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Rossi contro Blu e poi Trump sarà rimosso

DI JAMES HOWARD KUNSTLER

kunstler.com

Non vi lasciate ingannare dai discorsi idioti sulla squadra dei Rossi e sulla squadra dei Blu. Stanno solo giocando a “Ruba bandiera” sul ponte del Titanic. La nave è l’economia tecno-industriale. Sta affondando perché ha imbarcato troppa acqua (debiti) e la pompa di sentina (l’industria petrolifera) sta perdendo il suo fascino.

Le fazioni non capiscono cosa sta accadendo, però hanno un’elaborata delirante spiegazione per interpretare, in assenza di un piano credibile per adattare la vita della nostra nazione alla realtà che sta precipitando. I Rossi e I Blu sono specchi illusori l’uno per l’altro, e  quando l’illusione svanisce segue la rabbia, e bisogna stare attenti. Entrambe le fazioni sono pronte a far saltare in aria il Paese prima di fare i conti con ciò che sta per accadere.

Ciò che sta per accadere è il frutto della completa mancanza di gestione della nostra società da quando è diventato chiaro negli anni ’70 che non avremmo potuto continuare a vivere all’infinito nel modo in cui stavamo vivendo – e cioè come in una gara di auto da demolizione. È incredibile cosa puoi ottenere con una frode finanziaria, ma alla fine si tratta di un affronto alla realtà, è la realtà trova il modo per trattare con teppisti come noi. La realtà ha un trucco tutto suo: può far svanire il miraggio della falsa prosperità.

Ed è proprio quello che sta per accadere. Ed accadrà, perché tra i sistemi da cui dipendiamo la finanza è quello meno fondato, il più astratto. È un atto di pura fede che le parti si fidino l’una dell’altra per rispettare gli impegni. Quando questo concetto si sgretola, e le banche non possono fidarsi di altre banche, i rapporti di credito vanno in tilt, i soldi svaniscono, e le cose smettono di funzionare. Non puoi ottenere contanti dallo sportello bancomat. Il camionista con un carico di avocado non scaricherà al supermercato, perché sa che non sarà pagato. Il coltivatore di avocado dovrà guardare il resto del suo raccolto andare in rovina. Gli scaffali del supermercato saranno vuoti. E tu non avrai la guacamole.

Ci sono troppe crepe nel potente edificio della nostra frode finanziaria perché il sistema bancario continui a zoppicare a lungo, continui a fingere che può rispettare i suoi impegni. Queste crepe attraversano i mercati obbligazionari, i mercati azionari, le banche stesse a tutti i livelli, gli uffici governativi che fingono di regolare la spesa, gli uffici che fingono di riportare i dati economici, gli uffici che tralasciano di disciplinare le cattive condotte criminose, gli organi societari e le C-suites, le compagnie di assicurazione, i fondi pensionistici, i garanti di mutui, prestiti auto e prestiti studio, e le agenzie di rating. La pervasiva frode finanziaria inocula un’etica criminale anche nelle imprese che prima erano legittime, come quella medica e dell’istruzione superiore, che diventano meri traffici loschi, da cui estrarre il massimo profitto mentre si lesina nella produzione dei beni.

Tutto ciò finirà presto per sopraffare Trump, e lui si dimenerà tentando di gestire un pasticcio pantagruelico. Di sicuro devierà il suo desiderio di rendere l’America di nuovo grande – quella del 1962, con il ronzio delle fabbriche, e le autostrade ancora da costruire, e le avventure nello spazio, e un confortante senso di superiorità su tutti i tristi vecchi malconci imperi esteri. Io dico che le cose potrebbero andare così male e così in fretta che Trump sarà rimosso da un gruppo di generali e funzionari dell’intelligence da non potersene stare a guardare qualcuno recitare come Captain Queeg nella cabina di pilotaggio.

Che di per sé potrebbe essere un bene, perché solo qualche tipo di shock estremo è probabile che risollevi le fazioni dei Blu e dei Rossi dallo stupido solco dei loro discorsi. Se il partito democratico avesse messo un cinquantesimo dello sforzo che sperpera per i privilegi dei bagni transgender nella politica per mitigare i nostri tragici investimenti nell’espansione urbana, avremmo potuto avere una partenza avvantaggiata verso il futuro. Invece, il Partito Democratico si è trasformato in un asilo per soli marmocchi, con i bambini che litigano per chi gioca con il Lego. Il Partito repubblicano è la casa di Norma Desmond in Sunset Boulevard, nel ruolo principale Donald Trump come Max il maggiordomo, che lavora sodo per dare l’illusione del tempo che fu.

Tutte queste sciocchezze sono una distrazione dall’incarico da svolgere: immaginare come vivere nel mondo post tecno-industriale. Questo mondo non funzionerà nel modo in cui siamo abituati. Frantumerà i nostri presupposti e aspirazioni. Mentire su tutto non sarà più un’opzione. Non avremo risorse extra per coprire la nostra disonestà. Meglio che la nostra moneta sia affidabile, altrimenti verrà derisa, e poi morirete di fame o di freddo. Fareste meglio a sperare che lo stato di diritto perduri e funzioni, mantenendolo vivo finché siete in vita. E nessuno vincerà punti speciali da boyscout per la gloria della confusione sessuale.

Mi aspetto che i fuochi di artificio finanziari inizino verso Marzo-Aprile, quando l’irrisolvibile dibattito sul tetto del debito in Congresso si frantumerà in un triste punto morto, e diventerà ovvio che non ci saranno voucher  per l’orgia di spesa delle grandi infrastrutture su cui si basa il MAGA* di Trump. Le elezioni in Francia e in Olanda hanno la possibilità di scuotere l’Unione Europea, e con ciò le fondamenta delle banche europee. Abbastanza presto, ciascuno in ogni partito o fazione chiederà: “Dov’è finita la scintillante promessa di Modernità…?” mentre scivoliamo verso la prima fase di un mondo fatto a mano.

James Howard Kunstler

Fonte: http://kunstler.com

Link: http://kunstler.com/ clusterfuck-nation/made-for- each-other/

13.02.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura  di GAIA GALASSI

*Make America Great Again (Rendere l’America di nuovo grande): slogan elettorale usato per la prima volta da Ronald Reagan nella campagna elettorale del 1980 e recentemente usato da Trump (ndt)

Pubblicato da Davide

  • Toussaint

    L’unica affermazione seria di questo articolo, al di la delle solite lagne senza costrutto che abbiamo già letto mille volte (negli Stati Uniti, fortunati loro, c’è una Banca Centrale che funziona e questo l’articolista non dovrebbe dimenticarlo. Quanto all’affermazione che Trump sarà a tal punto sopraffatto dagli eventi da essere rimosso, credo che non meriti nemmeno di essere commentata), è che ci sarà un grosso punto di svolta nella prossima primavera, quando si dovrà discutere dell’innalzamento del tetto del deficit pubblico (debt ceiling). Con quello attuale i programmi d’investimento di Trump non potranno essere implementati (i risparmi che conta di ottenere con una diversa gestione non credo possano essere sufficienti). Ma i repubblicani si son sempre battuti contro il suo innalzamento e non è chiaro come la prenderanno. E’ prevedibile un colossale braccio di ferro al Congresso, che potrebbe paralizzare i programmi del neo Presidente. Inutile fare previsioni. Possiamo solo sedere sulla sponda del fiume e aspettare (magari con un po’ d’ansia) …

    • Giorgio Ansan

      E’ evidente da quello che scrivi che non conosci l’opera fondamentale di Kunstler “The long emergency” pubblicata nel 2005 (l’unica tradotta in italiano col titolo “Collasso – Sopravvivere alle attuali guerre e catastrofi in attesa di un inevitabile ritorno al passato”), nonchè l’opera di Nicholas Georgescu – Roegen e di tutta una serie di scienziati (fisici, chimici, geologi, matematici statistici ed ingegneri energetici) che analizzano e descrivono i fatti economici su base fisica a differrenza degli economisti meta-fisici seguaci del paradigma dominante che non hanno la minima cognizione dei fondamenti termodinamici dell’attività economica umana, sopratutto di quella industriale moderna che, come tutte le attività fisiche, ha bisogno di energia, moltissima energia per accadere. Ma la gigantesca bolla di energia fossile che ha consentito l’abnorme sviluppo delle socientà umane industrializzate sta incominciando a contrarsi a causa dei suoi rendimenti decrescenti in termini di EROEI e il suo devastante declino entropico, che Kunstler ha efficacemente descritto nel suo libro già nel 2005, è appena iniziato. Buon viaggio a tutti nella realtà….

      • Toussaint

        Non me ne voglia, ma il suo intervento non mi sembra molto centrato sul mio commento. Che c’entra con il debt ceiling e con la crisi finanziaria? Comunque è vero che non conosco gli autori cui lei fa cenno. Se fa la gentilezza di offrire una breve sintesi, magari riuscirò a capire anch’io (poi vedremo se sarò d’accordo). Però, causa un breve viaggio, potrò leggere solo nel week end.

        • Giorgio Ansan

          La stato cognitivo attuale della grandissima maggioranza delle persone è la manifestazione più emblematica del fallimento dell’istruzione di massa che non ha saputo fornire una conoscenza sufficiente della struttura concettuale portante della fisica (che include anche la struttura concettuale portante del linguaggio usato in funzione decrittivo assertiva) e di conseguenza delle basi fisiche dell’economia e quindi non ha consentito l’acquisizione di strumenti concettuali effeicaci per analizzare e comprendere l’attuale situazione. Ha invece vieppiù inquinato il pensiero di milioni di persone, che non ne avevano certo bisogno, considerata la naturale tendenza dell’uomo a questo genere di deformazione ideologica, con il più becero antropomorfismo e antropocentrismo anche nelle scienze e nell’economia. La crisi finanziaria è solamente la manifestazione superficiale della contrazione della bolla di energia fossile che ha alimentato lo sviluppo della civiltà industriale per circa un secolo. Come aveva previsto, per primo, Georgescu Roegen, ora, agli inizi del ventunesimo secolo, la pacchia è finità e il devastante declino entropico della civiltà industriale lascerà parecchi morti sulla strada (sia calcola all’incirca sei miliardi su sette dato che l’agricoltura solare non può sostentare più di un miliardo di persone e cioè lo stesso numero di uomici che viveva all’inizio dell’era industriale).
          Per il resto posso solo consigliarle di leggere i testi e i post dei siti web consigliati nel mio blog

          http://giorgio-ansan.blogspot.it/

          Buona lettura e sopratutto auguri di felice declino entropico….

  • redfifer

    Modernità? Spero affoghi con tutti i modernisti!

    Dal dopoguerra a oggi abbiamo bruciato le tappe, tanto che una moltitudine di persone non reggendo il passo sono rimaste indietro e quindi arretrate, ma non poteva che essere cosi! Come insegni a una persona di 85 anni ad adoperare il computer e come si fa a obbligare questa notevole massa di persone, a interagire con la P.A. che da giugno comunicherà solo tramite PEC, tralasciando il cartaceo?

    La modernità fino a prova contraria, come già chiaramente pubblicato nel sito grazie alla robotica che toglie il lavoro alla gente, aumenterà le già vistose differenze tra chi è ricco e chi si è visto in questi ultimi “maledetti” anni da benestante tramutarsi in povero, figuriamoci nei confronti di chi povero lo è sempre stato.

    L’intelligenza per quanto artificiale non è vera intelligenza e un robot per quanta possa essergli stata inserita, se impostato per lavorare, non saprà mai cosa voglia dire spendere. Questo porterà la gente a non avere più stato sociale che la tuteli, ospedali e scuole interdette, viaggi e turismo un sogno dei tempi andati, per cui, chi si aspetta un fiorire della civiltà umana tramite la modernità, a meno che non cambi radicalmente il sistema, non potrà che rimanerne nel tempo sempre più deluso, con il rammarico dell’illusione avuta, di quando trovandosi tra le mai la “modernità” si era inutilmente illuso che questa fosse anche per se.

  • Tutto il mondo civilizzato utilizza una moneta-debito, che è quella creata dal nulla dal sistema bancario attraverso i prestiti, che è come una gigantesca bolla che può scoppiare da un momento all’altro.
    Ma se scoppia, vanno in frantumi anche tutti i nostri risparmi, visto che sono costituiti da depositi bancari i quali rappresentano solo delle cambiali (moneta-debito) senza alcuna garanzia di valore effettivo.
    Fino a quando andremo avanti senza renderci conto che la moneta-debito è finita e va sostituita da una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito ?
    Questo è l’unico modo per evitare l’incenerimento di tutta quella montagna di carta straccia che è il sistema bancario e finanziario.
    Anche perchè lì dentro sono custoditi anche i nostri risparmi.

  • Primadellesabbie

    Sulle prospettive economico finanziarie non commento (“…il bucato in casa c’é chi lo fa meglio di me…”, recitava lo slogan di una vecchia pubblicità), ne ho lette di ogni colore, a sentire i guru, con o senza cattedra, dovevano accadere tante cose che non si sono viste, e ho smesso quel vizio.

    Invece la divisione in schieramenti, rossi e blu mi interessa, molto. Ero sul punto di scrivere due righe su questo: e se fosse tutta una manfrina?

    n fondo, evaporata la religione (inutile perdere tempo e suscitare polemiche elencandone le cause) che, nonostante molte palesi contraddizioni, avvolgeva l’individuo con una sorta di protezione dai peggiori misfatti orditi contro di lui, eliminata l’URSS e comprati i portabandiera di quell’ideologia, non esiste più nulla che si contrapponga ai disegni degli attuali reggitori dei nostri destini, che finalmente possono sbizzarirsi liberamente.

    Sono in condizione di fare progetti e renderli immediatamente esecutivi, con il solo debole freno costituito da alcune abitudini umane (ciò che ancora rimane di secolari tradizioni).

    Cosa c’é di più efficace, per alleggerire questo inopportuno effetto frenante, che inventare due fazioni che si contrappongano per fumose e mascherate ragioni, in modo che ognuno possa rimuginare ed inventarsi quelle che preferisce, schierarsi e sentirsi impegnato nella ‘giusta’ missione (e così abbassare la guardia)?

    (Se fossi parte di quella certa cupola, lo troverei anche interessante come passatempo.)

    • PietroGE

      -Le due fazioni erano portatrici di interessi diversi e avevano concezioni diverse della società. Sono diventate due facce dello stesso partito quando a comandare non sono stati più i rappresentanti eletti dal popolo ma le lobby. Una data d’inizio? Il 1913.
      -La religione non sta evaporando, neanche in Europa. È solo il cristianesimo che è in crisi.

      • Primadellesabbie

        Già dato:

        “… Cosa c’é di più efficace, per alleggerire questo inopportuno effetto frenante, che inventare due fazioni che si contrappongano aspramente in una lotta mortale, per fumose e mascherate ragioni, …”

        Appunto!

        • Georgejefferson

          A parte le caricature, le macchiette e gli opportunisti. Un ripasso non fa mai male:

          Cit. “E allora, come trovare il filo di una genesi dei nostri concetti di destra e sinistra? Secondo Marenco, essi sono antagonismi della politica che vengono pienamente alla luce solo in epoca moderna, dopo la Rivoluzione francese. Ma prima non è che non esistano, hanno solo altri nomi, oppure non ne hanno nemmeno uno. Sono afferrati e portati misticamente alla luce da qualche eletto, o coltivati più razionalemnte da qualche intellettuale aristotelico poco ortodosso come Teofrasto, che condannava la schiavitù.
          Il profetismo di Amos, ad esempio, è un profetismo di sinistra, indiscutibilmente. Non è teologia della liberazione, ovviamente, ma comincia a suonare la tromba del dissenso e della critica ai potenti, agli sfruttatori, agli accaparratori, agli speculatori dell’edilizia.
          La contrapposizione tra civitas dei e città dell’uomo, in Agostino, è forse troppo netta ed immatura per avere un che di pregnante sia ai suoi tempi, e tanto più ai nostri; tuttavia mostra una tensione alla giustizia sociale che non può che essere leggibile in termini di sinistra.
          Ma, probabilmente è solo con l’illuminismo che viene in chiaro che il famoso appello del poeta Dante Alighieri – fatti non foste a viver come bruti… – non era rivolto ai rampolli dei ricchi ma all’intero genere umano. Era un appello ai poveri perché essi stessi si emancipassero lottando per coltivare virtute e conoscenza.
          Con Kant, insomma, è chiaro che siamo tutti uguali e che dobbiamo uscire dallo stato di minorità usando la ragione. Ma che è la ragione senza una cultura ed un’struzione? Può Bertoldo, scarpe grosse e cervello fino, averla vinta sugli Azzeccagarbugli con quattro lauree appese al muro dello studio?
          La vera sinistra, dunque, si propone certamente un superamento delle diseguaglianze più clamorose, quelle economiche, ma soprattutto si propone di eliminare l’ingiustizia in campo educativo, la discriminazione di casta nell’ambito della formazione culturale e professionale. Discriminazione che non si può abbattere solo con proclami astratti e la retorica dei meritevoli, ma con una scuola concreta, una scuola che porti tutti sullo stesso piano di partenza. Utopia. Dunque, la conclusione di Marenco era: Comenio e Don Milani. Questa è la sinistra vera. Non può non essere un poco utopica. Lo faremo sapere a Nanni Moretti: ecco che abbiamo detto qualcosa di sinistra, qualcosa che è la quintessenza eterea della sinistra, altrimenti non è.”

          http://digilander.libero.it/moses/destrasinistra.html

          • Georgejefferson

            Ma anche:

            Tagliando con l’accetta, «di sinistra» è chi pensa che la società sia costitutivamente divisa, perché al suo interno giocano sempre interessi contrapposti, prodotti da contraddizioni intrinseche. Ci sono i ricchi e i poveri, gli sfruttatori e gli sfruttati, gli uomini e le donne. Da questa premessa generale, che vale per tutta la sinistra, discendono tante visioni macrostrategiche, anche molto lontane tra loro: socialdemocratica, comunista, anarchica, ma tutte si basano sulla convinzione che la società sia in partenza divisa e diseguale e che le cause della diseguaglianza siano profonde e, soprattutto, endogene.

            «Di destra», invece, è chi pensa che la nazione sarebbe – e un tempo era – unita, armoniosa, concorde, e se non lo è (più) la colpa è di forze estranee, intrusi, nemici che si sono infilati e confusi in mezzo a noi e ora vanno ri-isolati e, se possibile, espulsi, così la comunità tornerà unita. Tutte le destre partono da questa premessa, che può essere ritrovata a monte di discorsi e movimenti in apparenza molto diversi, da Breivik al Tea Party, dalla Lega Nord ai Tory inglesi, da Casapound agli «anarcocapitalisti» alla Ayn Rand. Per capire se un movimento è di destra o di sinistra, basta vedere come descrive la provenienza dei nemici. Invariabilmente, i nemici vengono «da fuori», o almeno vengono da fuori le idee dei nemici.

            A seconda dei momenti e delle fasi storiche, ce la si prende col musulmano o con l’ebreo, con il negro o con lo slavo, con lo zingaro o col comunista che «tifa» per potenze straniere, con i liberal di una «East Coast» americana più mitica che reale, con Obama che «in realtà è nato in Kenya e quindi la sua presidenza è illegale» etc. Rientrano in questo schema anche la «Casta» descritta come altro rispetto al popolo che l’ha votata ed eletta, «Roma ladrona», la finanza ridotta alle manovre di «speculatori stranieri», «l’Europa»…

            Non c’è dubbio che nell’Italia di oggi il discorso egemone, anche tra persone che si pensano e dichiarano di sinistra, sia quello di destra. Che attecchisce facilmente, perché è più semplicistico e consolatorio, e asseconda la spinta a pensare con le viscere. Per questo molte persone con un background di sinistra si precipiteranno a frotte alle urne per votare un movimento che non abbiamo remore a definire fondamentalmente di destra, cioè il grillismo. D’altronde, la colpa di questo è delle sinistre, che fanno di tutto per risultare invotabili.

            # Ogni essere umano dotato dell’uso del linguaggio si esprime attraverso «frame», cioè quadri di riferimento, insiemi di immagini e relazioni tra concetti che strutturano il nostro pensiero, alcuni sin dalla primissima infanzia […] Nella comunicazione politica non c’è parola o frase che non inquadri un dato problema secondo la prospettiva ideologica di chi la usa. Ogni vocabolo porta con sé un mondo. Per esempio, imporre l’uso di «centrodestra» e «centrosinistra» al posto di «destra» e «sinistra» è stata un’operazione di framing che ha avuto conseguenze devastanti: a destra l’eufemismo è servito a legittimare soggetti lercissimi e fascisti nemmeno ripuliti; a sinistra ha imposto la credenza nella necessità di «spostarsi al centro» altrimenti… «non si vince». Solo che, nella realtà concreta, il «centro» non esiste. Chi si dice «di centro» è in realtà di destra e fa cose di destra, vedi Casini, Monti, Montezemolo, adesso addirittura il postfascista Fini… E poi: chi «vince»? Per fare cosa? «Spostandosi al centro» non si fa altro che andare a destra (in cerca dei fantomatici «moderati”) e di certo non si faranno politiche di sinistra.
            Un altro esempio è il discorso sulla «sicurezza»: se, come accade ogni giorno, un politico usa nella stessa frase le parole «sicurezza» e «immigrazione», sta evocando nella mente di chi ascolta una comunità omogenea minacciata da una differenza proveniente dall’esterno, e questo è il quintessenziale framing di tutte le destre, in primis di quella fascista.

            http://www.wumingfoundation.com/giap/2013/02/come-riconoscere-chi-e-di-destra-e-accorgersi-del-pericolo/

          • Georgejefferson
          • Primadellesabbie

            Non trovo più il tuo commento ‘moderato’, ti rispondo qui, sotto i link a Bobbio.

            Il confronto in atto non é tra destra e sinistra.

            Una fazione che dispone di mezzi impensabili, che possiamo definire neo feudale a causa degli obbiettivi che sembra voler perseguire, sulla cui vera origine sarebbe molto interessante indagare (nemmeno Magaldi, che ne parla, unico, nel suo libro, sembra voler andare a fondo).

            Questa fazione é contrastata, in maniera per me blanda e, in definitiva controproducente, da un’altra, priva di un disegno alternativo che tenga conto dei tempi e delle circostanze, costituita da ex fedeli della prima scesi precipitosamente dal convoglio, sul quale hanno viaggiato a lungo, spaventati dalla velocità e dal paesaggio irriconoscibile, credono di poter risolvere i problemi proseguendo con altri mezzi…ma nella medesima direzione.

            La sinistra in questa storia é completamente assente.

          • PietroGE

            George, il discrimine tra destra e sinistra è l’internazionalismo. Una politica economica di sinistra, anzi LA politica economica di sinistra per eccellenza la ha implementata il nazional socialismo tedesco. E il nazionalismo non è la creazione di nemici (interni o esterni) per sviare l’opinione pubblica dagli errori commessi dalla classe dirigente, quello è il nazionalismo dei dittatorelli da terzo mondo. L’ideologia di destra privilegia i concetti come : priorità agli autoctoni per lavoro casa e welfare, il popolo (inteso come ‘Volk’) invece di nazione di cittadini, identità etniche religiose e di costume invece che lo status di albergo dove ognuno porta la sua componente della Torre di Babele, un costrutto destinato ad esplodere prima o poi.
            La sinistra pretende di assumersi (o meglio scaricare sulle spalle dei contribuenti) la responsabilità dei problemi del mondo, porta avanti il concetto disumano dell’annullamento di ogni identità (senza, ovviamente, successo) e di ogni confine. In economia, poi, vorrebbe disaccoppiare il welfare dalle performance dell’economia, stampando moneta a volontà quando i soldi dai proventi dell’economia non bastano a finanziare il welfare e ‘risolvendo’ il problema della disoccupazione assumendo i milioni di disoccupati nelle strutture pubbliche. Un po’ quello che ha fatto la Grecia.

          • Toussaint

            “””George, il discrimine tra destra e sinistra è l’internazionalismo.”””

            Mi sembra che la questione sia decisamente più complessa. A seguire un pensiero di Antonio Gramsci, che il concetto di “nazione” lo conosceva abbastanza bene:

            Gli intellettuali italiani non si sono mai sentiti organici, hanno sempre rifiutato, in nome di un loro astratto cosmopolitismo, ogni legame con il popolo, del quale non hanno mai voluto riconoscere le esigenze né interpretare i bisogni culturali. In molte lingue – in russo, in tedesco, in francese – il significato dei termini «nazionale» e «popolare» coincidono: «in Italia, il termine nazionale ha un significato molto ristretto ideologicamente e in ogni caso non coincide con popolare, perché in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, cioè dalla nazione e sono invece legati a una tradizione di casta, che non è mai stata rotta da un forte movimento popolare o nazionale dal basso: la tradizione è libresca e astratta e l’intellettuale tipico moderno si sente più legato ad Annibal Caro o a Ippolito Pindemonte che a un contadino pugliese o siciliano.

          • Georgejefferson

            Esiste un nazionalismo di destra (lo sciovinismo, di cui l’ imperialismo economico e culturale sono conseguenti) come fine ultimo, anche se non espresso esplicitamente…e un nazionalismo di sinistra (come necessità storica liberatoria dall’ oppressione ai più deboli, ma senza logiche amico/nemico tra oppressi degli altri paesi, ma verso gli oppressori quindi anche interni al paese). Poi si, gli intellettuali in Italia spesso cooptati dalle classi dominanti estere ecc..

          • Georgejefferson

            Stai confermando in pieno quanto estratto sopra Pietro.
            Ps. fermo restando che di “bestie” ne e’ pieno il mondo, le belve naziste non sono state meno belve, nel loro sciovinismo barbaro, nel sfruttare e sottomettere, economicamente e culturalmente, il resto dell’ Europa.

        • PietroGE

          Appunto No. Le due fazioni sono state svuotate del loro potere quando le lobby si sono infiltrate nella gestione dei mezzi di comunicazione di massa e hanno condizionato l’opinione pubblica e soprattutto quando si sono impadronite della leva finanziaria. Appunto nel 1913.

          • Georgejefferson

            Le classi dominanti al potere ci sono da sempre, gli oppressi e cooptati anche. Le visioni mondo “destra e sinistra” rimandano ad argomenti di natura filosofica (e politica di conseguenza), non c’entrano con gli opportunismi contingenti.

            la schiavitù, economica e culturale è una prassi sulla quale si sono retti per secoli greci , romani , cattolici , protestanti , cristiano ortodossi , islamici , animisti africani , aztechi , toltechi ecc… , non esiste un “prima” più favorevole a tutti, e un “dopo” peggiorativo. Se non per il punto di vista delle classi dominanti e loro lacchè (anche alcune di origine culturale ebraica, sicuramente). Bisognerebbe sentire anche l’ opinione di moltitudini di persone sfruttate e strumentalizzate, nel corso dei secoli, a cui e’ stata estromessa la voce. Forse per ipotesi, un prima prima (prima del deserto, metaforicamente), ma anche li lo si può solo immaginare.

  • PietroGE

    Un altro articolo sul ‘Medioevo prossimo venturo’. Trump lo si vorrebbe far sparire perché ha reintrodotto concetti che i poteri forti e la loro volontà di mantenere il sistema attuale ad ogni costo sono equivalenti alla dinamite che si usa per la demolizioni degli edifici : nazione, confini, dazi e fine dell’immigrazione incontrollata. Un sistema che li ha inondati di denaro, e quindi di potere, come non mai nella recente storia dell’umanità. Il problema è che questo sistema non produce solo miseria per le classi più povere, a quelle tanto non pensa mai nessuno, ma anche per la gallina che faceva le uova d’oro e che sosteneva con i consumi tutto l’edificio economico moderno basato sul debito : la classe media. I ‘rossi e blu’ sono sempre stati due facce di un partito unico che, a partire dalla fine della WWII ha saputo gestire i propri interessi sulle spalle del mondo, civilizzato e non. Una delle condizioni di questa egemonia, la mancanza di superpotenze che potessero fagli concorrenza, è venuta meno, l’altra : la globalizzazione sta fallendo sotto gli occhi di tutti. Trump almeno dimostra con i suoi programmi di aver capito da che parte soffia il vento, in Europa invece si fanno ancora vertici per discutere del nulla.

    • Truman

      Non sono tanto sicuro che il Nuovo Medioevo sia nel futuro. Le date convenzionali le decidono gli storici molto tempo dopo, ma insomma il Medioevo potrebbe essere cominciato da tempo, ad esempio l’11 settembre 2001.

      • PietroGE

        Sono d’accordo.

  • GioCo

    Più probabile che i tempi siano lunghi e l’atterraggio (o ammaraggio come si preferisce) sia per i viaggiatori un lungo processo. E’ un po’ l’effetto “rallentamento del tempo” che prelude una dramma imminente: sai che sta per accadere ma non arriva mai il momento decisivo per te che stai chiuso dentro una bara di ridicolo alluminio che ti sembrava indistruttibile fino a un istante prima e ti rendi conto di essere cieco a ogni cosa accade fuori la cabina tubolare dell’aereo e intanto si susseguono scossoni per misteriose ragioni e si propaga il panico. Sono momenti che durano una vita tanto che se anche dovessero lasciarti miracolosamente vivo, rimarranno dentro di te marchiati a fuoco fino all’ultimo tuo respiro.

    Venendo a noi, le cose sono complesse e non c’è solo il collasso economico in corso ma ragioni sottostanti più concrete e brutali, una di queste è l’avidità. Tra l’altro parlare di collasso economico in un economia basata sul nulla assoluto dei numeri astratti è abbastanza ridicolo. Meno ridicolo invece è che il panico derivato dalla trappola monetaria (la cabina dell’aereo) sia funzionale per qualcuno per indurre isteria, dalla quale poi si ottiene la firma di qualunque accordo “pur di scamparla”. Come l’accettazione passiva della superiorità delle macchine sulle relazioni e i diritti umani ad esempio. Basterà uno slogan come “la cibernetica salva l’Uomo dai suoi errori” e il GioCo è fatto.
    Ovviamente non tutti ci cascheranno, ma chi rimane fuori non potrà in alcun modo costituire un problema nel breve o nel medio termine. Sarà impegnato invece a sopravvivere nella scarsità di tutto. Questo a prescindere da come si prefigura il futuro: per molti tagliati fuori dai lumi del progresso a tutti i costi è già così.