TURBANDO L'UNIVERSO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI GARY CORSERI

Thomas Paine's Corner

Negazione dell’Olocausto, revisionismo, religione, censura e guerra

“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre”. – Isaia


“Indegna d’uomo è la vita senza ricerca”. –
Socrate


“In ultima analisi, la guerra è sempre un tradimento”. –
Chris Hedges


“Un universo statico non è fisicamente autoconsistente. Il sole non può splendere per sempre”.
— James Peebles, Professore Emerito di Fisica, Princeton University


“Oserò

Turbare l’universo?

In un attimo solo c’è tempo

Per decisioni e revisioni che un attimo solo rovescerà”.

— T.S. Eliot



L’11 luglio l’autore William Blum mi ha inoltrato via e-mail un
articolo del Washington Post su Ken Meyercord. Fredrick Kunkle, un giornalista
del Post, descriveva Meyercord come un sessantacinquenne con un “impiego
high tech al Freddie Mac, uno show di una televisione locale a carattere
partecipato … e una lunga storia di registrazione scritta di quelli
che dichiara siano i ‘miti’ dell’Olocausto”. Meyercord, proseguiva
l’articolo, sperava di ottenere “un seggio at
large
nel direttivo dell’Associazione Cittadini di Reston, un
ente parastatale … per una comunità di 60.000 abitanti che, ufficialmente,
non è un comune”. Fondamentalmente, Reston2 è una periferia
di Washington D.C. in Virginia.


Avevo conosciuto Meyercord alcuni mesi prima, in occasione di una kermesse politica a Washington. Gli sponsor del party esultavano per l’insediamento di Obama. Essendo più cinico della maggior parte dei convenuti, mi ero agganciato alle code del frac di Blum per l’invito… inventandomi chauffeur con il mio vecchio furgoncino. Incontrai Medea Benjamin, Meyercord con la consorte palestinese Samira, e qualche altro invitato degno di attenzione. Nessuno di quelli con cui parlai o di cui mi capitò di cogliere la conversazione mi parve eccessivamente radicale o pericoloso. Alcuni di loro (ma non le persone che ho menzionato sopra) mi sembrarono oltremodo ingenui nel ritenere che un’elezione avrebbe modificato la direzione del nostro moderno Impero.

Alcuni mesi dopo, il mio amico Blum ed io ci trovavamo all’incontro con l’autore Eduardo Galeano alla libreria indipendente Politics and Prose, sempre a Washington D.C. Lì incrociammo Meyercord, e si decise di cenare cinese in un locale vicino. Fu allora che Meyercord mi parlò del suo show, anche se gran parte della conversazione verté più sull’anatra alla pechinese che sulle agrodolci questioni dell’attuale politica imperialista.

È probabile che Meyercord mi abbia accennato della sua candidatura alle elezioni di Reston, ma non registrai l’informazione, assorbito com’ero da un residente del Maryland che non riusciva ad ottenere di votare in Virginia. I discorsi si mantennero sul conviviale, nessuno tentò di fare del proselitismo, anche se, di fatto, nessuno avrebbe potuto: Blum ha 75 anni e conosce tutti i trucchetti, e anch’io, con i miei 63, mi difendo bene.

Quattro giorni dopo aver letto il primo articolo su Meyercord me ne arrivò un altro, sempre di Fredrick Kunkle. Dopo il titolo, “Preferenze last-minute fermano il ‘Revisionista’”, dal pezzo appresi che “La campagna dell’ultim’ora volta a impedire a un sedicente revisionista dell’Olocausto di ottenere una carica in un ente civico a Reston ha riscosso un vasto successo. Ken Meyercord, che era stato l’unico candidato in lizza per un seggio at large nel direttivo di 13 membri volontari dell’Associazione Cittadini di Reston, ha conquistato solo 23 voti dopo la forte reazione negativa suscitata dalle sue provocatorie esternazioni sugli ebrei”. Debra Steppel, organizzatrice della campagna che invitava a dare la propria preferenza anche a candidati non direttamente indicati nella scheda elettorale, lo ha definito “un risultato fantastico”.

Kunkle riportava che Meyercord aveva “elegantemente riconosciuto la sconfitta” e si era congratulato con la Steppel per il suo impegno, benché la ritenesse “male informata”. L’articolo osservava poi che Meyercord e la moglie vivono a Reston dal 1977, e che in “scritti e interviste” aveva espresso il dubbio che la Germania nazista avesse una “missione per sterminare gli ebrei in Europa, un piano noto come Soluzione Finale”. Meyercord aveva anche negato che i nazisti abbiano usato camere a gas per uccidere gli ebrei, e si dichiarava “scettico sul fatto che il numero delle vittime dell’Olocausto ammontasse a 6 milioni”.


A questo punto la vicenda aveva polarizzato la mia attenzione, e chiesi a Meyercord di inviarmi alcuni suoi scritti. Di origini in parte ebree, e con una famiglia allargata che annovera tra i suoi componenti sionisti, anti-sionisti, nonché indifferenti, ignoranti e in divisa, da ammiratore di Paine e Thoreau, Martin Buber, Rilke e Hesse, da uomo estremamente interessato al mondo in cui vive e alla psicologia umana, volevo capire meglio questa tempesta in un bicchier d’acqua che si stava scatenando a Reston, e come ciò potesse essere messo in relazione con il nostro confuso, violento e insidioso macromondo moderno.

Scorrendo il lavoro di Meyercord, lo trovai più apologetico che infocato. In “In Search of a Holocaust Denier”, Meyercord scrive: “Quanto vorrei qui presentare è una spiegazione ragionata (in verità un appello) che aiuti ad analizzare tutti gli aspetti della storia dell’olocausto, in un’atmosfera priva di rancore, d’intolleranza, e di intimidazioni. Ritengo che dalla storia si possa imparare, e ritengo che, facendolo, potremo avere un mondo migliore. È chiaro che per imparare dalla nostra storia dovremo possedere una comprensione precisa degli accadimenti…”.

Meyercord descrive come l’immagine dei nazisti “al passo dell’oca […] e che salutano dicendo siegh heil” come Hollywood e gli altri media ce li hanno innumerevoli volte dipinti abbia gettato ben poca luce su “come un uomo come Hitler abbia mai potuto assurgere al potere in un paese tra i più avanzati al mondo”. Meyercord deplora il fatto che così poco abbiamo imparato dall’epoca nazista, osservando che il Ministro degli Esteri d’Israele [Avigdor Lieberman] ha sostenuto la deportazione di tutti i Palestinesi dalla Terra d’Israele (ארץ ישראל, Èreṣ Yisraèl)3. Coloro che si sono permessi di sfidare l’ortodossia dell’olocausto si sono trovati emarginati nel vuoto creato attorno a loro dal mondo accademico (com’è accaduto a Norman Finkelstein negli Stati Uniti) oppure imprigionati (come David Irving in Austria)! E in quello stesso tono assennato, quasi apologetico, si domanda: “Non sarebbe meglio dissipare il velo di credenze che circonda l’olocausto proprio ora che l’antisemitismo è un fattore trascurabile nella società americana, piuttosto che in un qualche futuro in cui tempi più duri potrebbero indurre gli americani disperati e incolleriti a cercare un capro espiatorio?”

E qui chiudo la parentesi sull’approccio di Meyercord. Non si presenta come un persuasivo affabulatore che voglia propinarci il neonazismo. Le sue argomentazioni sono ben ragionate e di gran lunga meno infiammate e provocatorie, ad esempio, di quelle di Limbaugh, O’Reilly, Hannity o Coulter. Meyercord indirizza i suoi lettori (me compreso, in una sua breve intervista telefonica) a due siti web per un approfondimento sulla questione:

www.codoh.com

e

www.holocaustdenialvideos.com


Meyercord si autodefinisce “revisionista”, non un negatore dell’olocausto. E osserva: “Ciò che fa sì che i revisionisti siano travisati e diffamati dai sostenitori della teoria è la loro negazione di tre componenti della storia dell’olocausto:

1. che esistesse un piano per sterminare gli ebrei noto come “Soluzione Finale”;

2. che nella realizzazione di tale piano siano state usate camere a gas; e

3. che in conseguenza a ciò siano stati uccisi non meno di sei milioni di ebrei.

L’autore ci espone la sua confutazione della “storia dell’olocausto” che attualmente prevale e ci rinvia ad altre fonti per maggiori dettagli.

La domanda che ora mi sento obbligato a porre è quanto tutto ciò sia pertinente per il nostro mondo post-9/11.

È pertinente perchè il passato è il preludio, e chi non trae lezioni dal proprio passato, come disse Santayana …già sapete come termina l’aforisma1.

È pertinente perchè uccideremmo per difendere la santità dei nostri miti (religiosi, ideologici, nazionalistici/patriottici che siano), piuttosto che distruggere gli idoli delle nostre percezioni … e delle nostre percezioni erronee.

È pertinente perchè le idee di un uomo riflessivo su un dogma storico o religioso sono irrilevanti per l’esercizio delle sue responsabilità e doveri di cittadino in un’organizzazione civica locale.

È pertinente perchè ogni dittatorucolo che compaia sulla scena (un Noriega, un Saddam Hussein) e che esca dalle grazie del regime imperialista statunitense, e ogni leader populista (un Ahmadinejead, un Hugo Chavez, un Fidel Castro) viene invariabilmente paragonato a Hitler e minacciato di un cambio di regime o di vedersi “spazzare via il suo paese dalle carte geografiche”, se questo non sia, di fatto, già stato invaso. Hitler è divenuto lo standard di riferimento del male ... e quell’incubus colora ogni altra forma di male. Abbiamo trovato la personificazione, l’incarnazione del male, dell’ignoranza e della brutalità, e abbiamo assolto le istituzioni, le forme sociali e i meccanismi di controllo, le psicologie e le isterie a tutt’oggi molto presenti.

È pertinente perchè la maggior parte degli americani non sa un bel niente del sionismo o del ruolo avuto dal nazionalismo ebreo nel periodo precedente la prima guerra mondiale, dello smembramento dell’Impero ottomano, del disastroso trattato di Versailles, della Dichiarazione Balfour, e così via (Meyercord, in effetti, non ne fa cenno alcuno nel suo scritto, né nelle sue interviste a me o a Fred Kunkle del Washington Post).

È pertinente perchè se morirono 6 milioni di Ebrei, o ne se morì un milione… ancora non vi è nessuna giustificazione per l’esproprio del territorio, delle risorse, del paese di un altro popolo (da mia madre ho imparato fin da piccolo che “due torti non fanno un dritto”).

Il circoscritto parapiglia che ha coinvolto Meyercord in un sobborgo del distretto di Columbia ci lascia con tre grosse questioni sulle quali ponderare:

1. una questione di censura

2. una questione morale

3. i dati storici

La campagna della signora Steppel e i votanti di Reston hanno tentato di censurare le parole e le convinzioni di Meyercord. Non hanno votato in base alle competenze di quest’uomo, alla sua disponibilità e capacità di servire la comunità locale. Hanno votato contro le sue idee, alle quali era giunto dopo un attento esame delle prove, della sua vita e dei dettami della sua coscienza. Meyercord ha vissuto per sei mesi a Beirut, ha viaggiato in Israele, è da tempo e felicemente sposato a una donna Palestinese. Insieme hanno cresciuto due figli, i quali hanno frequentato le scuole pubbliche di Reston. Queste singolari esperienze hanno senza dubbio arricchito il suo pensiero. In quale modo la censura e l’espurgazione giovano all’interesse pubblico? Nel nostro intrecciato mondo, non ci sentiremmo tutti più sicuri se cercassimo di protenderci e tentare di comprendere “l’Altro”?

La questione morale si è spesso ridotta a “la mia sofferenza è migliore della tua”. Usare la sofferenza in questo modo poco o niente ha a che vedere con la moralità, e c’entra invece molto con il dogma religioso. È sofferenza come giustificazione … per risarcimenti scandalosi (ad esempio contro i Tedeschi, non più colpevoli della prima guerra mondiale dei Britannici, dei Francesi, degli Americani, dei Russi). È sofferenza usata come fondamento logico ultimo dell’homo homini lupus”, “natura, rossa di zanne e d’artigli”, eccetera eccetera. È sofferenza commemorata come stasi (ecco James Peebles: “Un universo statico non è fisicamente autoconsistente). È sofferenza come razionalizzazione per il perdurare degli imperi della distruzione, causare distruzione e cercare vendetta su altri innocenti, per il perdurare di tutto quest’orribile processo (“Chiameranno bene il male e male il bene. Cambieranno le tenebre in luce e la luce in tenebre”).

E per quanto concerne i dati storici, beh, è sempre stata una faccenda piuttosto fumosa. In tutta la mia vita, Dio non mi ha mai parlato da in mezzo al turbine, e da 46 anni attendo di scoprire cosa realmente accadde in quel 22 novembre del 1963. Einstein affermò che Dio non gioca a dadi con l’Universo, e Bohr rispose ad Einstein di piantarla di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi. Magari Dio non ci gioca, a dadi, ma Egli/Ella/Esso/Essa di sicuro tiene le sue carte vicine al suo petto/seno/ineffabile mistero.

Questo significa che devo continuare a scavare. Devo continuare a turbare l’universo, controllare gli appunti e rivedere i miei memi, perchè in un universo in espansione io non partecipo agli eventi cosmologici, ma posso almeno giocarmi la mia parte lillipuziana e contribuire allo sviluppo della consapevolezza e della coscienza. “In ultima analisi, la guerra è un tradimento”, come Hedges succintamente e profondamente scrive, e ho bisogno di capire come mai e in quale modo una specie con una tecnologia così magnificamente evoluta sia ferma, quando si tratti d’interazione con altri esseri senzienti, all’Età della Pietra e agli Dei Celesti. Che cosa succede? Quale mistero vi si cela?

Sei milioni di vittime, o una sola vittima innocente … cosa ci spinge a massacrare gli innocenti sotto Erode, a crocifiggere Cristo per i nostri peccati, a condannare al rogo John Hus per empietà? Come possiamo usare i numeri per giustificare la brutalità? Forse che la morte di 20 milioni di russi nella grande guerra patriottica ha legittimato lo stupro di 2 milioni di donne tedesche da parte delle truppe russe nel collasso del terzo Reich? Le voci dei fantasmi di dieci milioni di nativi americani si elevano, invocando giustizia. Che sorta di risarcimento potremo mai offrir loro? Milioni di africani, morti nella traversata atlantica (il “passaggio di mezzo”) della tratta degli schiavi, morti di fatica e sudore tra le canne da zucchero dei Carabi e le piantagioni di cotone e tabacco del Nuovo (vecchio!) Mondo … quali monumenti dovremo erigere in loro memoria, che cosa è loro dovuto?

Come possiamo fare delle equivalenze? Io ho sofferto, la mia famiglia ha sofferto, il mio popolo ha sofferto … quindi io ho il diritto di … Fare che cosa? Vendicarmi? Sugli innocenti?

Sperare in un perdono, concesso o ricevuto, significa probabilmente chiedere troppo. Gli esseri umani, in generale, non sono fatti così. Tranne che per alcuni rari santi, di solito siamo riusciti a crocifiggere a testa in giù, bollire nell’olio, o assassinare con migliaia di coltellate.

Ma forse possiamo sperare nella chiarezza, spezzare il circolo vizioso del torto sul torto, cercando le verità, le cause recondite, attraversando il turbinio della confusione per ristabilire la verità … perché in questa mescolanza di vita pulsante chiamata Terra, sempre più sembra che faremmo meglio a remare insieme per non affondare tutti. E sempre più sembrano valere le parole di Eugene Debs, che tanto e così bene disse, e che disse anche questo, in modo così appropriato: “Finché esisterà un’anima in prigione, io non sarò libero”.

Cos’altro se non conoscere la storia vera della mente e del cuore dell’uomo … può riscattarci, proiettare una luce nelle tenebre della terra incognita, affrontando i nostri demoni, facendoci distendere le ali e sgusciare dalla crisalide di cotanta ignoranza, sete di sangue e di potere, arroganza, pavidità, bramosia e stupidità?

1[… è condannato a riviverlo]. Santayana…

2 Reston (Nord Virginia) è un esempio di “città privata”, o “privatopia”, una comunità residenziale i cui abitanti hanno deciso di privatizzare le aree comuni, gestendo i terreni edificabili, i trasporti e i servizi, secondo regole di sicurezza, prestigio ed elevata qualità della vita.

3 L’autore si riferisce qui all’espressione integrale, Ère Yisraèl, (ארץ ישראל) HaShlema, ove HaShlema, Ha-Shlema o Ha’Shlema significa “tutta, completa”, da cui la resa inglese “greater”.

Gary Corseri ha pubblicato i suoi lavori in centinaia di siti, tra cui After Downing Street, CounterPunch, The New York Times, Village Voice e Dissident Voice. Ha presentato le sue opere al Carter Presidential Library and Museum e i suoi drammi sono stati diffusi, tra gli altri, dalla PBS-Atlanta. Ha insegnato in prigioni e università. Tra i suoi libri vi sono: Holy Grail, Holy Grail; A Fine Excess, e Manifestazioni (antologia da lui redatta).

Gary Corseri
Fonte: http://civillibertarian.blogspot.com/
Link: http://civillibertarian.blogspot.com/2009/07/disturbing-universe-holocaust-denial.html
23.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SHEILAB

Commenti (34)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Sassicaia 20 agosto 2009

      Sei anche una donna che legge,si interessa e si intende di strategia militare,
      una vera rarita'.

    1. cloroalclero 19 agosto 2009

      ma sai, leggendo Irving mi viene in mente un ragazzino appassionato di storia bellica: in effetti quello è il suo campo, la ricostruzione delle battaglie. Quello che so è che lui, prima delle sue vicissitudini persecutorie si autodefiniva un "liberale".

      ps grazie del "miglior blog del web" :-)

    1. Tonguessy 18 agosto 2009

      Non sequitur. Chi ha mai parlato di questo? Per cortesia argomentazioni sensate, le farneticazioni lasciamole da parte.

    1. maumau 18 agosto 2009

      quando si uccide un presidente sono d'accordo tutti...e non potrebbe essere altrimenti (ricordiamoci che l'ispiratore di Jfk,che non era cosi' buono o buonista come descritto,era Bob,il fratello ,ministro della giustizia e consulente speciale,che infatti fece la stessa fine!!Se non era per Krushov che fece un passo indietro,ritirando i missili a Cuba,lo spirito evengelico americano che sono convinti di essere sempre nel giusto,ci avrebbe portato alla catasfrofe,non per nulla oggi è arrivata ad accerchiare la Russia moltiplicando per 100 l'affronto cubano,ma nell'indifferenza dei più ,contro il casino fatto per i missili a Cuba.. )

      lobbie militari(vietnam e Cuba) ,CIA(ridimensionamento),mafia(lotta dichiarata dal fratello Bob),ma soprattutto la banca centrale (anche le date Kennedy si riprese la sovranità monetaria il 4 giugno 63 e fu ucciso a novembre del 63)infatti come altri presidenti americani uccisi(non se ne parla mai ma ce ne sono incredibilmente altri 3 uccisi dal solito isolato,e sono Lincoln,Garfield,Mckinley ) fu uno dei pochi a rivendicare la sovranità monetaria allo stato in quanto usurpata dalla banche(il che equivale ad alto tradimento,come prevede la stessa costituzione sia americana che italiana
      ogni volta che anche una delle 3 sovranità territoriale,fiscale,e di battere monete,venga ceduta ad una entità privata ,banche private o entità straniera come la BCE che tra l'altro è una banca privata di cui la banca d'italia,che aveva il 93% delle azioni di banca d'italia, detiene circa l'11% di azioni);infatti questo tipo di reato prevedeva in Italia l'ergastolo,nel 2006 è stato depenalizzato legge Castelli insieme ai reati di golpe non violento,mentre sempre nel 2006 Prodi cambia lo statuto l'articolo numero 3 dello statuto di Bnca Italia,contro la Costituzione,permettendo anche formalmente ,e non solo di fatto,alla banca pubblica d'Italia di essere posseduta a maggioranza dai privati,come era impedito precedentemente .

      Kennedy emise $4,292,893,825 di dollari 'Greenbancks'(dollari di stato)
      poco dopo fu ucciso,il fatto che chiarisce il legame tra questi e la sua morte è che appena dopo ucciso furono tutti ritirati...sebbene rimane la possibilità dello stato di emettere titoli monetari(come tra l'altro sono quei titoli di stato Tresury founds sequestrati a Chiasso del valore di centinaia di miliardi di dollari) in base all' Executive Order 11110
      4 giugno 1963 che emendava l' Executive order 10289 del 19 settembre 1951,che appunto è valido ancora oggi(sebbene nessuno lo utlizzi visto che la FED governa in USA)

      Lincoln da par suo aveva emesso $449,338,902 esenti da debito scioccando le banche e con quei soldi finanziato la guerra.

      Tutti i presidenti uccisi avevano sia condannato lo strozzinaggio delle banche centrali ed alcuni avevano emesso moneta di stato(come Lincoln e JFK) ciò che prova la stretta relazione è che infatti i presidenti restaurati dopo gli assassini riconsegnarono tutto il potere monetario alla FED edificandogli nuovi grandiosi edifici a consolidarne il potere e magnificando il loro ruolo concedendo nuove ampie libertà e vantaggi.

      Direi che non ha manco senso mettere in dubbio la radice di quei crimini..
      ci sono moventi ,rapporti causali e temporali tutti confermati,in un tribunale ( che mai ci sarà!) non ci sarebbero dubbi.
      Che poi altre lobbie convergessero con le banche centrali non vi sono dubbi.
      Ma ricorderei che sia le lobbie militariste che petrolifere per i loro investimenti attingono sembre ai soldi presi dalle banche ad interesse,quindi le banche quando non si fa una guerra sono lese..
      anche perchè per fare un guerra lo stato si indebita con le banche (debito pubblico)e quindi ogni attività che crei debito è vitale per la banca centrale oltre a poter prendere gli interessi da chiunque investa economicamente nella guerra.
      Quindi un presidente che voglia fermare la guerra (e quindi il debito pubblico e privato )e che per di più voglia riprendersi la sovranità monetaria è quanto di peggio possa esistere per una banca...ecco che si svelano i moventi...

      poi se l'assassinio venga appaltato alla CIA (che possiede il Know-how)
      alla mafia,cambia poco...identificare in questi i mandanti è lo stesso errore che si compie quando si indicano in Provenzano e Riina i mandanti delle stragi di Falcone e Borsellino,in sostanza come guardare il dito che indica la luna..e non vedere la luna che pure è enorme...

      ciao

    1. cesare52 17 agosto 2009

      Io voglio discutere e mi preoccupo degli insulti che disturbano e deviano il dibattito. Qui già cera il signor "Nessuno" che esordiva i suoi contraddittori con "latrina" o "sterco di cane" poi si dimentcava gli argomenti. E' stato bannato fortunatamente e nessuno lo rimpiange. Si può discutere anche con argomentazioni forti, ma l'insulto è sempre sinonimo di non avere argomenti ma di sapere tante parolacce. Tutto qui. E, mi permetto, se ci provassi anche tu a dire qualcosa in merito? Una volta si diceva: "quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito" Mi scuso per lo sciocco che non ti è indirizzato ma lo slogan diceva testualmente così.

    1. Sassicaia 17 agosto 2009

      In effetti lo storico inglese e' stato perseguitato in maniera indegna dalle
      democrazie occidentali fino all'inserimento nella normativa di un aborto
      giuridico,cioe' il reato d'opinione.In certi paesi e' divenuto reato affermare
      e pensare certe cose piuttosto che altre e questo francamente e' inconcepibile:se uno ad esempio vuole sostenere che l'Olocausto non e' mai
      esistito deve essere libero di farlo,non si possono imporre delle verita' storiche a suon di leggi.E' vero anche che lo storico inglese si attiro' le ire
      degli angloamericani per aver scritto che il bombardamento di Dresda fu
      un macello inutile e non gli si puo' dare torto visto che quando avvenne le
      sorti della guerra erano gia' ampiamente decise.Verissimo anche che sia
      uno storico molto documentato ed attendibile,benche' lasci intravedere una
      grande ammirazione e simpatia per il popolo tedesco:nel libro la guerra dei
      generali,edito in italia da rizzoli,che narra le faide tra i generali alleati dalla
      preparazione del d-day alla caduta di berlino,nel narrare l'offensiva delle
      ardenne del 1944 si lascia sfuggire frasi come:Le formidabili divisioni corazzate del fuhrer travolsero le debole resistenza americana-il geniale
      piano di Hitler sembrava funzionare-il grande von rundsedt stava avendo
      ancora una volta la meglio sugli alleati.Neanche Goebbels avrebbe potuto
      fare di meglio.Un saluto a cloroalclero e al suo blog che e' il migliore di
      internet

    1. Sassicaia 17 agosto 2009

      A questo punto mi aspetto di sentire dalla sua storiografia,che e' certamente
      autentica,che gli ebrei hanno ucciso sei milioni di tedeschi.

    1. Sassicaia 17 agosto 2009

      Se non sistema la sintassi un po' claudicante, signora,corre seriamente il
      rischio che i suoi validi ragionamenti non vengano compresi.

    1. Tonguessy 17 agosto 2009

      Concordo con il tuo pensiero, ma quello che mi premeva sottolineare e' che le "inesattezze" sull'olocausto ha pochi sostenitori per ovvi motivi di ostracismo, mentre QUALSIASI pensiero mainstream trova sempre abbondanti veicolazioni mediatiche. In fin dei conti anche la Ragione e' un oggetto in vendita al migliore offerente. Ed e' sempre stato difficile trovare persone che ragionino 'Gratis', cioe' per il solo piacere di ragionare, visti i costi aggiuntivi da sostenere. Il piu' grande genocidio ci raccontano che sia stato l'olocausto con quei "fabbricati" 6 milioni di ebrei. Secondo alcune stime il genocidio degli amerindi valica il tetto dei 200 milioni (su 250 milioni di nativi), rendendo i 6 milioni uno scherzo da patronato. Chi mettera' mai in chiaro queste cifre?

    1. Franky_Ramone 17 agosto 2009

      ...un autentico gentleman inglese, non è che hai studiato ad Oxford per caso?

    1. tersite 17 agosto 2009

      giusto! li contava l'IBM, insieme ai froci, negri, comunisti, anarchici...(TUTTI!) ma sarebbe proprio utile sapere chi ha FINANZIATO, SOSTENUTO e APPOGGIATO il nazismo tedesco(..e nn solo!!!!), vero cocacolari? vero pio VII? vero GM?..

    1. cloroalclero 17 agosto 2009

      approfitto di questo post per dire una cosa che ho già detto sul mio blog ma che vorrei ribadire: ho letto la guerra di Hitler di Irving. Una grande opera di storia bellica, monumentale come descrizioni e dati, ben raccontata e costruita e la cui documentazione di riferimento è riportata da Irving con minuzia, addirittura citando numeri di telefono e indirizzi dei luoghi dove aveva reperito le fonti di cui si era servito.

      Alla deportazione degli ebrei dedica un solo capitolo, mi pare il 14°, in cui afferma che Goebbels dava ordine di allestire treni che partivano da varie città tedesche e che trasportavano anche 4000 ebrei al giorno nei campi..Non vi è nè messa in discussione dei numeri ufficiali, nè delle camere a gas.
      Ma dice una cosa, praticamente un periodo, in cui afferma che nell'immensa mole di documenti manoscritti o stampati del governo che lui ha esaminato (cioè non ne fa una questione universale, parla della SUA ricerca) non ha trovato un solo scritto che si riferisse alla soluzione finale.
      Per questo (o forse per "apocalisse su Dresda" che gli è valsa l'ira degi angloamericani) è stato ignobimente perseguitato, in un modo che fa veramente pensare ad un' inquisizione, in una violazione dei diritti dell'uomo che fa vergogna alla modernità.
      E, alla luce della sua storia (che ho approfondito) posso anche giustificare che Irving abbia maturato delle simpatie filonaziste, visto come era stato trattato, da studioso, dalle "democrazie".

    1. alvit 17 agosto 2009

      Quote "..L' olocausto c'e' stato, che sia di poche migliaia di persone che di milioni poco conta."

      E invece conta moltissimo, come avrebbero potuto mettere su un "circo" simile con poche centinaia di migliaia di persone?

      Che dire dell'invocazione di leggi e altri soprusi addirittura con il carcere a chi OSA pensare di andare a controllare....

      PS
      Qualcuno pare sia affetto da Tastierodislessia, ma rileggersi un attimino cosa si e' scritto no eh?

    1. myone 17 agosto 2009



      L' analisi delgi intenti di qualcosa, sono lontani anni luce dall' intento per cui qualcosa si muove e fa'.

      Chi fa e muove le cose, non ha minimamente nessun intento o percezione del tutto che l' analizza.

      La sua strada e' la sua, con le sue ragioni e con il suo procedere.

      Se non lo fermi in faccia, non puo' nemmeno tentare di farlo pensare che esista qualcosa altro su cui lui si appoggia.

      Non c'e' nessun movimento politico, persona adatte, seppur ci sono, che hanno una identita' comune e sociale,

      a tal punto in cui coscenze e persone si riflettano, sia eletto in un paese,

      e determini i cambiamenti di una societa', visti nell' ottica del vero mondiale.

      Il caos e il casino, e' l' onda portante, finche' ci siamo, la festa continua.

    1. myone 17 agosto 2009



      L' olocausto c'e' atato, che sia di poche miliaia di persone che di milioni poco conta.

      L' intento dell' olocausto e' pari all' intento della germania nazzista.

      L' intento fa la differenza, non il numero o le devastazioni, quelle sono quelle e rimangono.

      La cosa scabrosa e' inutile e puttana, e' che davanti a fatti passati e sopratutto presenti,

      si debba sempre prenderla alla larga e alla profonda, per investigare il dna dell' intetno del torto della ragione.

      La realta' e' cosi lampante che persino un asino la sa' vedere.

      O si mette mani a quella o si puo' fare a meno a omeopatizzarla tanto il male continua ancora.

      Inutile dire che l' afganistan era democratico e poi si sono insinuate frange pro-usa che l' hanno destabilizzato e che poi ora sono quelli che si combattono

      per prendere potere e spazio per intenti economici.

      Che l' irak era si di un cretino saddam, ma voluto e contivato fino all' interesse dagli stessi americani,

      e che ora chi ne prende le conseguenze sono le persone civili.

      Inutile dire che gli usa per questo e quel motivo avanzano.

      Le armi atomiche stanno rpoliferando e sono aggiornate e micidiali piu' di prima,

      che i trattati stanno andando a fare in culo, che uno viaggia alla cieca con la sua ragione storta, e l' altro gli sta' preparando il conto.

      Che ancora ci sono i lobbi che fanno caldo e freddo sulla pelle della gente, con economie, danaro, speculazioni, leggi e sistemi che gli tengono la mano forte.

      Quante seghe bisogna farci, per trovae un po' di coraggio a dire, e no a scrivere, a fare e non a ipotizzare, a prendere piede nella comunicazione mediatica, nella politica italiana, nelle teste dei ben pensanti e nella coscenza umanitaria mondiale?

      L' uomo rimane il piu' grande farabutto colgione intelligente demente di ogni mai era che si sia mostrata sulla terra.

      Invoco un presente e sollecitato versamento totale di queste situazioni con la drastica risposta del tutto che ci aspetta.

      Peccato che questa risposta dovrebbe aspettare solo a una parte di questa feccia umana, ma ricadra' anche sul rimanente, perche' li eleggono,

      perche' tacciono, perche' si sono piegati piano piano a tutte le manipolazioni e a tutti gli schiavismi possibili.

      E ancora in itlaia abbiamo una classe dirigente che ha ancora sotto il naso il pallottoliere dei calcoli e dei numeri, e non sa' pensare piu' in grande alle realta' che ha sotto il naso.

      La vita nostra e' la vita di tutti, e quello che c'e' qui c'e' pure nel rimanente del mondo.

      Una societa' debosciata, benestante, navigatrice nel nulla dell' opulenza e degli addescamenti infantili del nostro modo di vivere.

      A me il passato no me ne fotte propio nulla, il presente e' pi'u' che il passato, ne e' la sintesi, ne e' il condensato, e se il passato era ignobile, il presente lo e' peggio,

      ma ha una forza devastante, irrefrenabile, a tal punto, che stiamo facendo seghe alle poche cellule che ci sono rimaste, e se non frizioniamo quelle, no ci rimane nulla dal sentirci coscenti di che, di che non si sa'.

    1. Bubba 17 agosto 2009

      "Se saranno così bravi da dimostrare che l'olocausto è una balla, bene, se no, bene uguale. Quello che interessa è la verità storica." La storia viene sempre scritta con il sangue dei vinti. Che alle volte, per motivi geopolitici, diventano i predestinati a vincere. E a riscrivere la storia con il sangue dei nuovi vinti. Ma tu pensi davvero che ci sia una qualche equita' di possibilita' tra vinti e vincitori sul piano della comunicazione?

      Ehi, il tizio che ha fatto quei video è americano, non tedesco. Quindi non è un vinto.
      Oggi sappiamo una grossa fetta di storia della palestina occultata dai vincitori sionisti, dei crimini americani occultati dai vincitori americani, compreso il genocidio dei nativi americani, storia fatta riemergere proprio da americani. Perciò, io non sarei così negativo sulla possibilità di stabilire la verità.

      Comunque, non mi illudo che ci sarà libertà di dibattito su certi temi storici. Io volevo solo dire che non ho atteggiamento di chiusura verso i negazionisti, che da altri sono banditi a priori.
    1. Eracle 17 agosto 2009

      A parte i 2 o 3 stipendiati che hanno scritto qualche nota di propaganda sionista (sono pagati per questo e si riconoscono molto facilmente), spero che almeno qualcuno dei lettori del sito sappia quale sia il metodo usato per "contare" i 6 milioni di morti nelle camere a gas.
      E' da questo che bisogna partire per capire che c'è qualcosa che non funziona in ciò che ci hanno inculcato nel cervello a partire dalle scuole elementari fino al presente, giorno dopo giorno.
      Bisogna avere il coraggio di farsi domande impensabili.

    1. Tonguessy 17 agosto 2009

      "Se saranno così bravi da dimostrare che l'olocausto è una balla, bene, se no, bene uguale. Quello che interessa è la verità storica."

      La storia viene sempre scritta con il sangue dei vinti. Che alle volte, per motivi geopolitici, diventano i predestinati a vincere. E a riscrivere la storia con il sangue dei nuovi vinti. Ma tu pensi davvero che ci sia una qualche equita' di possibilita' tra vinti e vincitori sul piano della comunicazione?

    1. Tonguessy 17 agosto 2009

      Quoto. E aggiungo che siamo in piena marea etnocentrista, dove i Diritti Umani, il Progresso, la Modernita' sono valori che TUTTA l'umanita' DEVE condivedere, per compiacere le politiche americane alla kissinger ("la globalizzazione e' solo una affermazione delle politiche egemoniche USA"), rifiutare questi dogmi costa ogni giorno sofferenze sempre maggiori.
      Comunque la questione olocausto non e' di facile soluzione: da una parte rifiutare le sofferenze di milioni di persone non e'eticamente sostenibile. Dall'altra non e' nemmeno eticamente sostenibile foraggiare tout court chi lo ha subito e sta oggi facendo operazioni di pulizia etnica quotidianamente. In realta' la vita di un uomo DEVE avere lo stesso valore indipendentemente dall'etnia di appartenenza. E la ricerca storica sui veri numeri non deve essere bloccata da falsi sensi di colpa.

    1. Bubba 17 agosto 2009

      I video che ci sono su holocaustdenialvideos.com li avevo già visti, e sono molto interessanti. Il tizio che li ha realizzati sembra tutto meno che un nazista. Anzi, sembra una specie di fricchettone che augura pace e tolleranza a tutti gli abitanti della terra.
      Finkelstein e Gilad Atzmon pensano effettivamente che l'olocausto come viene raccontato oggi sia pieno di balle e mistificazioni. Ma non si spingono a negarlo. Comunque, le tesi proposte dai video summenzionati sono piuttosto convincenti e documentate, meno quelle degli storici "ufficiali" e cosiddetti "superstiti", sponsorizzate dalle lobby ebraiche, e che si sono rivelate appunto largamente mistificatorie (vedi Finkelstein).

      Quei video non sono bastati a convincermi che l'olocausto non sia avvenuto, però adesso ho qualche dubbio. Ci sono un sacco di testimonianze contraddittorie, le lobby ebraiche hanno sostento libri fake di sopravvissuti ecc.
      Io non ho nessun pregiudizio contro coloro che negano l'olocausto, anzi, li ascolto con interesse, e il fatto che li si demonizzi e che si voglia instillare colpa in quelli che anche soltanto degnano costoro di attenzione è un atto intollerante e autoritario. Io sono per il libero dibattito, e le leggi emanate contro i "negazionisti" sono liberticide.

      Se saranno così bravi da dimostrare che l'olocausto è una balla, bene, se no, bene uguale. Quello che interessa è la verità storica.

      Quelli che dicono che l'olocausto è provato da moltissime "evidenze", forse non si rendono conto che anche i negazionisti ritengono che l'olocausto sia poco credibile per via di moltissime "evidenze". E io non li vedo in malafede, mi sembrano convinti di questo, al punto da farsi la prigione in nome delle loro opinioni.

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