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Stiamo assistendo al momento più strano nella storia dell’economia?

DI BRANDON SMITH

 

alt-market.com

 

E’ una sfortunata realtà che la maggior parte della gente tende a non prestare molta attenzione agli enormi cambiamenti in termini geopolitici ed economici. Potremmo pensare che eventi di questa portata dovrebbero attirare subito l’attenzione di ognuno mentre succedono, ma generalmente non accade mai finché il soggetto non vede che il microcosmo della sua vita individuale è una conseguenza di quello che accade nel macrocosmo, allora la gente si sveglia e se ne rende conto.

 

Esistono, comunque, sistemi per tenersi allenati a captare i segnali sommersi nel flusso di notizie e nella retorica politica e finanziaria, segnali che possono indicare come qualche grande cambiamento è in vista. A volte sono segnali sottili, a volte sono sottili “come una protesta femminista in bikini” (letterale, ndt). Vorrei fare notare che nei prossimi mesi le correlazioni appaiono così numerose e persino ovvie nella sfera economica che preferirei certamente assistere a una marcia di femministe con indosso niente tranne giri di nastro isolante da elettricista (letterale, ndt) piuttosto che assistere al caos che colpirà il pubblico ignaro.

 

Di cosa sto parlando? Ebbene, scorriamo la lista:

 

Riunioni della Federal Reserve, 14-15 Marzo

 

Come i miei lettori sanno bene, avvertivo già da prima delle elezioni che la FED si sarebbe servita di una presidenza Trump come opportunità per mettere fine ai tassi di interesse quasi zero, e rimuovere così la colonna portante che sostiene le borse: i buybacks borsistici (pratica finanziaria che consiste, in breve, nel ricomprare azioni proprie in massa per aumentarne artificialmente il prezzo da parte delle grandi aziende quotate, ndt), resi possibili da soldi a prestito istantanei a numerose banche e multinazionali. Senza QE (quantitative easing, alleggerimento quantitativo, ndt) e  tassi di interessi bassi la bolla azionistica non potrebbe che esplodere.

 

I guadagni aziendali sicuramente non sostengono le borse da soli, nemmeno il PIL o la spesa interna. La FED è l’unico fattore veramente determinante dell’attuale prosperità borsistica (bull market nel testo, ndt). Chiunque sostenga il contrario non può essere altro che un analista mainstream o un giocatore di borsa della domenica troppo entusiasta con un interesse a non fare crollare l’illusione.

 

Non mi risulta sorprendente che tutte le previsioni di un rialzo dei tassi a Marzo siano state alzate dagli analisti mainstream fino al 90% possibilità che non accada nel giro di una settimana. Non so perché servirsi di questi calcoli probabilistici formulati su fattori arbitrari come indicatori di qualsiasi cosa. Ho ricevuto email per l’intero mese per chiedermi se penso che la FED alzerà effettivamente i tassi mentre le previsioni dicono che le probabilità sono “così basse”. Rispondo che la FED non prende decisioni nelle riunioni ufficiali, le prende mesi prima e le riunioni ufficiali fanno da vetrina.

 

Troppa gente vuole continuare a pensare che la FED continuerà a pompare le borse, il che è esattamente la ragione per la quale non comprendono perché invece la FED alzerà i tassi. In realtà la situazione è pronta per consentire una implosione della bolla. Quando le elite trovano il capro espiatorio ideale, lo usano, e oggi i movimenti conservatori rappresentano il capro espiatorio perfetto. Ma la cosa più interessante da notare, è il tempismo di questa riunione.

 

La sospensione del tetto del debito USA scade il 15 Marzo

 

Quindi, in caso non stavate seguendo la situazione economica due anni fa, il Governo USA è stato sul punto di esplodere (in un certo senso) nel 2015. Il tetto del debito fissa dei limiti a quanto il Governo può prendere a prestito per finanziarsi e il limite è stato sforato pesantemente sotto l’amministrazione Obama, dopo che è riuscito a quasi raddoppiare il debito pubblico durante la sua amministrazione. Il Congresso ha passato una legge per consentire prestiti illimitati fino a Marzo 2017, e come da norma, gran parte del capitale è stato “prestato” dalla Federal Reserve, che come sappiamo, lo crea dal nulla. Con il ritorno del tetto del debito, la domanda è: potrà il Congresso estendere e rinviare ancora? Con Trump che ha promesso responsabilità fiscale, possono permettersi di estendere ancora? Ne hanno almeno l’intenzione, o abbiamo a che fare con un evento di crisi creato a tavolino?

 

Ancora una volta ribadisco, il tempismo mi pare un pò strano. La FED è intenzionata ad alzare i tassi nel corso del primo anno di presidenza Trump, lasciando i mercati borsistici sempre più soggetti a destabilizzazione. In aggiunta, il Governo potrebbe non potere più prendere a prestito quanto desidera, oppure ci sarà in effetti una estensione, ma il costo del debito crescerà. In ogni caso questo mese pare essere l’inizio di qualcosa: un cambiamento nella procedure operative standard di cui le elite si sono servite negli ultimi anni. Con i cambiamenti, chiaramente, vengono pure le conseguenze.

 

Inizio formale della Brexit il 15 Marzo

 

Gli scettici mi hanno ripetuto per mesi che nonostante avessi previsto bene nel caso della Brexit, le elite “non potranno mai acconsentire” che la Gran Bretagna esca dalla UE. Fino a questo punto non mi sembra proprio così. Theresa May ha in programma di notificare formalmente alla UE dell’inizio delle procedure di uscita il 15 Marzo, dando luogo a due anni di negoziati che non potranno che mandare shock economici nel globo su base regolare.

 

Certamente a questo punto la Brexit andrà avanti. I globalisti hanno terribilmente bisogno di una atmosfera di crisi per distrarre le masse dal prossimo grande reset globale, e gli servono più capri espiatori possibili per il disastro economico a cui tale reset darà luogo. Movimenti conservatori Europei, come già detto il capro espiatorio perfetto per attaccarci sopra una crisi.

 

Le elezioni Francesi iniziano il 23 Aprile e finiscono il 7 Marzo

 

Un’altra elezione in un paese UE ha il suo peso nella situazione: i sondaggi recenti indicano che Marine Le Pen, candidato “populista” designato, sta perdendo terreno. Mi chiedo come mai ancora non si è imparata la lezione sull’insignificanza dei sondaggi elettorali. Credo che la maggior parte di noi l’avranno imparata.

 

Credo che la Le Pen sarà tra i candidati al secondo turno in Maggio, e non lo posso affermare con la stessa certezza con cui lo affermavo relativamente a Trump o alla Brexit, mi azzardo comunque a prevedere una vittoria della Le Pen. Qualora avvenisse un attacco terroristico di una certa entità, o una escalation di rivolte nelle banlieue Mussulmane. vincerà di sicuro. Questo rende molto vicina la prospettiva di una “Frexit”, nel futuro prossimo, e gli analisti non possono che attendersi che una vittoria della Le Pen manderebbe il mondo finanziario nel panico.

 

Potenziale annuncio di nuove elezioni italiane  il 30 Aprile

 

Il processo politico italiano mi risulta personalmente un po’ confusionario, ma credo che questa primavera, o inizio estate, potremmo sentirne parlare un po’ più spesso. L’ex primo ministro e attuale leader del Partito Democratico italiano Matteo Renzi deve decidere una data per le votazione per il leader del partito, potrebbe essere già il 30 Aprile. L’esito del voto potrebbe decidere quando avranno luogo le prossime elezioni in Italia.

 

Le elezioni dovrebbero svolgersi prima del Maggio 2018, ma c’è crescente pressione per andare alle elezioni già nel 2017, forse già in estate. Non mi sorprenderebbe ci fosse un annuncio a sorpresa di elezioni anticipate dopo il voto sulla leadership del partito di governo.

 

Perché dovrebbe interessarci? La persuasione più diffusa è che il partito di Renzi verrà scavalcato da fazioni anti-UE e che ciò potrebbe portare a qualche forma di “Italiexit”. L’esito della serie di votazioni italiane, e la sua ristrutturazione politica, avrà effetti ad ampio raggio sulla psicologia dei mercati nei mesi a venire.

 

Elezioni federali tedesche il 24 Settembre

 

Si, anche la Germania quest’anno è scossa dal timore di un potenziale tsunami “populista”. Angela Merkel sta perdendo supporto popolare a vista d’occhio e i suoi tassi di gradimento sono sempre minori. I sovranisti del paese, una volta silenziosi, stanno esprimendo sempre più scontento sulle politiche di immigrazione aperta, piuttosto folli, che sono state la ragione principale per attirare Mussulmani a milioni in Europa. E’stata la promessa del governo Tedesco di infiniti programmi di inserimento ad aver creato l’incentivo a immigrare. Adesso, finalmente, i Tedeschi sono stufi della completa assenza di assimilazione culturale e di ciò che molti considerano la distruzione dei valori Occidentali.

 

Dubito che la Germania abbandonerà il concetto sovranazionale della UE a prescindere dall’esito delle elezioni, ma una rimozione della Merkel segnalerebbe una Germania meno aperta a compromessi, che esacerberebbe la situazione già pericolante dell’ Unione Europea. Un altro fattore di incertezza economica aggiunto per il 2017.

 

Se pensavate che il 2016 sia stato strano…

 

Se pensavate che il 2016 sia stato strano, vi consiglio di abituarvi al surreale, perché la stranezza non è destinata a finire. Il 2017 è una miniera di inneschi, e in questa rassegna non ho toccato nemmeno la metà dei fattori a influenzare l’economia quest’anno. E per quanto riguarda la macroanalisi?

 

Per riassumere, a me sembra che molti di questi eventi, così ravvicinati tra di loro, non abbiano una tempistica casuale. Come già notato in articoli come “The economic end game explained“, i globalisti hanno pianificato per decadi di mettere in atto una crisi finanziaria programmata per preparare il vero lancio di una singola economia e valuta globale (i primi semi li vedremo piantare nel 2018). Se questa è rimasta la loro programmazione temporale, è logico che hanno bisogno di una serie di terremoti fiscali programmati per scuotere il “vecchio ordine mondiale” e aprire la pista al “nuovo ordine mondiale”.

 

Forse tutti questi eventi elencati avranno esiti “stabili” e non c’è niente di cui preoccuparsi. Ma, come ripeto spesso, non credo nel caso. La maggior parte degli esiti geopolitici sono influenzati da “attori” internazionalisti, il che rende l’esito degli eventi più prevedibile. Ciò ha reso la Brexit prevedibile, nonché la vittoria di Trump. Ogni cosa nella confluenza di eventi politici ed economici del 2017 suggerisce una atmosfera marcia di crisi.

 

Come vado spesso dicendo, il collasso economico è un processo, non un momento preciso che si può indicare. Il processo spinge le masse a essere compiacenti. Si può mostrare alle masse segnali di inquietudine dopo segnali di inquietudine, ma i più non hanno idea di cosa possa essere un collasso. Aspettano qualche momento cinematografico di rivelazione, una esplosione finanziaria, mentre invece, succede eccome, sotto i loro nasi, ma in slow motion (al rallentatore). Le economie non esplodono, annegano mentre il livello dell’acqua si alza di qualche centimetro alla volta.

 

Brandon Smith

 

Fonte: www.alt-market.com

Link: http://www.alt-market.com/articles/3145-are-we-witnessing-the-weirdest-moment-in-economic-history

 

5.03.2017

 

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

 

Pubblicato da Davide

  • natascia

    Le idi di Marzo hanno segnato una reazione sanguinaria della nobiltà contro il populismo.

  • Toussaint

    Eccone un altro, pieno di certezze e senza alcun dubbio. Non ci vuole un fenomeno per sostenere che numerosi saranno i punti di crisi nel corso di un 2017 che potrebbe passare alla storia. Ma potrebbe anche non accadere niente. Non so chi ha scritto che forse non è mai esistito un luogo ed un tempo dove al grido di “il re è nudo” tutti ne prendono atto e si comportano di conseguenza. In termini aulici si chiama “resilienza” del sistema. Ed è quello che a me fa veramente molta, molta paura. Ovvero che, nonostante tutte le vicende che stiamo osservando, nulla vada a cambiare. Tomasi di Lampedusa è nel dna di tutta la razza umana.

    Qualche puntino sulle “i”? Le riunioni della FED sono routinarie e quella di metà Marzo non fa eccezione (dalla lettura, sembrerebbe che la data sia stata fissata ad hoc). Ma un po’ tutte le date che l’autore ritiene fissate “con premeditazione” sono in realtà scandite dalla prassi o dalle varie costituzioni (le elezioni). Sull’Italia mi sembra che l’autore abbia le idee un po’ confuse (ma bisogna perdonarlo. Le idee confuse ce le abbiamo anche noi) ed infine la rimozione della Merkel (in favore di Martin Schulz) non segnerebbe affatto una Germania meno aperta al compromesso. Semmai il contrario.

    D’accordissimo, per concludere, sul fatto che il collasso economico (ma un po’ tutte le vicende di cui parla) sia un “processo” e che quindi è impossibile indicare una data precisa. La curiosità è che dovrebbe ricordarlo innanzitutto a sé stesso.

    • Giorgio Bozzo

      Premesso che non sono un esperto di poltica internazionale ne tanto meno un fanatico dei complotti mi sembra assurdo che ci sia sempre una risposta scettica ai tentativi di analisi di una politica europea ed americana sempre più astratta…..
      c’è chi crede che l evoluzione della scena politica e geopolitica internazionale sia solo il risultato di incompetenza e discordanza di opinioni tra i vari rappresentanti statali, io invece credo che la situazione attuale sia il frutto di una programmazione a lungo termine che mira a “riordinare” lo stato attuale delle cose, anche se il riordinare non può a parer mio essere previsto con precisione.
      cervelli pluripreparati e addestrati a tale scopo sono impegnati da anni e credere che tutto ciò sia solo frutto del caso o delle problematiche sorte di volta in volta è solo una semplicistica analisi di chi non vuole vedere le cose come stanno e continua a seguire la mentalità del “politica è disordine”…….
      La politica non è disordine, ma un attrezzo per perseguire uno scopo e portarlo a compimento…..
      chiunque non lo veda è solo ingenuo oppure completamente cieco

      • Toussaint

        No. Evidentemente non mi sono espresso bene. Premesso che a differenza sua io sono un “complottista senza se e senza ma”, lo scetticismo non è verso coloro che tentano delle analisi di una politica strategica forse mai così ingarbugliata, ma verso i contenuti che a volte esprimono. Ho l’impressione – e solo quella (seppur molto netta) – che un po’ di gente confonda l’auspicio con l’analisi. Ci sono dei presunti analisti che, conseguenza della vittoria di Trump o della Brexit, ritengono che tutto sia già compiuto. Ed allora ecco che la Le Pen vincerà in Francia, i nazionalisti in Olanda, il M5S in Italia. Ed inoltre che entro l’anno finirà l’eurozona, che tutto sia già sistemato in Medio Oriente ed il resto lo aggiunga lei.

        Io credo, invece, che molto ci sarà ancora da lottare, che i neocons (che hanno creato l’eurozona) non sono ancora sconfitti e che le tenteranno tutte per non perdere potere. Che cercheranno, in altre parole, di “normalizzare” la situazione cercando quanto meno di raggiungere un compromesso con chi sostiene politiche sovraniste (ci sarebbero conseguenze, nell’eventualità, sia a livello di tempistica che di contenuti).

        Sono d’accordo con lei e con l’autore che la situazione attuale sia frutto di una programmazione di lungo termine (ovvero che non sia frutto d’improvvisazione), che molte delle cose che noi condanniamo sono al contrario estremamente gradite alle oligarchie economiche, che di conseguenza molto hanno lavorato per raggiungere quest’obbiettivo. Però ci vorrebbe un po’ di maggior rigore nello stabilire le premesse di quella che, in questo caso, è una palese analisi induttiva (partire da situazioni particolari per ottenere conclusioni di carattere generale). Sostenere che eventi di mera routine (una riunione della Fed, un’elezione generale che ha luogo nei tempi sanciti dalla Costituzione), siano invece stati organizzati in una certa data per uno scopo specifico, come fa l’autore, non aiuta a capire i fenomeni cui stiamo assistendo e possono portare a delle conclusioni superficiali come anche a prestare il fianco agli “ufficialisti” (coloro che sostengono sempre le verità ufficiali). Spero di essere riuscito a farmi capire.

        • Giorgio Bozzo

          Se ho capito bene condanniamo la stessa cosa…..cioè la esposizione di una verità superficiale e non completamente fondata al solo scopo di avvalorare presunte capacità premonitive e poter dire era prevedibile oppure l avevo previsto.
          certo è che di questi tempi o si fa così o si riempe un articolo cn più punti interrogativi che lettere.
          Sistema che nessun giornalista cn la G maiuscola rifiuta d adottare al momento visto che persino personaggi del calibro di Barnard o chiesa sono confusi dalla “particolare” successione degli eventi

  • PietroGE

    Ma se si preannuncia una implosione della bolla borsistica a causa degli interessi in salita e della situazione internazionale, perché non c’è una ondata di vendite? Si diceva che con la Brexit sarebbe venuto giù tutto e invece non è successo niente.

  • gianni

    poco male , l ‘ industrializzazione e’ stato un grosso sbaglio , si stava meglio prima