Home / ComeDonChisciotte / TEHRAN DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA SUL CONFINE OCCIDENTALE:

TEHRAN DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA SUL CONFINE OCCIDENTALE:

VA IN SCENA IL TERZO ATTO DEL DRAMMA IRAN-USA-ISRAELE

DEL DR. BHASKAR 
BALAKRISHNAN
Khaleej Times

Due settimane fa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato, sebbene non all’unanimità, la Risoluzione 1929, con la quale ha imposto nuove sanzioni all’Iran.

La Turchia e il Brasile hanno votato contro mentre, tra i 15 membri del Consiglio, il Libano si è astenuto. Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno esercitato una forte pressione affinché le sanzioni fossero approvate, facendo delle concessioni al fine di portare dalla loro parte Russia e Cina.

La mossa fa seguito a mesi di inutili sforzi compiuti per raggiungere un accordo tra l’Iran e i P5 più la Germania in merito alla questione nucleare. Il compromesso trovato all’ultimo minuto da Turchia e Brasile affinché l’Iran consegnasse 1.200 kg di uranio impoverito non è riuscito nel suo intento di soddisfare gli USA.Com’era prevedibile, l’Iran ha rigettato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza, bollandola come illegale,
dichiarando al contempo la sua intenzione di proseguire con i propri programmi nucleari. Nel frattempo, il Congresso americano ha stilato un pacchetto sanzionatorio più aspro, che coinvolgerebbe anche
le società fornitrici di petrolio o coinvolte in transazioni finanziare con l’Iran localizzate in paesi terzi.

E il presidente Obama sembra avere poca scelta al di là dell’approvazione.
L’Europa ha adottato la sua versione delle stringenti sanzioni contro l’Iran.
Sul fronte militare, il 22 giugno Israele ha lanciato un sesto satellite spia Ofek-9 perché si concentrasse sull’Iran. Questo satellite ha una fotocamera più avanzata con una risoluzione di 0,5 metri.

Un’importante esercitazione militare si è tenuta al largo della costa mediterranea tra il 6 e il 10 giugno. L’esercitazione ha coinvolto la portaerei americana Truman, i gruppi d’attacco collegati, oltre a navi tedesche e israeliane. L’esercitazione Juniper Stallion 10 consisteva in esercizi di bombardamento eseguiti dagli aerei americani e israeliani, compresa la difesa anti-missilistica israeliana ed è significativa in merito alle voci che girano circa un possibile attacco militare all’Iran.

Da allora, il gruppo di battaglia Truman è transitato attraverso Suez il 18 giugno, diretto nel Golfo d’Arabia dove avrebbe raggiunto il gruppo di battaglia Eisenhower, che si trovava là.

Il 22 giugno l’Iran ha dichiarato lo stato d’emergenza sul confine nord occidentale,
sostenendo che le forze americane e israeliane si fossero concentrate in Azerbaijan, pronte ad attaccare gli insediamenti nucleari dell’Iran. Fonti iraniane sostengono che Israele abbia trasferito un vasto numero di bombardieri nelle basi situate in Azerbaijan, passando attraverso la Georgia, e che le Forze Speciali americane si siano già raggruppate in Azerbaijan per prepararsi all’attacco.

Il dott. Uri Arad, uno dei principali consiglieri del primo ministro Netanyahu, ha detto lo scorso 22 giugno che un attacco militare preventivo contro l’Iran potrebbe “alla fine” essere necessario.
Il 17 giugno il Segretario alla Difesa Robert Gates ha detto ai senatori americani che l’Iran
potrebbe sparare salve di centinaia di missili contro bersagli dislocati in Europa e, nonostante le obiezioni russe, ha parlato in favore di un più forte scudo missilistico in Europa. I giornalisti
hanno sottolineato che ciò potrebbe significare una minaccia ben più ampia per Israele, considerando la presenza di un ampio numero di missili a corto raggio in Siria e di Hezbollah in Libano.

Fonti americane dicono che ad alcuni operatori anziani di Al Qaeda, come ad esempio Saif al-Adel, residenti in Iran è stato concesso di lasciare il paese attraverso la Siria al fine di dirigere attacchi terroristici su bersagli americani. Questi resoconti sembrano finalizzati a ossidare ulteriormente il regime iraniano e a dipingerlo come sostenitore del terrorismo internazionale.

Tutti questi sviluppi mettono in luce una situazione di crescente tensione nella regione.
Un piccolo incidente potrebbe innescare una reazione più ampia. E’ possibile che l’Iran decida di soddisfare le proprie necessità di carburante attraverso società situate in paese terzi, che non hanno rapporti commerciali con gli Stati Uniti.

Sarebbe difficile dal punto di vista legale per i paesi terzi applicare delle restrizioni a società che vogliono rifornire benzina in Iran, in assenza di alcun divieto in questo senso da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. In ogni caso, facilmente il governo Americano metterà pressione sui paesi e cercherà di fermare questo commercio indiretto.

Mentre il dramma Iran-USA-Israele si dirige verso il secondo atto, i paesi della regione dovrebbero essere pronti a far fronte alle spiacevoli conseguenze dell’acuirsi di tensioni e conflitti.

Il Dr Bhaskar Balakrishnan è un ex ambasciatore indiano a Cuba. Ha anche lavorato
come rappresentante presso l’ILO di Ginevra

Titolo originale: “Tehran declares State of Alert on its Western Border: Iran-US-Israel Drama goes into Act II “

Fonte: http://www.khaleejtimes.com
Link
25.06.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

Pubblicato da Das schloss

  • miche1e

    L’articolo è molto allarmistico, ma vecchio di 2 settimane.
    Dopo, ci sono stati altri movimenti di truppe e materiale bellico, anche nella base USA di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, e l’arrivo nel Mar Arabico del gruppo della portaelicotteri Nassau, con 4000 marines.
    Nel frattempo, però, la portaerei Eisenhower è è tornata nel Mediterraneo, e si trovava il 7/7 nel porto di Antalya in Turchia. I segnali sono quindi contraddittori.
    Personalmente, non credo a un attacco a sorpresa di USA e Israele contro l’Iran: troppo rischioso, e con conseguenze potenzialmente disastrose. Diverso è applicare sanzioni economiche reali forti, e magari cercare un casus belli.
    Va anche ricordato che in questo momento i regimi arabi sunniti, come l’Arabia Saudita, sono tra i massimi sostenitori di un attacco per neutralizzare l’Iran.

  • AlbaKan
    Io non lo trovo affatto allarmistico, ma molto realistico…”qualcosa che bolle in pentola c’è”!

    Per il fatto che l’articolo è un pò “datato” [www.vocidallastrada.com]…sono d’accordo…

  • miche1e

    Concordo che qualcosa bolle in pentola. Nella migliore delle ipotesi, è una dimostrazione muscolare per intimidire l’Iran.
    Altrimenti, è un supporto militare all’intenzione di applicare realmente le sanzioni conto l’Iran: se gli USA vogliono, possono di fatto impedire il rifornimento di gasolio e benzina sanzionando le compagnie petrolifere che fornissero tali carburanti all’Iran, che ha già detto che ciò sarebbe un atto di guerra.
    Nella peggiore delle ipotesi, è essere pronti a reagire a un casus belli, magari provocato ad arte, ad esempio in Libano.
    Quello che non credo, è a un attacco diretto di sorpresa. Poi, la volontà di mostrare chi comanda, e la stupidità umana, potrebbero anche arrivare a tanto.

  • AlbaKan

    Penso che nessuno ci creda ad un attacco diretto a sorpresa. Conosciamo bene il modus operandi degli Usa e Israele, la storia è piena zeppa di “incidenti casuali”….”organizzati a regola d’arte” per scatenare una guerra.
    Penso che anche l’attacco alla Freedom Flotilla avesse lo scopo di causare un’incidente internazionale.

  • Marduk1970

    un esempio semplice semplice? Pearl Harbor. E via col capitalismo…

  • AlbaKan

    Un’ottimo esempio, … molto “recente”…io credo che questa strategia sia sempre stata adottata nei secoli dei secoli, con grande successo, ed è stata da sempre la scintilla di ogni guerra.

    Chi è che ha detto:
    • “La guerra è di vitale importanza per lo Stato, è il dominio di vita o di morte, verso la sopravvivenza o la perdita di un Impero: essa dev’essere gestita bene”
    • ???

    George W. Bush?….sbagliato…lo ha detto da Sun Tzu, in L’arte della guerra, 2500 anni fa, certo da allora le tecniche si sono aggiornate di molto…