“Stiamo affrontando un male che non ha eguali nella storia dell’umanità”

Mike Whitney intervista lo scrittore moscovita Riley Waggaman

Mike Whitney
unz.com

“Vado indietro di epoca in epoca fino all’antichità più remota; ma non trovo alcun parallelo con ciò che accade davanti ai miei occhi: poiché il passato ha cessato di gettare la sua luce sul futuro, la mente dell’uomo vaga nell’oscurità.” Alexis de Tocqueville

Domanda 1– Avevo l’impressione che Putin si opponesse alla vaccinazione forzata, ma lei dice che i Russi sono costretti a farsi vaccinare. Come funziona? I governatori locali agiscono unilateralmente e impongono l’obbligo vaccinale all’insaputa di Putin o c’è qualcos’altro sotto?

Riley Waggaman – La posizione di Putin sulla vaccinazione obbligatoria si è probabilmente evoluta nel tempo. A marzo, aveva definito queste politiche “controproducenti.” Poi, all’inizio di giugno, aveva detto che il vaccino sarebbe stato disponibile per chiunque “lo avesse desiderato,” anche se aveva sottolineato che le autorità avrebbero dovuto fare un lavoro migliore per “chiarire la necessità” di farsi vaccinare. In particolare, aveva apertamente deriso alcuni degli incentivi (“birra e salsicce gratis”) utilizzati in quel momento dai governi occidentali per invogliare la gente a rimboccarsi la manica. Due mesi dopo, il presidente russo aveva sostenuto che la vaccinazione avrebbe dovuto rimanere volontaria, pur stabilendo che era “necessario” creare “diversi tipi di incentivi” per aumentare l’adesione.

Qualunque siano le opinioni personali di Putin sulla vaccinazione obbligatoria, la realtà è che, a metà giugno, la capitale della Russia aveva introdotto il primo obbligo vaccinale del Paese e aveva richiesto a vari settori aziendali di arrivare a vaccinare il 60% dei dipendenti. I lavoratori che rifiutavano l’iniezione rischiavano di essere sospesi a tempo indeterminato senza stipendio (o, in parole povere, di “essere licenziati”). Molte altre regioni hanno poi seguito l’esempio con imposizioni simili (e anche più severe).

Alla fine di settembre, dopo le elezioni alla Duma di Stato, le regioni della Russia hanno iniziato ad adottare in massa l’obbligo vaccinale e le tessere “sanitarie” con codice QR. Tutti gli 85 soggetti federali della Federazione Russa hanno ora regole di vaccinazione obbligatoria (alcune più severe di altre). Per esempio, nell’Oblast di Leningrado, tutte le organizzazioni statali, municipali e private devono garantire che la totalità dei dipendenti sia completamente vaccinata, si può essere esclusi solo con un’esenzione medica o la prova di una precedente infezione negli ultimi sei mesi. Gli esclusi dovranno essere testati ogni 72 ore.

Non fatevi ingannare dalle scappatoie: la stessa regione ha ordinato a certi settori di vaccinare l’80% dei loro dipendenti entro settembre. Questa strategia incrementale viene impiegata in tutta la Russia. Alcune parti del Paese stanno persino negando l’assistenza medica di base a coloro che non hanno un codice QR. Una regione ha recentemente annunciato che, in quattro distretti, tutte le persone non vaccinate avrebbero dovuto auto-isolarsi – un isolamento “in stile Austria” (che, in realtà, è stato ispirato da un lockdown in stile Tatarstan). A San Pietroburgo e in diverse altre parti del Paese, la vaccinazione è ora obbligatoria per tutte le persone sopra i 60 anni.

La Russia è pronta ad implementare un sistema nazionale di codici QR da utilizzare per quasi tutti gli aspetti della “vita normale.” Supponendo che la proposta di legge venga approvata alla Duma di Stato, queste radicali restrizioni – che priveranno i non vaccinati della libertà di movimento e di commercio, rendendoli praticamente cittadini di seconda classe – entreranno in vigore a febbraio.

Le regioni della Russia stanno forse agendo contro i desideri del Cremlino mentre danno un giro di vite sulla vaccinazione obbligatoria? In realtà, tutte le prove disponibili suggeriscono il contrario. Il 7 ottobre, il portavoce presidenziale, Dmitry Peskov, aveva detto ai giornalisti che “qualsiasi misura che possa incoraggiare un maggior numero persone a vaccinarsi è buona.” Una settimana dopo, Peskov aveva accusato i Russi non vaccinati (la maggioranza del Paese) di aveva fatto una scelta “irresponsabile” e “omicida.” Il Cremlino aveva continuato per mesi a diffondere questo tipo di retorica sconcertante e infiammatoria. Il 17 giugno, il giorno dopo che Mosca aveva annunciato il suo regime di vaccinazione obbligatoria, il portavoce di Putin aveva spiegato che il “principio” della non obbligatorietà della vaccinazione “in pratica rimane,” ma che i Russi non erano abbastanza proattivi nel farsi fare l’iniezione. Il giorno dopo, Anna Popova, il capo dell’agenzia russa per la protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano (Rospotrebnadzor), aveva descritto la vaccinazione obbligatoria come un “nuovo strumento” che avrebbe potuto essere utilizzato quando il governo lo avesse ritenuto opportuno.

La Popova ha recentemente dichiarato che le restrizioni COVID finiranno solo dopo che “tutti” saranno stati vaccinati. Con più del 50% degli adulti russi ancora non vaccinati a quasi un anno dall’inizio del programma di vaccinazione di massa del Paese, come intende realizzare una cosa del genere il governo russo?

Domanda 2 – Ho letto abbastanza sui quattro vaccini più usati in Occidente, ma non so quasi nulla dei vaccini russi. Può aggiornarci su questi farmaci? In particolare, vorremmo sapere se usano la stessa tecnologia sperimentale “basata sui geni” impiegata da Pfizer, Moderna, J&J e AZ.

Riley Waggaman – In Russia ci sono diversi vaccini COVID. Lo Sputnik V, sviluppato dal Centro Gamaleya che fa capo al ministero della salute, è di gran lunga il prodotto più usato e quindi è quello che merita l’esame più approfondito. Sputnik V è basato sulla piattaforma dei vettori adenovirali umani di Gamaleya (Ad26 e Ad5), appositamente progettata per trasportare materiale genetico all’interno delle cellule. Se si esamina il brevetto per il vaccino antinfluenzale di Gamaleya (pubblicato sul sito ufficiale di Sputnik V), riguardo alla tecnologia utilizzata per lo Sputnik V si parla senza mezzi termini di “vaccino genetico”… È interessante notare che il direttore di Gamaleya, Alexander Gintsburg, ha detto che non ci sono differenze “significative” tra lo Sputnik V e il vaccino di AstraZeneca.

Un’affermazione comune fatta dai funzionari russi e dai media è che non c’è motivo di preoccuparsi della sicurezza a lungo termine dello Sputnik V perché è basato sulla piattaforma “collaudata” di Gamaleya che utilizza come vettore un adenovirus umano. Il problema di questa affermazione è che, prima dello Sputnik V, Gamaleya non era mai riuscita a portare un “vaccino genetico” sul mercato. Un tentativo era sfociato in uno scandalo di appropriazione indebita, mentre altri prototipi non erano mai stati presentati per l’approvazione formale, e questo fa capire che mancavano i dati di sicurezza e di efficacia necessari per ottenere il via libera dai regolatori.

In termini di sicurezza, come si pone lo Sputnik V rispetto al vaccino di Pfizer e agli altri vaccini mRNA? Difficile a dirsi. La Russia non ha un database tipo VAERS per la segnalazione degli eventi avversi a livello di popolazione. Infatti, In Russia non esistono dati regolarmente aggiornati e disponibili al pubblico sulle complicazioni post-vaccinali. Sembra che la posizione del governo russo sia che non esistono. Ma i medici e i legislatori raccontano una storia diversa, supportata da un database informale di morti sospette legate al vaccino.

Imperterrite, le autorità hanno paragonato questi cittadini preoccupati ai “terroristi” ed ora stanno minacciando i medici “anti-vax” con multe e persino con il carcere, in sostanza rendendo ogni professionista medico che metta in discussione il vaccino un sospetto criminale agli occhi del governo russo.

C’è un altro elemento altrettanto allarmante nel confronto tra il vaccino Sputnik e quelli a mRNA. Esistono attualmente numerosissime prove che dimostrano che i vaccini mRNA possono causare gravi effetti collaterali, e persino la morte. Ma gli stessi sviluppatori dello Sputnik V sostengono apertamente l’uso del vaccino Pfizer in Russia. Dmitry Shcheblyakov di Gamaleya, che ha contribuito a creare il vaccino portabandiera della Russia, ha recentemente affermato che ci sono chiari “vantaggi” nel mescolare lo Sputnik V con “altri vaccini realizzati con tecnologie diverse.” L’ex banchiere di Harvard, Kirill Dmitriev, capo del Russian Direct Investment Fund (RDIF), che finanzia lo Sputnik V, ha annunciato il mese scorso che la ricerca congiunta con Pfizer era già in corso e si è detto fiducioso che un cocktail Sputnik/Pfizer sarà una “combinazione di grande successo.” Una simile “ricerca congiunta” sarebbe già in corso con Moderna.

Ci sono anche domande su chi, o cosa, c’è in realtà dietro lo Sputnik V. Nel maggio 2020, la più grande banca russa, Sberbank, aveva creato una filiale, Immunotechnology LLC, per aiutare “il trasferimento della tecnologia” relativa al vaccino. L’amministratore delegato di Sberbank, Herman Gref, fa parte del consiglio internazionale di JP Morgan ed è anche membro del consiglio di amministrazione del World Economic Forum. Gref sostiene di aver fatto il vaccino nell’aprile 2020, il che lo renderebbe una delle prime persone al mondo a cui è stato iniettato lo Sputnik V (in realtà, mesi prima che fosse conosciuto come “Sputnik V”).

Mentre i Russi sono sempre più preoccupati per la “QR-izzazione” del loro Paese, vale la pena notare che Sberbank sta sviluppando un sistema di pagamento basato sul codice QR, mentre Gref ha giocato con l’idea di creare una moneta digitale, “Sbercoin,” in collaborazione con JP Morgan.

Domanda 3 – La sua risposta è così ampia che non so come seguirla. In primo luogo, lei conferma che lo Sputnik V è un “vaccino genetico,” il che suggerisce che i rischi di emorragie, trombi e autoimmunità sono gli stessi in Russia e negli Stati Uniti. Poi, dice che c’è una connessione tra il creatore del vaccino russo e Pfizer, nonché con un “banchiere di Harvard ex-Goldman Sachs” la cui organizzazione “fornisce finanziamenti per lo Sputnik V.” Infine, lei suggerisce che il finanziamento per la ricerca sul vaccino potrebbe provenire dal “CEO di Sberbank, Herman Gref, che fa parte del Consiglio Internazionale di JP Morgan e che è anche membro del consiglio di amministrazione del World Economic Forum.”

La sua risposta conferma il sospetto che questi vaccini sono la pietra angolare di un progetto molto più grande volto a ristrutturare l’economia globale e, forse, a ridurre la popolazione mondiale. Nel caso, dove si inserisce Bill Gates in questo quadro?

Riley Waggaman – Gates entra sicuramente nel quadro. L’ex ministro della salute russo, Veronika Skvortosva, è un membro del consiglio del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB). Creato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Banca Mondiale, il GPMB ha ricevuto generosi finanziamenti da Gates (che è anche uno dei maggiori contribuenti dell’OMS, ovviamente). Indovinate chi altro è nel consiglio del GPMB? Anthony Fauci, così come Chris Elias, presidente del programma di sviluppo globale della Bill & Melinda Gates Foundation. Come RFK Jr. ha spiegato in dettaglio nel suo libro appena uscito, GPMB serve come

collettivo autorevole della vita reale per imporre regole durante l’imminente pandemia. Lo scopo di questo cosiddetto organismo “indipendente” di monitoraggio e responsabilità è quello di convalidare l’imposizione di controlli da stato di polizia da parte di leader politici e tecnocrati globali e locali, sostenendo i loro sforzi per l’attuazione delle azioni repressive previste dalla simulazione di Gates: sottomettere la resistenza, censurare spietatamente il dissenso, isolare i sani, far collassare le economie e rendere obbligatoria la vaccinazione durante una crisi sanitaria mondiale pianificata.

[…]

Nel giugno 2019, circa venti settimane prima dell’inizio della pandemia COVID, il dottor Michael Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenze sanitarie dell’OMS, aveva riassunto le conclusioni del rapporto sulla pandemia stilate dal GPMB, avvertendo che “stiamo entrando in una nuova fase di epidemie ad alto impatto” che avrebbe costituito “una nuova normalità,” in cui i governi di tutto il mondo avrebbero rafforzato i controlli e limitato la mobilità dei cittadini.

C’è qualcosa in tutto ciò che suona familiare?

Nel gennaio 2020, solo pochi mesi prima che il mondo fosse messo a soqquadro dai lockdown e dalle restrizioni per la COVID, la Skvortsova si era dimessa da ministro della salute della Russia durante un reimpasto del gabinetto Putin. Una settimana dopo era stata messa a capo dell’agenzia federale biomedica russa (FMBA). Come capo della FMBA, aveva giocato un ruolo fondamentale nei primi giorni della risposta russa alla COVID e, in seguito, aveva diffuso dati che mostravano che Mosca era stata sopraffatta dal “ceppo Delta.” Le sue scoperte avevano fornito quel po’ di “scienza” necessaria per giustificare l’impopolare obbligo di vaccinazione imposto alla capitale. Come ministro della salute, Skvortsova aveva coperto per anni uno scandalo legato alla diffusione di tassi di mortalità pesantemente manipolati. La frode era così evidente che il governo russo aveva persino ammesso che i registri erano stati falsificati (i governatori regionali erano stati incolpati e puniti da Dmitry Medvedev).

Per quanto riguarda la ristrutturazione economica “innescata dalla COVID” il governo russo ha abbracciato apertamente la Quarta Rivoluzione Industriale del Forum Economico Mondiale. In ottobre, il governo russo e il WEF hanno firmato un memorandum sulla creazione in Russia di un centro per la Quarta Rivoluzione Industriale. La Russia ha già adottato una legge che consente “regimi legali sperimentali” per consentire alle aziende e alle istituzioni di distribuire IA e robot nell’economia senza essere ostacolati dalla burocrazia normativa. Tornando a Gref e al suo Sbercoin digitale, la banca centrale russa sta già progettando di testare un rublo digitale che, tra le altre caratteristiche interessanti, potrebbe essere utilizzato per limitare gli acquisti.

Molti sono probabilmente a conoscenza dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Bene, c’è anche un piano Mosca 2030, ed è abbastanza straordinario. Secondo questo progetto ci saranno “passaporti genici” che potranno essere utilizzati per somministrare “terapie geniche.” Il documento, che prevede come sarà la vita a Mosca entro la fine del decennio, parla anche di “dispositivi medici digitali impiantati” che potranno essere utilizzati dalle compagnie di assicurazione per calcolare i pagamenti delle assicurazioni sanitarie. Sembra che queste ambizioni non saranno limitate a Mosca. Nell’ultima metà del 2019, la Duma di Stato russa ha commissionato un rapporto per verificare la possibilità di uno “sviluppo senza conflitti” di una “nuova generazione di tecnologie” (come il “genome editing”) al fine di creare un “nuovo tipo di società.”

Domanda 4 – Faccio fatica a credere che un patriota russo, come Vladimir Putin, sia d’accordo con quella che è una presa di controllo del Paese da parte di élite straniere, della mafia dei banchieri e del cartello globale della farmaceutica. È ignaro di ciò che sta accadendo proprio sotto il suo naso o ci sono altri fattori in gioco?

Riley Waggaman – Qualunque sia la posizione di Putin, deve sicuramente rendersi conto che il governo russo sta perseguendo politiche enormemente impopolari, prima con la vaccinazione forzata e ora con la proposta di QR-izzazione del paese. Il deputato della Duma Mikhail Delyagin ha recentemente avvertito che l’adozione a livello nazionale di un “documento d’identità” sanitario digitale equivarrebbe ad un “colpo di stato,” che consegnerebbe la gestione esterna del Paese a “Big Tech e Big Pharma attraverso l’OMS.” Il motivo per cui parlo di questo è perché, almeno per come ho capito i suoi commenti, Delyagin non crede che Putin sia direttamente coinvolto in ciò che sta accadendo e teme che il presidente russo finirà per prendersi la colpa del caos sociale e/o economico che potrebbe scoppiare (Delyagin: “Quando questi bestiali oligarchi andranno al potere, quando questa bestiale mafia medica andrà al potere, la Russia non esisterà più! Non ci sarà nessuno a difendere la Russia! Se Putin firma questa legge, chi difenderà Putin? Io ne conosco una ventina, ma il resto? Aiuta te stesso, proteggi te stesso e la Russia da un colpo di stato!”). Se questo è il caso, è imperativo fermare queste politiche pericolose e destabilizzanti prima che scatenino gravi sconvolgimenti in Russia.

In verità, è difficile sostenere che Putin sia un chiaro alleato nella lotta contro la somministrazione obbligatoria di farmaci sperimentali o contro la contorta agenda del World Economic Forum. A gennaio, il presidente russo aveva tenuto un discorso al WEF in cui aveva chiesto di “espandere la scala dei test e delle vaccinazioni [COVID]” in tutto il mondo. Aveva continuato affermando che doveva essere creata una “struttura di alta qualità” per superare “gli squilibri sociali” che erano stati esacerbati dalla pandemia. “I bilanci statali e le banche centrali” avrebbero dovuto giocare un “ruolo chiave” nel ripristinare rapidamente l’economia globale e nazionale, aveva spiegato Putin.

Non è forse una riformulazione elegante di Ricostruire Meglio?

Abbiamo disperatamente bisogno di un dialogo aperto e franco su ciò che sta accadendo in Russia in questo momento – discussione che è vistosamente assente nella stragrande maggioranza dei “media indipendenti.” Non pretendo di avere tutte le risposte, ma sono scioccato che così pochi abbiano voglia di fare domande.

Domanda 5 – In Russia, vediamo gli stessi campanelli d’allarme che stanno apparendo in tutto l’Occidente, vaccinazioni forzate, sospensione dei diritti civili e lo scivolamento costante verso l’autoritarismo. In che misura considera questi sviluppi come una lotta primordiale tra il bene e il male?

Riley Waggaman – Mi viene spesso in mente quella inquietante frase di Alexis de Tocqueville: “Vado indietro di epoca in epoca fino alla più remota antichità; ma non trovo alcun parallelo con ciò che sta accadendo davanti ai miei occhi: poichè il passato ha cessato di gettare la sua luce sul futuro, la mente dell’uomo vaga nell’oscurità.”

Ogni giorno che passa sembra che siamo forzatamente tagliati fuori dal nostro stesso passato. Veniamo “riqualificati” per accettare un nuovo modello di civiltà. Sta accadendo a livello locale, regionale, nazionale e globale. Sta facendo a pezzi le famiglie.

Credo che stiamo affrontando un male che non ha eguali nella storia dell’umanità. Siamo in un territorio completamente inesplorato ed estremamente pericoloso.

Eppure, ci sono lezioni e avvertimenti che possiamo trarre dalla storia. L’introduzione in tutto il mondo dei pass sanitari digitali ha una sorprendente somiglianza con l’adozione globale dei passaporti internazionali avvenuta dopo la Prima Guerra Mondiale. Il passaporto è una reliquia della Prima Guerra Mondiale. Doveva essere un documento temporaneo per controllare il flusso dei rifugiati e impedire l’ingresso delle spie nemiche. Ma non è stato così temporaneo, vero?

Il romanziere austriaco Stefan Zweig aveva ben descritto ciò che quel nuovo sistema di controllo significava per coloro che avevano vissuto nell’Europa prebellica: “Agli esseri umani era stato fatto sentire che erano oggetti e non soggetti, che nulla era loro diritto ma tutto era solo un favore per grazia ufficiale. Erano codificati, registrati, numerati, timbrati… Le umiliazioni che un tempo erano state concepite solo per i criminali, ora erano imposte al viaggiatore, prima e durante ogni viaggio.”

Aveva aggiunto: “Dovevo sempre pensare a ciò che mi aveva detto anni fa un Russo in esilio: prima l’uomo aveva solo un corpo e un’anima. Ora ha bisogno anche di un passaporto perché, senza di esso, non sarà trattato come un essere umano.”

Ora siamo tutti sospettati di essere a rischio biologico, oltre che potenziali criminali. A questo punto, le “masse non vaccinate” sono ancora considerate come esseri umani agli occhi dei nostri signori globali? Anche coloro che hanno doverosamente fatto l’iniezione di richiamo devono ora rendersi conto che le loro libertà non gli saranno restituite. Non è così che funziona. Il deputato della Duma Delyagin ha toccato questo punto nel suo video appello ai Russi:

“Ci stanno già parlando come fanno di solito con gli animali. Lo stato ora parla in modo così becero al popolo. Questo è il modo in cui parlano alla popolazione di un territorio occupato, che, per qualche motivo, non capisce di essere occupata.”

Un’osservazione notevole, che si applica a quasi tutto il mondo.

Ho un figlio giovane. È un cittadino russo. Vorrei che fosse trattato come un essere umano.

La situazione è estremamente triste. Personalmente, credo ci sia un profondo elemento spirituale in gioco. Come possiamo fermare questo profondo male?

Mike Whitney

Riley Waggaman è uno scrittore e vive Mosca. Ha lavorato per Russia Insider, RT e Press TV. Contribuisce a Russian-Faith.com e Anti-Empire.com. Scrive regolarmente sulla Russia sul suo account Substack: Edwardslavsquat.substack.com

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/i-believe-we-are-facing-an-evil-that-has-no-equal-in-human-history/
26.11.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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