Indizi per un prossimo governo di unità nazionale pro - UE? La strana convergenza tra M5S e PD...

Indizi per un prossimo governo di unità nazionale pro - UE? La strana convergenza tra M5S e PD...

DI MARCO ZANNI

marcozanni.eu

Nelle ultime settimane si inizia ad annusare una strana convergenza tra tre partiti che ad un'analisi superficiale non hanno niente in comune: Il Movimento 5 Stelle dell'accoppiata Grillo - Casaleggio, il Partito Democratico di Renzi - Orfini e la (decadente) Forza Italia ancora aggrappata all'ottuagenario Berlusconi e al suo fido prode Brunetta. Il tema di convergenza parte dalla visione sull'Unione Europea e si esplicita con tre provvedimenti molto simili tra loro e in grado di creare una convergenza politica abbastanza forte da poter sostenere un governo.

Ma partiamo dall'inizio, in modo da poter capire i potenziali risvolti futuri nello scenario politico italiano in questi mesi travagliati che precederanno il voto (giugno, settembre o 2018???). La sentenza della Consulta sull'Italicum e le motivazioni espresse dai giudici consegneranno al Paese (anche se aspettiamo le future modifiche del Parlamento) una legge elettorale che di fatto si tradurrà con un sistema proporzionale: un premio di maggioranza al 40% irraggiungibile da qualsiasi singolo partito e il fatto che la minoranza PD bloccherà i tentativi di Renzi di garantire premio alla coalizione, ci daranno un parlamento abbastanza eterogeneo dove sarà necessario discutere di alleanze per dare appoggio ad un governo ed evitare l’impasse politico. Visto questo scenario, al di là delle dichiarazioni pubbliche di rito (“nessuna alleanza, puntiamo al 40%” dicono Grillo e Di Maio, “no con Berlusconi” dicono Renzi e il PD, etc.), dietro le quinte le pedine dei partiti si stanno muovendo e si delineano le future strategie.

Renzi è alle prese con il congresso e le beghe interne al partito da gestire: ovviamente punta a elezioni il prima possibile (più sta lontano dal centro della scena politica, più la gente si dimenticherà di lui e lo relegherà all’oblio) e ad assicurare una buona coalizione per governare di nuovo il Paese, stavolta con la legittimazione del voto popolare. Sono aperti i canali con Forza Italia e Berlusconi, per una riedizione del patto del Nazareno che durò fino all’elezione di Mattarella. Salvini ha chiaramente detto che qualsiasi partito che vuol discutere con la Lega deve avere idee chiare su uscita da Euro e questa sarà la base imprescindibile per ogni alleanza o programma comune: allo stato attuale sembra che solo Fratelli d’Italia della Meloni sia sulle sue frequenze, forse parte di Forza Italia, ma probabilmente una compagine non abbastanza nutrita e forte da ricevere un mandato per la formazione di un governo. Forza Italia spinge per un sistema proporzionale puro che garantisca a Silvio Berlusconi di contare ancora qualcosa nella formazione di un nuovo governo: quello che interessa a lui è proteggere le proprie aziende, poco importa se deve stare al governo con uno o con l’altro. E infine c’è il Movimento 5 Stelle, che a parole continua a mantenere la linea dura rifiutando alleanze con qualsiasi altro partito e puntando al 40%, ma dall’altra, nelle segrete stanze, consapevole della difficoltà di raggiungere il premio di maggioranza e del fatto che non si potrà congelare di nuovo il 30% dei voti degli italiani stando all’opposizione ancora per una legislatura, inizia a ragionare su possibili scenari di governo che prevedano alleanze e accordi post - elettorali, soprattutto nel caso il partito di Grillo risulti la prima forza e quindi riceva mandato esplorativo dal Presidente della Repubblica per la formazione di un governo. Lega Nord? Partito Democratico? Chissà cosa bolle in pentola in Via Morone a Milano, nella sede della Casaleggio Associati. Lo scenario politico italiano pre - elezioni, vista la situazione, sembra molto incerto e frammentato ed è difficile fare previsioni su possibili scenari futuri.

Tuttavia ci sono dei segnali che mi invitano a riflettere: Il primo è che la tenuta dell’Unione €uropea e della sua architrave principale, la moneta unica, sono messi in fortissimo dubbio da una crisi socio - economica senza fine, dalla Brexit, da Trump, e dall’ascesa di partiti euroscettici in tutto il continente. In questo scenario le forze dell’establishment stanno cercando qualsiasi espediente pur di salvare il salvabile: in questo senso vanno letti ad esempio l’ascesa di Emmanuel Macron, finto candidato anti - establishment il cui obiettivo è impedire l’elezione all’Eliseo dell’odiata Marine Le Pen e la proposta della Merkel di un’Unione Europea a due velocità. Il secondo è la convergenza di alcuni partiti sul tema che sarà al centro delle prossime elezioni politiche (non solo in Italia, ma in tutta Europa) e su cui si giocherà e deciderà la prossima campagna elettorale italiana: l’Unione Europea. Infatti, dopo la svolta moderata voluta dai vertici del Movimento 5 Stelle nel giugno 2016, le posizioni dei pentastellati e del PD sul futuro dell’Unione Europea sembrano molto simili a quelle del Partito Democratico di Renzi: critici sull’attuale impostazione della governance europea, ma vogliosi e pronti per ridiscuterla e cambiarla da dentro. In questo senso vanno anche lette le dichiarazioni di Di Maio, candidato premier in pectore, che si è detto disponibile a discutere di “una nuova moneta unica con nuove regole”. Quindi a mantenere l’euro ma a ridiscuterne la governance. Esattamente la stessa posizione di Renzi e del PD, che criticano questa Europa e vogliono cambiarla da dentro. Il terzo indizio è la recente convergenza dei partiti mainstream su un punto che il Movimento 5 Stelle ha messo al centro del suo programma politico e della sua azione parlamentare, sia a Roma sia in Europa: il reddito di cittadinanza (così impropriamente chiamato perché non è universale e incondizionato). Infatti sia il PD (e Renzi), sia Berlusconi e Forza Italia hanno iniziato a parlare e puntare forte su politiche simili al reddito di cittadinanza di Grillo. “Il patto con Gentiloni: e ora Renzi spinge per il reddito minimo”, o “Berlusconi insegue Grillo: reddito minimo per tutti” sono titoli che abbiamo iniziato a vedere sempre più spesso sui quotidiani nazionali. Un segnale forte di convergenza, anche se per motivi e obiettivi forse diversi.

Ecco, alla luce di questi tre segnali, mi sovviene alla mente un’ipotesi sempre più verosimile: la spinta delle élite europeiste per un grande coalizione di governo di unità nazionale tra M5S, PD e (forse) Forza Italia che allunghi la vita all’Unione Europea e alla moneta unica. Certo, sembra un’ipotesi fantasiosa e inverosimile, ma i presupposti ci sono tutti: Il Movimento 5 Stelle che arriva primo alle elezioni ed è costretto a trattare con altri partiti una qualche forma d’appoggio per dare il via a un governo a guida grillina, Renzi che mette sul tavolo il supporto per l’approvazione di una forma di reddito di cittadinanza, la riduzione dei costi della politica e la battaglia comune per “cambiare l’UE dall’interno” e i due che convolano a nozze con un’alleanza di scopo. A parte i temi comuni già sottolineati, le condizioni ci sono tutte: l’ambizione dei big pentastellati a Roma di assumere incarichi di governo e quindi di fare di tutto per formare una maggioranza (infatti, in teoria, questa sarebbe l’ultima occasione per Di Maio & company di diventare premier o ministri, visto la questione dei “due mandati poi a casa”), la capacità di Grillo e Casaleggio di far digerire repentini e inspiegabili cambiamenti di linea e di principi alla base, agli eletti e agli elettori (si pensi alla presenza in TV, al tentativo di approdare all’ALDE in UE, all’inversione a U sui politici indagati, ecc.) e le prove di dialogo tra M5S e PD che ci sono già state (i ridicoli streaming con Bersani e Renzi e soprattutto l’accordo per la nomina dei giudici della Corte Costituzionale).

Tutto questo mi fa ritenere non utopistica un’alleanza di governo di scopo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in chiave pro - europeista (mascherata da forte critica all’attuale UE, insomma quanto abbiamo visto nelle dichiarazioni e intenti dei leader dei due partiti). Certo, potrei sicuramente sbagliarmi, tutto può ancora accadere, ci sono tante variabili in gioco e manca ancora un po’ di tempo alle prossime elezioni, ma se io dovessi puntare oggi un euro (o un am - lira, come direbbe Berlusconi), non lo punterei su un accordo Lega Nord - M5S, come molti ritengono probabile, ma lo scommetterei senza dubbio su un accordo M5S - Partito Democratico che preservi in maniera truffaldina lo status quo.
Marco Zanni
Fonte: http://www.marcozanni.eu
Link: http://www.marcozanni.eu/articolo.php?id=97
14.02.2017

Commenti (54)

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    1. azul 15 febbraio 2017

      Insomma, secondo Zanni il M5S sarebbe la versione italiana di Syriza, un´acchiappa dissenso anti establishment che tutto assorbe per poi restituire riciclato in salsa eurista e politically correct. Il sospetto in effetti é condivisibile. Quando si fa una politica alla do cojo cojo, dicendo tutto e il contrario di tutto, cambiando posizione come un manuale di kamasutra si finisce per confermare quello che dicevano quelli dell´ALDE nelle loro motivazioni al rifiuto: il M5S é primaditutto in contraddizione con se stesso. Chi come Zanni cambia casacca in un simile circo, in realtá vuole solo rimanere coerente. Meglio tardi che mai.

    2. silvio 16 febbraio 2017

      Per coerenza avrebbe dovuto dimettersi

    3. fastidioso 16 febbraio 2017

      "M5S sarebbe la versione italiana di Syriza"
      Personalmente ho detto a Di Maio, dopo il tour europeo, che se pensa di fare lo Tsipras italiano andrò a sputarlo in faccia, e con me concordavano altri pentastellati presenti alla conversazione.

    1. Rosanna 15 febbraio 2017

      Guarda un po' dov'è finito Marco Zanni, in un partito che pubblicamente dice una cosa e nelle spelonche del parlamento ne firma un'altra, infatti è stato presentato al Senato il disegno di legge contro la diffusione delle bufale online ... ebbene tra i firmatari della legge che addirittura prevede anche il carcere per chi pubblica "notizie false"? Il Senatore Divina della Lega Nord. Segretario? Matteo Salvini. Incredibile, ma non troppo pensando alla credibilità politica del Partito di Salvini, in prima fila insieme con Laura Boldrini, nel folle tentativo di censurare il web. Anzi, la Lega si spinge laddove neanche la Presidente della Camera aveva osato chiedere, proponendo addirittura il carcere ... insomma un nome una garanzia ... di ipocrisia però.
      http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_lega.../6_18997/

    1. Maria Di Monti 15 febbraio 2017

      Non so quale possa essere la via, ma so che tanti nel PD si vergognano di essere piddisti.
      Mi guardo Grillo su Netflix E' pubblicizzato su ogni video che apro. Moooo... vedrò

    1. gix 15 febbraio 2017

      Mah, certamente ognuno è libero di immaginare gli scenari che vuole ma questi mi sembrano abbastanza fantasiosi. Per prima cosa non direi che al momento il M5S si stia muovendo dietro le quinte per allearsi con qualcuno, anche se di per se è cosa possibilissima e auspicabile, quanto semmai è evidente che gli altri, ormai quasi tutti, stanno convergendo su quelle che sono state le principali proposte avanzate dal M5S, prima tra tutte il reddito di cittadinanza. D'accordo poi con chi dice che una alleanza del M5S con gli "scissionisti" del PD è possibile, non certo però con i renziani, che, anche se propendessero per le stesse proposte politiche, di fatto sarebbero avversari diretti su tutto, per pure questioni di potere. Non c'è poi da storcere il naso se il M5S lavorerà per allearsi con qualcuno con cui provare a governare l'Italia; chiunque sia disponibile per un progetto simile, su basi completamente nuove rispetto al sistema attuale, sarà degno di attenzione.

    2. fastidioso 16 febbraio 2017

      "una alleanza del M5S con gli "scissionisti" del PD è possibile, "

      Ma dove le leggete queste minchiate ?

    3. permaflex 16 febbraio 2017

      Pensa che l'ultima volta che Di Battista è venuto a parlare in piazza, poco prima del referendum, chi ci ha messo il camioncino per portare il palco era una bersaniano di ferro, lo conosco ed abbiamo assistito assieme al comizio, aspettavo che lo dicesse ed alla fine ZAC puntuale arriva "certo che quella volta se Grillo avesse detto di si..." :DDD

    1. ant85 15 febbraio 2017

      "E infine c’è il Movimento 5 Stelle, che a parole continua a mantenere la linea dura rifiutando alleanze con qualsiasi altro partito e puntando al 40%, ma dall’altra, nelle segrete stanze..."

      Mi scusi, non per essere impertinente, ma lei ha partecipato a questi presunti incontri segreti oppure li ha sognati di notte?

    1. Rosanna 15 febbraio 2017

      Povero Marco Zanni, il trasformismo è una brutta bestia e le masturbazioni cerebrali alla ricerca di giustificazioni gli hanno dato alla testa, sarebbe meglio che onorasse i patti controfirmati aderendo al M5S, dimettendosi da parlamentare, e che rispettasse anche gli elettori che gli hanno dato il voto, visto che il vincolo di mandato richiedeva fedeltà al MoV, e non un cambiamento di casacca, come ha fatto lui e come hanno fatto in tanti altri ... tra cui anche Razzi e Scilipoti ... si preoccupi piuttosto di meditare sul naturale approdo della Lega, che finirà dritta dritta tra le fauci di Verdini e Berlusconi ...
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/08/parlamento-un-onorevole-su-quattro-ha-cambiato-schieramento-in-tre-anni-ogni-mese-10-cambi-di-casacca/2706457/

    1. max Io 15 febbraio 2017

      ...Ho visto superman ieri sera... La trama era decisamente più credibile....
      Tolta la battuta iniziale, davvero la situazione italiana diventa sempre + ridicola. Sentivo un intervista questa mattina in una radio libera e imparziale in cui un giornalista di una nota testata indipendente ed imparziale attaccava all'arma bianca il pentastellato di turno sull'argomento Raggi.... Ma dov'era quel Buffone negli 20 anni?

    1. SanPap 15 febbraio 2017

      Il parlamento europeo ha ratificato il CETA, in altre parole loro continuano per la loro strada
      Io continuerò per la mia; se questa coinciderà con quella del MoV bene altrimenti amici come prima.
      Se ne faranno una ragione ? Io me la sono già fatta.

    2. Toussaint 15 febbraio 2017

      Per fortuna, il CETA dovrà essere ratificato da tutti i parlamenti nazionali e ci sarà anche qualche referendum. Non tutto è perduto. La figuraccia PD/FI è mitica e resterà nella storia.

    3. SanPap 15 febbraio 2017

      sarebbe bello preparare l'elenco dei nomi dei parlamentari italiani che hanno approvato il CETA e associarlo alla lettera di Michele, e farli girare in rete.
      E' ora che i nomi dei traditori diventino noti a tutti, a chiare lettere.

    1. redfifer 15 febbraio 2017

      Seguendo le teorie dell'articolista significherebbe una cosa sola: il M5s ha i voti di chi si è sentito tradito dalla dx quanto dalla sx, mettersi d'accordo con una compagine vorrebbe dire per Grillo perdere i voti di chi sentitosi preso in giro dalla sx, ora prova lo stesso sentore anche con Grillo.

      Beppe non ha capito che o fa quel che fa mettendoci le palle o può tranquillamente starsene sul suo yacht a vedere i delfini in alto mare e non si dica che Di Maio a pranzo con Monti e la Trilaterale significa niente, quando tutti sanno bene che quando il diavolo ti tenta è perchè vuole l'anima, anche perchè non esiste nessuno che dopo aver parlato col diavolo se ne va come è arrivato e questo vale anche per Di Maio. Ora se ha intenzione di metterci le palle bene, altrimenti dimostra di essere stata l'ennesima meteora spenta, che non fa né rumore né danni e di gente cosi parlamento e senato sono pieni che basta prendere uno nel mazzo, senza per questo fare tanto i sottili andandosene a prendere uno del M5s, per rimanere fregati alla stregua degli altri.

    2. Gino 15 febbraio 2017

      " non esiste nessuno che dopo aver parlato col diavolo se ne va come è arrivato"

      questa è saggezza

    3. oriundo2006 16 febbraio 2017

      Qusta non la sapevo … !

    1. niki vend 15 febbraio 2017

      "del fatto che non si potrà congelare di nuovo il 30% dei voti degli italiani stando all’opposizione"

      Da questa frase si capisce la falsità dell'articolista.

      I voti delle opposizioni non sono mai congelati poichè anche le opposiozioni posso, attivamente, incidere sull'attività legislativa.

    1. Toussaint 15 febbraio 2017

      Da prendere solo per quella che è, una chiacchierata con il “boss” piddino della mia città, di cui non posso dare alcuna prova. Sostiene che non tanto il PD, quanto la parte scissionista (bersanian-dalemiana) di questo partito sarebbe ben felice (ed in questo senso sembrerebbe che un qualche abboccamento ci sia già stato) di un’alleanza con il M5S. Ribadisco, è un relata refero che “sparo” così come mi è arrivato. Senza impegno.

    2. SanPap 15 febbraio 2017

      molto credibile quello che dici a giudicare da quanto sta succedendo, ma per fare cosa ? Rimanere o uscire dall'EU

    3. Lilith 15 febbraio 2017

      L'Italia da sola non è in grado di uscire dalla EU. L'Italia, nel suo insieme, è in grado solo di fare quello che fanno gli altri oppure quello che le dicono di fare. Non ci sono ne politici ne popolo adeguati a gestire una transizione in solitaria così difficile come un'uscita dalla EU o dall'Euro. L'Italia non si ribellerà, si adeguerà. E' nella sua indole.

    4. Toussaint 15 febbraio 2017

      Sia detto in camera caritatis (si fa per dire), ha "sparato" sull'euro. Ma privatamente e a un vecchio amico. Nella realtà non saprei. Non è nemmeno detto che quest'alleanza si faccia, ammesso che la scissione del PD abbia luogo. Dipende dal M5S. Un po' restio (a suo dire) ad alleanze a destra. Dipenderà quasi tutto dal sistema elettorale (consiglierei, comunque - ma qui parlo io - di guardare alla situazione di Roma. Si dovrebbe controllare, in altre parole, "se" arriverà qualche aiutino esterno alla Raggi, e da parte di chi).

    5. gilberto6666 15 febbraio 2017

      Mi unisco anch'io alla domanda di SanPap. Quale sarebbe l'obiettivo politico di questa indubbiamente intrigante tattica?

    6. SanPap 15 febbraio 2017

      fino ad ora aiutini dal pd non ce ne sono stati solo attacchi feroci, specialmente da lady cultura, ma inconsistenti, inutili ingiurie insomma.
      Bene ha fatto la Muraro durante l'interrogatorio a cui la commissione di vigilanza, di competenza della minoranza, che in risposta agli attacchi ha ripetuto, due volte, a lady cultura "avete distrutto la generazione dei miei genitori, la mia generazione e quella dei nostri figli".
      A proposito della Muraro appena ha dato le dimissioni è passata nel dimenticatoio, non è che tutti gli attacchi avessero il solo scopo di toglierla di mezzo politicamente ?

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