Super Mario non perdona: fa passare l’aumento delle tasse per inflazione

Draghi dice di non aver aumentato le tasse ma raddoppia le bollette a famiglie e imprese. E il Grande Reset economico delle piccole e medie aziende entra nel vivo

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Mentre famiglie ed imprese, martoriate economicamente dalle restrizioni per la “pandemia”, non sanno come fare a far fronte al “raddoppio” delle bollette, i colossi energetici italiani fanno affari d’oro con il gas russo e lo Stato incassa. A dircelo è Vladimir Putin

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Dall’introduzione del sistema-euro fino ad arrivare alla “pandemia” dei giorni nostri, l’obiettivo è sempre lo stesso: far defluire risparmi dalle tasche dei cittadini per immetterli direttamente in quelle dell’èlite. In fin dei conti per arrivare al nuovo mondo medioevale in forma moderna “digital-style”, come il piano del Great Reset si prefigge, elemento indispensabile è quello di togliere la moneta moderna fiat, dalla disponibilità del popolo e crearla esclusivamente nell’interesse di pochi.

Ed allora quando aumentare ancora le tasse diventerebbe troppo evidente ed impopolare, le si aumentano senza che il “popolino” se ne accorga – anzi, si istruiscono a dovere, gli “strilloni” della contro-informazione, i quali, vuoi per incompetenza in materia economica (molti), vuoi per altro (spero pochi), te la fanno passare in modo terroristico: arriva l’inflazione!

E’ il caso dell’attuale “raddoppio” delle bollette che gli italiani, increduli, si ritrovano a dover pagare, stante il terrorismo mediatico che le bande dei fondamentalisti dell’inflazione spargono sui media e sul web, in riferimento ai prezzi dell’energia che starebbero scalando l’Everest.

Intendiamoci, non sto negando che su petrolio e gas naturale non abbiamo assistito, negli ultimi mesi, ad una volatilità con sostanziali punti di rialzo dei prezzi, ma quello che sostengo è che il fenomeno sia strettamente dettato dalla speculazione e da strategie commerciali che la politica fiscale dei governi rinuncia volutamente a gestire, pur avendone tutte le ragioni e gli strumenti per farlo.

Si preferisce infondere la paura dell’inflazione per portare la gente ad accettare i sacrifici. Il metodo è sempre lo stesso: per quanti lunghi anni ci hanno sbandierato la paura della svalutazione della Lira, ovvero la drammatica prospettiva che i nostri risparmi si sarebbero volatilizzati, pur di farci rimanere nell’euro? E mentre ci prospettavano questa paura, ci hanno tolto il lavoro, le cure mediche, l’istruzione, ridotto al minimo il valore dei nostri immobili e, per finire, con la “pandemia”, il bene più prezioso: la libertà personale.

Fermo restando, il fissarsi bene nella mente il concetto più volte spiegato, che l’inflazione non è un fenomeno meteorologico dettato dalla natura, ma bensì, un fenomeno che si manifesta attraverso l’azione dell’uomo, la cui comprensione è da ricercarsi all’interno del quadro generale di analisi applicato a tutti i regimi valutari moderni (e per questo vi rimando alla lettura di quanto gia’ pubblicato) [1] – è un dovere, far vedere agli amici lettori, cosa si nasconde dietro a questo folle aumento delle nostre bollette.

Il “Teatrino”, messo in piedi dal governo e spalleggiato appunto dai terroristi “talebani” dell’inflazione, è già ai titoli di coda.

Il Sipario lo ha calato direttamente il Presidente russo Vladimir Putin, con le chiarissime dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa, durante il meeting virtuale con i responsabili di sedici grandi imprese italiane (tra cui Enel, Generali, Intesa San Paolo, Unicredit). Leggetele attentamente:

 

“le compagnie energetiche italiane stanno ricevendo gas russo a prezzi molto più bassi di quelli di mercato grazie ai contratti a lunga scadenza con Gazprom” (1)

Comprese queste parole, ci dovremmo tutti chiedere, perchè allora le bollette aumentano? Forse questi contratti non sono più in mano alle aziende italiane e magari, addirittura sono già entrati a far parte del magico mondo delle scommesse sui derivati? Chi lo sa… spesso a pensar male ci si azzecca!

Ma certamente, tutto questo, alle nostre compagnie energetiche monopoliste del mercato non interessa, tanto i loro conti verranno, per “diritto divino”, quadrati con l’ennesima trasfusione di sangue a cui stanno per essere sottoposte imprese e famiglie. Come del resto, non interessa neanche al nostro premier, che da quel mago della finanza che è, sa benissimo che più alti sono gli incassi, maggiori saranno le somme che riceverà il Tesoro, stante l’altissima percentuale di imposte ed oneri di sistema ricompresi nella nostra bolletta.

A tal proposito, non possiamo non tener conto che due dei principali partner del settore, e sto parlando di ENI ed ENEL, sono controllate dal Tesoro per il 30%. Questo contribuisce ad aumentare i flussi positivi per il Tesoro: in sostanza (stante l’appartenenza al sistema-euro) essi rappresentano, contabilmente e di fatto, un prelievo fiscale aggiuntivo a carico del settore privato.

Pare che, solo nel primo trimestre del 2022, il gas costerà in media il 42% in più di un anno fa.  Gli aumenti si sono registrati in tutta Europa, e come al solito, l’Italia è tra i paesi che accusano i rincari più cospicui. E puntuale e veloce come un “rapido” giapponese, ecco che arriva la propaganda politica, finalizzata a mascherare questa sorta di prelievo fiscale surrettizio; a questo sono infatti indirizzati, tutti gli stanziamenti del governo diretti a calmierare i prezzi. In poche parole, se ti aumento un costo del 42% e poi te lo riduco di una percentuale molto minore – a livello macro-economico – è inevitabile che questo vada ad incidere sulla riduzione dei mezzi finanziari, che il settore privato ha a disposizione per i consumi.

Insomma, gli ingenti profitti di pochi, vanno a scaricarsi sui fatturati di molti, facendo letteralmente impazzire i terroristi dell’inflazione quando si accorgono che, alla fine, gli indicatori di questo fenomeno (per molti settori), presentano loro una realtà che contrasta con le loro certezze. Vedi il settore immobiliare su tutti.

Dal giocare un ruolo fondamentale all’interno di questo “Teatrino”, non poteva certo esentarsi Confindustria, la quale prontamente si è esposta per chiedere ulteriori sostegni a favore delle aziende.

Ma dico io: ENI ed ENEL non fanno già parte di Confindustria!? (per quanto ancora lo saranno non possiamo saperlo, stante le indiscusse capacità di “svenditore” di Draghi)

Allora, forti delle dichiarazioni di Putin, in qualità di controparte, in relazione ai contratti a lunga scadenza da quest’ultime firmati, la “questione prezzi” avrebbe potuto risolversi nel corso di una semplice riunione nella sede di Confindustria. Dove, qualcuno, avrebbe almeno dovuto avere la dignità di chiedere a questi colossi, che fine avessero fatto questi contratti.

Certamente la stessa domanda l’avrebbe dovuta porre anche il nostro governo, vista la delicatezza del settore di cui stiamo parlando. Un settore rispetto al quale gira tutto il sistema economico del paese e la vita delle famiglie; ma per il quale, evidentemente, perdura l’interesse da parte delle nostre istituzioni, a tenerlo ben stretto nelle mani di lobbies di potere che continuano a gestirlo in regime di monopolio.

Siamo alle solite, e visto che il primo ministro è Mario Draghi, come potrebbe essere diverso! Si continua a far ingrassare poche aziende in mano ai “potentati” ed al mondo finanziario, con il sangue di tutto il tessuto economico.

Super Mario non perdona: fa passare l'aumento delle tasse per inflazione

Ma andiamo a vedere che fine fanno i contratti siglati con Gazprom a cui fa riferimento Putin, e che secondo lui dovrebbero garantire agli italiani una stabilità del prezzo dell’energia vista la loro lunga scadenza.

Che fine fanno ce lo ha detto, pochi giorni fa, direttamente dalle colonne di Repubblica, Fatih Birol, il direttore generale della Iea (l’agenzia per l’energia dell’Ocse), quindi l’uomo che più da vicino a Occidente – dal punto di vista tecnico – segue il mercato dell’energia, gas compreso. Birol ci illustra che oggi, i depositi di metano della Ue sono pieni al 50%, quando, normalmente, in gennaio sono al 70% della loro capacità, considerando che la metà di quel 20% che manca è il metano che, abitualmente, viene da Gazprom.

Visto quanto esposto, al direttore generale della Iea viene chiesto se Putin avesse stracciato i contratti di fornitura, regolarmente firmati con i paesi europei e la sua risposta è netta: “Niente affatto” [3].

Ed allora! Ecco che Repubblica ci spiega tutto “l’arcano”:

“I contratti di Gazprom vengono regolarmente onorati, ma molte compagnie europee non si procurano tutto il metano che poi vendono attraverso contratti di lunga durata. A seconda di come va la domanda, rimpolpano le proprie disponibilità, approvvigionandosi sul mercato (quello principale è a Rotterdam) settimana per settimana, secondo le richieste. E’ questo extra – che però fa parte del normale andamento del mercato e consente anche lauti profitti a chi ha gas da vendere: i prezzi attuali sono quattro volte quelli di un anno fa – che sta venendo a mancare (4).

 

Birol calcola che, appunto su questo mercato spot, Gazprom ha ridotto le sue vendite del 25 per cento. In buona sostanza, mentre l’Europa si dibatte nella crisi del gas, Putin trattiene un terzo del metano che potrebbe fornire, rinunciando ad un cospicuo guadagno extra” (5).

Spiegato in due parole, la realtà è presto detta: la candida e democratica Europa fa speculazione sulla pelle dei popoli che le appartengono, mentre il cattivo dittatore russo Vladimir Putin rinuncia a partecipare a questa mattanza.

Poi, se volete, ci sarebbe anche la fantomatica guerra atomica che Putin sarebbe in procinto di scatenare per la questione-Ucraina, le conseguenti sanzioni che Europa e governo-fantoccio USA vorrebbero imporre alla Russia e l’ennesima paura paventata ai popoli di un imminente black-out energetico, come step successivo per completare il piano globalista del Great Reset. Ma su questo argomento lasciamo che si divertano, ancora per poco, i “sudditi” della contro-informazione.

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

NOTE

[1] = https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/26/secondo-putin-le-imprese-energetiche-italiane-fanno-affari-doro-con-il-gas-russo-famiglie-e-aziende-pagano-il-conto/6469274/

[2] https://comedonchisciotte.org/prezzi-inflazione-e-tassi-dinteresse-quello-che-non-ci-dicono-i-governanti/

[3] https://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2022/01/15/news/gas_energia-333852727/

[4] ibidem

[5] ibidem

02.02.2022

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