anche se notevole, operazione di copertura di acquisti da parte di hedge funds.

    La fonte di watson (nel primo articolo sull’argomento ) è quello che lui definisce un “blogger finanziario”, e che è invece un gruppo di plagiari, che si nascondono sotto il nome di marc parent e che postano come propri articoli altrui (anche gli editoriali del NYTimes), occultando gli autori, cambiando le date, facendo di tutto.
    Per la loro opera di plagiari/falsari sono stati banditi da molti forum e perfino da livejournal, che digerisce tutto, e dunque hanno un grande successo nel mondo dell’informazione alternativa. E ogni volta rinascono dalle ceneri. Posteranno 500.000 articoli al giorno,e li mandano a un milione di liste.

    In questo caso avevano postato come loro “analisi” il commento di un pazzo su un blog finanziario, che ipotizzava che il compratore dei put fosse qualcuno al corrente di un mega attentato e dell’attacco nucleare contro l’Iran. Materia ghiotta, e dunque subito diffusa dai siti cospirazionisti.

    Magari siamo davvero sull’orlo del peggiore tracollo finanziario della storia dell’umanità, non lo posso sapere, ma i 245.000 put non c’entrano niente.

  • sandropascucci

    Se volete vedere un po’ di persone in fila davanti ad una banca venire a Roma il 13 ottobre.

    Operazione CONTROBANCO
    (di Sandro Pascucci – http://www.signoraggio.com)

    Manifestazione davanti il bastione di IGB in Italia: la Banca d’Italia (che dell’Italia non è)

    Per sabato 13 ottobre 2007 il gruppo «Signoraggio Network» ha organizzato una manifestazione in via Nazionale, davanti Palazzo Koch in Roma, sede della Banca d’Italia S.p.A.

    info: http://www.signoraggio.com/signoraggio_controbanco.html

  • sandropascucci

    Se volete vedere un po’ di persone in fila davanti ad una banca venire a Roma il 13 ottobre.

    Operazione CONTROBANCO
    (di Sandro Pascucci – http://www.signoraggio.com)

    Manifestazione davanti il bastione di IGB in Italia: la Banca d’Italia (che dell’Italia non è)

    Per sabato 13 ottobre 2007 il gruppo «Signoraggio Network» ha organizzato una manifestazione in via Nazionale, davanti Palazzo Koch in Roma, sede della Banca d’Italia S.p.A.

    info: http://www.signoraggio.com/signoraggio_controbanco.html