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Rifiuti, in Italia record di inceneritori

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Facciamo un po’ di chiarezza … i centri di raccolta dei rifiuti, così come le forme di vita che ultimamente «stanno infestando» Roma, i diversamente umani topi, cinghiali, volpi, capre, sono di competenza della Regione Lazio, guidata da Nicola Zingaretti (Pd), e la regione non dà le autorizzazioni necessarie ad approvare il piano rifiuti, che è rimasto fermo e stantio al 2012. Quindi anche un bradipo affetto da ritardo psicofisico capirebbe che i rifiuti non si sa dove smistarli. Ciascuno ha le proprie competenze, ma la propaganda politica strumentalizza il disagio, e spara a zero sulla sindaca di Roma «E’ stata la Raggi !!»

La Regione Lazio a guida PD si è trovata in grave difficoltà, visto che la Toscana (a guida PD) ha dovuto sospendere gli accordi sullo smaltimento con il Lazio, in seguito alla grave inchiesta sullo smaltimento illecito «I bambini? Che muoiano tutti, non mi importa!».

Zingaretti ha dovuto allora ricorrere ad altre regioni, grazie allo «Sblocca Italia» (voluto da PD e Forza Italia), che ha permesso l’export di rifiuti in tutto il Paese. Opportunità da non perdere, soprattutto per il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che non se l’è fatta certo scappare, perché «chi trova un rifiuto trova un tesoro».

Però la saga dei rifiuti non è ancora finita, dal Campidoglio replica il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco (M5S): «Portare i rifiuti di Roma in Emilia Romagna costa molto di più, oltre 180 euro a tonnellata. Per questo, e non per ragioni politiche, ancora nessun camion è partito da Roma per gli impianti emiliano-romagnoli». Inoltre, la Capitale durante le feste «ha retto bene», rilancia.

Occorrerà ricordare che a Roma il sistema si reggeva sulla maxidiscarica di Malagrotta, chiusa dalla giunta Marino. Nella lotta tra vampiri e licantropi, anche il ministro Gian Luca Galletti si è aggiunto al coro dei detrattori del comune di Roma, sebbene abbia sostenuto lo Sblocca Italia come «un sistema nazionale di smaltimento che supera i localismi». Invece l’amministrazione romana ha sposato la filosofia «Rifiuti Zero», puntando tutte le sue carte sulla differenziata e su prevenzione, riuso e riduzione dei rifiuti.

Nei 5 anni di gestione Zingaretti non si è fatto nulla,  nessuno si è preoccupato di introdurre un modello che tenesse conto degli sviluppi, proprio nella Regione che ospita la Capitale d’Italia, con il più alto tasso di popolazione residente.

Per ora il canovaccio regge, confidando nella predisposizione alla lotofagia dei cittadini italiani, che non si sono accorti dello spot natalizio, spacciato per improbabile salvataggio PD.  Infatti in Emilia-Romagna i rifiuti potrebbero addirittura non arrivare, visto che l’ipotesi più plausibile è che siano trattati in impianti più vicini, più economici e meno impattanti.

Facendo un confronto con la Germania, i tedeschi producono circa 45 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno (50 secondo i dati dell’Ispra), secondo l’Ufficio di statistica federale, ben 561 chili pro capite (ultimi dati rilevati del 2014), uno dei più alti volumi al mondo. Nello stesso anno l’Italia ne produceva quasi 30 milioni (fonte dati Eurostat).

Il problema fondamentale è che noi italiani ricicliamo poco, secondo l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nel 2014 finivano in discarica ben 154 chili di rifiuti prodotti dagli italiani, contro i soli 9 della Germania. Quest’ultima ne ricicla ben oltre 23mila tonnellate, il 64 per cento del totale, contro le appena poco più di 7 dell’Italia, cioè il 38 per cento del totale.

Da diversi anni gli inceneritori non vengono più costruiti in Usa, Australia, Israele, anche la Germania li sta dismettendo con proposte alternative, tipo il TMB (Trattamento Meccanico Biologico), che smaltisce i rifiuti a freddo e non inquina.

 

Enzo Favoino, tecnico e ricercatore della Scuola Agraria del Parco di Monza, ha assunto un ruolo importante nella innovazione dei sistemi di gestione dei rifiuti in Italia, per competenza documentata, e ha spesso avuto anche l’occasione di lavorare con le Istituzioni Europee e diversi governi nazionali per occuparsi delle strategie di settore.

Favoino è stato fortemente critico sul Decreto attuativo dell’art. 35 dello «Sblocca-Italia» (settembre 2014), e la relativa previsione di costruzione di 12 nuovi inceneritori.

Gian Luca Galletti, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per il ricercatore si tratta di una vera porcata: « Ora, al di là di alcuni assunti e passaggi di calcolo arbitrari, su cui si potrebbe ampiamente discutere e varrebbe la pena farlo, il difetto di analisi principale alla base dello schema di Decreto è che considera l’incenerimento come necessario, mentre è solo uno dei pretrattamenti possibili, e – con ogni evidenza – il meno adatto, per diversi motivi: è quello che richiede i tempi più lunghi di realizzazione, e questo è un fattore da considerare se si intende dare una risposta sollecita alle criticità; è poi il più esigente in termini di risorse finanziarie (i costi di investimento specifici sono 3-4 volte superiori rispetto ad impianti di trattamento a freddo), e questo a sua volta distrarrebbe risorse preziose da quella che deve costituire la vera priorità, ossia le attrezzature per la raccolta differenziata e l’impiantistica per riciclo e compostaggio».

«La criticità maggiore che devo segnalare, tuttavia, risiede nella “rigidità operativa” dell’inceneritore, che una volta realizzato richiede di fare l’unica cosa che può e sa fare: bruciare rifiuto indifferenziato. E questo, a lungo andare, determina frizioni con lo sviluppo dei programmi di raccolta differenziata, che è quello che ci viene chiesto di fare dagli obiettivi nazionali, ma anche, e sempre di più, dallo sviluppo del dibattito sulla “Economia Circolare” in sede Europea».

«Ecco, qui c’è un altro clamoroso difetto di analisi dello schema di Decreto: infatti il calcolo delle capacità di incenerimento necessarie assume l’obiettivo nazionale attuale ed europeo al 2020, senza considerare che con ogni probabilità verrà proposto l’aumento di quest’ultimo dal 50 al 70%: già questo di per sé inficia i calcoli alla base della bozza di Decreto».

«Senza contare che già molte Regioni italiane hanno programmi di settore che prevedono più del 65% di raccolta differenziata, in alcuni casi (ad es. il Veneto) marcatamente di più. Si imporrà a tali regioni di retrogradare i propri obiettivi al 65%, come assunto dallo schema di Decreto? Non sono questioni marginali».

Esistono alternative sostenibili agli inceneritori e alle discariche e «la necessità è quella di sistemi in grado di dare una risposta sollecita agli obblighi di pretrattamento, tenendo dunque conto degli attuali volumi di rifiuto residuo dalle raccolte differenziate senza che però tali opzioni vadano a condizionare lo sviluppo progressivo dei programmi di raccolta differenziata e di riduzione. Per questo tanti territori, in Italia ed in Europa, stanno ora programmando nella direzione degli impianti di trattamento “a freddo” con recupero di materia dal rifiuto. Si tratta di impianti che, combinando sistemi di selezione e di stabilizzazione biologica, possono essere agevolmente e progressivamente convertiti in impianti di trattamento dell’organico pulito (per farne compost) e dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata (per valorizzarli sul mercato delle materie di recupero)».

Ripartizione generale della gestione rifiuti urbani in Unione Europea

«La precondizione è una buona raccolta dell’organico, in grado di rendere il rifiuto residuo meno “sporco” e più lavorabile, ma questo è proprio quello che riusciamo ad avere con i modelli italiani di raccolta differenziata dell’organico, che si sono ormai ampiamente dimostrati i più efficienti, tanto da essere stati esportati in vari altri Paesi della UE e non solo».

La principale critica che in genere viene mossa a tali sistemi è di «non riuscire ad evitare la discarica. Ma è una critica che difetta di analisi, perché anzitutto anche l’incenerimento ha bisogno di discariche (anzi, due tipologie di discarica: per le ceneri volanti e per le scorie); inoltre, abbiamo evidenze, di cui il nostro territorio è ormai ricchissimo, di distretti anche vasti che arrivano alla minimizzazione del rifiuto avviato a discarica grazie a quanto avviene a monte: l’ottimizzazione continua della raccolta differenziata, i programmi di riduzione, l’introduzione dei sistemi di tariffazione puntuale, ecc. E questo chiede quella “flessibilità” di sistema che viene messa a repentaglio dalla necessità di alimentare un inceneritore».

In Europa gli inceneritori e discariche diventano sempre più obsoleti e non riceveranno più finanziamenti comunitari, questo perché «A livello UE, c’è stata una riflessione sul fatto che tali finanziamenti comportano un sovvertimento di fatto delle priorità di azione sulla gestione dei rifiuti.

Peraltro, l’abolizione di qualunque finanziamento ad inceneritori e discariche è stato chiesto esplicitamente negli ultimi pronunciamenti dell’Europarlamento, quelli mediante i quali si è inteso dettare l’agenda e la strategia alla Commissione, che sta ora lavorando alla finalizzazione del pacchetto sulla Economia Circolare».

L’Italia invece continua a scegliere i termovalorizzatori, ignora le leggi che lei stessa fa sulla raccolta differenziata e aumenta il carico di rifiuti mandati a incenerire, anche se è provato che emettono diossine e sono inquinanti, perché così vogliono le multinazionali, che hanno investito in questi impianti per fare business.

Quindi appare paradossale che, proprio mentre altrove progettano una «exit strategy» progressiva dall’incenerimento, in Italia si pensi a realizzarne altri, inserendo una ulteriore contraddizione in un Paese che invece avrebbe bisogno di un piano «Smaltimento Rifiuti» all’avanguardia per la  salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

 

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

07.01.2018

 

 

Pubblicato da Rosanna

Ho insegnato italiano, latino e storia in un Liceo Classico, la mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale ...
  • Lupis Tana

    i rifiuti e il resto si risolvono anche così…

    se la Regione è governata dal Pd allora anche il comune dovrebbe essere governato dal Pd. perché l’uno mal si accorda con l’altro anche solo per ripicca.

    si voti una sola volta per Provincia e Comune.

    5 anni e se han lavorato male tutti a casa e si cambia.
    poi si prende l’elenco telefonico e si sceglie a caso chi vuol amministrare la città si faccia avanti e per 5 anni altre persone al lavoro…

    c’è un ma…

    se NON han lavorato bene si passa alla PENA di morte previo referendum dei cittadini!
    l’unico modo per vedere funzionare le amministrazioni ed i governi!

    si dovrebbe rifiutare tutto.

    p. s. sarei favorevole alla Provincia ed abolirei le Regioni, centro di malaffare e corruttore stesso. peggio del Governo centrale. t l

    • gilberto6666

      Perfettamente concorde sull’abolizione delle Regioni, esattamente il contrario di quanto si vuol fare con le demagogiche rimozioni delle Province.

    • vocenellanotte

      Anche io ho argomentato ripetutamente che le regioni sono un duplicato assurdo di fonte legislativa e causa di continue lotte di competenza con lo Stato centrale. Andrebbero immediatamente abolite, ma come saprete è materia costituzionale il che rende tutto un po’ più difficile.

  • SanPap

    Rosanna,
    tu voli alto come al solito; qui si striscia
    prima di andare via, Marino aveva iniziata una sperimentazione di raccolta differenziata e una di raccolta porta a porta; la prima mossa è stata quella di far sparire, gradatamente, in alcune zone i cassonetti, fatta eccezione per le campane per la raccolta del vetro; al loro posto sono stati distribuiti dei cestini di plastica, poco più grandi di quelli utilizzati per andare a raccogliere i funghi, uno per famiglia a prescindere dal numero di componenti della famiglia, che nessuno a capito a cosa servissero, e tre risme di sacchetti di plastica biodegradabile per raccogliere plastica e metalli, carta e rifiuti organici, delle dimensioni di quelli oggetto di contestazione in questi giorni; questi sacchetti dovevano essere depositati in contenitori condominiali, la raccolta avveniva ogni tre giorni, una famiglia composta da tre persone li riempiva tutti e tre in un giorno, quindi eri costretto a tenerti i rifiuti in casa per almeno due giorni; gli operatori ecologici, prima di raccogliere i rifiuti, aprivano i sacchetti, rovistavano e se un rifiuto era stato depositato nel sacchetto sbagliato, multavano il condominio (200-400 euro), ti arrivavano multe senza sapere perché (si può sbagliare in perfetta buona fede !); la raccolta porta a porta era peggiore se possibile; l’hanno sperimenta in un quartiere periferico, molto frequentato da cani randagi, gatti, ma anche volpi e cinghiali (non ci facciamo mancare nulla): i sacchetti dei rifiuti dovevano essere depositati davanti alla porta di casa tra le 0900 e le 1000 del mattino, alle 1000 iniziava la raccolta … se il sacchetto esisteva ancora; i cittadini normali uscivano di casa per andare a lavorare tra le 0630 e le 0700, e depositavano i sacchetti e cani gatti volpi cinghiali banchettavano; va via Marino e arrivano i 5*; la Muraro viene massacrata dall’opposizione perché era una esperta di lavorazione dei rifiuti: lo scopo è quello di privare i 5* di un elemento valido, i 5* non capiscono, non la difendono, la Muraro va via e tutto si blocca per quasi 10 mesi; poi arriva Casaleggio e tira fuori dal cappello la Montanari che riprende il progetto di Marino e dopo pochi giorni si ferma perché le mancano 8 (otto) operatori ecologici: ma quando ha accettato l’incarico si è fatta descrivere anche vagamente quello che doveva fare ? Comunque fermi tutti per altri mesi, infine il parto (anale ovviamente): la raccolta dei rifiuti differenziata si farà ma non porta a porta ma quasi con dei sacchetti dotati di microchip: il mezzo dell’AMA si ferma per strada in un posto definito (che poi ci diranno) un paio di ore (quali ce lo diranno) e i cittadini, diligenti come tanti svizzeri tedeschi, porteranno il sacchetto dei rifiuti presso il mezzo AMA, mezzo che sarà munito di un lettore di microchip e di una tastiera: il lettore legge il microchip, il cittadino declina le sue generalità e il costo dello smaltimento gli verrà addebitato !!! Dunque se io dico che sono Mario Rossi, la mia monnezza verrà addebitata a Mario Rossi, a meno che il cittadino non debba esibire un documento valido, per buttare la monnezza all’ora del giorno che hanno deciso loro (e se a quell’ora lavoro che faccio ?) nel posto che hanno deciso loro. Qualcosa mi dice che molti cittadini ammolleranno i sacchetti demicrocipati per strada. Dovrebbero far loro vedere “Come un gatto in tangenziale” chi sa se gli si snebbia un po’ il cervello. Dimenticavo: il sacchetto di monnezza viene pesato nella sede dell’AMA e aperto per controllare il contenuto, se ci sono rifiuti che non ci dovrebbero essere parte la multa, naturalmente tutto sulla parola (peso e contenuto) … ma ti sembra possibile.
    Poi ci sarebbe il problema del tritavaglaitore che Ferrara, di Pillo e Ieva hanno giurato e spergiurato, mentre lo posizionavano, che non sarebbe mai stato messo in funzione; passate le elezioni lo metteranno in funzione e i cittadini incazzati gliele faranno pagare
    Giustamente, non fai altro che sbandierare la tua diversità, la tua onesta e poi …
    Qui si vola basso. Buona notte.

    • Grazie SanPap, ma se la realtà è così complicata, ci voleva molto a contattare Enzo Favoino, che magari qualche idea buona gliela avrebbe data ??
      https://it.linkedin.com/in/enzo-favoino-4282157

      • SanPap

        gli è stato offerto aiuto sempre e in ogni forma
        assieme alle elezioni politiche si vota per la regione ed alcuni municipi
        già i candidati regionali stanno prendendo le distanze
        non si deve offrire un’arma del genere in una situazione tanto delicata

  • Leo Pistone

    Inutile partire dal fondo nell’analisi dei problemi.
    Quello di cui si parla ha origine nel modello commerciale imposto dagli interessi del capitale e da quelli della UE, che per una mela del costo di 30 centesimi prescrivono confezioni che ne costano 60 di fabbricazione e molto di più per lo smaltimento.
    Per poi negare l’autorizzazione alla spesa dei denari necessari a quest’ultimo, che oltretutto sono i nostri.

    Ma nei confronti degli uni e dell’altra i 5S hanno già dimostrato di non volersi schierare, se non a chicchere e in maniera a dir poco ondivaga. Anche perché non sono ideologicamente attrezzati al riguardo.
    Le recenti uscite di Giggino a questo proposito sono emblematiche.
    E’ il nuovo Monti e come tale parla di spesa pubblica improduttiva.
    Finirà che dopo Berlusconi arriveremo a rimpiangere persino l’automa troikaguidato.

  • snypex

    Mi spiace dirlo ba bisogna smetterla con la TERMONNEZZA. E’ il sistema più pericoloso e idiota che l’essere umano abbia mai potuto sviluppare per suicidarsi.
    STEFANO MONTANARI (ricercatore scientifico di fama europea) ha subito mobbing a livello europeo per le sue ricerche sulla questione dell’inquinamento dovuto a questo sistema. Seguite il link e capirete quanto è pericoloso per la salute umana questo sistema.
    http://www.stefanomontanari.net/termovalorizzatori/

    • snypex

      Basterebbe incentivare la differenziata con un credito positivo sulle imposte da pagare per i rifiuti urbani con una carta di credito specifica che verrebbe utilizzata con un sistema automatico di raccolta differenziata. L’ambiente che abitiamo sarebbe molto più pulito, ma l’avidità dell’amministratore è tale che conviene di più lucrare sugli introiti della raccolta indifferenziata che non ridurla restituendo parte della contribuzione al cittadino che aiuta a tenere pulito l’ambiente.
      In un tale contesto si farebbe la corsa per risparmiare sulle tasse dei rifiuti vista la loro entità che aumenta ogni anno sempre di più.
      Ma in tal caso verrebbero a mancare gli appalti per gli amici che devono campare sulla monnezza.
      L’avidità ed il furto sono la regola non l’eccezione. Quanti amministratori sono disposti a restituire il dovuto ad un cittadino diligente? NESSUNO.
      Andate a votare che è meglio.

      • Senza considerare il CIP6, che è una delibera del Comitato interministeriale prezzi del 29 aprile 1992, la quale stabilisce i prezzi incentivati per l’energia elettrica da fonti rinnovabili e soprattutto “assimilate” (in particolare, i grandi impianti costruiti nelle raffinerie). Grazie al Cip6, chi produce energia da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a un prezzo superiore a quello di mercato. I costi vengono finanziati con un sovrapprezzo sulle bollette elettriche. Quindi gli inceneritori li finanziamo noi con una tassa aggiuntiva in bolletta, c’è però un piccolo particolare, che l’energia prodotta dal termovalorizzatore non è rinnovabile e non è pulita, quindi questa tassa è una vera truffa ai danni dell’utente.
        1992 – Il Comitato Interministeriale Prezzi formula la delibera CIP6/92, istituendo corrispettivi
        economici ai produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili ed “assimilate”: da questo momento,
        gli inceneritori di rifiuti che producono energia iniziano a ricevere finanziamenti pubblici dallo Stato;
        • 2001 – La Comunità Europea emana la Direttiva 2001/77/CE sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili: i rifiuti non sono contemplati nella definizione di “energia rinnovabile” e non è presa in considerazione alcuna forma di energia “assimilata” alle rinnovabili;
        • 2003 – Il II Governo Berlusconi recepisce la Direttiva con il Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n.387, includendo tuttavia i rifiuti tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare dei finanziamenti pubblici riservati alle fonti rinnovabili;
        • 2007 – Durante il II Governo Prodi entra in vigore la Legge Finanziaria: i soli soggetti in grado di accedere al conferimento dei CIP6 risultano i titolari di impianti già operativi, mentre per i futuri inceneritori di nuova costruzione non è previsto alcun finanziamento pubblico;
        • 2009 – Per far fronte all’emergenza rifiuti in Campania, il IV Governo Berlusconi riapre la corsa agli inceneritori, garantendo l’accesso ai CIP6 anche agli impianti non connessi all’emergenza stessa.
        https://sites.google.com/site/futurosostenibileinlomellinait/home/Resources/inceneritori/cip/breve-storia-dei-cip6

        • snypex

          Scusami, ma non capisco la tua risposta cronologica alla mia proposta di rimborsare parte dei tributi imposti per lo smaltimento su una carta di credito personale da far valere all’atto della riscossione dei tributi stessi.

          La chiarezza aiuta a capire, cosa avrei dovuto capire da quello che hai riportato? Che a chi ci governa non interessa alcunchè della nostra salute?
          Ma questo è ovvio lo sappiamo già per certo.

          • Scusami, sono stata un po’ criptica nella risposta, sono d’accordo con quanto hai detto, la proposta del rimborso di credito è intelligente, chissà perché non la fanno?? Allora ho fatto un salto logico e ho aggiunto la storia del Cip6, quella tassa che ci troviamo sulla bolletta energetica, quindi un ulteriore imbroglio, non solo alla salute, ma anche al portafoglio …

          • snypex

            Non volevo criticare io apprezzo il tuo lavoro divulgativo, ma noi che paghiamo lo sconcio chiamato italia, meritiamo un minimo di rispetto, ma questo ai mestieranti della politica non interessa. Se tu hai contatti con qualcuno prova a proporre la questione in quei termini senza citarne l’origine. Ciao e buon lavoro.

          • Ydobon

            Lei non fa divulgazione ma propaganda. Dovrebbe sennò dire che l imbroglio sta in questa pantomima del rifiuto degli inceneritori per pura propaganda senza dare una soluzione non ai rifiuti del futuro, riciclaggio, etc. Ma dando una soluzione ai rifiuti di adesso….. Che ovviamente devono essere messi da qualche parte…. Inevitabilmente.

          • Sono problemi di cui si discute spesso, ma la risoluzione è affidata a coloro che riescono a ricoprire cariche amministrative, e allora hai un bel da consigliare, suggerire ecc. … da quel momento in poi entrano in gioco i rapporti di potere, e chi ne ha più degli altri decide. Tutte le rappresentazioni politiche sembrano realizzare, nella loro saldatura sul contesto, una sorta di applicazione costante del rapporto di comando sulla volontà altrui, e pertanto sono sempre segnate da diseguaglianze strutturali. Tu credi che nei Mu prevalga la gestione democratica del potere? Ma proprio per niente purtroppo … prevale come al solito la volontà di potenza.

        • Lupis Tana

          fosse solo quella la truffa ai danni dell’utente, sono mill’anta che tutta notte canta. G. Brera. saluti tl

  • Inutile parlare di crescita sostenibile. La crescita economica va a scapito dell’ambiente.
    Se gli integralisti della crescita e dei posti di lavoro non riescono ad immaginare che basterebbe fare dei punti di raccolta dove si paga chi porta la carta e Roma si riempirebbe di cartonari , plasticari, metallari……..

  • dadafari

    il concetto è molto semplice.. i rifiuti oggi rappresentano le 2 parallele massime fonti di guadagno per organizzazioni criminali. da una parte per chi se ne deve liberare ( i privati )
    e quindi cerca di farlo sottobanco, dal altra il mercato che i rifiuti ,in quanto materie prime a costo zero, generano.
    La legge sbaglia in partenza, facendola diventare una faccenda privata solo a carico dell’ultima utenza del ciclo produttivo.
    L’unica possibilità per finire questa porcheria sono leggi speciali e forze speciali. E sportelli di denunce anonime/pubbliche. ci vuole una mappa pubblica dei veleni sul territorio, suggerirei ai geni informatici dei 5s, di fare
    un piattaforma web geomappale socialgestita con la mappa dei veleni, delle discariche, con pure il layer tumorale.. è semplice, facile, alla portata di qualsiasi laureato in informatica

  • Vamos a la Muerte

    Che dire, Enzo Favoino è persona qualificata e competente che sa perfettamente di cosa sta parlando.
    Gian Luca Galletti… basta guardare la sua faccia e si capisce tutto. Per carità, di persone poco sveglie con faccia da ebete ce ne sono a centinaia di migliaia: il problema è che costui fa il Ministro dell’Ambiente. Poi guardi le facce di Renzi, di Gentiloni, dellla Boschi…
    Buonanotte Italia

  • Pyter

    Il problema dei rifiuti è un fatto culturale. Si pensava che a Roma una sindaca, solo per il fatto di essere donna, sarebbe riuscita a risolvere il problema. L’aveva detto anche molto chiaramente la Maria Elena Boschi l’anno scorso: se un uomo prende un rifiuto da una donna, non deve considerarlo come un affronto e, aggiungo io, sarebbe meglio per la sua salute non bruciare le tappe, che quindi sarebbero gli altamente inquinanti turabottiglie femmina.
    Evidentemente sotto c’è qualcosa di più, di molto sottile, che al momento sfugge.

    • Ydobon

      Ma quale sottile….
      Roma produce una quantità di rifiuti pazzesca. Se non li bruci li seppellisci. Fine. O sennò si chiama Otelma e li fa magicamente sparire.

  • Ydobon

    Cosa si dovrebbe fare dei rifiuti? Gli inceneritori sono l unica soluzione dopo aver riciclato cio che si puo riciclare. Il resto è pura propaganda..

  • cristina

    l’economia circolare la conoscono in pochi e il problema truffa dei rifiuti è vecchio di almeno 20 anni ed ora è emersa anche la campagna SOS TARI perché hanno truffato sulle tasse che molti di noi hanno pagato, la sintesi del mala affare sui rifiuti.