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“REPORT” E L’ISTIGAZIONE ALL’AUTORAZZISMO

FONTE: ILPEDANTE.ORG

Ho sempre sospettato che la trasmissione Report sia stata tra le cause più decisive della mia emigrazione in Austria, quando ancora amavo viaggiare. E che continui ad esserlo per tanti giovani. Perché è irresistibile: dopo pochi minuti di Report devi odiare l’Italia. E il bello è che non sai neanche perché. Tra inquadrature sghembe, interviste mezze rubate, primi piani di citofoni e porte vetrate, telecamere che riprendono altre telecamere e riferimenti di cronaca buttati nel montaggio in ordine rigorosamente random, ciò che resta nel telespettatore dopo i titoli di coda non è la trama di un malaffare ma un magma di impulsi dove attechisce una sola certezza: di essere stati usati, turlupinati, spolpati. Resta l’eco delle migliaia e milioni di euro che si intuiscono sottratti al proprio bisogno. E una rabbia tanto più forte perché sfocata, generalmente indirizzata a maneggi così immondi da sfuggire alla schietta intelligenza degli onesti.
Perché Report è purtroppo anche un esercizio di stile. Pur restando uno dei pochi tentativi seri e ben finanziati di giornalismo d’inchiesta in Italia, i suoi spunti e materiali anche preziosi, anche coraggiosi, annegano in una tecnica «shock and awe» che indigna e disorienta prima di informare. Oltre a ciò, non sembra intravedersi una chiara linea editoriale. Il prodotto richiama politicamente il grillismo delle origini e la collegata retorica dell’onestà già analizzata in questo blog, dove i colpi spesso ben assestati al privilegio, alla prevaricazione e alla furberia dei potenti mancano puntualmente di gettar luce sulle possibili cause sistemiche di quei fenomeni. In Report il sistema delle regole e degli obiettivi politici è anzi raramente il problema: alla peggio è perfettibile, ma i suoi fallimenti sono tutti da addebitare all’indegnità di chi vi si deve attenere. Sicché la ricerca di senso dello spettatore non può che incanalarsi nell’autocondanna di un popolo incapace di avverare le opportunità di modelli politici ed economici altrimenti votati al successo. Un’autocondanna che in Report si fa sovente anche esplicita divagando sui modelli virtuosi de «gli altri paesi» dove invece, a presunta parità di premesse, «le cose funzionano».
Ho smesso di guardare Report – e la televisione in genere – anni fa, ma ne ricevo regolarmente le newsletter. L’ultima è relativa alla puntata che andrà in onda lunedì 27 novembre sul tema dell’integrazione europea, il cui intento non velatamente propagandistico è già stato ben denunciato da Marcello Foa. Quel breve comunicato email con il riassunto dei servizi merita una lettura analitica per misurare lo stato del dibattito europeista anche tra i giornalisti accreditati come indipendenti. Ciò che in esso colpisce non è tanto la persistenza di posizioni e formule ormai irripetibili persino tra le frange più accorte del mainstream, ma la grave incoerenza interna delle tesi esposte o implicate. Da quelle contraddizioni emerge lampante l’impasse di chi ha investito aspettative e carriere nel progetto paneuropeo e ne è quindi oggi prigioniero, incapace di districarsene e condannato ad accettarne l’illogicità affinché la logica non ne faccia strame.
Clicca per ingrandire

In sintesi:

  • la classe dirigente tedesca impone l’austerità brutta, non rispetta le regole, disunisce il continente, sfrutta i suoi lavoratori e tratta i paesi del Sud come già in tempi innominabili («l’occupazione tedesca»);
  • anzi no, l’austerità è bella e necessaria, ma noi ci ostiniamo a spendere soldi pubblici;
  • l’Unione Europea è più indisciplinata e maneggiona di noi.
Quindi? Quindi bisogna farsi governare dall’Unione Europea (sì, quell’Unione) dove «vince la linea» della Germania (sì, quella Germania) per risolvere i nostri problemi.
È grande la confusione sotto il cielo. Speriamo porti bene.

* Fonte: Il Pedante

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it
Link: http://sollevazione.blogspot.it/2017/11/report-e-listigazione-allautorazzismo.html
27.11.2017

Pubblicato da Davide

  • olmo

    Che è la posizione della sinistra in generale, dalla (quasi) colta alla più sempliciotta.
    Probabilmente molti avventori di questo sito che tali si definiscono “culturalmente” preferiscono questa europa “all’italietta sovranista”.
    Purtroppo non si può più mandarli nei gulag a rinsavire come fossero sanatori dei bei tempi andati!

    • Ybodon

      ecco. Abbiamo uno che si è fatto prendere in giro dalla destra liberista credendo di poter diventare Berlusconi………. che SA cosa pensano tutti quelli di sinistra. Meno male va. se ne sentiva la mancanza!

      • GiPa

        della destra liberista e la sinistra neo-liberista, ( forse sarebbe meglio chiamarli alto e basso come dice Diego Fusaro ) ne farei volentieri un fascio da ardere alla prossima disfatta elettorale

      • olmo

        Essendo emiliano so perfettamente, sia perchè una ventina d’anni ero uno di loro e sia perchè li frequento tutti i giorni, cosa pensa l’uomo di sinistra medio, dal piddino classico (che sono ancora la maggioranza da queste parti!) al tipo da centro sociale, semplicemente perchè quello dice, quei giornali legge, quelle frasi fatte usano.
        Non ho ancora il potere di sapere quello che pensi, ma se avrai la pazienza di continuare a scrivere su questo blog prima o poi lo sapremo tutti!

        • Ybodon

          non mancherò.
          Posso anche darti ragione, ma parafrasando cosa disse l’agente Starling al dott. Lecter:hai il coraggio di rivolgere questa potente analisi verso te stesso e la destra?

          • olmo

            Coraggio? Certamente, personalmente non faccio sconti a nessuno e neanche qua si scherza, ognuno affonda la lama dove ritiene giusto colpire, così deve essere!
            Il mio intento in questo caso era colpire um “mondo” culturale che da anni si è strutturato come “informazione di regime” nelle sostanza, ammantandosi come alternativo rispetto ad una destra da sempre ritenuta la voce del padrone, in soldoni per intenderci.
            Alla prossima.

    • Raffaele Vitone

      L italietta sovranista….una caccola stile romania…con la liretta in tasca ci sentiremmo dei gran signori…

    • –<>– –<>–

      Sono gli stessi che un tempo gridavano “patria o muerte”, si sono persi qualcosa.
      Inoltre, (ma non ne sono sicuro, se qualcuno conosce il russo mi corregga), il termine “bolscevico” corrisponderebbe all’ italiano “populista”.

      • Primadellesabbie

        Solo perché sei un estimatore di Zolla: bolscevichi vuol dire maggior parte, maggioranza e menscevichi minoranza, la faccenda ha preso forma in un congresso (secondo) tenutosi a Londra nel 1903 durante il quale, per farsi concedere la sala di un pub di Islington, i delegati, Lenin incluso, dichiararono di dar vita ad un congresso di pescatori e, per un’altra sala ad un congresso di parrucchieri belgi (ovviamente la polizia sapeva tutto e la gente anche, tra l’altro erano a Londra perché erano stati mandati via dal Belgio).

        • –<>– –<>–

          Thanks!

        • –<>– –<>–

          Trotsky era uno Eltsin ante litteram, un agente che doveva svendere le ricchezze dei territori sovietici agli occidentali (che finanziarono la rivoluzione).
          Poi arrivò un baffone, un Putin ante litteram, che sfasciò il giocattolo, motivo per cui è denigrato e odiato in occidente.

          • Primadellesabbie

            La questione é controversa, bisogna tenere conto che a quei tempi c’era ancora una grossa dose di idealismo in giro, fatto che in sé non esclude nulla, ovviamente, ma va considerato.

            (Il paragone con Eltsin mi sembra francamente un molto azzardato.)

            Trotsky era il garante del grosso prestito fatto, ai rivoluzionari, dalla massoneria tedesca.

            Il baffone si é trovato un buon numero di gatte da pelare, e si é districato da buon allievo dei gesuiti.

          • –<>– –<>–

            Io la rivoluzione russa la vedo come l’ennesimo tentativo, dopo Bismark e Napoleone e prima di Hitler e Eltsin, delle elites occidentali, di mettere le mani sulle ricchezze russe e asiatiche in generale.
            Trotsky (e il trotskymo) un agente del capitale, dagli usa dedicò la sua vita a combattere il comnismo sovietico, che era lo stesso obbiettivo dei capitalisti.
            Pertanto ha fatto la fine che meritava.
            I suoi eredi odierni, atlantisti, immigrazionisti e russofobi, confermano il personaggio.
            Su Stalin, checchè se ne dica, è stato il più grande statista del 20* secolo.
            Quello che ha fatto lui, non lo ha fatto nessun altro.

          • Primadellesabbie

            Ti ho risposto qualche cosa, prima o dopo comparirà, é in lista di attesa per il visto del MinCulPop.
            (battute a parte, io approvo questo modo di procedere)

          • Primadellesabbie

            Ecco, sdoganata la risposta, senza censura.

            (Mi avevano fatto premurosamente sapere, con un appunto sotto il nick, che avrei dovuto pazientare.)

  • A 19th century man

    Vabbè il trucco è semplice, se n’è straparlato in proposito ma giova ripetere: si creano tante squadre nemiche che sostengono le stesse tesi. Quindi si stimola la genesi di tifoserie che si odiano, tutti fanno a gara a sostenere la propria squadra ma alla fine le idee sostenute sono le stesse. È lo stesso nel calcio, dove l’idea sostenuta da tutti è appunto il calcio stesso.

  • Carmine

    Ho appena guardato il servizio su “Stati Uniti D’Europa” e sono senza parole per il paragone con gli Stati Uniti D’America.
    CI rendiamo conto che la federal Reserve può stampare dollari anche se hanno il debito pubblico più alto del mondo( questo particolare viene omesso nella trasmissione) perchè sono la maggior forza militare del mondo e li mettono a paragone con noi che siamo loro colonie? Sembra la bacchetta magica che ha fatto ripartire tutta l’economia americana ….. e grazie chi può contestare il loro operato? Noi italioti o tedeschi li posssiamo condannare o criticare o fare altro? Servizio ridicolo e tendenzioso politicamente. Aveva ragione marcello Foa.

  • –<>– –<>–

    La trasmissione report è una scatola vuota che genera, appunto, sensazioni.
    Ma sono vuote anch’esse, e la realtà è ben diversa.
    Basta l’inquadratura di una valigetta con un sottofondo musicale birbante (preferibili fisarmoniche e organetti), snocciolare un infinità di dati inutili, la solita lista di intrecci societari che non dice niente, e si crea l’atmosfera giusta per plagiare lo spettatore.
    Si occupano poi di argomenti secondari, non attaccano più i grossi gruppi di potere, perchè dopo la vicenda Barnard, non hanno più le spalle coperte da mammarai, e preferiscono prendersela con i piccoli imprenditori.
    Nella puntata sui migranti, solita minestra, i doppiaggi teatrali fatti per impietosire e si sono guardati bene da toccare Minniti ( “il grande assente della nostra inchiesta”, sic)

    • Carmine

      Che delusione. Sembrava seria come trasmissione ma….riflettendoci bene siamo sulla rai.

    • A 19th century man

      “Sottofondo musicale birbante” è bellissima..Sono due ore che rido da solo e mi prendono per matto..

  • enricodiba

    Report e la costola Presa diretta, sono gli unici che fanno giornalismo in italia, quindi non è che ci sia molti termini di paragone, se poi l’italia è corrotta fino al midollo non sarà colpa loro; per il resto lo fanno dal loro punto di vista, cioè di sinistra e buonista, basta vedere tutti i pistolotti a favore dell’immigrazione che ogni tanto ci mettono dentro, oppure Presa diretta che una volta ha fatto un servizio sui maschi che gli si sta riducendo il pene!?
    Tutto questo per metterci che serve importare gli immigrati africani.
    http://www.huffingtonpost.it/2017/03/13/ciao-maschio-presa-diretta_n_15328366.html
    per il resto meglio averceli che non averceli

  • valentino fancello

    A parte l’utopia naif degli Stati Uniti d’Europa, la puntata di stasera secondo me ha segnato un netto cambio nella linea editoriale, mettendo decisamente da parte l’autorazzismo per un visione più obiettiva. Non si può non prenderne atto…

  • Eric Maria Gerets

    Il Pedante come sempre coglie l essenza e la analizza da par suo:

    […]dove i colpi spesso ben assestati al privilegio, alla prevaricazione e alla furberia dei potenti mancano puntualmente di gettar luce sulle possibili cause sistemiche di quei fenomeni[…]

    Ecco il succo del discorso, che si parli di paradisi fiscali o di prosecco mai una critica al sistema che genera quei comportamenti o quelle storture.
    Messaggio per il popolo:
    Il nostro è pur sempre il migliore dei mondi possibili, se poi qualcuno (qualcuno?) ne approfitta è un infame da additare al pubblico ludibrio attraverso trasmissioni che dimostrino questo assunto, peccato che sia proprio quell infame a garantire al sistema stesso di proliferare e perpetuarsi all infinito.

    Ma come si fa a credere che in televisione, e in quei canali soprattutto, si faccia giornalismo d inchiesta vero?

  • Sono gli stessi che qualche anno fa si scagliavano contro l’uso del contante.

  • snypex

    La pia illusione dell’euro si sta sfaldando?
    La fede nell’europa dei banchieri è incrollabile?
    Se avete fede continuate a stare in ginocchio a pregare e pagate il debito basato sul vuoto spinto, perche avete peccato. Si il peccato originale dell’idiozia..

  • Tipheus

    Minculpop, Goebbels, dilettanti al confronto.
    Non saprei dire altro. Una medicina ti fa male? Eppure la soluzione c’è: inghiotti il flacone intero e muori.
    Report ha superato se stesso. Siamo servi della Germania? Eppure la soluzione c’è: Stati Uniti d’Europa, e da servi diventeremo schiavi.
    (Ps. Non so se urto qualche sensibilità, ma la stessa cosa si è fatta in Italia dal 1860 in poi ai danni del Mezzogiorno; ora si ripete l’errore su scala continentale, e come in Napoletani che cercavano di fare i colonialisti con la Sicilia diventarono terroni anche loro, così ora tutti gli italiani saranno “affratellati” nell’essere Mezzogiorno della Germania, unicuique suum).

  • Pedro

    Articolo perfetto al pari di quello di Foa. Complimenti

  • Ronte

    Gli USa hanno visto e continuano a vedere l’impoverimento dei salari e la distruzione del lavoro, sotto Bush come sotto Obama…Ed oggi Donald Trump, nel nome del nazionalismo americano, si lancia contro la sanità e i diritti sindacali.
    Sotto la sovranissima sterlina, il capitalismo inglese ha smantellato i diritti e le conquiste sociali di generazioni.
    Fallisce il Sistema Capitalista, e per questo deve riuscire a dirottare su falsi miti la rabbia sociale delle classi che sfrutta. Così, finito rovinosamente il mito europeista degli anni ’90, tornano in voga i miti nazionalisti e ‘sovranisti’.
    Ma l’alternativa non è tra euro e lira, tra libero scambio o protezionismo, tra Unione e Nazione…L’alternativa vera è tra capitalisti e lavoratori (subordinati in generale). Da un lato un sistema fallito che non ha nulla da offrire ma solo da togliere, sotto qualsiasi moneta e istituzione, nel quale la sovranità sta in ogni caso nelle mani dei capitalisti, dei banchieri, della loro dittatura. Dall’altro un progetto di alternativa di società in cui a comandare sia finalmente chi lavora (senza subordinazione), e cioè la maggioranza, a partire dal controllo delle leve fondamentali dell’economia.

    • Ybodon

      concordo.
      Il problema, come si vede chiaramente, è che pur di non permettere di focalizzare questa questione: mega-capitale contro lavoratore se ne inventano di ogni. E la ggente ci casca.
      Chi lo fa per il suo tornaconto (magari a volte giustificabile)
      Chi lo fa perchè stupido
      Chi lo fa perchè ignorante.

      quindi vengono tirate fuori tutte le possibili varianti: negri contro ebrei, bianco contro poveri, barche contro navi aliene, corruzione contro asili nido, vaccini contro mafia etc etc etc
      la ggente si schiera subito..non aspetta altro.
      Guarda quanta gente in piazza uniti dal tema “no alla violenza alle donne”.
      Che in sè è un tema nobilissimo…
      ma cosa c’è da fare articoli, trasmissioni, manifestazioni etcetcetc.???
      questa è la distrazione del momento e via giu, social, twit, post, frasi, ideologie, filosofi laureati che ne parlano seriamente, sociologhi, politici, intellettuali….
      via a parare delle ovvietà.
      non si picchiano nè uccidono le donne.

      ma perchè era un tema in discussione?

      Il prossimo sarà no alla violenza contro i bambini….
      poi non si piscia fuori dal vaso
      poi si tira l’acqua dopo aver evaquato….
      e quando si tossisce mi raccomando la mano d’avanti la bocca.
      NOn si da fuoco ai barboni.
      non si insultano i negri
      voglio una manifestazione contro i tatuaggi
      e una contro i capelli troppo lunghi seguita da una contro i capellli troppo corti

    • olmo

      Scusami, quindi tu hai capito tutti gli errori storici dei movimenti socialisti e rivoluzionari, dove hanno fallito generazioni di lavoratori con zebedei più grossi dei nostri, le minchiate sesantottine – settantasettine che hanno distrutto la vecchia borghesia di allora e fondato filosoficamente il capitalismo contemporaneo e tutta la cultura definita post-moderna e tutto ciò che di effimero e nichilista contiene, tu hai colto ogni ganglio essenziale dove con le vecchie parole d’ordine e frasi fatte mutuate dai maestri si possa fare quello che un tempo non è stato possibile senza possibilità di derive psicopatologiche come lo stalinismo o prospettive di fughe in avanti (furia del dileguare) autoritarie dovute alla guerra permanente e modiale contro il capitalismo, dicevo che tu e i tuoi amici suppongo avete risolto tutto questo?
      Perbacco!… siamo tutto orecchi!

      • Ybodon

        allora sei in malafede.
        Perchè il “capitalismo contemporaneo” ha distrutto i movimenti dei lavoratori e infiltrato e distrutto gli ideali del sessantotto con la destra liberista.
        Quindi il coraggio di cui parlavo qua sotto….non ce l’hai.

        • olmo

          In malafede non me l’avevano mai detto.
          Il passaggio è da una sinistra che chedeva, tra le altre cose, che i lavoratori fossero pagati sempre meglio con più diritti a una sinistra, che a partire dagli anni 80 e maggiormente nei 90 con il crollo del muro, che dice che le “cose devono costare meno” ( paredigma liberista ), è la sinistra che ha abbracciato i valori liberisti ( se si suppone che la sinistra sia dotata di capacità di intendere e di volere!) e le maggioranza dei suoi elettori si è adeguata.
          Ma i semi sono stati gettati intellettualmente in quella stagione, bastano poche pagine di Pasolini per vederlo, secondo me!
          Anche il Gaber degli anni 70 non scherzava!

          • Ybodon

            quindi siccome le elite globaliste, che ovviamente non sono per il popolo, hanno corrotto i movimenti DEL popolo..la colpa è del popolo.
            Perfetto.

            Ascolta la finanza e le multinazionali sono “di sinistra” nel senso che sono interessate affinchè i lavoratori facciano “massa” contro i padroni?
            No.
            Quindi tu critichi “la sinistra” per non aver perseguito i suoi ideali socialisti, e lo faccio anche io.
            Ma certamente chi ha corrotto il socialismo sono i globalisti liberisti capitalisti.
            Quindi finiamola di inventare pallle che non è che scendiamo dal pero.
            Grazie.

          • Primadellesabbie

            Vi consiglio caldamente di leggere “Neoliberismo e manipolazione di massa” (scrupoloso e attento, non é un libriccino dei tanti!) di Ilaria Bifarini che mi aveva incuriosito con questo articolo:
            http://www.libreidee.org/2017/10/la-piu-subdola-arma-di-distruzione-di-massa-il-neoliberismo/

          • olmo

            Ne parla diffusamente Jean Claude Michèa, della genesi del rapporto fra movimenti socialisti e pensiero liberale e del figlio sifilitico che ne è uscito (parole mie!), in italia Costanzo Preve che era negli anni 90 tra i marxisti in auge fra i nascenti rifondaroli.
            Se vuoi telefoni al primo e gli spieghi di scendere dal pero così poi ci dici cosa ti ha detto!

          • Ybodon

            purtroppo non credo tu faccia finta di non capire….
            semplicemente non capisci.

            e questo è ciò che fa il potere…
            lavare il cervello talmente tanto da non riuscire più a distinguere .

          • Ybodon

            sii chiaro : tu sei per il neo liberismo e le grosse corporation?
            contro lo stato sociale?
            Parla, perchè sei parecchio ambiguo

          • olmo

            Non sono ordo-liberista ( variante tedesca, per tornare al tema euro ), sono per lo stato sociale, sono perfino sovranista tanto questa idea è avversa al potere delle èlite finanziaria ( stando a quanto dice quotidianamente dai suoi mezzi di informazione ) e non devo esserti simpatico per forza, ma solo se lo vorrai!
            Poi se sei un compagno dovresti sapere che l'”olmo” di un certo film di 40 anni fa non poteva certo essere liberista!

  • ilTafano

    Il titolo dell’articolo è fuorviante, quello originale è: “Grande è la confusione sotto il cielo”.
    Siate onesti intellettualmente e non riportate titoli ad usum delphini!

    • Truman

      L’articolo è stato preso con questo titolo da Sollevazione, come indicato, anche se l’originale aveva un titolo differente.
      Leggendo il commento di Orama Mino, qui, ho la sensazione che il cambiamento del titolo sia abbastanza indovinato, a volte gli italiani godono nell’autodenigrarsi.

      In generale il titolo può essere una scelta redazionale, certamente allo scopo di indirizzare il lettore o chi ricerca un argomento, nel caso in questione mi sembra che indirizzi il contenuto meglio dell’originale. Sarebbe scorretto se si fosse cambiato il contenuto, come si faceva “ad usum delphini”, lasciando invariato il titolo.

      Più in dettaglio, il Pedante aveva messo un titolo che dava scarsa indicazione dei contenuti (l’esempio migliore di questa tecnica è “Il nome della rosa” di Eco), il che può significare che per capire cosa dice bisogna leggere l’articolo per intero, è un modo di ragionare pedante, ma sensato.

      • Orama Mino

        Generalmente scelgo altri modi per godere, gli altri non so, ma dubito che l’autocritica possa soddisfare in qualche modo il proprio se.
        Sul cambiamento del titolo non mi pronuncio.
        Sulla considerazione espressa riguardo alla popolazione stanziata nella penisola italica, mi si deve smentire con i fatti e non con l’inutile retorica.

        • Truman

          Mi pare che fosse Galileo quello che sosteneva che i fatti erano dalla sua parte, e finì bruciacchiato.
          Io che non sono all’altezza di Galileo non ho alcun fatto per contrastare i testi sacri.
          E però sosterrei che la retorica può essere utile. Se non altro, è stata considerata una delle principali discipline da studiare per secoli.

          • Orama Mino

            La retorica cui faccio riferimento è quella in senso spregiativo, non certamente l’arte greca cui Lei fa riferimento e che, probabilmente, avrebbe soddisfatto la sua vanità.
            Il riferimento a Galileo è del tutto inconferente, a meno che questo non sia un posticcio tentativo di argomentare per sofismi (anche questa arte greca).
            Dal che se ne deduce che la sua replica poteva anche risparmiarsela, dal momento che non toglie nulla al mio manifestato disprezzo per gli italiani.
            Se proprio non ce la fa a non avere l’ultima parola, se è all’altezza, contraddica con fatti la mia denunciata inettitudine italica. Diversamente si taccia.

  • ndr60

    Per quanto mi riguarda, Report è un’ottima trasmissione d’inchiesta giornalistica (tra le pochissime guardabili), ma è pur sempre di mamma Rai, ovvero risponde alle logiche dei partiti che l’hanno lottizzata. Indimenticabile a questo proposito l’assassinio mediatico di Di Pietro, con un’inchiesta-marketta riguardanti fatti ben noti e già chiariti.

    • Non trovi strano che se risponde alle logiche dei partiti come dici, parla sempre male dello stato?

  • Primadellesabbie

    Ricordo un comico che pareva volesse spaccare il mondo, interveniva bacchettando i relatori in assemblee di

    • fuffolo

      Una moralizzazione finalizzata a far venire il senso di colpa allo spettatore. In quanto italiano saresti il peggio e così il nostro paese, nascondo quello che veramente siamo e che abbiamo intorno

  • Orama Mino

    Se gli italiani sono un popolo di merda (e la storia non smentisce) la colpa non è di “Report”.
    Del resto è fatta da italiani anche lei.

  • Vamos a la Muerte

    “Ho smesso di guardare Report – e la televisione in genere – anni fa”: spegnete Report.
    Una triste trasmissione di Propaganda: fatta bene ma, comunque, di Propaganda. E, proprio perché fatta bene, ancora più subdola.

  • Pimander

    Si certo, ma dopo aver visto Report, il voto a chi lo daro’?

  • Lupis Tana

    l’inchiesta vera è quella che non traspmettono…

    dopodichè le inchieste se vengono fatte sono vecchie mai in tempo reale, se non su cose di 2o piano…
    senza contare la fede della Gaba, sull’eliminazione del contante, un crimine contro l’umanità, la nostra.
    poi si potrebbe scrivere fino a domani sulle cose che non han detto o taciuto o sorvolato. anche se report è il meno peggio della rai,

    dopo resta fazio, pura adrem.saluti, t l