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TERRA FUTURA, TRA ECOLOGIA E SPIRITUALISMO

DI MIGUEL MARTINEZ

Kelebeker

In questi giorni, Firenze

ha ospitato un evento a modo suo importante: la fiera di Terra Futura.

“Terra

Futura vuole far conoscere e promuovere tutte le iniziative

che già sperimentano e utilizzano modelli di relazioni e reti sociali,

di governo, di consumo, produzione, finanza, commercio sostenibili:

pratiche che, se adottate e diffuse, contribuirebbero a garantire la

salvaguardia dell’ambiente e del pianeta, e la tutela dei diritti

delle persone e dei popoli.”

Insomma,

una questione non da poco, forse la questione delle questioni.

Terra

Futura offre un quadro interessante, nel bene e nel male, di come vanno

le cose in questo campo.Ci

troviamo tre diversi tipi di realtà.

Innanzitutto, piccole

imprese di vario tipo, da quella che costruisce casette in legno,

all’erboristeria, all’organizzatore di viaggi a piedi.

Poi

c’è il mondo delle organizzazioni, dalla Banca Etica (o le

Assicurazioni Cattoliche) giù giù fino a cooperative che lavorano

precariamente nelle carceri o con i disabili; oppure movimenti strutturati

come Amnesty International e Greenpeace.

Infine,

ma forse al primo posto come presenza e visibilità, i mercanti di

spiritualità.

Sulle piccole

imprese, nulla da ridire: Terra Futura è anche un evento commerciale,

ed è giusto che un certo mondo imprenditoriale abbia un suo spazio.

Ci

sarebbe da riflettere sul ruolo ambiguo delle organizzazioni.

Le

organizzazioni vivono in rapporto intimo con lo Stato, dalla cui generosità

in massima parte dipendono.

Il

restringimento dello Stato significa innanzitutto tagli al superfluo,

dove per superfluo si intende qualunque cosa che non siano treni

ad alta velocità o bombardieri per l’Afghanistan.

Allo

stesso tempo, lo Stato della società fluida e spettacolare, come

preferirebbe occuparsi dei malati? Assumendo a vita nuovi infermieri,

oppure affittando di tanto in tanto i servizi di una precaria cooperativa?

Il

ruolo dei mercanti di spiritualità è invece di particolare interesse

per questo blog, che – è facile dimenticare – è nato per occuparsi

dello spiritualismo dei nostri tempi più che di politica in senso

stretto.

A Terra

Futura, trovi ovunque i mercanti di spiritualità.

Tra

venditori di medicina spagirica e giovani dagli occhi azzurri che si

dichiarano counselor in spiritualità indiana, troviamo un ampio

spazio dove i visitatori possono “ricevere la luce”: si tolgono

le scarpe, si mettono seduti e un adepto pone loro le mani dietro la

nuca. Una cosa dall’aspetto certamente rilassante, ma viene

da chiedersi, cosa c’entra?

Si

tratta dello stand di Sukyo Mahikari, un’efficiente organizzazione

fondata da un ex-imprenditore giapponese nel settore militare che mise

insieme insegnamenti scintoisti e teosofici con un insolito nucleo

di ultranazionalismo, sognando l’unificazione

del mondo attorno all’imperatore del Giappone. Se non altro per evitare

che in futuro si ripetessero le guerre atomiche tra i continenti di

Atlantide e di Mu, di cui parlano gli insegnamenti di Mahikari.

Tutto

questo non ci scandalizza minimamente e non vogliamo nemmeno ridurre

le idee dei 750.000 militanti di Mahikari nel mondo a questi pochi elementi.

Chi scrive non crede all’esistenza delle

“sètte” come una misteriosa e tenebrosa realtà a parte.

Mahikari

non è certamente peggio di Amway e sicuramente offre un senso

alla vita di molte persone, un fatto che non va disprezzato. E probabilmente

la vita al suo interno non è peggiore di quella che la maggior parte

delle persone trascorre al servizio di aziende più laiche.

La

domanda importante è: perché è perfettamente normale vedere

lo stand di una simile organizzazione accanto a quello della CGIL o

di un’associazione per il commercio equo e solidale? Non possiamo

nemmeno parlare di affinità politica, visto che Mahikari ha finanziato i partiti sia di destra che

di sinistra in Francia.

La

risposta è evidente: senza l’apporto militante ed economico

di simili organizzazioni o delle piccole imprese dello spiritualismo

contemporaneo, non si potrebbe nemmeno fare un evento come Terra

Futura.

Anche

se avevano solo uno stand relativamente piccolo a Terra Futura, non

crediamo che esista un movimento animalista e vegetariano paragonabile

per impegno e risorse al gruppo apocalittico tedesco Universelles

Leben – “Vita Universale” – della profetessa Gabriele

Wittek (in contatto diretto con Gesù Cristo) che in Germania gestisce

ben 58 negozi “biologici”, scuole, cliniche e case editrici: e la

cui struttura basata su comunità è in grado a sopravvivere a molti

cambiamenti di moda.

So

che esistono mille definizioni di “spiritualità“, tutte

valide: qui, con questo termine, intendiamo un concetto elaborato dai

sociologi inglesi Jeremy Carrette e Richard King per definire la

singola ideologia più importante e diffusa dei nostri tempi.

In

una prima fase, la religione viene ridotta da una visione generale

del mondo e del proprio ruolo nella vita, a una serie di credenze

private che non devono interferire con i meccanismi del capitalismo.

Questa, secondo Carrette e King, ha costituito la fase dell’individualizzazione del

religioso.[1]

Le

credenze però partecipano ancora in qualche maniera di quelle

che i greci avrebbero chiamato nous o “spirito”. Ma pian piano, spiritualità viene

a coincidere con le semplici emozioni degli individui, come attesta

tutto un linguaggio diffuso nel tremendo mondo dei critici d’arte

e dei premi di poesia. Al posto della distinzione tra vero e falso,

troviamo la distinzione tra gradevole e sgradevole.

Ora,

stiamo vivendo la fase della radicale mercificazione del

religioso, cioè l’ingresso violento del capitalismo nella sfera

religiosa. Che subisce una rebranding, diciamo una “rietichettatura”,

come “spiritualità”, un termine abbastanza vago da includere qualunque

cosa.

“Per

la prima volta nella storia dell’uomo, l’economia ha iniziato a

dettare i termini di espressione per il resto del mondo sociale. Adesso,

distaccatosi dal sociale in una maniera che non conosce precedenti,

il mercato è in grado di dettare l’ordine del giorno culturale e

politico, e di impossessarsi dei processi di socializzazione (come

la coltivazione e la disciplina degli appetiti individuali) che venivano

condotti da istituzioni statali e religiose”.[2]

A questo

punto, non esiste più alcun motivo per tenere distinte le due sfere.

Quando

tutto è diventato merce, lo spiritualismo può penetrare

liberamente ovunque – lo spiritualismo permea il linguaggio aziendale,

le chiacchiere dei parrucchieri, le pubblicazioni a larghissima diffusione,

le terapie psicologiche, l’industria turistica e i programmi televisivi.

Questi

gruppi però sfiorano anche la politica.

In

qualche raro caso fanno effettivamente politica: come il Partito

Umanista, di cui qualcuno forse conosce il grandioso tempio ad Attigliano e che è sempre presente nelle manifestazioni di sinistra nel nostro paese con le sue bandiere color arancione.

In genere, il rapporto con la politica è piuttosto strumentale, come nel caso della Soka Gakkai (anch’essa presente a Terra Futura), dove
troviamo Sabina Guzzanti e Vladimir Luxuria, ma il cui partito politico di riferimento, in Giappone, sostiene da sempre la destra.

Gran parte delle imprese e dei movimenti spiritualisti comunque partono da considerazioni critiche: questa società è alienante, inquinante, centrata sul profitto e disumana.

Critiche un po’ generiche, ma che molti potrebbero condividere. In particolare nella sinistra non marxista, visto che queste imprese lavorano con una certa abilità su alcuni luoghi comuni – vedete quanti bambini muoiono in Africa, quante guerre ci sono? I sentimenti suscitati da queste considerazioni, certamente eccellenti in sé, sono comunque inscindibili dallo spettacolo mediatico e dai suoi traumi e miracoli.

Sappiamo infatti dei bambini che muoiono in Africa grazie a fotografi a caccia di immagini scioccanti che spesso lavorano in stretta simbiosi con
ONG a caccia di fondi per i propri impiegati.

A questa critica dell’alienazione si accompagna spesso una duplice ostilità verso le religioni “istituzionali”, in particolare quella cattolica e quella islamica e verso lo “scientismo“. Sono o no dei chimici, e quindi degli scienziati, che inquinano il mondo?

Ora, la persona socialmente impegnata è molto spesso (non sempre) un autodidatta, che pretende di dire la sua in un mondo dove la parola sembra essere detenuta dal doppio clero, religioso e accademico; e quindi questa critica suscita simpatie immediate.

Ai problemi del mondo, le imprese e organizzazioni spiritualiste danno una risposta concreta: compra il mio misuratore di aure, recita per
un quarto d’ora al giorno la frase che ti insegnerò quando mi avrai pagato, trova nuovi membri per la mia organizzazione.

E’ giusto dire che non è sempre così e ci sono indubbiamente alcune belle, piccole realtà, che vivono secondo idee molto particolari, ma non cercano di vendersi sul mercato più di quanto occorra per la semplice sopravvivenza quotidiana. A una fiera come Terra Futura, li riconosci per i volantini poveri, fatti con la stampante del computer o fotocopiati.

Ma in linea di massima una buona organizzazione, uno stand ben congegnato e sorrisi decisi e coinvolgenti rivelano la presenza di un interesse aziendale. E certo qualcuno che elenca nei depliant gli attestati mondani che ha ricevuto come garanzia della propria spiritualità, è un impostore per definizione, se diamo a spiritualità non il senso di vaga emotività, ma di autentica e invisibile ricchezza interiore.

Le imprese spiritualiste beneficiano dell’immaginario mediatico che circonda la parola Natura. Istintivamente, qualunque essere umano ancora minimamente sano vuole sfuggire alla schiavitù e alla menzogna delle merci. Ma lo spaccio delle merci sfrutta ogni istinto umano, compreso il rigetto delle merci: ecco che nasce il Marchio Natura. A volte, paradossalmente, reso autorevole con l’abuso di un linguaggio dal suono scientifico: così troviamo pubblicizzata, a Terra Futura, una conferenza sul tema “L’aura umana nei luoghi ad alta energia”.

Natura è un termine ambiguo quanto spiritualità. Alla fine diventa sinonimo di piacevole, lieve, gentile, e peggio per terremoti e lupi se non sono d’accordo.[3]

Certamente la maggior parte dei prodotti delle imprese spiritualiste sono “naturali”, nel senso che non si tratta di oggetti fabbricati con possenti macchine. Chiacchiere, massaggi, sentimenti, rimedi placebo, rapporti umani, soddisfazioni private sono indubbiamente a basso contenuto tecnologico e possono venire quindi venduti tranquillamente in una fiera ecologica. Poi non capisco perché un’azienda possa vendere, a Terra Futura, qualcosa che chiamano Responsability (a voi trovare l’errore), “l’abilità nel rispondere ai momenti della vita” e io non possa vendere un puro e semplice corso di lingua inglese.

Questa è la fotografia di una situazione. Non è una denuncia, e non è una proposta.

Consiste

solo nel riconoscere che esiste un ampio mondo di persone che cercano

di trovare un’alternativa a un sistema così tremendamente distruttivo.

Ma dentro quel mondo, un ruolo di grande importanza è esercitato o

da aziende che vendono fuffa per guadagno personale, o da grandi organizzazioni

che hanno i propri interessi da portare avanti.

Nota:

[1]

Carrette e King parlano di spirituality, perché in inglese spiritualism traduce

il termine italiano “spiritismo”, dal significato molto più ristretto.

In italiano crediamo che la traduzione migliore del termine usato dai

due studiosi sia spiritualismo.

[2]

Jeremy Carrette, Richard King, Selling Spirituality. The Silent Takeover

of Religion, pp. 44-45.

[3]

Il parto con l’epidurale, chiaro esempio di interferenza tecnologica

in un processo naturale, viene spesso definito naturale dai propri

sostenitori come semplice sinonimo di indolore.

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Fonte: http://kelebeklerblog.com/2011/05/23/3524/

23.05.2011

Pubblicato da supervice

15 Commenti

  1. La società è un sistema complesso.

    La complessità è fortemente legata al caos. La sopravvivenza in ambienti così variabili viene ricercata nel raggiungimento del confine del caos, quella particolare area dove si massimizzano le possibilità di evoluzione. I sistemi complessi adattativi, cioè, si situano tra l’eccessivo ordine – una staticità che ricorda da vicino un meccanismo – e l’eccessivo disordine – un caos fuori controllo che può sconfinare nell’anarchia. Questo specifico stato assunto dai sistemi complessi è anche chiamato spazio delle possibilità, poiché è la situazione in cui essi possono scegliere tra più comportamenti e configurazioni alternative. È in questo particolare stato, infatti, che questi sistemi agiscono in maniera più complessa e creativa, operando eventuali evoluzioni sfruttando la proprie peculiari capacità di apprendimento e adattamento.

    Sembra che Terra Futura ci mostri che la nostra società abbia raggiunto quel confine del caos creativo in cerca di una possibile soluzione. D’altronde, possiamo vedere questo fenomeno un po’ ovunque.

  2. Ce ne fossero di più, di articoli così. Bisogna ricominciare a parlare di spiritualità senza quella zavorra orrenda cui viene normalmente associata.
    Ai problemi del mondo, le imprese e organizzazioni spiritualiste danno una risposta concreta: compra il mio misuratore di aure, recita per un quarto d’ora al giorno la frase che ti insegnerò quando mi avrai pagato, trova nuovi membri per la mia organizzazione.

    Ecco, forse vale la pena di tentare di definire la spiritualità. Magari è solo un migliore rapporto con il proprio inconscio e con l’inconscio collettivo (qualsiasi cosa questi due termini significhino). Magari è solo un riappropriarsi di stili di vita che ci sono appartenuti per milioni di anni, e che troppo rapidamente sono stati gettati alle ortiche da sistemi sociali utili a pochi e dannosi per molti. Forse, in questo mondo dominato da scienza e scientismo, si tratta solo di ritrovare atti altamente irrazionali, come la compassione e l’intuizione che bypassano strutture rigidamente logiche per favorirne la lacerazione. O magari è tutta una questione di quanti traumi il nostro inconscio ha accumulato e quanti siamo stati invece in grado di digerire e smaltire: un inconscio traumatizzato ha ben poche speranze di partorire realtà che non siano manipolate, manipolabili e prevedibili. A questo punto fa ben poca differenza se chi parla è il guru di turno che spilla soldi al tonto in cerca di illuminazione, oppure è una struttura ben arrotata come i gesuiti che ha come motto il “Dateceli da bambini e saranno nostri per tutta la vita…”
    Si tratta quindi di manipolare l’inconscio traumatizzandolo prima per usarlo dopo in base a precisi meccanismi. Questo sarebbe lo schifo della spiritualità, in soldoni.
    Per chi invece avesse piacere di affrontare cosa essa sia, spogliata da tutti gli orpelli ideologici, si legga UG Krishnamurti ( e NON J. Krishamurti, alto esponente dell’idiozia spiritualistica). Si troverà tra le mani parole anarchiche e significati così vaghi e surreali da essere costretto a rivedere molte cose, specialmente le più scontate. Il Sacro in realtà è stato sconfitto da Logos, e per ritornare ad apprezzarlo occorre prima sconfiggere il Logos.

  3. Straquoto. Una società disumanizzante: un padre dimentica la propria figlia in un pargheggio… cinque ore di supplizio… troppo tardi quando il padre, finite le sue ore canoniche di lavoro, se ne accorge… la bimba muore in ospedale senza riprendersi… vengono donati gli organi… forse per dare un senso all’orrore… santificandolo … come a dire che non tutti i mali vengono per nuocere… le dichiarazioni della madre… “lasciateci in pace”… le dichiarazioni dei genitori che hanno ricevuto gli organi della bimba e che hanno salvato i loro figli da morte certa…Orribile … non riesco a metabolizzare, forse perché sono madre … e soprattutto dare l’assoluzione a questa vicenda che i media, in modo magistrale, hanno dato… Ci stanno privando dell’anima… di ogni poesia… ci affamano, rendendoci poi bulimici, solo di beni materiali… dove la spirtualità, plastificata, ti è venduta un tanto al chilo attraverso libri, cd e dvd…

  4. La spiritualità?..mi piace poco il termine perchè,subito qualcuno tende ad indirizzarlo!!..preferisco parlare dell’involucro della spiritualità quello che tutti comunemente chiamiamo ANIMA,..quella che ci distingue,che ci appartiene,INVENDIBILE,INTOCCABILE,INVINCIBILE!! nemmeno noi stessi,ne abbiamo il controllo,nemmeno il “cervello più contaminato” può dire con certezza che essa risponderà “ai comandi”…certo il corso della vita tende ad “influenzarla”,la può “indebolire”,la può “incarognire”,la può rendere “pigra e grassa”…ma fino al nostro ultimo respiro è,e sarà la NOSTRA SPADA!!…brandirla all’occorrenza,vuole dire ESSERE VIVI!!… ESSERE UMANI!!!.. ESSERE LIBERI!!!!! ..niente fiere del carciofo sacro e miracoloso,informazione,libertà,giustizia e ugualianza tra i popoli.
    RIMANETE SVEGLI.
    Saluti a Tutti:
    Lucmartell.

  5. Il mio era un commento,non una risposta al commento di Tonguessy…sorry!

  6. Ne voglio ancora!!! Grande Miguel, questo e’ l’ argomento che aspettavo da tempo, continua cosi’ e smascherali tutti, dal Suca Cagai (Guzzanti serva) fino a Lucis Trust (FUCK THE NWO).

  7. La Natura? Quale? Quella devastata dalle scie chimiche etc? Pie illusioni.

  8. Martinez è bravo e questo è un bell’articolo. Però tanto valeva stroncare direttamente Terra Futura. Tutta la manifestazione fa ridere. Tutte queste manifestazioni fanno ridere. E’ lo stile “moderno” che crea “Terra Futura”. Purtroppo è tutto un pacco. Finchè non usciamo dal trip economicistico non si può far niente. Bisogna ridiventare poveri, poveri in canna per non aver bisogno di fare “Terra Futura”. In quel momento “Terra Futura” avrà vinto, senza bisogno di pubblicità.

  9. Il lavoro su sè stessi che possa venire a pieno titolo definito come spirituale deve avere come obbiettivo l’innalzamento della coscienza cosmica e la ricerca della riunificazione di tutti gli individui con la sorgente unica di tutto: lo Spirito, appunto. In questi stands si propongono invece pratiche e discipline che attraggono le persone che si aspettano da esse un qualche vantaggio o miglioramento individuale, tipo come affrontare con sicurezza un colloquio di lavoro o come riuscire a convincere l’uditorio in una conferenza o in una riunione aziendale o addirittura come avere successo negli affari. Esse promettono di aumentare il proprio fascino, il proprio magnetico carisma o, perchè no? il proprio sex appeal. Nulla di diverso dal fitness e dal body building. Nulla contro queste cose. Fanno parte del consumismo New Age, ed è giusto che si paghi per esse. Il lavoro spirituale invece non richiede nessun pagamento, essendo gratuito come è gratuita la preghiera, la meditazione, l’astenersi dal pensiero negativo, il riconoscere la propria essenza divina.

  10. Anche bestemmiare e’ un’ attivita’ spirituale?

  11. Non direi. Denota piuttosto una mancanza di controllo emotivo. Ma soprattutto asserisce la disperata affermazione della incapacità a spiegare l’eroica inutilità della propria esistenza.

  12. E’ si la logica umana è sbagliata. Da qui può cominciare un bel viaggio alla ricerca dell’Ordine dell’Universo…..

  13. Descrizione applicabile a tutte le attivita’ religiose infaustamente conosciute dalla dannosa e inutile specie umana. Se c’e’ qualcuno da ringraziare per la merda in cui nuotiamo, e’ proprio l’ astrazione spirituale, fonte di ogni atrocita’. La bestemmia e’ solo un riportare questo fantomatico dio a livelli terreni, dei quali il fenotipo e’ l’ animale piu’ utile e redditizio nell’ economia di allevamento: il maiale. Medita.

  14. E’ strano incolpi qualcuno,che per te non esiste,delle colpe degli uomini?..e perchè tanto impegno linguistico?..il contenuto non migliora!

  15. la confusione fra spiritualità e religione non aiuta, caro il mio bestemmiatore