Sicuri che iperconnessi è bello?

di Valentina Bennati
Comedonchisciotte.org

Nella Cina post-emergenza Coronavirus il controllo sociale basato sulla tecnologia è già realtà.

Sanzioni e umiliazione pubblica a chi trasgredisce le regole, come mostra questo breve ma intenso video mandato in onda dalla trasmissione Rai ‘Petrolio’ (qui il link al video).

La domanda nasce spontanea: resterà una realtà cinese o potrebbe presto riguardare anche i paesi occidentali?  

Intanto, con la scusa del Covid, lo scorso giugno il Governo ha presentato agli Stati Generali un piano di rilancio per il nostro paese che contempla un intero capitolo dedicato alla digitalizzazione.

A riguardo riporto il passaggio di un articolo de Il Sole 24 Ore: “Un Paese digitale è il primo punto del piano Conte, declinato in 5 voci. Si parte dal ‘tutti connessi’, puntando su una rete nazionale unica in fibra ottica e sul 5G. Poi investimenti da una parte per rafforzare la cybersecurity e dall’altra per il digitale del Paese, dall’intelligenza artificiale alla robotica, ai servizi di cloud. E poi la promozione dei pagamenti digitali e il piano Cash less. E superare il digital divide grazie a voucher per famiglie e imprese, alla rete unica per le cosiddette ‘aree bianche’, a Internet ultraveloce nelle aree rurali per sviluppare l’Agricoltura 4.0”.

La digitalizzazione – che dunque è tra le priorità del Governo come ribadito dal premier Conte anche più recentemente all’inaugurazione del ponte di Genova – contempla tra le varie iniziative il 5G, il nuovo standard tecnologico per la telefonia mobile di quinta generazione, una tecnologia più ‘evoluta’ rispetto a quelle già utilizzate nel campo delle telecomunicazioni (2G, 3G e 4G) che consente, da un lato, di aumentare le prestazioni dei servizi attualmente disponibili e, dall’altro, di offrirne di totalmente nuovi ed innovativi.

Appunto, cerchiamo di capire quali.
Non sono a priori contraria alle innovazioni penso, però, che sia sempre bene avere piena consapevolezza della loro portata se vogliamo operare scelte etiche che favoriscano davvero la crescita e il benessere globale. Sul 5G, ad esempio, al momento non ci sono dati che permettono di escludere effetti dannosi per la salute.
L’invito perciò è il solito: informiamoci, APPROFONDIAMO.
Per ogni cosa c’è sempre un rapporto rischio-beneficio.
Privilegiamo quelle notizie e quei canali informativi dove i rischi/benefici reali sono valutati e affrontati obiettivamente, senza altri vincoli se non quello dell’onestà intellettuale.

Rimaniamo lucidi.
RIMANIAMO ATTENTI.

E, laddove debbano palesarsi all’orizzonte possibili gravi conseguenze derivanti da iniziative non scelte democraticamente, ma imposte da pochi enti (privati e non), è lecito essere prudenti e opporsi.

Il problema non è la digitalizzazione in sé.
Non sono nemmeno i profitti che ne derivano per le multinazionali.
Il problema c’è, se per raggiungere questi obiettivi, si va a discapito degli equilibri ambientali, della salute e dei diritti delle persone.

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Valentina Bennati
Giornalista professionista specializzata in tematiche di salute e ambiente.
Naturopata membro FNNP (Federazone Nazionale Naturopati Professionisti).
“Percepisco il mio lavoro come una sottile indagine fatta di domande, di chiedersi il perché.
Comprendere la causa è sempre il primo passo da fare.”

Pubblicato da Tommesh – ComeDonChisciotte.org
Fonte: www.valentinabennati.it