Sostenere il genocidio per fermare il multipolarismo

L'Egemone ha in mente una guerra mondiale per bloccare il multipolarismo. Sostiene il genocidio di Israele a Gaza come un male necessario per vincere in Asia occidentale e pensa: a chi importerà una volta che la guerra sarà diventata globale?

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Pepe Escobar
thecradle.co

Questa settimana si svolge il Forum economico di San Pietroburgo (SPIEF). È uno dei principali incontri annuali in Eurasia. Il tema generale del 2024 è la “multipolarità”, argomento di attualità, visto che questo è l’anno della presidenza russa dei BRICS. Il vertice BRICS del prossimo ottobre a Kazan sarà cruciale per tracciare la road map dello sviluppo del multipolarismo.

Ecco il problema. E questo ci porta probabilmente alla domanda chiave che la Maggioranza Globale deve affrontare: come possiamo permetterci di sognare il multipolarismo quando siamo sprofondati nell’Impensabile, ridotti al ruolo di semplici spettatori, costretti ad osservare un genocidio trasmesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, su ogni smartphone del pianeta?

La Corte Internazionale di Giustizia (CIG), dichiaratamente imperfetta, ha almeno ordinato ai genocidi biblici di smettere di bombardare Rafah. La risposta degli israeliani? Hanno bombardato Rafah. Peggio ancora, hanno bruciato vivi i bambini nelle tende dei rifugiati. Con missili americani.

E il genocidio continuerà, come minimo, fino alla fine di questo anno multipolare, come si vanta l’intelligence israeliana. La Maggioranza Globale almeno vede chiaramente come funziona l'”ordine internazionale basato sulle regole”. Ma questo non è di grande conforto.

L’ordine della Corte Internazionale di Giustizia di fermare la carneficina a Rafah e l’iniziativa della Corte Penale Internazionale di chiedere mandati di arresto per i principali leader israeliani per i continui crimini di guerra a Gaza hanno prevedibilmente mandato in fibrillazione l’accoppiata Israele-Stati Uniti.
Il cuore della questione riguarda i veri padroni e gestori dell’Impero del Caos e del Saccheggio – molto più dei loro umili emissari. I padroni non possono permettere a nessuna istituzione di mettere in dubbio la loro narrazione ufficiale.

La narrazione ufficiale è “non c’è nessun genocidio a Gaza” e nessuna “linea rossa” è stata oltrepassata. Questo è il diktat ufficiale dell’Occidente collettivo. Non sono ammesse violazioni. Si arriverà ad estremi anticostituzionali per imporre il controllo totale della narrazione, con una ferrea operazione di pubbliche relazioni che sprofonderà l’intero pianeta in uno strato di stupore propagandistico.

Contraddicendo un po’ Mao Zedong, il vero potere non viene dalla canna di un fucile (o da un missile nucleare ipersonico), viene dal controllo della narrazione, o da quello che un tempo si chiamava “soft power“. La differenza ora è che l’egemone non controlla più il soft power. La Maggioranza Globale sta perfezionando, in tempo reale, i propri contrattacchi al soft power.

Una società sistemicamente sociopatica

I controllori della narrazione possono ancora essere in grado di cancellare dall’opinione pubblica occidentale fatti fondamentali, come ad esempio la pulizia etnica. In Palestina gli Arabi cristiani sono stati sistematicamente oggetto di pulizia etnica. All’inizio degli anni Cinquanta, Betlemme era cristiana all’86%, una cifra che da allora è crollata fino al misero 12% di oggi. Gli psicopatici biblici hanno costruito un muro intorno a Betlemme, hanno annesso terre a beneficio dei coloni ebrei armati e hanno fatto pulizia etnica dei Cristiani.

Studi seri sull’iper-etnocentrismo o sul carattere sistematicamente sociopatico della società israeliana non offrono molto conforto quando si tratta di fermare un genocidio.

La ferita è molto più profonda e Alastair Crooke, ex diplomatico con una vasta esperienza sul campo, non ha rivali tra gli occidentali quando si tratta di comprendere le complessità dell’Asia occidentale.

Nelle sue rubriche e nei suoi podcast, tocca la ferita principale messa a nudo dalla guerra/genocidio a Gaza: lo scisma, nel cuore dell’Occidente, tra un “progetto di ingegneria sociale illiberale” che si spaccia per liberalismo e un progetto per “recuperare i valori ‘eterni’ (per quanto imperfetti) che un tempo erano alla base della civiltà europea”.

Ad aggravare il problema, c’è il fatto che le strutture di potere USA-Israele sono interconnesse. E lavorano secondo una sorta di logica complementare. Mentre la versione israeliana del saccheggio è incarnata dal colonialismo di popolamento, l’egemone – come brillantemente spiegato da Michael Hudson – è impegnato in un’orgia di colonialismo finanziario a scopo di lucro che era iniziato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

E quello che Michael Hudson definisce il racket FIRE (finanza-assicurazione-settore immobiliare) si è calcificato, come nota Alastair, in “una struttura permanente del sistema politico e geopolitico occidentale”.

Non c’è quindi da stupirsi che la Maggioranza Globale veda istintivamente l’accoppiata Israele-Stati Uniti – nelle diverse forme di sfruttamento/plagio fino al genocidio – come l’epitome del colonialismo, ora “ammorbidito” da un’operazione di controllo narrativo in un insensato “ordine internazionale basato su regole”.

Non c’è da stupirsi che il genocidio di Gaza abbia scatenato una nuova ondata anticoloniale da parte della Maggioranza Globale.

Tuttavia, questo non è sufficiente. Nessuno sta fermando il genocidio. Una cosa del genere, in pratica, sarebbe possibile solo infliggendo una devastante sconfitta militare a Israele – con i vincitori che dettano i termini della capitolazione. Questo non è fattibile – almeno non ancora – e contribuisce a far credere agli psicopatici biblici di poterla fare franca.

Un nuovo orizzonte del sacrificio umano

Andrea Zhok è professore di Filosofia etica all’Università di Milano e uno dei maggiori intellettuali indipendenti italiani. Zhok ci porta più a fondo nel vicolo cieco – opportunamente tragico – ora contemplato dall’Occidente collettivo.

L’Occidente sotto l’egemone, dice, ha sempre avuto solo un piano A. Non c’è mai stato un piano B. Quindi l’Occidente continuerà ad applicare ogni tipo di divide et impera contro le maggiori potenze eurasiatiche – Russia, Cina e Iran. Zhok osserva, correttamente, che l’India è sostanzialmente già sotto controllo.

Questo è il bivio in cui ci troviamo ora. In prospettiva, siamo di fronte ad una vera e propria guerra calda o ad una serie di guerre ibride tra le grandi potenze e i loro vassalli – in sostanza, la Terza Guerra Mondiale.

Zhok mostra come l’Occidente, sotto l’Egemone, sia ora ossessionato dalla creazione di “ferite sistemiche”, in grado di apportare distruzioni cicliche. Per aprire queste “ferite” ci sono due procedure principali: la guerra e le pandemie.

Egli sostiene che solo “un nuovo orizzonte del sacrificio umano” potrà permettere alla “Verità Ultima” dell’Occidente di continuare a rimanere ritta sui suoi piedi di argilla.

In effetti, è proprio questo “nuovo orizzonte del sacrificio umano” a condizionare la mancata risposta dell’Occidente – o peggio, la sua legittimazione – al genocidio di Gaza. E che sta inesorabilmente corrodendo la psiche europea dall’interno. Quella che una volta si chiamava civiltà europea – ora completamente vassallizzata dall’Egemone – potrebbe non essere più in grado di guarire dal cancro.

Se queste prove e tribolazioni non fossero sufficienti, messaggeri irrazionali – che però obbediscono agli ordini – sono impegnati ad avvicinarci giorno dopo giorno ad una guerra nucleare.

E alcuni funzionari di basso rango lo ammettono, senza peli sulla lingua.

È tutto qui, in una conversazione tra il giudice Andrew Napolitano e gli analisti Larry Johnson e Ray McGovern, durante la quale il primo fa riferimento a un’e-mail ricevuta da una fonte militare/di intelligence. Ecco cosa gli aveva detto la fonte:

Oggi ho ascoltato una lunga intervista con un ex ufficiale dell’intelligence dell’IDF. La sua posizione era chiara: “Stiamo”, ha detto, “puntando verso una guerra mondiale” (grassetto mio). Israele, quindi, non dovrebbe aver paura di attuare alcune delle misure più radicali perché le sue azioni saranno misurate retroattivamente nel contesto del brutale conflitto mondiale che verrà.

Questa dovrebbe essere la spiegazione ultima dell’escalation frenetica e senza sosta dell’Egemone e dei Vassalli sul fronte intrecciato delle Guerre per Sempre – da Gaza alla Novorossiya.

Questo include il genocidio – e le sue ricadute, come la truffa del molo da 320 milioni di dollari ora trasformato in un mucchio di rottami sulla costa di Gaza, che riporta tutto al genocidio, dato che lo stratagemma di espellere/spedire i palestinesi all’estero è miseramente fallito.

Puntando ad una guerra mondiale” chiarisce veramente chi sia davvero a capo dello spettacolo. E l’intero mondo multipolare è ancora tenuto in ostaggio.

Pepe Escobar

Fonte: thecradle.co
Link: https://thecradle.co/articles/supporting-genocide-to-halt-multipolarity
05.06.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. È possibile seguirlo su su Telegram.

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