SAPPIATE CHE SIETE SEDUTI SULLA TERZA GUERRA MONDIALE

DI MANUEL FREYTAS
IAR Noticias

Le ragioni strategiche che trasformano il “triangolo del petrolio” – Eurasia-Caucaso-Medio Oriente – nella zona di teatro della terza guerra mondiale intercapitalista (alimentata possibilmente con armamento nucleare) per il controllo delle risorse strategiche che servono a garantire la futura sopravvivenza delle potenze capitaliste.

Nella “Grande Scacchiera” per il controllo geopolitico militare, la possibilità di una prossima guerra intercapitalista (come mostrano i diversi teatri di conflitto armato esistenti) conta su tre elementi detonanti interattivi:

A) L’esigenza degli Stati Uniti e delle potenze alleate (l’Asse Usa-UE) di generare per mezzo di un conflitto armato un nuovo modello di sviluppo produttivo (economia di guerra) con conseguente impiego di mano d’opera massiccia per poter superare la crisi finanziaria recessiva, che sta collassando le economie del sistema a scala mondiale.B) Assicurarsi il controllo militare sul petrolio e sullle risorse strategiche durature del pianeta, che garantiscano loro la sopravvivenza come potenza egemonica.

C) Impedire che i nemici fondamentalisti d’Israele e del sionismo dispongano di un “grilletto” nucleare capace di lanciare un’Apocalisse sulle metropoli imperiali.

Questi tre principi centrali guidano la strategia estera delle potenze sioniste dell’asse Usa-UE, che utilizzano tattiche diverse di “cammuffamento” per evitare il confronto armato nel gran gioco della diplomazia internazionale, con le quali dissimulano le guerre per aree di influenza.

Questi tre principi (come detonatori) definiscono e cadenzano le linee guida dell’ordine capitalista internazionale in crisi, e hanno chiaramente tre attori principali:

A) USA, Unione Europea e “l’asse occidentale”. (Blocco dominante del capitalismo che estende i suoi tentacoli per impadronirsi delle risorse energetiche, rotte e mercati di Eurasia, Africa e Medio Oriente).

B) Russia, Cina e “l’asse asiatico”. (Blocco del capitalismo emergente (per ora) che disputa una guerra commerciale per aree di influenza con l’asse Usa-UE, che genera sfide e conflitti militari come quello della Gerogia e nel Caucaso).

C) Iran e “l’asse islamico”. (Blocco dei paesi accomodati sopra più dell’80% delle riserve mondiali di petrolio e delle risorse strategiche in disputa).

Questi tre blocchi centrali definiscono (a modo di detonatori, e quando la crisi economica globale si retroalimenterà con la crisi energetica globale) uno scenario strategico da terza guerra mondiale intercapitalista, che avrà come causa scatenante i vari fronti di conflitto esitenti che si estendono oggi per Eurasia, Africa e Medio Oriente.

L’elemento fondamentale che definisce e dà sostegno alla contraddizione fondamentale (che va ad accellerare la detonazione) è il petrolio insieme alle risorse strategiche, come è il caso dell’acqua e la biodiversità, risorse essenziali per il funzionamento globale del sistema capitalista, le cui riserve si esauriscono senza aver ancora trovato alternative per sostituirle.

Tutti i conflitti che oggi si combattono nel pianeta (siano di ordine politico, militare o sociale) contribuiscono in modo sussidiario a quella guerra sotterranea intercapitalista per il controllo delle risorse strategiche essenziali per la futura sopravvivenza delle potenze capitaliste.

In generale, tutto quello che USA e UE presentano come “guerra contro il terrorismo” negli scenari dell’Asia, Africa o Medio Oriente, sono conflitti fabbricati (dalla CIA e dai servizi segreti occidentali), strategie di posizionamento su determinate fonti di risorse o zone di controllo geopolitico militare.

Per esempio, lo sterminio in massa di migliaia di civili in Sri Lanka, non è stato determinato da una guerra contro il “terrorismo tamil” come si è cercato di fare credere, bensì da interessi geoeconomici e geopolitici militari strategici, che hanno a che vedere con il controllo dell’Oceano Indiano e le rotte del petrolio. Non è stato neanche un genocidio per questioni di origine “razziale”, bensì di un massacro sistematico che si inquadra nello scenario della cosiddetta “guerra energetica”, che si sta disputando per la sopravvivenza futura tra l’asse sionista Usa-UE ed il blocco Russia-Cina-Iran.

La stesso cosa che succede oggi in Sri Lanka (con diverse caratteristiche) sta succedendo in Somalia, in Tibet, Sudan, nel Caucaso, Chad, Etiopia, etc, dove le potenze armano e finanziano “guerre civili” o “guerre religiose” per giustificare interventi o invasioni militari.

Nella realtà (disintegratasi l’Unione Sovietica ed i processi della rivoluzione armata) oggi il sistema capitalista già non ha nemici strategici che rimpiazzino il vuoto con un’altro sistema, e conseguentemente, tutti i conflitti esistenti nei cinque continenti sono detonatori esclusivi delle contraddizioni e delle rivalità intercapitaliste.

Il sistema capitalista è rimasto solo, e la sua dinamica irreversibile di distruzione storica arriverà solamente dalle sue proprie contraddizioni (íntercapitaliste) dietro un modello di “autodistruzione” marcata dalla ricerca del reddito e dalla concentrazione del potere mondiale in poche mani.

Insomma, tutti i conflitti esistenti sono la sommatoria della lotta delle potenze capitaliste che competono tra sé per impadronirsi dei mercati e delle risorse strategiche, che sia già per mezzo di conflitti militari o di conflitti sociali attivati con fini di controllo politico.

Il petrolio e il gas (beni sempre più scarsi ed in esaurimento), il motore dei motori dell’economia mondiale, sono le risorse essenziali per la sopravvivenza delle potenze centrali e rappresentano l’asse esplosivo strategico dei conflitti militari in atto, che possono trasformare Wall Street ed i “mercati” in terra spianata ed in fiamme.

Come prodotto dei conflitti intercapitalisti per il controllo del pianeta, nello scenario geopolitico militare mondiale ci sono quattro fronti esplosivi a breve termine:

A) La risoluzione della crisi recessiva mondiale, B) L’attacco militare alle centrali iraniane, C) L’ampliazione del conflitto in Afghanistan, D) L’occupazione militare del Pakistan da parte degli USA, E) E un’altro conflitto armato nel Caucaso o in Eurasia (come parte del teatro della guerra fredda USA-Russia) e F) Un attacco “terroristico”, o vari, simili all’11 Settembre, in Europa o USA (che servirà come argomento “giustificatorio” per le azioni militari degli USA e della NATO).

Una nuova esplosione militare della guerra energetica, tanto nel Caucaso (con la Russia come protagonista) come in Medio Oriente (con l’Iran come protagonista) si integrano nel quadro della crisi economica strutturale del sistema capitalista, che si prospetta come una minaccia di crisi ed esplosioni sociali che mettono in pericolo la governabilità del sistema su scala mondiale.

Attraverso i percorsi geopolitici di Afghanistan, Pakistan o Iran, si trasmettono e ritrasmettono i teatri di conflitto che attraversano i territori compresi tra Eurasia e Medio Oriente, il cui esito colpisce direttamente le frontiere energetiche ubicate tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico, punti strategici del petrolio e dell’energia mondiale.

Dopo la disintegrazione dell’URSS, USA e Unione Europea si gettarono sui mercati e le risorse energetiche delle ex Repubbliche Sovietiche nell’Europa dell’Est, dell’area caucasica e centroasiatica, tradizionalmente sfera di influenza russa, ampliando così la loro rete di basi militari in tutta la regione.

L’importanza strategica dell’Iran, Afghanistan e Pakistan, nella scacchiera della guerra energetica, ha due ragioni principali:

A) Tanto il Pakistan (un gigante islamico con potere nucleare) che l’Afghanistan (dominato da un conflitto armato contro i talebani) fanno parte del piano strategico per il dominio e controllo militare del “triangolo petroliefero” (Mar Nero – Mar Caspio – Golfo Persico) dove si concentra più del 70% della produzione industriale mondiale di petrolio e gas, elementi indispensabili per la futura sopravvivenza delle potenze capitaliste dell’asse Usa-UE.

B) L’Iran, che controlla lo Stretto di Ormuz, da dove passa il 40% della produzione mondiale dell’industria petrolifera (con la possibilità, inoltre, d’avere la bomba nucleare) mette in pericolo la sopravvivenza dello Stato d’Israele e la supremazia del controllo economico, geopolitico e militare strategico del potere imperiale Usa-UE nella decisiva regione del Medio Oriente e del Golfo Persico.

Così, come la Russia rappresenta per l’asse Usa-UE la “barriera” geopolitica e militare da vincere per la conquista dell’Eurasia e delle sue risorse energetiche (vitali per la futura sopravvivenza dell’asse Usa-UE), l’Iran è la pietra che bisogna rimuovere per completare il controllo sulle rotte e delle riserve energetiche del Medio Oriente.

Queste sono le ragioni strategiche che trasformano il “triangolo del petrolio” (Eurasia – Caucaso – Medio Oriente) nel teatro obbligato della terza guerra mondiale intercapitalista (sviluppata possibilmente con armamento nucleare) per il controllo delle risorse strategiche del pianeta per la sopravvivenza futura.

Ed alla fine (se ci sarà che qualcosa che rimarrà vivo ed in piedi) i vincitori si spartiranno il bottino ed un nuovo “ordine mondiale” come nel 1918 e nel 1945.

Gli Stati Uniti possono solo soddisfare un 25% della propria necessità energetica (tenendo conto che le risorse si esauriscono), e l’Unione Europea è completamente dipendente per l’approviggionamento di gas e petrolio. Cina (come India, Giappone e le potenze Asiatiche) hanno bisogno di petrolio e di gas (vengono rifornite principalmente dai corridoi russi) per sopravvivere come superpotenze industriali.

Di conseguenza, come già sottolineammo, la Russia è l’unica superpotenza nucleare autosufficiente di gas e di petrolio (oltre a controllare la maggior parte delle rotte euroasiatiche) e rappresenta per l’asse Usa-UE la “barriera” geopolitica e militare da vincere per la conquista dell’Eurasia e delle sue risorse energetiche.

Ed il gigante petrolifero socio della Russia, l’Iran, è a sua volta la pietra che bisogna rimuovere per completare il controllo delle rotte e delle riserve energetiche del Golfo Pesco e del Medio Oriente.

Si capisce perché bisogna distruggere il cardine “dell’asse” del male?

Lo scoppio della terza guerra mondiale non è il prodotto delle visioni di profeti, bensì un susseguirsi storico (inevitabile) di calcoli matematici per la sopravvivenza capitalista. Che è la madre di tutte le guerre.

Manuel Freytas è giornalista, investigatore ed analista, specialista in intelligence e comunicazione strategica. È uno degli autori più presenti e citati sul Web. Vedere i suoi lavori su Google ed in IAR Noticias.

Titolo originale: “Sepa porqué usted está parado sobre la tercera guerra mundial”

Fonte: http://www.iarnoticias.com
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19.05.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da LILIANA BENASSI

9 Commenti
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Galileo
Galileo
7 Giugno 2009 5:21

Speriamo che stì stronzi degli Amerikani non vadano a pestare troppo i piedi ai Russi.

reza
reza
7 Giugno 2009 8:51

Gli sconvolgimenti causati dalla Rivoluzione iraniana dell’1979 per il capitalismo occidentale di marca sionista, sono incacolabili e tutte le guerre susseguite ,a partire dal vile attacco di Saddam all’Iran , sono stati provocati dal sionismo per riprendersi l’Iran. Bisogna ricordare che l’Iran, fino alla Rivoluzione Khomeinista ,era il perno del fianco sud-sudest della “NATO”, alla quale era legato con l’alleanza “CENTO”. In tutte le guerre attuali, da quella dell’anno scorso in Georgia, fino alla guerra in Sudan, Israele gioca un ruolo primario,non come esecutore delle decisioni occidentali bensi, come trascinatore delle potenze occidentali nelle situazioni d’interesse per il sionismo mondiale. L’Iran nello scenario mondiale attuale,costituisce un ” PONTE VERSO LA VITTORIA” per gli alleati. Tale termine fu usato per l’Iran anche durante la II° guerra mondiale, quando Churchil,Stalin e Roosvelt si riunironò a Tehran e deciserò di dare l’assalto finale a Hitler usando il territorio iraniano . Esiste però una differenza enorme tra l’Iran di allora e quella dei nostri tempi, nello scenario della II° guerra mondiale, quando gli alleati invaserò l’Iran senza rispettare la sua neutralità dichiarata e documentata, l’intenzione era far giungere i rifornimenti ai russi attraverso il territorio iraniano, cosa che ha dato la possibilità di fermare… Leggi tutto »

myone
myone
7 Giugno 2009 9:52

Il fraseggio rimane sempre da letteratura, potenze capitaliste. Chissa’ perche’, ma pur nei secoli, quando di capitalisti non ce n’ erano, anziche’ accomodarsi all’ interno dei propi territori, per un modo o un pretesto, ogni stato o etnia, ha sempre sforato in altrui. Il commercio e le possibilita’, sono sempre state i mezzi trainanti. Oggi non credo che il petrolio, o le risorse primarie, siano quelle fondamentali, per questo accanimento territoriale, che sfocia in guerre create. Non so quale paese, se ucraina o georgia, parlavano qui nel sito, sia stata messa sul lastrico, perche’ finanziata con banche svedesi o norvegesi, che gli hanno chiuso i conti. Una delle guerre che si combatte, e’ con l’ uso dei soldi, sull’ appropiazione delle possibilita’, di investire, prendere, e dar da mangiare o lavorare o creare economia. e’ questo il tasto che conta, ma non e’ il petrolio. Un paese intelligente, consumerebbe la eta’ di petrolio e di costi attigui, riconvertendo la vita, il sistema interno, in casa propia, ma questo no ci si pensa mai. La russia, di petrolio ne ha da buttare, ma non ha i soldi per aprire giacimenti che ha. Si usa il prodotto con il contagocce, e lo… Leggi tutto »

myone
myone
7 Giugno 2009 11:24

Vincere un nemico e’ anche sottrargli le risorse. Sottrargli le risorse con pretesti o motivi o ragioni o che, alla fine porta sempre alle medesime conseguenze. Quando si vuole farsi spazio, l’ opposto assume tutti i significati negativi da combattere. Non si puo’ dire che l’ uomo miri alla pace e nemmeno all’ intelligenza, nemici e soprafazioni nascono come i funghi, e lavorarci ai fianchi e’ l’ unico modo perche’ farlo palesemente, scatenerebbe una risposta devastante. E sappiamo che il devastante, sta’ nel risoluto e determinante atomico. A giochi fatti e attuabili, la russia potrebbe benissimo, per tanti altri motivi, chiamare le cose con il suo nome, e fornire all’ Iran, le loro atomiche. Cosi, le carte sarebbero scoperte, fra mondo islamico e russo, e mondo europeo usa israeliano. Il fattore di differenza, e’ che chi usa le atomiche, non sia a sua volta devastato. Mi chiedo spesso, se coloro che stanno sopra una certa cerchia, culturale e politica, sappiano queste cose, le vagliano, le conoscano, le presumano, o sia solamente una lettura che sta’ in piedi solo a tavolino da queste parti. Vero o no che sia, gli uni hanno sempre i talebani gli altri stanno sempre sulla difensiva.… Leggi tutto »

rosarossa
rosarossa
8 Giugno 2009 5:13

Mi piace la tua risposta. Ma mi rimangono incerti dei passaggi.. non sò.. servirebbe un distinguo migliore su cosa e come è focalizzata la tua analisi. In cosa credi fondamentalmente? .. e, precisiamolo, quando dico > non mi riferisco a un tuo credo o a una tua fede.. ma da quale prospettiva tratti l’argomento..

ciao

myone
myone
8 Giugno 2009 17:28

che in definitiva, quando nn sei semplice e non guardi alla vita reale che serve,
ma ci si deve inoltrare in devianze arroganti di ogni genere,
si va’ in peggio, da che mondo e’.
E qui, siamo sull’ onda perfetta, fatta in un tempo perfetto,
quando sistemi, possibilita’, armamenti e altro,
sono a disposizione del gia’ prevalicato, che non si fermera’ e non vuole cambiare direzione.
Praticamente, l’ ebrezza ha preso piede, dalla base fino all’ alto.
Lo stordimento e’ totale, comune.

paolapisi
paolapisi
8 Giugno 2009 18:47

un’altra terza guerra mondiale? E’ almeno la 1.456.789esima che leggo su siti alternativi negli ultimi 5-6 anni che mo’ scoppia la WWIII, anche se di volta in volta cambiano gli scenari (per forza, quelli di prima sono superati dai fatti che smentiscono le divinazioni). Non si potrebbe bypassarla e andare direttamente alla quarta guerra mondiale? così almeno si cambia il titolo, se non il contenuto… Comunque è vero che la situazione pakistana è potenzialmente esplosiva, anche se non per i motivi detti da Manuel Freytas. Aggiungo che non vi è alcun blocco Russia-Cina-Iran: l’iran ha firmato patti con i pupazzi USA afghani e pakistani, ed è in predicato di entrare nel Nabucco. E non è assolutamente vero che l’iran “mette in pericolo la sopravvivenza dello Stato d’Israele “, prima di tutto perchè non ha la minima intenzione, in secondo luogo perchè non ha la capacità. E come farebbe? Freytas pare dare per scontato che l’iran stia costruendo una bomba atomica, cosa tutt’altro che certa. In ogni caso anche se l’iran si facesse una bomba atomica, sarebbe solo a fini di deterrenza e di controllo del mondo arabo, mica la sgancerebbe su tel-aviv (o su qualsiasi altro paese). In ogni caso… Leggi tutto »

Adlen
Adlen
11 Giugno 2009 15:27

Perché l’obbiettivo dell’Iran è l’Arabia Saudita?

idea3online
idea3online
7 Giugno 2012 15:04

Lo scoppio della terza guerra mondiale non è il prodotto delle visioni di profeti, bensì un susseguirsi storico (inevitabile) di calcoli matematici per la sopravvivenza capitalista. Che è la madre di tutte le guerre…..

MIO COMMENTO:

Siamo seduti sopra la Profezia dello scontro tra Regno del Nord(Occidente) e Regno del Sud(Oriente).

http://www.youtube.com/watch?v=bBY1wHzeYMo&feature=youtu.be