Home / ComeDonChisciotte / SCONTRI A ROMA: SI ATTUA IL PIANO COSSIGA?

SCONTRI A ROMA: SI ATTUA IL PIANO COSSIGA?

DA CANI SCIOLTI

Ricordate le parole di Cossiga nell’intervista a ‘La Nazione’? Dice che “le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti (gli studenti e i docenti, ndr) in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano”. Bhe, evidentemente qualcuno ha dato retta a Cossiga.

Nel video qui potete ascoltare la testimonianza di Curzio Maltese, diretto testimone degli scontri a Piazza Navona a Roma, secondo cui “gli incidenti sono stati provocati ad arte” da parte di provocatori “ignorati dalla polizia”, la quale “ha sistematicamente manganellato gli studenti senza armi e ignorato gli altri”. Sempre secondo Maltese, “i violenti non erano ragazzi e si muovevano come un gruppo abituato a fare queste cose”.

Anche questo sistema di agire ci ricorda le parole di Cossiga: “Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.” Insomma, stando a quanto dice Maltese, sicuramente i giornali e i telegiornali parleranno solo degli scontri, nonostante ci fossero migliaia di persone che manifestavano pacificamente. Un modo, quindi, di demonizzare le manifestazioni e far credere all’opinione pubblica che la Gelmini stia dalla parte della ragione. Un nuovo G8?

Fonte: http://ilblogdinicolo.splinder.com/
Link
29.10.12008

PIAZZA NAVONA: APPLICATA LA LEGGE COSSIGA?

DA LIBEROREPORTER

Un gruppo di provocatori ha accerchiato e colpito a colpi di spranghe gli studenti che manifestavano pacificamente contro la legge Gelmini sotto la sede del Senato a Roma. Il tutto sotto lo sguardo delle forze dell’ordine.

Un gruppo di provocatori, composto da giovani fra i 25 e i 30 anni, si è presentato stamattina intorno alle ore 11 a Piazza Navona con un camion pieno di spranghe e mazze da baseball e ha picchiato selvaggiamente alcuni studenti che manifestavano sotto la sede del Senato contro la legge Gelmini. Scandaloso è che durante l’aggressione le forze dell’ordine prima sono rimasti in disparte e, successivamente, hanno cominciato a manganellare nel mucchio gli studenti dimenticandosi completamente del gruppo di provocatori che al grido di “DUCE, DUCE” continuava nella sua azione violenta.
Un aggressione che ai più ha dato la sensazione di essere stata organizzata ad arte e pianificata nei minimi particolari.
Ciò che appare singolare e inquietante è che l’episodio in questione si sia verificato a pochi giorni dalle dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, e sulla scorta delle quali Liberoreporter aveva pubblicato un servizio che di seguito vi riproponiamo.
===================
Le esternazioni eversive di Francesco Cossiga

“Infiltriamo tra gli studenti universitari agenti provocatori e mettiamo a ferro e fuoco le città. Poi facciamo intervenire le forze dell’ordine senza pietà e mandiamo studenti e docenti tutti in ospedale”.

L’Italia è ancora un Paese democratico?

Nei giorni scorsi (per la precisione il 23 ottobre), l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha rilasciato al “Quotidiano Nazionale”, network che raggruppa le storiche testate giornalistiche de La Nazione, Il Resto del Carlino e il Giorno, un inquietante intervista i cui contenuti eversivi, ignorati per non si sa bene quali ragioni dalla stragrande maggioranza dei mezzi di informazione nonché dagli esponenti politici di entrambi gli schieramenti, dovrebbero essere oggetto quantomeno di una particolare attenzione da parte della magistratura penale.
Le dichiarazioni del cosiddetto presidente “emerito”, proprio in ragione degli importanti e delicatissimi incarichi dallo stesso rivestiti durante alcuni dei momenti più bui e drammatici della storia dell’Italia repubblicana, non possono infatti essere liquidate come le esternazioni farneticanti di un anziano signore.
Nell’intervista in questione il senatore a vita, sulla scorta delle ultime dichiarazioni di Berlusconi il quale aveva minacciato l’uso della forza pubblica contro gli studenti che avessero avuto l’intenzione di occupare scuole e università, suggerisce al ministro dell’Interno Roberto Maroni di fare quello che egli stesso aveva fatto quando, tra il 1976 e il 1978, aveva occupato la poltrona più alta del Viminale.
«In primo luogo – argomenta Cossiga – lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».
Mentre per quanto riguarda gli universitari, la ricetta da adottare dovrebbe essere un’altra.
«Lasciarli fare – puntualizza il presidente “emerito” – Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
A questo punto, il redattore fa notare a Cossiga che di fronte a una simile cura i partner europei avrebbero denunciato che in Italia era tornato il fascismo.
«Balle – replica con sicumera l’ex capo dello Stato – questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio. Non esagero, credo che davvero il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei – aggiunge ancora il senatore a vita con il piglio di chi la sa più lunga – che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale […] Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Come si fa a non rimanere sgomenti di fronte alla gravità di tali affermazioni? Come si fa a non ipotizzare che le guerriglie urbane del 1977 possano essere state fomentate da agenti provocatori “al soldo” dell’allora ministro dell’Interno? Come si fa a non ipotizzare che dietro il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro ci possano essere stati anche agenti dei servizi infiltratisi all’interno della cosiddetta colonna romana delle Brigate rosse?
E’ vero o no che da una nota riservata, inviata appena undici giorni prima dell’assassinio dell’ex presidente della Dc dal comando generale dell’Arma dei carabinieri al comandante generale della Guardia di Finanza, si rileva che una fonte confidenziale attendibile avrebbe riferito ai militari dell’Arma che il brigatista rosso Prospero Gallinari si sarebbe incontrato a Roma il 15 novembre del 1977 con un pregiudicato al quale avrebbe proposto di partecipare ad un eclatante sequestro di persona a sfondo politico?
Come si fa a non ipotizzare che quanto è accaduto durante il G8 a Genova nel luglio del 2001 all’interno della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto si debba ai suggerimenti propugnati dall’ex presidente della Repubblica?
Di certo, il silenzio assordante che ha accompagnato le esternazioni di Cossiga non rappresenta un buon viatico per quello che ancora continua a definirsi un Paese democratico.
Toni Baldi

Fonte: http://www.liberoreporter.it
Link
29.10.2008

Pubblicato da Das schloss

  • herr_doktor
  • Egon

    chi pensa che un governo faccia una legge senza calcolarne le conseguenze ed avere dei piani per risolvere
    chi si indigna di fronte a certe strategie, non ha ancora capito come funziona la democrazia, un sistema falso creato per dare solamente una parvenza di uguaglianza
    Sinceramente pensavo ci sarebbe voluto un pò di più per fregare gli studenti, invece è stato moolto semplice, e la tattica proposta da cossiga è stata lievemente cambiata, portando allo scontro le due fazioni manifestanti,
    la destra e la sinistra, che ora invece di pensare a manifestare, probabilmente passeranno il tempo a darsi la colpa uno con l’altro.
    Questa riforma in realtà non cambierà nulla, la scuola fa già schifo se gli studenti non sono in grado di organizzarsi.
    Hanno avuto il loro momento di gloria, un momento di esaltazione in cui tutti si sono sentiti rivoluzionari, uno sbuffo di pentola a pressione, tra qualche giorno la maggior parte di loro tornera a vivere la solita routine, in attesa della prossima occasione per sfogarsi.

  • LonanHista

    il piano di Kossiga?

    ma andate a scuola! sono oramai decenni che si protesta, per cosa?
    avete visto come è ridotta la scuola con il 6 politico?

    senza il 6politico tanti somari non avrebbero raggiunto la laurea e quindi non starebbero a fare i ricercatori o occupare posti di responsabilità perché sono raccomandati.

    ragazzi di 14-15 anni che occupano le scuole..
    ma che cazzo volete occupare? MA ANDATE A STUDIARE..2 su 3 fra i quindicenni non sanno del perché del giorno e della notte, non sanno del moto terrestre.
    la maggioranza dei laureati che arriva al pezzo di carta senza studiare non sa neppure come è nata la nostra repubblica, dove nasce il loro diritto a scioperare…SANNO SOLO CHIEDERE ED ABUSARE..

    poi ci lamentiamo che siamo indietro rispetto agli altri paesi…cazzo ho letto interventi di ragazzi al terzo quarto anno alla bocconi che non sanno neppure distinguere gli interessi attivi da quelli passivi..gente che fa medicina che si è laureata e non è capace di diagnosticare neppure un raffreddore..

    dipendesse da me, altro che Kossiga, prenderei a calci in culo insegnanti e studenti e poi li porterei in aula e come una volta in castigo in ginocchio rivolti verso il muro con il granturco sotto le ginocchia..

    l’autorità quando la si impara?14 anni 15 anni che occupano, che pretendono…o gli insegnanti la maggior parte dei quali sono più somari dei loro allievi e si contesta la riforma perché non si tiene conto dell’istruzione ma occorre far lavorare questi parassiti che roviinano poi i ragazzi..a 15 anni non sapere che la terra gira!

    e ci protestano pure sopra..
    o le università..questi deficenti strumentalizzati dalla politica(veltroni ad anno zero mica ha parlato delle riforma, ma solo delle parole di berlusconi.. a dimostrazione appunto che gliene frega un cazzo dell’istruzione ma gli interessa solo la contrapposizione politica rimediare alla batosta elettorale strumentalizzando i ragazzi (o come nel caso alitalia rischiare di mandare all’aria la trattativa solo per non far incassare i meriti al cdx…)

    poi i deficenti delle università non si rendono conto che senza l’intervento dei privati le università rischiano di chiudere perché non ci sono i soldi non solo per l’istruzione, ma per tutto..allora se arrivano sponsor privati a che serve questo casino!

    MA SI RENDONO CONTO CHE QUESTA PROTESTA è UNA FORZATURA…SI CERCANO PRETESTI CI SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI SOLO ALLO SCOPO DI PROTESTARE CONTRO IL GOVERNO..

    si dovrebbe da oggi, da subito precettare tutti gli insegnanti e il personale che è stato assente dalla scuola, e gli studenti fino ai 18 anni accompagnati a scuola dai genitori,,perché per loro una nota di demerito, un 7 e mezzo in condotta….e durante l’anno dovranno almeno avere nove e mezzo in condotta altrimenti bocciati.

    e i maggiorenni, 7 in condotta che dovranno recuperare non solo con il comportamento da 10 ma con una media dei voti sulle materie studiate non inferiore a 8.

    cazzo ma quando si impara la disciplina? il comportamento?
    nelle migliori scuole inglesi anche i figli dei nobili dei lord vengono puniti a bacchettati dai loro insegnanti, in Italia un insegnante non può neanche richiamare a voce un bulletto delle medie che infastidisce un compagno o una compagna.di classe..

    altro che Kossiga se dipendesse da me…ma che cazzo di futuro si prepara?

    e fanno pure le vittime!

  • dom

    si prepara un futuro dove se hai 10.000 euro l’anno da pagare in retta universitaria studi, altrimenti niente. un futuro dove magari riesci ad iscriverti a medicina. peccato che la tua università sarà finanziata da big pharma, belle cose ti insegneranno. un futuro dove lo stato toglie all’istruzione pubblica per dare a quella privata (che povera non riesce a mantenersi da sola).
    ovviamente per gli errori di chi governa come sempre ci devono rimettere i più deboli. ben venga la protesta.

    tralasciamo poi le baggianate su alitalia valà…

  • IVANOE

    Scontri ? e quelli sono stati scontri ?
    Un gruppo di mammolette sbarbatelli che hanno fatto un pò di folklore sulla piazza, ossia uno scotro tra frustrati di playstation e varie.
    Ma il 1977 ve lo ricordate ?

  • gianni72

    caro lonahista, come diceva vistor hugo “c’è gente che pagherebbe per vendersi”…
    mi sa che sei uno di quelli.
    Ripeto, siccome l’informazione governativa (e quelli che pagherebbero per vendersi) dicono sempre che non si sanno dare risposte alternative ma solo dei no, io faccio la mia:
    scuola libera e gratuita per tutti coloro che vogliono studiare, libertà di poter scegliere quale università voler frequentare, senza esami di ingresso e numero chiuso. E’ questo che porterà a distruggere le baronie di cui voi tanto vi riempite la bocca: se nessuno decide quali studenti far passare all’esame di ingresso e quali no (scommettiamo che i figli o parenti di tutti i professori universitari studiano presso la stessa facoltà e nessuno è mai stato escluso?) si crea un mercato libero e una selezione naturale dell’università dove chi è più bravo verrà considerato per quello che è.
    La riforma serve solo a mantenere lo status quo, anzi ad aggravare maggiormente la situazione. Non volete la meritocrazia ma la baronia e la raccomandazione, cosa di cui berlusconi è maestro, viste tutte le veline piazzate in parlamento. Quale meritocrazia è stata utilizzata per far eleggere e poi nominare ministro la carfagna? Quella del culo o della bocca? Parlate in un modo e vi comportate nell’altro.
    PArlate che bisogna spendere meglio i soldi per la scuola pubblica e che quindi la riforma è necessaria e poi stamattina berlusconi si alza e dice che darà più soldi a quella privata? Ipocriti.
    Libertà di studio, libertà di parola, libertà di manifestazione. No al PDL e no al PD.
    Poi però ce la prendiamo con la cina che non rispetta i “diritti umani”.
    Qui è peggio.

  • gianni72

    sono d’accordo, quelli erano coloro “che pagherebbero per vendersi”.

  • Tao

    QUEL CAMION PIENO DI SPRANGHE

    DI CURZIO MALTESE
    La Repubblica

    Aveva l´aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo de´ Fiori colmo di gente. Certo, c´era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico.

    «Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane» sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un´onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo de´ Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi. Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

    Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano «Duce, duce». «La scuola è bonificata». Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent´anni, ma quello che ha l´aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un´altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell´università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. «Basta, basta, andiamo dalla polizia!» dicono le professoresse.

    Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. «Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!» protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: «E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!». Il funzionario urla: «Impara l´educazione, bambina!». La professoressa incalza: «Fate il vostro mestiere, fermate i violenti». Risposta del funzionario: «Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra». C´è un´insurrezione del drappello: «Di sinistra? Con le svastiche?». La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: «Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un´azione di violenza da parte dei miei studenti. C´è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c´entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire».

    Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: «Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra». Monica, studentessa di Roma Tre: «Ma l´hanno appena sentito tutti! Chi crede d´essere, Berlusconi?». «Lo vede come rispondono?» mi dice Laura, di Economia. «Vogliono fare passare l´equazione studenti uguali facinorosi di sinistra». La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: «Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov´è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l´avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto».
    Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. «È contento, eh?» gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand´ero ministro dell´Interno (…) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell´ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all´ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì».

    È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un´azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. «Lei dove va?». Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: «Non li abbiamo notati».

    Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: «Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!». L´altro risponde: «Allora si va in piazza a proteggere i nostri?». «Sì, ma non subito». Passa il vice questore: «Poche chiacchiere, giù le visiere!». Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

    Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s´affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l´assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s´avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell´Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

    A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all´occupazione, s´aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. «Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l´idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo».

    Curzio Maltese
    Fonte: http://www.repubblica.it
    30.10.08

  • Egon

    scusate, ho provato a postare il video come ha fatto il primo commentatore ma non ci sono riuscito, mi riabbazzo al link

    http://it.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw

  • Tao

    PIAZZA NAVONA, CAMIONCINI E…PINOCCHI

    DI DEBORA BILLI
    Crisis

    Leggo i commenti sugli eventi di ieri a Piazza Navona da tre blog che seguo: Lameduck, Terrorpilots e piste.

    Gli ultimi due cadono nella trappola e danno la colpa ai soliti fascisti, ma Lameduck (che mi dà un pugno nello stomaco pubblicando questa foto, a mò di orrida ricostruzione di un altro indimenticabile evento), riesce come sempre ad avere uno sguardo un po’ più ampio e fa nomi e cognomi: agenti provocatori, come dal copione di Cossiga.

    Sono quasi sicura comunque che i miei tre amici non siano di Roma. Perché visto da Roma, l’evento di ieri ha un particolare totalmente assurdo. Ovvero questo:

    Qualsiasi romano ieri sera, davanti a queste immagini in TV, se ha un minimo di presenza di spirito deve essersi sbellicato dalle risate. Perché nell’angolo che vedete, tra Piazza Navona e via Agonale, la presenza di un camioncino è plausibile quanto quella di un’astronave aliena. In quel luogo, zona pedonale da decenni, è assolutamente impossibile entrare con qualsivoglia veicolo nei giorni normali: auto, moto, motorino, si viene fermati dagli agenti e ricacciati indietro. Occorre fare anticamere di ore in Comune, tirar fuori euro sonanti, pregare in ginocchio per ottenere un permessino di 3 minuti al carico-scarico. Entrare così, con un camion è del tutto improponibile. Ieri, poi, tutta la zona era completamente blindata, non si entrava neanche in triciclo a partire da Lungotevere e Corso Rinascimento (a 50 metri dall’angolo che vedete c’è il Senato).

    E’ uno sforzo sovrumano immaginare come un camion, pieno di giovini e di bastoni, sia potuto arrivare in quell’impossibile luogo e per giunta in un giorno caldo come quello di ieri. L’unica è che li abbiano fatti passare apposta, non c’è altra spiegazione. Quel camion lì è un pugno in un occhio, suona da messinscena lontano un miglio, agli occhi di un romano appare istintivamente come una scenografia teatrale.

    Non credo servano altre e più complicate illazioni per capire che ha ragione Lameduck.

    E come sempre, dal mio punto di vista, i colpevoli unici di questo schifo sono i mass media: molto più che la Polizia o i fascisti o persino il governo. E’ ignobile che la stampa e la tv, che hanno sede a Roma e sanno benissimo come funziona la città, si siano prestate ad immortalare la commedia spacciandola come roba plausibile ad un pubblico ignaro.

    Debora Billi
    Fonte:
    “>http://crisis.blogosfere.it
    Link:
    “>http://crisis.blogosfere.it/2008/10/piazza-navona-camioncini-e-pinocchi.html
    30.10.08

  • totonno

    per Lonhaista Mi piace la tua incazzatura nei confronti degli studentelli imbecillotti , e degli insegnanti fancazzisti , sono daccordo su quasi tutto ciò che dici , permettimi di dissentire su Cossiga li se mi permetti ho qualche cosetta da dire.
    Dopo le frasi dette da dallo stronzone Cossiga , se fossimo un paese serio il giorno dopo lo stesso sarebbe stato prelevato alle quattro del mattini ( di solito fanno così ) e portato in isolamento nel più vicino carcere. Dopo di che sarebbe stato giudicato e condannato per direttissima ed appeso per le palle in pubblica piazza.
    Ed invece nulla nemmeno una parola , non un sussulto di indignazione , anzi applausi e approvazione no così non va.

  • comenemo

    ma nell’intervista su youtube segnalata all’inizio del post http://it.youtube.com/watch?v=ZqVr1l9fOdA
    si diceva che il probabile capo di questo blocco doveva essere sulla cinquantina e tutti gli altri un po’ più giovani. com’è che nell’intervista scritta si tolgono 10 anni al presunto boss ed anche il resto della banda ringiovanisce? una versione addomesticata per la carta stampata? e guardate che non è un piccolo dettaglio, ma due informazioni contrastanti dalla stessa fonte nelle stesse ore. direte che la realtà non cambia… e allora non cambiamo neanche i dettagli, please!

  • LonanHista

    non confondermi con qualcun altro.

    io voglio dire solamente che rimetterei la scuola ante-68, quella dove ci si doveva spaccare il culo per studiare.e andava avanti solo chi aveva capacità e non come oggi che anche i cani si laureano!

  • Tetris1917

    Caro totonno, l’ex presidente Cossiga ieri stava con la ministra-scrittrice Carfagna a presenziare un fondamentale saggio (forse di astronomia) per la rinascita dell’orgoglio femminile: “stelle a destra”.

  • danzu