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TORTURA: I SEGRETI DELLA STANZA 101

DI SCOTT HORTON
Harpers

Giovedì 16 Aprile lo spirito di George Orwell ha visitato l’America, tre volte.

La prima visita può essere trovata in quattro memorandum preparati dai legali dell’Amministrazione Bush che hanno dato concretamente il via libera all’utilizzo di tecniche di tortura specifiche su individui specifici, mettendo così per sempre fine all’assurda disputa sul fatto che gli avvocati della tortura erano stati coinvolti soltanto in un qualche esercizio astratto senza alcuna diretta applicazione con gli episodi di tortura.

Qui, scopriamo che la Stanza 101 del Ministero dell’Amore (Miniluv) è stata fedelmente ricreata dalla squadra di Bush. In 1984 di Orwell, la Stanza 101 conteneva ciò che un prigioniero temeva di più, che sarebbe stato scagliato contro di lui nel quadro di un atto calcolato volto ad ispirare puro terrore nella vittima, a distruggere la sua condizione di individuo e a produrre materiale umano adatto per il ricondizionamento. Come promemoria, ecco il modo in cui viene rivelata la Stanza 101 nell’eccellente versione cinematografica diretta da Michael Radford (inizia a 3:20 minuti circa della clip):

Nel primo dei quattro memorandum apprendiamo che un prigioniero è stato fatto oggetto di un’attenta psicoanalisi che ha rivelato una forte paura degli insetti, in particolare di quelli dotati di pungiglione. L’improvviso attacco da parte di una fobia può produrre reazioni automatiche ed incontrollabili – la paura assume un controllo totale sulla mente del soggetto. Tachicardia, respirazione faticosa, tremiti, un incontenibile desiderio di fuga. Il prigioniero è pronto a fare qualsiasi cosa per sfuggire alla causa della fobia.

La CIA ha perciò proposto di rinchiudere i prigionieri a chiave in una scatola a forma di bara nella quale verrebbe inserito un insetto. Il memorandum del Giudice – sì, l’autore è un giudice di Corte d’Appello di San Francisco – Jay Bybee analizza questo processo nei dettagli e parte da un quadro precedentemente concordato su come verrà utilizzata la Stanza 101, fornendo indicazioni dettagliate sulla velenosità dell’insetto da utilizzare, sulle dimensioni della scatola nella quale il prigioniero verrà rinchiuso, e sulle affermazioni false che saranno comunicate al prigioniero col fine di aumentarne il livello di apprensione, con l’intenzione di provocare un “attacco di panico”. Non sorprendentemente, la massima forma di tortura di George Orwell va benissimo al Giudice Bybee—egli non solleva alcuna obiezione, lo stesso fa per l’annegamento simulato, l’ipotermia, il “walling” (una tecnica che implica l’urto della testa del prigioniero contro un muro), ed un numero di altre tecniche appartenenti ad un repertorio di torture di lunga data di regimi quali l’Unione Sovietica, la Corea del Nord, la Cina e il Vietnam del Nord. Ma per il giudice Bybee, se la CIA vuole fare uso di queste tecniche, per lui va tutto bene – nessuna legge la ostacola.

Orwell ha fatto la sua seconda comparsa in un’affermazione dell’Ammiraglio Dennis Blair, direttore della National Intelligence, nella quale egli ha compiuto un paragone tra gli americani che si sono sacrificati per il proprio paese in uniforme e coloro che hanno perpetrato crimini di guerra agli ordini dei vertici dell’Amministrazione Bush Ma forse le prime righe dell’affermazione di Blair avevano lo scopo di inviare un segnale dell’inganno che si nasconde all’interno. “Difenderemo ad ogni costo coloro che hanno fatto riferimento a questi memorandum e a quelle linee guida”, afferma, perché hanno agito sulla scia dell’11 settembre, mentre “letti in un giorno sereno, soleggiato e tranquillo nell’aprile 2009, [i memorandum] appaiono vividi e disturbanti”. Il nome di Blair echeggia il vero nome di Orwell, Eric Blair; le sue parole richiamano alla mente una frase di 1984: “Era un giorno freddo e soleggiato di aprile, e gli orologi battevano le tredici”.

Quindi Orwell ci ha fatto visita una terza volta. In quest’occasione il messaggio è giunto direttamente dal Miniluv, il cui occhio instancabile continua a sorvegliare ogni nemico dello Stato, straniero o connazionale, reale o, molto più spesso, frutto di una mania paranoica combinata con l’opportunità politica. Eric Lichtblau e James Risen in un articolo del New York Times:

La National Security Agency ha intercettato i messaggi di posta elettronica e le telefonate private degli americani negli ultimi mesi, in una dimensione tale da essere andata oltre gli ampi limiti giuridici posti dal Congresso lo scorso anno, hanno affermato dei funzionari governativi durante recenti interviste. Diversi funzionari dell’intelligence nonché alcuni legali intervistati sulla questione, hanno affermato che la N.S.A. è stata coinvolta in una “iper raccolta” di comunicazioni private degli americani. Essi hanno descritto la prassi come significativa e sistematica, benché un funzionario abbia detto che si è ritenuto che fosse non intenzionale.

I funzionari dell’intelligence, che hanno parlato solo in condizioni di anonimato poiché le attività della N.S.A. sono segretate, hanno affermato che le problematiche legali ed operative attorno alle attività di sorveglianza della N.S.A. sono state prese in esame dall’amministrazione Obama, dai comitati sull’Intelligence del Congresso e da una corte segreta sulla sicurezza nazionale. Briefing governativi segretati sono stati tenuti nelle ultime settimane in risposta ad una controversia nascente che alcuni ufficiali temono potrebbe danneggiare la credibilità degli sforzi legittimi di raccolta di intelligence.

In realtà, apprendiamo che il Miniluv ha persino provato ad intercettare un membro del Congresso senza alcun mandato o forma di autorizzazione speciale, poiché il Miniluv è stato persuaso che il membro del Congresso stava comunicando con una persona da loro non ritenuta affidabile.

Si racconta del vorace appetito del Miniluv in modo più approfondito in un articolo di ieri di Lichtblau e Risen, dal quale apprendiamo che esso ha quasi perfezionato la propria capacità di “raccogliere ed analizzare ogni e-mail, sms e ricerca su Google” che avrete fatto. Ma questo è il minimo. Essi conoscono i tipi di pizza che preferite, le medicine che utilizzate, il colore dei vostri calzini, le dimensioni della vostra t-shirt, i libri che avete pensato di acquistare su Amazon.com, e i film che avete ordinato su Netflix—nonché quelli su cui vi siete soffermati, pensando di ordinarli. Essi utilizzeranno tutte queste informazioni per proteggervi. A meno che, naturalmente, un giorno non vi ritroverete voi stessi invitati nella Stanza 101.

Si può restare sorpresi nell’apprendere che i nuovi guardiani di questi ampi e incontrollati poteri, mentre ipocritamente promettono di riformare la legge e di smettere di violarla, sentono inoltre che non vi è alcuna ragione veramente pressante di far rispettare la legge – venendo meno al giuramento che avevano prestato poche settimane fa a sostegno proprio di quella legge? Non è anzi stupefacente il fatto che queste dichiarazione possano essere fatte in pubblico senza essere accolte con lo scoppio di risa che esse meritano? Ora la nostra democrazia è alla prova – chiuderemo la porta e fuggiremo, o chiederemo di sapere cosa è stato fatto in nostro nome e chiederemo conto della loro cattiva condotta a coloro che abbiano compiuto degli abusi? Il Presidente Obama ci dice che qui non vi è nulla di cui preoccuparsi e ci invita a non occuparcene. Ma questo sarà un test per verificare se esiste una cittadinanza degna di quel nome..

Titolo originale: “Revealing the Secrets in Room 101”

Fonte: http://www.harpers.org
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22.04.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA B.

Pubblicato da Das schloss

  • silviu

    E noi siamo sconvolti (??!!) da un vecchietto bavoso che corrompe qualche giudice e qualche Mills qualsiasi e cerca di scoparsi una velinotta d’assalto?? Via Fede, poi…:-)

    Questi sì che sono dei veri manipolatori dell’opinione pubblica, onore al merito, altro che!!!

  • adriano_53

    le tre parche che presiedevano alla nascita degli USA erano: intolleranza, genocidio e schiavitù.

    con simili madrine è nata la democrazia americana.

    Speriamo in Lachesi