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Indizi per un prossimo governo di unità nazionale pro – UE? La strana convergenza tra M5S e PD…

DI MARCO ZANNI

marcozanni.eu

Nelle ultime settimane si inizia ad annusare una strana convergenza tra tre partiti che ad un’analisi superficiale non hanno niente in comune: Il Movimento 5 Stelle dell’accoppiata Grillo – Casaleggio, il Partito Democratico di Renzi – Orfini e la (decadente) Forza Italia ancora aggrappata all’ottuagenario Berlusconi e al suo fido prode Brunetta. Il tema di convergenza parte dalla visione sull’Unione Europea e si esplicita con tre provvedimenti molto simili tra loro e in grado di creare una convergenza politica abbastanza forte da poter sostenere un governo.

Ma partiamo dall’inizio, in modo da poter capire i potenziali risvolti futuri nello scenario politico italiano in questi mesi travagliati che precederanno il voto (giugno, settembre o 2018???). La sentenza della Consulta sull’Italicum e le motivazioni espresse dai giudici consegneranno al Paese (anche se aspettiamo le future modifiche del Parlamento) una legge elettorale che di fatto si tradurrà con un sistema proporzionale: un premio di maggioranza al 40% irraggiungibile da qualsiasi singolo partito e il fatto che la minoranza PD bloccherà i tentativi di Renzi di garantire premio alla coalizione, ci daranno un parlamento abbastanza eterogeneo dove sarà necessario discutere di alleanze per dare appoggio ad un governo ed evitare l’impasse politico. Visto questo scenario, al di là delle dichiarazioni pubbliche di rito (“nessuna alleanza, puntiamo al 40%” dicono Grillo e Di Maio, “no con Berlusconi” dicono Renzi e il PD, etc.), dietro le quinte le pedine dei partiti si stanno muovendo e si delineano le future strategie.

Renzi è alle prese con il congresso e le beghe interne al partito da gestire: ovviamente punta a elezioni il prima possibile (più sta lontano dal centro della scena politica, più la gente si dimenticherà di lui e lo relegherà all’oblio) e ad assicurare una buona coalizione per governare di nuovo il Paese, stavolta con la legittimazione del voto popolare. Sono aperti i canali con Forza Italia e Berlusconi, per una riedizione del patto del Nazareno che durò fino all’elezione di Mattarella. Salvini ha chiaramente detto che qualsiasi partito che vuol discutere con la Lega deve avere idee chiare su uscita da Euro e questa sarà la base imprescindibile per ogni alleanza o programma comune: allo stato attuale sembra che solo Fratelli d’Italia della Meloni sia sulle sue frequenze, forse parte di Forza Italia, ma probabilmente una compagine non abbastanza nutrita e forte da ricevere un mandato per la formazione di un governo. Forza Italia spinge per un sistema proporzionale puro che garantisca a Silvio Berlusconi di contare ancora qualcosa nella formazione di un nuovo governo: quello che interessa a lui è proteggere le proprie aziende, poco importa se deve stare al governo con uno o con l’altro. E infine c’è il Movimento 5 Stelle, che a parole continua a mantenere la linea dura rifiutando alleanze con qualsiasi altro partito e puntando al 40%, ma dall’altra, nelle segrete stanze, consapevole della difficoltà di raggiungere il premio di maggioranza e del fatto che non si potrà congelare di nuovo il 30% dei voti degli italiani stando all’opposizione ancora per una legislatura, inizia a ragionare su possibili scenari di governo che prevedano alleanze e accordi post – elettorali, soprattutto nel caso il partito di Grillo risulti la prima forza e quindi riceva mandato esplorativo dal Presidente della Repubblica per la formazione di un governo. Lega Nord? Partito Democratico? Chissà cosa bolle in pentola in Via Morone a Milano, nella sede della Casaleggio Associati. Lo scenario politico italiano pre – elezioni, vista la situazione, sembra molto incerto e frammentato ed è difficile fare previsioni su possibili scenari futuri.

Tuttavia ci sono dei segnali che mi invitano a riflettere: Il primo è che la tenuta dell’Unione €uropea e della sua architrave principale, la moneta unica, sono messi in fortissimo dubbio da una crisi socio – economica senza fine, dalla Brexit, da Trump, e dall’ascesa di partiti euroscettici in tutto il continente. In questo scenario le forze dell’establishment stanno cercando qualsiasi espediente pur di salvare il salvabile: in questo senso vanno letti ad esempio l’ascesa di Emmanuel Macron, finto candidato anti – establishment il cui obiettivo è impedire l’elezione all’Eliseo dell’odiata Marine Le Pen e la proposta della Merkel di un’Unione Europea a due velocità. Il secondo è la convergenza di alcuni partiti sul tema che sarà al centro delle prossime elezioni politiche (non solo in Italia, ma in tutta Europa) e su cui si giocherà e deciderà la prossima campagna elettorale italiana: l’Unione Europea. Infatti, dopo la svolta moderata voluta dai vertici del Movimento 5 Stelle nel giugno 2016, le posizioni dei pentastellati e del PD sul futuro dell’Unione Europea sembrano molto simili a quelle del Partito Democratico di Renzi: critici sull’attuale impostazione della governance europea, ma vogliosi e pronti per ridiscuterla e cambiarla da dentro. In questo senso vanno anche lette le dichiarazioni di Di Maio, candidato premier in pectore, che si è detto disponibile a discutere di “una nuova moneta unica con nuove regole”. Quindi a mantenere l’euro ma a ridiscuterne la governance. Esattamente la stessa posizione di Renzi e del PD, che criticano questa Europa e vogliono cambiarla da dentro. Il terzo indizio è la recente convergenza dei partiti mainstream su un punto che il Movimento 5 Stelle ha messo al centro del suo programma politico e della sua azione parlamentare, sia a Roma sia in Europa: il reddito di cittadinanza (così impropriamente chiamato perché non è universale e incondizionato). Infatti sia il PD (e Renzi), sia Berlusconi e Forza Italia hanno iniziato a parlare e puntare forte su politiche simili al reddito di cittadinanza di Grillo. “Il patto con Gentiloni: e ora Renzi spinge per il reddito minimo”, o “Berlusconi insegue Grillo: reddito minimo per tutti” sono titoli che abbiamo iniziato a vedere sempre più spesso sui quotidiani nazionali. Un segnale forte di convergenza, anche se per motivi e obiettivi forse diversi.

Ecco, alla luce di questi tre segnali, mi sovviene alla mente un’ipotesi sempre più verosimile: la spinta delle élite europeiste per un grande coalizione di governo di unità nazionale tra M5S, PD e (forse) Forza Italia che allunghi la vita all’Unione Europea e alla moneta unica. Certo, sembra un’ipotesi fantasiosa e inverosimile, ma i presupposti ci sono tutti: Il Movimento 5 Stelle che arriva primo alle elezioni ed è costretto a trattare con altri partiti una qualche forma d’appoggio per dare il via a un governo a guida grillina, Renzi che mette sul tavolo il supporto per l’approvazione di una forma di reddito di cittadinanza, la riduzione dei costi della politica e la battaglia comune per “cambiare l’UE dall’interno” e i due che convolano a nozze con un’alleanza di scopo. A parte i temi comuni già sottolineati, le condizioni ci sono tutte: l’ambizione dei big pentastellati a Roma di assumere incarichi di governo e quindi di fare di tutto per formare una maggioranza (infatti, in teoria, questa sarebbe l’ultima occasione per Di Maio & company di diventare premier o ministri, visto la questione dei “due mandati poi a casa”), la capacità di Grillo e Casaleggio di far digerire repentini e inspiegabili cambiamenti di linea e di principi alla base, agli eletti e agli elettori (si pensi alla presenza in TV, al tentativo di approdare all’ALDE in UE, all’inversione a U sui politici indagati, ecc.) e le prove di dialogo tra M5S e PD che ci sono già state (i ridicoli streaming con Bersani e Renzi e soprattutto l’accordo per la nomina dei giudici della Corte Costituzionale).

Tutto questo mi fa ritenere non utopistica un’alleanza di governo di scopo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in chiave pro – europeista (mascherata da forte critica all’attuale UE, insomma quanto abbiamo visto nelle dichiarazioni e intenti dei leader dei due partiti). Certo, potrei sicuramente sbagliarmi, tutto può ancora accadere, ci sono tante variabili in gioco e manca ancora un po’ di tempo alle prossime elezioni, ma se io dovessi puntare oggi un euro (o un am – lira, come direbbe Berlusconi), non lo punterei su un accordo Lega Nord – M5S, come molti ritengono probabile, ma lo scommetterei senza dubbio su un accordo M5S – Partito Democratico che preservi in maniera truffaldina lo status quo.
Marco Zanni
Fonte: http://www.marcozanni.eu
Link: http://www.marcozanni.eu/articolo.php?id=97
14.02.2017

 

Pubblicato da Davide

  • Toussaint

    Da prendere solo per quella che è, una chiacchierata con il “boss” piddino della mia città, di cui non posso dare alcuna prova. Sostiene che non tanto il PD, quanto la parte scissionista (bersanian-dalemiana) di questo partito sarebbe ben felice (ed in questo senso sembrerebbe che un qualche abboccamento ci sia già stato) di un’alleanza con il M5S. Ribadisco, è un relata refero che “sparo” così come mi è arrivato. Senza impegno.

    • SanPap

      molto credibile quello che dici a giudicare da quanto sta succedendo, ma per fare cosa ? Rimanere o uscire dall’EU

      • Lilith

        L’Italia da sola non è in grado di uscire dalla EU. L’Italia, nel suo insieme, è in grado solo di fare quello che fanno gli altri oppure quello che le dicono di fare. Non ci sono ne politici ne popolo adeguati a gestire una transizione in solitaria così difficile come un’uscita dalla EU o dall’Euro. L’Italia non si ribellerà, si adeguerà. E’ nella sua indole.

      • Toussaint

        Sia detto in camera caritatis (si fa per dire), ha “sparato” sull’euro. Ma privatamente e a un vecchio amico. Nella realtà non saprei. Non è nemmeno detto che quest’alleanza si faccia, ammesso che la scissione del PD abbia luogo. Dipende dal M5S. Un po’ restio (a suo dire) ad alleanze a destra. Dipenderà quasi tutto dal sistema elettorale (consiglierei, comunque – ma qui parlo io – di guardare alla situazione di Roma. Si dovrebbe controllare, in altre parole, “se” arriverà qualche aiutino esterno alla Raggi, e da parte di chi).

        • SanPap

          fino ad ora aiutini dal pd non ce ne sono stati solo attacchi feroci, specialmente da lady cultura, ma inconsistenti, inutili ingiurie insomma.
          Bene ha fatto la Muraro durante l’interrogatorio a cui la commissione di vigilanza, di competenza della minoranza, che in risposta agli attacchi ha ripetuto, due volte, a lady cultura “avete distrutto la generazione dei miei genitori, la mia generazione e quella dei nostri figli”.
          A proposito della Muraro appena ha dato le dimissioni è passata nel dimenticatoio, non è che tutti gli attacchi avessero il solo scopo di toglierla di mezzo politicamente ?

    • gilberto6666

      Mi unisco anch’io alla domanda di SanPap. Quale sarebbe l’obiettivo politico di questa indubbiamente intrigante tattica?

  • niki vend

    “del fatto che non si potrà congelare di nuovo il 30% dei voti degli italiani stando all’opposizione”

    Da questa frase si capisce la falsità dell’articolista.

    I voti delle opposizioni non sono mai congelati poichè anche le opposiozioni posso, attivamente, incidere sull’attività legislativa.

  • redfifer

    Seguendo le teorie dell’articolista significherebbe una cosa sola: il M5s ha i voti di chi si è sentito tradito dalla dx quanto dalla sx, mettersi d’accordo con una compagine vorrebbe dire per Grillo perdere i voti di chi sentitosi preso in giro dalla sx, ora prova lo stesso sentore anche con Grillo.

    Beppe non ha capito che o fa quel che fa mettendoci le palle o può tranquillamente starsene sul suo yacht a vedere i delfini in alto mare e non si dica che Di Maio a pranzo con Monti e la Trilaterale significa niente, quando tutti sanno bene che quando il diavolo ti tenta è perchè vuole l’anima, anche perchè non esiste nessuno che dopo aver parlato col diavolo se ne va come è arrivato e questo vale anche per Di Maio. Ora se ha intenzione di metterci le palle bene, altrimenti dimostra di essere stata l’ennesima meteora spenta, che non fa né rumore né danni e di gente cosi parlamento e senato sono pieni che basta prendere uno nel mazzo, senza per questo fare tanto i sottili andandosene a prendere uno del M5s, per rimanere fregati alla stregua degli altri.

    • Gino

      ” non esiste nessuno che dopo aver parlato col diavolo se ne va come è arrivato”

      questa è saggezza

      • oriundo2006

        Qusta non la sapevo … !

  • SanPap

    Il parlamento europeo ha ratificato il CETA, in altre parole loro continuano per la loro strada
    Io continuerò per la mia; se questa coinciderà con quella del MoV bene altrimenti amici come prima.
    Se ne faranno una ragione ? Io me la sono già fatta.

    • Toussaint

      Per fortuna, il CETA dovrà essere ratificato da tutti i parlamenti nazionali e ci sarà anche qualche referendum. Non tutto è perduto. La figuraccia PD/FI è mitica e resterà nella storia.

      • SanPap

        sarebbe bello preparare l’elenco dei nomi dei parlamentari italiani che hanno approvato il CETA e associarlo alla lettera di Michele, e farli girare in rete.
        E’ ora che i nomi dei traditori diventino noti a tutti, a chiare lettere.

  • max Io

    …Ho visto superman ieri sera… La trama era decisamente più credibile….
    Tolta la battuta iniziale, davvero la situazione italiana diventa sempre + ridicola. Sentivo un intervista questa mattina in una radio libera e imparziale in cui un giornalista di una nota testata indipendente ed imparziale attaccava all’arma bianca il pentastellato di turno sull’argomento Raggi…. Ma dov’era quel Buffone negli 20 anni?

  • Povero Marco Zanni, il trasformismo è una brutta bestia e le masturbazioni cerebrali alla ricerca di giustificazioni gli hanno dato alla testa, sarebbe meglio che onorasse i patti controfirmati aderendo al M5S, dimettendosi da parlamentare, e che rispettasse anche gli elettori che gli hanno dato il voto, visto che il vincolo di mandato richiedeva fedeltà al MoV, e non un cambiamento di casacca, come ha fatto lui e come hanno fatto in tanti altri … tra cui anche Razzi e Scilipoti … si preoccupi piuttosto di meditare sul naturale approdo della Lega, che finirà dritta dritta tra le fauci di Verdini e Berlusconi …
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/08/parlamento-un-onorevole-su-quattro-ha-cambiato-schieramento-in-tre-anni-ogni-mese-10-cambi-di-casacca/2706457/

  • ant85

    “E infine c’è il Movimento 5 Stelle, che a parole continua a mantenere la linea dura rifiutando alleanze con qualsiasi altro partito e puntando al 40%, ma dall’altra, nelle segrete stanze…”

    Mi scusi, non per essere impertinente, ma lei ha partecipato a questi presunti incontri segreti oppure li ha sognati di notte?

  • gix

    Mah, certamente ognuno è libero di immaginare gli scenari che vuole ma questi mi sembrano abbastanza fantasiosi. Per prima cosa non direi che al momento il M5S si stia muovendo dietro le quinte per allearsi con qualcuno, anche se di per se è cosa possibilissima e auspicabile, quanto semmai è evidente che gli altri, ormai quasi tutti, stanno convergendo su quelle che sono state le principali proposte avanzate dal M5S, prima tra tutte il reddito di cittadinanza. D’accordo poi con chi dice che una alleanza del M5S con gli “scissionisti” del PD è possibile, non certo però con i renziani, che, anche se propendessero per le stesse proposte politiche, di fatto sarebbero avversari diretti su tutto, per pure questioni di potere. Non c’è poi da storcere il naso se il M5S lavorerà per allearsi con qualcuno con cui provare a governare l’Italia; chiunque sia disponibile per un progetto simile, su basi completamente nuove rispetto al sistema attuale, sarà degno di attenzione.

    • fastidioso

      “una alleanza del M5S con gli “scissionisti” del PD è possibile, ”

      Ma dove le leggete queste minchiate ?

    • permaflex

      Pensa che l’ultima volta che Di Battista è venuto a parlare in piazza, poco prima del referendum, chi ci ha messo il camioncino per portare il palco era una bersaniano di ferro, lo conosco ed abbiamo assistito assieme al comizio, aspettavo che lo dicesse ed alla fine ZAC puntuale arriva “certo che quella volta se Grillo avesse detto di si…” :DDD

  • Maria Di Monti

    Non so quale possa essere la via, ma so che tanti nel PD si vergognano di essere piddisti.
    Mi guardo Grillo su Netflix E’ pubblicizzato su ogni video che apro. Moooo… vedrò

  • Guarda un po’ dov’è finito Marco Zanni, in un partito che pubblicamente dice una cosa e nelle spelonche del parlamento ne firma un’altra, infatti è stato presentato al Senato il disegno di legge contro la diffusione delle bufale online … ebbene tra i firmatari della legge che addirittura prevede anche il carcere per chi pubblica “notizie false”? Il Senatore Divina della Lega Nord. Segretario? Matteo Salvini. Incredibile, ma non troppo pensando alla credibilità politica del Partito di Salvini, in prima fila insieme con Laura Boldrini, nel folle tentativo di censurare il web. Anzi, la Lega si spinge laddove neanche la Presidente della Camera aveva osato chiedere, proponendo addirittura il carcere … insomma un nome una garanzia … di ipocrisia però.
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_lega…/6_18997/

  • azul

    Insomma, secondo Zanni il M5S sarebbe la versione italiana di Syriza, un´acchiappa dissenso anti establishment che tutto assorbe per poi restituire riciclato in salsa eurista e politically correct. Il sospetto in effetti é condivisibile. Quando si fa una politica alla do cojo cojo, dicendo tutto e il contrario di tutto, cambiando posizione come un manuale di kamasutra si finisce per confermare quello che dicevano quelli dell´ALDE nelle loro motivazioni al rifiuto: il M5S é primaditutto in contraddizione con se stesso. Chi come Zanni cambia casacca in un simile circo, in realtá vuole solo rimanere coerente. Meglio tardi che mai.

    • silvio

      Per coerenza avrebbe dovuto dimettersi

    • fastidioso

      “M5S sarebbe la versione italiana di Syriza”
      Personalmente ho detto a Di Maio, dopo il tour europeo, che se pensa di fare lo Tsipras italiano andrò a sputarlo in faccia, e con me concordavano altri pentastellati presenti alla conversazione.

  • Dopo le fantasiose alleanze Grillo-Salvini addirittura un’alleanza Grillo-Renzi-Berlusconi, questa mi mancava. Attendiamo con impazienza i prossimi “possibili” scenari tipo Grillo & Fratelli d’Italia, Grillo & Südtiroler volkspartei + Partito dei pensionati e Grillo & Alien III alla conquista dello spazio.

  • Divoll79

    Personalmente, non votero’ per alcun partito pro-UE o pro-migrazione,
    qualunque partito sia.

  • Divoll79

    Gli eurodeputati di Forza Italia e PD (con l’eccezione di due eurodeputate PD siciliane, Michela Giuffrida e Caterina Chinnici) hanno votato a favore di questa immane porcata CETA. Ricordatevene, quando andremo finalmente a votare: questi sono i partiti che sono andati contro gli interessi dell’Italia e di tutti i popoli europei.

    Ora resta solo da sperare che almeno un parlamento nazionale di uno stato europeo voti contro. Infatti, per l’approvazione definitiva del CETA e’ richiesta la decisione favorevole unanime di tutti i parlamenti nazionali degli stati membri. Quindi bisogna rafforzare e rendere piu’ visibile la nostra contrarieta’ di cittadini.

  • antifemminismoragusa

    il m5s fa schifo perchè invece di risolvere i problemi si è messo a fare i matrimoni gay, m5sessi andate a cagare

  • gilberto6666

    Più laicamente, credo che l’On Zanni sia libero di cambiare “casacca”, visto che giustamente, a mio giudizio, non esiste vincolo di mandato, né hanno valenza costituzionale contratti di partito o aziendali. Questo a prescindere dal contenuto del suo articolo, che ritengo francamente troppo spinto in termini di fantasticherie politiche. Altrettanto libero è il M5S di intraprendere le intese che eventualmente ritenesse più proficue a realizzare legittimamente scalate governative. Si tratta di normalissime possibilità politiche a disposizione di esponenti politici e dei partiti. Non griderei quindi allo scandalo in nessun caso, saranno i dirigenti del Movimento a giocare le carte che riterranno più producenti, in base alle tattiche e le strategie che decideranno di adottare.

  • natascia

    Ho avuto modo di ascoltare Marco Zanni su Youtube, del tutto condivisibile ed encomiabile. Vorrei tele-trasportarmi. Vorrei esser bambina. Vorrei un’Italia diversa.

  • Tonguessy

    Le ipotesi di Zanni mi sembrano un brutto deja vu: il compromesso storico. Solo che in questo caso non ci sono falchi alla Kissinger (sentite cosa diceva Guerzoni sull’incontro Moro-Kissinger) che fanno di tutto per impedirlo. Al contrario, i padroni del vapore questa volta sono ben lieti che ci possa essere una “convergenza parallela”.
    Adesso basta solo aspettare: con le nuove regole imposte dalla Consulta salta il premio di maggioranza e il prossimo governo sarà necessariamente frutto di alleanze. Con i numeri odierni non ci sarebbero molte possibilità oltre a quella ipotizzata da Zanni.
    Ci hanno martellato i cabasisi per decenni sulla presunta ingovernabilità del proporzionale, e rieccoci al punto di partenza. Non che mi dispiaccia: la democrazia è in realtà una forma di mediazione politica. Quale mediazione sarà possibile per rendere il prossimo governo un po’ più longevo dell’effimera?

  • fastidioso

    Per conto mio, se il 5S non dice chiaramente che l’euro deve MORIRE, il mio voto se lo scorda.

  • Ronte

    Siamo sempre e comunque dentro una logica capitalborghese, dalle sfaccetature apparentemente diverse ma dalla trama conservatrice.
    Unità nazionale e stabilità sono i proclami con i quali, vecchi e nuovi(?) partiti hanno convinto il popolo prone. E a fronte di una crisi europea e mondiale si pensa tutt’al più di rispondere con sciagattati reazionismi. In Italia con Salvini e Grillo. Nessuno però che ponga la centralità vera di tutte le crisi:IL LAVORO. E non possono farlo poichè salterebbero i presupposti della loro esistenza:’politica istituzionale come mano d’opera del capitalismo’. Ecco perchè non dobbiamo più credere a qualunque formula proposta o che si proporrà, fanno tutti parte di uno stesso gioco che ha come scopo la subordinazione e lo sfruttamento della gente. Ed è per questo che urge rilanciare un’opposizione sociale unitaria e di massa che riconduca le rivendicazioni immediate e dalla prospettiva anticapitalista.

  • Pippo Spano Pres MEV

    Marco Zanni chi..il fuori uscito deiL M5S europa, quello che ora é libero di intascarsi tutta la diaria riborsi ecc.
    Quello che neanche un minuto dopo il tentato accordo schifezza organizzato dal eu parlamentare Borelli,sedeva giá accanto a quelli della Lega Nord.
    Sicuramente una persona moralmente integra e attendibile!!

  • MarioG

    Mah… VERAMENTE nella vicenda del Parlamento Europeo è il “fuoriuscito” Zanni quello che ne esce male? O non è la dirigenza dei m5s che ha tentato di portare il Movimento nel gruppo di monti (vi ricordate? “Rigor Mortis”), oltretutto ottenendone una sonora umiliazione.
    Adesso è lui il traditore o il “trasformista” (come dice la PASIONARIA del movimento qui sotto…)
    Sù! Abbiate un sussulto di dignità.

    • Pippo Spano Pres MEV

      Il tentativo di passare all’alde é stato una mezza idiozia, sia nel metodo che nel risultato, ancora non si riesce a capire se l’iniziativa sia stata presa per motivi strategici o d’interesse personale.
      Il fuoriuscito Zanni ne esce male questo é un fatto.
      Non ti riconosci piu’ nel partito/movimento politico..benissimo lasci e torni a casa.
      Non cambi poltrona nel giro di una mezza giornata se non hai giá la valigia pronta.
      Per di piú che faccia il saputello , dopo aver pianto che lui non sapeva nulla di un’accordo fatto dal compagno di banco e di partito..é tragicomico.

      • marcobaldi

        È uno dei pochi. Forse l’ unico che ci capisce qualcosa tra tutti gli euro parlamentari italiani (ha di fatto messo in un angolo Draghi con una sua interrogazione, per dire):

        E lo dico fregandomene altamente se fosse grillino; leghista o comunista.

        Sarebbe questa la famosa “meritocrazia”? Mandiamo a casa l’ unico -o quasi- che la in mezzo cerca di fare qualcosa per noi (ITALIANI).
        La competenza su materie macroeconomiche e monetarie sarebbero il problema?
        O forse il problema è che a dettare l’ agenda economica in Europa è un pizzaiolo amico di Beppe?

        • Pippo Spano Pres MEV

          Il problema si chiama integrita’ morale, cosa che dovrebbe essere la base per una persona rappresentante del popolo.
          Il fatto che sia ben preparato in materia macroeconomica é relativo, ,
          Vuoi qualcuno preparatoe e per ora coerente e moralmente onesto, Marco Valli

          • marcobaldi

            Si. È vero. Anche Valli e ‘ preparato e utile alla nostra causa nazionale.
            Però. Scusa. Qual’è integrità morale c’ è nel passare nel gruppo di Monti?

          • Pippo Spano Pres MEV

            Rispettare accordi presi.
            Il signor Zanni prima di potersi candidare con il M5S ha firmato di propria volonta alcuni documenti in cui s’impegnava a rispettare il mandato nella forza politica con cui era stato eletto.
            Tu ti fidi di una persona che dice di voler fare una cosa , addirittura lo dichiara per forma iscritta, e poi ne fá un’altra?!?!?
            Io no!
            Senza coerenza ed integritá intellettuale , tutto quello che una persona dice,per quanto giusto che sia, ha lo stesso valore di uno spot pubblicitario!!

  • Divoll79

    Qui i nomi degli europarlamentari che hanno votato a favore e contro il CETA
    https://stop-ttip-italia.net/2017/02/15/ceta-i-nomi-e-cognomi-di-chi-ha-votato/
    A favore: Picierno, Kyenge, Soru, Bonafe, Costa, Fitto, Mussolini.
    Riflettete sulle conseguenze, se pensate ancora di votare per i partiti di queste persone.

  • vocenellanotte

    È un articolo a dir poco patetico, fuori dalla realtà. Mi astengo dal commentare il curriculum dell’autore. Nel merito fa alcune affermazioni prive di logica che forse stanno solo nei suoi desideri per ritagliarsi il solito ruolo del voltagabbana. Può stare certo che i 5S non hanno bisogno di lui, diversamente sarebbero già spariti.
    Inoltre quello che Zanni evidentemente non sa (e con ciò lascia trasparire quello che ha sempre fatto cioè il parassita opportunista) è che ci sono progetti a breve, media, lunga visione. Ogni alleanza sarà in quella prospettiva. Nel breve non sarà difficile anche senza alleanze perché fare peggio degli ultimi 25 governi è impossibile, perciò il lavoro dei 5S è in discesa. Nel medio politica economica, stampa, Rai, assets strategici, ambiente, educazione, ecc richiedono visioni comuni che non sarà difficile trovare in parlamento con alleanze variabili. Nel lungo periodo trattati internazionali, sovranità, difesa, costituzione, legge elettorale, poteri dello stato, regioni, province, comuni, enti, ecc., anche qui si potranno valutare appoggi per obiettivi.
    Tutta quella brodaglia Zanni se la può bere da solo.

    • manicomiopp

      Cit: “Nel breve non sarà difficile anche senza alleanze”

      Come possono andar al governo senza alleanze??

      • Pippo Spano Pres MEV

        superando il 40% difficile ma non impossibile come vogliono far credere

        • manicomiopp

          ahh…e se prendono il 38??che si fa??

          • Pippo Spano Pres MEV

            be questa seconda domanda é un pó piú difficile…….m’immagino che gli altri partiti s’inventeranno un’altro governo di larghe intese tentando di tener fuori il M5S, sicuramente la cosa sará molto ma molto complicata.

          • manicomiopp

            Dibattista ha dichiarato che a loro bastera’ prender 1 voto in piu’ degli altri e Mattarella dara’ loro l’incarico. Anche per la fiducia, er dibba dice che non ci stanno problemi. Hanno 3 mosse di governo gia’ pronte che nessuno potra’ rifiutare: reddito di cittadinanza, aiuto alle piccole e medie imprese e qualcosa sulle banche che pero’ non ricordo.

            Wooowww..spero sia lui e non dimaio il nuovo leader.

  • salvatore di cesare

    Mah, sarebbero morti politicamente sia i cinque stelle che i piddini. E alle votazioni alla camera ed al senato ne vedremmo delle belle. Dopo essersi sparati addosso a palle incatenate convolano a nozze? Forse lo scenario potrebbe essere plausibile se il Pd si spacca e bersani e c. fanno un altro partito. Ma dovrebbero prendere minimo il 10%, ammesso che i grillini ne prendano il 30, per governare. Certo, ci sarebbe l’appoggio esterno dei berluscones, se gli tutelano le aziende. E vorrei vederli governare insieme sinistroidi e grillini. Ma vorrebbe dire consegnare il paese alla destra sovranista per i prossimi 20 anni…..

  • permaflex

    Tutta l’impalcatura sulla presunta intransigenza della Lega viene a cadere di fronte alle parole pronunciate da Salvini in risposta ad Abete, anche Salvini critica al pari degli altri l’europa senza volerne uscire la differenza stà allora nel lavorare attivamente degli ultimi in questa direzione. Per precisione le parole di Abete a cui Salvini rispose affermativamente furono “ho capito che lei critica l’europa al fine di migliorarla senza volerne uscire” qualcuno se ne ricorda?

  • sotis

    Un altro che sa tutto…. sono anni che il M5S dice , e lo fa, che non si vuole alleare con nessuno ma continua la farsa di chi racconta che uno ha detto che un altro ha visto però non posso dirti il nome …stile le telefonate tra Raggi e Grillo… Grillo era arrabbiato e dava ordini …uno, non ti dico chi, era li e ha potuto ascoltare. L’italia da anni è il paese del gossip e delle seghe mentali…che palle.

  • Pippo Spano Pres MEV

    Eppure ha fatto parte anche lui del M5S dovrebbe sapere che nessuna alleanza é possibile con la vecchia partitocrazia senza distruggere il Movimento stesso.
    In caso di alleanza un buon 20% si asterrebbe dal voto, il resto si spaccherebbe in migliaia di correnti diverse.

  • Vamos a la Muerte

    Alcune cose condivisibili altre molto meno: per esempio è assolutamente disonesto intellettualmente mettere sullo stesso piano la scelta del M5S di andare in televisione (si è preso atto che una larga fetta della popolazione si “informa” solo tramite la tv e quindi per quelle persone – generalmente anziane- si è resa necessaria la comparsa sul piccolo schermo pena il rinunciare definitivamente a quella parte consistente di Elettorato) con il Delirio di Beppe Grillo di abbandonare il gruppo euroscettico per aderire alla fazione più ideologicamente eurista ed europeista additando motivazioni per lo più incomprensibili per non dire assurde.
    Detto questo, comunque si deciderà tutto o quasi nei prossimi 3 mesi: il 15 Marzo si vota nei Paesi Bassi e il 7 Maggio ci sarà il Ballottaggio alle Presidenziali Francesi. Se Geert Wilders e Marine Le Pen dovessero farcela allora le Elezioni Italiane diventerebbero quasi ininfluenti.
    A mio modesto parere, s’intende.

  • disqus_VKUtLIms5T

    Renzi e Grillo sono il nuovo che avanza…
    Staremo a vedere dove vanno a parare.

  • silvano

    Ecco come finirà…..faranno una legge elettorale con premio alle coalizioni e non ai singoli partiti giusto per tener fuori i 5 stelle, poi sinistra italiana, pd e tutte le compagini che fanno riferimento a quell’area politica si alleeranno, vinceranno, e governeranno felici e contenti facendo le più orrende nefandezze compreso la censura del web che tra le altre cose è già in atto…..altro che alleanze o larghe intese…..mi sembra abbastanza lapalissiano!