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RIESAME INDIPENDENTE DELLE EMAIL SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO


A CURA DI SIR MUIR RUSSELL E COLLABORATORI

Quanto segue è il capitolo 1.3 del rapporto del Riesame Indipendente delle Email sul Cambiamento Climatico pubblicato il 7 Luglio 2010, che ne riassume le conclusioni.
Il comitato indipendente per il riesame è stato incaricato dall’Università dell’ East Anglia nel Dicembre 2009 di valutare in maniera obiettiva le accuse sorte dopo la pubblicazione online degli scambi di mail sul cambiamento climatico, il suo sito è http://www.cce-review.org N.d.T.

1.3 Risultati

13. La climatologia è una materia di tale interesse globale che nella sua condotta sono richiesti i più alti standard di onestà, rigore e trasparenza. Riguardo alle accuse specifiche fatte nei confronti del comportamento degli scienziati del CRU (Climatic Reserch Unit – University of East Anglia , ndt) , abbiamo riscontrato che il loro rigore e la loro onestà come scienziati non sono in dubbio.

14. Inoltre non abbiamo non abbiamo riscontrato che il loro comportamento ha pregiudicato l’equilibrio dei consigli dati ai politicanti. In particolare, non abbiamo trovato evidenza di un comportamento che potrebbe mettere a repentaglio le conclusioni delle valutazioni dell’ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change , ndt) .

15. Ma abbiamo rilevato che ci sono stati schemi consistenti di mancanze nel mostrare il livello adeguato di trasparenza, sia da parte degli scienziati del CRU che da parte dell’UEA , che ha sbagliato nell’identificare non solo il significato dei requisiti statutari ma anche il rischio per la reputazione dell’Università e, certamente, della scienza climatica Britannica.1.3.1 Temperature delle stazioni a terra

16. Riguardo alle accuse di nascondere i dati sulle temperature, abbiamo rilevato che il CRU non era in una situazione che gli permettesse di nascondere tali dati o di manometterli. Abbiamo dimostrato che ogni ricercatore indipendente può scaricare i dati delle stazioni meteorologiche direttamente dalla sorgente primaria e intraprendere la sua propria analisi della tendenza della temperatura.

17. Riguardo alle accuse di selezione faziosa delle stazioni meteorologiche, non abbiamo trovato evidenza di faziosità. Il nostro lavoro indica che le analisi di tendenza delle temperature globali al suolo è salda comparandola con una varietà di selezione di stazioni meteo al suolo, e con l’uso di dati corretti o non corretti. Il livello di accordo tra analisi indipendenti è tale che è altamente improbabile che il CRU possa aver agito in maniera impropria per raggiungere un risultato prestabilito.

18. Riguardo alle accuse di nascondere gli identificativi delle stazioni meteo, abbiamo rilevato che il CRU avrebbe dovuto rendere disponibile una lista non ambigua di stazioni usata in ogni versione della ricerca climatica sulle registrazioni delle temperature delle unità al suolo (CRUTEM) al momento della pubblicazione. Abbiamo riscontrato che le risposte del CRU a richieste ragionevoli di informazioni sono state poco collaborative e difensive.
19. Le principali implicazioni delle accuse gettavano il dubbio su quanto il lavoro del CRU in quest’area potesse essere affidabile e non abbiamo trovato alcuna evidenza che supporti queste implicazioni.

1.3.2 Ricostruzione delle temperature dall’analisi degli anelli degli alberi

20. L’implicazione centrale delle accuse in questo caso è che,nello svolgimento del loro lavoro, sia nella scelta dei dati che nel loro trattamento, gli scienziati del CRU intendessero influenzare le conclusioni scientifiche verso specifici risultati e mettere da parte evidenze sconvenienti. Nello specifico, era implicato dalle accuse che questo dovesse ridurre la confidenza statistica attribuita alle conclusioni del capitolo 6 del 4° rapporto annuale (AR4) del’IPCC, Working Grouop 1(WG1)
21. Non abbiamo trovato che il modo in cui i dati derivati dagli anelli degli alberi sono presentati nel’ IPCC AR4 e mostrati nella figura 6.10 sia fuorviante. In particolare, riguardo alla questione sulla composizione della ricostruzione delle temperature, non abbiamo trovato evidenza di esclusioni di altre ricostruzioni di temperature pubblicate che avrebbero mostrato scenari molto differenti. La discussione generale sulla fonte di incertezza nel testo è ampia, e include riferimenti alla divergenza. A questo riguardo, presenta un vantaggio significativo rispetto al rapporto de terzo accertamento (TAR) dell’IPCC.



[Figure 6.10. Rilevazione della variazione delle temperature NH durante gli ultimi 1300 anni. (a) Rilevazioni annuali delle temperature medie strumentali, identificate nella tabella 6.1. (b) Ricostruzione usando fonti multiple di dati climatici, identificate nella Table 6.1, includendo i tre archivi (JBB..1998, MBH..1999 and BOS..2001) mostrati nella TAR, e la registrazione strumentale HadCRUT2v evidenziata in nero. (c) Sovrapposizione dei range di incertezza pubblicati su scala multi-decade di tutte le ricostruzioni delle temperature identificate nella tabella 6.1 (eccetto RMO..2005 e PS2004), con temperature entro l’errore standard ±1 per una ricostruzione che ‘totalizza’ il 10%, e regioni tra il 5% e il 95% che ‘totalizzano’ 5% (il massimo 100% è ottenuto solo per temperature che cadono entro l’errore standard ±1 per tutte e 10 le ricostruzioni). La registrazione strumentale della temperatura HadCRUT2v è mostrata in nero. Tutte le serie sono state smussate con un filtro Gaussiano per rimuovere le fluttuazioni su scale di tempo minori di 30 anni; i valori smussati sono ottenuti fino a entrambi gli estremi delle serie estendendo le registrazioni con la media dei valori adiacenti esistenti. Tutte le temperature presentano anomalie (°C) nella media dal 1961 al 1990.]

22 Riguardo alle accuse che il fenomeno della “divergenza” potrebbe non essere stato preso correttamente in considerazione nell’espressione dell’incertezza associata alle ricostruzioni delle temperature, siamo stati soddisfatti di come non sia nascosto e del fatto che sia trattato in maniera aperta, discusso in maniera approfondita in letteratura, incluse le pubblicazioni del CRU.

23 Riguardo alle accuse che, in una specifica e-mail i riferimenti al “trucco” e al “nascondere la diminuzione” rispetto alle cifre del rapporto del 1999 del WMO (World Meteorological Organization), provano un intento di dipingere un quadro sviante, abbiamo trovato che, considerato il conseguente significato figurativo (e non ultimo, l’uso di una cifra simile nel Terzo Rapporto Annuale dell‘IPCC), la cifra fornita per il rapporto dell’ WMO era fuorviante. Non abbiamo trovato che sia fuorviante per ridurre le ricostruzioni in un certo momento in se, o per congiungere dati, ma riteniamo che entrambe queste procedure avrebbero dovuto essere spiegate chiaramente – idealmente nelle cifre ma certamente descritte in maniera chiara sia nelle didascalie che nel testo.

24 Riguardo alle accuse di nascondere i dati, con particolare riguardo alle piccole dimensioni del campione sugli anelli degli alberi della penisola Yamal, il CRU non ha nascosto i dati grezzi di base (avendo girato correttamente l’unica richiesta ai proprietari). Ma è chiaramente vero che l’accesso ai dati grezzi non è stato semplice finché non sono stati archiviati nel 2009 e che questo ritardo può essere criticato a buon diritto in linea di principio. Nell’interesse della trasparenza crediamo che il CRU dovrebbe aver reso più chiaro che i dati di cui non erano proprietari, ma su cui fondavano le loro pubblicazioni, sarebbero stati archiviati con tempistiche differenti.

1.3.3 Revisione paritetica e politica editoriale

25. Riguardo alle accuse che ci sia stata una eversione della revisione paritetica (valutazione del lavoro fatta da colleghi specialisti, ndt) durante il processo editoriale , non abbiamo trovato prove per sostenere queste accuse nelle tre istanze esaminate in dettaglio. Sulla base del lavoro indipendente che abbiamo commissionato (vedi Appendice 5) sulla natura della revisione paritetica, abbiamo concluso che non è insolito che posizioni fortemente contrapposte e espresse saldamente siano adottate in aree della scienza fortemente contestate. Siamo dell’opinione che tale comportamento, in generale, non metta a repentaglio l’integrità dei processi di revisione paritetica e di pubblicazione.

1.3.4 Abuso del processo delL’ IPCC

26. Riguardo alle accuse che in due specifici casi c’è stato un abuso da parte degli scienziati del CRU del processo dell’ IPCC, nel presentare l AR4 al pubblico e ai politicanti, abbiamo riscontrato che le accuse non possono essere confermate. Oltre ad aver controllato le prove presso di loro e controllato gli archivi relativi ai processi dell’ IPCC, abbiamo consultato i rispettivi redattori delle revisioni dell’IPCC. Entrambi gli scienziati del CRU facevano parte di un vasto gruppo di scienziati che si è assunto una responsabilità condivisa per i testi dei gruppi di lavoro dell’ IPCC, e non erano nella posizione per determinare individualmente il contenuto e le conclusioni.

1.3.5 Conformità con il Decreto sulla Libertà di Informazione (FoIA : Freedom of Information Act, ndt) e il regolamento sulle informazioni ambientali (EIR : Environmental Information Regulations, ndt)

27.Riguardo alle accuse che il CRU non sembra aver agito in modo consistente con lo spirito e gli intenti del FoIA e dell’ EIR, abbiamo riscontrato che c’era inutilità nelle risposte fornite alle richieste e ci sono prove che alcune e-mail possono essere state cancellate per renderle non disponibili nel caso fossero state richieste successivamente. La direzione superiore dell’università dovrebbe aver accettato maggiore responsabilità nell’implementare i processi richiesti per la conformità al FoIA e all’EIR.

1.3.6 Altri riscontri riguardo all’autorità (dell’ Università dell’East Anglia, ndt)

28.Considerato il significato del lavoro del CRU, le autorità dell’UEA hanno fallito nel riconoscere nella loro gestione dei rischi, il danno alla reputazione dell’Università alimentato dalla controversia sull’accesso ai dati.

Titolo originale: “The Independent Climate Change Email Review

Fonte: http://www.cce-review.org
Link
07.07.2010

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da PAOLO CASTELLETTI

Pubblicato da Das schloss

16 Commenti

  1. http://movisol.org/10news215.htm

    “Il riscaldamento globale è la più grande e riuscita frode pseudoscientifica che abbia mai visto nella mia lunga carriera di fisico”

    28 ottobre 2010 (MoviSol) – Un grande fisico americano, Harold Lewis, ha sferrato un duro colpo alla American Physical Society (APS) in una lettera con cui, il 6 ottobre, ha rassegnato le dimissioni. Lewis ha accusato l’APS di bloccare deliberatamente ogni dibattito o revisione scientific della teoria del riscaldamento globale, per bassi motivi finanziari.

  2. 14. Inoltre non abbiamo non abbiamo riscontrato che il loro comportamento ha pregiudicato l’equilibrio dei consigli dati ai politicanti. In particolare, non abbiamo trovato evidenza di un comportamento che potrebbe mettere a repentaglio le conclusioni delle valutazioni dell’ IPCC

    eh, certo, le e-mail nelle quali questi “scienziati” si spiegano l’un l’altro come taroccare dati ed algoritmi di calcolo, o come non rilasciare i dati in loro possesso non provano nulla o.O
    non c’è proprio nulla da “interpretare”, basta semplicemente LEGGERE……

  3. Cerchiamo di capire il significato dell’aggettivo indipendente

    V: Morning Sir.
    Sir Russell: Morning mister. How are you doing?
    V: Bene, grazie. Ci parli dell’indipendenza.
    Sir Russell: La nostra commissione e’ indipendente, per esempio, mister.
    V: Ma e’ purtuttavia molto British.
    Sir Russell: Of course mister, very Biritsh indeed.
    V: Ed il clima e’ globale.
    Sir Russell: Correct, molto globale, mister.
    V: Le vostre conclusioni sono globali ma British, si puo’ dire cosi’, Sir?
    Sir Russell: Noi siamo molto British, mister, lo notera’ anche dall’accento. Diamo molto valore alla reputazione, mister.
    V: Questo lo capisco Sir. La reputazione di uninverista’ con un nome che finisce per Anglia va difesa.
    Sir Russell: Lei conosce i principi del galateo britannico, mi fa piacere, mister.
    V: Grazie per il colloquio, Sir.
    Sir Russell: My pleasure, mister.

    Cerchiamo di capirli i poveri rettori dell’East Anglia, hanno una reputazione da difendere fra il su e giu’ dei grafici, delle mode Onuiste, ecc. ecc.

  4. C’era un interessante articolo che spiegava chiaramente come la commissione incaricata di rivedere i dati dell’IPCC fosse tutto tranne che indipendente. Anzi fosse un’emanazione della IPCC. Peccato che non riesco più a trovarlo…
    Giusto per mettere un po’ di sale su questa ormai insipida minestra: il Dr Nils-Axel Mörner, uno dei maggiori esperti (se non IL maggiore esperto sui livelli marini) ed ex collaboratore dell’IPCC, afferma che non esiste nessuna variazione dei livelli del mare, nè a Tuvalo, nè in Bangladesh.
    Dice che non ci dobbiamo preoccupare del livello dei mari, tutt’al più “dovremmo preoccuparci di chi ci ha preso in giro”
    http://www.iceagenow.com/Another_IPCC_Scandal-Sea_levels_NOT_rising.htm
    http://itsrainmakingtime.com/2010/nilsaxelmorner/

  5. La minestra e’ insipida, pero’ i governi continuano imperterriti ad offrircela; i giornalisti mainstream parlano di effetto serra da CO2, di emissioni nocive da CO2 come se fosse la cosa piu’ dimostrata del mondo. Non e’ affatto cosi’, lo sai bene. Intanto risorse enormi vanno sperperate per affrontare il problema sbagliato, che non e’ il CO2 ma l’inquinamento e tutto quel che ci sta dietro, essenzialmente il petrolio e l’energia in mano a pochissimi.

    Questa minestra dell’IPCC ce la faranno deglutire fino alla noia. A mio modo di vedere la colpa principale e’ della classe giornalistica, per lo piu’ succube delle tecniche di spin di certi ambienti. E’ lei ad influenzare i politici prima e l’opinione pubblica dopo. Fortunatamente ci sono sempre delle eccezioni, in genere sono dei free-lance. Comunque l’IPCC e’ un’ennesima dimostrazione che l’Onu va ristrutturata da cima a fondo. Siamo al paradosso che produce piu’ problemi di quanti ne risolva. Adottando metodi, appunto, da IPCC. Dal lobbismo sfrenato non ce ne scampa nessuno, e’ mai possibile?

    Mi spiace vedere che i movimenti verdi siano cascati dentro alla trappola CO2. Ormai ne sono unguaiati. Peggio, sono loro ad influenzare le decisioni di tantissimi governi di stanziare somme ingenti (e nuove tasse, e nuovi certificati finanziari) per combattere l’ineffabile CO2.

    Dipendesse da me, userei quelle risorse per escogitare, chesso’, un modo di deviare gli asteroidi pericolosi, non di certo per deviare un CO2 affatto pericoloso, che comunque va per conto suo, checche’ l’uomo dica e faccia. Finite le riserve fossili, avremo finito di preoccuparci del CO2, forse anche perche’ saremo finiti pure noi, immelmati in luridi liquami rimasti come ricordo dei tempi petroliferi. Siamo capacissimi di rendere invivibili i mari e noi stiamo qui a preoccuparci del CO2!

    Minestra nera, altroche’.

  6. Già….sulla classe giornalistica che influenza i politici non sarei così d’accordo. Nella piramide dopo le elites, che occupano il vertice, ci sono i politici e DOPO i giornalisti. Non a caso si parla di veline che i vertici RAI (e figurati le altre tivù!) distribuiscono ai gionalisti. Quindi vertici del sistema massmediatico molto vicini al potere politico, che a sua volta prende ordini dalle elites. Un caso tra tutti: la Busi
    http://donnedellarealta.wordpress.com/2010/05/21/maria-luisa-busi-lascia-la-conduzione-del-tg1-e-scrive-a-minzolini-%C2%ABoccorre-maggiore-rispetto-per-le-notizie-per-il-pubblico-per-la-verita%C2%BB/
    Certo che comunque la mettiamo è una combine riuscitissima: ci stiamo rimettendo tutti, con l’esclusione di quei quattro baroni.

  7. Il riscaldamento globale è una realtà. Basta informarsi anche da fonti esterne dall’IPCC per rendersi conto della emergenza che si porrà alle generazioni future.

    Tuttavia, ogni ricerca scientifica è un’esperienza umana. E non sono sorpreso che degli uomini abbiano approfittato di una ricerca assai complessa come quella dell’AR4 per trarne dei vantaggi.

    Da qui a dire che il riscaldamento globale sia una cospirazione internazionale ce ne passa. Ad esempio leggete dell’apertura del c.d. west passage al polonord e le sue implicazioni. Se non è riscaldamento globale quello cosa altro è?

  8. E’ scioglimento dei ghiacci dovuto ad attivita’ vulcanica sottomarina.
    I vulcani sottomarini sono tantissimi, sono dell’ordine del milione, solo che sono conosciuti da poco. Ad esempio c’e’ una grande crepa lungo la costa dell’Oregon che emette in continuazione lava sul fondale marino. Nessuno la vede, pero’ c’e’. Stessa cosa succede al largo dell’isola di Pasqua e sotto l’Artico.
    Stiamo assistendo ad una serie di vulcani che si stanno risvegliando: quello islandese, poi in Indonesia, l’altro giorno in Nigeria. Aggiungiamo le attivita’ sismiche. Qualcosa sta bollendo sotto i nostri piedi. E anche sopra le nostre teste: il sole si sta comportando in modo anomalo. incolpare di tutto il riscaldamento globale da CO2 e’ puro slogan. Riscaldamento tutto da verificare poiche’ le temperature in realta’ si stanno abbassando e non alzando. Le nevicate arrivano di nuovo prematuramente. Sono in ballo i cicli terrestri che hanno piu’ a che fare con l’astronomia ed il geomagnetismo che con il CO2. E’ questa la mistificazione di cui siamo vittime.

    La NASA ha tentato di misurare l’effetto serra da CO2 e non c’e’ riuscita.
    Il carotaggio di Vostock al Polo Sud dimostra che l’andamento di CO2 segui’ costantemente di 700 anni quello della temperatura. Quindi la tesi che il colpevole sia il CO2 non viene confermata dai fatti.
    I ghiacci al Polo Sud sono complessivamente in espansione e non in ritirata.
    Infine non dimentichiamo che stiamo uscendo dall’ultima era glaciale, quando New York e Ginevra erano coperte da km di ghiaccio. Forse e’ un bene che si siano sciolti.

    La costanza climatica non esiste. E’ un mito che ci e’ stato insinuato nel cervello in modo subliminale. Vattelapesca per quale motivo. Forse semplicemente per comodita’: avere a che fare con un clima costante rende piu’ facile la comprensione del clima stesso. Detto di transenna non esiste nemmeno la costanza geologica: mari e monti sono destinati a sparire e riapparire. Non esiste nemmeno la costanza magnetica.
    E per finire, simulazioni del sistema solare regolato dalla legge di Newton mostrano chiaramente che alla lunga il sistema e’ instabile.

    Spero che cio’ basti per capire che dobbiamo adeguarci costantemente, ed eventualmente essere pronti ad estinguerci dal mondo reale, se madre natura decidesse cosi’.

  9. Dove sono questi studi sull’attività vulcanica sottomarina nel polo nord? Tra l’altro, un altra cosa su cui un climatologo concorderebbe è che i vulcani al posto di scaldare, in realtà raffreddano il clima dato che emanano in atmosfera i c.d. aereosols.

    Nessuno ci ha inculcato alcuna costanza climatica o geologica. Il clima sta cambiando perché la quantità di gas ad effetto serra nell’atmosfera non è mai cresciuta a questo tasso da 650.000 anni. Potremmo essere noi col trend di emissioni di CO2 e simili (come la penso io) o potrebbe non essere così. Ma che vogliamo fare? Aspettare la desertificazione dell’Italia o fare qualcosa? Almeno provare a tracciare le basi per adattarsi a questi cambiamenti?

  10. Gentile pubblico , SIR MUIR RUSSELL E COLLABORATORI, vogliono continuare a prenderci per il culo . Perchè lor signori non si occupano di Haarp e dei danni che arreca al clima il complesso di antenne che dall’Alasca irradia onde elettromagnetiche nella ionosfera ? ( cercare HAARP su internet con GOOGLE e i video )
    Perchè non ascoltano i ricercatori indipendenti ? Questa gente scrive su questo sito per indorbidire le acque .. Mandateli a cagare…

  11. Qui ci sono una serie di link con informazioni sui vulcani sottomarini:

    iceagenow.com/Ocean_Warming.htm

  12. E’ chiaro che le informazioni da un ricercatore a un giornale , o peggio al discorso di politico siano influenzate e modificate…

    E nulla è veramente indipendente, figuriamoci la commissione per il riesame delle famose e-mail.

    Ma non ci si può nascondere dietro a simili banalità per negare le cifre del surriscaldamento globale: probabilmente le cause e i meccanismi del clima non sono ancora chiari, ma il pianeta si scalda, i ghiacciai si sciolgono ( e non solo quelli polari [glaciology.ethz.ch] ) e sbattersene allegramente della CO2 o in generale dell’impatto umano sul clima bollandoli come truffa lo trovo un atteggiamento veramente infantile.

  13. Incredibile….
    Qui si annega nelle inondazioni le precipitazioni sono sempre più imponenti e riesco ancora a leggere che esiste un pericolo SICCITA’?
    INCREDIBILE…

  14. Non so se sia piu’ infantile sentire una campana o sentirne due. Ad esempio quella di Robert Felix, non propriamente un infante: difatti si occupa della tematica dei cicli climatici da decenni. E’ comunque in buona compagnia di climatologi, meteorologi e studiosi degli oceani. Mi pare infantile pensare che siano tutti dei bebe’ in fasce. piuttosto e’ gente che sa pensare e ragionare con la propria testa, indipendentemente dalla moda mediatica. Sono degni di doppia attenzione proprio per questa loro caratteristica. Nella scienza solitamente ha ragione la minoranza, non la maggioranza.
    Sara’ un fenomeno di democrazia al contrario. Diciamola tutta, la democrazia scientifica non esiste, esistono solo i dati, che non sono i modelli! Il ragionamento di fondo dell’IPCC e’ basato prevalentemente su modelli computazionali, fra laltro pieni zeppi di limiti intrinseci.

    Qui sotto metto una sfilza di link a notize riguardanti ghiacciai in crescita. Fra di essi l’Antartico e il Monte Bianco.
    I ghiacciai alpini decrescono per il semplice fatto che veniamo fuori da una glaciazione.
    Il ghiaccio artico invece si scioglie a causa dei numerosi vulcani sottomarini attivi sotto di esso.
    Comunque, alcuni indizi dovrebbero indurci a pensare che siamo probabilmente sulla soglia di una miniglaciazione. In particolare il comportamento del sole e’ molto sospetto. I prossimi decenni ci diranno di piu’ al proposito.

    Tacere queste informazioni non solo e’ infantile, ma rasenta la disonesta’ d’informazione.
    La stessa disonesta’ manifestata da Al Gore nel suo (in)famoso documentario da Oscar. In realta’ era un marketing preventivo per lanciare il mercato dei certificati da emissione sul CO2 e tutta l’industria finanziaria creativa al seguito. Il tutto si puo’ anche inserire in una strategia di governo globale. Una tassa mondiale sul CO2 sarebbe un passetto in questa direzione. Mancava proprio una tassa sull’aria che respiriamo, se ne sentiva la mancanza. Metterla sul CO2, un gas indispensabile alla vita, e’ una vera genialata. Perche’ non metterla anche sull’ossigeno gia’ che ci siamo? E poi sui peti, nostri e degli animali.

    Quella del CO2 che riscalda l’atmosfera e’ una solenne balla. Detto altrimenti, si tratta di una tesi vecchiotta e abbandonata perfino dal suo proponente, arresosi davanti all’evidenza dei dati oggettivi.
    Nessun dato supporta ldirettamente a tesi che sia il CO2 a scaldare l’atmosfera. Anzi e’ il contrario, i dati parlano chiaro per un milione di anni: l’atmosfera piu’ calda causa (con un’inerzia di secoli) un aumento della concentrazione di CO2. Che comunque e’ sempre presente in una concentrazione ridicola, per esempio in relazione all’azoto o all’ossigeno.

    I link sui ghiacciai in crescita sono qui:
    iceagenow.com/Growing_Glaciers.htm

  15. Anche su Giove e Saturno ci sono cambiamenti climatici in corso… dimentica HAARP&Clima, non sono collegati che c’è altro da collegare… Ma mandateli a cagare lo stesso 😉