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STUDIO: IL RITALIN BLOCCA LA CRESCITA

A CURA DI: THE ANTI-FEMINIST ONLINE JOURNAL

Una
nuova ricerca sul farmaco Ritalin -recentemente importato
in Italia dagli USA- ha scoperto che questo medicinale blocca
la crescita dei bambini.

L’ADHD,
ovvero la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività
[2],
colpisce per la maggior parte i bambini
maschi
– infatti ogni 5 bambini diagnosticati
con questa sindrome 4 sono maschi.

Secondo una pubblicazione del NASRAD (NARSAD:
The Mental Health Research Association
) invece la percentuale
sarebbe ancora più alta, ovvero il 90%
di tutti i bambini diagnosticati con l’ADHD sarebbero maschi.

Detta in parole povere: negli Stati Uniti drogano i bambini
piccoli, per lo più maschi, con psicofarmaci.

Ecco la traduzione dell’articolo pubblicato sul sito CBSnews:


Studio: Il Ritalin Blocca la Crescita


Ricerca Mostra che Dopo
3 Anni di Trattamento Medico per l’ADHD,
i Bambini sono più Bassi e più Leggeri
dei loro Coetanei

di Daniel DeNoon, WebMD – 20 Luglio 2007

(WebMD)
Dopo tre anni di trattamento con il medicinale
Ritalin, i bambini sono circa 2,5 cm più
bassi e circa 2 kg più leggeri dei loro
coetanei, come mostrato da un importante studio
condotto negli USA.

I
sintomi dell’ADHD (sindrome da deficit di attenzione
e iperattività) nell’infanzia in genere migliorano
in maniera significativa subito dopo che ai bambini
vengono somministrati degli stimolanti. Ma questo
beneficio potrebbe avere degli effetti collaterali,
dice James Swanson, dottore e direttore del Child
Development Center dell’Università della
California, nell’Irvine.

Si, c’è un effetto di interruzione
della crescita quando si fa uso di medicine stimolanti
per l’ADHD
“, ha riferito Swanson a WebMD.
Ciò avviene durante il periodo
del trattamento, e nel giro di 3 anni l’effetto
si accumula
“.

Rimane da chiedersi se questi bambini eventualmente
riprenderanno a crescere in modo normale. I bambini
utilizzati per questa ricerca, di età fra
i 7 e i 9 anni, son stati esaminati a partire
dal 1999. Il rapporto attuale si riferisce alle
analisi condotte 3 anni dopo. I risultati completi
dei 10 anni di analisi -quando i bambini avranno
raggiunto la loro statura adulta- verranno resi
pubblici tra due anni.

“Adesso la domanda più importante
è se ci saranno effetti collaterali sulla
statura definitiva di questi bambini”, ha
detto Swanson. “Non sappiamo se quando avranno
raggiunto i 18 anni la statura si sarà
normalizzata”. [NdR.
si, cresceranno tutti d’un botto, mettendosi il
rialzo nelle scarpe…]

Queste scoperte sembrano mettere la parola fine
ad un dibattito durato decenni sulla questione
se le medicine stimolanti influenzino o no la
crescita dei bambini. Meno di 10 anni fa, una
commissione del National Institutes of Health
disse che questi medicinali non portavano rischi
a lungo termine per la crescita.

Quell’opinione era così largamente accettata
che gli autori dello studio -che includono la
maggior parte dei ricercatori sull’ADHD negli
USA- non avvertirono i genitori sul potenziale
rischio di questi medicinali. [1]

Al tempo i ricercatori pensavano che ogni arresto
della crescita di breve durata sarebbe stato corretto
da un’ipotetica “crescita improvvisa“,
che sarebbe dovuta avvenire con la continuazione
del trattamento. Ma Swanson e i suoi colleghi
non hanno rilevato la presenza di nessuna “crescita
improvvisa
“.

Un’altra teoria ampiamente accettata era quella
che la sindrome stessa, l’ADHD, bloccasse la crescita
dei bambini. Ma con gran sorpresa si scoprì,
durante uno studio, che i bambini affetti da
ADHD che non assumevano degli stimolanti erano
fisicamente molto più grandi dei bambini
non affetti da ADHD
, e che questi bambini
che non subivano nessun trattamento medicinale
crescevano molto più velocemente dei bambini
curati con farmaci stimolanti.

Swanson ha riferito che i bambini che prendevano
medicinali per l’ADHD prima che la ricerca ebbe
inizio, erano più piccoli fisicamente dei
bambini che non avevano ancora iniziato il trattamento.
Quelli che iniziarono il trattamento all’inizio
della ricerca avevano una statura normale, ma
hanno poi iniziato a crescere più lentamente
rispetto alla norma quando lo studio proseguì
.

Dopo tre anni, il blocco della crescita sembrò
aver raggiunto il suo massimo effetto. Ed inoltre
qui è anche quando l’effetto del medicinale
ADHD usato nello studio –Ritalin a rilascio
immediato, da assumere 3 volte al giorno, ogni
giorno dell’anno
– sembra iniziare a non essere
più efficace.

“Abbiamo messo a confronto il trattamento
medicinale con un puro trattamento comportamentale”,
ha detto Swanson. “Quell’effetto era forte
nei 14 mesi e poi si è ridotto un pò
nei 24 mesi. Ma dopo 36 mesi il vantaggio relativo
delle medicine ADHD sull’trattamento comportamentale
svanisce”.

Swanson e i suoi colleghi hanno fatto notare che
lo studio non ha sottoposto ad esame il rilascio-prolungato
di medicine stimolanti che rappresentano adesso
il trattamento standard per l’ADHD.

Omar Khwaja, un neurologo del Children’s Hospital
di Boston, ha analizzato lo scorso anno gli studi
di diverse medicine per ADHD e ha scoperto
forti elementi che provano come effettivamente
questi medicinali bloccano la crescita dei bambini
.
Khwaja e i suoi colleghi hanno infatti calcolato
un effetto di ritardo della crescita che combacia
quasi perfettamente con le scoperte viste nello
studio condotto da Swanson.

Khwaja concorda con Swanson che comunque nessuno
ancora sa quali saranno gli effetti collaterali
di lungo-termine.

“Se mai ci sarà una ripresa veloce
della crescita, alla fine della pubertà,
questo è ancora da verificare”, ha
detto Khwaja a WebMD.

“I genitori devono essere coscienti del fatto
che gli stimolanti sono di grande beneficio per
molti bambini affetti da ADHD, ma ci sono motivi
per essere prudenti con qualsiasi tipo di medicina
che ha effetti sul cervello”, ha aggiunto
Omar Khwaja. “Monitorare la crescita dovrebbe
essere una pratica standard per i bambini che
assumono queste medicine”.

Swanson e i suoi colleghi hanno pubblicato la
loro ricerca nel numero di Agosto della rivista
‘Journal of the American Academy of Child and
Adolescent Psychiatry’.

Altre scoperte derivanti da questa ricerca hanno
mostrato che sia i medicinali per l’ADHD sia le
terapie comportamentali funzionano sui bambini.

[
FONTE: CBS
News
]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org
]

Essendo l’Italia ormai divenuta una patetica colonia
militare e culturale degli Stati Uniti
[3],
recentemente il nostro ‘Ministero della Salute’ non ha potuto
fare a meno che approvare l’immissione in commercio di questo
psicofarmaco, che ben presto mamme e papà italiani
useranno per tenere a bada i loro marmocchi pestiferi,
ben contenti di utilizzare l’ultima trovata “americana”
per facilitarsi un pò la vita.

Il Ritalin servirà per trasformare finalmente i bambini
maschi in omini sottosviluppati, possibilmente effeminati,
facilmente controllabili e addirittura più rincretiniti
di quanto siano attualmente. A completare l’opera ci penseranno
MTV e i McDonalds che stanno spuntando come funghi nelle nostre
città, per dargli la botta finale e trasformarli in
delle brutte copie dei bambini americani: cioè degli
obesi ritardati mentali che non sanno nemmeno indicare su
una mappa geografica i due paesi che il proprio governo sta
bombardando ormai da diversi anni.

L’unica cosa che ci manca, per completare la metamorfosi da
Italia a ItalUSA, sono le sparatorie
nelle scuole. Ma anche a questo prima o poi ci arriveremo.

Qualche
anno fa era di moda lo stomachevole slogan ‘siamo tutti
americani
‘.

E’ vero, lo stiamo diventando.

Purtroppo.

NOTE

[1]
Magari
questi “ricercatori” venivano pagati profumatamente,
sottobanco, dalle potenti aziende farmaceutiche che vendono
il Ritalin, e che ci guadagnano miliardi
ogni anno.

[2]
“I bambini affetti dalla sindrome ADHD (Attention
Deficit Hyperactivity Disorder, ovvero “sindrome da iperattività”)
sono iperattivi, deconcentrati, assumono comportamenti che il
genitore fa difficoltà a gestire. Occorre
però prestare attenzione al fatto che non si tratta di una malattia
in senso stretto ma di una serie di comportamenti che sono etichettati
come sindrome da iperattività
. In sintesi, l’ADHD
è un disturbo psichiatrico caratterizzato da deficit di attenzione,
impulsività e iperattività. Secondo i ricercatori il disturbo
può avere una causa genetica, anche
se tale tesi è smentita dal fatto che ad oggi non è stato individuato
alcun fenotipo per l’ADHD
. In
molti casi si registra una remissione spontanea dei sintomi
con l’avanzare dell’età del soggetto, anche in pazienti non
sottoposti a terapia.
Secondo altri ricercatori,
semplicemente, la sindrome da iperattività non è una malattia.”
-FONTE: CominciaItalia.net

[3]
Ogni anno il Governo Italiano spende fra i 300 e i 400 milioni
di euro per mantenere le 113 basi militari americane
che infestano il nostro paese. Soldi dei contribuenti ovviamente.

The Anti-Feminist Online Journal
Fonte: http://antifeminist.altervista.org/
Link: http://antifeminist.altervista.org/risorse/ritalin1.htm
23.07.2007

Pubblicato da God

3 Commenti

  1. Si, sembra che sia x la sindrome di iperattivita’ che per l’autismo ci sia un “boom” – il che desta anche tanti dubbi sulla validita’ delle diagnosi. Puo’ essere che tanti casi di bambini affetti da ADHD non siano altro che ex “bambini molto vivaci” che il nostro stile di vita frenetico e la mancanza del sostegno che una volta forniva la famiglia [noi siamo piu’ fortunati degli americani, abbiamo ancora i nonni!] ci portino a medicalizzare comportamenti che potrebbero essere normali o comunque correggersi nel tempo? Sicuramente l’articolo mette in evidenza che un gruppo cosi vulnerabile come i bambini viene usato alla stregua di cavie – non si conoscono le esatte cause del disturbo, ne’ gli effetti a lungo termine del farmaco sulla crescita e ancora di piu’ sullo stato mentale dei soggetti. E cosi via libera ai farmaci – ma non azzardatevi a dare uno scappellotto a vostro figlio se no vi mettono in galera.

  2. Qualcuno ha tagliato, non so per quale motivo (non voglio immaginarmerlo…)
    questa parte dell’articolo:

    “L’ADHD,
    ovvero la “sindrome da deficit di attenzione e iperattività
    [2],
    colpisce per la maggior parte i bambini maschi
    – infatti ogni 5 bambini diagnosticati con questa sindrome 4
    sono maschi.

    Secondo una pubblicazione del NARSAD ( NARSAD:
    The Mental Health Research Association
    [www.narsad.org]) invece la percentuale sarebbe
    ancora più alta, ovvero il 90%
    di tutti i bambini diagnosticati con l’ADHD sarebbero maschi.

    Detta in parole povere: negli Stati Uniti drogano i bambini piccoli, per
    lo più maschi, con psicofarmaci.”

    Vabbè, dev’essere che quando sono i maschi a soffrire bisogna far finta
    di niente… e accuratamente omettere il fatto. Lo stesso tipo di omertà
    che c’è quando si parla del dramma
    dei suicidi, che coinvolge in larga parte i maschi
    [antifeminist.altervista.org]. O quello dei morti
    su lavoro, che guarda caso qui in Italia rappresentano ben il 93% di tutti i
    morti sul lavoro
    [antifeminist.altervista.org]. Poi però questa “tendenza” si inverte
    quando sono le femmine a soffrire di qualcosa in maggior misura rispetto ai
    maschi… in quel caso si evidenzia sempre per benino il fatto che “a soffrire
    di più” per causa X sono le appartenenti al genere femminile…

    “…Nell’Occidente evoluto e progressista si è venuta a creare una sorta
    di omertà “politicamente corretta” che impone ai vari burattini di turno (siano
    essi capi di stato, giornalisti o casalinghe) di non far mai riferimento al
    sesso di un “sofferente” qualora costui non appartenga alla Razza Eletta del
    Genere Femminile (a parti invertite invece si fa sempre una certa enfasi nel
    ricordare il sesso della “sofferente”, a tal punto da diventare il nodo cruciale
    dell’intera questione). Il sentire comune che questa situazione ha generato
    è che da una parte (quella maschile) la vità è una festa ininterrotta, mentre
    dall’altra parte (quella femminile) un eterno calvario. Se le statistiche riguardanti
    i suicidi (o anche le morti sul lavoro) presentassero un maggior numero di femmine
    che perdono la vita, rispetto ai maschi, potete star certi che tale situazione
    verrebbe ben messa in risalto da giornali, telegiornali, talk-show televisivi
    e probabilmente anche nei sermoni dei politicanti di turno. Si farebbe a gara
    per descrivere quanto le donne stiano soffrendo (per mano degli “sporchi maschi”,
    sia ben chiaro) e i vari politici di ogni schieramento proporrebbero misure
    adeguate per risolvere il problema. Ad esempio il “Ministero per le Pari Opportunità”
    si farebbe in quattro per mettere in piedi iniziative volte a migliorare la
    vita delle povere donne sofferenti, siano esse aspiranti suicide o possibili
    vittime di qualche fatalità sul posto di lavoro. Ad oggi, che si sappia, tale
    “Ministero” non ha ancora avviato nessun programma per portare la “parità” anche
    in situazioni dove a soffrire son per la stragrande maggioranza gli uomini…”

  3. Tagliata? Sono le righe iniziali, presenti pure in home-page.