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UN FANTASMA SI AGGIRA PER L'AMERICA

DI SANDY KROLICK
Club Orlov

[Questo post è di Sandy, scappato da New York ora vive felicemente a Barnaul, nella bellissima e maestosa regione di Altai, in Russia].

Karl Marx una volta scrisse: “un fantasma si aggira per l’Europa”, scrisse quelle parole alla vigilia dei moti rivoluzionari in Italia e Francia del 1848 e che presto avvolsero gran parte del continente. All’insaputa della maggior parte degli Americani, l’Europa è di nuovo divorata dalla rivolta, che minaccia di espandersi. La crisi finanziaria, cominciata negli USA ed estesasi in tutto il mondo, insieme alla crisi del debito sovrano dell’ Unione Europea, come risultato, ha acceso la passione di masse soffocate e ridotte in schiavitù; la gente ha riconosciuto la propria condizione di schiavitù ed ha denunciato i suoi padroni. I regimi perlopiù capitalisti non sono meno colpiti di quanto lo siano i regimi socialisti, comunisti o teocratici, tutti loro hanno il solito padrone.

Sulla scia dei disordini civili del 2009 avvenuti in Lettonia, Lituania, Ucraina, Bulgaria, Montenegro, Polonia, Germania, Ungheria, Grecia, Portogallo e Republica Ceca, in risposta alle diverse misure di austerity prese dai governanti, una rivolta in piena forza è scoppiata in Francia. Proprio come le proteste politiche in seguito alle elezioni iraniane del 2009, dopo mesi le proteste e manifestazioni in tutta Francia hanno preso una piega più violenta, e continuano ad aumentare i segnali di una insurrezione armata. Dall’ altra parte dell’ Atlantico, anche i canadesi hanno tolto gli occhi dal puck (il disco usato nell’ hockey) abbastanza per diventare furiosi, hanno organizzato le proteste al meeting del G-20 a Toronto (avrebbero reso fiero un francese) proteste che hanno spinto una delle più addomesticate bestie politiche a mettere a nudo le sue zanne tiranniche.

La classe media/lavoratrice è ancora preoccupata a fissare le ombre proiettate sui muri della sua grotta/prigione, preferisce credere a quello che gli viene detto dai suoi padroni e gestori: tutto andrà bene nel loro piccolo mondo, a condizione di tenere la testa bassa e lavorare duro (o cercare d trovare un lavoro). Imbroglioni politici come Obama che in modo rassicurante ci dicevano: “Sì, ce la possiamo fare” a sopravivvere a questa crisi e andare avanti elemosinando per un pezzetto del Sogno Americano. L’uomo dietro le quinte li sta implorando di andare avanti, ingnorando quello che è davanti ai loro occhi. Lui ci dice che il loro mondo è intatto e continuerà a prosperare. E loro ascoltano rispettosamente e deliberatamente rifiutano di vedere. Ma i disillusi fra di noi non possono ignorare a lungo la montagna di prove contrarie che abbiamo davanti. Questo spettacolo sta volgendo al termine e promette di essere una fine ingloriosa. L’ondata di estinzione, il picco del petrolio, il picco dell’ acqua, la crisi finanziaria ed economica mondiale, i disordini politici all’estero che stanno per diffondersi in patria – non sono questi i segni di un collasso imminente?

Ma anche i nostri fratelli europei non capiscono l’importanza di questo evento. Non è un problema fiscale nè un prblema economico. Non è un problema di cattiva dirigenza politica nè il risultato di confuse o maldestre priorità personali. Si tratta di una crepa nella volta del teatro dello Spettacolo, cominciato con l’avvento della storia umana e della civiltà stessa. Si tratta del capolinea dell’ evoluzione umana, che ha patologicamente cercato artifici di manipolazione e controllo a tutti i costi.

Come Thomas Hobbes proletticamente, anche se involontariamente, dichiarò secoli fa, questa sarà una “guerra di tutti contro tutti”. Ma questa non sarà la guerra che aveva erroneamente presupposto si sarebbe verificata fra i nostri antenati pre-civilizzati, non fosse stato per il costituirsi del contratto sociale. Anzi, è una guerra risultante da questo preciso contratto, radicato nel pensiero freddo e calcolatore, e dallo slancio che ha impartito alla civiltà in questi ultimi 6000 anni di storia registrata.

Lo spettro a cui si riferiva Marx era il Comunismo: questo sarebbe e potrebbe essere la fase finale nel movimento dialettico della storia verso una società civile senza classi. Lui si sbagliava, l’esperienza comunista è stata una fallimento. L’unica apparizione spettrale che ci infesta ora è un riflesso naturale della fondamentale letalità della civiltà industrializzata stessa e il sistema di gerarchia e dominazione che è stato concepito e perfezionato, tutto basato sul potere del sillogismo. Questa è la logica della scienza obiettiva, il principio del nostro sistema legale, la razionalità dietro al nostro contratto sociale, l’ anonimato della nostra politica civile, e il quadro narrativo della toria stessa. E’ questa logica che ci lega alle gerarchie che hanno lavorato per svuotare il mondo di tutte le sue risorse e la sua vita, di tutto il suo sgnificato, rimpiazzando il tutto con sistemi impersonali che vanamente provano a controllare e gestire tutte le cose, umane e naturali.

E’ il culmine inevitabile di 6000 anni di storia innaturale, la storia umana, che è iniziata con i primi imperi urbani emersi nei pressi della Mesopotamia, quella che una volta era la Mezzaluna Fertile. Le persone possono ancora percepire questa letalità di base, anche se molti di loro sono diventati parti vuote di una istituzione gerarchica che si svuota, un vuoto espresso più esplicitamente nella seguente formulazione: se A è B, e B è C, allora A deve essere C. Che controlli la natura o i nostri simili umani, in questa ottica siamo tutti prodotti interscambiabili all’ interno di una singola logica di controllo, un composto di punteggi di test, funzioni di lavoro, mode di mercato e altri criteri oggettivi. Sta qui il motivo del nostro vuoto e del nostro senso di alienazione verso l’ altro, verso la natura e noi stessi. Nel tentativo di compensare questo vuoto, abbiamo cercato di acquistare altri prodotti – tv, auto, laptop – per sentirci di nuovo integri. Ma auto vistose e televisori ultrapiatti non ci salveranno.

L’ America, tra le altre società civili moderne, è quella concepita nel modo più razionale. Abbiamo più scienza e teconlogia, più avvocati e leggi, più prigioni e prigionieri, più basi militari – in breve, abbiamo il sistema di dominio più grande di qualsiasi altro paese sulla Terra. Abbiamo anche più manager e truffatori, più competizione, più malattie mentali e più pistoleri solitari che agiscono contro qualsiasi cosa percepiscano come una ingiustizia nel loro mondo. Eppure continuiamo a marciare dritti verso il precipizio. Siamo una nazione di gente che segue le regole, non una comunità di persone libere – e siamo legati al sillogismo come nessun altro. Non c’è dignità nella nostra schiavitù; siamo diventati le anime più vuote.

Quello che si sta aggirando per il mondo oggi è lo spettro dell’ anarchia primimitiva, una inclinazione selvaggia sepolta dentro il midollo e i muscoli di ogni animale. La razza umana non ne fa eccezione, e possiede un potente istinto di scappare alla morte. Abbiamo una incontenibile volontà di sopravvivere all’ astuto sistema gerarchico di controllo freddamente creato e che ora sta fallendo. E’ anarchico nel vero senso della parola: cerca di essere senza leader non solamente in un senso politico, ma di essere libero dalla tirannica egemonia imposta dalla logica civilizzatrice del ragionamento sillogico stesso. Cerca di fare di ogni persona, ogni interazione, ogni momento una cosa unica, non classificabile, aperta alla volontà
e alla possibilità. Cerca la libertà nella polisemia dei sensi, dei corpi fisici- non dei corpi politici. Questo fantasma non è immaginario: è reale, ed è su di noi. Ora è ovunque ed ha una volontà propria, non può più essere messo sotto controllo e non ci sarà scampo. Non è interessato a te, sta dando la caccia a ciò che tu pensi di essere.

Titolo originale: “A Specter Is Haunting America

Fonte: http://cluborlov.blogspot.com
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27.10.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di REIO

Pubblicato da Das schloss

23 Commenti

  1. L’unica apparizione spettrale che ci infesta ora è un riflesso naturale della fondamentale letalità della civiltà industrializzata stessa e il sistema di gerarchia e dominazione che è stato concepito e perfezionato, tutto basato sul potere del sillogismo. Questa è la logica della scienza obiettiva

    Esattamente. Non a caso fu Aristotele il deus ex machina del sillogismo, epicentro filosofico medievale poi reinterpretato da Cartesio nel suo sillogistico Cogito Ergo Sum che getta le basi della percezione alienata, schizofrenica della Natura. Da qui la Scienza moderna, che ci dice che se A è B, e B è C, allora A deve essere C.
    La nostra ossessione per le uguaglianze nasce dalle diseguaglianze spirituali (non mi viene in mente un termine migliore). Sempre più distanti da noi stessi cerchiamo quel Sè Oggettivo che un Sè Pensante cartesiano ha creato, moderno demiurgo che pone tutta la Res Extensa sul piatto (in senso lato) della misurazione. Una carota da 1hg è una carota da 1hg, non importa se coltivata biologicamente oppure chimicamente. A deve essere C.

    siamo legati al sillogismo come nessun altro. Non c’è dignità nella nostra schiavitù; siamo diventati le anime più vuote.
    Abbiamo allontanato la Res Extensa dalla Res Cogitans. Questo è il nostro peccato originale: pensiamo di essere “altro” rispetto alla Natura.
    Complimenti per la scelta editoriale.

  2. ……………… Non è un problema fiscale nè un problema economico. Non è un problema di cattiva dirigenza politica nè il risultato di confuse o maldestre priorità personali. ………………….. Falso, sono esattamente questi i problemi, come è falso affermare “anarchia primimitiva, una inclinazione selvaggia sepolta dentro il midollo e i muscoli di ogni animale”: l’anarchia non è mai stata degli animali selvaggi, è piuttosto una reazione dell’animo umano alle costrizioni di una cattiva organizzazione sociale. La vera novità di oggi è la potenza manipolatoria della tecnologia, che ha raggiunto il confine fisico invalicabile, l’ambiente in cui viviamo. Da questo, e solo da questo, gli umani sono costretti a pareggiare i conti con le loro incapacità logiche. Prendersela con la logica per un uomo è come per una tigre prendersela con i denti e gli artigli, rifiutandone l’uso per salvarsi dalla propria stessa aggressività.
    La ragione ci ha inguaiato, la ragione ci deve trarre d’impaccio, terzium non datur. Certamente esiste lo spettro della reazione violenta, scomposta, irrazionale, ed è perfettamente congruente con l’insufficienza razionale di chi questo spettro sceglierà di attualizzare nella propria realtà, degli sconfitti dell’esperienza umana. La verità è molto più semplice, e come sempre è l’unica cosa che rende liberi, al contrario degli animali inquadrati nella loro esistenzialità rudimentale, per quanto “affascinante” agli occhi superficiali e stolti di chi si può permettere il lusso di alienarsi dalla propria essenza, che solo animale non è.

  3. La ragione ci ha inguaiato, la ragione ci deve trarre d’impaccio, terzium non datur.
    Questa filosofia autentica è autentica fonte di sciagure. Se la chimica ci sta rovinando la vita, sarà la chimica che ci salva. Basta crederci, no?

    You cannot solve a problem from the same consciousness that created it.
    A. Einstein

  4. … e sì, il sillogismo non è più quello di una volta. Colpa della Gelmini!

  5. hai dimenticato un pezzo: You must learn to see the world anew.

    Dovete imparare a vedere il mondo nuovo, dice il caro Albert, del quale ho studiato la relatività speciale all’università. La cosa curiosa di quel corso è che il prof. Loinger affidava tutta la parte matematica ad un suo assistente. E’ sempre dura far lavorare il cervello!

  6. a me piace la definizione dell’idiota come di “colui che ripete la stessa cosa sperando in un risultato diverso”

  7. Chi gioca a golf spera spesso in un risultato diverso. Fine sillogismo: chi gioca a golf spesso è un idiota. Su questo siamo d’accordo.

  8. …… L’ America, tra le altre società civili moderne, è quella concepita nel modo più razionale. Abbiamo più scienza e teconlogia, più avvocati e leggi, più prigioni e prigionieri, più basi militari – in breve, abbiamo il sistema di dominio più grande di qualsiasi altro paese sulla Terra. …….

    questo qui ragiona veramente come uno studente post-gelmini, strazia il sillogismo in perfetto stile Homer Simpson, ed effettivamente ha molta audience, vedo. Complimenti!

  9. Meglio ancora: The horrifying deterioration in the ethical conduct of people today stems primarily
    from the mechanization and dehumanization of our lives — a disastrous byproduct of
    the development of the scientific and technical mentality.

  10. Strazia il sillogismo? Ed in che modo? Dove sono le premesse sbagliate da cui parte e che conducono ad una conclusione errata?

  11. Cerco di catturare il fantasma sillogistico enunciato nell’articolo: siamo avvinghiati dal pensiero unico dei manager moderni.

    Confesso che questo tirare in ballo la logica mi fa scuotere la testa.
    Innanzi tutto la logica sillogistica di Aristotele era, dal punto di vista logico, assai imperfetta. Uno degli schemi sillogistici, si chiamava curiosamente Barbaro, anzi Barbara. La premonizione intrinseca dei nomi!
    La logica, abbandonato Aristotele, s’e’ sviluppata in moltissime direzioni. Fino a abbandonare perfino il senso comune. Chi l’avrebbe mai detto in Grecia! Ci sono logiche dove vale il tertius datur. Altre dove valgono moltissime vie di ragionamento, altre che ammettono contraddizioni, c’e’ stato perfino il movimento della logica intuizionistica. Insomma alla fin fine non si sa piu’ cosa sia il vero e cosa sia il falso in quanto si contempla anche il sia vero che falso quanto il ne’ vero ne’ falso, per non dire di posizioni intermedie.
    Il picco del ragionamento logico rigoroso del primo ordine e’ rappresentato dal teorema di Goedel, il quale ci rammenta che un sistema formale coerente contiene degli enunciati non dimostrabili in se stesso. Estrapolare questo risultato devastante e contemporaneamente liberatorio fuori dal suo ambito puo’ servire da spunto ma anche da limite per il ragionamento.

    Quante chiacchiere per dire che la logica con la situazione nella quale si trova la societa’, la logica studiata dai logici matematici con questa impasse non ha nulla ma proprio nulla a che fare.
    La logica moderna e’ la prima a rammentarci che ci possono essere miriadi di interpretazioni della verita’ e perfino del ragionamento. Esattamente il contrario di quello che ci dicono i maghi del marketing, i manager delle multinazionali, i quali predicano il pensiero unico senza alternative.

    No, il fantasma che si aggira non e’ affatto il fantasma della logica, semmai il fantasma di quello schema sillogistico praticamente di pochissima utilita’ se non nel nome: il sillogismo barbaro. Che nessun logico usa piu’!
    La barbarie e’ tirare in ballo concetti desueti o entita’ che in fondo non conosciamo per davvero, come gli animali o come i fantasmi.

    Tira un certo venticello di cambiamento nella societa’, malgrado tutto. C’e’ chi, forse ispirato dalla linguistica, si rende conto che perfino gli animali hanno un’anima. E chi distingue l’anima dallo spirito, meglio ancora non confonde spirito e fantasma, rendendosi conto che ci sono mondi dove i fantasmi si aggirano per davvero e mondi frammezzo dove entita’ eteree si materializzano oppure al contrario svaniscono nell’impalpabile.

    Modi di ragionare fuori dalla forma mentis dei manager. Forse sono questi ragionamenti da individui che conoscono il grande spirito che possono tirarci fuori dalle incombenti crisi che si ammassano nel mondo dei contabili, i quali conoscono un solo ragionamento: quello del desueto schema aristotelico barbaro.

    Che abbia ragione Goedel? Che per trovare una dimostrazione conviene uscire prima dal sistema? Cominciamo ad uscire dal modo di ragionare del sistema. Da questa litania del sillogismo. Mi pare che sono in tanti a farlo ormai. Costoro non conteranno nulla, managerialmente parlando, pero’ possono fare sciame, e lo sciame, si sa’, ha un’intelligenza sua che esula da quello della singola ape.

  12. Il “sillogismo” presunto dall’autore (o autrice?) è: società razionale = sistema di dominio, America = società più razionale di tutte, America = più grande sistema di dominio. Non ti sto ad illustrare la falsità di una o l’altra di queste affermazioni, non voglio offendere la tua intelligenza, ti ricordo solo che anche una sola falsa rende falso il sillogismo. Il problema è anche questa confusione (sillogistica in senso barbaro) tra razionalità, logica, e sillogismo, che è solo una delle figure logiche, la cui consistenza, ribadisco, è tutta affidata alla qualità dell’interpretazione delle frasi assertive.

  13. Credo tu stia facendo un po’ di confusione. I sillogismi aristotelici prevedono la premessa maggiore, la premessa minore e la conclusione. Nel caso di Cartesio: Natura est (premessa maggiore, sottintesa), Cogito (premessa minore) Ergo Sum (conclusione).
    Società razionale= sistema di dominio non è un sillogismo, è un’equivalenza logica tutta da dimostrare

  14. Con il paradosso di Russell la logica formale dimostra di avere quei limiti che Goedel poi esporrà

    http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_di_Russell

    Questi paradossi ci informano che fidarsi della logica è ben misera cosa, logicamente parlando. Tracciano cioè il limite della comunicazione e la logica sottesa. Insomma meglio non fidarsi neanche della matematica…

  15. Il fatto e’ che esistono tante logiche. Cioe’ tanti modi di ragionare matematicamente sul concetto di verita’, anche lui ormai presente in molte sfaccettature.

    Russell e Goedel hanno riconosciuto i limiti dei sistemi formali della logica proposizionale e del primo ordine. In realta’ il linguaggio fa largo uso di concetti che prescindono da questo tipo di enunciati: si utilizzano quantificatori, qualifiche di enunciati, nozioni temporali, ecc. Quindi le logiche piu’ consone ad esprimere i concetti usuali sono per lo meno del secondo ordine, contengono modalita’ e sono anche spesso sfocate.

    Il paradosso di Russell ha significato la morte dell’approccio logicistico alla matematica, il cui intento era di spiegare tutta la matematica, quindi anche i numeri, gli insiemi, ecc. a partire dalla logica. E’ una coincidenza che il piu’ grande propugnatore dell’approccio logicistico fosse un tedesco? I grandi matematici erano per lo piu’ tedeschi. Dopo la grandeur dei matematici usciti dalle scuole politecniche francesi. Da quella Germania li’ non spunto’ solo il nazismo ma anche la rivoluzione della meccanica quantistica. Di menti brillanti ne avevano evidentemente a bizzeffe in Germania. Ciononostante il nazismo pervase tutto. E lo pervade tutt’ora. Con la differenza che probabilmente i continuatori odierni della mentalita’ nazistoide hanno gente meno brillante di allora, o semplicemente non ce la fanno piu’ a comprarla.

    Torniamo alla matematica. Di passi avanti ne sono stati fatti parecchi, forse troppi, tant’e’ che perfino i matematici sono talmente specializzati da non capirsi piu’ fra loro. Rispecchiano anch’essi quello che succede nella societa’: la specializzazione imperversa a scapito della comprensione globale, dell’approccio “rinascimentale”. Tuttavia la storia insegna che la matematica ha solitamente preceduto le rivoluzioni concettuali in fisica. Perfino Newton, l’ultimo degli alchimisti (passo’ piu’ tempo a studiare l’alchimia che non a studiare la filosofia naturale) dovette inventarsi strumenti matematici adeguati per avanzare nello studio di quella che oggi chiamiamo fisica. Einstein pote’ fare quel che fece grazie a matematici che avevano gia’ preparato gli strumenti di cui lui avrebbe fatto uso. Quelli del CERN idem, le teorie sui gruppi di simmetria, sulle algebre non commutative sono tutti costrutti messi in piedi da matematici ben prima del parto del modello standard.

    Siccome anche la matematica ha le sue mode o tendenze, par di capire che vi sia una riscoperta del ruolo centrale della geometria, meglio della geometria algebrica. In sintesi non piu’ la logica dei tempi di Russell ma la geometria sarebbe la base migliore per spiegare la natura intima delle cose.

    Resta sempre valido lo stupore che gia’ manifestava Galieo, possibile che il linguaggio della natura sia cosi’ sfacciatamente matematico!

    Non e’ detto che magari lo e’ solo per il semplice fatto che siamo noi ad adottarlo, non conoscendo linguaggi altrettanto utili per la nostra concezione delle cose. Linguaggi che ci garantiscano che i ponti non cadano al primo soffiar di vento.

    Fidarsi e’ bene, ma diffidare e’ meglio, particolarmente quando si maneggiano cose troppo complicate, cosi’ complesse che nemmeno la matematica arriva a descriverle compiutamente. Figuriamoci poi se dalla matematica scritta si passa alla sua applicazione pratica, cioe’ al modello numerico, al calcolo. Li’ il diffidare e’ sano e doveroso, gli esempi li abbiamo sotto il naso. Anzi e’ un vero bombardamento di esempi e controesempi.

    E’ quel benedetto principio dei pesi e contrappesi, tanto utile anche nella politica. Ma ci accorgiamo del suo valore solo tardivamente, quando esso viene meno.
    Par proprio di essere finiti in un mondo senza piu’ contrappesi.

  16. Credo che la teoria più appropriata ai tempi che corrono sia quella di Quine-Durhem che vuole essere olistica. Che considera la TOTALITA’ degli eventi in osservazione come un unicum interconnesso con le teorie applicate alla spiegazione. Si legge tra le righe che la specializzazione è una malattia da cui non si può guarire se non (e qui ritorna il vecchio Einstein dell’aforisma sopra menzionato) attraverso METODI diversi da quelli comunemente accettati e adottati. Inutile quindi far finta che la soluzione sia nel problema stesso, dato che il problema è un contunuum di applicazioni e relative teorie, magari sbagliate (sennò che problema sarebbe?).
    Le logiche servono a strutturare i linguaggi, e non c’è nulla di male in tutto questo. Il problema semmai è non cadere nel tranello di credere che la soluzione di UN problema sia la soluzione di TUTTI i problemi. Contestualizzare (ovvero l’approccio olistico di cui sopra) serve proprio a scongiurare la deriva specialistica che attualmente attanaglia la scienza tutta (salvo le dovute eccezioni) e che, generalizzando, va sotto al nome di scientismo. Il CICAP è una prova abbastanza solida di cosa significhi usare la scienza (o presunta tale) per difendere certi baluardi altrimenti indifendibili dal buon senso.
    Contrappesi? se la scienza ha avuto un peso fondamentale quando faceva da contrappeso ad una fede ormai non più al passo con i tempi, adesso che nessun contrappeso ha la forza di competere con essa ci ritroviamo in queste condizioni, con persone che pretendono di trovare la soluzione nelle modalità e conoscenze che hanno provocato i disastri. Serve un “new manner of thinking”, così come auspicava Albert:
    “We shall require a substantially new manner of thinking if mankind is to survive.”

  17. Lo pseudoanarchico che ha scritto questo post, pur avendo il merito di sottolineare la gravità della crisi che sta vivendo il capitalismo, cade nei soliti banali errori di chi ha una conoscenza superficiale dei processi storici e del pensiero di Marx, a cui pure si accenna.
    Si afferma che “Lui si sbagliava, l’esperienza comunista è stata una fallimento.”. Ma siamo sicuri che quella a cui si fa riferimento (l’URSS) sia stata un’esperienza comunista?
    La più grande catastrofe che lo stalinismo ha prodotto, putroppo, è quella di aver spacciato un sistema capitalista di Stato nel ramo industriale misto ad un sistema privato (vedi colcos) nel ramo agricolo addirittura come socialismo!
    Fino a che non vi sarà produzione di beni e distribuzione di essi attraverso un piano razionale, che tenga conto dei bisogni umani, nessun paese potrà definirsi socialista! E senza l’organizzazione razionale e umana della produzione e della distribuzione non si fa altro che tornare alle caverne, cosa che gli anarchi, putroppo, da piccoli borghesi quali sono, non potranno mai comprendere.
    Invito a leggere questo articoli di Amadeo Bordiga, figura chiave del Novecento, che seppe, con pochi altri, difendere i principi del socialismo scientifico contro la degenerazione prodotta dagli stalinisti.

    http://www.quinterna.org/archivio/filitempo/100_1952_dialostalin.htm

  18. Due testi che ritengo altamente istruttivi. Il primo è “La dialettica dell’illuminismo”, il secondo è “Il manifesto di Unabomber”. Chi si ostina a dire che il problema non è la scienza in sè, ma come la si usa, non ha capito dove sta il nocciolo del problema e cioè nella visione della realtà che sta alle fondamenta del pensiero scientifico moderno la cui estremizzazione si è manifestata nella rivoluzione industriale (sfruttamento disumano mai esistito fino ad allora). Visione che anzichè conciliare lo spirituale con il materiale ha portato esclusivamente allo sviluppo tecnologico (ma non morale) dell’Occidente, che è la causa del capitale.

  19. “Quelli del CERN idem, le teorie sui gruppi di simmetria, sulle algebre non commutative sono tutti costrutti messi in piedi da matematici ben prima del parto del modello standard.” Non so te, ma io trovo bizzarro che si riesca a comprendere categorie, funtori, spazi topologici ecc.. e poi non si riesca a stabilire se esistono o meno infiniti numeri primi della forma n^2 + 1 🙂

  20. “…con persone che pretendono di trovare la soluzione nelle modalità e conoscenze che hanno provocato i disastri….” Dalla saggezza al talebanesimo il passo è breve, anzi scontato da parte di chi non ha una propria autonomia di pensiero, ovvero la maggioranza degli ignorantoni che non sanno quel che dicono, però pretendono di saperlo appoggiandosi ad una mal interpretata saggezza altrui, socialmente riconosciuta. Per Galileo la cosa era evidente, non per i suoi contemporanei. Ma l’operazione svolta nell’articolo qui sopra è ancora più “radicale” nel suo talebanesimo, è volta a delegittimare non una teoria particolare, ma tutte le teorie, l’intera ragione umana, applicando alla lettera la citazione che tanto ti piace ripetere, senza capirne il vero senso. Abbi almeno l’umiltà di riconoscere che anche per dire un enorme stronzata occorre un minimo di ragionamento, senza il quale la stronzata stessa non sarebbe stata neppure concepita. Di questo passo arriveremo a bruciare tutti i libri ed a perdere la conquista del linguaggio, così ci potremo felicemente estinguere come una delle tante specie di cui abbiamo provocato anzitempo l’estinzione. Amen.

  21. Di questo passo arriveremo a bruciare tutti i libri ed a perdere la conquista del linguaggio
    Hai proprio ragione: “Dalla saggezza al talebanesimo il passo è breve”.
    Mi devi solo spiegare dov’è che sta scritto che bruciare libri e proporre il mutismo ( l’autismo) come metodo comunicativo sia la soluzione. Si stava invece parlando dei LIMITI di qualsiasi linguaggio e dell’autoreferenzialità insita nei linguaggi stessi. Venivano ricordati studi importanti che delineano l’esatto contrario di ciò che tu sostieni. Si parlava di questioni che, in ultima analisi, si basano su di un atto di fede. E’ un percorso cognitivo interdisciplinare che coinvolge decine di linguisti, filosofi, scienziati ed epistemologi. Noto con dispiacere che anche una persona intelligente come te si lascia andare a considerazioni insensate invece di considerare le profonde implicazioni che i limiti strutturali dei linguaggi presentano. Peccato, peccato davvero.

  22. Che bruciare libri e proporre il mutismo ( l’autismo) come metodo comunicativo sia la soluzione sta scritto tra le righe dell’articolo che stiamo commentando e che pare ti sia piaciuto, sta nella tesi di fondo, che neppure le analisi epistemologiche più sofisticate possono modificare (e nelle quali mi guardo bene dall’immischiarmi, gli errori di gioventù serviranno pure a qualcosa). Dirò di più, ho sviluppato una vera allergia verso la trasposizione di problematiche metodologiche della scienza nella politica, nelle questioni sociali e morali, e ti spiego anche il perchè. La dimensione esistenziale propria della vita individuale e sociale richiede continuamente elaborazioni logiche elementari che vanno continuamente nella direzione del superamento delle logiche precedenti (quelle che hanno “creato” il problema, come ami ripetere), e questo è alla portata di tutti, bambini compresi. Fantastico, peccato però che la qualità elaborativa ne risenta, regredendo spesso a livelli abissalmente più bassi della più banale e provvisoria interpretazione “scientifica”. A questo punto le reazioni sono del tutto personali. La mia è l’esatto contrario di quella dell’autore che si abbandona al nichilismo della visione anarcoide, così come la rappresenta. La lotta alla stupidità spero non mi abbandoni finchè campo.

  23. ….sentire pontificare gli yankee è quasi comico…..
    la peggior razza depredatrice nella storia dell’ uomo.
    la boria vi seppellirà.