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PROTESTE A WALL STREET, QUELLO CHE I MEDIA NON VI MOSTRANO

DI AZGUY

Ci sono state proteste a Wall Street contro il piano di salvataggio per le banche per ora bocciato dal Congresso. I notiziari mainstream USA non hanno detto nulla.

Centinaia di manifestanti hanno protestato contro la proposta di un piano di salvataggio da $ 700 miliardi per l’industria finanziaria e le banche, eppure i notiziari nazionali americani non hanno detto nulla! Perché no? Sembra strano che nessuno dei grandi nomi della notizia come ABC, CNN, CBS, NBC ecc, che hanno tutti una presenza a New York City, non abbia voluto dare un’occhiata. Nonostante una tale protesta avvenisse nel loro cortile, i maggiori notiziari hanno scelto di non dire nulla al popolo americano. Sono inciampato per caso su questa notizia su Internet. È qualcosa di molto indicativo dello stato patetico della situazione giornalistica oggi negli Usa.

Comunque, nel caso non ne aveste sentito parlare, ho raccolto per voi una manciata di video, che vi metto qui sotto, delle proteste del 25 settembre a Wall Street.

Guardate cosa i media NON vi mostrano!

Nota del redattore: guardando google news sembra proprio che tutti i grandi media abbiano più che altro ignorato questa notizia, che non sembrerebbe così irrilevante: come afferma l’autore dell’articolo i notiziari televisivi USA non ne hanno parlato e su internet si trova principalmente riportata da testate alternative, unica eccezione degna di nota un apparizione giovedì sul sito economico della CNN, CnnMoney e sul sito del canadese National Post. In italiano ho trovato solo un post sui multimedia dell’Espresso.

Titolo originale: “Protests on Wall Street – what the news media isn’t showing you

Fonte: http://hubpages.com/
Link
28.09.2008

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Tao

    LA NOSTRA SORTE DIPENDE DA QUELLA DEI “MASCALZONI” DI WALL STREET

    DI CARLO GAMBESCIA

    WASHINGTON – La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha bocciato il pacchetto da 700 miliardi di dollari approntato dal Tesoro per salvare il sistema finanziario americano. E’ mancato il quorum per un pugno di voti. I contrari sono stati 228, i favoreli 205. Per far passare il provvedimento erano necessari 218 voti favorevoli. La notizia ha fatto sprofondare Wall Street: il Dow Jones ha chiuso in calo del 5,8% a quota 10.486,43 mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno il 9,14% a 1.983,73 punti e lo S&P500 è arretrato del 7,34% a 1.123,94 (…). La debolezza di Bush. Il clamoroso ‘no’ della Camera è stato innescato da un ripensamento in extremis di una dozzina di deputati repubblicani e dalla incapacità del leader democratico Nancy Pelosi di controllare il voto dei suoi deputati. Ma si è trasformato in uno schiaffo anche per il capo della Casa Bianca, confermando la perdita quasi totale da parte di Bush del potere di influenzare gli eventi (…). Ma il fatto che la maggiore opposizione al piano è venuta dai deputati repubblicani, cioè dal partito del presidente, è un’altra fonte di frustrazione per Bush. I deputati repubblicani sono preoccupati dal voto imminente di novembre: tutti i membri della Camera devono sottoporsi al giudizio degli elettori e sono quindi molto sensibili agli umori dei loro collegi elettorali, umori che sono chiaramente contrari al piano. Gran parte degli elettori sono convinti che il piano, che costerà 700 miliardi di dollari ai contribuenti, miri infatti a salvare le grandi compagnie di Wall Street ma faccia ben poco per i piccoli risparmiatori e per chi non è più in grado di pagare i mutui delle case. Subito dopo la bocciatura del piano, un Bush “molto contrariato”, ha convocato il suo staff nello Studio Ovale. E il segretario al Tesoro Henry Paulson, che ha incontrato il presidente della Fed Ben Bernanke, si è immediatamente detto pronto “a usare tutti gli strumenti a disposizione per proteggere i mercati e l’economia”. I candidati alla presidenza. Il candidato democratico Barak Obama ha chiesto ai mercati “fiducia” e “calma”. Il piano da 700 miliardi appena bocciato dalla Camera “non è morto” e adesso “è importante che tutti, gli americani e i mercati finanziari, abbiano nervi saldi”. Ma il suo avversario ha attaccato a testa bassa lo stesso Obama e i democratici. McCain ha affidato al proprio consigliere economico, Douglas Holtz-Eakin, il compito di diffondere una dichiarazione al veleno, affermando che il fallimento è legato al fatto che “Barack Obama e i democratici hanno messo la politica di fronte agli interessi del paese” (…). Cosi facendo, secondo McCain, i democratici “hanno messo a rischio le case, le condizioni di vita e i risparmi di milioni di famiglie americane”(…). Nuovo voto non prima di giovedì. Dopo la picchiata dei mercati la Camera si è riconvocata per giovedì. Oggi i deputati dovevano votare e andare a casa fino alla fine dell’anno per la pausa elettorale: i sostenitori in entrambi i partiti del piano da 700 miliardi – la speaker della camera Nancy Pelosi e (a malincuore) il capo della minoranza repubblicana John Boehner – si sono ripromessi invece di riportare in riga le truppe smarrite e rimettere ai voti il piano. Domani il Congresso osserva la festa ebraica di Rosh Hashanah e i lavori parlamentari erano in ogni caso sospesi (…). (29 settembre 2008) http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/crisi-mutui-6/camer-usa-bocca/camer-usa-bocca.html

    Siamo davanti a un errore per ora grave, ma che potrebbe diventare fatale qualora il piano di salvataggio ideato da Bush venisse respinto definitivamente dal Congresso. Del resto c’era da aspettarselo. Negli Stati Uniti non esiste tuttora alcuna cultura sociale diffusa dell’intervento pubblico. Qualsiasi aiuto statale, anche indiretto e non solo alle banche, viene subito interpretato, anche dal cittadino medio, come un attentato “comunista” alla libertà economica. Esemplare, sul piano politico, la reazione, e il voto contrario, dei repubblicani conservatori, da sempre legati a rigidi principi liberisti. Ma anche quella, tutto sommato ambigua, dei democratici, fermi alla troppo generica promessa di fare comunque qualcosa, soprattutto considerata la gravità del momento.

    Non abbiamo mai condiviso la politica di Bush in tutti i campi, ma riteniamo che il piano debba essere approvato, pena l’ espandersi della crisi finanziaria, e in misura gravissima, anche all’Europa e al mondo intero.
    Il problema del momento, se si vuole evitare una crisi economica internazionale lacrime e sangue, è intervenire rifinanziando le banche per impedire che il loro crollo si porti dietro l’economia mondiale. In Europa si dovrebbe subito cominciare a studiare un piano simile a quello di Bush.

    Le polemiche, spesso moralistiche, sul fatto che dietro la speculazione vi sono, tuttora, dei “mascalzoni”, sono assolutamente inutili. Se ci si passa la movie-espressione, è il capitalismo bellezza: da Francis Drake in poi il destino dei “mascalzoni” è sempre stato legato, e a filo doppio, a quello di miliardi di onesti cittadini-investitori. Magari solo desiderosi di guadagnare in fretta… Quasi, ma non proprio, come i “mascalzoni”…

    Come è del tutto inutile qualsiasi atto di fede nel mercato, legato al ragionamento che il ciclo economico debba fare il suo corso. Se si “lascia fare” al ciclo economico, corriamo il rischio di ritrovarci, tutti, con centinaia di milioni di disoccupati.
    Ovviamente ogni intervento, sulla falsariga di quello proposto da Bush, implica una crescita del tasso d’inflazione. Ma fra inflazione e recessione è preferibile la prima. Anche perché alla politica di intervento creditizio andrebbe affiancata una politica di opere pubbliche e di promozione dell’occupazione. Allo scopo di favorire il rilancio dei consumi privati e pubblici. E dunque la crescita dei salari e l’ avvio di un nuovo ciclo economico, questa volta virtuoso. Il che ovviamente, per andare a regime, potrebbe richiedere almeno cinque, se non dieci anni. E si spera nessuna nuova guerra.

    E’ perciò l’ora di attuare una “globalizzazione” non più del mercato, ma dell’intervento pubblico. Dal momento che non esistono alternative, se non quella di una crisi, dalla quale uscirebbero rafforzati solo quei gruppi sociali che detengono il potere militare. Il capitalismo, e in particolare quello Usa, allo stato attuale non ha oppositori capaci di coalizzarsi “globalmente” e trasformare la crisi economica in crisi rivoluzionaria.

    Certo, resta la possibilità, di una “compartimentalizzazione” della crisi mondiale per grande aree geopolitiche. Ma anche qui mancano le classi politiche, soprattutto in Europa, capaci di sganciarsi e muoversi autonomamente rispetto alle classi economiche. L’Europa finirebbe ( o resterebbe) perciò nell’orbita di altre grandi potenze. Almeno per ora.
    In conclusione, ripetiamo, è giunta l’ora di “globalizzare” l’ intervento pubblico, comune e concordato tra tutti i paesi. E questo, sul piano dei principi, non per salvare il capitalismo – non lo meriterebbe – ma per salvare il futuro dei nostri figli e nipoti. Purtroppo legato, almeno per ora, alla sorte dei “mascalzoni” di Wall Street.

    Carlo Gambescia
    Fonte: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
    Link: http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/2008/09/la-nostra-sorte-dipende-da-quella-dei.html
    30.09.08

  • Tao

    NON PASSA LA “LEGGE DEI SECOLI BUI”

    FONTE: MOVISOL

    Spinta dalla massiccia opposizione popolare la Camera dei Deputati USA ha bocciato il cosiddetto “piano Paulson” con 228 voti contrari contro 207 voti a favore. Per evitare ogni tentativo di riproporre la stessa follia sotto altro nome, rimarchiamo quanto segue in merito ad una proposta che poteva essere ribattezzata “la legge dei secoli bui”:

    1.      Il piano Paulson è un piano fascista a tutti gli effetti per sopprimere la Costituzione americana, dare pieni poteri al ministro del Tesoro Paulson per il salvataggio dei suoi amici alla Goldman Sachs e ad altri furfanti nel sistema finanziario;
    2.      Questo tentativo di golpe è stato coadiuvato dalle azioni di un “manipolo di prostitute” al Congresso USA, come ha commentato Lyndon LaRouche in riferimento ai sostenitori democratici e repubblicani del piano;
    3.      Se il piano Paulson viene approvato, il sistema si disintegrerà in un processo iperinflazionistico;
    4.      Se il piano Paulson non viene approvato, il sistema si disintegrerà ugualmente;
    5.      Sia l’esito 3 che l’esito 4 getteranno il mondo in una crisi da collasso paragonabile a quella che provocò l’epoca buia del XIV secolo. L’unica soluzione è: porre l’intero sistema sotto amministrazione controllata e procedura fallimentare.
    I principali aspetti della voluminosa “Legge per la Stabilizzazione Economica di Emergenza del 2008”, di ben 106 pagine, concordata tra Paulson e i leader del Congresso, sono i seguenti:
    ·        Il piano fornisce 250 miliardi di dollari immediatamente, altri 100 su richiesta scritta del Presidente e altri 350 su richiesta scritta del Presidente accompagnata da un rapporto. Il Congresso ha potere di veto sull’ultima tranche. Totale autorizzato: 700 miliardi. Alcuni banchieri hanno già osservato che la cifra è troppo bassa.

    ·        Esso definisce il termine “istituti finanziari” così: “Qualsiasi istituto, incluso a titolo esemplificativo, qualsiasi banca, cassa di risparmio, unione di credito, casa di brokeraggio o dealer, o compagnia di assicurazioni, organizzata e regolamentata secondo le leggi degli Stati Uniti o di ogni Stato, territorio o possedimento degli Stati Uniti […] e aventi significative attività negli Stati Uniti”. Questa definizione darebbe a Paulson il potere di dichiarare istituto finanziario quasi tutto, e include i rami domestici delle banche britanniche e altre banche straniere (ad esempio, le banche americane possedute da HSBC e Royal Bank of Scotland).

    ·        Applica la definizione di “attivi incagliati” alle ipoteche residenziali o commerciali, e alle “cartolarizzazioni, le obbligazioni e altri strumenti” relativi alle ipoteche emesse/originate prima del 14 marzo 2008; o “ogni altro strumento finanziario” ritenuto necessario.
    ·        Stabilisce un Consiglio di Supervisione della Stabilità finanziaria per gestire il programma, composto da membri dell’esecutivo, della banca centrale e della SEC. Nessun membro del Congresso.

    ·        Il ministro del Tesoro sarà soggetto al codice di procedura civile americano (capitolo 7, titolo 5), e le sue azioni potranno essere respinte se ritenute “arbitrarie, capricciose, un abuso di potere o in disaccordo con la legge”. Purtuttavia, “nessuna ingiunzione o altra forma di provvedimento equitativo potrà essere emessa contro il ministro […] al di là di rimediare una violazione della Costituzione”. In altre parole, immunità per Paulson.

    Lyndon LaRouche ha chiesto le dimissioni di Paulson e ha appoggiato la proposta di legge dei deputati Marcy Kaptur, democratica, e Scott Garrett, repubblicano, per istituire una Commissione d’inchiesta sui salvataggi finanziari.

    Movisol – movimento internazionale per i diritti civili solidarietà
    Fonte: http://www.movisol.org
    30.09.08
     

  • glomer

    Sig.ri!!!! Sono Cxxxi AMARI per tutti!!!

  • IVANOE

    Attenzione :
    E’ molto strano che il partito repubblicano americano abbia votato contro il loro presidente.
    Si sente puzza di bruciato.
    Il partito repubblicano americano è pieno di falchi senza scrupoli ( vedi le svariate guerre e attività reazionarie nonchè spinte all’estremo ).
    Con l’operazione della bocciatura del piano di Bush ( comunque insufficiente ) sembra che si vuole la politca del tanto peggio tanto meglio.Ovvero affossare l’intera economia mondiale ( tipo muoia sansone con tutti i filistei ) per annacquare tutte le loro responsabilità, scaricarle sui governi occidentali e farli ricadere sulle spalle di noi peones ( ovvero fare di un grande fallimento tanti piccoli fallimenti quanti sono i possessori di case come prima abitazione con mutuo).
    Se passasse questa ingiusta manovra avremo ancora di più guerre in questo falcidiato mondo.
    Ma la BCE cosa aspetta a cambiare il manico ?
    Cosa aspetta a ridare impulso ai consumi abbattendo drasticamente il costo del denaro ?
    Cosa aspetta ad agire qui da noi per fare ripartire l’economia e ridare fiducia ai cittadini europei e al sistema produttivo ?
    Cosa apsetta ad intavolare immedaitamente strette trattative con i paesei produttori di petrolio e i paesi in via espansione dell’asia ?
    Cosa aspetta a costituire immedaitamente il famoso esercito Europeo per metterlo a difesa dei propri interessi extra-europei ?
    Forse stà ancora servendo i suoi padroni ?
    Non ha capito che l’america è ormai andata e che ormai non esiste più nessun tipo di vincolo con loro ?
    Deve agire subito per evitare di essere travolti da questo perverso gioco americano.

  • Tao

    IN POCHI GIORNI I “PADRONI DELL’UNIVERSO” SONO SPROFONDATI SENZA LASCIARE TRACCIA

    DI TOM WOLFE
    La Repubblica

    Sappiate che il vostro inviato si limita semplicemente a riportare una notizia, quando racconta di quanta gente, nelle ultime settimane, ha assillato l´autore del “Falò delle vanità” con la domanda «Cosa comporterà questo per i Padroni dell´Universo?» “Questo”, sarebbe l´attuale crisi bancaria. L´espressione “Padroni dell´Universo”, tratta da quel libro, si riferiva a quei giovanotti ambiziosi (non c´erano donne) che, a partire dagli anni Ottanta, iniziarono a mettersi in tasca milioni di dollari all´anno in premi di produttività, operando nelle banche di investimento come la Salomon Brothers, la Lehman Brothers, la Bear Stearns, la Merrill Lynch, la Morgan Stanley e la Goldman Sachs.

    Le prime tre non esistono più. La quarta sta per essere assorbita dalla Banca d´America. Le ultime due si stanno convertendo in semplici banche, con il bancomat nell´atrio e, invece dei Padroni dell´Universo, cassiere un po´ attempate con stipendi modesti, provviste di mazzette di banconote antirapina da consegnare ai rapinatori assieme al contante.

    In pochi giorni, l´intero mondo dell´investment banking americano è sprofondato senza lasciare traccia. E allora, dove sono andati a finire i Padroni dell´Universo? A Greenwich, nel Connecticut, per lo più. I giovanotti più brillanti, svegli e ambiziosi avevano iniziato ad abbandonare il settore dell´investment banking, per spostarsi sugli hedge fund, già sei anni fa.
    Il vostro inviato è in grado di descrivervi scene di collera furibonda quando i giovani elementi più in gamba se ne sono andati. I gorilla della sicurezza li hanno presi per un gomito e li hanno accompagnati fuori a gran velocità.

    Non hanno avuto nemmeno il tempo di prendere quel che avevano dentro o sopra la scrivania, nemmeno la foto incorniciata di mamma, papà e della sorella, tenuta su da alette di cartone ricoperte di velluto sintetico, da quanto i loro superiori erano furiosi. I loro più grandi produttori e futuri leader li stavano piantando in asso.

    Greenwich è il centro del mondo dei Padroni degli hedge-fund, in sostituzione di Wall Street. Da cinque anni il mitico Floor della Borsa di New York, il cuore di Wall Street, si è andato gradualmente svuotando. Un centinaio di anni fa, il Floor era un club di oligarchi. Soltanto uomini dotati di credenziali sociali potevano avere uno dei posti a sedere interni del Floor.

    L´anno scorso, quando il vostro inviato ha fatto la sua unica visita al Floor, uno dei membri si è avvicinato ad un altro informandolo che, come tanti altri, avrebbe lasciato la Borsa per sempre. «Cosa farai?» «Entrerò nei Vigili del Fuoco». «Nei Vigili del Fuoco? In che ruolo?» «Farò il pompiere. Il loro piano pensionistico è fantastico».

    A proposito, non ci sono più posti a sedere nel Floor. La Borsa è già un anacronismo, come Broadway. Oggi tutto si fa con il computer. Passare il tempo al Floor della Borsa è come cincischiarsi all´Otb (una società di scommesse, ndt). Broadway e la Borsa sono come la prima cosa che si vede quando si va a Disneyland. Ti ritrovi in una città della fine del secolo scorso con il tramvai, la farmacia e la bottega del barbiere. Oggi Broadway e Wall Street sono questo.

    Potrà distruggere le vostre speranze di provare quel piacevole sentimento chiamato Schadenfreude (il piacere per le sfortune altrui), ma i Padroni dell´Universo sono più svegli di quelli che si sono lasciati alle spalle nelle banche di investimento. I loro hedge fund, ogni tanto, sono andati male, ma a differenza delle banche di investimento, vanno ancora forte. I Padroni dell´Universo si sono rapidamente messi sulla difensiva all´interno dei loro gusci, come le tartarughe. La loro battaglia decisiva, se ci sarà, avverrà soltanto oggi, martedì 30 settembre.

    La maggior parte degli hedge fund sono chiamati a dare un rendiconto il 30 settembre, il 31 dicembre, il 31 marzo e il 30 giugno per dar modo agli investitori di riscattare i loro investimenti, vale a dire per prelevare i loro soldi. Questi momenti si definiscono “cancelli”, come quelli di una prigione. Il cancello è il limite, la percentuale prestabilita del vostro denaro che il fondo vi consentirà di ritirare in una sola volta. Anche con questi rigidi limiti ai prelievi, alcuni fondi potrebbero ritrovarsi come gusci vuoti.

    Ma non versate lacrime per i Padroni dell´Universo. La maggior parte dei giovani Padroni ha già il suo “gruzzolo” al sicuro. Il “gruzzolo” è il termine per indicare quella somma di denaro che bisogna accantonare in investimenti sicuri allo scopo di ottenere un interesse adeguato per poter vivere comodamente a Greenwich in Round Hill Road, in Pecksland Road o in Field Point Road, in una casa costruita in un periodo precedente alla Prima guerra mondiale in un incantevole stile europeo, preferibilmente in pietra, con antiche torrette e un minimo di cinque acri di terreno intorno, grande a sufficienza da potersi definire una villa. Ogni Padrone dell´Universo conosce la cifra.

    Tom Wolfe
    Fonte: http://www.repubblica.it
    30.09.08

    (Copyright New York Times/La Repubblica. Traduzione di Antonella Cesarini)

  • castigo

    stronzate.

    a me è bastato leggere questa perla:

    “Le decisioni del Segretario in seguito all’autorità di questa legge sono insindacabili [non-reviewable] e a discrezione dell’agenzia [la nuova agenzia creata appositamente da questa legge N.d.t.], e non possono essere sottoposte all’esame di nessun tribunale o agenzia amministrativa”.

    è uno dei punti della legge bocciata.
    se pensi veramente che paulson avrebbe usato tutto questo potere per fare il bene della nazione e del mondo beh, dammi il numero del tuo pusher, ti vende roba davvero eccezionale….

    e poi, salvare gli squali facendo pagare il conto al popolo??
    stai delirando???
    se devono fallire che falliscano, ripagheranno i loro debiti con i patrimoni accumulati da loro, dalle loro banche e dalla cricca di politicanti che li sostiene.
    e poi tabula rasa e ricostruire tutto con criteri DAVVERO diversi.
    forse dopo questa megacrisi riusciremo ad imparare la lezione una volta per tutte.

  • alnilam

    beh le domande spero siano state poste in tono anche e soprattutto ironico; poiché non so se è il caso di ricordare che Wall Street e la City sono i due centri finanziari nevralgici che pompano in gran assoluto flussi finanziari maggiori nel mondo capitalista e converrai con me che sono legatissimi.
    Che la GB sia nella UE è un fatto assodato ma è pur sempre restia e lo sarà sempre ad unirsi agli altri membri in fatto di adozione della moneta unica (NB pur restando nel consiglio della BCE…e spartirsi la sua propria quota), perché? La sterlina è una gran balla…la vera risposta è l’atlantismo che li lega inscindibilmente laonde per cui a Brusselles non si muoverà MAI foglia che GB non voglia (alias USA). Capitoooo?

  • NIPPON

    E?????????

    Sa quanti sono 700.000.000.000 di $??????

    Per cosa sarebbero utilizzati per acquistare carta straccia????

    Qui l’unica spiegazione è la stessa data dall’establishment e dai gruppi finanziari bisogna stabillizare il mercato non è importante come bisogna “slavare l’economia”.

    Scrivendo:
    “Negli Stati Uniti non esiste tuttora alcuna cultura sociale diffusa dell’intervento pubblico. Qualsiasi aiuto statale, anche indiretto e non solo alle banche, viene subito interpretato, anche dal cittadino medio, come un attentato “comunista” alla libertà economica.”

    E’ vero e allora??
    Bisogna approvare un piano che acquista carta straccia con denaro pubblico perchè ?
    Questo è un intervento pubblico, ma chi sono i beneficiari di questo intervento le classi sociali più deboli come dovrebbe essere o qualc’unaltro ci spieghi mglio se sa.

    Al posto di scrivere frasi senza capo ne coda :
    “Le polemiche, spesso moralistiche, sul fatto che dietro la speculazione vi sono, tuttora, dei “mascalzoni”, sono assolutamente inutili. Se ci si passa la movie-espressione, è il capitalismo bellezza: da Francis Drake in poi il destino dei “mascalzoni” è sempre stato legato, e a filo doppio, a quello di miliardi di onesti cittadini-investitori. Magari solo desiderosi di guadagnare in fretta… Quasi, ma non proprio, come i “mascalzoni”…”

    E’ ora di smettere di giocare con i dadi per far denaro, o no, io capisco gli onesti cittadini investitori, ma con ciò ci devono rimettere tutti a discapito dei soliti, il piano sarà diretto dall’establishment finanziario non dai cittadini investitori che come al solito rimmaranno con un pugno di mosche

    o

    “E’ perciò l’ora di attuare una “globalizzazione” non più del mercato, ma dell’intervento pubblico. Dal momento che non esistono alternative, se non quella di una crisi, dalla quale uscirebbero rafforzati solo quei gruppi sociali che detengono il potere militare. Il capitalismo, e in particolare quello Usa, allo stato attuale non ha oppositori capaci di coalizzarsi “globalmente” e trasformare la crisi economica in crisi rivoluzionaria.”

    In che modo ci spieghi secondo lui uscirebbero rafforzati i gruppi militari, visto che non vi è più denaro per fare nulla come si farebbe a spiegare al contribuente che servono ancora soldi per un’altra nuova guerra.

    Ci spieghi se sa di cosa sta parlando come verrano usati tutti questi soldi, in modo reale cosa verrà acquisto come e perchè questo dovrebbe aiutare le persone.

    Ci spieghi come si può risolvere il problema dei mutui se sa cos’è e come funziona, secondo lui facendo alzare i prezzi delle case ancora più e creando nuovi debiti ancora più onerosi per le famiglie?

    E qunado scoppierà la bolla delle carte di credito quale altra pioggia di denaro del contribuente si chiederà e poi?

    Il bello è che finisce dicendo:
    “In conclusione, ripetiamo, è giunta l’ora di “globalizzare” l’ intervento pubblico, comune e concordato tra tutti i paesi. E questo, sul piano dei principi, non per salvare il capitalismo – non lo meriterebbe – ma per salvare il futuro dei nostri figli e nipoti. Purtroppo legato, almeno per ora, alla sorte dei “mascalzoni” di Wall Street.”

    1)”Globalizzare l’intervento pubblico”
    cosa vuol dire forse grazie ad un “governo mondiale” o come ci spieghi.

    2)” non per salvare il capitalismo – non lo meriterebbe – ma per salvare il futuro dei nostri figli e nipoti. Purtroppo legato, almeno per ora, alla sorte dei “mascalzoni” di Wall Street.””
    Forse sarebbe l’ora di slegare il futuro dei nostri figli da quello dei “masclazoni” di wall-street e non di aiutarli all’infinito perchè il loro destino continueràa rimanere legato al nostro e a quello dei nostri figli.

  • cippalippa

    Caro Gambescia stai giusto parlando del Nuovo Ordine Mondiale!!! Auguri!!!

  • Tao

    Il rifiuto del congresso di spalmare sull’economia mondiale il disastro americano ha portato al panico tra i farlocchi della finanza. Il motivo non e’ quello che ci raccontano i giornali, ma un altro: se il governo USA rifiuta da salvare il culo a loro, tantomeno e’ probabile che sotto il rigore del patto di stabilita’ ci possa essere qualcosa come un “piano Paulson” qui in Europa.

    Il panico, del resto, non e’ una novita’ in borsa: stiamo parlando di ragazzini cocainomani e vecchi imbolsiti che non hanno mai piantato un chiodo su un muro, e si vedono dire “la risposta e’ 42. Ergo, il liberismo e’ una merda, e non hai scampo”.

    Provate ad immaginarli: se chiedessimo a milioni di italiani “che cosa sai fare”, otterremmo qualche risposta. Chi direbbe “tassista”, chi direbbe “fornaio”, chi direbbe “bulloni rivestiti di ceramica”, chi direbbe “scatoloni di cartone”.

    C’e’ una categoria di persone che , alla stessa domanda potrebbe rispondere solo cosi’: “so gestire la complessita’ dei mercati finanziari in un ambiente entusiasta e proattivo, comprensivo dei limiti delle human resources e del dinamismo aziendale”. Lungo eufemismo che significa “sono un passacarte e non so fare un cazzo”.

    v
    Non e’ quindi strano se alla fine del gioco, cioe’ alla fine di quell’ambiente che permetteva di sopravvivere e prosperare a questi parassiti rubati ai call center , ci sia panico. Ma si tratta di un mero fattore umano, perche’ questi individui vivono in un mondo ove senza apevitivo nel lounge sei una merda, e senza le vacanze in una esclusiva localita’ di massa le loro mogli chiederanno il divorzio. (Se ,anziche’ cercare una compagna per dividere la vita, hai cercato un puttanone per dividere il conto in banca, che cazzo vuoi dal mondo? Gli applausi?)

    Se uniamo questo fatto ad una fortissima abitudine al consumo di droghe e al fatto che questi signori sono passati da ragazzini presuntuosi a vecchi schizofrenici senza passare dal via , non c’e’ da stupirsi del loro panico.

    Questo panico tuttavia e’, nel resto del mondo, ampiamente ingiustificato. Nel senso che sicuramente ci saranno contraccolpi, e gli avidi wannabe che hanno “investito” i soldi sentendosi tutti banchieri saranno cazzi acidi. Hai voluto tuffarti nel mare con gli squali, che cazzo ci posso fare se sei un tonno?

    Diversa e’ la situazione per coloro che lavorano.

    Per diverse ragioni: innanzitutto, negli ultimi decenni le banche hanno perso la loro vocazione primaria, che era quella di finanziare l’impresa. Di conseguenza, se e’ vero che vedremo un sacco di disoccupati in grisaglia e il mercato ci offrira’ piu’ colf laureate in economia, dall’altro lato le imprese non ci hanno poi rimesso tanto: non ricevevano certo impulso dalle banche, l’impulso lo trovavano sul mercato.

    Poiche’ le grandi banche non finanziavano piu’ l’impresa, pochissimi ne sentiranno la mancanza: gettandosi tra i guadagni facili della finanza cartacea, queste banche si sono allontanate abbastanza da fare il botto fuori dai coglioni.

    Paradossalmente, gli unici gruppi italiani a rischio sono quelli che sono entrati nel gorgo delle fusioni con banche straniere, questa nuova religione che ha imperversato per l’europa fino all’anno scorso: oggi, solo a parlarne vengono i brividi.

    Ergo, se volete una banca solida consiglio Montepaschi , o il vostro credito agrario di paese. Unipol banca non la consiglio perche’ essendo anche un’assicurazione potrebbe essersi trovata a riassicurare investimenti pericolosi: finche’ non sara’ chiaro quanto le assicurazioni si siano prestate a riassicurare il rischio di alcune finanziarie, state alla larga.

    Dunque: dopo la luce rossa del congresso americano, beware of insurance, lontani dalle assicurazioni, e lontani dalle banche che si sono fuse con banche straniere.

    Tralasciando questo (che vale per coloro che hanno soldi, e quindi sarebbe anche un mucchio di cazzi vostri sapere come spenderli: perche’ mai avete accumulato soldi senza sapere cosa farci? Tantovaleva spenderli), che cosa succedera?

    Succedera’ che molte banche vicine all’area anglosassone, come le banche norvegesi, svedesi, danesi, irlandesi (e avevo dimenticato l’area olandese/belga che e’ vicina al mondo finanziario anglosassone) finiranno col subire dei seri danni.

    E’ possibile che la crisi sfiori la Germania e colpisca la Svizzera, ma non credo possa fare danni se non marginali, se non in Svizzera.

    Come reagiranno gli istituti? Beh, hanno diverse possibilita’.

    La prima e’ di spostarsi in oriente: potrebbero anche decidere di continuare il gioco sui mercati asiatici. Questo dipende da quanto i governi orientali decideranno di esporsi ad un gioco che ha gia’ prodotto disastri.Secondo me, poco. Mangiano riso ma non sono fessi.

    Se quella strada fallira’, cioe’ se non vedremo scritto sui giornali che “le borse asiatiche salvano la finanza” (o cose simili) allora le banche tenteranno di tornare sul mercato industriale.

    Per prima cosa andranno a caccia di occasioni: se Colaninno e’ tornato sui suoi passi facendo una seconda offerta non e’ un caso. Vedremo sempre piu’ banche impegnate nel salvataggio di aziende in difficolta’, a partire dal nuovo anno.

    E’ possibile che i beneficiati siano Telecom , Trenitalia, Alenia , persino Ansaldo potrebbe apparire interessante nel medio termine.

    FIAT si comporta come al solito , essendo il forziere di una famiglia , ma ci sara’ modo per allearsi con loro.

    Anche le PMI riceveranno delle offerte di credito: lo scopo e’ prestare i soldi a qualcuno per farsi finanziare. Siccome tutte le aziende hanno subito un processo di rating negli ultimi due anni, andranno dalle aziende piu’ solide ad offrire credito. O meglio: ad offrire debito.

    Infine, un’altra cosa che faranno e’ rivolgersi al parco buoi: se siete stati clienti di una banca e ve ne siete andati, quasi sicuramente riceverete una telefonata che vi chiedera’ amabilmente di “tornare amichetti”. Vi offriranno principalmente prodotti per il risparmio assistito, o roba del genere.

    Quella roba rifiutatela: si tratta di fondi che vi garantiscono un guadagno ALLA FINE , ma se provate a smobilitarli prima scoprirete che sono in perdita: ci stanno spalmando sopra le loro perdite. In pratica siete vincolati sino alla fine, se vi capita una sfiga e volete ritirare i soldi prima ci rimettete.

    A quel punto come rispondete?

    Bene, chiedete di pronti contro termine. I pronti contro termine sono una situazione nella quale voi fate da banca per la banca, cioe’ gli prestate soldi. Si tratta di contratti piuttosto rigidi ( e vagamente favorevoli al cliente, per cui raramente le banche ve li offrono) coi quali voi prestate soldi alla banca (anziche’ incaricare la banca di investirli, cosa che la deresponsabilizza) e ricevete in cambio un interesse.

    Questa forma di investimento, che e’ stata occultata negli anni scorsi probabilmente ritrovera’ (specialmente nelle banche piccole) i propri sostenitori nei prossimi anni.

    Si tratta di una forma di investimento che, (attenti alle spese fisse) potrebbe essere il salvagente ideale sia per il piccolo risparmiatore sia per banche di media e piccola dimensione, specialmente se con molti sportelli.

    In ogni caso, non lasciatevi contagiare dal panico dei farlocchi in grisaglia: il fatto che siano tutti cazzi loro(e cazzi acidi) non implica ancora che saranno cazzi nostri. Qualche scossone lo prenderemo di sicuro, ma non duro come loro.

    Il mondo sta per cambiare, e molto. E se la finanza (=il corriere della sera) usa i toni del panico, e’ perche’ ai lavoratori andra’ bene e a certi parassiti andra’ molto, molto, molto male.

    Se non ci credete, osservate la differenza di toni tra il giornale di Fiat (www.lastampa.it ), cioe’ gente che costruisce oggetti di ferro e quindi e’ piu’ serena, e quello del Corriere/RCS (www.corriere.it), che e’ “il salotto buono” della finanza italiana e quindi e’ un bordello levantino di farlocchi passacarte e mignotte d’alto bordo.

    Se volete una colf italiana che capisca di bilanci, oggi sapete dove cercarla. In ogni caso, calma e lavoro. Si esce cosi’, dalle crisi.

    Chi sa fare qualcosa, si intende.

    Uriel
    Fonte: http://blog.wolfstep.cc
    Link: http://blog.wolfstep.cc/index.php?
    subaction=showfull&id=1222729678&archive=&start_from=&ucat=59&
    30.09.08

  • nessuno

    Questo delira.Secondo lui bisognerebbe salvare l’economia americana perché possa continuare ad esportare democrazia e truffe?
    Il liberismo da lei tanto predicato ha dimostrato quello che è l’impunita per farabutti e delinquenti a danno dei poveri risparmiatori allocchi.
    Questo sistema deve crollare e bisogna fare in modo che non ne ricreino un’altro simile.
    Purtroppo sia la stampa che gli esperti sono sempre al soldo dei potenti e continuano a predicare il “loro” verbo.
    Quando i risparmiatori si troveranno con un pugno di mosche forse vi prenderanno a calcioni nel sedere.
    Provocare disordine per creare un nuovo ordine.Questa è una strategia che i potenti applicano da sempre ma forse questa volta sono andati troppo oltre.
    Ben venga il tracollo di questo sistema finanziario forse è la volta che la gente apre gli occhi.
    Intanto, se volete un sano consiglio ritirate i vostri risparmi dalle banche prima che evaporino come neve al sole.
    Prima eravamo a rischio argentina ora siamo messi peggio con draghi (ex goldman sachs)il fallimento è dietro l’angolo.

  • reza

    Sono pienamente d’accordo con te anzi, sono diversi giorni che lo ripeto, ma sembra che l’idea non piace ai più che, trattando superficalmente questa questione cosi vera e reale, stanno cercando i fantasimini negli ardmadi.
    Il succo della politica repubblicana che sta per prendere un botta tipo il crollo delle torri di new york, è proprio questo; tanto peggio, tanto meglio.
    E il motivo è uno solo: è solo cosi che non perderanno totalmente ogni cosa e potranno avere ancora un ruolo nella politica americana dell’amministrazione di Obama.

  • alcenero

    Uno spettro si aggira negli USA…

    NON E’ CARACAS O L’AVANA, QUESTA E’ NEW YORK

    Fonte:http://achtungbanditen.splinder.com
    Link [achtungbanditen.splinder.com]

  • reza

    Se il piano Paulson viene approvato, il sistema si disintegrerà in un processo iperinflazionistico;
    Se il piano Paulson non viene approvato, il sistema si disintegrerà ugualmente.

    Bisogna vedere in assenza del sistema, quale saranno le prospettive future.