Un’ esperienza del covid

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Nestor halak per Comedonchisciotte.org

Molti si chiederanno, ma non si diceva la covid? Sì i media hanno deciso che si deve dire così, ma io non sono molto sensibile alle verità che decidono i media e mi piace di più il covid al maschile, pertanto, da bravo Bastian Contrario, non mi conformo.

Ma non è di questo che volevo parlare, piuttosto del fatto che nel corso del mese di aprile ho partecipato ad un viaggetto di gruppo dove mi sono reso conto che i partecipanti erano in numero decisamente eccedente il lecito al fine di aumentare il guadagno dell’agenzia organizzante.

Come si usa oramai comunemente, non è mancato neppure il solito volenteroso viaggiatore che si è preso il gradito onere di “costituire un gruppo uotsapp” tra i partecipanti, costume che ha quanto pare è diventato assolutamente ineludibile in simili circostanze.

Dato che io, bizzarramente, uso il telefono poco e perlopiù allo scopo di telefonare e non per costituire gruppi uotsapp, ho lasciato a mia moglie il compito di aderire all’iniziativa sociale. Devo dire che si tratta di qualcosa di molto utile per la guida (quindi per l’autorità della fattispecie), la quale può dare per conosciute da tutti circostanze che non ha affatto esplicitato.

Fatto sta che uotsapp o no, dopo qualche giorno di viaggio un turista ha iniziato a manifestare niente di meno che sintomi influenzali. Fortunatamente i tempi sono mutati, perché solo qualche mese fa una tale situazione avrebbe portato all’intervento delle truppe speciali o alla probabile soppressione dell’infetto da parte dei compagni mascherati, ma nella più tollerante attualità, non si è andati oltre qualche occhiataccia.

La parte interessante, comunque, è avvenuta alla fine del tour quando i partecipanti erano già tornati a casa e hanno cominciato a fiorire sull’arena di “uotsapp”allarmatissimi comunicati speciali di gente che si autodenunciava come positiva al covid (o alla covid se preferite), e invitava tutti a sottoporsi con urgenza ad altrettanti test per certificare ufficialmente l’avvenuto contagio o, in alternativa, la (provvisoria) conservazione della purezza virale.

La proliferazione di queste comunicazioni di servizio in perfetto stile “appimmuni” mi ha ricordato atmosfere trascorse e indotto ad alcune pedanti riflessioni. Se il tutto fosse avvenuto l’anno scorso, la prima impressione sarebbe stata la paura: ci si poteva aspettare che la Gestapo Sanitaria si presentasse all’alba per strapparmi dal letto e portarmi in un lager medico capeggiato dal dottor Mengele, oppure di ricevere una telefonata notturna dalla voce bonaria del compagno Jugasvili che mi avvisava di dover fare una piccola confessione.

Oggi, fortunatamente, si può stare (provvisoriamente) più tranquilli, almeno dal lato sanitario, ma ammaestrato dal passato, mi è passato neppure per la testa di andarmi a cacciare nella tana del leone che poi, probabilmente, non sarebbe stato poi tanto facile lasciare. Come dimenticare che a molti è stato impedito di uscire, di viaggiare, di lavorare, di curarsi, di entrare negli uffici pubblici: io stesso sono stato cacciato con ignominia da ristoranti, altri sono stati inseguiti da elicotteri dei carabinieri perché passeggiavano. Vi pare ci sia molto da fidarsi?

Eppure i miei compagni di viaggio e di uotsapp, si fidano ed anzi fanno a gara in solerzia. Sembrano essere ancora tutti perfettamente immersi nella narrazione covidiana maschile o femminile che sia (a proposito, ma non è discriminante avere due soli generi grammaticali? Almeno il latino aveva anche il neutro), che recita e impone: un terribile morbo ci minaccia, dobbiamo vivere (si fa per dire), in costante stato di allerta (mai abbassare la guardia). Invece io cominciavo già a dimenticare.

Fatto sta che, a riprova dell’efficacia dell’inoculo, sia io (che non sono “vaccinato”), che mia moglie (che è “vaccinata”), abbiamo accusato i temibili sintomi tipici del raffreddore: naso chiuso, mal di testa, tosse secca, starnuti, mal di gola,qualche linea di febbre, attenuazione del gusto e dell’olfatto.

Il quadro descritto può essere interpretato secondo la narrativa precedente al covid: puttanazza mi sono beccato il raffreddore! Adesso mi tocca di dormire malamente perché ho il naso chiuso, magari starmene a casa un paio di giorni e prendermi qualche aspirina e forse anche l’antibiotico.

Oppure secondo la narrativa covid: allerta rossa! Siccità in Emilia Romagna! Anzi alluvione! L’importante è che allerta sia! Si salvano persone con la barca dalle strade allagate!Epidemia mortale in corso! Tachipirina e vigile attesa! Maschere di halloween obbligatorie, camion di morti a Bergamo, intubamento prono in terapia intensiva, trattamenti sanitari obbligatori con farmaci sperimentali a RNA, ospedali al collasso (e quando non lo sono stati? Provate ad andare ad un pronto soccorso). O, peggio di tutto, le infami ramanzine della Banda Bassotti!

Non c’è dubbio che gli uotsappisti hanno una fottuta nostalgia della seconda versione, ma io, duro, imperturbabile, mi attengo strettamente alla prima. In effetti passano un paio di giorni e qualche aspirina e tutto sparisce. Immagino che sarebbe accaduto lo stesso anche se avessi deciso di recitare in chiave tragica, ma volete mettere il pathos.

Tutto qui il covid? Tutta qui la nuova peste? La malattia per la quale è stato fermato il mondo e sono state inoculate miliardi di persone sane con un medicinale genico che induce le cellule del proprio corpo a produrre una proteina virale in modo da esporle al rischio di essere attaccate dal proprio sistema immunitario? Guarda che ti sbagli (o non ti sbagliare! Come amano esprimersi i più cafoni), il sistema escogitato non danneggia gli organi perché l’RNA virale rimane nel luogo dell’inoculazione. Uhm, ma come facciamo a saperlo? Non è endovena, ma la microcircolazione locale non potrebbe incaricarsi della diffusione nel sistema circolatorio? Noi pensiamo che non lo faranno. Ma siete sicuri? Avete fatto la prova? Non proprio, ma lo sappiamo. Astuti!.

Tutto qui il motivo per cui centinaia di migliaia di persone sono state brutalizzate, messe agli arresti domiciliari, licenziate, private dei mezzi di sostentamento, multate, ridicolizzate, insultate,  minacciate e magari anche avvelenate? Personalmente non posso che testimoniare in questo senso per le due volte che ho preso una variante del terribile morbo: è stato tutto qui.

Certo questo è solo un aneddoto, un’impressione personale di una realtà immensamente più grande e variegata, però, nel suo piccolo, è proprio tutto qui. Soggettivamente è stato tutto qui. C’è da tener conto del fatto che quelle da cui sono stato colpito sono le varianti più recenti, quelle che producono una malattia molto più blanda di quella originaria, ma comunque, non possiamo dimenticare che per la stragrande maggioranza dei contagiati la malattia è sempre risultata fondamentalmente banale.

Eppure, tanto potente è stata la propaganda, che ancora oggi che il Covid è diventata con plateale evidenza una sindrome parainfluenzale non più pericolosa di tante altre, le persone, specie se uotsappate, continuano a rappresentarsela come la pesta nera.

Solo pochi anni fa si sarebbe raccontato: la mia solita fortuna:sono stati in vacanza e ho preso il raffreddore! Mi è venuta anche la febbre! Eh, lo so, è capitato anche a me! Sai, il cambio di clima, il cibo e a questo punto avrebbero tirato fuori l’immancabile aria condizionata!

Più si va avanti, più mi convinco del drammatico calo cognitivo della popolazione occidentale e della penosa qualità delle elite al potere. Ma devo dire che neanche il governo cinese alle prese con la pandemia o quello russo alle prese con la guerra in Ucraina, mi sono sembrati questo gran che. Neppure il Vaticano del Papa Nero.

Viviamo in tempi in cui i capi della mafia si ispirano alle palle hollywoodiane per interpretare il loro ruolo e tengono in camera manifesti del Padrino come facevano gli adolescenti americani degli anni cinquanta con Elvis Presley. E ogni volta che affittate una camera in un hotel dovete togliere il piumino dal letto perché lo mettono in tutto il mondo, anche se fuori ci sono quaranta gradi. Chi l’avrà ordinato? Il Deep State? Bill Gates? Mckinsey? L’Oms?

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