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TERRORISMO DI STATO: LE OPERAZIONI SEGRETE INGLESI ED AMERICANE IN IRAQ


DI ANDREW G. MARSHALL
Global Research

Un raggio di luce nel “Mondo Oscuro”

Nel Gennaio del 2002, il Washington Post pubblicò un articolo dettagliato di un piano della CIA presentato al Presidente Bush poco dopo l’11 settembre dal direttore della CIA George Tenet intitolato “Worldwide Attack Matrix” (Matrice di Attacchi su scala Mondiale) che “descriveva una campagna clandestina di antiterrorismo in 80 Paesi del mondo. Quello che stava proponendo rappresentava una impressionante e rischiosissima svolta nella politica Americana e avrebbe dato alla CIA la più completa e totale autorità nella sua storia”. Il piano assegnava alla CIA ed alle Forze Speciali “operazioni segrete su scala mondiale” e “al cuore della proposta era la raccomandazione che il Presidente avrebbe dovuto lasciare alla CIA quella che Tenet chiamava ‘un’autorità eccezionale’ per attaccare e distruggere Al Qaeda in Afghanistan e nel resto del mondo.” Tenet descriveva il neccessità di una simile autorità come “il bisogno per l’agenzia di operare senza restrizioni e richiedeva anche l’incoraggiamento del Presidente a prendere rischi.” Tra le varie autorizzazioni, raccomandata era quella dell’uso di una “forza mortale”.

Ancora, “Un’altra proposta fu quella di incrementare i legami della CIA con i servizi segreti di altri Paesi chiave” perchè “sfruttandoli si potrebbe triplicare o quadruplicare l’efficacia della CIA.” Il World Wide Matrix “descriveva operazioni segrete in 80 Paesi al mondo già in corso o che era consigliato effettuare immediatamente. Le azioni collegate a la propaganda sarebbero state da preparazione per interventi militari”, e segue: “In qualche Stato, la CIA potrebbe compiere irruzioni per ottenere le informazioni.”[1]P2OG: “Seminare terrore per incitare al terrore…per poi poter reagire al terrore”

Nel 2002, il Consiglio Scientifico di Difesa del Pentagono (DSB) condusse uno “Studio estivo su operazioni speciali e raccordo delle forze per il supporto alla Guerra al Terrorismo,” parte del quale fu fatto trapelare alla Federazione degli Scienziati Americani. Secondo il documento, la “Guerra al Terrore” costituisce una [lotta a] “avversari decisi, pieni di risorse e sparpagliati per il mondo in possesso di ricchezze strategiche,” che richiederà agli USA di impegnarsi in “lunghe, a volte violente, guerre senza confine.” Per come lo descrive l’Asia Times, questo documento espone il progetto statunitense di “combattere il fuoco con il fuoco.” Molte delle “proposte sembrano spingere i militari in territori tradizionalmente controllati dalla CIA, sollevando dubbi sul fatto che tali missioni dovrebbero essere sottoposte alle stesse restrizioni imposte alle attività della CIA.” Secondo il Presidente del DSB, “La CIA esegue i propri piani usando le risorse del Dipartimento della Difesa.”

Specificatamente, il piano “raccomandava la creazione di una speciale attività di supporto di intelligence, un’organizzazione chiamata P2OG (Proactive, Preemptive Operations Group – Gruppo di Operazioni Preventive e Proattive), per mettere insieme azioni segrete, informazioni di guerra, intelligence e inganni della CIA a dei militari. Per esempio, il Pentagono e la CIA vollero lavorare insieme per incrementare lo sviluppo dell’intelligence umana (HUMINT), e la sua presenza operazionale, e impiegare nuove tecniche clandestine.” Lo scopo del P2OG dovrebbe essere di “stimolare reazioni tra i terroristi e tra gli Stati in possesso di armi di distruzione di massa, in pratica punzecchiare le cellule terroriste per spingerle all’azione ed esporle a una pronta reazione delle forze americane.”[2] In altre parole, seminare terrore per incitare il terrore, per poi reagire al terrore.

Il Los Angeles Times riportò nel 2002 che, “Il Ministero della Difesa stava organizzando un esercito segreto d’elite con accesso a tutte le risorse disponibili per le operazioni segrete. Sarebbero state create nuove organizzazioni. Le missioni delle unità esistenti sarebbero state riviste,” e citando l’allora Ministro della Difesa Donald Rumsfield, “Prevenzione e supremazia sono… l’unica difesa dal terrorismo.”[3] Chris Floyd descrive schiettamente il P2OG su CounterPunch, dicendo, “Il governo degli Stati Uniti sta pianificando di usare ‘coperture e inganni’ e operazioni militari segrete per provocare sanguinosi attacchi terroristici contro innocenti. Ripetiamolo: Donald Rumsfeld, Dick Cheney, George W. Bush e altri membri di questo regime non eletto stanno progettando di stimolare deliberatamente l’assassinio di persone innocenti – la tua famiglia, i tuoi amici, il tuo amore, tu – per conseguire le loro ambizioni geopolitiche.”[4]

“I problemi” con l’Iraq

Il 5 Febbraio del 2007, il Telegraph riportava che, “Nel cuore della ‘Zona Verde'[in Iraq], un complesso amministrativo pesantemente fortificato a Baghdad, si nasconde uno dei segreti più strettamente custoditi di tutta la Guerra in Iraq. E’ una cellula parte di una piccola unità dell’esercito britannico che prende l’anonimo nome di Gruppo di Supporto – Joint Support Group (JSG).” I membri del JSG “sono addestrati a far cambiare lato ai peggiori terroristi, assoldandoli come spie della coalizione usando metodi sviluppati nelle strade dell’Irlanda del Nord durante gli scontri, quando l’esercito inglese gestiva infiltrazioni nell’organizzazione IRA a quasi tutti i livelli. Dall’inizio della guerra nel 2003 sono riusciti a conquistarsi dozzine di doppi agenti iracheni.” Hanno “lavorato con il Servizio Aereo Speciale [SAS] e la Delta Force Americana prendendo parte all’unità antiterroristica con base a Baghdad conosciuta come Task Force Black.”

E’ stato scritto che, “Durante gli scontri nell’Irlanda del Nord, l’unità JSG operava sotto il nome di Force Research Unit (FRU), la quale tra gli anni ’80 e ’90 ha gestito le infiltrazioni fino al cuore dell’IRA. Individuando e convincendo vari membri dell’organizzazione paramilitare a cambiare lato con una varietà di ‘incentivi’ che variavano dai ricatti alle tangenti, gli operatori del FRU svilupparono agenti in grado di occupare qualsiasi posizione di comando nell’IRA”. “L’unità cambiò nome dopo l’indagine Stevens che accusava di collusione membri delle forze di sicurezza e gruppi protestanti paramilitari, e fino a relativamente poco tempo fa, continuava la lavorare nell’Irlanda del Nord.”[5]

Prendiamo atto che il gruppo cambiò nome dopo un’accusa di collusione con dei terroristi, però è importante andare a vedere che genere di accuse gli venivano rivolte. L’indagine Stevens “contiene clamorose conferme circa l’aiuto prestato da ufficiali dell’intelligence della polizia britannica alla guerriglia Protestante per individuare ed uccidere attivisti cattolici nell’Irlanda del Nord negli anni ’80.” Era “una politica pubblica discussa ad alti livelli.” L’inchiesta, “mette in luce collusioni, l’intenzionale mancanza di registrazioni, l’assenza di responsabilità, l’insabbiamento di informazioni fino al caso estremo di agenti coinvolti direttamente negli omicidi,” e riconosce “che ci sono state morti di innocenti a causa di questa collusione.” Queste particolari “accuse riguardano l’attività dell’unità dell’esercito britannico conosciuta come Force Research Unit (FRU) e gli ufficiali della Royal Ulster Constabulary (RUC).”[6]

Nel 2002, il Sunday Herald scrisse circa le accuse fatte dall’allora agente dell’intelligence britannica, Kevin Fulton, che dichiarava, “gli era stato detto dal suo istruttore militare che i suoi collegamenti con i paramilitari sarebbero stati autorizzati dalla stessa Margaret Thatcher.” Fulton lavorò per la Force Research Unit (FRU), ed era infiltrato nell’IRA, sempre finchè fu nel libro paga dei militari. Fulton racconta come nel 1992, riportò ai suoi superiori dell’intelligence come i vertici dell’IRA stavano progettando un lancio di mortaio contro la polizia ed essi non avessero fatto niente per evitare l’attacco nel quale fu uccisa un’agente. “Infrangevo la legge sette giorni a settimana e i miei superiori lo sapevano – dice Fulton – sapevano che fabbricavo bombe per darle ad altri membri dell’IRA e non fecero niente. Sarebbe bastata una cazzata e avrei potuto morire. L’idea che hanno è che il miglior modo per vincere il nemico è penetrarlo fino ad essere il nemico.”[7]

Nel 1998, l’Irlanda del Nord provò il suo “il peggior attacco terrorista,” come lo dipinse la BBC, nel quale esplose un’auto bomba, uccidendo 29 persone e ferendone 300.[8] Secondo un articolo del Sunday Herald del 2001, “Le forze di sicurezza non hanno messo le mani sul reale commando dell’IRA responsabile dell’attentato di Omagh perché uno dei terroristi sarebbe stato uno degli agenti infiltrati al quale sarebbe saltata la copertura nel caso in cui l’operazione fosse stata scoperta.” E racconta Kevin Fulton “dissi per telefono ai miei superiori 48 ore prima dell’attentato di Omagh che l’IRA stava progettando e diedi dettagli su uno dei commandi e sulla loro auto”. Inoltre, “l’uomo ritenuto essere l’agente [infiltrato] è membro anziano dell’IRA”[9]

Nel 2002, fu rivelato che, “uno degli uomini più spaventosi dell’IRA,” John Joe Magee, capo dell’unità di sicurezza interna dell’IRA, conosciuto come il “torturatore capo”, era in realtà “uno dei migliori soldati britannici”, e che “fu addestrato come membro delle forze speciali britanniche.” Il Sunday Herald pubblicò che “Magee comandò per più di una decade dalla seconda metà degli anni ’90 l’unità di sicurezza interna dell’IRA – la maggior parte di quelli che furono oggetto delle sue investigazioni furono assassinati”, e che “Il compito dell’unità di Magee era proprio quello di scovare, interrogare e uccidere gli agenti britannici che facevano il doppio gioco all’interno dell’IRA.”[10]

Nel 2006, The Guardian riporta che “due agenti britannici erano implicati nel bombardamento di tre istallazioni militari nel 1990.” La denuncia include la tattica conosciuta come “bomba umana”, che “coinvolge forzatamente civili a guidare auto cariche di esplosivi contro posti di blocco dell’esercito.” Questa tattica “è un’invenzione dei Servizi Britannici”.[11]

Nel 2006 fu anche rivelato che “una talpa dell’esercito inglese denunciò l’MI5 di aver predisposto un viaggio per comprare armi in America, dove ottenne detonatori, poi usati dai terroristi per uccidere soldati e ufficiali di polizia”, e che “i Servizi britannici collaborarono con l’FBI per assicurarsi che in questo viaggio a New York non ci fossero stati problemi così da non far saltare la sua copertura. La tecnologia ottenuta fu utilizzata nell’Irlanda del Nord e poi copiata dai terroristi in Iraq con bomba da strada [roadside bombs] che hanno ucciso truppe britanniche.”[12]

Considerando tutte queste rivelazioni sulle implicazioni britanniche con i terroristi dell’IRA e la complicità in attentati attraverso il FRU, quali prove ci sono che le stesse tattiche non siano state usate anche in Iraq sotto il diverso nome di Joint Support Group (JSG)? Le reclute del JSG in Iraq sono estremamente addestrate e quelli “che passano il corso possono aspettarsi di essere destinati a Baghdad, Bassora o in Afghanistan.”[13]

P2OG in azione

Nel settembre del 2003, mesi dopo l’invasione iniziale dell’Iraq, cominciata nel Marzo del 2003, la moschea Sciita più sacra venne fatta saltare in aria, uccidendo tra le 80 e le 120 persone, tra le quail c’era anche un popolare religioso sciita, e gli iracheni incolparono di questo le forze americane.[14] [A riguardo vedi anche gli articoli segnalati a fondo pagina pubblicati in passato su questo sito n.d.r.]


[Due immagine dei resti della moschea Al-Askariya di Samarra la cui distruzione si sospetta sia stata una ‘black operation’ americana.]

Nell’Aprile del 2004, un giornalista Americano in Iraq, Dahr Jamail, scrisse nel New Standard che, “Per le strade di Baghdad si dice che la fine delle auto bomba da allora in poi sia la prova che dietro di esse ci sia la CIA.” Jamail intervistò un dottore che dichiarò che “Gli Stati Uniti istigano all’aggressione. Se tu non mi attacchi io non ti posso attaccare. Gli USA stimolano l’aggressività della popolazione irachena!” Questa descrizione segue alla lettera le linee guida stabilite dal documento del Pentagono sul P2OG circa “incitare il terrore” o “prevenire attacchi terroristi”.[15]

Settimane dopo il primo incidente che coinvolse un soldato delle SAS britanniche a Bassora [vedi “SOLDATI BRITANNICI DELLE FORZE SPECIALI POSIZIONAVANO BOMBE A BASSORA ?” e altri link a fondo pagina n.d.r.], nell’Ottobre del 2005, fu riportato che americani furono “catturati mentre preparavano un’auto bomba a Baghdad,” e che “gli iracheni catturarono due americani travestiti da arabi mentre cercavano di far saltare in aria una macchina piena di esplosivo nel centro di un’area residenziale a Baghdad Ovest martedì. … I residenti del quartiere di al-Ghazaliyah [dissero che] la gente catturò gli americani quando parcheggiarono la macchina piena di esplosivo in un vicinato in al-Ghazaliyah martedì pomeriggio. Trovarono che i due erano sospetti cosicché detennero gli uomini prima che potessero fuggire. Fu allora che si accorsero che i due erano americani e chiamarono…..la polizia. Naturalmente insieme alla polizia arrivarono le forze americane che presero i due in custodia prima che qualsiasi domanda gli potesse essere posta.”[16]

Fu scritto nel Maggio del 2005 che un uomo iracheno fu arrestato, dopo aver testimoniato circa un attentato con un auto bomba proprio davanti casa sua, con l’accusa di aver sparato a una guardia nazionale irachena. Però, “la gente dell’area denuncia che l’uomo non ha sparato a nessuno e che fu arrestato solo perché testimone dell’attentato. Dicono che avrebbe visto una pattuglia Americana passare di li pochi minuti prima, fermarsi nel punto dell’esplosione per qualche minuto giusto qualche minuto prima avvenisse. Egli sarebbe sceso subito in strada dicendo a vicini e passanti che una pattuglia di americani era passata di li e che o aveva piazzato la bomba o l’aveva vista ma non aveva fatto niente per evitare l’esplosione. Poco dopo fu portato via.”

Un’altra storia fu pubblicata lo stesso mese ed ebbe luogo a Baghdad, dove un automobilista iracheno si vide confiscare la patente e la macchina a un posto di blocco e gli fu detto di “recarsi in un campo militare americano vicino l’aereoporto di Baghdad per un interrogatorio e per ritirare la sua patente.” Una volta lì dopo qualche domanda gli fu detto di andare a ritirare la propria patente a una stazione di polizia irachena nella quale era stata spedita e di fare presto. L’uomo partì in tutta fretta, però fu presto allarmato dalla sensazione che la sua macchina stesse trasportando un carico pesante e da un elicottero che volava basso sopra la sua testa e che lo seguiva. Fermò la macchina, la ispezionò accuratamente trovando quasi 100kg di esplosivo nascosti nel sedile posteriore e sulle due portiere posteriori. L’unica spiegazione logica di questo incidente è quella che la bomba fu installata dagli americani per farla saltare nel quartiere sciita di al-Khadimiya. L’elicottero doveva monitorare Ii movimenti dell’auto e testimoniare l’ennesimo bagno di sangue voluto dai “terroristi”.[17]

Nell’Ottobre 2005, il Sydney Morning Herald pubblicò che, “L’unità antiterrorismo dell’FBI avviò una larga indagine sul giro di furti nelle basi USA dopo aver scoperto che vari veicoli usati per gli attentati con auto bomba in Iraq, inclusi quelli che avevano ucciso truppe della coalizione e civili iracheni, erano stati probabilmente rubati negli Stati Uniti, secondo uno degli ufficiali del Governo.” E poi, “L’inchiesta cominciò dopo che le truppe della coalizione in una incursione in una fabbrica di bombe a Falluja lo scorso Novembre trovarono un veicolo registrato in Texas e già pronto per un attentato esplosivo. Gli investigatori dicono che ci sono svariati casi di veicoli rubati negli USA e finiti in Siria, nei Paesi del Medio Oriente in generale e ultimamente nelle mani della insorgenza irachena, inclusa al-Qaeda in Iraq.”[18]

Nel 2006, la moschea di Al-Askariya nella città di Samarra fu bombardata e distrutta. Fu costruita nel 944, più di mille anni fa ed era una delle moschee sciite più importanti del mondo. La grande cupola dorata che lo copriva fu costruita nel 1904 fu distrutta nell’attacco del 2006 che fu portato da uomini vestiti come agenti delle Forze Speciali Irachene.[19] L’ex analista della CIA per 27 anni, che presiedette le riunioni giornaliere con vari presidenti, Ray McGovern, dichiarò, “Non escludo un coinvolgimento dell’Occidente nell’attento di questa settimana alla moschea di Askariya.” E poi cita, “La domanda principale è Cui Bono? Chi trae benefici da questo genere di cose? Non c’è bisogno di essere un cospirazionista o un paranoico per pensare che ci sono un sacco di possibili sospetti e non solo sunniti. Come si sa, ufficiali britannici sono stati arrestati travestiti da arabi mentre giravano in auto, è cosi che vanno queste cose.”[20]

Squadroni della morte per la “Libertà”

Nel Gennaio del 2005, Newsweek scriveva che il programma del Pentagono chiamato “Opzione Salvador” fu discusso per la sua applicazione in Iraq. Questa strategia “risale alla guerra dell’amministrazione Reagan contro la guerriglia in El Salvador nei primi anni ’80. Allora, facendo fronte ad una sconfitta nella guerra contro i ribelli del Salvador, il governo degli USA fondò e supportò forze “nazionaliste” che a quanto si dice includevano i cosiddetti squadroni della morte, che avevano il ruolo di trovare e uccidere i leader ribelli e i simpatizzanti per la guerriglia.” Portando la strategia in Iraq, “una proposta del Pentagono sarebbe stata di inviare un team di Forze Speciali per convincere, supportare e possibilmente addestrare Squadroni in Iraq, molto probabilmente tra i combattenti Kurdi Peshmerga e i miliziani Sciiti, al fine di attaccare i ribelli Sunniti e i loro simpatizzanti, soprattutto lungo il confine con la Siria, secondo membri militari a conoscenza delle discussioni.”[21]

Il Times scrive che, “il Pentagono sta pensando di formare unità d’attacco di combattenti Kurdi e Shia per colpire i vertici dell’insorgenza irachena con una strategia presa in prestito dalla guerra americana contro la guerriglia comunista nell’America Centrale 20 anni fa. Sotto il piano chiamato ‘Opzione El Salvador’, le forze americane ed irachene sarebbero mandate a uccidere o rapire i capi dei ribelli.” Continua, “Le squadre d’attacco sarebbero un argomento controverso e verrebbero tenute segrete,” così come “L’esperienza dei cosiddetti Squadroni della Morte in America Centrale rimane molto dura per molti ancora adesso e contribuisce a macchiare l’immagine degli USA nella regione. John Negroponte, l’ambasciatore americano a Baghdad, ebbe allora come adesso un posto in prima fila come Ambasciatore dell’Honduras dal 1981 al 1985.”[22]

Al Giugno 2005, esecuzioni di massa avevano avuto luogo in Iraq per 6 mesi e, “quello che colpisce particolarmente è che tutti questi omicidi sono cominciati proprio quando le squadre di polizia sono diventate operazionalmente attive e spesso corrispondono anche le zone nelle quali queste forze sono state dispiegate.”[23]

Nel Maggio 2007, un iracheno ex collaboratore delle forze Americane per 2 anni e mezzo dichiarò, ”Ero un soldato dell’esercito iracheno nella guerra del 1991 e durante il ritiro dal Kuwait decisi di cercare asilo politico in Arabia Saudita; uno fra tanti che erano nella mia stessa situazione. Qui cominciò il processo di arruolamento tra le forze americane, lì c’era un comitato di militari americani che scelse un numero di iracheni che sarebbero stati arruolati come volontari e sarebbero stati trasferiti in America, io fui uno di quelli.” Egli racconta come dopo l’invasione del 2003 dovette ritornare in Iraq per “svolgere specifiche funzioni assegnategli da agenzie americane.” Tra le operazioni che doveva svolgere, fu messo “a capo di un’unità che doveva commettere assassini per le strade di Baghdad.”

Continua specificando, “I nostri compiti erano di commettere singoli omicidi, L’esercito di occupazione ci forniva nomi, foto e mappe con i movimenti abituali delle vittime da e verso le proprie abitazioni così potevano dirci, per esempio, di uccidere uno sciita in al-A’zamiyah e un sunnita a Madinat as-Sadr e noi andavamo.” Poi, “Chiunque nell’unità commettesse errori veniva giustiziato, Tre membri della mia squadra furono uccisi perché avevano fallito nell’assassinio di un importante politico a Baghdad.” Rivela che questo lavoro sporco delle unità irachene, americane e straniere, “non si limitava agli assassinii, ma qualcuna di esse era specializzata in bombe e autobombe in zone residenziali e nei mercati.”

Continua argomentando che “le operazioni con autobombe e l’esplosione di ordigni nei mercati erano portate a termine in diversi modi, il più conosciuto di essi tra le truppe USA era piazzare bombe nelle auto ai posti di blocco mentre facevano le ispezioni o anche mentre svolgevano interrogatori. Dopodichè la persona veniva convocata in una delle basi americane, o gli veniva chiesto di andare con la sua auto carica di esplosivo verso una stazione di polizia locale o in un mercato, e la sua auto esplodeva.”[24]

Dividi e Conquista?

Craig Murray, ex Ambasciatore Inglese in Uzbekistan, scrisse nell’Ottobre del 2006 che, “Le prove che gli Stati Uniti contribuiscano direttamente alla creazione dell’attuale guerra civile in Iraq con la loro strategia segreta di sicurezza sono molto forti. Storicamente non è niente di nuovo, dividi e domina fu una strategia delle potenze coloniali che ha resistito al passare del tempo. Difatti fu già usata dalle truppe di occupazione britanniche circa 85 anni fa. Comunque, probabilmente nello scenario attuale gli USA l’hanno riproposta creando un movimento inarrestabile che, pur indebolendo della resistenza, ha in reaòtà portato a nuovi problemi di controllo e sostenibilità per Washington e Londra .”[25]

NOTE

[1] Bob Woodward and Dan Balz, At Camp David, Advise and Dissent. The Washington Post: January 31, 2002: http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/07/18/AR2006071800702.html

[2] David Isenberg, ‘P2OG’ Allows the Pentagon to Fight Dirty. Asia Times Online: November 5, 2002: http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/DK05Ak02.html

[3] William M. Arkin, The Secret War. The Los Angeles Times: October 27, 2002: http://web.archive.org/web/20021031092436/http://www.latimes.com/la-op-arkin27oct27001451,0,7355676.story

[4] Chris Floyd, Into the Dark: The Pentagon Plan to Provoke Terrorist Attacks. Counter Punch: November 1, 2002: http://www.counterpunch.org/floyd1101.html

[5] Sean Rayment, Top Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: February 5, 2007: http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1541542/Top-secret-army-cell-breaks-terrorists.html

[6] Michael S. Rose, Britain’s “Dirty War” with the IRA. Catholic World News: July 2003: http://www.cwnews.com/news/viewstory.cfm?recnum=23828

[7] Home Affairs, The army asked me to make bombs for the IRA, told me I had the Prime Minister’s Blessing. The Sunday Herald: June 23, 2002: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20020623/ai_n12576952/pg_2

[8] BBC, UK: Northern Ireland Bravery awards for bomb helpers. BBC News: November 17, 1999: http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/northern_ireland/524462.stm

[9] Neil Mackay, British double-agent was in Real IRA’s Omagh bomb team. The Sunday Herald: August 19, 2001: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20010819/ai_n13961517

[10] Neil Mackay, IRA torturer was in the Royal Marines; Top republican terrorist. The Sunday Herald: December 15, 2002: http://findarticles.com/p/articles/mi_qn4156/is_20021215/ai_n12579493

[11] Henry McDonald, UK agents ‘did have role in IRA bomb atrocities’. The Guardian: September 10, 2006: http://www.guardian.co.uk/politics/2006/sep/10/uk.northernireland1

[12] Enda Leahy, MI5 ‘helped IRA buy bomb parts in US’. Sunday Times: March 19, 2006: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article742783.ece

[13] Sean Rayment, Top Secret Army Cell Breaks Terrorists. The Telegraph: February 5, 2007: http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/1541542/Top-secret-army-cell-breaks-terrorists.html

[14] AP, U.S. Blamed For Mosque Attack. CBS News: September 2, 2003: http://www.cbsnews.com/stories/2003/09/02/iraq/main571279.shtml

[15] Dahr Jamail, Dahr Jamail Blog From Baghdad. The New Standard: April 20, 2004: http://www.countercurrents.org/iraq-jamail200404.htm

[16] FMNN, UNITED STATES CAUGHT IN IRAQ CAR-BOMBING. Free Market News Network: October 14, 2005: http://www.freemarketnews.com/WorldNews.asp?nid=1326

[17] Michael Keefer, Were British Special Forces Soldiers Planting Bombs in Basra? Global Research: September 25, 2005: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=KEE20050925&articleId=994

[18] Bryan Bender, Cars stolen in US used in suicide attacks. The Sydney Morning Herald: October 4, 2005: http://www.smh.com.au/news/world/cars-stolen-in-us-used-in-suicide-attacks/2005/10/03/1128191658703.html

[19] Sam Knight, Bombing of Shia shrine sparks wave of retaliation. The Times Online: February 22, 2006: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/iraq/article733559.ece

[20] Prison Planet, Former CIA Analyst: Western Intelligence May Be Behind Mosque Bombing. Prison Planet: February 26, 2006: http://www.prisonplanet.com/articles/february2006/260206mosquebombing.htm

[21] Michael Hirsh and John Barry, “The Salvador Option”. Newsweek: January 14, 2005: http://www.pagecache.info/pagecache/page13480/cached.html

[22] Roland Watson, El Salvador-style ‘death squads’ to be deployed by US against Iraq militants. The Times Online: January 10, 2005: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/iraq/article410491.ece

[23] Max Fuller, For Iraq, “The Salvador Option” Becomes Reality. Global Research: June 2, 2005: http://www.globalresearch.ca/articles/FUL506A.html

[24] AMSII, Ordered Assassinations, Sectarian Bomb Attacks Targeting Iraqi Civilians. Association of Muslim Scholars in Iraq: May 12, 2007: http://heyetnet.org/en/content/view/490/27

[25] Craig Murray, Civil War in Iraq: The Salvador Option and US/UK Policy. CraigMurray.org: October 18, 2006: http://www.craigmurray.org.uk/archives/2006/10/civil_war_in_ir.html

Andrew G. Marshall contribuì a rompere il consenso generale sul cambio climatico con un articolo nel 2006 Global Warming A Convenient Lie (Riscaldamento Globale, una comoda bugia), nel quale cercava di trovare tutte le bugie del documentario di Al Gore. Secondo Marshall, ‘la gente ha cominciato a dire che “il dibattito è finito”, ma attenzione, perchè il fondamento di ogni scienza sta nel fatto che il dibattito è sempre aperto’. Andrew Marshall ha anche scritto sulla militarizzazione dell’Africa Centrale, gli affari della sicurezza nazionale e sul processo di integrazione del Nord America. E’ anche un collaboratore di GeopoliticalMonitor.com
Al momento è ricercatore nel Centro di Ricerca sulla Globalizzazione (CRG) a Montreal e sta studiando Scienze Politiche e Storia all’Università Simon Fraser, in British Columbia.

Titolo originale: “State-Sponsored Terror: British and American Black Ops in Iraq”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link
25.06.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EPICUREO

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Pubblicato da Das schloss