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Sogno astensionisti ribelli

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Non erano forse belli i tempi del Vaffa…grillini prima maniera?
Non è nato da un Vaffa…il M5S?
Oggi sto cercando di capire come o cosa dovrei votare, e già a spulciare gli elenchi delle liste elettorali capisco che no, davvero, non ce la posso fare: per capire davvero come funziona il voto con questa legge elettorale dovrei perderci un’intera domenica rimanendo col dubbio di averci capito qualcosa.
E no, non ne ho voglia.
Perché, poi?
Per votare chi?
Mi arriva stamattina la notizia di un nuovo partito del quale fino a ieri non immaginavo nemmeno l’esistenza: Potere al Popolo.
Leggo a volo d’angelo chi e cosa, e mi pare di tornare al giurassico: no, nemmeno di questo mi interessa capire qualcosa (a volte ho come la sensazione, sbagliata, di aver già capito tutto della politica e del voto).

Mi dico che però anche non andare a votare per ingrossare le fila degli astensionisti non mi pare una gran pensata: a chi vuoi che importi se ce ne stiamo a casa in tanti?
Anche votassero il 10% degli aventi diritto un governo quelli se lo inventano comunque (non ci hanno forse già abituato ai governi tecnici, inventati o imposti dal Presidente, di unità nazionale o quel che gli pare?).

Niente: non mi va di stare a casa, e quindi in silenzio; e non mi va di sentirmi in dovere di scegliere il “meno peggio”.
Per come la vedo, il meno peggio è già così tanto peggio rispetto a quello di cui secondo me ha bisogno questo paese alla deriva da farmi pensare che no, sono proprio stufa di rattoppi, di pezze tanto per tirare a campare, di gente che la cosa più rivoluzionaria rispetto al presente che mi sa promettere è che “bisognerà rivedere i Trattati a livello europeo” o che mi tortura con complicatissime architetture economiche, monetarie e finanziarie per uscire dall’euro ma anche no, del recuperare la sovranità ma vedremo come, da essere stressata già prima di iniziare a leggere ancora qualcosa sui temi caldi di questa tornata elettorale che si regge tutta sui like, sui tweet, sulle sparate via social di gente che più che a dei politici assomiglia a partecipanti di un nuovo gigantesco reality show nazionale.

No, basta, sono stufa di vivere a Topolinia, cioè in un paese che è ormai abitato da assatanati dell’acchiappa click tanto per dire di esistere ancora.

Quindi?
Quindi farò come Grillo prima maniera: lancio il Partito dei votanti Vaff…..o sulla scheda.
Perché mica voglio starmene zitta a casa per dire che ho bisogno (sì, bisogno) di persone che ridiano alla politica un senso più alto e onorevole di un nuovo follower su Twitter.
Lo voglio dire chiaro che mi sono stufata, che però ci sono e non intendo rinunciare al mio diritto di voto.
Quindi vado e annullerò la scheda scrivendoci sopra un grande Vaffanculo a tutti!

Mentre già pregusto questa ribellione da terza elementare (questo è quello a cui hanno ridotto i miei alti ideali anni di tragica fuffa politicante), immagino come sarebbe bello se tutti gli aspiranti astensionisti andassero alle urne a scrivere un grande Vaffanculo a tutti! sulla scheda.

Se, come si pronostica, gli astensionisti saranno questo giro la maggioranza degli aventi diritto al voto, si otterebbero due sberle sonore: 1. smentire i pronostici e far invece salire le percentuali dei votanti; 2. un 30/35% di schede annullate con un satanico urlo Vaffanculo tutti! che arriverebbe chiaro e forte a quei relitti umani che stanno in queste ore scannandosi per la candidatura in un collegio ma anche in un altro.

Ecco, è una domenica mattina in sogno questa gigantesca ribellione.
Non serve a niente, lo so.
Ma almeno a non starmene a casa e in silenzio, sì.

 

Fonte: http://rossland.blogspot.it

Link: http://rossland.blogspot.it/2018/01/sogno-astensionisti-ribelli.html

28.01.2018

Pubblicato da Davide

105 Commenti

  1. Di sicuro meglio un vaffa sottoscritto e magari argomentato, piuttosto che un niente inerte a casa propria, certamente. Il sistema se ne frega se uno rimane sdegnosamente a casa a non far nulla, mentre forse qualche preoccupazione se la pone se vede una massa di gente che affolla la cabina elettorale, anche solo per scarabocchiarla. Se non altro perché è evidente la differenza tra l’inedia silenziosa e improduttiva, e la voglia reale di essere pronti a fare qualcosa. Per riappropriarsi della politica, qualche azione concreta bisogna metterla in pratica, altrimenti non c’è alcuna considerazione, come se non si esistesse: in politica non vale il silenzio.

  2. Meglio sarebbe andare al seggio e annullare la scheda scrivendo un po quello che si vuole. Io da parte mia annullato la scheda come da molti anni ormai con un bel” fuori la Nato dall’Italia! Fuori l’Italia dalla Nato!” Non serve a niente, magari, ma almeno esprimo un auspicio un desiderio che da tutti i partiti, nessuno escluso, da sempre viene disatteso.

  3. Capisco e condivido lo stato d’animo e sono già certo che i figli di buona madre che portano avanti le logiche di sistema al livello politico o amministrativo, hanno lo scopo in campagna elettorale di far propria la retorica comune tirando fuori dal capello magico le promesse che la pancia (centro di pensiero) del popolo si vuole sentir dire. Questo per il 99% dei farseschi schieramenti chiamati politici ma in realtà amministrativi.
    Purtroppo questa farsa dura ormai da troppi decenni per poter cedere a facili lusinghe…invece anche questa volta andrà a votare una buona parte di gente incazzata e speranzosa e pure ingenua risolvendo nulla anzi mettendo in condizione ottimale i dittatori di essere finalmente legittimati.
    So che non servirà a nulla dirlo ma qui si tratta di ribaltare il tavolo, del vaffanculo e della scheda annullata anche se fosse così per un 50% degli aventi diritto, stai pur certa che non ne proferirebbero notizia.
    Dico di più, l’astensionismo elettorale è un messaggio che si tradurrà con un maggiore stato di polizia, maggiori restrizioni alle libertà personali suffragati dai soliti discorsetti distorti e senza senso sulla “sicurezza” e altre stronzate d’effetto. La stupidità del sistema e la banalità del male è prevedibilissima, non si ha a che fare con abili strateghi ma con chi ha armi che fanno tanto rumore ma sono tutt’altro che invincibili, non ci si può illudere che il voto cambi un sistema, al massimo lo ingarbuglia e c’è chi vota perchė non si ingarbugli….per carità!
    Solo il coraggio e la coscienza a posto di chi produce ricchezza che si trasformi in un risoluto atto liberatorio del mezzo fondamentale di dominio oligarchico può cambiare la storia. Tutte le infinite buone idee e buone intenzioni di chi crede di giocare all’interno di un sistema dove il tavolo vince sempre sono idee e tempo perso.
    La scelta politica consiste nel liberarsi della valuta di cui dispone la finanza e l’oligarchia, e trasformarlo in altro e questo altro sarà prima di tutto il tempo, e la vita è tempo non solo lavoro. Quando succederà questo? Quando sarà troppo tardi.

  4. Votare è una cosa importantissima, se ci si pensa bene votare è ancora più importante di quando vai dal notaio. Il 1° problema è che l’ hanno capito in pochi; il 2° problema è che se l’ avessero capito in tanti non te lo lascerebbero fare.

  5. “…sono stufa di vivere a Topolinia…”

    Magari!

    É il lego l’emblema di questa nostra epoca, tanti pezzetti tutti uguali, insignificanti, tossici in ogni senso.
    Unendoli precariamente si può ottenere, orgogliosamente, una vaga forma che, con l’aiuto di una fantasia malata, si fa somigliare a qualche cosa, provvisoriamente, prima di tornare tristi, inutili, scoraggianti pezzetti.

    (Di recente sono passato davanti ad un nuovo grande negozio di questo prodotto e c’era, significativamente, una coda di decine di metri in attesa di entrarci, a turno.)

  6. C’é nessuno che di cognome faccia “Vaffa…o”? Si presenti immediatamente dal segretario di qualche partitello, elezione assicurata e trionfo del partitello.

    • Ci vorrebbe uno che fa di cognome Vaffan, perché se ci scrivi anche culo potrebbero tutti rivendicare la paternità del voto.

  7. Tra l’altro aumentare la percentuale dei votanti implica una diminuzione delle percentuali che i partiti si attribuiscono. Faccio l’esempio di quando il PD di Renzi ha preso quasi il 40% (mi sembra alle europee del 2014) però del 50% dei votanti, cioè il 20% reale! Aveva voglia Renzi a cantare vittoria, nella realtà aveva preso una tranvata.
    Continuo perciò a ritenere gli astenuti liberi di essere dei vigliacchi fiancheggiatori occulti del sistema. Il loro tirarsi fuori dai giochi è patetico.

    • Se la differenza tra un vigliacco ed un eroe sta in una X su una scheda elettorale……………..direi che stiamo proprio messi maluccio in questi tempi moderni dove per strada non si scende…………..al massimo un twitter….e ti senti già un eroe rivoluzionario…………….noi ci si prendeva anche qualche manganellata…..altri tempi ed altri eroi……..scusami solo un pò di nostalgia di veri uomini.

      • Parole sante le tue, sono serio…Nulla da ribattere .

      • Ripeto ognuno è libero di sterilizzare, inertizzare, occultare la propria vita, ma ai miei occhi la cosa è priva di dignità umana e di rispetto nei confronti della comunità cui nel bene o nel male ognuno appartiene e si identifica (anche nella lotta).
        E non è un twitter o una tastiera che fanno la differenza, ma il sale nella zucca e le azioni. L’azione di astenersi in ambito sociale è un ossimoro e vale per quel che è.

        • Per le stesse ragioni non mi voglio astenere, ma nemmeno voglio mettere una crocetta tanto per fare o lasciare scheda bianca: l’ho pagata, quella scheda, e almeno ci voglio scrivere ciò che penso.
          E un Vaffa…riassume bene il mio attuale sentire…

    • Non ti conosco ma ti abbraccio per quello che hai scritto!!!! Milioni di like.

    • Sei riuscito a spiegare la dannosità dell’astensionismo con l’unica cosa che conta davvero, cioè i NUMERI.
      Chi non va a votare lo fa solo per VANITA’ (o per andare al mare, ma almeno che lo ammetta).

  8. Magra soddisfazione il vaff………… andavano bene 5 anni fà, adesso serve ben altro visto che i soli vaff. non sono serviti a nulla…….in merito all’astensione, resto favorevole, il tempo è denaro e sprecarlo in una urna dell’ufficio di collocamento politico…..non mi pare abbia nulla a che fare con la saggezza………
    P.S. ufficio di collocamento…….perchè dalle prime battute di questa campagna elettorale, più che proposte politiche di gente che ci crede……denoto ricerca di posti di lavoro per gente da collocare o ricollocare………sarà l’effetto della disoccupazione e del precariato ?…..certo di sti tempi…..5 anni di lavoro assicurato……anche a prendersi qualche vaff. fanno comodo.

  9. L’astensionismo o l’annullamento della scheda elettorale a mio parere non risolvono il problema: nel 1° caso (astensionismo) le % che ottengono i partiti risultano dai pochi che vanno a votare (e spesso sono in maggioranza gente tesserata a un partito o direttamente interessata a spartirsi la torta); nel 2° caso (annullamento della scheda elettorale) è vero che si abbassano le % ottenute dai partiti, ma questo dà il fianco a un governo tecnico o del Presidente, quindi sostanzialmente è un altro favore all’elite dominante.
    Resta a mio parere solo l’opzione di votare chi finora non è ancora andato al Governo e non ha ancora dimostrato di essere servo dell’elite, anche con tutti i dubbi su una “eventuale” ambiguità delle posizioni sui vari temi espresse nel tempo

    • guarda che il M5S che come dici te “non ha ancora dimostrato di essere servo dell’elite” è invece una emanazione, anzi una creazione “diretta” dei poteri forti oltre atlantico.

      • E’ sinceramente un forte sospetto anche mio, ma non nè abbiamo ancora le prove, bensì solo una serie di indizi che ce lo fanno pensare, fornitici comunque dai media, che si sa per chi lavorano…

    • …votare chi finora non è ancora andato al Governo e non ha ancora dimostrato di essere servo dell’elite,

      E’ sui due punti che la cosa si fa difficile: chi non è ancora andato al governo (ma è presente in Parlamento), ha nel tempo fatto alcune cose apprezzabili ma ha o smesso di dire dei “Vaffa…” o smesso di dire “Roma ladrona”. Ma anche lasciando correre le due cose che non si dicono più, nessuno dei due dice forte chiaro e convinto ciò che mi piacerebbe sentire: basta UE, basta €, basta migranti a strafottere, basta svendita del patrimonio pubbico, basta delocalizzazioni, basta incentivi a startapp che poi vanno a produrre altrove, basta sostegni economici a ogni associazione, cooperativa, sindacato, ecc e soldi per welfare veri, investimenti nella riconversione delle aziende che producono inquinanti, soldi all’assistenza per gli anziani, per gli asili, per disoccupati, ecc.
      Insomma, programmi elettorali vincolanti: se poi non realizzi ciò che prometti, voglio la possibilità di ritirarti il voto e farti andare a casa anche dopo 3 mesi che hai preso posto sulla cadrega.
      Tanto per dire quanto sono incazzata con questi avventurieri…

  10. In effetti il meno peggio m’era sembrato Grasso.
    Poi ho visto che con lui c’era la Boldrini.
    E Grasso ha perso il mio voto.
    Il vaffa non servira’ ma almeno glielo avro’ mandato a dire…

    • Grasso? Boldrini a parte, quello il cui maggior guizzo di iniziativa politica è stato di proporre di abolire le tasse universitarie?
      (N.B. Per queste già ci sono esenzioni per chi le merita)
      Comunque, meno male che ha visto la Boldrini, così non ha rischiato di sbagliarsi

    • gli ho scritto una email … poi ha imbarcato la Boldrini, e mi sarei preso a martellate le dita

  11. Io invece a votare ci andrò con soddisfazione.
    Forse mi illuderò anche questa volta (ma pazienza ormai ci siamo abituati), però ho deciso di andarci per due motivi:
    1) Il voto è ancora l’unica modalità democratica per esprimere il nostro orientamento politico e non voglio privarmene per nessun motivo.
    2) Voglio vedere che succederà se l’unico partito (a cui andrà il mio voto) che ha un vero e documentato programma economico alternativo, riuscirà ad ottenere tanti consensi, tali da consentirgli di mettere in pratica quanto auspicato.

  12. Continuare a sostenere l’utilità del voto contribuisce a tener viva l’illusione(patetica) che le sorti si possano cambiare mettendo una X sulla scheda elettorale,quindi ad ostruire una già molto improbabile, ma legittima, insorgenza.
    Tanto più che quella scheda è ideata proprio da quelli che tu vorresti cambiare.

    • Quella che tu definisci “legittima insorgenza” non troverà ostacoli a fomentarsi , laddove si dovessero verificare in futuro, deludenti risultati politici derivanti dall’esito elettorale.

    • Infatti secondo me la scheda elettorale dovrebbe essere divisa in due sezioni: la parte superiore con i simboli elettorali, e un riquadro inferiore, uno spazio in bianco nel quale l’elettore può esprimere i motivi per cui non si senta rappresentato, magari disegnando dei simboli alternativi. Si potrebbero inserire domande prestampate tipo: “se questi simboli non ti piacciono, proponine tu uno che rispecchia i tuoi gusti.”
      In questo modo si inizierebbe un dialogo costruttivo con il popolo teso a sminuire la distanza che si è creata tra i cittadini e le istituzioni.

  13. meglio ancora sarebbe andare a votare e incendiare il seggio….

    • Infatti. Se anziché scrivere insulti fini a se stessi nelle schede si incendiassero direttamente i seggi elettorali questo sì che darebbe un messaggio forte.

      • Chi comincia? E come andrebbe a fnire?
        Sogno sogni possibili, non auto-garrote con le quali strozzarmi di più da sola…

    • Sì, sarebbe bello, mi piacerebbe.
      Ma non mi piacerebbe poi andare in galerea, non farei che farmi ulteriormente del male finendo per fornire a questi politucoli da giardino d’infanzia ragioni per schierare altra polizia ed esercito ai seggi.
      E non è più esercito o più polizia che vorrei…

      • Forse ci manca proprio questo: chi oggi rischierebbe la galera o l’isolamento sociale pur di perorare i propri principi? Siamo schiavi delle nostre paure e probabilmente finché non ci schioderemo da questo punto il sistema prevarrà sempre.

        • Io agli ultimi cortei a cui ho partecipato sono rimasta schifata dal comportamento dei manifestanti oltre ogni dire. Bastava che le squadre antisommossa agitassero il manganello in aria e la folla si disperdeva nell’arco di 30 secondi. E’ già di per sè sufficiente per realizzare a quale livello di viltà e mancanza di coesione siamo ridotti (la sinistra poi da questo punto di vista è un disastro assoluto).

  14. AI potenti non importa la percentuale dei votanti o degli eventuali fanculizzatori. Sono o non non sono un’oligarchia? Negli Usa non governano già con percentuali di non votanti altissime? Vi illudete ancora che diano peso agli astenuti?
    Per loro l’area di astensione sono solo un segmento sul quale proporre qualche specifica propaganda per ottenere voti.

    • E’ certo che non daranno alcun peso agli astenuti. Se uno si astiene perchè pensa di contare di più o di fare un dispetto significa che non ha capito un tubo. Il problema è che noi ci dividiamo tra rivoluzionari da tastiera e rivoluzionari da gabina elettorale…

      • Dici che dovremo pensare a qualcosa di più serio, tipo un golpe all’amatriciana?

        • una mia specialità, ma con degli spaghetti fatti a mano “etruschi”
          oggi mi sono fatto una anarchica zuppa di castagne, mi è venuta da leccarsi i baffi (secondo la ricetta dei minatori anarchici dell’Amiata)
          insomma … se fate la rivoluzione non preoccupatevi del rancio, a 5 stelle !!! (almeno quello)

        • Dovremo pensare a qualcosa di più serio si, magari davanti ad un piatto all’ amatriciana. Thomas Jefferson ci avrebbe pure appoggiato un fucile al tavolo.

  15. “… Mi dico che però anche non andare a votare per ingrossare le fila degli
    astensionisti non mi pare una gran pensata: a chi vuoi che importi se ce
    ne stiamo a casa in tanti?
    Anche votassero il 10% degli aventi
    diritto un governo quelli se lo inventano comunque (non ci hanno forse
    già abituato ai governi tecnici, inventati o imposti dal Presidente, di
    unità nazionale o quel che gli pare?). …”

    Esatto, meglio la scheda nulla (e verbalizzata) che non l’astensione.
    Ripeto quello che ho già scritto in un altro post: il titolo di giornale “Ieri la maggioranza degli italiani ha annullato la scheda” ha tutto un altro peso del titolo “Ieri la maggioranza degli italiani è rimasta a casa”.

    • sì, fatti due conti imbrattare una scheda rende meglio che starsene a casa: scombina la conta e da qualche piccolo dispiacere imprevisto ai partecipanti del reality…

  16. Anche nel voto si vede l’effetto delle teorie di Cartesio: la divisione dell’essere umano in mente e corpo. La mente vota, e il corpo? Il corpo mette la crocetta.
    Non basta, uno deve votare con tutto il suo essere. Ecco perchè le votazioni annoiano, e la democrazia pure.
    “Votare” significa fare un voto con tutto l’essere, dedicarsi a qualcosa con corpo e anima. Perciò noi votiamo ogni giorno. Quello è il voto importante.

  17. Vero, ma anche no. Lo spoglio delle schede è ancora fatto a mano, e ogni scheda passa da almeno quattro mani, prima di essere dichiarata correttamente nulla se sopra c’é scritto solo un Vaffa…Poi c’é che se di uguali Vaffa – scheda nulla se ne trovano a leggere un certo consistente numero, diciamo il 15% in ogni seggio elettorale, difficile che la cosa rimanga nel silenzio dei seggi. Chi apre le schede e le legge, non ha obblighi del silenzio su quanto legge, almeno finchè si tiene sul generico.
    Ora, se in ogni seggio se ne contano almeno il 15%, e almeno una decina di scrutatori si lasciano sfuggire il dato numerico con la stampa, difficile che non se ne parli.
    Insomma, ci sono segreti elettorali che difficilmente restano segregati in cabina: escono però solo se i dati numerici sono significativi e colpiscono.
    Per me, è appuntyo solo questione di numeri.
    E piuttosto che lasciarla bianca, che rimane sempre a rischio taroccamento, meglio annullarla. E cosa di meglio che un solo epiteto ripetuto migliaia di volte uguale?
    Va be’, mi consolo come posso, ok?

    • Ma come siamo ridotti? Quando ho fatto lo scrutatore 20 anni fa , era pieno di parolacce. C’era anche una fetta di mortadella con scritto mangiatevi pure questa. Cosa dovrebbe cambiare così? Annulla e bssta

      • La fetta di mortadella però non è male, diciamolo. E’ che di questi tempi rischio di dare scandalo per via del fatto che la mortadella non è halal, con quel che ne consegue di sollevamento puttanaio mediatico.
        Annullarla e basta?
        Dici che annullarla con quel ghiribizzo infantile del Vaffa scritto sopra di straforo non è eticamente corretto per via di possibili scrutatori che fino al vaffa perdonano ma se si arriva a nominare il culo scattano sull’attenti e invocano moderazione dei termini?
        Tzsk!

    • Conta quello che dicono tg e giornali,non quello che riferiranno gli scrutatori alla moglie o al bar il giorno dopo.

      • Ecco, anche no. Conta anche ciò che dicono oggi i social, e non a caso è su questi che stanno provando a stringere la garrota un giro alla volta per chiuderci la bocca.
        Fino a quel giorno, qualche voce scivolerà fuori dall’informazione di tv e giornali.
        E’ già successo (v. tema vaccini), perché evitare le battaglie prima ancora di provare a farle?
        Con allegria, senza troppa serietà, che di serio ormai c’è solo la realtà che abbiamo intorno…

  18. Questa storia del voto e dell’astensione è un pò come colui che va da Vanna Marchi per farsi leggere il futuro in una tazza d’acqua con dentro del sale, più o meno iodato, dove la prima sarebbe il politico e l’acqua miracolosa la scheda.
    E’ abbastanza evidente che se uno ha fede, non c’è verso, continuerà a tentare dalla Vanna.
    Ora, è vero che nessuno può dire con certezza che l’acqua col sale di per sè non dia dei responsi; i responsi li dà, nel senso che il politico Vannamarchi ci vede ciò che vuole, e se i numeri non escono mai è perché il vannamarchi ragiona al netto del populismo.
    Questa si chiamerebbe frode, aggravata da un altro fattore: infatti se si analizzasse scientificamente l’acqua e il sale e la percentuale bassissima di uscite azzeccate al lotto, si dovrebbe concludere che la cabina salata non funzioni; ma poichè se si facesse questo la gente smetterebbe di andare da vannamarchi, allora si dice che è lo stregone che non è bravo e allora quando non serve più lo si arresta e via al prossimo giro che lo stregone magari ci azzecca.
    In definitiva ciò dimostra che il mondo dove viviamo è intrinsecamente superstizioso.
    Alla faccia della scienza e della religiosità.
    Probabile interpretazione alchemico-simbolica:
    All’entrata della cabina salata si tratta di sale iodato, all’uscita è sale ioprendo.

  19. D’accordo con ciò che scrivi.
    Ma appunto, perché non concordare un unico uguale Vaffa…anziché disperdere i mille diversi insulti la stessa voglia di mandarli tutti dove meritano di andare?

  20. Se sei stufa e vivi a Topolinia vieni con noi radicali a combattere per il diritto di coloro che vivono a Topolinia senza una stufa.

  21. Forse volevi dire …

  22. Inizio ad avere simpatie monarchiche non ornamentali ma effettive ed assolute, senza più inficiamenti parlamentaristi e di delega. Che comandi solo il Re e che passi il potere al diretto discendente maschio o femmina che sia. Ruberebbe solo la Famiglia Reale e ci toglieremmo di mezzo questo stucchevole gioco elettorale.

  23. Un modo subdolo per incitare a non disertare le urne…

    In Italia contro l’arbitrio che viene dall’alto non si è trovato altro rimedio che la disobbedienza che viene dal basso.

    • Ma per carità, chi vuoi che inciti io? Fate quel che vi pare, è forse l’unica situazione che ancora lo consenta.
      A me diverte l’idea di andargliene “a dire quattro” nero su bianco (o rosa, o giallino, o grigio o quel che sarà il colore della scheda).
      Ma incitare in “modo subdolo” no, dai, non sono seria fino a quel punto…

      • Ma dai, pensi che i politici non sappiano che cosa pensano di loro gli italiani?
        C’è bisogno di andare a scriverlo sulla scheda? Poteva avere un senso 50 anni fa ma oggi puoi andare a dirgliene quattro sulle loro pagine web personali e lo capisci subito dal numero di messaggi che cancellano.

        • Be’, lasciami sognare i miei sogni, no? Che sappiano di essere sgraditi è certo, e il fatto che debbano pagare qualcuno che gli monitori le pagine web per cancellare i commenti sgraditi è già un piccolo segno che per quanto uno si illuda di poter vincere con le regole del social marketing (so’ bello e c’ho tanti like), alla fine arriva il dato che chiude tutte le illusioni:quelli che li foraggiano e per conto dei quali ci stanno vendendo pacchi li manda a remare per nostro conto.
          Poi ne arriveranno altri, ovvio, ma è già un piccolo piacere costringerli a cambiare spesso i Puffi che dovrebbero reggere il moccolo.
          Insomma, dai, non perdere lo spirito per cose che non stanno più in piedi neanche per la storica casalinga di Voghera.
          Lo sanno, lo sappiamo noi. Ridiamoci sù e giochiamo la nostra mano senza illuderci anche noi che bastino loro come pagliacci.
          E’ un circo, scendiamo in pista e facciamo la nostra parte…

  24. Poco discernimento e molto pensiero convenzionale
    Come hanno gia’ scritto sotto, il giorno dopo scrivere gli italiani non hanno votato e se ne sono stati a casa NON e’ la stessa cosa che scrivere gli italiani sono andati al seggio ed hanno annullato la scheda scrivendo insulti.
    Ora, che poi a molti eletti non freghera’ nulla (perche mi viene in mente la Boschi?), questo e’ chiaro, ma intanto il vaffa arriva…

    • Sì, l’idea infantile del Vaffa è quella: che almeno gli arrivi la notizia del nostro sentito affetto.
      Magari non tutti pubblicherebbero la notarella divertente, ma qualcuno sì, almeno nel mondo del click facile.
      Son cose da clandestini in ostaggio, dei pizzini da latitanti in cattività, ma si fa quel che si può alle condizioni date.
      Altro non vedo, e in silenzio no, pure quello per non far piangere il re?

    • Ma dove arriva?
      Mi viene da ridere…
      Se proprio l’intento è quello di sfogare la frustrazione a parolacce (come degli sfigati), allora le parolacce è meglio scriverle sui muri degli edifici e sulle porte dei bagni pubblici, dove almeno la gente può vederle.
      Sulla scheda non le vede nessuno, non frega niente a nessuno.

    • I giornali scriveranno sono rimasti a casa o sono andati a scarabocchiare la scheda?

      Vediamo un po’: io sono responsabile di un partito come FI, PD o M5 e, dai risultati vengo a sapere che alcuni milioni di persone hanno scritto improperi sulle schede, oppure mi rendo conto che, quei milioni di persone sono rimaste in silenzio e in disparte.

      Quale dei due scenari mi preoccuperà di più? Ai primi basterà provvedere quintali di matite e vagoni di foglietti bianchi per sfogarsi, dei silenziosi non saprei cosa pensare. Sono pigri, voi dite, amorfi e disinteressati? E se non fosse così? Se anche solo la metà fossero incazzati che anche scrivendo non gli passa?

      Se io fossi responsabile di un partito preferirei sapere che hanno scritto qualche volgarità sulla scheda, sono andati a vantarsene da qualche parte, e per qualche giorno ancora terranno banco, e poi a timbrare il cartellino con gli occhi bassi!

      • Ma qualcuno pensa sul serio che questi individui si interessino di ciò che gli elettori scrivono sulle schede?
        Gli interessano solo le percentuali, punto.
        Io stesso, in presenza di un cospicuo numero di improperi scritti sulle schede, ne concluderei semplicemente che gran parte della popolazione italiana è composta da rimbecilliti che meritano di essere tartassati quanto e più di prima. Figuriamoci loro…

  25. “Se, come si pronostica, gli astensionisti saranno questo giro la maggioranza degli aventi diritto al voto, si otterrebbero due sberle sonore”: anche nel 2013 gli astensionisti furono la maggioranza (relativa) degli aventi diritti al voto.
    Votando il 75,19% si deduce che “il Partito dell’Astensione” ottenne il 24,81%, molto più del 25,56% del M5S (ma del 75,19% dei votanti pari quindi a poco più del 19% del corpo elettorale).
    E di sberle sonore non ne ho viste nessuna come non ne vedrò il 5 Marzo prossimo.

  26. Personalmente preferisco il silenzio a uno strepito d’impotenza rabbioso e sguaiato. E’ più dignitoso.

    Vede, più che dignitoso, il silenzio del non voto, sa di sdegnoso, cioè di con questa roba io non mi ci sporco le mani
    E fa bene, sia chiaro, l’ho fatto pure io più d’una volta.
    Il fatto è che gli anni passano e il silenzio s’è tramutato in museruola, che lo starsene a casa convince chi vince con il 20% dei voti che “gli italiani lo vogliono”, e così di sdegno in sdegno, di silenzio in silenzio, siamo ormai a parlare di schiavitù come fosse normale e di povertà come fosse destino ineluttabile.
    Vero è che non è più tempo per rivoluzioni francesi né per quelle di stampo russo, ché oggi siamo monitorati anche al bagno, così resta la consolazione del disperato, cioè appunto quella di un vaffa da terza elementare.
    Lo so, lo scrivo e concordo con lei.
    Ma in silenzio no, mi sono proprio stufata di stare china e pure zitta.
    Lei faccia come crede meglio, come scrivo in altro commento è ancora una delle poche cose dove abbiamo una seppur minima scelta: stare a casa, andare al seggio e annullare con un vaffa (o con la fetta di mortadella non halal), lasciare la scheda bianca, rifiutarla e farlo scrivere al momento del voto che non si vuole votare, andare al mare, ecc.
    Poi, il giorno dopo, sarà come dev’essere, e il mio momento di ribellione varrà quanto il suo momento di sdegnoso silenzio.
    E saremo entrambi soddisfatti di noi stessi e insoddisfatti del paese in cui viviamo e dei quattro servi che verranno comunque eletti…

    • “Il fatto è che gli anni passano e il silenzio s’è tramutato in museruola”. Non è il silenzio che si è tramutato in museruola, la museruola esiste a prescindere dal poco o molto rumore che si fa. Se si vuole togliersela, occorre agire con strumenti nuovi, pensare forme nuove di partecipazione (o magari vecchie: come dicevo in un altro post, nessuna rivoluzione è mai stata fatta per via elettorale).
      Tutta l’impotenza disperata che vedo oggi nelle persone, deriva dalla contraddizione tra il desiderio di un cambiamento radicale e l’incapacità di gettare finalmente alle ortiche le forme ottocentesche e decrepite della partecipazione collettiva.

  27. Se uno vuole votare, può votare, dove si presenta, la lista SIAMO.

    https://www.siamo.org/

    “siamo” gli antivaccinisti, o anche free-vax.
    Non abbiamo nemici, “siamo” amici anche dei virus e dei batteri!
    Molti vorrebbero la pace, ma poi la loro vita è una guerra!
    Evitiamo di trasformare questa società in una caserma!

    • Infatti. A volte ho come l’impressione che i primi a prendere questi pagliacci sul serio siamo noi.
      E non riusciamo nemmeno a provare a prenderli per il loro verso, cioè per il…

  28. Permettemi di ripetermi, giusto per suggerire a chi è interessato.

    Propongo un non voto organizzato. Se si disertano le urne senza fare altro diranno che non si era interessati, o che si tratta di disamorati dalla politica “da recuperare” (massima ipocrisia). Scrivere vaff… sullo scheda è un modo per farsi ignorare come sempre, a mio parere (così come qualsiasi altra sconcezza, peraltro).

    Se invece tutti quelli che non vogliono votare perchè sono consapevoli che tra il marcio e la muffa non c’è niente di edibile si unissero e ne facessero un atto politico, avrebbe un altro significato.

    L’unico atto politico facile che riesco a concepire è rimandare la tessera elettorale al Presidente con una bella letterina con raccomandata RR che spiega perchè non è proprio possibile farsi rappresentare da questa gente, togliendoli così la legittimità.

    https://uploads.disquscdn.com/images/812184dbb23b7c94bd3bbfbfe50d2a8e10f57d90263200995190f26cfc7cce64.jpg

    Per non violare la legge elettorale la Presidenza deve rimandare le tessere elettorali ai legittimi intestatari. Chi lo ha fatto in passato (come protesta contro le liste bloccate) si è visto riconsegnare la tessera da un paio di carabinieri (e pure in tempo per
    votare, se avesse cambiato idea nel frattempo, cosa fattibile comunque
    chiedendo un duplicato il giorno del voto, la legge lo permette a chiunque non sia più in possesso della tessera, per qualsiasi ragione ).

    Se qualche centinaia di migliaia di “disamorati” procedessero in questo modo genererebbero un tale movimento da non poterlo nascondere in un trafiletto di enultima pagina, e sarebbe la protesta più forte mai messa in atto da un elettorato. Di cosa hanno paura i nostri tirannetti di provincia? Non certo degli astenuti o degli insulti sulla scheda. Hanno paura di chi agisce (o potrebbe agire). E una protesta attiva è un segnale che si vuole agire, è un segnale che può mandare il messaggio “ora basta, facciamo qualcosa”, può spaventare perchè quel qualcosa può diventare peggio di una letterina, può diventare una presa di coscienza collettiva.

    Poi per evitare troppi “taglietti” alle statistiche (stile stima ufficiale dei manifestanti rilasciata dalla prefettura), registrare il numero della raccomandata in un sito web permetterebbe di avere i numeri reali degli aderenti allo sciopero del voto.
    Non serve organizzazione, è decentralizzato, ognuno può attuarlo da sè (del resto non si può fare diversamente per non rischiare di violare la legge elettorale).

    Qualcuno ha altre idee per trasformare l’astensionismo in un atto politico forte?

    • Perchè non votare un partito che abbia al 1° punto la difesa degli interessi nazionali?
      e per 2° una Norimberga per politici ed imprenditori che hanno tradito il popolo dal 1992 ad oggi!

  29. Che poi si dovrebbero suddividere gli astensionisti tra:
    – coscienti
    – qualunquisti
    – menefreghisti
    – impossibilitati

    Penso che la prima categoria, la sola che decide con cognizione di causa in quanto abiura il sistema come concepito, sia decisamente minoritaria rispetto alle altre. La quantificherei nell’ottica del 10%

    Menefreghisti e qualunquisti che spesso coincidono, non propongono alcuna alternativa sociale, si limitano a criticarlo in maniera velleitaria, e sono di fatto funzionali al sistema

    Agli impossibilitati appartiene la schiera di anziani ai quali il clima di inizio marzo non garantisce l’immunità nei confronti di pericolosi colpo d’aria, preferiscono in tal modo disertare le urne ( la mia nonna 92enne)

  30. meglio questa soluzione che l’astensionismo.

  31. In pratica è quello che ho fatto per 9 anni prima dell’avvento dei 5 stelle primo tipo…e credo che sarà proprio quello che farò il 4 Marzo tornando alle vecchie sane abitudini! Del resto se risparmiassero i soldi di questa farsa e li dessero a scuola e sanità pubblica avrebbero sicuramente più rispetto da me e da molti altri, visto il risultato ovviamente scontato!

  32. Cara Rossana,
    tutte le elezioni sono state sempre una grande farsa, ma mai una gigantesca presa per il culo come questa volta.

  33. Lo scopo di non andare a votare è per rendersi conto di che percentuale di cittadini è in partenza d’accordo nel far cadere il governo con le buone o le cattive.

  34. Tolopinia, hai detto giusto, dove ti cambiano la legge elettorele ad hoc. E un bel referendum che imponga il vaglio costituzionale della corte addebita PRIMA di andare a nuove elezioni?Ci sonoproblemi tecnici? Non sono strapagati i giudici? Altrimenti l’impressione di essere a Topolinia, fake news etc, non se ne va..

  35. Rossana, nostalgica dei “vaffa” dell’originario 5s, vuole rinfrescare a modo suo l’usanza con qualche “vaffa” sulla scheda elettorale. Temo però che non saranno in molti a seguire la sua indicazione e non per questo cadrei nella disillusione se le prossime elezioni dovessero certificare un significativo aumento di semplici “menefreghisti” che si astengono dal voto. Il “menefreghismo” ha anch’esso un valore che oserei definire “rivoluzionario” quanto e forse anche più di un “vaffa” rabbioso su una scheda elettorale pronto però a convertirsi di nuovo in adesione al vecchio partito o movimento di appartenenza appena quel partito o movimento cercherà di abbindolare la stessa Rossana con qualche escamotage allettante ma parolaio come ha sempre fatto il 5s (ma non solo).
    Perciò non mi preoccuperei troppo di “distinguere” i sostenitori dei vaffa dai menefreghisti praticanti….l’importante è distinguersi dal marciume esistente e lo si può fare sia coi vaffa sia col menefreghismo astensionista ma anche con la decisione di andare a votare per qualcuno che possa mettere negli ingranaggi della macchina quel granello di polvere a cui fa riferimento la stessa Rossana in qualche suo commento. Non voglio fare propaganda per nessun partito anche perché ritengo che nessuno sia completamente affidabile, però forse in questa occasione varrà la pena di provare a dare una chance a chi più di altri sembra poter svolgere quella funzione di granello di sabbia che inceppa la macchina (naturalmente non credo che questo ruolo possa svolgerlo il 5s).

    • Sarei curioso di sapere a quale fazione ti stai riferendo..io purtroppo non riesco a vederne una!

      • scusa ma, come ho già scritto, non intendo fare propaganda per nessun partito…ognuno scelga la fazione che preferisce oppure scelga di non votare… l’importante è che lo faccia con lo scopo di intralciare la macchina oppressiva e delinquenziale attuale. Posso solo aggiungere che non credo che questo compito possa svolgerlo il m5s e tanto meno i grasso o quell’americana travestita della bonino sempre manipolata dai peggiori centri di potere europeo e atlantici.

  36. Non servono vaffanculo, ma voti contro chi ha reso burocratica una nazione leader nella produzione in Europa. Con l’avvento della globalizzazione e dell’Euro, il paradiso dei ladroni è crollato, cioè il mondo dei politici che, prima potevano far tutto ed il contrario di tutto, quel sistema è morto, oggi non si può regalare posti, rendendo lo stato un colabrodo, migliaia di fannulloni mangiasoldi, che prima con la piena occupazione, a fatica ma si mantenevano.
    Il mondo della politica Italiana ed i sindacati compiacenti, prima della globalizzazione, creavano problemi, per poi risolverli in cambio di voti e mazzette posti ed incarichi regalati, tanto eravamo i produttori, a più basso costo in Europa.

    Non servivano scienziati per guidarci, bastavano quattro ladroni e furbetti annessi. Con l’avvento dell’est e della Cina quel tipo di politica non si può fare più, cresciuta la competizione, i costi della burocrazia e dei ladroni troppo alta, gli industriali Italiani per non fallire si sono rivolti altrove, dove le condizioni sono più coerenti con i prezzi e la concorrenza industriale si può fare. L’unica politica che hanno fatto i nostri politici destra e sinistra insieme, è quella di abbassare il costo del lavoro dei lavoratori industria e commercio, gli artigiani sono morti tutti,

    Così facendo e rendendo più precario il posto di lavoro, più disoccupati più manodopera in esubero, i prezzi sono più concorrenziali, qualsiasi bandito lo fà molto bene e da sempre con il ricatto, e questo hanno fatto i nostri politici, ma sono legati a quella zavorra che loro hanno creato, tutto l’apparato dello stato, provincie, regioni, comuni, Militari, tutta quella gente che oggi li vota ancora, lo fà per mantenere i privilegi acquisiti.
    Chi si astiene, lo fà perchè insoddisfatto, e qui sbaglia, deve votargli contro per abbattere quel modo di governare, oggi impossibile da mantenere.

    BISOGNA ASSOLUTAMENTE VOTARGLI CONTRO; SE SI VUOLE SALVARE L?ITALIA.

  37. i Topolinesi anche protestano vivacemente e scribacchiano sui muri

  38. se scendo per strada non è certo per votare

  39. Legittima la scelta dell’astensione o dell’annullamento della scheda, ma condivido il pensiero che ci porterà dritti dritti verso l’ennesimo governo tecnico se nessun partito o alleanza avrà una maggioranza. La candidatura di Padoan, se verrà confermata, sembra la giusta ricompensa per il lavoro fatto (contro di noi), così da evitare la nomina di un altro senatore a vita, qualcuno a parigi griderà nuovamente al miracolo e noi continueremo a scappare dal carotone volante, se je la famo..

  40. Rosannaaaa! Dove sei?

    Lascia i mestoli, smetti di correggere compiti e leggi questo:

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoelezioni-grillo-disgustato-m5s-ndash-maio-casaleggio-sono-166182.htm

    E appena puoi spiegaci cosa succede (per favore).

  41. “Quelli che votano contano ed esistono (…)”.
    Benissimo, allora spieghi chi rappresentava Monti, Letta e poi Renzi.
    Spieghi chi rappresentava e in quale modo, la legge elettorale abrogata con la sentenza della Corte Cost. n. 1 del 2017, legge con la quale, ricordo, è stato eletto questo parlamento (p minuscolo apposta).
    Spieghi come e quando sono stati rispettati i voti, espressi da quelli che contano (come dice lei), nell’ultimo referendum abrogativo.
    Se non lo sa spiegare, si taccia e vada a studiare su cosa si basano (o dovrebbero) le democrazie.

    • Caro ragazzo ( Tafano), se quelli che non votano sono scontenti, e si astengono, quelli scontenti di queste ammucchiate di ladri votano M5s, qualche nostalgico di sinistra un pò tocco, un poco loco detta in spagnolo, vota ex PD, gli altri che votano e si fanno gli affari loro sono tutti gli imboscati nello stato, Regioni, Provincie, Comuni, Polizia Esercito, etc, che si sono beccati i soldi, a quelli che non votano disoccupazione e vessazioni. Queste sono le persone rappresentate da quei governi, ah… dimenticavo le banche, in Italia ogni miliardario ha la sua banca, basta osservare il numero di banche che abbiamo per capirlo, e ti faccio un esempio stupido ma molto esplicativo ed eloquente, se un banchiere presta un miliardo ad un amico suo che li porta a nome e per conto del banchiere all’estero e non li ridà indietro, al banchiere le paga lo stato cioè quei fessacchiotti del popolo non rappresentato. adesso mi fermo.

      • Ragazzo lo dica a suo fratello.
        Per il resto leggo solo incomprensibili deliri e neanche una esaustiva risposta alle domande da me poste in merito a quelli che “contano ed esistono”.
        Non perderò altro tempo.