Se votare servisse a qualcosa, ai No Vax non lo lascerebbero fare.

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Ruggero Arenella
Comedonchisciotte.org

 

Un recente sondaggio del celebre Pagnoncelli dava il “partito no vax” al 30%. Era forse un messaggio di allarme per la cabina di regìa del Grande Reset? Di sicuro, è un messaggio confortante per il blocco sociale resistente. Se mai esistesse un partito che avesse come primo obbiettivo l’abolizione del green pass e di qualsiasi forma di obbligo vaccinale, basterebbe andare a votare. Nella migliore delle ipotesi potrebbe essere un partito capace di andare al governo, in una ipotesi più realistica, un partito capace di esercitare una reale opposizione, in grado quantomeno di frenare il percorso che stanno imponendo a passi forzati, di deviare questa traiettoria distopica che segnerà la fine della democrazia.

Mai un voto sarebbe così sentito. Anche molti fra i vaccinati voterebbero per il partito dei “no vax”.

Il fronte resistente alla tecnodittatura sanitaria è ampio e variegato, ci son dentro tante realtà di ogni provenienza politica, così come ci sono molte persone che non hanno un ideale politico preciso, ma che hanno piuttosto inclinazioni religiose e spirituali. In ogni caso il fronte sarebbe unito dall’unico obbiettivo condiviso, l’unico che legittima l’idea del partito stesso: l’abolizione del lasciapassare e dell’obbligo vaccinale. Un partito con un unico obbiettivo. Per il resto, poi, ci si metterà d’accordo.

Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare”. Diceva qualcuno in altri tempi, sempre recenti, vissuti nel grande inganno della democrazia liberale, il termine petaloso per definire il sistema oligarchico. Le conquiste politiche delle masse sono state disfatte e siamo di fatto tornati all’800, in una sorta di romanzo distopico cyberpunk, dove le moderne oligarchie globali dispongono di mezzi molto più potenti e raffinati per il controllo sociale. Anche se oggi c’è il suffragio universale, ci sono molti più sistemi per orientare il voto delle masse, e in caso di non riuscita, di falsificare il risultato delle elezioni.

Probabilmente è un messaggio esoterico quello di aver fatto vincere le elezioni americane a un anziano con un principio di demenza senile, coinvolto in casi di corruzione internazionale, insieme col figlio, l’erede che ama passare il suo tempo libero a fumare crack e caricare video sul suo canale di PornHub. Il messaggio, rivolto a quelli che lo possono capire, potrebbe essere questo: “E’ inutile provare la strada delle elezioni – Vi abbiamo tolto anche questo”. “Siamo noi a decidere chi dev’essere l’uomo più potente del mondo. Se non ce la facciamo con la propaganda allora trucchiamo le elezioni, e faremo credere di non averlo mai fatto” – “L’abbiamo fatto negli Stati Uniti, lo possiamo fare dovunque”.

Ponendo di fregarsene di questi messaggi e andar dritti per la propria strada, bisogna ragionare sull’effettivo potenziale rappresentato da un partito no vax italiano. Bisogna considerare soprattutto due importanti fattori: il primo è che l’Italia è ormai un paese commissariato dall’oligarchia finanziaria globale, il secondo è che la “situazione d’emergenza” può essere di nuovo usata per sospendere la democrazia.

Per tutta la sua storia di Stato nazione, l’Italia non è mai stata davvero un paese sovrano, probabilmente neanche durante il ventennio, ma il crollo dell’Unione Sovietica ha segnato anche la fine di quel margine d’azione della nostra classe politica, quel poco di autodeterminazione che nel secondo dopoguerra abbiamo assaggiato, a piccole dosi. Da Tangentopoli in poi si è inserito il pilota automatico: DS, Ulivo, PD o Forza Italia e Lega hanno portato avanti allo stesso modo l’agenda neoliberale, in un modo piuttosto che un’altro. Oggi, a distanza di 30 anni, il partito no vax sarebbe un piccolo partito solo contro tutti, impossibile trovare una qualche forma alleanza coi partiti di sistema, in questo caso FdI e Lega, che l’oligarchia globalista utilizza come finta opposizione al fine di mantenere l’immagine della democrazia. Questo partito no vax, come accennato all’inizio, potrebbe, realisticamente, solo ricoprire il ruolo di vero fronte d’opposizione. Ma anche qui, la storia insegna. La sospensione della democrazia, intesa nel suo senso puramente elettorale, può essere attuata con la scusa della “situazione d’emergenza”. Così come è successo nel 2011, dove la crisi del debito sovrano, indotta artificialmente dall’Oligarchia, è stata utilizzata come spauracchio grazie al quale i mezzi d’informazione di massa della stessa Oligarchia hanno profuso terrore nell’opinione pubblica che è così riuscita a legittimare, anzi a far invocare a gran voce dal popolo, la presa del potere politico dei suoi stessi aguzzini: i tecnici capitanati da Mario Monti che inaugurarono la stagione di lacrime e sangue, di quella feroce austerità made in Italy.

Non è difficile pensare che lo schema da riproporre oggi durante “l’emergenza sanitaria” sia lo stesso applicato durante “l’emergenza economica” di 10 anni fa. Non è difficile pensare che la potenza mediatica di cui l’Oligarchia dispone, sia sufficiente a legittimare agli occhi dell’opinione pubblica la messa fuori legge del Partito dei No Vax. Hanno già dimostrato, e fatto accettare a una larga fetta di popolazione, che in nome della salute si può sospendere la democrazia.

Certo, finchè non si prova, non si può essere certi. In ogni caso, se davvero il blocco sociale resistente trovasse una coesione che si cristallizzasse nella formazione di un soggetto politico per le prossime elezioni del 2023, sarebbe un bel mal di pancia per l’Oligarchia, e per i loro vili esecutori qui nello stivale.

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