TURBANDO L'UNIVERSO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI GARY CORSERI

Thomas Paine's Corner

Negazione dell’Olocausto, revisionismo, religione, censura e guerra

“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre”. – Isaia


“Indegna d’uomo è la vita senza ricerca”. –
Socrate


“In ultima analisi, la guerra è sempre un tradimento”. –
Chris Hedges


“Un universo statico non è fisicamente autoconsistente. Il sole non può splendere per sempre”.
— James Peebles, Professore Emerito di Fisica, Princeton University


“Oserò

Turbare l’universo?

In un attimo solo c’è tempo

Per decisioni e revisioni che un attimo solo rovescerà”.

— T.S. Eliot



L’11 luglio l’autore William Blum mi ha inoltrato via e-mail un
articolo del Washington Post su Ken Meyercord. Fredrick Kunkle, un giornalista
del Post, descriveva Meyercord come un sessantacinquenne con un “impiego
high tech al Freddie Mac, uno show di una televisione locale a carattere
partecipato … e una lunga storia di registrazione scritta di quelli
che dichiara siano i ‘miti’ dell’Olocausto”. Meyercord, proseguiva
l’articolo, sperava di ottenere “un seggio at
large
nel direttivo dell’Associazione Cittadini di Reston, un
ente parastatale … per una comunità di 60.000 abitanti che, ufficialmente,
non è un comune”. Fondamentalmente, Reston2 è una periferia
di Washington D.C. in Virginia.


Avevo conosciuto Meyercord alcuni mesi prima, in occasione di una kermesse politica a Washington. Gli sponsor del party esultavano per l’insediamento di Obama. Essendo più cinico della maggior parte dei convenuti, mi ero agganciato alle code del frac di Blum per l’invito… inventandomi chauffeur con il mio vecchio furgoncino. Incontrai Medea Benjamin, Meyercord con la consorte palestinese Samira, e qualche altro invitato degno di attenzione. Nessuno di quelli con cui parlai o di cui mi capitò di cogliere la conversazione mi parve eccessivamente radicale o pericoloso. Alcuni di loro (ma non le persone che ho menzionato sopra) mi sembrarono oltremodo ingenui nel ritenere che un’elezione avrebbe modificato la direzione del nostro moderno Impero.

Alcuni mesi dopo, il mio amico Blum ed io ci trovavamo all’incontro con l’autore Eduardo Galeano alla libreria indipendente Politics and Prose, sempre a Washington D.C. Lì incrociammo Meyercord, e si decise di cenare cinese in un locale vicino. Fu allora che Meyercord mi parlò del suo show, anche se gran parte della conversazione verté più sull’anatra alla pechinese che sulle agrodolci questioni dell’attuale politica imperialista.

È probabile che Meyercord mi abbia accennato della sua candidatura alle elezioni di Reston, ma non registrai l’informazione, assorbito com’ero da un residente del Maryland che non riusciva ad ottenere di votare in Virginia. I discorsi si mantennero sul conviviale, nessuno tentò di fare del proselitismo, anche se, di fatto, nessuno avrebbe potuto: Blum ha 75 anni e conosce tutti i trucchetti, e anch’io, con i miei 63, mi difendo bene.

Quattro giorni dopo aver letto il primo articolo su Meyercord me ne arrivò un altro, sempre di Fredrick Kunkle. Dopo il titolo, “Preferenze last-minute fermano il ‘Revisionista’”, dal pezzo appresi che “La campagna dell’ultim’ora volta a impedire a un sedicente revisionista dell’Olocausto di ottenere una carica in un ente civico a Reston ha riscosso un vasto successo. Ken Meyercord, che era stato l’unico candidato in lizza per un seggio at large nel direttivo di 13 membri volontari dell’Associazione Cittadini di Reston, ha conquistato solo 23 voti dopo la forte reazione negativa suscitata dalle sue provocatorie esternazioni sugli ebrei”. Debra Steppel, organizzatrice della campagna che invitava a dare la propria preferenza anche a candidati non direttamente indicati nella scheda elettorale, lo ha definito “un risultato fantastico”.

Kunkle riportava che Meyercord aveva “elegantemente riconosciuto la sconfitta” e si era congratulato con la Steppel per il suo impegno, benché la ritenesse “male informata”. L’articolo osservava poi che Meyercord e la moglie vivono a Reston dal 1977, e che in “scritti e interviste” aveva espresso il dubbio che la Germania nazista avesse una “missione per sterminare gli ebrei in Europa, un piano noto come Soluzione Finale”. Meyercord aveva anche negato che i nazisti abbiano usato camere a gas per uccidere gli ebrei, e si dichiarava “scettico sul fatto che il numero delle vittime dell’Olocausto ammontasse a 6 milioni”.


A questo punto la vicenda aveva polarizzato la mia attenzione, e chiesi a Meyercord di inviarmi alcuni suoi scritti. Di origini in parte ebree, e con una famiglia allargata che annovera tra i suoi componenti sionisti, anti-sionisti, nonché indifferenti, ignoranti e in divisa, da ammiratore di Paine e Thoreau, Martin Buber, Rilke e Hesse, da uomo estremamente interessato al mondo in cui vive e alla psicologia umana, volevo capire meglio questa tempesta in un bicchier d’acqua che si stava scatenando a Reston, e come ciò potesse essere messo in relazione con il nostro confuso, violento e insidioso macromondo moderno.

Scorrendo il lavoro di Meyercord, lo trovai più apologetico che infocato. In “In Search of a Holocaust Denier”, Meyercord scrive: “Quanto vorrei qui presentare è una spiegazione ragionata (in verità un appello) che aiuti ad analizzare tutti gli aspetti della storia dell’olocausto, in un’atmosfera priva di rancore, d’intolleranza, e di intimidazioni. Ritengo che dalla storia si possa imparare, e ritengo che, facendolo, potremo avere un mondo migliore. È chiaro che per imparare dalla nostra storia dovremo possedere una comprensione precisa degli accadimenti…”.

Meyercord descrive come l’immagine dei nazisti “al passo dell’oca […] e che salutano dicendo siegh heil” come Hollywood e gli altri media ce li hanno innumerevoli volte dipinti abbia gettato ben poca luce su “come un uomo come Hitler abbia mai potuto assurgere al potere in un paese tra i più avanzati al mondo”. Meyercord deplora il fatto che così poco abbiamo imparato dall’epoca nazista, osservando che il Ministro degli Esteri d’Israele [Avigdor Lieberman] ha sostenuto la deportazione di tutti i Palestinesi dalla Terra d’Israele (ארץ ישראל, Èreṣ Yisraèl)3. Coloro che si sono permessi di sfidare l’ortodossia dell’olocausto si sono trovati emarginati nel vuoto creato attorno a loro dal mondo accademico (com’è accaduto a Norman Finkelstein negli Stati Uniti) oppure imprigionati (come David Irving in Austria)! E in quello stesso tono assennato, quasi apologetico, si domanda: “Non sarebbe meglio dissipare il velo di credenze che circonda l’olocausto proprio ora che l’antisemitismo è un fattore trascurabile nella società americana, piuttosto che in un qualche futuro in cui tempi più duri potrebbero indurre gli americani disperati e incolleriti a cercare un capro espiatorio?”

E qui chiudo la parentesi sull’approccio di Meyercord. Non si presenta come un persuasivo affabulatore che voglia propinarci il neonazismo. Le sue argomentazioni sono ben ragionate e di gran lunga meno infiammate e provocatorie, ad esempio, di quelle di Limbaugh, O’Reilly, Hannity o Coulter. Meyercord indirizza i suoi lettori (me compreso, in una sua breve intervista telefonica) a due siti web per un approfondimento sulla questione:

www.codoh.com

e

www.holocaustdenialvideos.com


Meyercord si autodefinisce “revisionista”, non un negatore dell’olocausto. E osserva: “Ciò che fa sì che i revisionisti siano travisati e diffamati dai sostenitori della teoria è la loro negazione di tre componenti della storia dell’olocausto:

1. che esistesse un piano per sterminare gli ebrei noto come “Soluzione Finale”;

2. che nella realizzazione di tale piano siano state usate camere a gas; e

3. che in conseguenza a ciò siano stati uccisi non meno di sei milioni di ebrei.

L’autore ci espone la sua confutazione della “storia dell’olocausto” che attualmente prevale e ci rinvia ad altre fonti per maggiori dettagli.

La domanda che ora mi sento obbligato a porre è quanto tutto ciò sia pertinente per il nostro mondo post-9/11.

È pertinente perchè il passato è il preludio, e chi non trae lezioni dal proprio passato, come disse Santayana …già sapete come termina l’aforisma1.

È pertinente perchè uccideremmo per difendere la santità dei nostri miti (religiosi, ideologici, nazionalistici/patriottici che siano), piuttosto che distruggere gli idoli delle nostre percezioni … e delle nostre percezioni erronee.

È pertinente perchè le idee di un uomo riflessivo su un dogma storico o religioso sono irrilevanti per l’esercizio delle sue responsabilità e doveri di cittadino in un’organizzazione civica locale.

È pertinente perchè ogni dittatorucolo che compaia sulla scena (un Noriega, un Saddam Hussein) e che esca dalle grazie del regime imperialista statunitense, e ogni leader populista (un Ahmadinejead, un Hugo Chavez, un Fidel Castro) viene invariabilmente paragonato a Hitler e minacciato di un cambio di regime o di vedersi “spazzare via il suo paese dalle carte geografiche”, se questo non sia, di fatto, già stato invaso. Hitler è divenuto lo standard di riferimento del male ... e quell’incubus colora ogni altra forma di male. Abbiamo trovato la personificazione, l’incarnazione del male, dell’ignoranza e della brutalità, e abbiamo assolto le istituzioni, le forme sociali e i meccanismi di controllo, le psicologie e le isterie a tutt’oggi molto presenti.

È pertinente perchè la maggior parte degli americani non sa un bel niente del sionismo o del ruolo avuto dal nazionalismo ebreo nel periodo precedente la prima guerra mondiale, dello smembramento dell’Impero ottomano, del disastroso trattato di Versailles, della Dichiarazione Balfour, e così via (Meyercord, in effetti, non ne fa cenno alcuno nel suo scritto, né nelle sue interviste a me o a Fred Kunkle del Washington Post).

È pertinente perchè se morirono 6 milioni di Ebrei, o ne se morì un milione… ancora non vi è nessuna giustificazione per l’esproprio del territorio, delle risorse, del paese di un altro popolo (da mia madre ho imparato fin da piccolo che “due torti non fanno un dritto”).

Il circoscritto parapiglia che ha coinvolto Meyercord in un sobborgo del distretto di Columbia ci lascia con tre grosse questioni sulle quali ponderare:

1. una questione di censura

2. una questione morale

3. i dati storici

La campagna della signora Steppel e i votanti di Reston hanno tentato di censurare le parole e le convinzioni di Meyercord. Non hanno votato in base alle competenze di quest’uomo, alla sua disponibilità e capacità di servire la comunità locale. Hanno votato contro le sue idee, alle quali era giunto dopo un attento esame delle prove, della sua vita e dei dettami della sua coscienza. Meyercord ha vissuto per sei mesi a Beirut, ha viaggiato in Israele, è da tempo e felicemente sposato a una donna Palestinese. Insieme hanno cresciuto due figli, i quali hanno frequentato le scuole pubbliche di Reston. Queste singolari esperienze hanno senza dubbio arricchito il suo pensiero. In quale modo la censura e l’espurgazione giovano all’interesse pubblico? Nel nostro intrecciato mondo, non ci sentiremmo tutti più sicuri se cercassimo di protenderci e tentare di comprendere “l’Altro”?

La questione morale si è spesso ridotta a “la mia sofferenza è migliore della tua”. Usare la sofferenza in questo modo poco o niente ha a che vedere con la moralità, e c’entra invece molto con il dogma religioso. È sofferenza come giustificazione … per risarcimenti scandalosi (ad esempio contro i Tedeschi, non più colpevoli della prima guerra mondiale dei Britannici, dei Francesi, degli Americani, dei Russi). È sofferenza usata come fondamento logico ultimo dell’homo homini lupus”, “natura, rossa di zanne e d’artigli”, eccetera eccetera. È sofferenza commemorata come stasi (ecco James Peebles: “Un universo statico non è fisicamente autoconsistente). È sofferenza come razionalizzazione per il perdurare degli imperi della distruzione, causare distruzione e cercare vendetta su altri innocenti, per il perdurare di tutto quest’orribile processo (“Chiameranno bene il male e male il bene. Cambieranno le tenebre in luce e la luce in tenebre”).

E per quanto concerne i dati storici, beh, è sempre stata una faccenda piuttosto fumosa. In tutta la mia vita, Dio non mi ha mai parlato da in mezzo al turbine, e da 46 anni attendo di scoprire cosa realmente accadde in quel 22 novembre del 1963. Einstein affermò che Dio non gioca a dadi con l’Universo, e Bohr rispose ad Einstein di piantarla di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi. Magari Dio non ci gioca, a dadi, ma Egli/Ella/Esso/Essa di sicuro tiene le sue carte vicine al suo petto/seno/ineffabile mistero.

Questo significa che devo continuare a scavare. Devo continuare a turbare l’universo, controllare gli appunti e rivedere i miei memi, perchè in un universo in espansione io non partecipo agli eventi cosmologici, ma posso almeno giocarmi la mia parte lillipuziana e contribuire allo sviluppo della consapevolezza e della coscienza. “In ultima analisi, la guerra è un tradimento”, come Hedges succintamente e profondamente scrive, e ho bisogno di capire come mai e in quale modo una specie con una tecnologia così magnificamente evoluta sia ferma, quando si tratti d’interazione con altri esseri senzienti, all’Età della Pietra e agli Dei Celesti. Che cosa succede? Quale mistero vi si cela?

Sei milioni di vittime, o una sola vittima innocente … cosa ci spinge a massacrare gli innocenti sotto Erode, a crocifiggere Cristo per i nostri peccati, a condannare al rogo John Hus per empietà? Come possiamo usare i numeri per giustificare la brutalità? Forse che la morte di 20 milioni di russi nella grande guerra patriottica ha legittimato lo stupro di 2 milioni di donne tedesche da parte delle truppe russe nel collasso del terzo Reich? Le voci dei fantasmi di dieci milioni di nativi americani si elevano, invocando giustizia. Che sorta di risarcimento potremo mai offrir loro? Milioni di africani, morti nella traversata atlantica (il “passaggio di mezzo”) della tratta degli schiavi, morti di fatica e sudore tra le canne da zucchero dei Carabi e le piantagioni di cotone e tabacco del Nuovo (vecchio!) Mondo … quali monumenti dovremo erigere in loro memoria, che cosa è loro dovuto?

Come possiamo fare delle equivalenze? Io ho sofferto, la mia famiglia ha sofferto, il mio popolo ha sofferto … quindi io ho il diritto di … Fare che cosa? Vendicarmi? Sugli innocenti?

Sperare in un perdono, concesso o ricevuto, significa probabilmente chiedere troppo. Gli esseri umani, in generale, non sono fatti così. Tranne che per alcuni rari santi, di solito siamo riusciti a crocifiggere a testa in giù, bollire nell’olio, o assassinare con migliaia di coltellate.

Ma forse possiamo sperare nella chiarezza, spezzare il circolo vizioso del torto sul torto, cercando le verità, le cause recondite, attraversando il turbinio della confusione per ristabilire la verità … perché in questa mescolanza di vita pulsante chiamata Terra, sempre più sembra che faremmo meglio a remare insieme per non affondare tutti. E sempre più sembrano valere le parole di Eugene Debs, che tanto e così bene disse, e che disse anche questo, in modo così appropriato: “Finché esisterà un’anima in prigione, io non sarò libero”.

Cos’altro se non conoscere la storia vera della mente e del cuore dell’uomo … può riscattarci, proiettare una luce nelle tenebre della terra incognita, affrontando i nostri demoni, facendoci distendere le ali e sgusciare dalla crisalide di cotanta ignoranza, sete di sangue e di potere, arroganza, pavidità, bramosia e stupidità?

1[… è condannato a riviverlo]. Santayana…

2 Reston (Nord Virginia) è un esempio di “città privata”, o “privatopia”, una comunità residenziale i cui abitanti hanno deciso di privatizzare le aree comuni, gestendo i terreni edificabili, i trasporti e i servizi, secondo regole di sicurezza, prestigio ed elevata qualità della vita.

3 L’autore si riferisce qui all’espressione integrale, Ère Yisraèl, (ארץ ישראל) HaShlema, ove HaShlema, Ha-Shlema o Ha’Shlema significa “tutta, completa”, da cui la resa inglese “greater”.

Gary Corseri ha pubblicato i suoi lavori in centinaia di siti, tra cui After Downing Street, CounterPunch, The New York Times, Village Voice e Dissident Voice. Ha presentato le sue opere al Carter Presidential Library and Museum e i suoi drammi sono stati diffusi, tra gli altri, dalla PBS-Atlanta. Ha insegnato in prigioni e università. Tra i suoi libri vi sono: Holy Grail, Holy Grail; A Fine Excess, e Manifestazioni (antologia da lui redatta).

Gary Corseri
Fonte: http://civillibertarian.blogspot.com/
Link: http://civillibertarian.blogspot.com/2009/07/disturbing-universe-holocaust-denial.html
23.07.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SHEILAB

Commenti (34)

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    1. cesare52 17 agosto 2009

      A me non piace ripeto chi usa parole tipo"stronzo", "cazzo" "devi ingoiare merda" "dovrebbero bruciarti la tua casa con due bombe al fosforo" etc . Che portano fatalmente a chi riceve questi epiteti a rispondere per esempio "allora a te dovrebbero bruciare oltre che casa tua anche quella di tuo padre edi tua madre e già che ci sono anche l'asilo di tuo figliofiglia" ricevendo per risposta l'augurio di bruciare tuta la parentela. Porta a qualcosa questo modo di interloquire? C'è un ragionamento dietro? quale? che tu sai insultare di più? E così costringeresti l'avverario alla resa? Usando gli insulti al posto degli argomenti? L'unico argomento che porti è che si deve indagare di più e meglio sui lager? Chi te lo nega? Ma poi dici che sono sempre esistiti e mi si accaponisce la pelle. Che vuol dire che siccome già c'rano non c'è una specificità del 900 i cui campioni sono astati i nazisti della pulizia etnica? E che modo di ragionare è contrapporre i morti sovietici a quelli passati nel cammino, che bonta tua dichiari che i morti sono morti ma qualcuno e più morto degli altri perchè non ha la giornata dedicata? E' un modo riduzionista che non accetto e mi ripugna perchè dietro l'indignazione per i palestinesi, sacrosanta e che condivido, mi sono speso tra marce, manifestazioni, vlantini, conferenze e quant'altro per40 anni, beh dietro questo c'è il mostro tipico di noi europei che raffiora sempre quando ce la paura per le proprie sorti. Una voglia di rogo per il diverso, qualcuno da odiare. Una voglia di rogo. E l'ebreo ha un posto d'onore, insieme al'omossessuale, agli sporchi mal vestiti, agli zingari. Io ritengo che questo mostro vada rigettato nelle fogne della Storia. E' pericoloso solo parlarne. E comunque gentile contraddittore io sempre mi schiererò anche fisicamente, con tutti gli strumenti necessari contro la xenofobia e l'antisemitismo. Naturalmente nessuno parla dell'articolo in questione, aria fritta, che però ottiene, vedo l'effett voluto. Negare o minimizzare (tanto ci sono sempre stati anzi altri sono stati anche più numerosi) i lager nazisti. Io rcordo una frase di Adorno "dopo Aushwitz è immorale anche ua poesia" Gliela dedico insieme alla rilettura di "Se questo è un uomo"

    1. rosarossa 17 agosto 2009

      Non è certo negando l'evidenza che si fanno gli interessi del popolo palestinese. Infatti chi cerca semplicemente la verità, sa benissimo che i Lager esistevano eccome.. e che i morti ammazzati sono sempre e soltanto morti ammazzati. Che 20000000 in russia sono comunque 20000000 milioni di morti.. ma a loro non li si insignisce con nomi altisonanti e giorni della memoria.. e non è certo negando l'evidenza del fatto che gli Ebrei stanno facendo i nazisti con i palestinesi che si fanno gli interessi del popolo palestinese. E non è certo negando il fatto che l'olocausto è stata comunque una mossa strategica; un sacrificio di "pochi" per quelli a venire..

      ..e non significa essere negazionisti indagare sulle dinamiche dei Lager e sugli studi che comprovano che le cose non stavano proprio come le hanno insegnate a scuola..

      Il tuo discorso è una vigliaccata psicologica e la dai a bere solo a chi non è smaliziato.
      Dicendo - chi tende a minimizzarlo - hai già asserito che la versione ufficiale è quella comprovatamente reale. Non è così furbacchione del cazzo. Se tu fossi spinto da una sana e obiettiva voglia di indagare avresti dovuto dire che vi sono degli antisemiti che vanno giudicati per il razzismo gratuito.. e questo è un discorso.. E chi lo dice che c'è una campagna negazionista? tu? e su quali basi di grazia?

      Cercare la verità storica non significa minimizzare o negare, significa mettere sulla bilancia i pesi e le misure di una tematica e le prove ad essa connesse.
      Perché non c'è solo voler minimizzare le cose.. ma anche volerle ingigantire..

      e la prospettiva da cui parti tu, che dà per scontato che comunque la versione ufficiale è quella vera, rivela la misura della tua ipocrisia ove il tuo pensiero vorrebbe lasciare intendere che sei uno che ci tiene a dire le cose come stanno e che ti indigni di fronte ai millantatori.. Waooo

      le cose stanno che molti dubbi sono da chiarire, e molti sono chiariti (studia Barnard attentamente e documentati prima) e che un popolo viene massacrato in nome di un olocausto che comunque è passato e il valore che gli viene dato serve a farlo mettere in culo a un popolo oggi. E' la tua coscienza che deve fare i conti.. a me me me ne frega un cazzo di sentirmi in qualche modo responsabile di un passato tanto contorto..

      la coscienza dovrebbe chiamare a muoverci per poter risolvere il dolore che adesso sta avvolgendo i popoli della terra.. ed è inutile che fai il diplomatico dicendo che - forse è stato gonfiato nei numeri ma... - ma vaffanculo ipocrita di merda. Sai cosa significa falsare la storia?

      l'evidenza è che tu hai la pancia piena ciccio bello e dovresti mangiarti un po di merda del presente prima di parlare della realtà del passato. Dovrebbero bruciarti la tua casa con due bombe al fosforo, stronzo

    1. TN 17 agosto 2009

      Vedo una mole di menzogne e disinformazione: l'uccisione dei cristiani fa notizia, eccome, nella stampa occidentale, anche oltre il dovuto, fintantoché ad ucciderli siano i "cattivi musulmani", ovviamente.

      Delle vessazioni, gli espropri ed i ricatti che Israele negli ultimi anni sta imponendo alla chiesa di Roma in Palestina, invece, non è utile parlare.
      Vogliamo parlare del fatto che a Gaza c'è una piccola comunità cristiana (che ha registrato anche dei morti a causa dell'attacco israeliano), e che al Papa è stato impedito di visitarla, con la scusa (e il velato avvertimento in stile mafioso) della sua "sicurezza"?
      E parliamo del fatto che da sempre in Iran vive indisturbata una florida comunità ebraica, per non parlare delle varie comunità cristiane, verso le quali c'è una tolleranza estrema?

      Inoltre, "al Qaeda" (creata dalla CIA a fine anni '70, giova ricordarlo) non c'entra una cippa con Hamas (movimento la cui crescita è stata incoraggiata da Israele per contrastare il potere LAICO di Arafat, e dividere i palestinesi in fazioni, onde promuovere una guerra civile interna... con ottimi risultati, va detto).

      Quanto al Kurdistan, al momento è pieno di consiglieri militari israeliani (guarda caso), secondo il piano promosso da Israele che prevedeva una frammentazione di Iraq e Siria per linee "etniche" (anche questo è provato da documenti esistenti), per creare una pletore di PICCOLI e INNOCUI stati-satellite del piccolo impero occidentale di cui Israele è l'avanguardia?

      E questo solo per rilevare le fallacie più grossolane (parlo di fatti storici accertati).

      Se per giudicare ciò che succede in Palestina (e nel mondo) si continua a dare udienza unicamente alla "storiografia" confezionata sotto forma di propaganda dei media "allineati", saremo sempre ben lontani dall'avere una visione chiara del fatto che il c.d. "conflitto israelo-palestinese" in realtà è una guerra neo-coloniale di occupazione, e che i palestinesi sono sic et simpiciter dei "resistenti" (da 60 anni resistono al tentativo di annientarli).
      O, meglio, lo sarebbero in qualsiasi altro contesto storico, invece noi storditi dal mantra di regime li consideriamo "terroristi".

    1. cesare52 17 agosto 2009

      Sottoscrivo anche le virgole.

    1. cesare52 17 agosto 2009

      io raccomanderei il rispetto. Per affermare o contestare tesi non c'è bisogno di offendere l'interlocutore. L'intestazione del sito a cui dichiaratamente si ispira è la nota frase di Voltaire " Non approvo niente di quello che dici ma sono disposto a morire perchè tu lo dica" Pregherei il gentile interlocutore di attenersi, io per quanto mi riguarda ci proverò. Di signor Nessuno e dei suoi metodi insulti e quantaltro proprio non ne abbiamo bisogno. Si respira una altra aria da quando è stato bannato. Cerchiamo di non imitarlo per favore.

    1. Sassicaia 17 agosto 2009

      Lei ha ovviamente la sua coscienza e la sua sensibilita' con cui fare i
      conti come ciascuno,non lo nego.Allora cerchero' di esprimermi meglio
      onde non essere frainteso:come italiano,come cittadino di uno stato che
      ha promulgato le leggi razziali e che era alleato della Germania nazista,
      per non parlare della risiera di San Sabba,mi sento molto turbato e in
      parte corresponsabile forse.Non mi sento invece per nulla corresponsabile di cio' che avviene a Gaza,per quanto possa turbarmi, ne' mi pare che si possa paragonare Gaza ad Auschwitz.Ora poi che sono i bravi ragazzi di Al Qaeda ad uccidere quelli che loro stessi definiscono gli infedeli,cioe' i guerriglieri di Hamas,giudicati islamici troppo miti,stranamente non si odono le grida dei pacifisti e dei benpensanti perche' agli islamici e' concesso scannarsi tra di loro,come
      l'eterna faida tra sciiti e sunniti,ma fa notizia solo quando sono i sionisti
      a farlo.Come nel caso della povera comunita' cristiana palestinese(ebbene si esistono anche loro)che viene quotidianamente vessata sia
      dai musulmani che dagli ebrei nell'indifferenza generale,perche' anche
      uccidere un cristiano non fa notizia sulla stampa radical-chic.Per non
      parlare dei curdi che sono sterminati da decenni dai turchi e dagli
      iracheni ma non frega niente a nessuno:il pacifismo difende gli
      interessi di un popolo solo.

    1. Sassicaia 17 agosto 2009

      Infatti essere turbati da un genocidio non significa non esserlo per un
      altro,sottoscrivo in pieno.

    1. Ulisse9 17 agosto 2009

      Magari sarebbe opportuno ricordare che il sionismo è nato ben prima dell'avvento di Hitler al potere; per cui quello che è successo, e continua a succedere, in Palestina ha delle origini ideologiche che nulla hanno a che vedere con l'Olocausto.
      Non credo sia importante, se non sotto il profilo dello studioso, negare o rivedere le dimensioni dell'Olocausto, quanto evidenziare come "l'industria dell'Olocausto" sia il comodo alibi dei sionisti per portare a termine la pulizia etnica del popolo palestinese, iniziata ancora prima della nascita dello Stato di Israele.
      Concordo con TN: la lettura di Finkelstein o di Pappe può essere di aiuto, a lettori non prevenuti, per capire il dramma dei palestinesi e i crimini del sionismo.
      Concordo anche sul fatto che la mia coscienza non sia turbata dall'olocausto più di quanto non lo sia dallo sterminio della Nazione indiana da quello degli armeni.

      Francesco

    1. TN 17 agosto 2009

      "Da tempo e' in essere un'indegna campagna negazionista nei confronti dell'Olocausto che tende a minimizzarlo o addirittura a negarlo in modo da togliere legittimita' allo stato di Israele."

      Al contrario, con Finkelstein direi che "Da tempo è in atto una campagna propagandistica per gonfiare il numero dei morti e delle sofferenze da parte dell'Industria dell'Olocausto, che tende ad esasperarlo per battere cassa e per legittimare l'esistenza dell'ultimo stato colonialista, Israele".

      Leggere sia Finkelstein che Pappe ("La pulizia etnica della Palestina") potrebbe essere estremamente istruttivo sia per capire le basi "legittime" della nascita di Israele ("Al Nakba") quanto per alleviare il tormento delle coscienze "di noi europei dovranno fare i conti per sempre" (parli per Lei, caro amico, io la mia coscienza non me la faccio manipolare dalla propaganda).

      Stranamente, noi europei così tormentati ("per sempre", addirittura) per la sofferenza delle povere vittime eterne, riusciamo invece a dormire sonni angelici pur partecipando a guerre di invasione illegittime (Iraq, Afghanistan e, presto, Iran e Pakistan), che finora hanno procurato milioni di vittime civili.
      Come riusciamo a dormire tra due guanciali quando la brutalità sionista si scatena sulla popolazione civile di Libano e di Gaza, ammazzando deliberatamente civili inermi e distruggendo infrastrutture civili.

      Cosa dice la Sua coscienza pensando al milione e mezzo di persone che vivono ormai da due anni rinchiuse nel lager a cielo aperto chiamato Gaza?

    1. Jarek 17 agosto 2009

      "che tende a minimizzarlo o addirittura a negarlo in modo da togliere legittimita' allo stato di Israele." Ma quale legittimita, igniorante che non sei altro !

    1. Sassicaia 16 agosto 2009

      Da tempo e' in essere un'indegna campagna negazionista nei confronti
      dell'Olocausto che tende a minimizzarlo o addirittura a negarlo in modo
      da togliere legittimita' allo stato di Israele.Questo avviene tanto da sinistra
      quanto da destra al punto che alcuni storici stanno tentando di rivalutare
      il nazismo,ad esempio l'inglese David Irving.L'Olocausto e' stato forse
      gonfiato nei numeri,ma resta una dura realta' con cui le coscienze di noi
      europei dovranno fare i conti per sempre:non e' certo negando l'evidenza
      che si fanno gli interessi del popolo palestinese.

    1. cesare52 16 agosto 2009

      Sono così inconsistenti le tesi di questo quiddam che l'articolista è costretto ad integrarle ed a scomodare anche la vicenda Kennedy che naturalmete non c'entra niente con i lager nazisti etc. Tutto sto' tambusto perchè non è stato eletto, malgrado viva lì dal 1977? O forse i negazionisti o revisionisti o come si chiamano debbono avere per forza un seggio anche se li vota solo 23 persone su 60.000? Non è questa dell' articolo della sua publicazione, traduzione una mafrina, anche tirata per i capelli, per tenere in vita una revisione della Storia che è indegna e che favorisce proprio i sionisti, quelli che tormentao il popolo palestinese, uccidendo ed angariando la popolazione palestinese, mettendo la sua gioventù miglioe in galera e perseguendo per chi gli sfugge la infame politica degli assassini mirati? Io credo che questo articolo sarà riportato dalla stampa sionista e messo in evidenza. I sionisti si fregano le mani ed applaudono. A che? a questa spazzatura senza consistenza. Per essere a fianco dei palestinesi queste cose paranziste non servono. Ed allora che fare noi che stiamo diero il computer (e siamo fortunati che lì manca la corrente elettrica ed anche il pane e l'acqua)? Magari cominciare a boicottare le merci israeliane e le ditte che lesmerciano. Pubblicare i nomi di chi commercia, le agenzi viaggi che offrono tour a prezzi stracciati etc. Cose concrete, piccole ma concrete. NOn certo riverniciare o riabilitare la cultura razzista ed antisemita.

    1. cesare52 16 agosto 2009

      Insomma stiamo ragionando di un signore che fa l'informatico per uno spettacolo televisivo. Ha ottenuto 23 voti su 60.000 Ma scrive contro "l'industria dell'olocausto" "contro le camere a gas" contro la "pianificazione dello sterminio degli ebrei" anche contro la rappresentazione dei nazisti che marciano al passo dell'oca. Se potesse forse negherebbe anche che ci sia stato Hitler. Le credenziali di questo informatico elevato a maitre a penser? E' evidente, la rimozione di Noriega che non era uno spacciatore che si era impadronito di uno stato, ma un patriota antiyankee, eSaddam etc. Cioè è credibile perchè gli USA hanno una politica imperialista. Chi si azzarda a dire che un signor nessuno (non mi riferisco a quella persona sgradevole che finalmente è stato bannato ma su questo ci ritornerò presto) che ha avuto la bellezza di 23 voti inuna elezione locale (o forse si sostiene che c'è stato un comploto contro di lui, magari dei savi di Sion?) che di mestiere fa l'informatico e forse parla solo l'inglese , beh non mi pare meritevole di fare il giro del mondo e che si sprechi tempo e spazio per prendere in coniderazione tesi che i suoi stessi concittadini (23 voti) neanche considerano. Evidentemente il correre appresso al razzismo e l'antisemitismo malgrado qualcuno cerchi di farci scarpetta neanche lì pagano. Sono cero che avrebbero avuto il voto di qualcuno in questo sto ma è stato bannato quindi neanche quello. Una considerazione: conviene per esigenze di audience dare spazio a questa spazzatura della storia? Parlare di aria fritta anzi friggerla e rifriggerla?

    1. Sassicaia 16 agosto 2009

      Cosa accadde il 22 novembre 1963 penso ormai sia abbastanza evidente
      a tutti anche senza accedere agli archivi segreti usa:la cia assassino' il
      presidente Kennedy "colpevole" di volerla smembrare e soprattutto di non
      volere la guerra in Vietnam.Il tutto fu poi coperto in maniera maldestra e
      addirittura grottesca con la famosa teoria del priettile magico che il procuratore Jim Garrison defini' come la piu' grande bugia fatta ingoiare al
      popolo americano.
      L'articolo per il resto dibatte su temi molto attuali dicendo sostanzialmente
      delle sacrosante verita',qualcosa si potrebbe forse eccepire sulla definizione
      di Fidel Castro come leader populista che e' un po' eufemistica:dittatore
      sarebbe molto piu' azzeccata.

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